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La favorita del Mahdi
意大利语 BooksWhale 版本 · Emilio Salgari
Un romanzo storico-avventuroso di deserti, insurrezioni, amore e potere nel Sudan.
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图书简介
La favorita del Mahdi
Salgari intreccia guerra, fuga, fedeltà e passione in un paesaggio dominato dal deserto e dal conflitto politico.
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Emilio Salgari died in 1911, and this italian source text was published in 1887; it is public domain.
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La favorita del Mahdi
Emilio Salgari
预览章节CAPITOLO I. — Il Fidanzato di Elenka.预览
Era la sera del 4 Settembre 1883. Il sole equatoriale, rosso rosso, scendeva rapidamente verso le aride e dirupate montagne di Mantara, illuminando vagamente le grandi foreste di palme e di tamarindi e le coniche capanne di Machmudiech, povero villaggio sudanese, situato sulla riva destra del maestoso Bahr-el-Abiad o Nilo Bianco, a meno di quaranta miglia a sud di Chartum.
Da ogni parte dell’orizzonte accorrevano bande di superbe antilopi e di sciacalli che venivano a dissetarsi sulle poetiche sponde del fiume, e nell’aria svolazzavano arditamente schiere di fenicotteri dalle penne rosee e le estremità delle ali fiammeggianti, schiere di ibis sacre che calavan sulle foglie arrotondate e galleggianti del loto, e file di grossi pellicani che s’appiattavano fra i canneti, cacciando i pesci.
Sul molo e per le viuzze del villaggio, Negri, Arabi e Turchi, andavano e venivano rumorosamente, gli uni affacendati a scaricare cammelli e asini, altri a condurre mandrie di buoi tigrati e di cammelle ai pozzi, e altri ancora a tirar a secco le barche o a disarmarle. Per ogni dove si udivano monotone canzoni accompagnate dal suono del tamburello, che gli echi delle foreste ripercotevano: un salmodiare di versetti dell’Alcorano, un muggito di animali, uno sbattere di remi, un chiamarsi, un salutarsi e al disopra di tutti quei rumori la voce nasale del muezzin che dall’alto dell’esile minareto, colla faccia rivolta verso la Mecca, gridava:
— La Allàh ila Allàh (Non è Dio fuor di Dio) Mahàmmed rosul Allàh (Maometto è l’apostolo di Dio).
La preghiera del muezzin era appena terminata, quando una barca partita dalla riva opposta, venne ad arenarsi dinanzi al Machmudiech. Un ufficiale egiziano che era a prua, scambiate alcune parole coi battellieri e gettati loro alcuni parà (centesimi) saltò lestamente a terra salendo la erta sponda.
Era questi un bel giovinotto sui venticinque o ventisei anni, alto di statura, di forme snelle, eleganti ed insieme vigorose. Il colorito della sua pelle era d’un bronzo alquanto carico con riflessi rossigni, la faccia piacevolissima, maschia, ardita, con due occhi che brillavano d’un fuoco selvaggio e d’indomita fierezza e lunghi baffi neri. Appena ch’ebbe posto piede sul molo, guardò a dritta e a manca come cercasse qualcuno, poi si avvicinò ad un soldato egiziano, che deposto il fucile contro un muricciuolo diroccato, filava del canape nè più nè meno di una donna:
— Hai veduto il luogotenente Notis Cayma? gli chiese con voce brusca.
— Mi sembra d’averlo scorto, rispose il soldato, pigliando rapidamente il fucile e salutando.
— Dov’è andato?
— L’ignoro.
L’ufficiale stette alcuni istanti silenzioso guardando la corrente del fiume e le barche che la solcavano, poi tornò a chiedere:
— Dove trovasi il tenente Oòseir?
— È seduto laggiù sotto quella rekuba (tettoia) che beve il narghiléh .
L’ufficiale girò sui talloni e si allontanò, camminando colla libera eleganza degli animali selvaggi e colla nobiltà che è tutta propria delle nazioni arabe. Attraversò con fatica le linee dei cammelli inginocchiati sulla via carichi di gomma, d’avorio e di maiz, e si arrestò dinanzi ad una rekuba sotto la quale fumava beatamente un basci-bozuk.
— Es-selàm âlekom, Oòseir (la salute sia con te) disse l’ufficiale.
Il basci-bozuk, che volgevagli le spalle, si alzò prontamente, fissando su lui due occhi verdi come quelli d’una iena.
— Ah! sei tu Abd-el-Kerim! esclamò. Come mai ti trovi qui? Hai da raccontarmi qualche battaglia avvenuta con quei cani del Mahdi?
— Niente affatto, Oòseir, rispose Abd-el-Kerim. Cerco il greco Notis.
— Tuo cognato?
— Non corriamo tanto, amico mio, disse Abd-el-Kerim, sorridendo. Non lo è ancora.
— Ma lo diverrà.
— Se Allàh (Dio) e il Profeta lo vorranno... L’hai veduto tu, Notis?
— È arrivato dieci minuti or sono, e sorseggia il caffè laggiù in quel tugul.
— Andiamo da lui.
L’arabo e il basci-bozuk, l’uno a fianco dell’altro presero la via che conduceva al caffè del villaggio.
预览章节CAPITOLO II. — L’almea.预览
Le tenebre allora erano calate. Al nord, sulla cima delle creste del monte Auli, appariva la luna la quale vedevasi spandere un incerto chiarore al di sopra delle oscure boscaglie del Gemanje, e in cielo salivano le stelle che riflettevansi vagamente sull’azzurra e placida corrente del Bahr-el-Abiad. Alcuni Sennaresi ed alcuni Arabi gironzavano ancora o sedevano in mezzo alle vie o a ridosso ai muricciuoli delle capanne, fumando nel scibouk o nei narghilèh.
I due ufficiali scesero verso la riva presso la quale galeggiava una dahabiad a sei remi montata da alcuni barcaiuoli. Vi entrarono e si fecero traghettare alla sponda opposta, sbarcando ai piedi delle foreste, i cui rami giganteschi e fronzuti si curvavano graziosamente sulle acque.
— Dove sono i cammelli? chiese Notis.
— A cinquecento passi da qui, rispose Abd-el-Kerim, distrattamente.
— Hai preso con te il mio schiavo Takir?
— No, l’ho lasciato al campo onde preparasse la tua tenda.
— Allora chi li guarda? Se tu gli hai lasciati soli non so se li troveremo ancora. Gli Arabi, amico mio, non sono fiori di galantuomini.
— Non aver timori, Notis. Gli ho affidati ad un sudanese di mia conoscenza.
S’arrampicarono sulla riva che veniva giù quasi a picco, tutta cosparsa di canneti e di enormi radici che s’intrecciavano confusamente le une colle altre e s’internarono sotto le oscure vôlte della foresta. Notis prese un sentieruzzo appena appena visibile, ed Abd-el-Kerim gli si mise dietro in silenzio e colla fronte aggrottata, come se un grave pensiero lo tormentasse.
Quanto il greco procedeva con passo spedito, altrettanto l’arabo camminava lento e come svogliato. Anzi quest’ultimo di tratto in tratto si fermava, voltavasi indietro e mirava con occhio triste e cupo le rive del fiume e i dintorni, tendendo attentamente l’orecchio.
Dopo una ventina di minuti, il greco scorse, semituffato fra le piante, una zeribak, specie di recinto formato da pali nei quali si radunano usualmente gli armenti per proteggerli contro gli assalti delle bestie feroci. Egli si arrestò, armando per precauzione il suo revolver.
— Olà, Abd-el-Kerim, dove siamo noi? chiese egli.
L’arabo che era lontano, non l’udì e per conseguenza non rispose. Notis si volse indietro e lo vide fermo in mezzo al sentiero che guardava fissamente le rive del Bahr-el-Abiad.
— Che può avere Abd-el-Kerim? mormorò egli. Poco fa, quando gli parlai di mia sorella era diventato gaio e pareva felice. Come ora è diventato triste? Si direbbe che ha lasciato qualche cosa a Machmudiech... si direbbe che s’allontana a malincuore.
Egli tornò indietro in punta di piedi e osservò minutamente il compagno. S’accorse che aveva gli occhi rivolti al villaggio e precisamente verso il caffè. Fece un gesto di sorpresa e fors’anco d’impazienza.
— Oh!... esclamò egli.
Uno strano lampo guizzò nei suoi neri occhi. Quasi nel medesimo istante Abd el-Kerim si volse. La sua faccia si alterò, atteggiandosi a meraviglia e a dispetto.
— Che vuoi, Notis? chiese egli colla maggior calma del mondo.
— Ho veduto una zeribak, rispose il greco con egual tranquillità.
— Non temere, che è quella del sudanese. Là vi sono i nostri mahari.
Notis non si mosse; aspettò che egli fosse vicino, poi gli chiese bruscamente.
— Che hai Abd-el-Kerim?
L’arabo lo guardò come cercasse leggergli negli occhi lo scopo di quella domanda.
— Tu guardavi fisso fisso Nachmudiech, continuò Notis quasi distrattamente. Perchè?
— Bah! per curiosità.
— Ti dispiacerebbe per caso allontanarti da quel villaggio?
— Perchè, e l’arabo lo guardò ancor più attentamente e con sospetto.
— Non so, mi pareva...
— Non ho alcuna cosa che m’interessi a Nachmudiech. Tiriamo innanzi, Notis, che è tardi. Dobbiamo fare più di 40 miglia per giungere a Hossanieh.
Essi si rimisero in cammino e giunsero vicini alla zeribak, in mezzo alla quale vedevansi sorgere due lunghe aste sostenenti uno stracciato vessillo egiziano.
Al primo fischio che mandò Abd-el-Kerim, un sudanese uscì, abbigliato con una semplice farda bianca gettata graziosamente su di una spalla e d’un tarabisc rosso sul capo.
目录
本版本内容
- 01Full text
- 02CAPITOLO I. — Il Fidanzato di Elenka.
- 03CAPITOLO II. — L’almea.
- 04CAPITOLO III. — I due rivali.
- 05CAPITOLO IV. — Nel mezzo di un bosco.
- 06CAPITOLO V. — Il Rapitore.
- 07CAPITOLO VI. — Il duello.
- 08CAPITOLO VII. — Fit-Debbeud.
- 09CAPITOLO VIII. — Il prigioniero.
- 10CAPITOLO IX. — Elenka.
- 11CAPITOLO X. — Le due rivali.
- 12CAPITOLO XI. — La vendetta di Elenka.
- 13CAPITOLO XII. — Il salvatore.
- 14CAPITOLO XIII. — Il Delatore.
- 15CAPITOLO XIV. — La caccia all’almea.
- 16PARTE SECONDA
- 17I - Omar
- 18II - Fathma
- 19III - Il reis Ibrahim
- 20IV - Omar e Fathma
- 21V - La Fuga
- 22VI - La Dahabiad di Notis
- 23VII - Gl’insorti
- 24VIII - La zattera
- 25IX - Lo scièk Abù-el-Nèmr
- 26X - La pianura dei Leoni
- 27XI - O’Donovan
- 28XII - L’esercito egiziano
- 29XIII - Lo schiavo di Elenka
- 30XIV - L’appuntamento
- 31XV - Due tigri
- 32XVI - Il massacro di Kasghill
- 33CAPITOLO I. — Omar.
- 34CAPITOLO II. — Fathma.
- 35CAPITOLO III. — Il reis Ibrahim
- 36CAPITOLO IV. — Omar e Fathma.
- 37CAPITOLO V. — La Fuga.
- 38CAPITOLO VI. — La Dahabiad di Notis.
- 39CAPITOLO VII. — Gl’insorti.
- 40CAPITOLO VIII. — La zattera.
- 41CAPITOLO IX. — Lo scièk Abù-el-Nèmr.
- 42CAPITOLO X. — La pianura dei Leoni.
- 43CAPITOLO XI. — O’Donovan
- 44CAPITOLO XII. — L’esercito egiziano.
- 45CAPITOLO XIII. — Lo schiavo di Elenka.
- 46CAPITOLO XIV. — L’appuntamento
- 47CAPITOLO XV. — Due tigri
- 48CAPITOLO XVI. — Il massacro di Kasghill.
- 49PARTE TERZA.
- 50I - I prigionieri
- 51II - Il Mahdi
- 52III - Il supplizio dei prigionieri
- 53IV - Il delatore
- 54V - La tortura
- 55VI - Lo scièk Abù-el-Nèmr
- 56VII - Un morto che risuscita
- 57VIII - Notis in trappola
- 58IX - La zeribak dei prigionieri
- 59X - Il Mahdi e la sua favorita
- 60XI - Il perdono
- 61CAPITOLO I. — I prigionieri.
- 62CAPITOLO II. — Il Mahdi.
- 63CAPITOLO III. — Il supplizio dei prigionieri.
- 64CAPITOLO IV. — Il delatore.
- 65CAPITOLO V. — La tortura.
- 66CAPITOLO VI. — Lo scièk Abù-el-Nèmr.
- 67CAPITOLO VII. — Un morto che risuscita.
- 68CAPITOLO VIII. — Notis in trappola.
- 69CAPITOLO IX. — La zeribak dei prigionieri.
- 70CAPITOLO X. — Il Mahdi e la sua favorita.
- 71CAPITOLO XI. — Il perdono.