Italienisch Ausgabe
Literatur
Laudi
BooksWhale-Ausgabe auf Italienisch von Gabriele D’Annunzio
Originaltitel: Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi
D’Annunzio’s ambitious poetic cycle of sea, sky, earth, myth, heroism, sensation, music, and Italian modernity.
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Bucheinführung
Laudi
Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi is Gabriele D’Annunzio’s large poetic project, joining classical myth, Mediterranean landscape, sensual intensity, national imagination, and musical experimentation. The cycle captures the energy and excess of Italian Decadent and early modern poetry.
BooksWhale-Ausgabe
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Gabriele D’Annunzio died in 1938, and Laudi was first published beginning in 1903; these dates support the public-domain basis for this Italian edition.
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Laudi
Gabriele D’Annunzio
Alle Pleiadi e ai Fati
VorschaukapitelL'annunzio (1899)Vorschau
L'annunzio (1899)
VorschaukapitelALLE PLEIADI E AI FATIVorschau
Gloria al Latin che disse: “Navigare
è necessario; non è necessario
Inhaltsverzeichnis
In dieser Ausgabe
- 01Full text
- 02L'annunzio (1899)
- 03ALLE PLEIADI E AI FATI
- 04vivere.„ A lui sia gloria in tutto il Mare
- 05monte che addenta e artiglia te (leone
- 06che ha la tortile forma del Tritone.
- 07Il ricurvo timon per cui condotta
- 08con la barra tra l‘una e l’altra scotta,
- 09la divina figura onde fu bella
- 10contra il flutto la prua sotto il baleno
- 11della nube che vinto avea la Stella,
- 12l’ornamento superbo e il rude ordegno,
- 13le Pleiadi invocando al ciel sereno.
- 14Crepiterà nel fuoco il salso legno,
- 15insolito e dirà: “Qual mano acceso
- 16con le pupille di martìri esperte
- 17vider tristo crollarsi per l’interno
- 18della fiamma cornuta che si feo
- 19voce d’eroe santissima in eterno.
- 20men vali tu che nel dantesco fuoco
- 21il piloto re d’Itaca Odisseo.
- 22L’àncora che s’affonda ne’ tuoi porti
- 23chi mette sé nel turbo delle sorti.
- 24i gorghi del suo cor la sua virtute.
- 25Di latin sangue sorse la parola
- 26degna del Re pelasgo; e il sacro Dante
- 27le diede più grand’ala, onde più vola.
- 28il mio vóto, e il timone e la polèna
- 29del vascel cui Fortuna fu nimica,
- 30contra i perigli spignere fosti uso
- 31dietro l'anima tua fatta Sirena,
- 32infin che il Mar fu sopra te richiuso!
- 33L’ANNUNZIO
- 34U
- 35DITE, udite, o figli della terra, udite il grande
- 36con la mia bocca forte!
- 37come quelle del suono tese nelle antiche lire,
- 38che reca l’annunzio del prodigio meridiano
- 39il cielo nell’ora ardente! V’empirò di meraviglia;
- 40v’infiammerò di gioia; vi trarrò dalle ciglia
- 41il riso e il pianto.
- 42come quel che improvviso tonò nel silenzio
- 43del giorno santo.
- 44delle più fresche erbe gli alari che il fuoco ha róso
- 45coronate la fronte del toro, il vaso lucente,
- 46la pietra del confino.
- 47La bellezza del mondo sopita si ridesta.
- 48Il mio canto vi chiama a una divina festa.
- 49U
- 50DITE, udite, o figli del Mare, udite il grande
- 51con la mia bocca sonora,
- 52come nella selva il curvo legno per ogni fibra
- 53da poppa a prora
- 54le vostre sorti auguste, la deità che in voi splende
- 55dell’erbe confuse;
- 56cogliete il ramo vivo nella selva dei coralli
- 57cogliete i fiori equorei, molli come le piume,
- 58dolci come le ciglia chiuse;
- 59il timoniere alla barra, il gabbiere alla penna,
- 60verso i lontani veli
- 61Il mio canto vi chiama a una divina festa.
- 62La bellezza del mondo sopita si ridesta
- 63come ai dì sereni.
- 64verso la nave. Il giorno
- 65dalla forza d’Eràcle nell’iterata lotta, respirava per la sua vasta bocca nel mare e sola
- 66la sua brama era intorno.
- 67che gridò: “Pan è morto!„.
- 68Ma pieno era il giorno, ma era a sommo del cerchio
- 69il Sole, il maestro dell’opre eccellenti, lo specchio
- 70infaticabile degli umani,
- 71l’amico delle fonti, la chiara faccia, il puro
- 72il silenzio dei piani
- 73l’adorava offerendo al suo fuoco le messi
- 74dalle consacrate mani,
- 75madide nella fatica,
- 76dei cavalli furibondi sotto la sferza crudele
- 77P
- 78IENO era il giorno, o figli, era il Sole imminente;
- 79del sale purificante, la felicità dell’onda,
- 80della rupe immobile, dell’alga vagabonda,
- 81della ferrea prora,
- 82il promontorio fulvo come leone in agguato
- 83con proteso l’artiglio, il golfo dominato
- 84dalla città che dolora
- 85delle correnti, e i gemmei limitari degli antri
- 86che solo il vento esplora.
- 87L’attesa del prodigio gonfiava questo mio
- 88cuore come il cuor del mondo.
- 89di risplendere, come se d’un sangue fulgente
- 90l’astro ne rigasse il pondo.
- 91La sostanza del Sole era la mia sostanza.
- 92dei piani, il Mar profondo.
- 93le messi, le acque, le rupi, i fuochi, i fiori, le belve.
- 94IL terrore sacro si propagò ai confini
- 95dell’Universo. Ma gli uomini non tremarono, chini
- 96vivente; ma non gli uomini cui l’ombra d’una croce
- 97creature muto. E il dio mi disse: “O tu che canti,
- 98io son l’Eterna Fonte.
- 99Canta le mie laudi eterne.„ Parvemi ch’io morissi
- 100Dissi: “Canterò i tuoi mille nomi e le tue membra
- 101innumerevoli, perocché la fiamma e la semenza,
- 102l’alveare ed il gregge,
- 103l’oceano e la luna, la montagna ed il pomo
- 104Canterò l’uomo che ara, che naviga, che combatte,
- 105che trae dalla rupe il ferro, dalla mammella il latte,
- 106il suono dalle avene.
- 107Canterò la grandezza dei mari e degli eroi,
- 108la guerra delle stirpi, la pazienza dei buoi,
- 109l’antichità del giogo,
- 110l’atto magnifico di colui che intride la farina
- 111dei campi è un gaudio eterno.„ E il dio mi disse: “O figlio,
- 112canta anche il tuo alloro.„
- 113DELLE LAUDI
- 114LIBRO PRIMO
- 115MAIA
- 116LAUS VITÆ
- 117I.
- 118O
- 119VITA, o Vita,
- 120dono terribile del dio,
- 121come una spada fedele,
- 122come una ruggente face,
- 123come la gorgóna,
- 124come la centàurea veste;
- 125dono d’oblìo,
- 126come un’acqua chiara,
- 127come una corona,
- 128come un fiale, come il miele
- 129che la bocca separa
- 130dalla cera tenace;
- 131dono dell’Immortale
- 132d’un giorno, non dirò io
- 133Chi t’amò su la terra
- 134con questo furore?
- 135Chi ti attese in ogni
- 136Chi riconobbe le tue ore
- 137Chi più larghe piaghe
- 138di più sottili tempre?
- 139Chi di te gioì sempre
- 140come s’ei fosse
- 141il mio desiderio scosse
- 142verso di te, o Vita
- 143dai mille e mille vólti,
- 144come un Tíaso di rosse
- 145mi fu aliena;
- 146mai, mentre comprendo.
- 147Laudata sii, Diversità La Sirena del Mondo
- 148delle creature, sirena
- 149del mondo! Talor non elessi
- 150io t’escludessi,
- 151co’ lor sapori,
- 152del mondo, io son colui che t’ama.
- 153Vigile a ogni soffio,
- 154intenta a ogni baleno,
- 155come un arco, dietro la porta
- 156dell’immensa foresta,
- 157in ogni luogo, in ogni evento,
- 158la mia anima visse
- 159come diecimila!
- 160lo stame come quel d’Ulisse.
- 161come il desiderio, il potere
- 162mi fu d’esempio;
- 163mi sedusse ogni dottrina,
- 164m’attrasse ogni lavoro.
- 165Invidiai l’uomo
- 166che erige un tempio
- 167le forze novelle,
- 168i corsi delle stelle,
- 169dei regni perduti.
- 170io lo sognai;
- 171che il sogno eguagliò l’atto.
- 172Laudato sii, potere
- 173del sogno ond’io m’incorono
- 174imperialmente
- 175della mia speranza,
- 176io che nacqui in una stanza
- 177di porpora e per nutrice
- 178donna discesa da una rupe
- 179della mia anima! E avrai
- 180da me un altro canto.
- 181II.
- 182miravano la luce
- 183la luce e il mondo. Quanti
- 184le tende, sotto le querci.
- 185Dove giacqui, rinacqui.
- 186Mi persuase i sonni
- 187il canto della trebbia,
- 188il canto dei marinai,
- 189il canto delle sartie al vento,
- 190l’odore della pece,
- 191l’odore degli otri,
- 192l’odore dei rosai,
- 193il gemitìo del siero
- 194delle spole nei telai
- 195dei forni accesi,
- 196il favellar leggero
- 197dell’acque pei botri,
- 198il battere della maciulla
- 199canto della mia culla.
- 200Mi destò il Sole I risvegli
- 201Vidi per le trame
- 202delle mie palpebre il fulgore
- 203del mio sangue. Il mozzo
- 204il suo grido, il suo grido
- 205come un labbro su la bonaccia.
- 206Le secchie all’alba nel pozzo
- 207con lor croscio argentino
- 208del lavacro mattutino.
- 209Le allodole gloriose
- 210in alto in alto in alto
- 211dalla rocca dell’Azzurro
- 212mi chiamarono al grande assalto.
- 213I poledri violenti
- 214irsuti il pel selvaggio,
- 215coperti di rugiade
- 216come i bruchi villosi
- 217in fondo alle corolle,
- 218m’annitrirono su i vènti
- 219che parean recarmi il sentore
- 220degli ippòmani favolosi
- 221Cantò: “Ben venga maggio!„
- 222dal colle di ginestre
- 223chiaro la teoria
- 224coronata di canestre
- 225votive, e per le contrade
- 226la forza e la grazia,
- 227la crudeltà e la froda,
- 228la voluttà e la morte.
- 229il rito infecondo
- 230mi guatava in silenzio
- 231con i suoi occhi instrutti
- 232io vedea passar gli antichi
- 233mostri e gli eterni lutti.
- 234Io t’abbandonai, La carne esperta
- 235come un re imberbe abbandona
- 236il suo reame alla guerriera
- 237che s’avanza in armi
- 238vittoriosa,
- 239che di tutti i lor beni
- 240il re dolce, e la sua speranza
- 241ché non sapea di tanta
- 242Io ti saziai,
- 243come l’alluvione
- 244che più non la riceve
- 245come uva premuta
- 246da fiammei piedi;
- 247cruente, d’impronte oscure;
- 248in te serpere ignote
- 249con chiari occhi, infinite
- 250come le contrade
- 251d’oro emule dell’estate
- 252lussurianti
- 253che non toccò la falce
- 254ma che divora il fuoco
- 255degli astri sotto un cielo immite;
- 256che una parola
- 257le fece schiave
- 258come una coppa riversa
- 259che spensero ogni pensier forte
- 260lento parea s’insinuasse
- 261devastate dai baci,
- 262viso entro le chiome,
- 263con le nari come
- 264inquiete alette,
- 265con le labbra come
- 266con le palpebre come
- 267le violette.
- 268io le conobbi.
- 269Conobbi il corpo ignudo
- 270d’un passo sconosciuto
- 271mi fece ansioso
- 272come le sorgenti
- 273della terra, come le piogge
- 274Io dissi la vostra essenza
- 275invisibile, profumi,
- 276le vostre mute effusioni
- 277che pur vincono i torrenti
- 278come chi adora;
- 279come chi respira,
- 280come labirinti
- 281con una porta sola
- 282come chi fa ghirlande
- 283vi furono bevande,
- 284III.
- 285O
- 286memoranda per la bellezza
- 287indicibile onde rifulse
- 288mortale, quasi fosse in lei
- 289del Desiderio, sotto i muti
- 290io mi sentissi così bello
- 291dei Giovini trasfigurati
- 292l’eguale dei trasfigurati
- 293lampi bello indicibilmente.
- 294La luna era trascorsa;
- 295dietro le opache cime
- 296vanito era il suo breve incanto.
- 297L’orrore medusèo
- 298la faccia sublime
- 299della notte. Non canto,
- 300delle Pleiadi belle
- 301veniva armato d’oro
- 302in disparte e con elle,
- 303versava anche il suo pianto.
- 304Così viveva la gran notte,
- 305Viveva d’una vita
- 306l’apollinea prole
- 307invocò: “M’odi, o iddia,
- 308desiderabile, di negro
- 309di astri, inspiratrice degli inni,
- 310madre dei sogni, urania
- 311di tutte le cose,
- 312Ma intenti i miei occhi
- 313incude un cuor di titano
- 314con un palpito immenso.
- 315il desiderio onde anelo
- 316come s’io morissi?
- 317Che vuoi? che vuoi?
- 318che all’alba le rugiade
- 319come quella che alla Terra
- 320cingono gli antichi mari!„
- 321Immobile su la soglia
- 322io guatava con occhi arsi,
- 323confuse, come chi delira.
- 324Dietro di me la casa umana,
- 325come una lira senza nervi.
- 326con la sua doglia
- 327Il mio palpito stesso
- 328che lottò con la più alta ombra,
- 329con un palpito sì grande.
- 330delle Pleiadi, o Taigete,
- 331Merope fosca, e tu, Maia
- 332dall’affocata faccia,
- 333Il silenzio era vivo
- 334come un’anima sparsa
- 335che ascolti e attenda
- 336vigilavano, nell’attesa
- 337della gioia oscura.
- 338indicibile io sentìa
- 339come chi trasfigura.
- 340Immobile stetti
- 341come i simulacri esangui;
- 342ma il mondo parea vanire.
- 343Dalle mie stesse vene
- 344l’anima come da mille angui
- 345con torride e gelide spire,
- 346la vite meravigliosa,
- 347di fosche fronde,
- 348con le radici immerse
- 349dal ciel più lontano
- 350dal cor che in me fervea!
- 351colsi avidamente,
- 352che pesava d’ambrosia
- 353come la mammella
- 354ineffabile d’una dea
- 355data all’adolescente
- 356d’inesausto calore
- 357del pampino lacerato
- 358come d’un velo
- 359mai polpa d’opimo
- 360L’odore di tutte le vigne
- 361di tutti gli autunni feraci
- 362l’urto dei piè danzanti il suono
- 363dei flauti frigi, e Lesbo
- 364del vino e l’onda corale
- 365vergine di baci .diedi al tuo grappolo notturno.
- 366dalla voluttà della Notte Il dono di Afrrodite
- 367chi sei tu?„ Non chiesi:
- 368di quali iddii
- 369messaggera?„ Ma la conobbi
- 370dall’armonia dei mondi
- 371il Desiderio.
- 372Ma mi volsi a ghermire
- 373il suo corpo discinto,
- 374che fresco sentii quasi fosse
- 375la bocca detersi
- 376dal succo del grappolo molle;
- 377ché il divino Istinto mi volle
- 378dei due beni diversi
- 379comporre una gioia infinita.
- 380memoranda, in cui la mia carne
- 381compì l’umano atto fugace
- 382mito che divennemi un segno
- 383IV.
- 384E
- 385COME l’esule torna
- 386il suo cor ferve innovato Verso l’Ellade santa.
- 387la sua tristezza dilegua
- 388io così sciolsi la vela,
- 389coi compagni molto a me fidi,
- 390in un’alba d’estate
- 391ventosa, dall’àpula riva
- 392io così navigai
- 393dal dio nella luce
- 394che fa visibili all’uomo
- 395le leggi della Forza
- 396Incontrammo colui
- 397che i Latini chiamano Ulisse,
- 398le rogge e bianche rupi
- 399che incombono al gorgo vorace,
- 400come corpo di rudi
- 401coprìvagli il capo canuto,
- 402la tunica breve il ginocchio
- 403l’occhio aguzzo; e vigile in ogni
- 404muscolo era l’infaticata
- 405luceano, i bei doni
- 406d’Alcinoo re dei Feaci,
- 407distesi ove colcarsi
- 408ma solo ei tolto s’avea l’arco
- 409dell’allegra vendetta, l’arco
- 410di vaste corna e di nervo
- 411duro che teso stridette
- 412come la rondine nunzia
- 413del dì, quando ei scelse il quadrello
- 414d’alto colmigno sonora
- 415d’industri telai, proseguiva
- 416il suo necessario travaglio
- 417contra l’implacabile Mare.
- 418come ai Coribanti dell’Ida
- 419di mura, piloto di tutte
- 420le sirti, ove navighi? A quali
- 421meravigliosi perigli
- 422conduci il legno tuo nero?
- 423Liberi uomini siamo
- 424in bando o a tenderla ancóra.
- 425Ma, se un re volessimo avere,
- 426Come a schiamazzo di vani
- 427canuto; e l’aletta vermiglia
- 428del pìleo gli palpitava
- 429che il tempo e il dolore
- 430venerandi. “Odimi„ io gridai
- 431Mettimi alla prova. E, se tendo
- 432l’arco tuo grande,
- 433Ma, s’io nol tendo, ignudo
- 434chiarosonante nel vento;
- 435mi ferì per mezzo alla fronte.
- 436del vento; e la vela regale
- 437lontanar pel Ionio raggiante
- 438Ma il cuor mio dai cari compagni
- 439intollerabile. E io tacqui
- 440in disparte, e fui solo;
- 441virtù se non a quella
- 442inesorabile d’un cuore
- 443io fui, al mio solo disegno.
- 444dell’Atto, faville del ferro
- 445Itaca petrosa,
- 446il Nèrito aspro nudato,
- 447la patria angusta
- 448di quella incoercibile Forza.
- 449le stanze purgate dai morbi
- 450con fumido solfo,
- 451le fanti dai cinti vermigli
- 452intente a forbir seggi e deschi
- 453con le spugne lor cavernose
- 454versatili o a scardassare
- 455le lane, e la tarda nutrice
- 456cinto di pruni Laerte
- 457curvo a rincalzare l’arbusto.
- 458clamose beccare dal truogo
- 459il biondo fromento, e niuna
- 460come nel sogno antico.
- 461Ma il talamo vasto,
- 462lavorato di man dello sposo,
- 463confitto con chiovi d’argento
- 464che abbarbicato era con ferme
- 465il talamo antico d’Ulisse
- 466cui rodean le vigili tarme.
- 467la moglie incorrotta. E la casa
- 468di strepitosi chieditori
- 469la più che ventenne costanza!
- 470il più ricco e valente
- 471dei Proci, accolto avessi il figlio
- 472di Polibo Eurìmaco o il figlio
- 473d’Eupite Antinòo,
- 474che attendere l’uomo cui solo
- 475coperto di velli manosi
- 476con la panca e la pelle
- 477dell’arco nel dì della strage,
- 478l’adipe grave su l’epa
- 479cresceva e pe’ lombi e nel collo
- 480del savio Ulissìde.
- 481di belle coltrici adorno
- 482con una florida fante
- 483da Elena e bevuto il nepente
- 484di Elena alla mensa ospitale.
- 485contra gli iddii sempiterni,
- 486contra tutte le Forze
- 487che hanno e non hanno pupilla,
- 488che hanno e non hanno parola,
- 489combattere giovami sempre
- 490con la fronte e col pugno
- 491con l’asta e col remo
- 492col governale e col dardo
- 493l’anima mia d’uom perituro
- 494d’ardore nell’opre dei tempi.
- 495da te, o vergine Nike:
- 496l’Universo! Non altra.
- 497da te Odisseo
- 498che a sé prega la morte nell’atto.„
- 499il Re sul ponto oscurato.
- 500l’ombra che tu protendesti
- 501Caduto era ogni soffio.
- 502come nelle ritorte
- 503d’enfiarle col labbro salino.
- 504i lacrimabili cipressi,
- 505interrotto il gemito amaro,
- 506lungi, e il Cillene, e la costa
- 507crassa cui nutre di molta
- 508che coronan col segno
- 509del buon lottator la Petrosa;
- 510ché pel sangue mi corse
- 511cui cavalca il ponte construtto
- 512di carene di travi
- 513d’ormeggi, spalmato di pece,
- 514in vista al monte nevoso
- 515che ha forma d’ubero pieno.
- 516chiomante di pini, ove il padre
- 517la prima dai floridi ricci
- 518in docile rio, la seconda
- 519ma quasi d’un velo soffusa
- 520la terza dagli occhi bovini
- 521la figlia di Rea, della madre
- 522verso l’Adriatico Mare.
- 523improvviso mirasse
- 524l’aspetto della mia
- 525Libertà, d’orror tremerebbe
- 526credendo il fratello suo caro,
- 527le incolpabili mani
- 528materne, alla misera donna
- 529il falso mendico che ostenta
- 530il marinaio rissoso
- 531che batte il fanciullo e il vegliardo,
- 532del caro fratello perduto!
- 533d’un atto d’amore noi siamo,
- 534cui le frondi pie dell’ulivo
- 535che pasce da presso, io sorrido
- 536d’una tremante dolcezza
- 537che battono sì violente
- 538di desiderio implacato.
- 539i miei delitti, i miei gaudii
- 540letiferi, i miei operosi
- 541i sogni indicibili, tutto
- 542il fiume rapace del mio
- 543di quel vostro azzurro sì lieve!
- 544in tema starò sorridente
- 545dinanzi alla vostra allegrezza
- 546come il viandante che sosta
- 547ché agli ospiti cela il suo stato.
- 548Ma tu, o madre mia forte,
- 549che mi generasti con tante
- 550che da Marte si noma,
- 551dell’Ariete durocozzante,
- 552mentre passavan sul nostro Inno alla madre mortale
- 553i pòllini di primavera,
- 554m’accoglierai tutto qual sono
- 555come in ferrea zona la casa
- 556dell’immenso mondo
- 557in me sentirai vorticoso,
- 558mi sta nel profondo, pur quello
- 559che sta nel Futuro, inspirata
- 560di conoscenza celeste.
- 561lontan dalla madre
- 562che farti non seppe immortale.
- 563di mia verità sotto il cielo.
- 564Il tuo inconsapevole grido
- 565che, riconosciuto, si spande
- 566la tua speranza divina.
- 567diceva parole, nell’ombra
- 568d’Itaca aspra di rupi.
- 569dal cuore dell’Ellade il vento
- 570cangiò gli oleastri
- 571d’Itaca, piegò i cipressi Il vento avverso
- 572di Same, fe’ simile il mare
- 573l’ora di Pan, l’ora grande.
- 574Il Sole era al colmo dei cieli
- 575ignudo; e tutto era chiaro
- 576d’intorno, presso e lontano;
- 577dell’incorruttibile Etra
- 578Issa flocco!„ E il legno garriva.
- 579Il legno gemeva cricchiava
- 580la forte ralinga batteva
- 581l’aere qual furia pennata
- 582di libertà sotto pugni
- 583di ghermitori tenaci;
- 584d’intorno apparite,
- 585libera, più pura e innocente
- 586del cielo, una vergine forza,
- 587il vento perché nell’approdo
- 588io memore fossi
- 589che sol nella lotta è la gioia.
- 590della gran randa solare,
- 591co’ tuoi occhi cesii l’alterna
- 592la tua misura divina.
- 593di ripido monte. “Orza! Poggia!„
- 594chine; e tutta la ben costrutta
- 595compagine sotto lo sforzo
- 596come avido labbro che sia
- 597cammino alla rapida prua,
- 598come nel coro segue
- 599l’epòdo alla duplice strofe.
- 600Itaca Same Zacinto
- 601cangiate in elisia corona;
- 602l’Àraxo un trofeo di Titani.
- 603verso la pampinea Patre!
- 604d’inimitabile vita!
- 605Levità della carne,
- 606come l’anima mia che il Sole
- 607ma la stagione che in lei
- 608cresce è diversa: non estate
- 609L’aroma dei canti
- 610il nome per te troveranno
- 611i miei canti futuri,
- 612il nome e la lode per sempre!„
- 613di me, la vela erami ala
- 614della fecondante potenza.
- 615io tendeva al lito ricurvo,
- 616che dal tuo grembo di marmo
- 617il figlio che invoco immortale!
- 618cloache, di putridi frutti,
- 619di torbidi fumi, di fecce,
- 620di sevi, di spezie, di vini,
- 621d’acri fermenti, d’umani
- 622consunte dal traffico immondo,
- 623dall’escremento dell’ebre
- 624ciurme, dei cavalli, dei buoi
- 625in lungo rullìo di tempesta;
- 626che vincoli di prigionieri;
- 627man tese di mendicanti,
- 628l’antica città degli Achei
- 629misera fra roche preghiere
- 630dal volto scoperto
- 631con stridula voce il mistero
- 632del dio senza muscoli. E i preti
- 633d’untume nauseabondi,
- 634Diana Lafria, scomparso
- 635del golfo. Correa per ladre
- 636mani pecunia dolosa,
- 637deità astata, spica
- 638di acropoli vittoriose!
- 639di belle parole eran quivi;
- 640ma frode e fame in agguato.
- 641incoronarono i monti
- 642del mare di là dai macigni
- 643dei moli, noi tristi ridendo Gli angiporti
- 644il prossenèta per cupi
- 645in cerca di meretrici.
- 646mentre un gabbier fulvo e nerbuto
- 647dell’Ida, ove Paris pascendo Il Pastore dell’Ida
- 648i buoi sogna Elena di Sparta
- 649che ancóra ei non vide, promessa!„
- 650I marinai dal collo
- 651ignudo, gli stradiotti
- 652dal braccio di bronzo e dal dorso
- 653incurvo, le flosce bagasce
- 654dalle guance rosse di fuco
- 655vile, i bardassoni più molli
- 656delle femmine esperti
- 657in muovere l’anca, la schiuma
- 658del porto, la melma del trivio,
- 659i nativi e i metèci
- 660da un’ora, accesi di foia,
- 661malvagio e la mastica arzente,
- 662mercavano copula e lue
- 663come i getti della saliva
- 664lucean sul carnaio in fermento.
- 665Ma non degnava ella beare
- 666di sua forma l’ebra ciurmaglia
- 667magnanimo, o l’alto signore
- 668dei latifondi patrensi.
- 669di putrido legno, varcammo
- 670la soglia segreta; e la donna
- 671di Pirgo ci apparve nell’ombra
- 672del letto, piccola e pingue,
- 673dalle molte mammelle
- 674Ma uno dei cari compagni
- 675le parlò con attico accento:
- 676che scorre tra il Minthe e il Lapitha,
- 677l’ingiuria e i sandali. Allora
- 678ci ritraemmo, con nari
- 679di putrido legno. Repente
- 680ignota. Qual voce d’antico
- 681l’eterna tartarea faccia
- 682d’Atropo che taglia lo stame,
- 683dell’inevitabile Mira?
- 684il turpe clamore degli ebri;
- 685che avean travagliato quel volto,
- 686incanutito quel crine,
- 687curvato quel dorso di belva,
- 688i millennii d’onta e di lutto
- 689come innanzi all’aspetto senile
- 690d’una già cognita gente,
- 691di sùbito apparsomi in fondo
- 692Ma risero i cari compagni.
- 693dalla famelica lèna
- 694io posi ridendo una dramma.
- 695Mormorò ella parole
- 696con la sua voce di tomba.
- 697La grande sua bianca criniera
- 698di putrido legno. Cedette
- 699dalla soglia del lupanare,
- 700mirar le vergini stelle!
- 701che fatta è serva millenne
- 702d’una meretrice di Pirgo.„
- 703Vidi il pastor frigio su l’Ida
- 704innanzi che in talamo eburno
- 705che si protende arenosa
- 706il giovine Eroe la premette;
- 707La forza la gioia la gloria
- 708del trionfatore d’imperi
- 709del calvo grammatico! Io dissi
- 710meco: “Se ancóra l’impronta
- 711dei lombi divini rimane
- 712laggiù nella sabbia palustre,
- 713io andrò andrò adorante.„
- 714coppa. Meditò taciturno.
- 715Votare la coppa ei soleva
- 716dopo sovrumane fatiche.
- 717Da lui stanco il vino traeva
- 718della Città nascitura.
- 719I Continenti oscurati
- 720dei regni versarsi infinita Il Macedone e la Tindaride
- 721dalla Città nascitura
- 722come da corno inesausto.
- 723dai lidi argivi incurvati
- 724ledèo; sorridendo gli venne
- 725la bianca Tindaride; venne
- 726dell’Ellade caro al signore
- 727dell’Asia. E il Macedone scosse
- 728la figlia di Zeus nudata
- 729dai centurioni di Roma,
- 730delle loriche pesanti.
- 731la sua mammella rotonda
- 732che dava la forma alle coppe
- 733d’avorio pei conviti
- 734dei re. Nel suo ventre convulso
- 735come rombo in conca marina.
- 736Da sola ella fu la suburra
- 737dai ladroni, dagli omicidi,
- 738dai profanatori di tombe,
- 739dai mercenarii fuggiaschi.
- 740Calpesta in polvere e in fango,
- 741lambì con la lingua lasciva
- 742le calcagna dei violenti.
- 743come insanabile peste.
- 744Vecchia d’indicibil vecchiezza,
- 745ma, come in solchi di sabbia
- 746crebbevi sol la vergogna.
- 747le rosse urine e lo sterco,
- 748contesi alla cagna scabbiosa.
- 749di quella femmina elèa,
- 750crinita di grande canizie.
- 751Come neve su volutabro
- 752che alle Scee mirarono i Vegli!
- 753Così, questo sogno sognando
- 754il sonno invocammo dall’Orse.
- 755VI.
- 756L fiato degli uomini vili
- 757degli Efimeri imbelli
- 758che quivi apparivano come
- 759la lebbra sul sen di Afrodite,
- 760la stupidità su la fronte
- 761di Pallade, negli occhi
- 762di Febo la sanie cruenta.
- 763dall’aridità presso il mare
- 764ceruleo dove Zacinto
- 765ignuda natava in silenzio
- 766come la sirena delusa
- 767che virtù non ebbe d’attrarre
- 768densi e violacei come
- 769il crine sul collo di Saffo!
- 770Cipresso, e parvemi allora Il cipresso e l’oleandro
- 771meditabonda bellezza,
- 772commisto al palmite ricco,
- 773in contro al zaffiro sublime
- 774dei monti creati alle soglie
- 775dell’aria dal flauto di Pan!
- 776in riva ai ruscelli fiorito
- 777che ama danzare e lottare,
- 778che tratta l’incudine e il sistro,
- 779che onora la grazia e la forza,
- 780che loda il pastore e l’eroe;
- 781di rose e d’alloro in un ramo.
- 782con chiusa l’offerta nel cuore.
- 783divinità, Elio nomato
- 784melodìa pieni il petto
- 785mortale. E talora dai monti
- 786l’orecchio, attoniti, ai suoni
- 787di Pan. Disse un de’ cari
- 788compagni: “Nel plenilunio
- 789che segue il solstizio d’estate
- 790la Festa ha principio.„ S’udiva
- 791dietro a noi fragore di carri.
- 792la valle echeggiò di fragore
- 793come d’un émpito d’acque
- 794irrompenti da cataratte
- 795d’uomini, di cavalli,
- 796di carri condotta da mille
- 797Vittorie che armavano il cielo
- 798d’un fremito aquìleo, nube
- 799di penne di pepli di chiome
- 800impetuosa volante
- 801in aura di giovinezza.
- 802la forza dell’Ellade, mossa
- 803da un ramo d’ulivo selvaggio!
- 804leggiere d’ulivo selvaggio!
- 805Ionii e Dorii, Eolii ed Achei,
- 806il sangue d’Atene di Sparta
- 807di Tebe d’Elice d’Ege;
- 808le genti insulari di Nasso
- 809di Sèrifo d’Andro, di tutte
- 810le Cicladi; e i potenti
- 811di terra lontana, i tiranni
- 812i grandi oligarchi
- 813delle città di Tessaglia
- 814di Sibari di Posidonia
- 815le decime tolte al bottino,
- 816le arche di cedro e d’avorio,
- 817le tavole i tripodi i vasi
- 818le lampade d’oro e d’argento,
- 819i tori e i cavalli di bronzo,
- 820i rudi colossi di pietra
- 821la pece gli aròmati gli olii.
- 822Le prede raccolte a Platèa
- 823La strage l’onta il servaggio
- 824del gran Laertiade alunno,
- 825che Atene ti diede, ben saldo
- 826come su trireme rostrata;
- 827d’Ebe giovinetta ridente;
- 828l’ordine divino onde fulge
- 829la pura colonna
- 830Ma Alcibiade, lo snello Alcibiade
- 831che Diòniso amico
- 832l’auriga che al carro dall’asse
- 833d’oro agitava i cavalli
- 834insigni, per dare
- 835dalle mie mani.„ “E qual gioia
- 836d’abbattere il limite alzato.„
- 837il rischio dagli occhi irretorti.„
- 838dall’aureo timone, e i cantori
- 839i sapienti gli alunni
- 840di Clio gli artefici esperti
- 841di tutte le forme, coloro
- 842che foggiavan la sorte
- 843d’un popolo vivo, coloro
- 844che animavan l’umida argilla
- 845col pollice nudo, coloro
- 846che trasfiguravan gli aspetti
- 847dell’Essere con l’eloquenza.
- 848dagli occhi d’intento fanciullo,
- 849che seco recava al consesso
- 850dell’Ellade i rotoli gravi
- 851di gloria come i fiari
- 852Ippia e Gorgia, vedemmo
- 853Demòstene Isòcrate Lisia;
- 854invocammo Pindaro invano.
- 855Ma splendean come astri nell’etra,
- 856come le Pleiadi e l’Orsa,
- 857dei sette e sette epinicii
- 858dell’olimpica Ode
- 859della triade sagliente
- 860d’Opunte, Ergotèle d’Imera,
- 861della profetica gente
- 862iamìde, di Sòstrate prole.
- 863d’Egina dai grandi navigli,
- 864della blepsiade gente.
- 865del monte, il monarca degli Inni.
- 866M’odi! Rispondi! Per gli astri,
- 867ciò che arde, per la sete
- 868del Deserto e il sale del Mare,
- 869del suo corsiere più bianco
- 870VII.
- 871N
- 872di vittime, non teorie
- 873da Agrigento, né il toro
- 874degli Eretrii, né la Vittoria
- 875di Naupatto ammirammo
- 876virginea come un canto La valle sacra
- 877c’indusse una sùbita pace
- 878dai gioghi d’Arcadia il messaggio
- 879di Pan che conduce
- 880messenie cime, o chiostra
- 881della valle sacra,
- 882vivere mi sembraste
- 883voi contenendo la voce
- 884della placida sera,
- 885vivere come i seni
- 886delle vergini intatte
- 887che cantano il canto partènio!
- 888lineamenti all’intorno
- 889dischiusa, il visibile suono
- 890volgersi al ciparissio golfo
- 891in figura di fiume
- 892declive e l’Alfeo violento
- 893inebriato d’amore
- 894con Aretusa giacersi
- 895Concava tutta la valle
- 896come la testudine d’Erme,
- 897d’innumerabili corde
- 898La lotta dell’invide stirpi
- 899L’orma dei cursori
- 900Il disco lanciato
- 901cangiavasi in ala robusta.
- 902Il pentatlo e il pancrazio
- 903come il tripode solido regge
- 904lo spirto prenuncio dei fati.
- 905il Clàdeo breve si mesce
- 906verso le pietre infrante
- 907che mute dormivan sul suolo
- 908di atleti dalle bianche
- 909clamidi nella vigilia
- 910dei Giuochi sotto il plenilunio
- 911d’ecatombeone giacenti.
- 912dissepolte; e d’orrore
- 913col piede incauto la vita
- 914lo sforzo per l’alba ventura.
- 915del tempio di Era m’apparve
- 916la tavola d’oro e d’avorio
- 917mi giunse l’odor delle calde
- 918ceneri sacrificali
- 919che faceano un tumulo ingente.
- 920Vestito di lino era il mio
- 921l’anima mia s’era armata
- 922di sì vigile ardire
- 923come in quell’ora di sogni
- 924ma quasi un marmoreo rigore
- 925mortale. Guardai le mie mani
- 926ignude e di pallido marmo
- 927le conobbi al lume del cielo.
- 928intermesse, mi fece
- 929immobile innanzi alle accolte
- 930ceneri delle ecatombi
- 931che insanguinato aveano l’ara
- 932di Zeus nelle remore
- 933il suo inesplebile fuoco.
- 934dalla scitica rupe
- 935che il muscolo e l’adipe ascosi
- 936La piaga che sanguina e pute
- 937il rostro del vùlture adunco,
- 938del Rimorso e della Paura
- 939la piaga la piaga stridente
- 940che la solitaria tua fronte
- 941chiari vergine prode
- 942lucida regolatrice
- 943del combattimento ordinato
- 944che reca al sicuro trionfo!
- 945L’odor della carne corrotta,
- 946del sudore anèlo,
- 947della febbre, dell’agonia,
- 948della putredine ha vinto
- 949l’ambrosia della tua chioma
- 950incorruttibile. E i servi,
- 951i liberati servi
- 952inclini al sentier consueto
- 953del fango, che ne’ lor cuori
- 954ignavi agognan pur sempre
- 955il servaggio, scagliano contro
- 956intorno alla scitica rupe
- 957la graveolente lordura.
- 958del vincolato ululante
- 959vertebre, fresco di polle
- 960invisibili, aulente
- 961d’inespugnabili fiori!
- 962con rauca voce i tuoi molti
- 963delitti; e tu sorridevi,
- 964dell’aerea rugiada
- 965di sangue fosse un’eterna
- 966volontà protesa a un supremo
- 967dell’Uom vincolato la rupe
- 968dal ramo duplice attrito.
- 969Deposto il cadavere molle
- 970ma i cinerei servi
- 971moltiplicarono il tristo
- 972della Terra ove i carri
- 973La fiamma urania ti sia
- 974vomere a solcare la Notte.
- 975la tènebra! Fendi il pallore!
- 976dal cumulato escremento
- 977cui volgere io possa la prora
- 978Così pregai nel mio cuore
- 979delle colonne atterrate
- 980che un dì avean chiuso il portento
- 981DI CARMIDE ATENIESE
- 982MI FECE.„ E, come il tremante
- 983il consentimento divino.
- 984Ma silenzioso fu il cenno
- 985del dio che vivea nel mio petto
- 986deliro che s’ebbe i due doni
- 987da Libero e da Citerea,
- 988il tumido grappolo e il seno
- 989laggiù su l’incude celeste
- 990improbe fatiche sopporto,
- 991mostri multiformi combatto
- 992che mi precludono i varchi,
- 993ma più terribili quelli,
- 994insorgono dalle profonde
- 995il fango delle geniture!„
- 996dell’indovino di Zeus,
- 997il responso udire improvviso: Il responso
- 998in me l’audace tumulto,
- 999come se la preghiera
- 1000il desiderio e mutato
- 1001di Pan che conduce
- 1002m’apparve, il pastore del gregge:
- 1003in tremule acque m’apparve
- 1004il puerile sorriso.
- 1005Volto avea Boote l’obliquo
- 1006che gli arbori su le colline
- 1007leggiere di là dall’Alfeo
- 1008visibili. Tanto era dolce
- 1009il lineamento dei gioghi
- 1010che parea, come il fiume,
- 1011continuamente fluire.
- 1012il gregge lanoso;
- 1013concordia del Coro infinito.
- 1014del piè nella danza tu eri!
- 1015io vigile stetti al suo fianco
- 1016in silenzio. Ed èramo volti
- 1017del dì nascituro. E il fanciullo
- 1018mordeva mentastro odoroso,
- 1019il ramicello selvaggio
- 1020dalla bocca aulente che al fiato
- 1021divina per quella innocenza.
- 1022Vidi su i vertici l’Alba
- 1023il lembo del suo primo velo.
- 1024D’amore tremai come s’ella
- 1025ver me si piegasse e dicesse:
- 1026VIII.
- 1027A
- 1028LBA apparita dal sacro
- 1029Cillene, il mio canto novello
- 1030ma tu risplendi per sempre Eos
- 1031Da te beve come da un fonte
- 1032l’arsura della battaglia.
- 1033come arbore troppo gravato
- 1034di frutti maturi,
- 1035con ineffabile gaudio
- 1036lene del divino fanciullo.
- 1037Lui sotto il platano, ancora
- 1038dormente, lasciai tra il suo gregge
- 1039còrtice sgorga la copia
- 1040del miele e liquida cola
- 1041la flava ricchezza adunata
- 1042dall’api sembra una gomma
- 1043dell’arbore, dono agli umani:
- 1044così la sua grazia facea
- 1045i piedi, per mezzo la bianca
- 1046Con qual grido in me riconobbi
- 1047l’antica natura dell’acqua
- 1048del mitico Alfeo!
- 1049Correva quel fiume in gran letto L’Alfeo
- 1050di platani di tamerici
- 1051d’oleandri selvaggi;
- 1052i muscoli, all’impeto avverso
- 1053come i fili dell’acqua
- 1054ma essere quella rapina,
- 1055ma perdere il limite umano,
- 1056dal monte, ritorcersi in lunghi
- 1057meandri, polire le rupi,
- 1058l’erbe inclinare, i campi
- 1059detergere il gregge, di schiume
- 1060di tributi limosi,
- 1061il limo deporre, chiarirsi
- 1062com’aere gelido, in ogni
- 1063contro il Mar che agguaglia afforzarsi
- 1064di rapidità, fiume eterno
- 1065correnti solcan le valli
- 1066dirime innumere stirpi,
- 1067Istro, il settemplice Nilo
- 1068Ma sol tu sei regnatore
- 1069I più grandi beve per sempre
- 1070l’inevitabile ponto.
- 1071Morte informe in pèlaghi estingue
- 1072vena d’amore immortale
- 1073lontano. O Alfeo d’Aretusa,
- 1074ch’io sia come te nel mio mare!„
- 1075Mi mossi allora, temprato
- 1076dal limpido gelo, mi mossi
- 1077che il triste ricovero chiude.
- 1078del laurigero oleandro
- 1079casto io colsi tra le ruine.
- 1080di fiamma cerula, e il canto
- 1081delle cicale era come
- 1082il suono del foco celeste,
- 1083degli arbusti arsi, dei fumanti
- 1084come il sommo dell’ara.
- 1085La cenere delle ecatombi
- 1086io vidi te sola
- 1087chiuso nella gravezza
- 1088del dorico peplo. Constretta
- 1089Ma il pensier tuo, sotto i folti
- 1090della bimare Corinto
- 1091mèta alla corsa fatale,
- 1092immobile vivea
- 1093corsieri già pronti col carro.
- 1094intatto che Pelope amava.
- 1095d’Atreo? Perché nella memoria
- 1096mi giganteggia il tuo peplo
- 1097L’imagine in te ritrovai
- 1098della perigliosa Bellezza
- 1099che di sé m’accese e m’accende,
- 1100virginea nel rigore
- 1101del suo vestimento ordinato,
- 1102cagione di lutti infiniti,
- 1103l’umano mostro nudrito
- 1104d’inganni pe'l labirinto
- 1105dei tempi. L’aspetto sublime
- 1106dell’Ombra cui l’arte m’è fisa
- 1107in te raffiguro, Ippodàmia.
- 1108di fertilità spaventosa,
- 1109caddero sotto le ruote
- 1110dei carri i tuoi chieditori.
- 1111di te; e il Tantalide è certo
- 1112di premerti, al tramonto
- 1113del sole, nudata e superba
- 1114la tua cintura ti cinge
- 1115di sopra il ventre velato,
- 1116come il cerchio tacito gira
- 1117Ma Tieste e Atreo nascituri
- 1118immobile, o Statua sculta
- 1119che trae dalle fauci umane
- 1120la cieca percossa del Fato.
- 1121cigno canta il suo giovenile
- 1122inno verso la Morte.
- 1123Conducete vittima all’ara
- 1124me trionfatrice dell’alta
- 1125Ilio! Coronatemi il capo!
- 1126Chi dunque canta? La stirpe
- 1127di Pelope, Ifigenìa,
- 1128l’Atride cara ad Achille,
- 1129luce dell’Ellade, innanzi
- 1130verso il bosco sacro
- 1131d’Artèmide. “Per la mia patria
- 1132Ma degli Argivi alcun non mi tocchi.
- 1133corre invocando la dea
- 1134del sacrificatore,
- 1135la vergine intatta. Prodigio!
- 1136la grande cerva montana.
- 1137In alto, per l’incolpato Etra,
- 1138la suora d’Apolline reca
- 1139la nata del sangue d’Atreo,
- 1140videro i miei occhi novelli
- 1141illuminarsi l’antico
- 1142mistero cui veste il tuo peplo.
- 1143congiunse allora nel sogno
- 1144la rigidità del tuo marmo
- 1145in me viva; e sorsero accordi
- 1146Ma la parola dell’uomo
- 1147dell’anima alata.
- 1148della mia midolla più forte,
- 1149cui l’arte mia teme e travaglia.
- 1150Chi mai dunque sotto il velame
- 1151del vento rivivere i morti,
- 1152IX.
- 1153E
- 1154L’ERME prassitelèo
- 1155men virile, quasi fior molle
- 1156di grazia feminea, quasi Il Bacchophoro
- 1157desiderabile amàsio,
- 1158di grandezza e di lutto.
- 1159Il torace il ventre ed il pube
- 1160cedevole. Il nitido capo
- 1161dai riccioli corti, recline
- 1162verso Diòniso infante,
- 1163che guida le anime all’Orco
- 1164Dai ginocchi agli òmeri in ritmi
- 1165leggeri saliva la forza.
- 1166Ma, poi che da banda mi trassi
- 1167che l’arco allentato si tende.
- 1168I lombi gagliardi, le cosce
- 1169divino, ei reggeva col braccio
- 1170inflesso il pargolo ignudo.
- 1171dell’essere e della potenza.
- 1172Così per visibili segni
- 1173l’immortalità della Vita.
- 1174dall’affocata faccia,
- 1175che onoro notturna fra gli astri
- 1176dal crin di giacinto, che invoco
- 1177dal fulcro quadrato,
- 1178la verga di tre rampolli,
- 1179la lunga clamide, l’arpe
- 1180lunata, la borsa capace,
- 1181il dio dal gran cuore, l’artiere
- 1182infallibile. Vieni!
- 1183i mercatori in piazza
- 1184dell’Attica magra, la Terra
- 1185di belle parole ma guerra
- 1186Duci di genti son fatti
- 1187i tuoi mercatori ingegnosi,
- 1188duci inesorabili e insonni
- 1189dal breve motto che scrolla
- 1190cumuli enormi di forza.
- 1191Come l’aere l’acqua ed il fuoco,
- 1192i suoi vortici, le sue vampe.
- 1193dall’alito aspro dell’antico
- 1194Il vento è qual bronzo che squilli,
- 1195il vento è qual riso che rida
- 1196degli atti. Il verbo è una lama
- 1197La gara, che tu proteggevi
- 1198divora le vie strepitose.
- 1199di selce màsticano l’ansia
- 1200La Volontà reca intrecciati
- 1201come i serpi al tuo caducèo.
- 1202L’Istinto è un impeto sagliente,
- 1203dalle inesauste reni,
- 1204che si precipita sopra
- 1205la vita e l’assale
- 1206città nuvole di speranze,
- 1207degli uomini maraviglioso,
- 1208ch’è il rombo degli inni futuri.
- 1209Le mammelle irrìgue
- 1210della Terra moltiplicarsi
- 1211Il Destino toglie da tutti
- 1212dalla libertà degli eroi.
- 1213di ferro, una sorta di schiavi
- 1214lucente de’ clipei dell’aste
- 1215degli schinieri, una serva
- 1216moltitudine di Giganti
- 1217impigri obbedisce ai fanciulli
- 1218che su triere veloce
- 1219che non falla, simile al sano
- 1220cuore nel petto dell’uomo,
- 1221membro con giro iterato
- 1222M’odi. Il gesto del paziente
- 1223ilota, che trita la spelta
- 1224che per girevoli dischi
- 1225l’impulso ai congegni sottili
- 1226come da industria sagace
- 1227d’innumerevoli dita.
- 1228volavan le spole,
- 1229di vergine e senza lucerna,
- 1230Il sudore d’Efèsto,
- 1231come la man puerile
- 1232incide la tenera canna
- 1233del cortice lieve, l’ordigno
- 1234delle rupi che il lacertoso
- 1235Ciclope scagliò contra Ulisse
- 1236il fanciullo manda e ribatte
- 1237volubile palla per gioco.
- 1238del nautico pino il chenisco,
- 1239l’anitrella scolpita
- 1240vele né remi. Discende
- 1241come cittadella munita,
- 1242corbame e fasciame di ferro
- 1243che orbe di settemplice scudo.
- 1244La carena ha un cuore di fuoco
- 1245virtù dell’ali marine
- 1246che tùrbinan sotto la poppa
- 1247minaccioso d’armi tonanti
- 1248il colosso equoreo solca
- 1249istmi che l’uom frale recise
- 1250come tu dio con l’arpe
- 1251il collo d’Argo tutt’occhi.
- 1252delle Esperidi per sempre
- 1253del Cinnamomo trapassa.
- 1254Lascia l’iperbòreo lito
- 1255di primavera insino
- 1256Di Taprobane a Ierne
- 1257di Cerne all’Ocèano Eoo
- 1258la sua scia grande orla i lembi
- 1259di quel mondo che t’appariva
- 1260macedone clamide stesa.
- 1261Ma di là dalla piaggia d’Eea,
- 1262di là dall’estremo Occidente,
- 1263mondo che sotto altre stelle
- 1264le zampe nell’artico gelo.
- 1265disegna nell’acque un cammino
- 1266Il mare implacabile prende
- 1267le virtù delle stirpi
- 1268ma di nascimenti fecondo,
- 1269I morti non rende, ma rende
- 1270l’amore a chi l’ama tenace.
- 1271La Speranza che stette
- 1272curva su la rate pelasga,
- 1273la selvaggia compagna
- 1274cui contra l’occhio aguzzato
- 1275la palpebra rossa
- 1276Catenata sembra la Gloria
- 1277Il suo palpito si ripercuote
- 1278dai golfi e dai bòsfori azzurri
- 1279del Mediterraneo Mare
- 1280della barbarica Ierne.
- 1281della sua tromba di bronzo.
- 1282L’odono i popoli forti:
- 1283cantando l’inno dei Padri,
- 1284ché necessario è navigare,
- 1285vivere non è necessario.
- 1286inalzato sopra la Morte.
- 1287Il Taigeto ha i segugi
- 1288dalle mamme irrigue di latte
- 1289magnifiche, i bene bardati
- 1290corsieri dal piè di tempesta.
- 1291La Rapidità dalle nari
- 1292di fiamma par su le tue mete
- 1293lasciar vestigia d’incendio.
- 1294Ierone di Siracusa,
- 1295Cromio d’Etna, fior di Sicilia,
- 1296contendon la palma agli Elleni.
- 1297la grande coppa dell’inno.
- 1298di pino s’attendono, o Erme,
- 1299i conduttori dei carri
- 1300igniti cui circo e vittoria
- 1301dei cavalli lo sguardo.
- 1302che il tèndine equino
- 1303ma possenti più ch’epitagma
- 1304i piani i fiumi i monti
- 1305che valicheranno. Obbedisce
- 1306il pulsante metallo
- 1307come il volto di Ade re d’Ombre
- 1308che trae Persefóne piangente.
- 1309degli uomini i lor negri carri,
- 1310il male degli uomini stretti
- 1311il dolore e tutti i suoi frutti
- 1312delle anime chiuse nei corpi
- 1313ignavi, e gli intorpiditi
- 1314crimini dall’unghie rattratte,
- 1315diàfane, e l’opere nate
- 1316da ieri, e i messaggi dei cuori
- 1317le rose dei liti solari
- 1318concordi, con nubi e faville
- 1319dal diurno travaglio
- 1320la fecondità delle glebe.
- 1321la stanchezza dell’uomo
- 1322del cielo, ove come in sanguigna
- 1323la creatura dell’uomo.
- 1324Cade la notte. O perla,
- 1325le ciurme si scagliano all’orgia.
- 1326Le città splendono di febbri
- 1327come un astro è cinto di aloni.
- 1328Col rombo il tràino amplia la notte.
- 1329L’aere notturno e diurno
- 1330Commessa al silenzio dell’Etra
- 1331la parola attinge i confini
- 1332i nettunii pascoli; emerge
- 1333lungi perfetta nei segni,
- 1334le imprese, congiunge le stirpi,
- 1335infèrvora i forti alla gara.
- 1336La voce, la voce sonora,
- 1337in cavo artificio s’ingolfa,
- 1338di sillaba in sillaba vibra
- 1339l’ascolta l’orecchio inclinato.
- 1340Ma la mobile fiamma,
- 1341che tu eccitavi nel petto
- 1342del viatore, divampa
- 1343dei fiumi o su i mari di gelo.
- 1344ma chiede, o Erme, la chiave
- 1345dell’antichissima Gea!
- 1346D’ossa lùcono i milliari
- 1347degli spaventosi cammini.
- 1348désti all’uomo quando la cava
- 1349la pelle di bue, configgendo
- 1350labbro della scaglia montana,
- 1351come il nervo tra i corni
- 1352dell’arco, tendesti minuge
- 1353di agnelli bene attorte.
- 1354di Maia, per onorare
- 1355le Pleiadi belle nell’Etra.
- 1356di nervi di crini di pelli
- 1357d’avorii di metalli
- 1358canora che popola e gonfia
- 1359la profonda orchestra occultata,
- 1360dalla phorbéia di cuoio
- 1361col duplice flauto accompagna
- 1362la strofe e la danza corale.
- 1363ma simile ad alto sepolcro
- 1364concluso e in sé stesso rimbomba.
- 1365Come nei mari le prime
- 1366dell’euro inarcan le schiene,
- 1367di procella tumide in vasti
- 1368cumuli precipitando
- 1369con un rapimento improvviso;
- 1370come nei boschi le prime
- 1371crescono in pallide fiamme,
- 1372mordono, il cuor selvaggio
- 1373conflagrano subitamente
- 1374irraggian per tutta la valle
- 1375il fulgore e il terrore;
- 1376così dall’orchestra prorompe
- 1377l’impeto sinfoniale.
- 1378m’odi. E i Sogni inani, i tuoi lievi
- 1379le tue mute imagini erranti,
- 1380con volti di bragia,
- 1381dei desiderii! E l’Amore,
- 1382che sono un unguento stillante;
- 1383languisce in un freddo sudore;
- 1384la Morte, ove tutti i piaceri
- 1385in un torrente di suoni
- 1386d’Eternità sognammo
- 1387le mescolanze vietate,
- 1388dei consueti giacigli.
- 1389L’opera attendemmo diversa,
- 1390ma di presagi animosa,
- 1391delle Stagioni divine.
- 1392dovessi tu l’Ombra del mio
- 1393canto su l’asfòdelo prato
- 1394incontro a Saffo sublime
- 1395dal crin di viola che forse
- 1396m’attende, alla riva del Lete
- 1397vedendo in me trasparire
- 1398da presso la tua opulenza.
- 1399Come arbore sei, che curvato
- 1400deserta d’iddii può la vita
- 1401di ciò che fu nostro, se indago;
- 1402la tua purità sorridente.
- 1403Ma innumerevoli sono
- 1404le cose novelle che ignoro,
- 1405che pur non sembran pesare
- 1406della Cetra; ché forse
- 1407Intercessore ed alcuna
- 1408dottrina apprendesti da lui.
- 1409Di congiugnimenti maestro
- 1410compositore sagace,
- 1411Come nella mia dolce Arcadia,
- 1412dopo il verno, ai tepidi giorni
- 1413il colono fende la scorza
- 1414dell’arbore e v’incastra la marza
- 1415la pianta inframmessa le vene
- 1416vigoreggia il succhio, il sapore
- 1417del frutto si fa generoso:
- 1418così, con arte inserendo
- 1419deità, m’accrebbi di varia
- 1420La verginità cruda e invitta
- 1421di Pallade a me collegata
- 1422mi fece più destro in trar prede,
- 1423io fui pe’ mortali Ermatena.
- 1424cui diedi la cheli soave,
- 1425mi strinsi con patto fraterno;
- 1426Infondermi il sangue feroce
- 1427dell’uccisore di mostri,
- 1428dell’eroe muscoloso
- 1429dalla fronte angusta, volli io
- 1430dalla testa di cane, dal becco
- 1431di sparviere, dalle mascelle
- 1432di leone, estrani, onde fui
- 1433Ma da due comunanze
- 1434m’ebbi più gran copia di forze
- 1435M’accomunai con l’Amore,
- 1436col nume che fu nel principio,
- 1437che sarà nella fine.
- 1438Con Eros confusi il mio sangue,
- 1439col bellissimo fiore
- 1440cui era devota la schiera
- 1441M’accomunai col Silenzio
- 1442io signor del discorso
- 1443col dito premuto sul labbro
- 1444che col grido annunzia l’aurora.
- 1445Così tutto attrassi e composi
- 1446in me, tutto abbracciai,
- 1447di congiugnimenti maestro,
- 1448che ben conoscesti quest’arte
- 1449col dio. Non bevere l’onda
- 1450il pomo granato che aperse
- 1451Core, di Demetra la figlia
- 1452io tutte le cose dell’uomo
- 1453Ma soffri che un’Ombra d’aedo
- 1454interroghi l’alto Parente
- 1455della Cetra! Ermerote
- 1456io ti chiamerò, Ermerote,
- 1457coronato di cipresso
- 1458ma ad ogni passo silente
- 1459la man di colei che traevi
- 1460dall’Ade su i cari vestigi?
- 1461Intorno era sacro silenzio,
- 1462ma s’udia nel Tartaro lungi
- 1463cui tu avvincesti Issione.
- 1464Mirasti i due volti, e quegli occhi?
- 1465di quella bellezza, Ermerote!
- 1466X.
- 1467T
- 1468La salutammo nel porto
- 1469con ilare grido vedendo
- 1470il candido fianco apparire.
- 1471come fasèlo o liburna.
- 1472L’albero la verga le sàrtie
- 1473la gran randa i piccoli flocchi
- 1474il bompresso trincato
- 1475le commessure del ponte
- 1476le boccaporte e le cùbie
- 1477canape legno metallo,
- 1478come vena per vena
- 1479viventi di fragile amica.
- 1480ci piacque l’odor della nave.
- 1481in una gabbia intesta
- 1482di giunco una bella cicala
- 1483del regno di Pelope Eburno.
- 1484in ascolto avendo nel cuore
- 1485l’anacreontica lode.
- 1486Ma la regina del Canto, La cicala
- 1487l’ebra di rugiada e di luce,
- 1488dell’ingannevole fronda;
- 1489ché il suo luogo è la cima
- 1490dell’arbore o l’asta di Atena.
- 1491dalla stephàne d’oro.
- 1492la meretrice di Pirgo
- 1493invano aspettando il navarca,
- 1494le mille sue rughe per entro
- 1495la grande sua bianca criniera„
- 1496che ben da noi stessi tramata
- 1497ci parve, col filo dei sogni.
- 1498in mezzo alla strage dei marmi,
- 1499ignaro di quella vecchiezza.
- 1500Il mattutino spiro
- 1501ci volse alla porta del golfo
- 1502corintio, tra i due promontorii
- 1503che senza latrare protesi
- 1504ma d’improvviso irretiti
- 1505in non so qual divina
- 1506indicibile era nei nostri
- 1507ignudi e chiamarli per nome
- 1508desiderammo. Ogni lume
- 1509ci parve il segno d’un dio,
- 1510l’orma d’un eroe, la fatica
- 1511d’un uomo, lo sforzo d’un mostro.
- 1512Il vento gonfiava la randa;
- 1513d’armoniale virtude
- 1514che parea la scotta sua forte
- 1515dovesse, pulsata da un plettro,
- 1516dei monti eran nuovi, più dolci
- 1517conca appariva o un anfratto
- 1518ceruleo, l’anima nostra
- 1519vi si profondava per gli occhi
- 1520come il natatore si scaglia
- 1521dall’alto nell’onda ch’egli ama
- 1522di conoscere e d’adorare!
- 1523dicea: “Non vedremo la bocca
- 1524dell’Eveno, e non il suo guado;
- 1525delle Meleàgridi il pianto.„
- 1526Volgevansi a poppa gli sguardi
- 1527la forza di Meleagro
- 1528intrisa nel fiele dell’Idra
- 1529in te vige, splende e s’eterna.
- 1530Come le barbe degli olivi I Miti superstiti
- 1531come i filoni della pietra
- 1532dei Miti ancor tengono presa
- 1533l’antica virtù del tuo suolo.
- 1534La gente che sega le magre
- 1535vili a piè delle deserte
- 1536che tolse i tuoi numi alle fronti
- 1537de’ tuoi templi in ruina
- 1538Ma i Miti, foggiati di terra
- 1539d’aria d’acqua di fuoco
- 1540Vivi palpitar li sentimmo
- 1541ci dissero qualche inattesa
- 1542ci appresero novo
- 1543di gleba in gleba, di selce
- 1544in selce noi pellegrini
- 1545inchinando il cuor nostro umano
- 1546volubile, ed è necessario
- 1547compiere altri perìpli
- 1548la nostra sorte anco è avvinta.
- 1549Ma ad ogni approdo intera
- 1550dei Locri, a ostro Egio achea,
- 1551ci apparve su l’acque
- 1552il promontorio Andromàche
- 1553Il vento languiva. Bonaccia
- 1554come un cuor moribondo,
- 1555il legno per tutte le fibre
- 1556celeste risponder con lungo
- 1557della rupe aurata. E la voce
- 1558di prua mise un grido: “Il Parnasso!„
- 1559la faccia d’Apollo apparita;
- 1560il Monte Castalio, sublime
- 1561d’ogni altra grandezza e pur lene
- 1562come se l’onda perenne
- 1563del canto spetrata ne avesse
- 1564la mole terrestre, assemprava
- 1565l’apparizione diurna
- 1566del dio musagète vivente
- 1567marmo dagli artefici è sculto
- 1568ma qual forse il videro un tempo
- 1569i primi pastori
- 1570misteriosa bellezza
- 1571levata in sostanza serena.
- 1572Cadde il vento. Noi tutti
- 1573capo. Tutte le cose
- 1574di eternità. L’occhio solo
- 1575Coro di Sirene o di Parche?
- 1576di Tiadi o di Muse? Il silenzio
- 1577che segue o precede le voci
- 1578delle volontà sovrumane.
- 1579ch’entrammo non più morituri.
- 1580meridiano del grande
- 1581Mediterraneo contra
- 1582il violento Cane,
- 1583della vela, balzi d’un cuore
- 1584che un flutto di sangue riempia,
- 1585verso inarcati seni,
- 1586dopo la pausa infinita!
- 1587volgendoci al seno crisèo.
- 1588Come dietro la negra
- 1589Disse il Pitio lungescagliante
- 1590i precordii, come agli stanchi
- 1591molli che serbavano ancora
- 1592l’impronta dei vimini, fichi
- 1593degni d’aver patria in Egina
- 1594con l’ombelico melato
- 1595di gomma, bionde uve sugose,
- 1596vini chiari aulenti di pino
- 1597màstica che dentro una goccia
- 1598del gèmino Monte che il muto
- 1599l’altra cima: quella ch’è sacra
- 1600Ma l’allegrezza nel sangue Corda tument
- 1601che per le nostre membra
- 1602inquietudine, quasi
- 1603desiderio di danza
- 1604co’ piedi nudi a gara
- 1605di destrezza in giochi rischiosi.
- 1606di corimbi e s’ebbe corona
- 1607vertici dell’anima umana,
- 1608culmine dell’acre delirio,
- 1609in breve ora noi v’attingemmo!
- 1610Il chiaro silenzio adorammo
- 1611L’impeto selvaggio, che rende
- 1612immemori l’Evie nell’orgia,
- 1613io stava pensoso dell’uno
- 1614in ascolto; e vennemi al labbro
- 1615il sorriso, ché noto il suono
- 1616m’era. “O Apollo, nel giorno
- 1617da poppa a prua chiaramente
- 1618la cicala che canta!„
- 1619intorno alla gabbia di giunco.
- 1620ci parve sul mare la voce
- 1621della creatura vocale
- 1622che non ha carne e non sangue
- 1623lanugine ell’era coperta,
- 1624che lucea qual serica veste;
- 1625ma tre più piccoli, rossi
- 1626come le bacche cruente
- 1627d’autunno, in esiguo corimbo
- 1628di tenue vetro nervute
- 1629di foschi rilievi, il torace
- 1630di anella il mirabile addòme.
- 1631l’ingenuità del sorriso
- 1632inclinato. Io l’àugure finsi.
- 1633insino alle acque di Delo,
- 1634in cella di giunco marino.„
- 1635la Fòcide piena del nume
- 1636come di tripodi mille,
- 1637dinanzi alla nostra allegrezza.
- 1638XI.
- 1639Ciascun de’ compagni a vicenda
- 1640Le baie le conche i recessi
- 1641del parnassio mare esplorammo,
- 1642coi piedi immersi nel sale,
- 1643dell’àncora dietro la poppa
- 1644la carne con una carezza
- 1645innumerevole, or al fondo
- 1646in un sonno ch’era ogni volta
- 1647di cinti insolubili, sguardo
- 1648venereo della segreta
- 1649lasciva sorella dell’aria,
- 1650madre della nuvola, come
- 1651ci parve più bello. Dicemmo:
- 1652dell’acqua. Ma l’ancoraggio
- 1653contiguo ebbe più dilettose
- 1654d’alghe, chiari coralli,
- 1655dei pesci, io compresi quel nome
- 1656che i pescatori tirreni
- 1657del mare onde traggono prede
- 1658Ma di voi gioimmo, Armonie!
- 1659Chi mi consolerà, mentre
- 1660vivo sotto cieli pur dolci,
- 1661chi mi consolerà dei soli
- 1662i vostri cipressi, e i ciriegi
- 1663i mandorli i meli son bianchi
- 1664improvvisa coglie alle spalle
- 1665il lanoso Febbraio
- 1666le palpebre con le sue dita
- 1667che auliscono di rosmarino,
- 1668verrò ne’ rosai che tu porti
- 1669carichi di rose ancor chiuse.
- 1670come i capézzoli gonfii
- 1671della pubescente. Ma forse
- 1672la secchia loquace. O collina
- 1673dell’Incontro, per la finestra
- 1674i fiori dell’erica, tanto
- 1675de’ tuoi querciuoli vestite
- 1676che un poco rosseggia e per entro
- 1677vi si scorge il tenero verde!
- 1678il lichene. E sta Vincigliata
- 1679morta in un negrore di lance.
- 1680dei ronchetti, odo le cesoie
- 1681dei potatori. Uomini veggo
- 1682che forse i sermenti recisi
- 1683la terra ancor qualche aratro,
- 1684che sorgon per nesto in corona
- 1685dalle piaghe dei tronchi
- 1686Il bifolco gli incìta;
- 1687Ma oggi la voce dell’uomo
- 1688in questo silenzio: ogni suono
- 1689vibri ma e nelle glebe
- 1690come di lima sottile
- 1691che ferro morda. È colei
- 1692dai piedi azzurrigni? colei
- 1693che su ciascuna sua tempia
- 1694la cingallegra selvaggia?
- 1695ma par che in aerea fucina
- 1696l’amor suo duri aspro travaglio.
- 1697dall’Arno un vapore di perla
- 1698colmi dell’acqua piovana;
- 1699ma il fumo dei tetti campestri
- 1700ceruleo par tuttavia.
- 1701L’Incontro s’indora e invermiglia:
- 1702cangia le sue querci in coralli;
- 1703ma la Vallombrosa remota
- 1704divina, apparita in un valco
- 1705che tra due colli s’insena
- 1706che tepido pare e segreto
- 1707come l’inguine della Donna
- 1708di Rovezzano il rombo
- 1709delle mulina che il vecchio
- 1710dall’ombra sua cerula, e tutto
- 1711che parmi aver quasi ai precordii.
- 1712che nel cipressetto riluce
- 1713m’è cara, e l’orma essiccata
- 1714che ieri fu molle di pioggia,
- 1715che più non mi chiude il verziere
- 1716dal dì che nel suo rugginoso
- 1717cannello mellificò l’ape
- 1718come in celletta di bugno.
- 1719Molto al mio cuore son care
- 1720le cose che odo, che veggo;
- 1721del campo! E le campane
- 1722della preghiera servile,
- 1723il suono che vien di Rimaggio
- 1724di Candeli di Monteloro,
- 1725imagine, o Primavera,
- 1726che or mi nasce guardando
- 1727di nodose dita son gli oppi,
- 1728che reggono tenui sfere
- 1729cristalline; e tu vi trascorri
- 1730da ciascuna fila un accordo
- 1731in questa dolcezza m’indugio
- 1732che biancheggia a mezzo del colle,
- 1733Ma la ricordanza immortale
- 1734d’una bellezza più maschia,
- 1735d’una voluttà più possente,
- 1736mi brucia, mi crucia. E il rinato
- 1737di suol rossastro fra crudi
- 1738la stoppia e gli aròmati forti
- 1739dei falchi su pe’ macigni
- 1740di quella caverna montana
- 1741mi dolse la nuca pel gelo.
- 1742come due scaglie cadute
- 1743da Sirio, la vostra sublime
- 1744m’accecò gli occhi del volto
- 1745ma tutti i miei spirti agitati,
- 1746come sul vaporante
- 1747Coreta, balzarono in fiero
- 1748videro il vermiglio avvenire.
- 1749i roghi? La sfinge di Nasso
- 1750decapitata ma alata
- 1751cammino? Le tre danzatrici
- 1752dalle mammelle corrose
- 1753danzano ancóra intorno
- 1754di acanti? Filano ancóra
- 1755le donne focesi, dinanzi
- 1756d’azzurro? Non la pietra
- 1757ma invano cercai nella polve
- 1758la tomba del figlio d’Achille!
- 1759chiomati di fronde e di stelle.
- 1760Vedute io le avea, nella sera
- 1761dell’antro. Miste alla roccia,
- 1762come le imagini sculte
- 1763le Castàlidi; e gli occhi
- 1764lor grandi eran fisi, il Passato
- 1765il Presente il Futuro
- 1766con un solo sguardo abbracciando.
- 1767che tessuto aveano in figure
- 1768di danza la fresca bellezza
- 1769del mondo, i bei piedi leggeri
- 1770di Terpsicòre constretti
- 1771Dal nudo macigno agguagliate
- 1772mi sparvero. Ma le rividi
- 1773libere nel sogno ch’io m’ebbi.
- 1774Venivan per le vie de’ vènti
- 1775com’aquile senza nido
- 1776crepitante di mille
- 1777che i Distruttori e i Creatori
- 1778di gioia coi lordi capelli
- 1779coperti di bianca rugiada,
- 1780con le calcagna gravi
- 1781d’umida zolla e di foglie.
- 1782Come stuol d’aquile senza
- 1783Castàlidi a volo nell’alba,
- 1784lacere i pepli, sconvolte
- 1785le chiome, odorate di sangue
- 1786di forze atroci e d’amori
- 1787ineffabili, piene
- 1788i polsi di ritmi discordi.
- 1789Venivano dai porti
- 1790inferni ove tutte le lingue
- 1791i gemiti e i rùgghii del ferro
- 1792domato; venivano dalle
- 1793città di lucro ove la vita
- 1794cupida senza schiuma
- 1795che non ha guaina né punta.
- 1796Visitato aveano le folte
- 1797moltitudini, udito
- 1798della fame e della vendetta,
- 1799di libertà, gli epinicii
- 1800dell’Uomo non coronato
- 1801che con salde rédini intorno
- 1802la quadriga degli Elementi.
- 1803di bronzo pel simulacro
- 1804d’un eroe senza clava
- 1805liberatore del Mondo,
- 1806le tavolette cerate
- 1807la maschera dalla gran bocca,
- 1808l’annunziatrice Clio
- 1809il breve infinito volume,
- 1810delle moltitudini folte.
- 1811le Vergini figlie di Zeus
- 1812com’aquile senza nido,
- 1813delle bellezze raccolte
- 1814dalle forze novelle
- 1815che facean tremar come l’alte
- 1816colonne d’un tempio crollante
- 1817i lineamenti solenni
- 1818del Passato nel lor pensiere
- 1819verecondo. Ed erano ardenti
- 1820di fecondità, agognanti
- 1821di generare una gioia
- 1822di trarre una vita divina
- 1823dalla faticosa materia
- 1824che gorgogliava nell’Orbe
- 1825come quel fiume di bronzo
- 1826in quella fornace di gloria.
- 1827che non era Libètro
- 1828Il Coro d’Apolline stette
- 1829le nubi in cui la certezza
- 1830del Sol nascituro
- 1831che chiudea le moli profonde
- 1832del marmo, sacre ai colossi
- 1833crosciavan le sorgenti,
- 1834i favi i nidi parlavano.
- 1835di fuoco irrompere a quando
- 1836come il benefico nome
- 1837d’una deità imminente.
- 1838dagli occhi umani era il sonno
- 1839Libere eran tutte le braccia
- 1840dal travaglio servile,
- 1841libere per l’ornamento
- 1842del mondo. La cieca materia,
- 1843l’ordegno tenea su l’ordegno
- 1844la vece dell’uomo. Il supplizio
- 1845carnale era bandito
- 1846l’aspetto d’un re soggiogato.
- 1847L’ebrietà della forza
- 1848chiedea di placarsi nei riti
- 1849dell’Arte, nelle preghiere
- 1850del rivelato Universo,
- 1851dei Miti innovati. Un immenso
- 1852desiderio di festa
- 1853dalla notte e dalle fatiche,
- 1854i fiumi paterni che al mare
- 1855l’immortalità delle stirpi
- 1856volsero le fiaccole al suolo
- 1857inauditi sonava
- 1858di rugiada. E l’attesa
- 1859della Poesia palpitava
- 1860l’innumerevole riso
- 1861del desio marino che s’alza
- 1862con le mille labbra dell’onda
- 1863verso il Sole per divenire
- 1864luce egli stesso infinita.
- 1865dall’aurora, non con argilla
- 1866ma con la sostanza sublime
- 1867che nata era in elle dall’urto
- 1868del conoscimento vitale,
- 1869crearon per l’uomo una Voce
- 1870vermiglia; poi contra il fulgore
- 1871del Sol nascente, verso il Mare
- 1872virgineo come la prima
- 1873in quell’atto lor consueto
- 1874che usavan danzando al cospetto
- 1875di Apolline. E niuno vide
- 1876Inclinate il fianco sul vento,
- 1877le nove antiche Sorelle.
- 1878la nomata nel grido
- 1879delle plenitudini e delle
- 1880virtù, l’invocata da tutti
- 1881in mezzo agli uomini. E da prima
- 1882ma credetter forse che il fiato
- 1883d’una primavera improvvisa
- 1884li soffocasse d’amore,
- 1885la vidi. E mi parve che il sangue
- 1886m’abbandonasse e corresse
- 1887della vegnente a invermigliarne
- 1888i vestigi, e che spoglia
- 1889dell’ossa quest’anima mia
- 1890Dissi: “Euplete, decima Musa,
- 1891dopo l’onda nona sul lido,
- 1892decumano, o Antica, o Novella,
- 1893m’odi per i giorni e per l’opre,
- 1894m’odi per le mie notti insonni
- 1895ciò che arde, per la sete
- 1896del Deserto e il sale del Mare,
- 1897Io son teco il supplice, senza
- 1898Chiederti non oso che m’abbi
- 1899ma sol per il tuo messaggero.
- 1900Io sarò colui che t’annunzia.„
- 1901la fronte accennando, sì forte
- 1902del cuore, ch’io trasalii
- 1903come quei che sente la vita
- 1904verso il mistero dell’ombra.
- 1905ché mormorare il vento
- 1906dell’alba nei platani vasti
- 1907intesi, le pallide stelle
- 1908della Fòcide, dietro
- 1909le bianche Fedrìadi. Oh pronto
- 1910leggero, con limpidi occhi.
- 1911Lavai la mia fronte nell’acqua
- 1912castalia, ne bevvi nel cavo
- 1913delle mie mani; alacre e puro
- 1914verso le ruine del Tempio.
- 1915di Delfo e nei porti lontani,
- 1916lungh’esse le vie lapidose,
- 1917i galli cantarono l’alba.
- 1918Voci di virtù mattutina,
- 1919che attendevate ogni volta
- 1920le risposte ai vostri richiami
- 1921del mar taciturno! Ombra e polve
- 1922dell’arcana chiostra ove inerte
- 1923XII.
- 1924vivo sotto cieli pur dolci,
- 1925chi mi consolerà di tanto
- 1926che il vento salmastro disperse,
- 1927con la polve delle ruine
- 1928con la cenere dei sepolcri,
- 1929Certo su altre rive,
- 1930dei colossi di Memfi,
- 1931d’antìlopi e di melagrani,
- 1932dell’Ànapo, nella latòmie
- 1933di Siracusa, nelle sabbie
- 1934di Selinunte ove una vasta
- 1935di colonne dorica stirpe
- 1936vive di luce, e altrove, altrove
- 1937mi conobbi figlio del Sole.
- 1938Ma nessun cielo, nessun mare,
- 1939moltiplicò la vitale
- 1940virtù della mia giovinezza
- 1941così fieramente. O Corinto,
- 1942di Sisifo duro, feconda Amphithalassia
- 1943di bei tiranni, che giugnesti
- 1944il morso e al frontone del tempio
- 1945la duplice aquila d’oro,
- 1946cui il ruvido console diede
- 1947il Fuoco per ultimo drudo
- 1948inimitabile, quando
- 1949dell’Acrocorinto quel miele
- 1950cantava “prestami i fior tuoi
- 1951la madre dal nero grembiule?
- 1952cantava “O vento li combatte,
- 1953Li passa Caronte co’ morti.„
- 1954che soffiò per entro alle nari
- 1955delicate e sopra le tarde
- 1956le guaste ghirlande cadute
- 1957del mio piacere, più profondo
- 1958il suon del mio riso, più forti
- 1959i miei denti. Estinta è la face
- 1960ch’ei porta, ma sotto il suo sguardo
- 1961che senza parlare m’incìta,
- 1962che fosti vermiglia di sangue
- 1963lussurioso e di dolce
- 1964vino sentendo continuo
- 1965della dea su te troppo ignito
- 1966mentre le strisce del fulvo
- 1967corame, in guisa di freno
- 1968imposte alle guance de’ tuoi
- 1969degli eptacordi sotto il morso
- 1970violento dei plettri
- 1971Meco era il compagno velato
- 1972di Lais offerto alla dea.
- 1973dea di non caduca bellezza.„
- 1974cipressi l’etèra dormiva;
- 1975le cui bianche braccia avean cinto
- 1976come la cintura marina
- 1977che spazia dal Ionio all’Egeo.
- 1978che al fonte di Pirene
- 1979conduce; e su l’ombra mia lieve
- 1980Ipponòo recando la briglia.
- 1981lento; e talora il sussulto
- 1982delle grandi penne, che molto
- 1983celati nell’adito. Osammo
- 1984diffuso intorno a una possa
- 1985indomita: Pègaso il volo!
- 1986con l’ima midolla e col sangue
- 1987di Sisifo come s’accosta Pègaso domato
- 1988cauto nella mano il fren d’oro
- 1989con fulminea destrezza
- 1990l’ali ventose il cavallo
- 1991magnifico: la vergine bocca
- 1992l’uomo imperterrito balza,
- 1993inforca la schiena tremenda
- 1994l’Impeto nel libero cielo.
- 1995Così, Arte, accòstati ai grandi
- 1996la primavera m’affanna,
- 1997dato mi fosse varcare
- 1998l’aere e su l’Acrocorinto
- 1999di fiori efimeri, come
- 2000Lais della tunica tiria
- 2001che la nudità è più bella)
- 2002i due golfi, la sitibonda
- 2003i vertici sacri alla Danza
- 2004diletta, che non canterai
- 2005da sette bocche nel piano,
- 2006di te mi sovviene, Cadmèa;
- 2007di Capanèo contra il Cielo
- 2008che l’ode, né pel duolo
- 2009d’Antìgone eretta nel Coro
- 2010come il cipresso tra i salci;
- 2011ma per le tue belle fonti, Le fonti tebane
- 2012Cadmèa, per la fonte di Dirce
- 2013che sparsa è ne’ dolci verzieri
- 2014come fu nelle rupi
- 2015la dilacerata bellezza,
- 2016del supplizio all’ombra dei meli.
- 2017Vario sapore hanno l’acque
- 2018che corrono d’oriente
- 2019di terrestritade è in ciascuna
- 2020i denti onde nacque la stirpe
- 2021delle persiche molli,
- 2022con leggerezza e pallore
- 2023di linfe e silenzii
- 2024delle sue cime. E tu eri La rosa di Beozia
- 2025dal collo di cigno, dal crine
- 2026intesto come canestro
- 2027di vimine, all’ombra del largo
- 2028cappello tessalico, chiusa
- 2029dell’imàtio come in un fiore
- 2030di mille pètali. O forse
- 2031con un gesto di grazia or discopri
- 2032la mammella piccola come
- 2033cotogna, i mallèoli svèlti
- 2034inanellati d’elettro,
- 2035d’Argo tra la cittadella
- 2036di Palamede e lo stagno
- 2037di Lerna, in vista alle bianche
- 2038vette del Partènio? Tirinto,
- 2039città di rupi adunate,
- 2040ventosa del soffia d’Eràcle L’acropoli eràclia
- 2041che triturava co’ vasti
- 2042molari i tuoi bovi ancor lordi
- 2043di bragia e crudigni, se mai
- 2044io torni, cercar voglio quelle
- 2045dai dorsi lanosi di tante
- 2046dell’else consunto nel pugno
- 2047dei tuoi re! Poi per la profonda
- 2048vetro che t’ornava il palagio.
- 2049Ma te, o Micene, s’io torni,
- 2050de’ tuoi sepolcri e agitasti
- 2051le mie vigilie, quando
- 2052Cassandra io diedi una pura
- 2053dovea col tenue nome
- 2054di Ebe giovinetta celeste! Ebe alla Fonte Perseia
- 2055la sua grande chioma tutt’oro.
- 2056la Fonte Perseia ove bevve
- 2057la morte: vi tremola e piange
- 2058la polla per entro in eterno.
- 2059Così la vede il mio sogno.
- 2060d’un velo. A Mègara bianca,
- 2061di lino, che sferza i cavalli
- 2062con una sete più forte
- 2063che appeso per l’ansa a un ulivo
- 2064del golfo, pe’ tuoi freschi orciuoli
- 2065densi, pe’ tuoi mandorli ch’io
- 2066che Onàta fondeva sì ricco?
- 2067che incurva le labbra agli opliti
- 2068morenti in fronte al tuo tempio?
- 2069degli uomini, gloria di rostri,
- 2070vittoria volante con triplo
- 2071di corda e ciascuno credette
- 2072il grido dell’Ellade: “Questo
- 2073Luoghi di luce, le rose
- 2074mosto, son le Cicladi belle.
- 2075della pioggia sopra la fronda,
- 2076m’è il suon de’ lor nomi divini
- 2077l’ovo della colomba,
- 2078come gli inni delle sue lire,
- 2079l’ombra di Simonide ancóra
- 2080insegna la musica ai figli
- 2081dei marinai pileati
- 2082la scorza e la ghianda del cerro.
- 2083chiare sotto pergole verdi.
- 2084che vi si parevano i nervi
- 2085dei pampini con una traccia
- 2086vi piovevano in guisa
- 2087di torqui di anelli di armille;
- 2088delle donne ionie che nude
- 2089le braccia lavavano i lini
- 2090in trògoli tutti di marmo.
- 2091Vedendo bagnare un bel velo,
- 2092come tessitrice odorata
- 2093dietro telaio d’antica
- 2094di porpora forse venuta
- 2095Ma l’odore di Siro
- 2096di cordari e di calafati,
- 2097con pégola sevo e cerussa,
- 2098cara ai marinai dell’Egeo!
- 2099intorno a Delo corona
- 2100come calcedònie e iacinti.
- 2101ché di lungi assemprano un coro
- 2102d’aulètridi alto su l’acque,
- 2103dai lunghi chitóni cadenti
- 2104di cìano, dorate dal sole
- 2105insino ai precordii, dorate
- 2106insino alla conca segreta
- 2107del pube. E il miel delle vigne
- 2108delle lor mammelle protese.
- 2109Voluttà, voluttà
- 2110d’Ariadne e di Dionìso
- 2111commisti sul carro che aggioga
- 2112la maculosa pantera
- 2113cui l’Amore diè per sorella
- 2114dai segni del bacio crudele!
- 2115mollizie insulare, lascivo
- 2116della sua figlia Afrodite,
- 2117calde tuttavia del sudore
- 2118malvagio, non spenta per anche
- 2119la carne che giunta fu all’ossa
- 2120come il fuoco al legno del pino!
- 2121le Cicladi, e molto a me dolci.
- 2122Ma a te tornerò col mio cuore,
- 2123isola di Aiace, a te forza
- 2124delle triere rostrate,
- 2125il pèriplo delle tue rupi
- 2126combattere nelle tue acque
- 2127com’Eschilo al fianco d’Aminia
- 2128che diè primo il colpo di rostro,
- 2129degli efebi intorno al trofeo,
- 2130clamor del peana copriva
- 2131Dal colle d’Elèusi deserto
- 2132I monti di Mègara, i cupi
- 2133il Coridallo ondulato,
- 2134le gole di File, il notturno
- 2135Citerone, gli aridi gioghi
- 2136lontane cui l’aria e la luce
- 2137intessono vesti più belle
- 2138che la veste del croco
- 2139dello smìlace e del narcisso,
- 2140impallidivano incontro
- 2141ch’era come il guatare
- 2142di Pallade quando ella indaga
- 2143di sotto al suo casco corintio
- 2144le schiere ordinate nel campo
- 2145ma la virtù si rischiara
- 2146XIII.
- 2147P
- 2148innanzi a periglio mortale,
- 2149vedrà il pellegrino le faci
- 2150del Dadùco nel tempio La spiga mietuta in silenzio
- 2151d’Ecàte. Ma i grandi triglifi
- 2152dorici splendevano bianchi
- 2153là dove Demètra si assise
- 2154crucciosa, il cor piena d’angoscia,
- 2155L’ombra d’una nube curvata
- 2156l’ombra del mietitore
- 2157indicibile che innanzi
- 2158la spiga di grano in silenzio.
- 2159mi significò la grandezza
- 2160della solitudine sacra.
- 2161Ma l’anima umana non vive
- 2162le cose come sigillo
- 2163imperiale. “O Uomo,
- 2164della tua volontà pura,
- 2165le colonne come covoni.
- 2166chiusi e la dea, ch’era informe
- 2167cerulo vidi, chiomata
- 2168Demofoonte, il figlio
- 2169mortale di Cèleo, nato
- 2170d’una terribile forza
- 2171misura e non più ritenesse
- 2172misero, l’ansia faticosa
- 2173del gregge. Per ciò nottetempo
- 2174cuna, ora internavagli il capo
- 2175là dov’era più vorace
- 2176la verginità della fiamma,
- 2177come il fabro fa d’una spranga
- 2178che battere debba all’incude.
- 2179Ma Metanira spiava
- 2180con l’occhio obliquo. Spiava
- 2181la femminetta regina La femminetta regina
- 2182dalla fronte bassa quell’opra
- 2183d’amor duro; e non comprendeva,
- 2184la stolta! Con cruccio e spavento
- 2185dei pantani. “Figlio„ ululava
- 2186la straniera e a me ti sottrae!„
- 2187ingìta di Demofoonte
- 2188cessò, come torcia riversa
- 2189che spengasi in putrido fango.
- 2190La dea lo rimosse dal fuoco
- 2191con disdegno uscì dalle case.
- 2192imbóccalo, ingózzalo dunque
- 2193col tuo buon cucchiaio di bosso,
- 2194l’ungea la straniera, tu stilla
- 2195dalle più crasse carogne.
- 2196il suo ventre fluisce,
- 2197lecca la sua pallida pelle
- 2198con la tua lingua viscosa
- 2199di gozzoviglia indigesta.
- 2200la bocca imbavata di bile
- 2201l’ignobilità del tuo mento.
- 2202come l’Iniziato
- 2203in una pausa infinita
- 2204la spiga mietuta in silenzio.
- 2205dei fiori, che Persefoneia
- 2206di contro al zaffiro marino,
- 2207la regia corona sul gambo
- 2208dominazioni letèe„
- 2209dissi “io so dov’ardono i vostri
- 2210mi sovvenne, dell’Agro
- 2211cavalcato dagli acquedotti
- 2212che guidano il gregge con l’asta;
- 2213della Latina Via
- 2214di Salamina, pensoso
- 2215del Crèmera. E tra la muraglia Il vóto romano
- 2216del perìbolo santo
- 2217dell’altra mia patria, cercai
- 2218del Tempo, che Quinto Pompeio
- 2219consacrarono quivi
- 2220XIV.
- 2221P
- 2222del golfo bianca di ghiaie.
- 2223i mirti i ginepri i lentischi,
- 2224di tanta vita sublime.
- 2225che ci empieva il petto ansioso
- 2226d’una voluttà troppo ardente.
- 2227dell’amore mi vinse;
- 2228credendo che il velo degli occhi
- 2229in quale città di mortali?„
- 2230L’Ombra di Edìpo, dall’atre
- 2231cui le piogge i venti le arsure
- 2232dato aveano un tristo lucore
- 2233come alle paglie marine,
- 2234da man che la lavi sul sasso.
- 2235virginale, nudrita
- 2236di amare radici, parea
- 2237che pel veglio in sé ritenuta
- 2238della fonte, omai già lontana,
- 2239dal dio conceduta alla sosta
- 2240del mattino sotto grand’elce.
- 2241dell’anima mia fu vissuta
- 2242Il coro di Sofocle puro
- 2243di bei cavalli feconda,
- 2244il melodioso usignuolo
- 2245molto fruttifera, immune
- 2246dal sole e dai vènti iemali,
- 2247che Dionìso effrenato
- 2248Modi della strofe perfetta
- 2249i templi gli arbori. Il velo
- 2250delle Càriti effuso
- 2251lieve sul crinale dei monti.
- 2252il Parnète fu l’antistròfe.
- 2253di bei corimbi il narcisso,
- 2254delle Magne Dee molto antica
- 2255ma continue rigano l’acque
- 2256limpide fecondatrici
- 2257la terra dal sen spazioso;
- 2258delle Muse, e non Afrodite
- 2259che tratta le redini d’oro.„
- 2260come supplici. “Arbore è quivi
- 2261cui non pose man d’uomo, germe
- 2262da sé medesimo nato,
- 2263che grandemente fiorisce,
- 2264di glauca fronda l’Olivo...„
- 2265La nostra gioia più fiera
- 2266la nostra conquista più grande
- 2267che coronata è di viole
- 2268con la bionda ragia del pino
- 2269di quelli occhi cesii che sai.
- 2270Lascia la sua fronte nell’alto
- 2271della sua tunica ornati
- 2272di belle ghirlande marine.
- 2273il nome del fiore paràlio Le ghirlande marine
- 2274che vedemmo sopra le sabbie
- 2275di Fàlero, e coglierlo noi
- 2276in noi non pel varco dei sensi
- 2277ma com’entra un puro pensiero.
- 2278dell’Attica scende alla tua
- 2279in un lebète d’argento
- 2280del tuo sale! Anche Munichia
- 2281Ma tu fosti fatto di mano
- 2282d’inimitabile artiere.
- 2283In contro al faro di Psittàlia
- 2284il mare si frange in ruine
- 2285di sepolcri; e forse colui
- 2286che in pugno alla dea Poliàde
- 2287dormì su lo scoglio rugoso
- 2288dell’eroe che tinte le avea
- 2289col sangue dell’Asia. Pur quanto
- 2290in calde arene colcarsi!
- 2291del lido, nella rena giù.
- 2292ch’i’ oda lor voci da giù.„
- 2293Canta tuttavia le canzoni
- 2294che non si nomava Fintìlo
- 2295come il guscio della carruba
- 2296intorno al collo la barba
- 2297come intorno a scalmo consunto
- 2298che offerto egli avesse al dio
- 2299dei promontorii gli avanzi
- 2300della rete i sugheri e i piombi,
- 2301legato al suo crin di cavallo
- 2302con la lunga canna, o una triglia
- 2303d’un gambero, un fin laberinto.
- 2304Ma forse veduto egli avea
- 2305la fosca sirena dormente.
- 2306che aveano il colore dell’ombra
- 2307mi sovviene, e de’ tuoi bianchi
- 2308delle tue rondini. O Spata,
- 2309mi sovviene delle tue tombe
- 2310venerande. Padre di templi
- 2311mi sovviene selvaggi
- 2312cànape simili a quelle
- 2313che vidi nel muto Deserto.
- 2314dinanzi all’isola lunga
- 2315cui diè la Tindaride il nome,
- 2316vedemmo l’Aurora inclinata
- 2317Laurio, lungi a’ tuoi pozzi oscuri,
- 2318del tuo metallo, scoprimmo L’Evia impietrata
- 2319il corpo d’un’Evia bagnato
- 2320di mosto; ed era sì bella
- 2321che per toccarla scendemmo
- 2322di lungi ell’era anche più bella;
- 2323ci prendesse, parlammo
- 2324di lei come d’una divina
- 2325carne che fosse vivente
- 2326laggiù senza letto d’amore.
- 2327dal Sunio al Pirèo, nella sera.
- 2328d’Ircania portato alla guerra Il Sunio
- 2329della Propòntide in commercio
- 2330d’acònito, un frumentiere
- 2331del Chersoneso, un vinaio
- 2332di Chio fui guardandoti, ed ebbi
- 2333di te con sempre nuove
- 2334dopo traffico lungo;
- 2335dell’argentifero lido,
- 2336del metallo sacro all’impresso
- 2337conio dell’epònima dea.
- 2338venerando, altèra cervice
- 2339della Paràlia rupestra,
- 2340il tuo tempio par che si sciolga
- 2341come lentissima neve
- 2342Il sale mordace cancella
- 2343dalla colonna il solco
- 2344dorico, nel masso fenduto
- 2345dall’architrave consuma
- 2346le groppe ai Centauri e le corna
- 2347domato dall’attica forza.
- 2348Maratona, Maratona,
- 2349dall’ali irsute di lance,
- 2350degli oplìti a fianco d’Echètlo,
- 2351dell’eroe rurale che uccise
- 2352mànico d’aratro e poi sparve.
- 2353Io sul tuo tumulo grande
- 2354colsi una rama d’alloro L’alloro di Maratona
- 2355che dure avea foglie di bronzo
- 2356ma bacche tra nere e azzurrigne
- 2357della rondinella cecròpia.
- 2358vidi Cinegìro figliuolo
- 2359d’Euforione aggrapparsi
- 2360del Medo; il combattimento
- 2361maraviglioso dell’Uomo
- 2362di Serse, vidi anelando;
- 2363XV.
- 2364B
- 2365Il nostro perìplo è compiuto.„
- 2366ma la cicala d’Apollo
- 2367marino era muta, era morta.
- 2368di Leto dal fulgido crine,
- 2369immobile dell’ampia
- 2370i mortali, ma nell’Olimpo
- 2371i beati astro della cupa
- 2372L’infranta strofe dell’ode
- 2373come in lontananza insulare,
- 2374del dio (gittò ella le braccia
- 2375intorno alla palma, i ginocchi
- 2376dal lacerato grembo
- 2377confortatrici, anche Ilitìa
- 2378la tardi venuta d’Olimpo,
- 2379conclamarono); e i canti
- 2380de’ Ionii dai lunghi chitóni
- 2381il cieco Omerìde, in un cerchio
- 2382di vergini dèlie ascoltanti.
- 2383Io dissi: «Adoriamo nel sasso
- 2384la fecondità degli Ellèni.»
- 2385Morta era Delo su l’acque,
- 2386deserta, nuda, affocata
- 2387dal meridiano furore.
- 2388come già nei forni i frammenti
- 2389delle sue statue divine
- 2390incotti dai mercatanti
- 2391di calce a murare le case
- 2392degli uomini immondi. La vetta
- 2393del Cinto nel cielo era come
- 2394la sommità di una mitra
- 2395disadorna. Bolliva
- 2396il mare tra Delo e Micòno
- 2397le masse roventi del ferro
- 2398dei tempi l’isola al nàuta
- 2399veleggiava in vista del Cinto. La sterilità di Delo
- 2400che tu sii per esser feconda
- 2401di pecore molte o di buoi
- 2402Leto affaticata dal peso
- 2403del nascituro. Deserta
- 2404come oggi, al meriggio d’estate.
- 2405del ponto, io t’eleggo e ti sposo.
- 2406il fecondatore di rupi.„
- 2407coi corni dei capri abbattuti
- 2408dagli strali del Lungescagliante,
- 2409le esedre i granai le apotèche.
- 2410dell’Ellade, l’isola ortìgia
- 2411del Mediterraneo Mare
- 2412le teorie dei devoti,
- 2413le compagnie dei mercanti,
- 2414la triere adorna di fiori
- 2415con uomini liberi ai remi,
- 2416la strongile onusta di grano
- 2417con ciurma di schiavi oleosi.
- 2418Da Alessandria a Bisanzio,
- 2419da Rodi a Creta, da Ostia
- 2420dell’armi, ogni Egèmone armato
- 2421del Mediterraneo Mare
- 2422il monumento superbo
- 2423Da Ulisse ad Antioco Epifàne,
- 2424i re v’approdarono. Il quinto
- 2425la stoa tetràgona, insigne
- 2426di seggi e di statue. Nicia
- 2427v’entrò sopra un ponte splendente
- 2428di ori, con un popolo bianco
- 2429di musici. I Tolomei
- 2430dall’immensità sepolcrale
- 2431vennero, offerte recando
- 2432ismisurate. La rosa
- 2433della Republica ròdia
- 2434vi fiorì di porpora. In pace
- 2435vi stette la Lupa di Roma.
- 2436da utero umano, e nessuno
- 2437vi morì in carne corrotta.
- 2438L’isola mondata fu d’ogni
- 2439vi diffondea col respiro
- 2440Le sue corone i suoi vasi
- 2441le sue vesti eran di tanto
- 2442lume che il perìbolo sacro
- 2443mai non conobbe la notte.
- 2444Il disco del lago specchiava
- 2445la faccia indicibile. Intorno
- 2446il Laberinto cretese.
- 2447L’efebo e la vergine i ricci
- 2448d’Artèmide nata gemella.
- 2449che tutta la fronda di Tempe,
- 2450la forza dell’anima ellèna
- 2451in ogni tua pietra m’appare
- 2452chiusa qual seme in gleba,
- 2453la tua solitudine inulta.
- 2454Deh fa che sempre io ti veda,
- 2455con gli occhi dell’anima invitta,
- 2456immobile ignuda e fatale
- 2457Leto abbracciare la palma
- 2458verso Messàna falcata,
- 2459verso la vorace Caribdi.
- 2460Da questa patria a un’altra
- 2461veleggeremo, colmi
- 2462di vita i precordii, spumanti
- 2463di vincere, poi che apprendemmo
- 2464Vivemmo, divinamente
- 2465vivemmo! All’antica mammella
- 2466ci abbeverammo, ancor piena.
- 2467La bestia inferma uccidemmo
- 2468Come per osservare
- 2469l’oracolo gli Ateniesi
- 2470i nostri cadaveri informi
- 2471il fumo delle ecatombi,
- 2472cui voglio obbedire: SII PURO.
- 2473Delìaca Legge, che splendi
- 2474Vertice del Cinto, e sovente
- 2475io ti manderò sacri doni.
- 2476involti in paglia di grano,
- 2477degli Iperborei in Iscizia;
- 2478di popolo in popolo, verso
- 2479da banda l’isola di Andro,
- 2480consegnati fossero a Delo,
- 2481involti in paglia di grano.
- 2482distanti, in liete sorti o in dure,
- 2483in guerra o in pace, miei doni
- 2484involti in paglia di grano,
- 2485ché non so custodia più monda.
- 2486Ma il mio primo dono
- 2487che ti successe in potenza
- 2488i tuoi granai e le tue stoe
- 2489il turbine di Mitridate:
- 2490da Ostia romana, ov’Enea
- 2491del sangue di Dàrdano prese
- 2492la terra (accolto l’avevi
- 2493construtte coi pini dell’Ida)
- 2494col bel Iulo e coi primi duci
- 2495mangiò per fame le adòree
- 2496mense e disse: “Qui è la patria!„
- 2497Ivi trovar voglio il fascio
- 2498cereale dei culmi biondi
- 2499Conosco il luogo; e, s’io penso
- 2500che lo rivedrò, mi s’allevia
- 2501la tristezza del dipartire
- 2502che su la via de’ Sepolcri,
- 2503verso la selva laurèntia
- 2504dalla soglia d’africo marmo
- 2505dinanzi alla cella di rosso
- 2506mattone spogliata ma grande,
- 2507vidi tra gli stìpiti eretti
- 2508della Porta Marina
- 2509mirabili spiche ondeggiare
- 2510cui sparsi avesse man d’uomo.
- 2511di minio, cariche di molte
- 2512corrente per ormeggiarsi
- 2513dei marinai di Sicilia
- 2514dal crin di viola, che belli
- 2515danzanti il gèrano intorno
- 2516di sé medesime nate
- 2517della Porta Marina
- 2518involto in quel misterioso
- 2519Così pregai nel mio cuore;
- 2520con fronte ostinata, era sacro
- 2521d’ogni altro agli iddii come eletto L’Ulissìde
- 2522di compier l’impresa cui s’era
- 2523devoto con anima salda.
- 2524del timone in quel punto,
- 2525del lungo stadio, guatare
- 2526con gli occhi chiarissimi il solco.
- 2527In verità, fra i compagni
- 2528ma i suoi biondi capelli
- 2529della fronte nata a cozzare
- 2530contra l’impedimento;
- 2531dei sopraccigli, sobria
- 2532la bocca e di netto discorso,
- 2533la nuca sì ferma paresse
- 2534ch’io le comparai la cervice
- 2535d’Eràcle che l’Etra sostiene
- 2536l’imagine immensa d’un cielo.
- 2537Veduto avea splendere nuove
- 2538l’Ellade, su fiumi più larghi
- 2539che gli ellesponti e gli eurìpi,
- 2540dall’anima ancóra constretta
- 2541come gli iddii primitivi
- 2542dell’Ellade erano ancor misti
- 2543Condotto avea su le notturne
- 2544correntie la spaziosa
- 2545centenni e mirato il volume
- 2546infinito dell’acque
- 2547irriguo e l’alba levarsi
- 2548dai silenzii possente
- 2549come per un giorno eternale.
- 2550incognita l’avido cuore
- 2551d’errare in sempre più grande
- 2552di Bitinia o di Frigia
- 2553l’indelebile aroma
- 2554voluttuosamente
- 2555dinanzi all’olivo d’Atena
- 2556di frutti di piume che tutti
- 2557vincono i monili di Serse.
- 2558L’Ilisso e il Cefìso ruscelli
- 2559il salto d’un uomo; l’Imetto,
- 2560il Pentelico, un tempo
- 2561dal lungo tìmpano, senza
- 2562intercolunnii; tutta
- 2563l’Attica pareagli dal cinto
- 2564d’immensità, ti rivedo
- 2565il primo ai risveglio e ai lavacri
- 2566mattutini, vigile come
- 2567il gallo, sempre operoso,
- 2568il piè dalla pianta ampia e certa,
- 2569dal maschio e divergente
- 2570del lungo stadio, o Ulissìde.
- 2571come l’ottime spiche
- 2572Intento a disciplinarti
- 2573come uomini molti; e sapevi
- 2574come la tua vela, Ulissìde.
- 2575Compagno diletto, che mai
- 2576mi fosti grave e mai con l’ombra
- 2577io ti leggerò l’avventura
- 2578del Re di tempeste Odisseo
- 2579che dopo le nove giornate
- 2580ventose approdò nella terra
- 2581dei mangiatori di loto,
- 2582che mangiano il fiore del loto
- 2583che fa obliare il ritorno
- 2584col tuo passo certo e leggero
- 2585verso di noi che t’attendemmo
- 2586di udir la tua limpida voce
- 2587vìndici, nell’umida ombra;
- 2588mentre tu, svelto odiatore
- 2589di salmerìe e di scorte,
- 2590con silenzioso ardimento
- 2591letale, obbedendo al tuo fato
- 2592che ti spingea senza tregua
- 2593di là dall’ultima orma
- 2594che stampata avevi col piede
- 2595veloce; sicché procombendo
- 2596il tuo corpo, ove spegneasi
- 2597il pronto vigore latino,
- 2598di terra ignota, o Ulissìde.
- 2599Mirtòo, presso la ruota
- 2600del timone in quel punto,
- 2601del lungo stadio, guatare
- 2602con gli chiarissimi il solco.
- 2603migrante, dei vizii umani L’altro Ulissìde
- 2604la pelle infetta dei greggi,
- 2605d’amore, la sferza untuosa
- 2606del pachidermo fiumale,
- 2607la terra ignìta ove la Sfinge
- 2608di candidi ossi novella.
- 2609ché tutti avevamo una febbre
- 2610di sogni nel sangue e donata
- 2611l’anima a grandezze lontane.
- 2612Il Sol declinando, caduto
- 2613là sul Ionio Mare nel giorno
- 2614memorabile. In cerchio
- 2615le belle Cicladi, d’oro
- 2616della preda di guerra.
- 2617il Marpesso, onde gli Ellèni
- 2618de’ loro iddii. Lungi, l’Eubea
- 2619l’Attica il Peloponneso
- 2620l’ora della vita sublime.
- 2621da Platèa da Cheronèa
- 2622da Potidèa da Leuctra,
- 2623da tutti i campi sacri
- 2624melodioso un clamore
- 2625discorde: il lagno dei vinti,
- 2626lo scherno dei vincitori,
- 2627il canto amebèo della guerra.
- 2628del venerabile Olimpo
- 2629verso primavere ed estati
- 2630combattimento, ascoltammo
- 2631con intimo fremito il canto.
- 2632Diceano i vinti: “O iddii,
- 2633in sacrificio il bianco
- 2634le primizie degli orti!
- 2635la stirpe che amaste, cui foste
- 2636lo scalpito dei cavalli
- 2637dietro la polve messaggera
- 2638di morte, lo stridor degli assi
- 2639L’etere è tutto irto di lance.
- 2640Le catenelle dei freni
- 2641induriti col fuoco, ecco, ecco,
- 2642I vincitori: “Gli iddii
- 2643con la vostra carne cruenta.
- 2644l’ippico Re, non Apollo.
- 2645La spada a due tagli l’estrema
- 2646luce fa su gli occhi del vinto.
- 2647La Necessità vi tien presa
- 2648la strozza come noi l’elsa
- 2649d’argento tegnamo nel pugno
- 2650con l’oro la porpora i vasi
- 2651di vino i bei letti e le donne,
- 2652Diceano i vinti: “Sciagura!
- 2653come il grano sotto la mola
- 2654come nel frantoio l’oliva
- 2655come l’uva nel tino,
- 2656di vene al banchetto feroce!
- 2657come clipeo nemico
- 2658che porti nell’ònfalo il capo
- 2659I vincitori: “Molesto
- 2660delle ecatombi offerte
- 2661da femmine imbelli. Tacete!
- 2662Vociferar contra gli iddii
- 2663loquaci vi strapperemo
- 2664in pasto alle cagne e alle scrofe.
- 2665Voliamo, voliamo, cavalli
- 2666di belle criniere, voliamo,
- 2667carri dall’aureo timone,
- 2668La polvere, la sitibonda
- 2669Meglio è segnar nuovi solchi
- 2670di ruote sul tramite umano,
- 2671la via su cui passano i carri.„
- 2672Diceano i vinti: “Eccoci a terra,
- 2673davanti all’unghie dei vostri
- 2674cavalli. Se gli iddii
- 2675dell’uman seme come noi
- 2676voi uomini, sì siete cose
- 2677da noi possedute, men buone
- 2678dei vestimenti, dei vasi,
- 2679dei letti. Noi dalle vostre
- 2680viscere trarremo le corde
- 2681in cui bisogni domare
- 2682dal tronco che abbiamo reciso.
- 2683Ma non lasceremo radici.„
- 2684di ferro. Ma il cuore vi tocchi
- 2685di pargoli, ululo di madri!
- 2686le tori, struggete dall’imo
- 2687la città, le ceneri ai vènti
- 2688date e i nostri corpi agli uccelli
- 2689voraci, ma fate che il gregge
- 2690misero lasci le mura
- 2691le soffocheremo nel nostro
- 2692dei ginecei violati
- 2693come cuccioli. Il grembo
- 2694delle madri noi scruteremo
- 2695col fuoco, e non rimarranno
- 2696che a’ telai vi tessano vesti
- 2697che vincemmo. E delle infiammate
- 2698di leonessa e al figliuolo
- 2699dicono: – Se il germe rinasca
- 2700malvagio, tu crescimi forte
- 2701Voliamo voliamo, cavalli
- 2702di fuoco, sul fango dei vinti!„
- 2703XVI.
- 2704O
- 2705VITA, o Vita
- 2706dono terribile del dio,
- 2707come una spada fedele,
- 2708come una ruggente face,
- 2709come la gorgóna,
- 2710come la centàurea veste,
- 2711delle città funeste
- 2712il carro che non ha timone
- 2713cui prostesa l’onta soggiace,
- 2714ma rapidità senz’acume
- 2715che bassa scivola, immune
- 2716Conosco la ferita
- 2717che nella via necessaria
- 2718la bocca convulsa che occlude
- 2719la cenere dei sogni
- 2720masticata nel fiele
- 2721mani pare avulsa
- 2722l’ugna che sapea ghermire,
- 2723la caròtide pulsa
- 2724come la sbigottita
- 2725carnefice strappa le piume
- 2726di nascosto, e il cuore è frollo
- 2727come la carogna vile
- 2728che sul bitume
- 2729meriggi funerei,
- 2730incontri spaventosi
- 2731di cerei volti disfatti,
- 2732via chiusa tra mura di forni,
- 2733dell’uomo è come bestia
- 2734di corte gambe laida e obliqua
- 2735che il tacco gli addenti ove il cuoio
- 2736dall’ignobile passo
- 2737consueto. Ombra, ombra del vinto
- 2738callosa ond’ei campa e lucra,
- 2739come la sua paura,
- 2740come la sua vergogna!
- 2741Manìe, Manìe silenziose, Le Manìe meridiane
- 2742della città canicolare,
- 2743col passo degli sciacalli
- 2744lùbriche dei frutti e lo sterco
- 2745dei cavalli coperto
- 2746d’insetti che hanno il lucore
- 2747dell’acciaio azzurrato,
- 2748io vi guardai nelle pupille
- 2749contratte dal dolore
- 2750della luce, vi guardai
- 2751col palpito disperato
- 2752che non ha tregua nel sonno
- 2753vi guardai fiso aspettando
- 2754che vi scagliaste come doghi
- 2755Imagini del delitto
- 2756mostruose intravidi,
- 2757inumane ma senza gridi,
- 2758di puttane marce di lue,
- 2759dal gran taglio diritto,
- 2760ch’ebbe le due cosce
- 2761mezz’uomo sul suo tronco e cerca
- 2762con le dita ancor vive
- 2763di virilità ricacciata
- 2764in fondo al ventre, là dov’era
- 2765maschio dalla matrice.
- 2766Ma quelle miserie e quei morbi
- 2767insanabili, al mio male
- 2768della sete mortale.
- 2769delle selci, solo
- 2770con la mia febbre errabonda.
- 2771il cuore così che mi parve
- 2772che più non vuol trarre le some,
- 2773mi fermai nel trivio deserto
- 2774cacciator nella selva
- 2775la muta dei veltri dispersa,
- 2776dell’orgoglio tutte le forze
- 2777mio sangue sul trivio deserto. Il trivio
- 2778lo sguardo mi ridivenne
- 2779della mascella fu saldo
- 2780i tèndini il certo vigore
- 2781con stridor di denti
- 2782coperti di rabida lebbra;
- 2783consunta pietra di scale,
- 2784innanzi le porte sacre
- 2785il mendicante ostenta
- 2786l’ulcera e la man tesa;
- 2787cupa finestra ove in attesa
- 2788di preda sta la bagascia
- 2789le sue mammelle come
- 2790discesa dell’ombra
- 2791che glorifica il demagogo
- 2792invisibile e onnipresente,
- 2793il pestifero fiato
- 2794d’un gran mare torpente
- 2795ma pieno di occulta
- 2796dalla prua bene sculta
- 2797che con l’elica guasta
- 2798immenso, nell’immenso
- 2799ma sussulta, ancor pulsando
- 2800l’infermo suo cuore d’acciaio
- 2801muore nel fetore
- 2802della sua sentina
- 2803Vesperi di primavera,
- 2804crepuscoli d’estate,
- 2805croscianti su l’immondizia
- 2806il miserevole piede
- 2807divelta; rigùrgito crasso
- 2808delle cloache nell’ombra
- 2809della divina Sera,
- 2810d’avidità belluina
- 2811da voi sorgere io vidi
- 2812che per tutto il giorno
- 2813macchine mai stanchi,
- 2814dei platani lungh’esse
- 2815le case mostruose
- 2816dalle cento e cento occhiaie,
- 2817d’una luce più bella
- 2818che la luce degli astri,
- 2819le cupole e le torri!
- 2820violacei della Sera
- 2821con un odor molle di morte,
- 2822delle taverne i fanali
- 2823luminoso al limitare
- 2824della grigia larva che insegue
- 2825con nel passo malfermo
- 2826l’indizio del morbo dorsale,
- 2827l’enorme priàpo sul muro!
- 2828come un mostro colpito
- 2829dal tridente marino
- 2830in una immensità di sangue
- 2831la gran piaga persiste
- 2832livida di cancrena,
- 2833del vascello che giunge
- 2834caldo di più caldi mari,
- 2835di schemi di sfide di colpi
- 2836di crapula e d’oro!
- 2837la polpa dei suicidi
- 2838delle meduse morte)
- 2839della caligine tacente
- 2840con mille tentacoli molli
- 2841che sfiorano tutte le porte
- 2842il ladro e la venere vaga,
- 2843l’ebro dalla bocca amara
- 2844l’orfano dall’ossa contorte
- 2845mentre s’amplia e s’arrossa
- 2846del sapiente che indaga
- 2847con mille trombe di rame
- 2848chiamando i dormenti a battaglia,
- 2849congegni pel vitreo duomo,
- 2850XVII.
- 2851il vate dei carmi ruggenti.
- 2852irte di pel selvaggio e lorde
- 2853che scrosciò su le nazioni
- 2854di magnificenze e d’obbrobrio,
- 2855di sacrificii e d’amore,
- 2856mangerà gli escrementi
- 2857colui che vorrà far giudicii
- 2858della profonda ruga,
- 2859ma avrà nella carne un cuor novo.
- 2860Metterà in fuga i sogni
- 2861d’infermo e i delirii palustri?
- 2862Caccerà la fame
- 2863intorno a cui danzare
- 2864materno i fanciulli robusti?
- 2865Il Presente è in travaglio.
- 2866Ma sì bene: “I giorni e la fiamma
- 2867d’ogni libertà son da presso.„
- 2868dal capo bendato, che stringe
- 2869il rotolo ond’ei pascer deve
- 2870il suo ventre e le interiora
- 2871impetuosamente
- 2872col petto già gonfio di canto;
- 2873decrepita in suo chiuso manto,
- 2874che leva le mani rugose
- 2875velati da secolo tanto
- 2876l’angusto quaderno ov’è stretta
- 2877la somma di tutte le cose;
- 2878con l’anima mia furibonda.
- 2879Ma ritrovai vénti fratelli, I vénti fratelli
- 2880m’ebbi uno stuolo gagliardo
- 2881di vénti fratelli nell’alto,
- 2882che mi risposero in coro
- 2883che le vette eccelse dei monti
- 2884dominio di violenza
- 2885degli spirti verso novelli
- 2886cieli di potenza e di gloria,
- 2887in te ritrovai miei fratelli
- 2888disperato della vittoria.
- 2889dell’Aurelia Via la vermiglia
- 2890macchia e al sole è splendente
- 2891come nella mia rimembranza?
- 2892Le taverne eran piene
- 2893di carradori feroci,
- 2894di rauche voci, di bestemmie
- 2895crude, di oscene canzoni.
- 2896di fimo, d’ànace, d’aglio,
- 2897di sudori, d’olio fortigno
- 2898Ma dalla campagna lontana
- 2899venìa sul vento a quando a quando
- 2900il profumo dell’asfodèlo
- 2901In un silenzio anèlo
- 2902dolorava il cielo latino.
- 2903mistica e bestiale,
- 2904che ti guarda e a me t’apre.
- 2905La tua selce rintrona
- 2906lorda di lordure e di sangue.
- 2907che cresce o che langue;
- 2908mentre il carrador nello strame
- 2909de’ suoi giumenti, ne’ velli
- 2910de’ suoi castrati ronfia o canta
- 2911d’amor canto infame
- 2912il vin nei barili cerchiati,
- 2913il latte nei vasi di rame.
- 2914con labbra dipinte su falsi
- 2915denti, mellìflui e grassi
- 2916come le meretrici,
- 2917l’ernie nascoste e le varici
- 2918io cercai nell’antica
- 2919via la stirpe sanguinaria
- 2920che maneggia il coltello
- 2921dal mànico di corno
- 2922Vagai d’intorno aspettando
- 2923il primo clamor della rissa,
- 2924l’ingiuria arrochita dal vino.
- 2925l’odore del sangue ferino.
- 2926come quella che indura
- 2927la fronte ed affoca la coglia
- 2928dell’arìete pugnace,
- 2929d’un’asta ch’è un tirso cui tolta
- 2930imperiale) dal collo
- 2931dalla chioma lucida e folta
- 2932come la lana dei neri
- 2933capretti, le femmine belle
- 2934infuriavano i maschi
- 2935col fortore delle ascelle.
- 2936inconsapevole e vero.
- 2937di Roma dal tardo pensiero.
- 2938Meglio che tra gli spadoni
- 2939Il pregio e il mistero del sangue
- 2940il fiotto vermiglio sgorgato
- 2941dalle ferite mortali.
- 2942della belva e dell’uomo:
- 2943ch’è il rapido fiore del vento.
- 2944di là dai tronchi, multiforme
- 2945i cipressi del Monte Mario
- 2946come il vestibolo vivo
- 2947della formidabile cella;
- 2948murmuri l’anima, gli occhi
- 2949io v’entrai seguendo mia stella.
- 2950che inazzurravano l’ombre
- 2951de’ tuoi colonnati, io vi giacqui
- 2952Che son mai le ambasce supreme
- 2953del combattente caduto
- 2954della morte, col viso
- 2955che senza riscatto gli preme
- 2956con le ginocchia lo sterno
- 2957ma sol sente l’anima forte
- 2958che l’abbandona e nell’atto
- 2959di partirsi infinita
- 2960col peso di tutta la vita
- 2961Che è mai la sua visione
- 2962ma vede che certo è soltanto
- 2963il dolore e giusta è la terra
- 2964Le grida le risa gli oltraggi
- 2965come tra vampe di fenile
- 2966che ribolla in afa di nembo
- 2967imminente; e nel tenebrore
- 2968come di selci percosse,
- 2969ché gli occhi m’eran nelle fosse
- 2970dell’orbite veracemente
- 2971come a urto di focile
- 2972che le attanaglia. E io era
- 2973come colui che muore
- 2974di sùbita morte solare,
- 2975come ruota sopra di me,
- 2976di bellezza sopra di me
- 2977dintorno alle ruote dei plàustri
- 2978là nella carraia romana,
- 2979così dintorno a quell’una
- 2980delirio dell’anima umana
- 2981vedo le tue speranze
- 2982le tue colpe i tuoi mali
- 2983le larve delle parole,
- 2984i sogni pulverulenti,
- 2985le credenze inferme o morte,
- 2986i giorni senza bellezza,
- 2987le tracce dei crudi flagelli,
- 2988le reliquie del mio martìro?„.
- 2989L’immobilità del dolore
- 2990Come in nero marmo, sepolto
- 2991io sentii venire di lunge,
- 2992il pianto che agli occhi non giunge.
- 2993da creature che forse
- 2994vivevano oltre la vita
- 2995ma non beverate nel Lete
- 2996d’impenetrabile ardore
- 2997che allo stillar dell’onda
- 2998crepitava senza perire.
- 2999che toccava le più segrete
- 3000dell’Ocèano anèlo.
- 3001dalla notte bruta l’infante
- 3002che sforza la porta sanguigna
- 3003del grembo materno col capo
- 3004Luce del dolore,
- 3005la pupilla s’è fatta
- 3006Luce del dolore, ti bevo
- 3007dalla mammella il latte,
- 3008la voluttà dalla bocca
- 3009dalla sera d’aprile,
- 3010l’odio dalla ferrea pugna.
- 3011Di te m’inebrio. Tu m’inondi.
- 3012il calice riverso
- 3013d’un giglio! E di questa io farò
- 3014con quest’ombra che resta
- 3015d’Agrigento, per la fronte
- 3016della mia compagna diletta.„
- 3017di sùbito nel suo giro,
- 3018come il supplizio s’arresta
- 3019del tiranno malvagio
- 3020cui tediano i gridi
- 3021delle vittime attorte
- 3022infrante nelle sue pressure.
- 3023Vidi i fanciulli i giovinetti Tra la vita e la morte
- 3024i vegliardi le madri
- 3025le vergini i guerrieri
- 3026i sacerdoti i patriarchi
- 3027della colpa e del castigo,
- 3028i letti i libri i roghi le are,
- 3029la spada la mensa il fardello,
- 3030il teschio dell’arìete,
- 3031il festone di quercia,
- 3032la medaglia superba;
- 3033che ti guatavano dal fondo
- 3034dell’infinito terrore!
- 3035d’inconoscibili numi.
- 3036Colei che avea generato
- 3037maternità, come
- 3038il peso delle nazioni
- 3039maledette, con un travaglio
- 3040come un monte sotto i silenzii
- 3041dei mari primordiali
- 3042del più remoto Futuro,
- 3043come nessun corpo giammai
- 3044degli uccisori nati
- 3045di donna, da che il primo sangue
- 3046di colui ch’era in atto
- 3047di recidere il capo
- 3048dall’eterna minaccia
- 3049d’un dio su l’orizzonte
- 3050immobile della paura
- 3051che invano pontava la palma
- 3052il cùbito e il ginocchio
- 3053di sé far vermiglio, penava
- 3054il lamentabile sforzo
- 3055di tutti gli uomini vinti
- 3056da che l’uomo è lupo per l’uomo.
- 3057mosse da un gesto, dal lampo
- 3058d’uno sguardo, dal reclinare
- 3059d’un volto, dal lembo agitato
- 3060d’un manto, dal volgersi ratto
- 3061d’un pargolo verso la poppa,
- 3062dal ripiegarsi d’un corpo
- 3063desolazioni senza voce
- 3064delle lacrime esauste,
- 3065dagli antichi tiranni
- 3066d’una pallida mano.
- 3067la mano, erano carche
- 3068di patimento mortale
- 3069con ossature di piombo;
- 3070della morte improvviso,
- 3071contratte sotto la minaccia;
- 3072le vèrtebre nelle schiene
- 3073le còstole nel torace
- 3074le arterie nel collo
- 3075i tendini alle calcagna
- 3076le implorazioni e le grida
- 3077di naufragio lontano,
- 3078venìa dallo spazio incurvo
- 3079da quel gorgo soprano
- 3080la voce di tanto dolore
- 3081confusamente, e fioca e forte.
- 3082di repente un silenzio
- 3083ma durava nel vano,
- 3084come il bronzo che vibra,
- 3085il rombo eternal della morte.
- 3086continuamente, con voce
- 3087disse l’antica parola:
- 3088Con pallidi occhi, vacillanti
- 3089cercai per la volta profonda
- 3090Dominavano la sventura
- 3091come squilli di tromba,
- 3092le Volontà meravigliose.
- 3093la creatura del fango
- 3094con la bocca sua piena d’ombra
- 3095come la fàuce del bove
- 3096la strage il servaggio e la fame.„
- 3097da macello e da soma!
- 3098di colui che ti doma
- 3099chi sforza il Mondo
- 3100l’afferma nelle sue lotte
- 3101ingombro gemebondo!„
- 3102dei Giovini, grave
- 3103di bellezze in travaglio.
- 3104mi corse. Correre sentii
- 3105delle ore infruttuose.
- 3106come gli arbori novelli
- 3107di gemme, noi su la terra
- 3108mescere vorremmo la vostra
- 3109immortalità con la nostra
- 3110morte per vincere il Fato!„
- 3111della colomba, poggiàti
- 3112dal tuo vestimento, o Sibilla,
- 3113come da un vincolo duro
- 3114l’orbita cinge la pupilla
- 3115infinite e la tua bellezza
- 3116di libertà sopra il vento.
- 3117Ignuda le spalle e le braccia
- 3118Ma il tuo seno, che tu mi celi,
- 3119come un fior numeroso?
- 3120di Pan che conduce nei cieli
- 3121le melodie del Mondo?
- 3122del vincitore? Ah chi mai
- 3123che più non attende alle porte
- 3124dell’Ade quella che due volte
- 3125La Saggezza e la Forza
- 3126lavarono i tuoi piedi scalzi.
- 3127col duplice occhio e il nasale.
- 3128Intorno al tuo capo regale
- 3129con treccia che gira due volte
- 3130dalla chioma della Gorgóne.
- 3131dell’ape al fragor del ciclone.
- 3132Che mai raccoglie il tuo braccio
- 3133con la man cava (che resse
- 3134del Cielo tolti al sostegno
- 3135d’Atlante e forse la clava
- 3136che mai raccoglie il tuo braccio
- 3137dall’ombra di quella gran piega
- 3138che ti fa nel manto il ginocchio
- 3139Le pieghe del tuo spazioso
- 3140vestimento son piene
- 3141d’invisibili tesori
- 3142il foglio del libro verace
- 3143Ma dissi alla Delfica: “Te Inno alla Delfica
- 3144che i lombi non anche detersi
- 3145Chiusa nella tunica grave
- 3146la fibula sotto l’ascella;
- 3147ma ti gonfia il vento del mare
- 3148dall’òmero al pòplite il manto
- 3149mano il tuo ròtolo santo
- 3150che come vela quadra
- 3151mi pari su cassero forte
- 3152di nave che navighi i tempi,
- 3153Io ben so che l’onda natale
- 3154crea questa tua giovinezza
- 3155io vedo raggiar la bianchezza
- 3156del grembo tuo, virginale
- 3157come la più labile spuma.
- 3158che dalla fronte alla nuca
- 3159d’un vascello che porti
- 3160l’odore d’un’isola australe.
- 3161come il fuco tratto alla riva.
- 3162il segno del tuo governale.
- 3163I rematori adusti
- 3164dalle cinture di sparto
- 3165curvi su gli scalmi nel canto
- 3166disteso che gonfie facea
- 3167le vene dei colli robusti,
- 3168disser le tue lodi con me.
- 3169misurando e tagliando
- 3170le vele in canape aspra,
- 3171le lor donne i lunghi aghi acuti
- 3172con la palma armata di piastra,
- 3173via via di costura in costura
- 3174disser le tue lodi con me.
- 3175I costruttori di navi
- 3176i garbi dei fianchi e dei ponti
- 3177i mastri d’ascia segando
- 3178dallo scafo alla tuga il fasciame,
- 3179i calafati la scussa
- 3180carena con maglio e scalpello
- 3181i cordai filando dai mazzi
- 3182la canape splendida ai soli
- 3183i fili e alla pigna i legnuoli,
- 3184le maestranze del mare
- 3185disser le tue lodi con me.
- 3186di grandi oceaniche sorti,
- 3187divinatrice serena
- 3188di turbini e di naufragi,
- 3189che dalla bellissima argilla
- 3190infermi di nera vergogna,
- 3191L’occhio tuo fisso non sogna
- 3192come nessun altro mai vide.
- 3193vede meravigliosamente.
- 3194Che guardi? Una cosa fuggente,
- 3195le ceneri crepuscolari,
- 3196Che guardi? Un Liberatore
- 3197inchiodato a una quercia
- 3198cùbiti, come l’Agageo
- 3199che laggiù grandeggia in aspetto
- 3200di Titano più grande
- 3201del Galileo crocifisso?
- 3202che alfin ritrovò la sua gioia
- 3203la beltà senza fasto
- 3204il piacere senza mollezza
- 3205divine con lievi corone?
- 3206Ma forse l’occhio tuo fisso
- 3207contempla l’Ombra di Roma
- 3208che regge l’antico timone,
- 3209da compiere belle
- 3210come le più belle promesse
- 3211dei sogni virili, se ancóra
- 3212da sciogliere enigmi,
- 3213da purificare carnai,
- 3214da costringere petti
- 3215co’ i saggi e gli aedi, se fonti
- 3216vi sono per tergersi dopo
- 3217le lotte, colline silenti
- 3218che sostengano anfiteatri
- 3219di marmo sacri ai tragèdi,
- 3220di vivere in atti ed in opre,
- 3221ch’io venissi a te, disperato
- 3222vagai per l’antica
- 3223via strepitosa di carri
- 3224lorda d’escrementi e d’avanzi
- 3225l’anima mia ne’ miei sensi
- 3226crudeli perdutamente
- 3227che venìa dagli immensi
- 3228deserti dell’Agro fiorente
- 3229d’anèmoni e d’asfodèli;
- 3230Cammino senza impedimento,
- 3231Disgusto dei rigagni
- 3232dei lascivi amori mendaci
- 3233che non sanno che sia
- 3234l’innocenza nel desiderio,
- 3235la profonda innocenza
- 3236cui non giova altro guanciale
- 3237La tiene disgusto mortale
- 3238dei giacigli acri ove il sudore
- 3239del combattimento carnale
- 3240la materia libidinosa
- 3241che serpentina s’ammassa
- 3242Congiunto fui alla colpa
- 3243come la vèrtebra è congiunta
- 3244che rabbrividisce di gelo
- 3245che i rovi avean flagellato.
- 3246Vidi nelle aperte pupille
- 3247che il ferreo sguardo del Fato.
- 3248impura del lenzuolo,
- 3249delle cose ha l’odore
- 3250della veglia notturna
- 3251dell’ombra sotto le verdi
- 3252vento con gli anèmoni in bocca,
- 3253della pantera. E la fredda
- 3254inaridita s’era a foglia
- 3255del mio desiderio fioriva
- 3256Ma un dio nudrito di fuoco
- 3257che divinamente sentiva
- 3258i preludii della Notte,
- 3259in travaglio, e il pianto
- 3260delle Pleiadi, e il pianto
- 3261delle Ìadi, e il lutto figliale
- 3262d’Erigone, e in dune deserte
- 3263la disperanza del mare;
- 3264in travaglio, ch’erran pei cieli
- 3265del silenzio dolentemente,
- 3266delle fiumane tortuose
- 3267dalle clessidre del Tempo,
- 3268cui venenò l’Amore
- 3269Virtù solitaria, che sai
- 3270dalla visione che vedi,
- 3271vedrò. La tua bocca socchiusa
- 3272che la perlìfera conca
- 3273in fondo all’Oceano australe.
- 3274col rotolo tuo dispiegato
- 3275l’imagine nautica, Euploia,
- 3276del naufrago che ti si volge,
- 3277del buon piloto che t’ama;
- 3278ché necessario è navigare,
- 3279vivere non è necessario.„
- 3280in me medesmo sepolto.
- 3281il teschio d’arìete vidi,
- 3282la madre affannata col figlio
- 3283in un sonno cupo d’angoscia;
- 3284l’ucciso guerriero sul letto,
- 3285levato ancor la gran coscia
- 3286del maschio la femmina in atto
- 3287di ricuoprire il mozzo
- 3288capo, sanguinante nel piatto
- 3289con tal pondo di alto valore
- 3290che l’ancella èrane curva.
- 3291degli eroi pùberi, scorsi
- 3292che l’effigie dell’uno
- 3293irreparabile e l’altro
- 3294di Medusa anguicrinita
- 3295Ma tutte quelle errònee
- 3296del gesto con cui quell’eroe
- 3297di conio titanico, pronto
- 3298i tuoi fratelli sei solo,
- 3299che forse porti per sempre
- 3300come in un’ègida ardente
- 3301il fatale volto materno.
- 3302l’ombra del tuo pari, ell’è infusa
- 3303di leteo làtice e oblìa
- 3304le sue fiere speranze
- 3305che avean già rostro ed artiglio
- 3306come aquilette bienni.
- 3307ché troppo è talor cosa dura
- 3308della solitudine in me
- 3309Il cuore è il compagno più forte.
- 3310liberi davanti al dolore,
- 3311liberi davanti al periglio,
- 3312liberi davanti alla morte.
- 3313ciascuno a sé stesso è fedele:
- 3314d’oro, il clangore che incendia
- 3315il cielo antelucano.„
- 3316io dissi. “Udìi già tal sentenza
- 3317come ai Coribanti dell’Ida
- 3318Ma oggi il cuore m’aggreva
- 3319di Circe dalle molt’erbe
- 3320che inganna con voce soave.
- 3321l’ultima volta che il cuore
- 3322mi vacillò di fiacchezza
- 3323della solitudine verso
- 3324l’amore; e fu l’ultimo indugio,
- 3325dalla frode dal dubbio
- 3326in plenitudine nova
- 3327di Delo divina,
- 3328cielo della Sistina,
- 3329luci della mia conoscenza,
- 3330da voi mi venne sentenza
- 3331dura per vivere in terra;
- 3332latèbra si fece sonora
- 3333di quel peane che udito
- 3334le gioventù sovrumane
- 3335di partirsi da Sciro
- 3336che agli òmeri suoi rivestisse
- 3337l’armi funeste?) irraggiare
- 3338lo spazio con lo splendore
- 3339d’una nudità che, construtta
- 3340di ossa di nervi di vene
- 3341di muscoli e di tutta
- 3342la potenza carnale,
- 3343in concordia discorde
- 3344librati, fra l’atto presente
- 3345Ciascuno la sua ossatura
- 3346creato avea dall’interno Lo spirito artefice del corpo
- 3347del suo spirto, artefice ardente
- 3348del suo simulacro vitale;
- 3349dal cùbito al ginocchio,
- 3350dall’occìpite al tallone,
- 3351dalle vèrtebre alle falangi
- 3352la compagine era eloquente
- 3353come uno spirto che parli
- 3354di sé con un fremito d’ale;
- 3355in verbo mutavasi eterno.
- 3356marmoreo, l’uno era assorto
- 3357in un pensiero sì bello
- 3358che volgevagli in suso i capegli
- 3359Inclito come Polluce,
- 3360l’altro piegavasi in dietro
- 3361di là da ogni fine raggiunto
- 3362inciso un decreto del Fato.
- 3363In fiera allegrezza, agitato
- 3364l’altro; e col levar delle braccia
- 3365con l’alterno urto dei piedi
- 3366con la brevità degli accenti
- 3367dell’anima sua predatrice.
- 3368dell’ardore, co’ piè giunti,
- 3369con la zona sul capo
- 3370che fermata avea col calcagno
- 3371mentre incoronarsi del lembo
- 3372col capo riverso nel triplo
- 3373del vento Vulturno;
- 3374di soporiferi semi,
- 3375in atto d’opporre difesa
- 3376come avverso ricca rapina,
- 3377contratto i muscoli al balzo,
- 3378dell’alto peane lo spazio,
- 3379di volontà e d’ardire
- 3380dalle battaglie sacre
- 3381ch’eran primavere cruente
- 3382d’un popolo nato a fiorire
- 3383il fiore de’ suoi Propilèi.
- 3384Ma qual fra gli eroi fu l’eletto
- 3385della tua speranza, o rinata
- 3386il più libero, cinto
- 3387di libertà come d’un serto
- 3388diàfano, per aver vinto.
- 3389il più sereno, sospeso
- 3390in serenità d’oro, certo
- 3391Instrutto ma non leso
- 3392dalla vita, bello e gagliardo,
- 3393il compagno oppresso dal peso,
- 3394il forte che ancor non s’affranca.
- 3395di granito e d’umo fecondo,
- 3396con le gambe conserte
- 3397che sembra l’antico parente
- 3398di quella forza novella.
- 3399la sua mano venata
- 3400di duro aratore che seppe
- 3401d’abondanza per la sua prole?
- 3402che stannogli quivi alle spalle,
- 3403le tiene dell’esule prole
- 3404che nudrirono alternamente
- 3405Io vidi in quel veglio lo spirto Il veglio della gleba
- 3406del mio suolo natale,
- 3407il generator venerando
- 3408della mia sostanza più forte,
- 3409il testimone solenne
- 3410della mia fatica vitale,
- 3411il giudice e il custode
- 3412che ti pregò buona la sorte
- 3413ché in ella è un indomito nerbo.
- 3414l’inno tuo più superbo;
- 3415cantar tu potrai dal tuo pieno
- 3416XVIII.
- 3417O
- 3418che vinse il dolore e il disgusto
- 3419La man ritrovò, come nido
- 3420le ricchezze della sua gente;
- 3421il retaggio della sua gente;
- 3422ma tutto era luce calore
- 3423io lo cercai dovunque,
- 3424me l’ebbi a frusto a frusto.
- 3425il fetore del fiato
- 3426il lezzo della fogna,
- 3427la peste della cloaca,
- 3428il rutto della mala ebrezza.
- 3429volli cose più pesanti
- 3430da portare in sentieri
- 3431le mie pàlpebre e i miei pensieri
- 3432come chi sogna o s’esilia,
- 3433camminai nel deserto
- 3434delle moltitudini ansanti.
- 3435Camminai per entro la folta
- 3436materia delle agonie
- 3437misurandola in silenzio
- 3438col battito del mio sangue
- 3439Credetti vedere tra lampi
- 3440l’aspetto terrestro
- 3441di Dionìso effrenato,
- 3442la mostruosa faccia
- 3443d’un dio pandèmio agitato Dioniso Pandèmio
- 3444da una innumerevole danza
- 3445l’antico delirio d’Astarte
- 3446Ignoto, ampia sì che con quattro
- 3447vi possa procedere un novo
- 3448come budello bovino,
- 3449deserta qual vacua tomba,
- 3450come allor che udendo la voce
- 3451della rivolta lontana
- 3452irto di baionette,
- 3453l’occlusa tua tragica foce
- 3454Io ho portati i tuoi furori,
- 3455caricato mi sono
- 3456delle tue doglie, ingombrato
- 3457dei tuoi lutti e dei tuoi misfatti.
- 3458Intera nel cor tu mi fosti
- 3459con le moltitudini cieche
- 3460con l’enormità dei clamori
- 3461con la veemenza degli atti.
- 3462Lo spirito del tumulto Il tumulto
- 3463come la raffica pregna
- 3464di fortore salino.
- 3465D’acuto lucea riso ostile
- 3466l’ilarità sanguinaria.
- 3467Con òmero pugno e ginocchio
- 3468innanzi spignea la carcassa
- 3469della sua fame allegra,
- 3470come la ciurma che vara
- 3471la barca giù per la sabbia
- 3472del lido e spignendo la negra
- 3473carena dà grido concorde.
- 3474Dalie gole rauche un selvaggio
- 3475canto rompea tra i palagi
- 3476con sibilo di rotte corde,
- 3477il precipitar dei cristalli
- 3478il rimbombar dei battenti
- 3479col sepolcro, avea fatto patto
- 3480di felicità con la morte.
- 3481l’edificator di bordelli,
- 3482che s’era estrutto alto luogo
- 3483vidi il gran demagogo,
- 3484mocciosa della vacca Onta,
- 3485contro a chiunque s’inalzi
- 3486come l’ubriaco di notte
- 3487va nel suo vomito errando.
- 3488In luogo di buoni odori
- 3489vi sarà la sanie concreta,
- 3490cordella di sparto,
- 3491in luogo di vana bellezza.
- 3492vesciche che abbiamo fendute,
- 3493che non partorivi,
- 3494concepirai pula
- 3495come non più letto volume
- 3496di fecondità strapossente.
- 3497del bertone, angelo di bene
- 3498che dicea: “La Canaglia
- 3499intorno all’imperatoria
- 3500la porpora della corvatta!
- 3501in forma di vafro macaco
- 3502l’adoravano. Dal capo
- 3503Ma, quando l’umano
- 3504ingombro riprese il cammino
- 3505verso la muraglia equestre
- 3506irta di lame e di lance
- 3507che laggiù l’attendea,
- 3508calando il sole accecato
- 3509miserabile corpo
- 3510in balìa del delirio
- 3511vespertino, le cui mille
- 3512che camminava ignaro
- 3513come nella vittoria.
- 3514dal calore dei forni
- 3515inverditi dai sali
- 3516del rame, inazzurrati
- 3517dall’indaco, arrossati
- 3518dalle conce delle pelli,
- 3519inviscati dai grumi
- 3520corrosi dagli acidi, morsi
- 3521dal fosforo, fatti ciechi
- 3522dalle polveri e dai fumi,
- 3523del vapore dilaceranti
- 3524dei martelli giganti,
- 3525dai fragori e dagli stridori
- 3526di tutto il ferro attrito,
- 3527venian del lavoro fornito.
- 3528con lorde le mani
- 3529d’argille o d’inchiostri
- 3530di sevi o di nitri,
- 3531con pregne le vesti
- 3532di tabacchi o di droghe
- 3533di farmachi o di toschi,
- 3534venian delle fucine,
- 3535venian degli opificii,
- 3536venian delle fabbriche in opra,
- 3537dei fondachi, delle fornaci,
- 3538di tutti i supplicii e i servaggi,
- 3539con su i volti selvaggi
- 3540impresse le impronte tenaci
- 3541della materia bruta
- 3542cui li asserviva il travaglio.
- 3543la lor pena diversa
- 3544cessò dal grido e dal canto:
- 3545dinanzi alla muraglia
- 3546l’acciaro nella bocca
- 3547degli inquieti cavalli,
- 3548il turbine duro che passa,
- 3549la vendemmia sotto l’ugne
- 3550i cranii fenduti, i cervelli
- 3551della rivolta disfatta
- 3552ma tra il sangue un’ala ch’è intatta,
- 3553ch’ebbe nei crepuscoli fulvi
- 3554dei secoli tante ecatombi
- 3555di ribelli invano rinati
- 3556dal carnaio delle lor fosse.
- 3557degli schiavi, o sacra Giustizia,
- 3558del possente sieno riscosse».
- 3559demenza guidò la cresciuta
- 3560miriade non più inerme
- 3561che ferìa le pile dei ponti,
- 3562dei templi su le colonne
- 3563Le fauci belluine
- 3564della Folla s’erano aperte
- 3565dismisuratamente
- 3566della Città trionfale,
- 3567della tirannica madre
- 3568con tutte le sue opulenze
- 3569Come il fiume contra i piloni
- 3570di granito, fra la distretta
- 3571degli argini, sotto la bassa
- 3572carnale rigurgitava
- 3573Valanghe d’ombra azzurra
- 3574ché l’ombra parea più veloce
- 3575Le torce ruggirono al vento.
- 3576io udiva il clamore,
- 3577io udiva gli ululi e i lagni La gran doglia
- 3578di femmina partoriente
- 3579che si torca in spasimo grande
- 3580misera, e quanta fai bava
- 3581di vituperii e d’ire
- 3582Ma dato non t’è partorire
- 3583l’acèfalo mostro che ha il tronco
- 3584di ciuco e la coda di verro.
- 3585chiomata di crin leonino
- 3586verso la bellezza
- 3587d’una vita semplice e grande?
- 3588Chi ti trarrà dalle lande
- 3589della morte verso il bel monte
- 3590delle sorgenti ove il destino
- 3591delle stirpi s’immerge
- 3592la rapidità de’ tuoi atti,
- 3593come s’inchiodano i ferri
- 3594di là dagli antichi riscatti.„
- 3595Ma sì bene: “I giorni e la fiamma
- 3596d’ogni libertà son da presso.„
- 3597l’ora santa d’Eleusi
- 3598dinanzi all’ora del pane.
- 3599La spica mietuta in silenzio
- 3600men pura che il pane addentato
- 3601dall’avidità della fame.
- 3602del cielo! Garrire e brillare
- 3603di rondini nell’umidore
- 3604verso il divino alimento!
- 3605Le turbe assalivano i forni
- 3606con l’avidità della fame.
- 3607della bianca farina,
- 3608del biondo cruschello; e le donne
- 3609delle palme fatto capace
- 3610dalla bramosia come staio.
- 3611le madri, le vergini, i vecchi,
- 3612che masticavano il dono
- 3613della Terra nato nei solchi.
- 3614che tal sacra ebrezza recava,
- 3615come nel primissimo pane
- 3616che intriso fu, cotto e mangiato
- 3617dal colono poi che Demetra
- 3618di cerulo peplo gli diede
- 3619l’ammaestramento immortale.
- 3620dell’uomo dinanzi alla spica
- 3621mietuta in silenzio o con canti.
- 3622che inscritto sta nella zolla».
- 3623carica di pura farina,
- 3624intraveder la divina
- 3625della Dea che è cittadina
- 3626che fremea di fremito immane.
- 3627il bene che supera tutti,
- 3628il cibo più dolce dei frutti
- 3629il rapido oblìo della pena
- 3630il nepente del sogno
- 3631che svela nel lume d’un astro
- 3632che tenne la spada e il timone
- 3633l’ascia la marra e il vincastro,
- 3634l’avversità d’ogni vento
- 3635conoscesti tu dell’abisso
- 3636marino da poppa e da prora.
- 3637Ma quale dei soffii più vasti
- 3638come quella che ti guatava
- 3639ignota in noi, crescere un’ala
- 3640distruggere l’impedimento
- 3641della corporea chiostra.
- 3642della stirpe, l’imperitura
- 3643dei sangui, l’originaria
- 3644virtù della gente era innanzi
- 3645come il masso del ferro
- 3646che posto sarà su l’incude.
- 3647l’afferrammo delirando
- 3648come chi è pieno del dio
- 3649l’imagine che trarre
- 3650L’afferrammo e, instrutti
- 3651dal dio, la foggiammo rovente,
- 3652dell’Eroe disparito.
- 3653delle forze operanti
- 3654della stirpe dominatrice!
- 3655innumerevole che abbraccia
- 3656la sua terra con fibre
- 3657inespugnabili! Supreme
- 3658che fioriscono a specchio
- 3659del Mediterraneo Mare
- 3660i roghi accesi ai numi
- 3661indìgeti e udranno il peana,
- 3662cosa che mai videro gli occhi
- 3663del Sole: la Pace Romana.
- 3664XIX.
- 3665del popolo unanime intenta;
- 3666la caudale giuntura
- 3667delle sue mille e mille
- 3668vertebre che traversa, come
- 3669mi diedero fremiti avversi.
- 3670in alcun vólto infoscato
- 3671dalla filiggine o adusto
- 3672l’armonia del bronzo vetusto.
- 3673Ma, dopo, il Deserto di sabbia Il Deserto
- 3674inospite fu la mia gioia
- 3675del Deserto senza vie
- 3676ineffabile che illude
- 3677la sete nudrito di brace,
- 3678le sue mammelle nude
- 3679di bassura in bassura
- 3680della pelle, m’impregnò d’oro
- 3681le vene le ossa e le midolle,
- 3682mi fece il cuore lucente
- 3683come il quarzo e lo schisto.
- 3684la felicità del mio spirto
- 3685come le aguzze asticelle
- 3686dei dardi a quattro alette
- 3687ch’io divenni il mostro biforme,
- 3688lo snello centauro
- 3689d’ugne senza ferro,
- 3690di levità senza orme.
- 3691del corsiere d’Arabia
- 3692che parea sangue di pardo.
- 3693l’inconsapevolezza
- 3694della purità bestiale,
- 3695in me ebbi tutto il Deserto.
- 3696verso la bassura fallace
- 3697d’aereo incantamento,
- 3698correre credetti alla Nube
- 3699materna vestito di vento.
- 3700Delirio dei profeti
- 3701lotosa dell’otre sozzo,
- 3702visione di dolore
- 3703il mio delirio fu più forte,
- 3704la mia visione più bella.
- 3705Dov’era il dio di procella
- 3706che seccò il mare, le acque
- 3707del grande abisso? che ridusse
- 3708le profondità del mare
- 3709in un cammino di fuoco
- 3710carichi del suo incenso?
- 3711che per la verità facesse
- 3712lite e contesa e digiuno.
- 3713di tal giustizia e più pure
- 3714di tal verità, sotto il Sole.
- 3715incorruttibile, che è il Messo Il Messo della Libertà
- 3716della Libertà per i prodi
- 3717d’amore su i corpi che foggio!
- 3718Il Mar glauco, il Deserto roggio
- 3719io li travaglio d’amore
- 3720indefesso e li trasfiguro
- 3721in bellezza infinita
- 3722che una pare e sempre disvaria.
- 3723clangor delle mie mille trombe?
- 3724co’ suoi enigmi nodosi,
- 3725con la lor putredine inclusa.
- 3726di troppa allegrezza talora
- 3727come i canti delle colombe,
- 3728come i murmuri dei ruscelli.
- 3729Volontà, Vittoria senz’ale
- 3730in me ferma sempre! Nudrita
- 3731di rai, Voluttà, calda e ascosa
- 3732come sotto il pampino l’uva!
- 3733Istinto, fratello del Fato,
- 3734dio certo nel tempio carnale!
- 3735Volontà, Voluttà,
- 3736imperiale mi foste,
- 3737in deità operose
- 3738come le Stagioni, che fanno
- 3739le danze lor circolari
- 3740difficili resse l’auriga,
- 3741con redini tese nei pugni
- 3742del sangue sagliente pei fermi
- 3743cùbiti ai bicìpiti duri:
- 3744coniata come l’antica
- 3745Con quanto ardimento
- 3746dei precipizii, lungh’essi
- 3747vorticose, in vista
- 3748del duplice abisso
- 3749che crede al pericolo, e senza
- 3750del richio, e sempre mi chiesi:
- 3751Ma il meridiano delirio
- 3752d’ogni cima più perigliosa
- 3753mi diede e d’ogni demenza
- 3754dietro di me sparve, fu come
- 3755dell’eternità parve alzata
- 3756in quell’ora, con l’innocenza
- 3757dell’elemento, nova
- 3758moltitudini di bellezze.
- 3759del suo più profondo silenzio.
- 3760Ma parole erano dette
- 3761in lei, alla gran luce
- 3762del mezzodì, chiare parole
- 3763che non pur nel già fatto
- 3764vespero furon mormorate
- 3765mai dal timor delle labbra
- 3766le suggeva cupidamente
- 3767come il fanciullo vorace
- 3768che sugge gli acini gonfii
- 3769di miel solare e inghiotte
- 3770la pelle che il sol fece d’oro
- 3771ché tutto gli piace.
- 3772miseria tra gli uomini, quello
- 3773le si trasmutò pel Deserto
- 3774in felicità senza nome.
- 3775ché soltanto cercai me stesso,
- 3776me stesso e la terra lontana.
- 3777Ma nell’ora meridiana
- 3778coi piedi scalzi e col viso
- 3779velato d’un velo tessuto
- 3780di quei fili che talora
- 3781del guaime che nasce
- 3782che scorrer di talpa sotterra
- 3783come l’aura intermessa
- 3784che manca perché va più lungi,
- 3785di capelvenere, forse
- 3786dietro una cortina rosata
- 3787di madreselva, a vestirsi
- 3788di freschezza novella
- 3789da recare a colui che l’ama.
- 3790Il mio cor non ti chiama
- 3791come quel degli occhi onde occhiuto
- 3792di marzo tra pioggia e chiarìa.
- 3793la specie divina e selvaggia,
- 3794il primo odore del campo
- 3795di marzo, i denti di brina.
- 3796della mandorla nova
- 3797che chiuso è in mazzi pei forzieri
- 3798colmi di nivei lenzuoli;
- 3799de’ tuoi capelli che piega
- 3800che palpita a fiore del sale
- 3801col palpito lento e infinito
- 3802di tutto il mare placato,
- 3803mosso dal profondo tuo fiato.
- 3804Di cose fugaci e segrete
- 3805come i frutti piumosi
- 3806della viorna, come
- 3807le lane del cardo argentino,
- 3808la Musa; e il suo vólto divino
- 3809ma in vero è il colore marino
- 3810che rimasto è per sempre
- 3811Che ci porti? Quali bei frutti
- 3812di paradiso insulare
- 3813Che ascondi nella tua vesta?
- 3814Inno che edificar ci piacque
- 3815lato cento argute colonne
- 3816il monumento al suo spirto
- 3817liberato e liberatore.
- 3818con ìmpari numero, oscuro
- 3819Le sette Pleiadi ardenti
- 3820le stelle dell’Orsa e le Parche,
- 3821in rapido giro costrinse.
- 3822di canne ineguali risuona
- 3823con l’arte di Pan meriggiante.
- 3824Io tagliai le canne lungh’essi
- 3825i fiumi, sovr’esse le fonti
- 3826delle paludi, sul ciglio
- 3827dei botri, nelle ruine
- 3828delle città venerande.
- 3829con la mia bocca ingorda
- 3830ma non sì che non rimanesse
- 3831l’odor del cefisio narcisso.
- 3832logora per lungo esplorare
- 3833i fondi pescosi, ancor lorda
- 3834di scaglie, pregna di salso,
- 3835Il Dèmone dai mille nomi,
- 3836il vagabondo Orgiaste,
- 3837il Dio circolare, il Maestro
- 3838delle visioni, l’Amico
- 3839dei suoni, Colui che conduce
- 3840la melodìa del Tutto,
- 3841m’insegnò quest’arte nascosta.
- 3842dell’anima vigile, a ogni
- 3843dimanda, a ogni risposta.
- 3844Il suono si fece acque foglie
- 3845di pace, grido di brama,
- 3846combattimento ordinato,
- 3847danza revoluta, solenne
- 3848coro, sicìnnide incomposta.
- 3849con lor mestole ed assi
- 3850consunta lor polte ed imbratti,
- 3851come i ciechi servi di Scizia
- 3852della mungitura, or che sanno
- 3853della stirpe fertile in opre
- 3854Io vi trassi con mano
- 3855casta e robusta dal gorgo
- 3856della prima origine, fresche
- 3857come le corolle del mare
- 3858contràttili che il novo lume
- 3859indicibilmente colora.
- 3860Io vi disposi nei modi
- 3861dell’arte così che la vita
- 3862vostra rivelò le segrete
- 3863che legano tutta la stirpe
- 3864Io feci apparire tra l’una
- 3865volti del Passato tremendi
- 3866come sembianze di morti
- 3867che un’anima sùbita inondi.
- 3868Io dal vostro cozzo faville
- 3869che illuminarono l’ombra
- 3870del Futuro pregna di mondi.
- 3871in questo Inno che è il vasto
- 3872Converse io v’ho novamente
- 3873in sostanza umana, in viva
- 3874in vene di sangue e di pianto.
- 3875del vento che avea seppellito
- 3876laggiù nelle sabbie di fuoco
- 3877l’ancìpite Sfinge camusa.
- 3878Ma, prima che l’ora sia chiusa,
- 3879io voglio al Maestro sublime
- 3880munifica, gli ultimi vóti
- 3881volgere alla Madre immortale.
- 3882XX.
- 3883E
- 3884il fuoco pugnace de’ tuoi
- 3885imbelle, alle tue prime cune
- 3886io peregrinai santamente.
- 3887contra macigni superbi
- 3888del re d’inni Pindaro in Tebe.
- 3889Duro è il Teumesso, e il suo sprone
- 3890d’oplìte in resistere all’urto.
- 3891Ma il tuo Monte Gàbberi è duro
- 3892con la visiera e il nasale.
- 3893le navi sul mar di Liguria
- 3894dell’arsenà che travaglia
- 3895il patrio ferro dell’Elba
- 3896dietro il promontorio lunense.
- 3897Certo nell’infanzia selvaggia
- 3898che il vicin tuo grande esulato
- 3899Ma l’alpe di Mommio ha una vesta
- 3900di glauco pallore, e la Culla
- 3901della sacra Fòcide, e il Plisto
- 3902il soffio dell’Ellade, il nume
- 3903di Pan nei vocali canneti
- 3904dell’occhicèrula Atena.
- 3905il fato del tuo nascimento.
- 3906corona la fronte sublime:
- 3907dalle prue dei Mille in eterno.
- 3908insonne altitudine alata,
- 3909carne delle statue chiare,
- 3910dei templi, inno senza favella,
- 3911L’aquila batte le penne
- 3912Da tutte le vene profonde
- 3913che Michelangelo seppe.
- 3914Degna è quest’alpe che gli occhi
- 3915l’abbiano quando la dolce
- 3916Degna è che tu la contempli
- 3917dall’unco tuo vomere fatto
- 3918con l’acciaio delle tue scuri.
- 3919del tuo coraggio ancor caldo
- 3920dalla titanica impresa,
- 3921canna pel sufolo vano
- 3922che tra l’ignavia dei servi
- 3923chiamò i guerrieri festanti
- 3924da tutti gli echi dei monti
- 3925che il castigatore grifagno
- 3926vide fiammeggiare nel cielo
- 3927dell’ire sue conflagrato
- 3928vermigli come se di foco
- 3929d’essi le meschite infernali,
- 3930da tutti gli echi dei monti
- 3931voce di vittoria e di gloria.„
- 3932di Mommio argentei di pace
- 3933della Ceràgiola ardente,
- 3934il tuo spirto ovunque diffuso
- 3935in Val di Magra, con Guido
- 3936di là dalla Pania su l’aspra
- 3937virtude risorsero quivi
- 3938delle città disparite
- 3939i popoli spenti a cantare
- 3940le divine origini e i culti
- 3941degli avi e la forza dell’armi.
- 3942come il vicino tuo grande,
- 3943del gentil sangue, tu vate
- 3944le marmoree fronti degli Archi
- 3945di Trionfo sacre all’Azzurro.
- 3946col cipresso del Palatino
- 3947col gattice d’Arno col salce
- 3948lombardo con le viole
- 3949liguri con le pestàne
- 3950con tutte le nobili frondi
- 3951dei campi espèrii ghirlande
- 3952di gloria ti sieno tessute
- 3953dalla giovinezza robusta,
- 3954capo di strada era alzato
- 3955letto fornicario o pur banco
- 3956di baratto o pur falso altare
- 3957che ci promise il tuo canto!
- 3958i loro vani come le bocche
- 3959delle cave maschere inerti
- 3960cui sospese il vecchio tragedo
- 3961i lor vani sembra che parli
- 3962la magnificenza del giorno
- 3963che getto di bronzo, più acre
- 3964che punta di stilo rovente.
- 3965liberato d’ogni congerie
- 3966vile, d’ogni cenere e polve,
- 3967di acque, e torrenti di vita
- 3968dell’Agro, nell’imperiale
- 3969deserto, da tutte le tombe;
- 3970degli acquedotti saranno
- 3971Volontà erette su carri;
- 3972di rosse chiome gittata
- 3973del Campidoglio, e finito
- 3974vestita di cupa doglianza,
- 3975immote con l’else deserte,
- 3976innanzi alla Dea ritornante
- 3977dal florido mare onde nacque
- 3978di pòlline e di melodìa
- 3979là dove l’antico suo figlio
- 3980I grandi Pensieri e le grandi
- 3981deità novelle, nell’Urbe.
- 3982dei numi indìgeti, o Enotrio.
- 3983XXI.
- 3984E
- 3985CCO, il mio carme si chiude.
- 3986come la sonora dei flutti
- 3987danza innumerabile quando
- 3988il mare che lento s’imbianca
- 3989dell’erba il selvaggio silenzio,
- 3990con occhi sì chiari che sembra
- 3991lùcergli tra i cigli tremore
- 3992che vi s’infisse... Ah, mi manda
- 3993con pula e con morchia, si rasi.
- 3994ma a pena sottil mormorio,
- 3995colme son di nettare biondo.
- 3996del dì per oprare e oziare!
- 3997che anche tu mi dài vita breve
- 3998di te medesima nata,
- 3999incomunicabile, m’odi.
- 4000Io sì grave di sapienza
- 4001mi sento pieghevole e verde
- 4002col braccio sotto la testa,
- 4003col volto nell’ombra, coi piedi
- 4004Io vidi Zagrèo, che i Titani
- 4005co’ volti coperti d’argilla
- 4006dilacerarono, io vidi
- 4007La sua barba d’oro era fatta
- 4008d’ali d’uno sciame splendente
- 4009che gli pendea dalla bocca
- 4010In miel converso era il patire!
- 4011Così, così dormir voglio
- 4012in te che mi dài signoria
- 4013Ciò che per me fu compiuto,
- 4014in verità, lieve cosa
- 4015che dentro mi nasce e si nutre
- 4016del misterioso licore.
- 4017mi fosse aumento di pena,
- 4018io ti griderei: “Madre, Madre,
- 4019moltiplica questo mio sangue
- 4020doglioso, perché più mi ferva
- 4021l’anima e mi sia più divina!„
- 4022della incorruttibile donna
- 4023che mi portò. Eccomi sano
- 4024cuore saldo e fronte capace.
- 4025valido che in ogni dottrina.
- 4026con gli aghi e le pine far vaghi
- 4027il grande oro tuo frumentario.
- 4028Ma odo anche un rombo lontano
- 4029che dice: “Son qua, Ulissìde.„
- 4030Madre, Madre, fa che più forte
- 4031del dèspota ch’io ben conosco,
- 4032che udii tante volte, la maschia
- 4033voce nel mio cor solitario
- 4034divenuto sei della terra?
- 4035ché necessario è navigare,
- 4036vivere non è necessario.„
- 4037LIBRO SECONDO
- 4038ELETTRA
- 4039LA NOTTE DI CAPRERA.
- 4040I. Il sacco di semente. II. I cavalli di guerra. III. Il ritorno all’isola rupestre. IV. Il granito sepolcrale. V. Il maestrale. VI. Il letto. VII. Il colono. VIII. I Mille. IX. Le navi eroiche. X. L’approdo. XI. Le sette Vittorie - Palermo espugnata. XII. La meditazione all’ombra - Il banchetto del Vincitore. XIII. L’alfiere titanico. XIV. L’ombra di Roma. XV. L’Agro. XVI. Le trasfigurazioni - Villa Corsina - Catalogo dei guerrieri. XVII. L’astro sanguigno - L’ultimo assalto. XVIII. La falange dei giovinetti - Il battesimo - L’ala della Vittoria. XIX. La promessa - Da Roma alla Palude. XX. Invocazione al Maestrale - Il buon piloto. XXI. Il buon pastore. XXII. L’ovile - Il vincastro.
- 4041Canti della morte e della gloria. I-III.
- 4042Canti della ricordanza e dell’aspettazione.
- 4043LE CITTÀ DEL SILENZIO.
- 4044Montefalco. Narni. Todi. Orvieto. I-III.
- 4045Volterra. Vicenza. Brescia. Ravenna.
- 4046Canto di festa per Calendimaggio.
- 4047Canto augurale per la nazione eletta.
- 4048LAUDI DEL CIELO
- 4049DEL MARE DELLA
- 4050TERRA E DEGLI EROI
- 4051LIBRO III
- 4052ALCIONE.
- 4053La tregua
- 4054Il fanciullo
- 4055Lungo l'Affrico nella sera di giugno dopo la pioggia
- 4056La sera fiesolana
- 4057L'ulivo
- 4058La spica
- 4059L'opere e i giorni
- 4060L'aedo senza lira
- 4061DITIRAMBO I
- 4062La tenzone
- 4063Intra du' Arni
- 4064La pioggia nel pineto
- 4065Le stirpi canore
- 4066Il nome
- 4067Innanzi l'alba
- 4068Vergilia anceps
- 4069I tributarii
- 4070I camelli
- 4071Meriggio
- 4072Le Madri
- 4073L'Alpe sublime
- 4074Il Gombo
- 4075DITIRAMBO II
- 4076L'oleandro
- 4077Il cervo
- 4078L'ippocampo
- 4079L'onda
- 4080La corona di Glauco
- 4081DITIRAMBO III
- 4082Versilia
- 4083La morte del cervo
- 4084L'asfodelo
- 4085Madrigali dell'estate
- 4086Il policefalo
- 4087Il tritone
- 4088L'arca romana
- 4089L'alloro oceanico
- 4090Il prigioniero
- 4091La vittoria navale
- 4092Il peplo rupestre
- 4093Il vulture del Sole
- 4094L'ala sul mare
- 4095DITIRAMBO IV
- 4096Le ore marine
- 4097Litorea dea
- 4098Il Tessalo
- 4099L'otre
- 4100Il novilunio
- 4101IL COMMIATO
- 4102LA TREGUA
- 4103Dèspota, andammo e combattemmo, sempre
- 4104che l’armi e i polsi eran di buone tempre.
- 4105ch’ei senta l’erba sotto i nudi piedi,
- 4106ch’ei consacri il suo bel cavallo sauro
- 4107Dàgli le rive i boschi i prati i monti
- 4108i cieli, ed ei sarà giovine ancóra!
- 4109Deterso d’ogni umano lezzo in fonti
- 4110I vènti e i raggi tesseran la vesta
- 4111disperato di vincere; né stanchi
- 4112mai apparimmo, né mai tristi o incerti,
- 4113ché il tuo volere ci fasciava i fianchi.
- 4114Ma greve era l’umano lezzo ed era
- 4115vile talor come di mandre inerti;
- 4116invano balenavan sul carname
- 4117la bellezza terribile; onde il tardo
- 4118Ma ne sorse per mezzo al chiuso ardore
- 4119la vena inestinguibile e gioconda
- 4120del riso, che sonò come clangore.
- 4121lungi rauco latrava il suo dispetto;
- 4122con abominio ci segnava a dito.
- 4123Dedica l’opre al Tempo; e ciò non ode.
- 4124ma strozza i serpi di Laocoonte.„
- 4125Dèspota, or tu concedigli che allenti
- 4126il nervo ed abbandoni gli ebri spirti
- 4127l’Estate ignuda ardendo a mezzo il cielo.
- 4128IL FANCIULLO.
- 4129I.
- 4130F
- 4131IGLIO della Cicala e dell’Olivo,
- 4132In quel che ha il nume agresto entro un’antica
- 4133villa di Camerata
- 4134deserta per la morte di Pampínea?
- 4135la pallida contrada
- 4136d’Ambra e Lorenzo canta i vani ardori?
- 4137Ma il mio pensier mi finge che tu colta
- 4138l’abbia tra quelle mura
- 4139che Arno parte, negli Orti Oricellari,
- 4140venner con Plato alla Città dei Fiori.
- 4141come nell’aria, conducendo i cori.
- 4142incanti la lucertola verdognola
- 4143in misura seguendo il dolce suono.
- 4144Ver lei ti pieghi: in lei non è paura:
- 4145la grazia del torello
- 4146che di repente pavido s’inarca,
- 4147la nuvola che varca
- 4148il colle qual pensier che seren volto
- 4149muti, l’amore della vite all’olmo,
- 4150l’arte dell’ape, il flutto degli odori.
- 4151mentre solo ti bei
- 4152la vita bella, umano
- 4153che assempri te maravigliosamente!
- 4154L’immensa plenitudine vivente
- 4155creato dal virgineo tuo soffio,
- 4156II.
- 4157O
- 4158di pace crea, le due canne leggiere
- 4159versando una la luce ed una l’ombra.
- 4160La spiga che s’inclina
- 4161come i tuoi labbri e le tue dolci canne,
- 4162come su letto d’erbe amato e amante,
- 4163come i tuoi diti snelli e i sette fóri,
- 4164come il mare e le foci,
- 4165come nell’ala chiare e negre penne
- 4166come il fior del leandro e le tue tempie,
- 4167come il pampino e l’uva,
- 4168come la fonte e l’urna,
- 4169come la gronda e il nido della rondine,
- 4170come l’argilla e il pollice,
- 4171come ne’ fiori tuoi la cera e il miele,
- 4172come il fuoco e la stipula stridente.
- 4173come il sentiere e l’orma,
- 4174come la luce ovunque tocca l’ombra.
- 4175III.
- 4176S
- 4177Lo sciame era discorde:
- 4178Lottato avevi ignudo
- 4179contro il torrente folle di rapina.
- 4180che a sommo del ciel muto
- 4181in sue rote ferìa l’aer di strida.
- 4182Chino con sopraccigli corrugati
- 4183intento a farti archi da saettare
- 4184col legno della flèssile avellana.
- 4185IV.
- 4186E
- 4187LEGGERE sapesti il re splendente
- 4188Con la man tinta in mele di sosillo
- 4189il buon sire tranquillo
- 4190che fu re delle artefici soavi.
- 4191incoronato d’ellera e d’orgoglio,
- 4192V.
- 4193il crespo capelvenere.
- 4194Il tuo spirto, dal fonte come il salice
- 4195ma senza l’amarezza
- 4196Converse le tue canne sono in chiari
- 4197vetri, onde lenti i suoni
- 4198linfa, alla venenata
- 4199Ma il fior della tua carne
- 4200VI.
- 4201S
- 4202viver puoi anco ne’ perfetti marmi
- 4203che conduce il tuo passo armonioso
- 4204ma pulsare odi il cuor che si nasconde
- 4205voglio, teco offerire una ghirlanda
- 4206del nostro ulivo a quell’eterno altare.
- 4207del diurno fulgor ch’ella ritiene.
- 4208del Fàlero orme ardenti. Ospiti soli
- 4209di Sofocle ad Antigone cantare.
- 4210Vedremo nei Propìlei le porte
- 4211del Giorno aperte, nell’intercolunnio
- 4212dai negricanti pepli le sopposte
- 4213vergini stare come urne votive;
- 4214la potenza sublime
- 4215della Città, transfusa in ogni vena
- 4216del vital marmo ov’è presente Atena,
- 4217che serba i raggi ne’ suoi solchi eguali
- 4218i gradi, tu t’assiderai sul grado
- 4219La Vittoria senz’ali
- 4220vestito della clamide succinta,
- 4221che cavalcò nelle Panatenee.
- 4222il bel monte dell’api e fu vivente.
- 4223la vita delle belle acque ondeggiare.
- 4224di colombe e d’eroi! Pallida via
- 4225d’Eleusi coi vestigi di Demetra!
- 4226del glauco olivo e della bianca pietra!
- 4227l’ombra si spande. Il monte violetto
- 4228mormora e odora come un alveare.
- 4229VII.
- 4230Mutato è il suon delle sue dolci canne.
- 4231il cor presàgo di remoto lutto.
- 4232ch’io non ti giunga!„ È vana la mia voce.
- 4233Melodiosamente ei s’allontana.
- 4234le nuvole soavi
- 4235che va di ramo in ramo e s’allontana.
- 4236intimo fiore dell’anima mia.
- 4237Con la tua melodia
- 4238con un gentil suo gesto,
- 4239volgesi; alla preghiera
- 4240L’ansia mia vana odo sol tra le pause,
- 4241mentre che d’ombra in ombra ei s’allontana.
- 4242di me nel cupo speglio!„ Ei s’allontana.
- 4243Le nuvole di foco
- 4244cui scindon le radici
- 4245cadute dai fastigi;
- 4246dormono in bruni pepli di corimbi.
- 4247Lentischi e terebinti
- 4248l’odor dei timiami
- 4249M’odi: te l’ornerò con arti nuove.
- 4250Maraviglioso artefice son io.
- 4251intento a farti archi da saettare
- 4252col legno della flèssile avellana.„
- 4253LUNGO L’AFFRICO NELLA SERA DI GIUGNO DOPO LA PIOGGIA.
- 4254G
- 4255come la voluttà nasce dal pianto,
- 4256musica nel mio canto
- 4257il sopracciglio de la giovinetta
- 4258Luna, il rio che s’avvalla
- 4259Volan elle sì basso che la molle
- 4260il loro volo sembra fatto azzurro.
- 4261l’arbore grande, se ben trema sempre.
- 4262indovina se udendo ne trasale?
- 4263LA SERA FIESOLANA.
- 4264F
- 4265del gelso ne la man di chi le coglie
- 4266contro il fusto che s’inargenta
- 4267con le sue rame spoglie
- 4268mentre la Luna è prossima a le soglie
- 4269cerule e par che innanzi a sé distenda un velo
- 4270da lei sommersa nel notturno gelo
- 4271Laudata sii pel tuo viso di perla,
- 4272l’acqua del cielo!
- 4273Dolci le mie parole ne la sera
- 4274commiato lacrimoso de la primavera,
- 4275che giocano con l’aura che si perde,
- 4276che fan di santità pallidi i clivi
- 4277Laudata sii per le tue vesti aulenti,
- 4278il fien che odora!
- 4279Io ti dirò verso quali reami
- 4280d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti
- 4281le colline su i limpidi orizzonti
- 4282chiuda, e perché la volontà di dire
- 4283le faccia belle
- 4284consolatrici, sì che pare
- 4285che ogni sera l’anima le possa amare
- 4286d’amor più forte.
- 4287Laudata sii per la tua pura morte,
- 4288le prime stelle!
- 4289L’ULIVO.
- 4290Chiaro leggero è l’arbore nell’aria.
- 4291ci tocchi, tu non sai, noi non sappiamo,
- 4292che ’l facciano i fanciulli della terra
- 4293vergini e mondi,
- 4294imperocché la castitate sia
- 4295lustrali, inceduto hai su l’asfodelo
- 4296L’aura move la tunica fluente
- 4297che numerosa ferve, come schiume
- 4298in noi discendi!
- 4299il casto ulivo in tutte le sue foglie;
- 4300LA SPICA.
- 4301verso la terra onde umida erba nacque;
- 4302verso la terra ove sarà colcata
- 4303col gioglio ch’è il malvagio suo fratello,
- 4304con la vena selvaggia
- 4305col cìano cilestro
- 4306col papavero ardente,
- 4307cui l’uom non seminò, in un mannello.
- 4308di sì bella ordinanza che par forte.
- 4309Le sue granella sono ripartite
- 4310con la bella ordinanza che c’insegna
- 4311il velo della nostra madre Vesta.
- 4312minore è il granel medio;
- 4313ciascuno ha la sua pula;
- 4314d’una squammetta nasce la sua resta.
- 4315Matura anco non è. Verde è la resta
- 4316dove ha il suo nascimento dalla squamma,
- 4317di pallido verdore
- 4318ma la stìpula è bionda.
- 4319Dice il veglio: “Ne’ luoghi maremmani
- 4320di stoppia incenerita è il suo colore.
- 4321il ferro sentirà nel suo fistuco
- 4322la spica; e in lei saran le sue granella,
- 4323in lei sarà la candida farina
- 4324che la pasta farà molto tegnente
- 4325Ma la vena selvaggia
- 4326ma il cìano cilestro
- 4327ma il papavero ardente
- 4328con lei cadranno, ahi, vani su le secce.
- 4329che sonar per le reste quasi esigua
- 4330cítara al vento udirono, disgiunti;
- 4331Ma la vena selvaggia
- 4332laudati sien da noi come la spica!
- 4333L’OPERE E I GIORNI.
- 4334O
- 4335della domane e misurar nel cuore
- 4336meditabondo la durabil forza.
- 4337Veglio, la tua parola su me piove
- 4338candida come il fior del melo allora
- 4339che già comincia ad allegare il frutto.
- 4340La mondo e sarchiellata lievemente
- 4341la concio con la pula e con la morchia
- 4342co’ piedi lor la faccio rassodare;
- 4343di quella pietra ch’è detta serena
- 4344il bianco gelsomin grato alle pecchie,
- 4345il Sol non puote più salire, semino
- 4346le brasche; le qua’ poi di mezzo agosto
- 4347Colgo la veccia, e sego per pastura
- 4348il fien greco. La fava anzi la luce
- 4349vello, scemante la luna; la fava,
- 4350Di questo mese inocchio il pesco, impiastro
- 4351il fico, vòto l’arnia, il condottiero
- 4352dell’orzo, la qual compiere mi giova
- 4353le spighe, imperocché non son vestite
- 4354Da giovine sei moggia il dì potei
- 4355curve le gambe. E sopra il santo petto
- 4356il lin rude, che l’indaco fe’ quasi
- 4357celeste, crea misteriosamente
- 4358l’imagine di Pan duce degli astri,
- 4359cui nel torace si rispecchia il Cielo.
- 4360L’AEDO SENZA LIRA.
- 4361d’una spezie di pomi.
- 4362di mezzana statura, e fior bianchetto.
- 4363La dolcezza del frutto
- 4364Dilettasi del mare.
- 4365Il vento e il gelo teme.
- 4366Innestar non si puote.
- 4367dell’oppio arbore; ovver tra la vinaccia
- 4368in pentole, assai bene e lungamente.„
- 4369Così ragiona il veglio; ed in sue lente
- 4370come in un canto aonio.
- 4371come nel prisco aedo
- 4372che canta un fato illustre,
- 4373Il soffio del suo petto
- 4374che fa buona ogni cosa.
- 4375La vita fruttuosa
- 4376dell’arbore s’agguaglia
- 4377come l’aedo tende le sue corde,
- 4378create co’ minugi degli agnelli,
- 4379Vento asolando, spira
- 4380colato nei mondissimi vaselli
- 4381come chi attenda segni.
- 4382che han l’api in loro ostelli
- 4383che il suo parlar commuove.
- 4384l’anima nostra è come la festuca.
- 4385BEATITUDINE.
- 4386“C
- 4387conviene a donna aver, non fuor misura.„
- 4388della rorida Sera a noi discende?
- 4389discesa in terra a noi
- 4390inginocchiate elle dinanzi a lei,
- 4391ciascuna del martiro che l’attende.
- 4392Vince il silenzio i movimenti umani.
- 4393dei poggi l’Arno pallido s’inciela.
- 4394chinava il viso tra le rosse bende.
- 4395Color di perla per ovunque spazia
- 4396che ogni pensier vi nasce come un’ala.
- 4397La terra sciolta s’è nell’infinito
- 4398mentre l’Angelo chiama
- 4399meraviglia nell’atto, che procede
- 4400da un’anima, che fin quassù risplende.„
- 4401FVRIT ÆSTVS.
- 4402U
- 4403La forza annoda tutte le radici:
- 4404La pietra brilla più d’ogni altra inerzia.
- 4405La luce copre abissi di silenzio,
- 4406moltitudini folli di desiri.
- 4407L’Ignoto viene a me, l’Ignoto attendo!
- 4408Mia dira sete, tu mi sei più cara
- 4409che tutte le dolci acque dei ruscelli.
- 4410la febbre come dentro le paludi.
- 4411L’ora è giunta, o mia Messe, l’ora è giunta!
- 4412DITIRAMBO I.
- 4413ROMÆ FVGIFERÆ DIC..
- 4414O
- 4415VE sono i cavalli del Sole
- 4416criniti di furia e di fiamma?
- 4417le code prolisse
- 4418di porpora, l’ugne
- 4419le trebbie come pugne,
- 4420come atleti la rustica prole?
- 4421disgiunti dal carro celeste?
- 4422le rèdine lunghe sbandite,
- 4423il tinnir dei metalli,
- 4424il brillar delle madide groppe?
- 4425coperta di loppe e di reste
- 4426come d’ori e di gemme?
- 4427le nude coltella,
- 4428il sangue che fuma e che bolle,
- 4429il giovine ucciso che cade
- 4430mani prudenti, fievoli gole.
- 4431voi l’anima mia sogna!
- 4432davanti alla faccia del Sole,
- 4433incombustibile forza,
- 4434del violento
- 4435in un mar di frumento,
- 4436dal Cimino solitario
- 4437della Campania promessa,
- 4438in un mar di frumento
- 4439innumerevole
- 4440come le trionfate stirpi
- 4441della tua guerra!
- 4442O
- 4443da te, al conspetto dell’Agro
- 4444che m’infiammò d’amore
- 4445Vidi campo di rossi
- 4446come letto di strage,
- 4447come flutto ancor caldo
- 4448veduto avean gli occhi miei grandi,
- 4449dalle radici
- 4450come s’io mi svenassi
- 4451con vene giganti.
- 4452impetuosamente
- 4453verso di te si rivolse, incesa
- 4454da dolor rovente
- 4455ch’ella udì stridere come
- 4456dal carro strepitoso
- 4457che la traeva in esiglio.
- 4458O
- 4459dolce tu sei ne’ tuoi orti
- 4460che lo spino ti chiude
- 4461dolce sei nelle tue colline
- 4462che il ruscello ti riga
- 4463certo nelle tue torri commise
- 4464le pietre forti;
- 4465virgulto primaverile;
- 4466che vinca tua grazia d’aprile
- 4467di fiori di sogni e di pace
- 4468Ma cuna dell’anima mia
- 4469che abbevera l’Urbe affocata.
- 4470Lasciò dietro sé le molli ombre;
- 4471d’Aricia la selva serena;
- 4472la bava delle tempeste,
- 4473A
- 4474incontro all’Austro rapido-ardente,
- 4475cui la recondita vena
- 4476che d’avidità risfavilla?
- 4477mille falci indefesse
- 4478dall’aurora al tramonto,
- 4479in terra sconosciuta.
- 4480venir dagli orizzonti
- 4481infiammati la voce
- 4482candidi, aggiogati ai plaustri
- 4483contra le biche manomesse,
- 4484mugghiavano di spavento.
- 4485O
- 4486dammi l’oro della mia mèsse
- 4487libici e la furia dei cavalli
- 4488dall’ugne adorne di lampi!
- 4489ma nel grande Lazio tirreno,
- 4490dalla nutrice eneia,
- 4491di qua dal rapace Volturno,
- 4492del Tevere irta di prore
- 4493ingombra de’ lunghi granai.
- 4494O
- 4495VUNQUE falciai e trebbiai
- 4496in ogni più fertile plaga.
- 4497Ma a te vanno i miei sospiri,
- 4498letifera come il veleno
- 4499che tenne l’insonne
- 4500l’Iddia callida, figlia del Sole;
- 4501cui ella tocca la fronte
- 4502con verga e susurra parole.
- 4503dell’Evia e del Centauro
- 4504di bronzea pelle, di pel sauro,
- 4505dalle code nude,
- 4506i bufali, irosi mostri
- 4507cui sradica il piè bisulco,
- 4508mentre nube di corvi
- 4509la Febbre velata di nebbia.
- 4510Q
- 4511in un’area vasta
- 4512come campo per oste schierata.
- 4513criniti di furia e di fiamma?
- 4514le code prolisse
- 4515di porpora, l’ugne
- 4516le rédine lunghe sbandite,
- 4517il tinnir dei metalli,
- 4518il brillar delle madide groppe?
- 4519E
- 4520CCO, al tripudio, ecco i cavalli!
- 4521Chi li conduce?
- 4522i cimbali cavi-sonori
- 4523che vince il rombo dei cuori,
- 4524le femmine scalze-succinte
- 4525i giovini possa-di-tori
- 4526Versate i manipoli
- 4527versate dal plaustro
- 4528come da cornucopia.
- 4529Il vento turbina,
- 4530Versano i plaustri
- 4531L’oro s’accumula.
- 4532Dispare il suolo igneo
- 4533innumerevole.
- 4534monte è la grande area.
- 4535che arde e solvesi in cenere,
- 4536da Sinuessa massica
- 4537monte è la grande area;
- 4538madre di Prosèrpina,
- 4539che navigò pel Tevere.
- 4540I cavalli terribili
- 4541l’ascendono, l’assaltano.
- 4542Crollano i manipoli
- 4543i culmi, si sgranano
- 4544le spiche, le ariste stridono,
- 4545le loppe volano.
- 4546Le sferze schioccano,
- 4547come le folgori.
- 4548Come le gòmene
- 4549della nave in pericolo
- 4550Chi osa reggere
- 4551la forza degli Alipedi?
- 4552le fiere, vèrberano
- 4553l’aere, col ferro quadruplice
- 4554i cumuli dirompono.
- 4555Le code intonse inarcansi,
- 4556le criniere svèntolano
- 4557come vessilli vividi,
- 4558le nari spirano
- 4559di sangue, i fianchi pulsano,
- 4560le vene si palesano,
- 4561di sudore fluiscono,
- 4562come un’ala invisibile.
- 4563cuori l’anelito di Pègaso
- 4564verso il cammin sidereo?
- 4565Il vento turbina,
- 4566vani le spoglie spìcee.
- 4567i gridi rauchi,
- 4568l’urto dei crotali,
- 4569il tintinnìo dei cimbali,
- 4570il mugghio delle bufale,
- 4571il riso delle femmine
- 4572muto e solenne nel tripudio;
- 4573lungi si tace il Mare Infero
- 4574dall’alta prora iliaca
- 4575l’ombra dell’antico nauta
- 4576lui anco chiami a vincere
- 4577voi all’opera terrestre auspici
- 4578il grande Lazio. In purpureo
- 4579lume il giorno cangiasi.
- 4580Il vento chiude i suoi turbini.
- 4581L’aere per la terra pènetra.
- 4582dall’Ombra delle Origini,
- 4583del re Latino figlio
- 4584di Marica e di Fauno,
- 4585che fu sacro ad Apolline
- 4586di Creusa da Ilio
- 4587venisse per congiugnersi
- 4588con Lavinia vergine fertile.
- 4589la calpesta mèsse al par d’occidua
- 4590vene come d’edera
- 4591intrichi per arborei còrtici.
- 4592dalle narici esalano.
- 4593che un divin numero
- 4594modera l’impeto
- 4595dei solidunguli.
- 4596le solari penne, le lucifere
- 4597diurno, artefici
- 4598della rapidità precìpite,
- 4599cui le trame dei muscoli
- 4600contro le dure scapule
- 4601le ali, le ali apollinee.
- 4602Il vento ch’elle muovono
- 4603come un peàn che càntino
- 4604cetere a miriadi.
- 4605Io Peàn! Io Peàn! Gloria
- 4606voi siatemi qui testimonii.
- 4607Calpestano i cavalli del Sole
- 4608il rinato frumento di Roma.
- 4609PACE.
- 4610P
- 4611vagola senza scorta per le pallide
- 4612Le colline s’incurvano leggiere
- 4613come le onde del vento nella sabbia
- 4614del mare e non fanno ombra, quasi d’aria.
- 4615L’Arno favella con la bianca ghiaia,
- 4616il vel che vi bagnò forse la Grazia,
- 4617la Grazia questa terra di Toscana
- 4618che fu l’arte sua prima.
- 4619LA TENZONE.
- 4620O
- 4621MARINA di Pisa, quando folgora
- 4622il solleone!
- 4623Le lodolette cantan su le pratora
- 4624di San Rossore
- 4625d’Arno a tenzone.
- 4626Come l’Estate porta l’oro in bocca,
- 4627l’Arno porta il silenzio alla sua foce.
- 4628La riva è pura come una ghirlanda.
- 4629come l’Estate a me, come l’Estate!
- 4630Il vente che le tocca
- 4631in erbe all’albeggiare.
- 4632L’anima tua di pace s’inghirlanda.
- 4633L’Arno porta il silenzio alla sua foce
- 4634come l’Estate porta l’oro in bocca.
- 4635come l’acqua tra l’una e l’altra voce.
- 4636Così discendo al mare;
- 4637così veleggio. E per la dolce landa
- 4638Le lodolette cantan su le pratora
- 4639di San Rossore
- 4640d’Arno a tenzone.
- 4641BOCCA D’ARNO.
- 4642B
- 4643come la bocca pallida e silente
- 4644del fiumicel che nasce in Falterona.
- 4645come questa placata correntìa?
- 4646io non so dire,
- 4647come colui che ode
- 4648Le saltano all’incontro i verdi flutti,
- 4649con la grazia dei giovini animali.
- 4650In catena di putti
- 4651infantile, ma non sì fiera danza
- 4652come quest’una.
- 4653V’è creatura alcuna
- 4654che in tanta grazia
- 4655viva ed in sì perfetta
- 4656che in aere si spazia?
- 4657degli inganni fugaci in che s’illuse
- 4658libera e delle forti ali dischiuse
- 4659Vedi? I tuoi piedi
- 4660di luce, ed a’ tuoi occhi prodigi
- 4661di non so qual leggiere oro intessuti.
- 4662Le nubi i monti i boschi i lidi l’acque
- 4663vedi, lontani e vani
- 4664come in sogno paesi sconosciuti.
- 4665volando a coppia scoprono su l’acque
- 4666con meraviglia i fiori grandi e strani,
- 4667mentre tu fiuti
- 4668l’odor salino.
- 4669l’Ora solare,
- 4670mutevole e gioconda
- 4671come la gola d’una colomba
- 4672cui sostengono i ponti alti e protesi
- 4673i remi, un gran fulgor le trasfigura:
- 4674la giovine Ora
- 4675che è breve come il canto
- 4676della colomba. Godi l’incanto
- 4677INTRA DU’ ARNI.
- 4678E
- 4679CCO l’isola di Progne
- 4680della rondine trace
- 4681che per le molli crete
- 4682le antiche rampogne
- 4683va e torna
- 4684vigile all’opra
- 4685d’ombra la riviera
- 4686circa l’isola leggiera
- 4687di canne e di crete,
- 4688che all’aulete
- 4689dà flauti,
- 4690intra du’ Arni,
- 4691cuna di carmi,
- 4692le canne virenti
- 4693in varii modi,
- 4694da volubili bocche
- 4695da dita sapienti,
- 4696con lino
- 4697LA PIOGGIA NEL PINETO.
- 4698T
- 4699del bosco non odo
- 4700che parlano gocciole e foglie
- 4701lontane.
- 4702dalle nuvole sparse.
- 4703divini,
- 4704di fiori accolti,
- 4705di coccole aulenti,
- 4706ignude,
- 4707leggieri,
- 4708che l’anima schiude
- 4709che ieri
- 4710verdura
- 4711con un crepitìo che dura
- 4712delle cicale
- 4713che il pianto australe
- 4714diversi
- 4715d’arborea vita viventi;
- 4716come una foglia,
- 4717le chiare ginestre,
- 4718che hai nome
- 4719delle aeree cicale
- 4720che cresce;
- 4721ma un canto vi si mesce
- 4722che di laggiù sale,
- 4723dall’umida ombra remota.
- 4724crosciare
- 4725l’argentea pioggia
- 4726che monda,
- 4727il croscio che varia
- 4728La figlia dell’aria
- 4729del limo lontana,
- 4730la rana,
- 4731canta nell’ombra più fonda,
- 4732chi sa dove, chi sa dove!
- 4733ma di piacere; non bianca
- 4734ma quasi fatta virente,
- 4735il cuor nel petto è come pèsca
- 4736intatta,
- 4737i denti negli alvèoli
- 4738ci allaccia i mallèoli
- 4739c’intrica i ginocchi)
- 4740chi sa dove, chi sa dove!
- 4741ignude,
- 4742leggieri,
- 4743che l’anima schiude
- 4744che ieri
- 4745m’illuse, che oggi t’illude,
- 4746LE STIRPI CANORE
- 4747MIEI carmi son prole
- 4748delle foreste,
- 4749Le mie parole
- 4750come le radici
- 4751come i firmamenti,
- 4752degli adolescenti,
- 4753ispide come i dumi,
- 4754confuse come i fumi
- 4755confusi,
- 4756del monte,
- 4757del pioppo,
- 4758dei cavalli
- 4759labili come i profumi
- 4760diffusi,
- 4761vergini come i calici
- 4762dei cieli,
- 4763dell’Ade,
- 4764dello stagno,
- 4765che fra due steli
- 4766IL NOME.
- 4767della pulverulenta
- 4768dicesi, un sentier breve
- 4769dei loro morti il prezzo
- 4770del tragitto infernale,
- 4771l’obolo tenebroso
- 4772la figlia della grande
- 4773la nata di colei
- 4774che brillò su la terra
- 4775come un’altra Stagione,
- 4776delizia innumerevole,
- 4777dalla voce sorgevole
- 4778cara all’aedo, esperta
- 4779in tesser la ghirlanda
- 4780di melodìa selvaggia,
- 4781il tuo nome mi piace
- 4782come quel flauto roco
- 4783che a sera è nel cespuglio,
- 4784mi piace come un grappolo
- 4785d’uva nera il tuo nome,
- 4786come il fiore del croco
- 4787INNANZI L’ALBA.
- 4788infinito
- 4789di notturna melodìa,
- 4790il maritimo narcisso
- 4791le Vergilie,
- 4792le sorelle oceanine
- 4793che ancor piangono per Ia
- 4794lacerato dal leone.
- 4795lene e pura
- 4796della notte moritura,
- 4797le Vergilie,
- 4798le sorelle oceanine
- 4799minacciate dalla spada
- 4800del feroce cacciatore.
- 4801in dietro talvolta io solo
- 4802luminosa,
- 4803le Vergilie,
- 4804le sorelle oceanine
- 4805col suo bianco vel di sposa.
- 4806VERGILIA ANCEPS.
- 4807N
- 4808dell’occhio aurino
- 4809la prua,
- 4810l’acuta prua
- 4811del navil prisco,
- 4812come nella medaglia
- 4813della Tessaglia
- 4814come nelle stupende
- 4815monete del potere
- 4816marino,
- 4817come nello statère
- 4818del porto licio
- 4819dal pirata fenicio
- 4820il grano a fiamma
- 4821come nel tetradramma
- 4822di Leontini
- 4823dai fromenti divini.
- 4824in te, la duplice arte
- 4825il cor mi parte.
- 4826Lungo solco navale!
- 4827la mia virtù si esilia,
- 4828I TRIBUTARII.
- 4829Q
- 4830che oggi ha il color del miele,
- 4831come una tazza colma.
- 4832Lodata io l’ho con arte.
- 4833Ma quante acque in quest’acqua,
- 4834ma quante acque correnti,
- 4835votar la colma tazza,
- 4836distinguerne i sapori.
- 4837Chi loderà l’Ombrone
- 4838cui Lorenzo già vide
- 4839dietro le trecce d’Ambra?
- 4840Chi loderà il Bisenzio
- 4841che lodò la bellezza
- 4842della donna perfetta?
- 4843Chi la Greve e la Sieve?
- 4844del Casentino giù pe’ verdi colli?
- 4845di pioppi alti, vivai
- 4846di salci giovinetti,
- 4847cupe conche pescose,
- 4848che non godiamo immoti!
- 4849Le valli sono cave
- 4850come la man che beve,
- 4851i monti gonfii come
- 4852mammella non premuta.
- 4853Il gregge passa il guado.
- 4854Il mulino rintrona.
- 4855Cade la sera. Nasce
- 4856la luna dalla Verna
- 4857cruda, roseo nimbo
- 4858di tal ch’effonde pace
- 4859dorso del Pratomagno
- 4860come se blandimento
- 4861d’amica man l’induca a sopor lento.
- 4862L’Arno luce fra i pioppi.
- 4863che la gramigna asconde.
- 4864Dai monti l’acqua corre a questa foce.
- 4865I CAMELLI.
- 4866N
- 4867vita di sabbie e d’acque
- 4868che lineata pare
- 4869dalla mano sicura
- 4870del figulo onde nacque
- 4871il purissimo vaso
- 4872che vale e non corusca
- 4873l’orgoglio della mensa
- 4874il fiore delle forme
- 4875divina e, come fa
- 4876il giumento crinito
- 4877dal tranquillo occhio amico
- 4878dell’uomo, a someggiare
- 4879con la sua gobba onusta
- 4880le spoglie dell’augusta
- 4881vanno verso la ripa,
- 4882i camelli gibbuti,
- 4883carichi di fascine
- 4884di ramaglia e di strame,
- 4885Cola e odora la ragia.
- 4886di Fuore le cavalle
- 4887dei puledri novelli.
- 4888li guida ma il bifolco
- 4889voce che i padri suoi
- 4890Vanno i callosi cuoi.
- 4891ciascun par che s’accasci
- 4892con un grido sommesso.
- 4893dei denti aspri, il palato
- 4894violaceo. S’ode
- 4895inerti dei deserti
- 4896del Mondo questi grandi
- 4897da tutta la stanchezza
- 4898che addolora la carne
- 4899viva sopra la faccia
- 4900della Terra discorde.
- 4901Lunghe dal fianco spoglio
- 4902in lor piagge natali,
- 4903mercatante pisano
- 4904che fu predato e tratto
- 4905in paese lontano.
- 4906Volle la mala sorte
- 4907ch’egli incappasse in una
- 4908che armava ventidue
- 4909la cocca a vele quadre
- 4910del camello percosso,
- 4911Memore del malvagio
- 4912MERIGGIO.
- 4913A
- 4914MEZZO il giorno
- 4915come il dissepolto
- 4916la bonaccia. Non bava
- 4917di vento intorno
- 4918di ginepri arsi. Non suona
- 4919voce, se ascolto.
- 4920verso Livorno
- 4921l’isola del Faro
- 4922l’isole del tuo sdegno,
- 4923la Capraia e la Gorgona.
- 4924Marmorea corona
- 4925di minaccevoli punte,
- 4926le grandi Alpi Apuane
- 4927dal loro orgoglio assunte.
- 4928La foce è come salso
- 4929che pendono dalla croce
- 4930degli staggi, si tace.
- 4931Come il bronzo sepolcrale
- 4932di corrente, non ruga
- 4933d’aura. La fuga
- 4934delle due rive
- 4935di canne, che circonscrive
- 4936l’oblìo silente; e le canne
- 4937i boschi di San Rossore
- 4938ma i più lontani,
- 4939verso il Gombo, verso il Serchio,
- 4940Dormono i Monti Pisani
- 4941coperti da inerti
- 4942cumuli di vapore.
- 4943L’Estate si matura
- 4944che promesso mi sia,
- 4945che cogliere io debba
- 4946con la mia mano,
- 4947che suggere io debba
- 4948con le mie labbra solo.
- 4949dell’uomo. Voce non suona,
- 4950meridiano,
- 4951come la paglia marina;
- 4952con sì delicato
- 4953lavoro dall’onda
- 4954il mio palato, è come
- 4955il cavo della mia mano
- 4956diffondesi nel mare;
- 4957il monte è la mia fronte,
- 4958la selva è la mia pube,
- 4959la nube è il mio sudore.
- 4960della stiancia, nella scaglia
- 4961della pina, nella bacca
- 4962del ginepro; io son nel fuco,
- 4963in ogni cosa esigua,
- 4964in ogni cosa immane,
- 4965che suona in labbra umane.
- 4966LE MADRI.
- 4967S
- 4968le saure e baie
- 4969cavalle
- 4970di San Rossore.
- 4971di sabbia, altre nell’acqua
- 4972immerse fino al ventre,
- 4973le groppe al sole
- 4974d’oro, di rame.
- 4975coi gravidi fianchi
- 4976immote in una massa
- 4977le lunghe code
- 4978con moto alterno
- 4979cui dal lito risponde
- 4980del mare. Taluna
- 4981l’acqua, s’abbevera lenta;
- 4982lente sul riposo
- 4983della mandra ferace.
- 4984la genitura
- 4985le Madri.
- 4986Lunge per l’aria chiara
- 4987cerula e bianca
- 4988l’Alpe di Carrara,
- 4989cerula d’ombre
- 4990Ma ingombre nel muto
- 4991con l’aquile nido
- 4992le folgori corusche.
- 4993dalle pinete
- 4994verdi e fulve, nelle bave
- 4995di Luni lunato
- 4996dormenti nel profondo
- 4997candore ignoti e soli.
- 4998il tuo folle Evangelista,
- 4999il figlio della Terra
- 5000vede la gran persona
- 5001che si torce nell’angoscia
- 5002del masso che lo serra,
- 5003l’aspro ginocchio, e la coscia
- 5004d’osso e di muscoli enorme.
- 5005l’incarco fecondo
- 5006di forme,
- 5007dormono le bianche moli.
- 5008la genitura
- 5009le Madri.
- 5010ALBASIA.
- 5011O
- 5012MATTIN nuziale
- 5013La nube formosa
- 5014disposa
- 5015il monte che a lei sale,
- 5016l’ombra d’entrambi il piano,
- 5017la dolce acqua il sale,
- 5018la canna il tralcio,
- 5019il salcio
- 5020la florida stiancia,
- 5021l’argano la bilancia
- 5022la mia rima il mio giòlito,
- 5023l’algosa
- 5024come su la tua guancia
- 5025insolito.
- 5026Il mare è d’opale
- 5027con vene di crisòlito,
- 5028come i mari dell’Asia,
- 5029immoto albore
- 5030di gemme fuse.
- 5031dell’emerso banco.
- 5032da lido a lido,
- 5033come allor che fa il nido
- 5034la sposa Alcyone.
- 5035L’ALPE SUBLIME.
- 5036S
- 5037VÉGLIATI, Ermione,
- 5038Mira spettacolo novo,
- 5039caduche su cime
- 5040Ma par che s’aduni
- 5041concilio di numi
- 5042del Tonante
- 5043Candore dei marmi lontani,
- 5044la più bella!
- 5045Dormono i Monti Pisani,
- 5046che dorme.
- 5047verso i tramonti,
- 5048ma dormono su la pianura
- 5049che dorme.
- 5050davanti alla faccia del Mare
- 5051la più bella,
- 5052verso il Maestro
- 5053che crea,
- 5054materia prometèa,
- 5055Inno senza favella,
- 5056carne delle statue chiare,
- 5057IL GOMBO.
- 5058del lutto immedicabile senza
- 5059che piange il suo pianto aromale.
- 5060i grandi castighi che inflisse
- 5061il rigor degli iddii
- 5062limite imposto all’ansia
- 5063del lor desiderio immortale.
- 5064visibile enigma divino
- 5065che inebria di spavento
- 5066cui travagliano il peso
- 5067del corpo e lo sforzo dell’ale.
- 5068della Vita a comprendere tanta
- 5069che braccia più vaste possiede
- 5070che è la sua sorella eternale:
- 5071la Vita e la toglie per sempre
- 5072col ritmo il novello respiro:
- 5073chiamar le figlie e i figli
- 5074i nomi che furono il miele
- 5075della tua bocca, o Madre,
- 5076come pel mìssile oro
- 5077l’incolpevole fior filiale.
- 5078venusti, le vergini leni;
- 5079copron la sabbia amara,
- 5080mescono le chiome alle spume
- 5081L’immensità del duolo
- 5082Il Mare il Lito l’Alpe
- 5083io veggo il tuo bellissimo volto
- 5084impietrato e il tuo pianto
- 5085che feceti chiedere altari
- 5086virtù del tuo grembo mortale.
- 5087memore dell’umane
- 5088con più guerra, ahi, l’anima audace
- 5089del corpo e lo sforzo dell’ale.
- 5090ANNIVERSARIO ORFICO.
- 5091P. B. S. VIII LUGLIO MDCCCXXII
- 5092U
- 5093DIMMO in sogno sul deserto Gombo
- 5094Dalle schiume canute ai gorghi intorti
- 5095come quando lo vèrberan le forti
- 5096la testa tronca,
- 5097la testa esangue del treicio Orfeo
- 5098che, rapita dal freddo Ebro alla furia
- 5099cielo, brillando il crine delle rupi
- 5100Come profusi fuor dell’urne infrante
- 5101i fiumi, l’Arno del selvaggio Dante,
- 5102la Magra, il Serchio.
- 5103ma colui che si diede in sacrificio
- 5104che venne a noi dagli Angli fuggitivo,
- 5105colui che amava Antigone immortale
- 5106Dissi: “O veggente, che faremo noi
- 5107Invocheremo il coro degli Eroi?
- 5108ineffabile. Ei vide negli incerti
- 5109del vùlture, nel sen della Cagione
- 5110Demogorgóne!„
- 5111Disse ella: “Gli versavan le melodi
- 5112i Vènti dai lor carri di cristallo,
- 5113il silenzio gli Spiriti custodi
- 5114il miel solare nella bocca schiusa
- 5115le musiche api che nudrito aveano
- 5116Dissi: “Ei ghermì la nuvola negli atrii
- 5117di Giove, su l’acroceraunio giogo
- 5118la folgore. Non odi i boschi patrii
- 5119Mira funebre letto che s’appresta,
- 5120Vengono i rami e i tronchi alla congesta
- 5121il nàufrago che il Mar di gorgo in gorgo
- 5122ch’evocò la gran Niobe di pietra
- 5123dalla faretra,
- 5124la lacrimata figlia di Giocasta,
- 5125la regia virgo nelle pieghe lente
- 5126del peplo casta,
- 5127l’Ombra che solo nell’esilio truce
- 5128il fiore inespugnabile del nudo
- 5129del doppio ludo,
- 5130Intatto sia tra l’uno e l’altra il fiore.
- 5131Vegli con noi quest’Ombre ed il supremo
- 5132lor sacro amore.„
- 5133TERRA, VALE!
- 5134T
- 5135come una preda pallida, è la luce.
- 5136La tempesta ha divelto con furore
- 5137i pascoli nettunii dalle salse
- 5138valli ove agguatano i ritrosi mostri.
- 5139morderà, calcherà nessun pastore.
- 5140Virtù si cela forse nelle fibre
- 5141cerulo, rinnovèllati nel mio
- 5142desiderio del flutto infaticato!
- 5143DITIRAMBO II.
- 5144midolle il freddo fremito
- 5145della potenza equorea trascorrere
- 5146di repente, io terrìgena,
- 5147io mortal nato di sostanza efimera,
- 5148io prole della polvere!
- 5149Memore sono della metamorfosi.
- 5150L’anima si fa pelago
- 5151dei mille fiumi che mi confluirono
- 5152immenso novamente par dissolversi
- 5153lasso ne’ suoi piè debili
- 5154che per lotosi tramiti s’attardano,
- 5155dopo ch’ei fu l’indomita
- 5156dopo che le correnti dell’Oceano
- 5157le divine di sé vicissitudini
- 5158come su trama vitrea.
- 5159la deità rendetegli!
- 5160Memore sono. Era già fatto il vespero
- 5161come are senza vittime
- 5162marino. Onusto di gran preda, sùbito
- 5163votai su l’erbe e i nèssili
- 5164miei lini a noverar la mia dovizia.
- 5165veggendo per quel bruno intrico. “I nèssili
- 5166miei lini e i piombi e i sugheri
- 5167in cor disse il grato animo.
- 5168vidi le pinne battere
- 5169lampi di forza correre.
- 5170invade le Bassaridi
- 5171la muta gente parvemi
- 5172infuriare, cedere a un’incognita
- 5173virtù, di sacra fervere
- 5174insania. “Qual prodigio è questo? Ahi misero
- 5175me!„ gridai per grandissimo
- 5176mi rimasi. Il silenzio
- 5177ma lungamente i cieli ultimi ardevano.
- 5178cupa sonar lungh’essi i promontorii
- 5179canti fatali spandersi dall’isole.
- 5180la man correami per quell’erba strania,
- 5181meditando io nell’animo
- 5182il prodigio. Divelsi dalle radiche
- 5183incominciai, discerpere
- 5184il suco, ne’ precordii
- 5185che fosse per dissolversi
- 5186dell’amara salsedine,
- 5187degli abissi, dei vortici e dei turbini.
- 5188La mia carne era libera
- 5189della gravezza terrestre. Nascevami
- 5190dall’imo cor l’imagine
- 5191d’un’onda ismisurata e per le pàlpebre
- 5192mi si svelava il cerulo
- 5193dilatarsi parevano
- 5194caddi nel gorgo, mi sommersi, l’infima
- 5195della terra e degli uomini.
- 5196di voi sempre nell’anima,
- 5197leni di pace o rauchi
- 5198di violenza, caldi come l’aure
- 5199l’alluvione copiosa o frigidi
- 5200come i nivali vertici
- 5201d’argille, pingui di limo o più limpidi
- 5202che l’etere sidereo!
- 5203Cento e cento passarono passarono
- 5204vita dell’orbe mi fluì su gli òmeri
- 5205melodia. L’Acheronte, il gran tartareo
- 5206della sua dura nascita.
- 5207che una nave d’eroi sospinse. Io auspice
- 5208Di su la prora chino il cantor tracio
- 5209della prima lanugine,
- 5210il cuore sotto il bàlteo
- 5211la deità rendetegli!
- 5212Io fui Glauco, fui Glauco, quel d’Antèdone.
- 5213La terra m’è supplizio.
- 5214L’OLEANDRO.
- 5215I.
- 5216E
- 5217d’estate con più dolce melodia
- 5218dalle chiare acque, con beato il sangue
- 5219del fresco sale; e gli oleandri ambigui
- 5220intrecciavan le rose al regio alloro
- 5221indicibile al suo divin morire.
- 5222verso la luce “non potrà morire.
- 5223Mai la sua faccia parve tanto pura,
- 5224d’estate quando ci disseta a sorsi
- 5225dei remoti giardini ov’egli errò.
- 5226L’udii come s’io fossi ancor sommerso
- 5227Ma reclinai la gota, e d’improvviso
- 5228dell’udito sgorgò l’acqua marina.
- 5229il buon calor del tramontato sole.
- 5230Io non mi volsi, ma l’amarulenta
- 5231l’odor muschiato dei vermigli fiori.
- 5232inesperto in foggiar lucidi miti.
- 5233io mi cinga del lauro trionfale!„
- 5234dalle sue dure viscere di marmo
- 5235meraviglioso nel lunato golfo
- 5236con la bellezza delle donne nostre.
- 5237Così ci parve riudire il canto
- 5238delle Sirene, dalla nave concava
- 5239di prora azzurra, fornita di ponti,
- 5240veloce, in un doloroso ritorno
- 5241con la sua cera; ma il cuore, non più
- 5242libero, novellamente anelava.
- 5243II.
- 5244“O
- 5245Dov’è la fonte? dove sono i frutti?
- 5246Dov’è Cyane azzurra come l’aria?
- 5247Dove coglierai tu con le tue mani
- 5248l’arancia aurata nella cupa fronda?
- 5249Come ci dissetammo! Quante volte
- 5250ci dissetammo! E tanto era soave
- 5251il dissetarsi che desiderammo
- 5252l’ardente sete. Al par di noi chi seppe
- 5253distinguere il sapore d’ogni frutto
- 5254distinguere d’ogni acqua la freschezza
- 5255L’imagine di me nell’acque amavi.
- 5256Dell’amore di me arsi inclinata,
- 5257Io fui Cyane azzurra come l’aria.
- 5258L’ombra divina mi trasfigurò.
- 5259da verdi intrichi, fra radici pallide
- 5260come i miei piedi, con segreto gelo.
- 5261Il sol divino mi trasfigurò.
- 5262monili al collo, e veste tutta d’oro.
- 5263come l’amor del violento fiume?
- 5264La Sirena scagliosa abbeveravi,
- 5265Diedi io le canne ai flauti dei pastori.
- 5266Io fui Cyane azzurra come l’aria.
- 5267L’acqua sorgiva mi restò negli occhi;
- 5268la lenta correntia mi levigò.
- 5269il bianco mare. Io dissi: “Andiamo, andiamo!„
- 5270d’oro co’ suoi delfini e i suoi cavalli,
- 5271che recava da Ceo l’Ode novella
- 5272di Bacchilide al re vittorioso.
- 5273che regolava l’impeto dei remi,
- 5274del celeùste; ma silenziosa
- 5275l’Ode, foggiata di parole eterne,
- 5276dei templi; parea teso dalla forza
- 5277di Siracusa il grande arco marino.
- 5278corse lungo le stoe quando la nave
- 5279magnanima, sublime. Giù pe’ trasti
- 5280i remiganti ignudi unti d’oliva:
- 5281la lor fatica ansava dai portelli;
- 5282il giglione del remo ai raggi obliqui
- 5283lucea come la scapula; un ferigno
- 5284ma sì vivea divinamente d’una
- 5285cosa ch’ella recava d’oltremare,
- 5286ma la facea magnanima e sublime
- 5287l’Ode, foggiata di parole eterne.„
- 5288campi siciliani, e la sua figlia
- 5289cinta di violette! Canta, o Clio,
- 5290dispensatrice della dolce fama,
- 5291la corsa dei cavalli di Ierone!
- 5292di sogni andava per le lontananze
- 5293dei tempi verso i gloriosi approdi
- 5294di Ceo. Passammo gli ellesponti, i golfi,
- 5295l’isole, gli arcipelaghi, le sirti:
- 5296custodite da Pallade rupestri;
- 5297varcammo l’Istmo pe'l diolco. Quivi
- 5298mitica luce su'l Tirreno, o madre
- 5299monti la nuda Alpe di Luni, o madre
- 5300degli Immortali che incedeano al fianco
- 5301degli Efimeri sopra il dominato
- 5302dolore, e quelli e questi erano eguali,
- 5303In silenzio guardammo i grandi miti
- 5304come le nubi sorgere dall’Alpe
- 5305Io vidi allora Pègaso pontare
- 5306le immense penne, senza cavaliere;
- 5307la potenza del sangue gorgonèo.
- 5308che vien dall’Ebro! Ed il solenne lido
- 5309La sua bellezza s’aggrandì d’orrore.
- 5310Il flutto nell’insolito splendore
- 5311III.
- 5312verso il sorriso delle donne nostre.
- 5313mutevole onda con un viso d’oro,
- 5314che fingevale intorno al chiaro viso
- 5315l’avvolgimento dell’antica fonte,
- 5316intrecciava le rose al regio alloro.
- 5317Disse Aretusa: “Bene io te ’l dirò„
- 5318mutevole onda con un viso d’oro.
- 5319Disse: “Inseguiva il re Apollo Dafne
- 5320lungh’esso il fiume, come si racconta.
- 5321La figlia di Peneo correva ansante
- 5322chiamando il padre suo dall’erma sponda.
- 5323Correva, e ad ora ad or le snelle gambe
- 5324le s’intricavan nella chioma bionda.
- 5325che fino a terra la corsa le ingombra.
- 5326infiammato desio, per lei predare.
- 5327la chioma della ninfa fluviale.
- 5328Chiama ella il padre suo con grida vane.
- 5329crescon la furia del desio predace.
- 5330ché mi si rompono i ginocchi. Salva-
- 5331mi dalla brama del veloce fuoco
- 5332cho ora mi giunge, ecco, ecco, ora m’abbranca!„
- 5333Ma il dolce sangue suo in altro suono,
- 5334la sua bellezza in altro suono parla.
- 5335ignota che il divin periglio affretta.
- 5336la vergine il tinnir della faretra,
- 5337vede l’ardor pè chiusi cigli e aspetta
- 5338d’essere ghermita, e più non chiama il padre.
- 5339Ma il dio la chiama: “Dafne, Dafne! Dafne!„
- 5340Il dio la chiama: “Dafne, Dafne!„ Ed osa
- 5341vede da presso e la bocca bramosa
- 5342mentre il dio con le due braccia l’allaccia.
- 5343in folti pampini uva delicata!
- 5344ch’ella resiste come se combatta.
- 5345in giuso, quasi fosse radicata,
- 5346le copre il volto e il seno un pallor verde.
- 5347dei ginocchi riman dura ed inerte.
- 5348invan le torce il fianco. Si disperde
- 5349il senso di sua vita nella terra.
- 5350Ma non il suo melodioso duolo
- 5351i piedi farsi radiche contorte
- 5352che le gambe su su fino alle cosce
- 5353include e della pelle scorza fa
- 5354che mi prende e beve il sangue mio!
- 5355de' miei capelli corda all’arco fa!
- 5356che son fogliute; e il verde sale; e già
- 5357le braccia sino ai cubiti son rami;
- 5358Vedi atra scorza che il petto m’opprime!
- 5359Il dolce crine è già novella fronda
- 5360intorno al viso che si trascolora.
- 5361La figlia di Peneo non è più bionda;
- 5362che del novello aroma s’insapora.
- 5363dall’ultima doglianza. O fior d’estate,
- 5364la bocca che querelasi interrotta-
- 5365mente. In pallide fibre il cor si sface
- 5366ma il suo rossore è in sommo della bocca.
- 5367Desioso dolor preme l’amante.
- 5368l’ode implorare ma non ha virtù.
- 5369implora, non più geme. “Dafne, Dafne!„
- 5370Le palpebre son due tremule foglie;
- 5371li occhi gocciole son d’umor silvestro;
- 5372delle tenui nari è appena il segno.
- 5373Ma nell’ombra la bocca è ancora sangue,
- 5374Curvasi Apollo verso quella ardente,
- 5375la bacia con impetuosa brama.
- 5376l’ombra intorno alla fronte sovrana;
- 5377In durissimo tronco e in fronda cupa
- 5378la dolce carne tua or s’è conversa.
- 5379La tua bocca vermiglia s’è distrutta,
- 5380che pareva di fiamma ardere eterna.
- 5381Come leggieri i piedi tuoi su l’erba,
- 5382M’odi tu? M’odi tu? Dafne, sei muta?
- 5383murmure spira. “M’odi tu? Rispondi!„
- 5384Move la vetta un fremito più lieve.
- 5385cieli le rive alto silenzio tiene.
- 5386Il bellissimo lauro è senza pianto;
- 5387il dolore del dio s’inalza in canto.
- 5388La bellezza di Dafne ecco riveste
- 5389la terra; le sue membra delicate
- 5390il suo sguardo inzaffira gli orizzonti,
- 5391la sua chioma fa l’oro dell’estate.
- 5392di te! Così l’Arco-d’-argento, quando
- 5393inno, pago si giace sotto il sacro
- 5394lauro ad attendere il suo dì novello.
- 5395Cade la notte. Sul sonno divino
- 5396l’arbore luce d’un baglior sanguigno,
- 5397Misteriosa l’arbore s’arrossa
- 5398ma sul suo fuoco piovon le rugiade.
- 5399di Dafne, e balza il suo cuore immortale.
- 5400di meraviglia irraggia tutto il lido.
- 5401IV.
- 5402E
- 5403COSÌ della rosa e dell’alloro
- 5404mutevole onda con un viso d’oro.
- 5405la sua voce era come acqua argentina
- 5406che recasse lavandula o pur menta
- 5407io dissi. Ed Aretusa era contenta;
- 5408dicendomi: “Pe’ tuoi novelli carmi!
- 5409Che la cerula e fulva Estate sempre
- 5410ma sorrideva sopra il bianco mare
- 5411dei monti azzurra come te, Cyane.
- 5412cercammo il grembo delle donne nostre.
- 5413Ma la Melancolìa venne e s’assise
- 5414in mezzo a noi tra gli oleandri, muta
- 5415la taciturna amica del pensiero,
- 5416chinò la fronte come chi saluta.
- 5417V.
- 5418“I
- 5419L Giorno„ disse “non potrà morire.
- 5420Il suo sangue non tinge il bianco mare.
- 5421Mai la sua faccia parve tanto pura,
- 5422lui cela nella sua capellatura,
- 5423ma non così che quelle membra d’oro
- 5424Caldi soffiano i venti al bianco mare,
- 5425calde passano e lente le riviere
- 5426in cuore alle terribili città,
- 5427cingono ignoti boschi: i cervi a bere
- 5428lunghi bràmiti ascoltano lontani;
- 5429che non veggasi dai nostri occhi umani
- 5430La terra oppressa respiro non ha.
- 5431il grappolo su'l tralcio si matura
- 5432La terra soffre nell’ebrietà.
- 5433immensa cuna il mare, immensa tomba.
- 5434Impallidisce sotto il pianto il coro
- 5435delle Pleiadi e l’una d’elle è occulta,
- 5436l’una che seppe la felicità.
- 5437vacilla; e l’Orsa anche impallidirà.
- 5438Che con lei piangeremo ella non sa.
- 5439Il grido dell’allodola domani
- 5440dall’amor nostro ci disgiungerà".
- 5441BOCCA DI SERCHIO.
- 5442G
- 5443LAUCO, Glauco, ove sei? Più non ti veggo.
- 5444mi serrano. Agrio affonda nella massa
- 5445degli aghi, come nella sabbia, fino
- 5446come una vampa. Il vino dell’Estate!
- 5447misto di oro di rèsina e di miele!
- 5448Io ti veggo, ti veggo, Ardi. Sei bello
- 5449d’Atene, ma ti giova essere ignudo.
- 5450Dunque or teme le scaglie e i rovi il marmo
- 5451delle tue gambe? E’ splendido il tuo sangue,
- 5452le più ricche virtudi e più segrete
- 5453di sanguinare come il pino stilla,
- 5454come il ginepro odora. Avanti, avanti
- 5455Vedesti mai più fulva chioma e spessa?
- 5456I bei sogni vi restano come api
- 5457d’Agrio. Vedi? A miriadi, a miriadi!
- 5458Carichi tutti i rami biforcuti.
- 5459In ogni congiuntura accumulati
- 5460invisibile, e fa prigioni i raggi
- 5461la fronte e mi dissecca la narice.
- 5462Diguazzeremo in mezzo alla corrente!
- 5463come carboni spenti, come tizzi
- 5464consunti. O Glauco, dove mi conduci?
- 5465Chiudi gli occhi. Odi il vento? Navigare
- 5466mare. Odi il vento tra le sàrtie? Odi
- 5467il gemito degli alberi allo sforzo
- 5468delle vele? Si naviga per acque
- 5469infide verso l’isola di Circe.
- 5470Larve di stelle adornano la reggia
- 5471della donna solare, vedi?, simili
- 5472che serban lor sottili nervature
- 5473con la tenuità dei bissi intesti
- 5474d’aria e di lume. Fili palpitanti
- 5475le congiungono, l’iride le cangia,
- 5476indicibile tremito le muove.
- 5477Circe incantò le stelle eccelse, e l’ebbe,
- 5478La radura è vicina. Il sole pènetra
- 5479La rèsina sul tronco è come l’ambra.
- 5480Di polito metallo è il mirto chiuso.
- 5481La tamerice sembra quasi azzurra
- 5482che portano una spiga nera in cima?
- 5483Il nome che le labbra ti diletta.
- 5484d’Agrio. Ascolta il cavallo nel silenzio
- 5485il mentastro. Perché, Ardi, sol questo
- 5486cogliemmo il fiore con le dita umane.
- 5487con la concava scorza detergemmo
- 5488dal pelo della groppa calorosa
- 5489il sudore che in rivoli colava.
- 5490Lo spazio immenso era la nostra ebrezza.
- 5491vinse in numero i palpiti del vento.
- 5492vittoria sopra il triste peso, aerea
- 5493moltiplicato spirito nell’òssea
- 5494mole, Rapidità, la prima nata
- 5495dall’arco teso che si chiama Vita!
- 5496Vivere noi vogliamo, Ardi, correndo:
- 5497dalle fonti alle foci, lungo i lidi
- 5498marini l’orma imprimere nel segno
- 5499che di sé lascia il flutto più recente.
- 5500Dato ci fosse correre senz’ansia
- 5501l’Universo! Ma troppo il nostro petto
- 5502come l’estro implacabile che incìta
- 5503i tori. E l’orizzonte è come anello
- 5504vitreo che tu spezzi per disdegno.
- 5505Verso tutte le selve della Terra
- 5506vivere dovessi, in questa, Ardi, vorrei
- 5507vivere, in questa calda selva australe,
- 5508in quest’aridità d’ombre estuose.
- 5509La potenza del fuoco in lei si chiude.
- 5510ma la sua voce vera in lei si tace.
- 5511le scaglierà la folgore notturna.
- 5512Il respiro non passa per le fauci
- 5513ma per tutte le membra, fino al pollice
- 5514del piede scalzo; e passano gli aromi
- 5515il mio cavallo, e sento la ferina
- 5516corpo fervesse l’unico mio cuore.
- 5517là verso il mare? Scendono alla foce
- 5518del Serchio a branchi, e tesa v’è la rete,
- 5519dissemi il cacciatore di Vecchiano.
- 5520Il Serchio è presso? Volgiti all’indizio.
- 5521vergine d’orme come nei deserti.
- 5522La scopriremo forse all’improvviso?
- 5523Ci parrà bella? No, non t’affrettare!
- 5524Lascia il cavallo al passo. È dolce l’ansia,
- 5525vien dall’antica santità dell’acque.
- 5526Liberi siamo nella selva, ignudi
- 5527che il dio ci sveli una bellezza eterna.
- 5528Lungo le pietre d’Ostia è più divino
- 5529il Tevere. Soave è nei miei modi
- 5530l’Arno. Il natale Aterno, imporporato
- 5531di vele, splende come sangue ostile.
- 5532del pellegrino. Ma che questa, o Ardi,
- 5533il mio petto, nè mai tanto fu degno
- 5534di rispecchiare una bellezza eterna.
- 5535i vóti, qual vestibolo di tempio
- 5536intorno al sacro stagno liminare
- 5537che ha per suo letto un prato di smeraldi.
- 5538ma dal profondo intentamente guarda.
- 5539del gelo, il sangue mio l’imiterà.
- 5540io m’avrò nel mio cuore. Odi sommesso
- 5541carme che ci accompagna per l’esiguo
- 5542istmo sembiante al giogo d’una lira.
- 5543docile all’infinito soffio. Guarda
- 5544le radici divelte, ancor frementi
- 5545di labbra curve e di leggiere dita!
- 5546I musici fuggevoli con elle
- 5547modulavano il carme fluviale.
- 5548dal nostro petto come un sùbito inno.
- 5549Dio tu sei, dio tu sei; noi siam mortali.
- 5550Ma fenderemo la tua forza pura.
- 5551La più gran gioia è sempre all’altra riva.
- 5552IL CERVO.
- 5553N
- 5554di là del Serchio? Il cervo d’unghia nera
- 5555violento che di mentastro odora.
- 5556Le vestigia ch’ei lascia hanno la forma,
- 5557con ciascun piede, lascia poi cadere.
- 5558cacciatore che lèggevi per entro
- 5559i segni; e mai giudizio non gli falla,
- 5560della fronte agitar l’estrema lite!
- 5561Ma invano invano udiamo i cupi bràmiti
- 5562del tuo braccio e del tuo predace riso,
- 5563Inermi siamo e sazii di bellezza,
- 5564chini a spiare il cuor nostro ove rugge,
- 5565l’antico desiderio delle prede.
- 5566le scorze. Già la sua corona è dura;
- 5567muglia, udremo la voce sua di toro;
- 5568L’IPPOCAMPO.
- 5569IMINE svelto,
- 5570lasciando l’alloro
- 5571mutevole Aretusa
- 5572dal viso d’oro,
- 5573il tuo sal lucente
- 5574dagli occhi d’elettro,
- 5575dal ventre di veltro,
- 5576ch’è solo l’eguale
- 5577del sangue di Medusa
- 5578ché, per prendere il dono,
- 5579delle sue gambe
- 5580di vento.
- 5581come per bere!
- 5582Del suo piacere
- 5583le labbra, il fresco
- 5584che brucar l’erba calma
- 5585difficile quando serro
- 5586la rapidità focace
- 5587lidi io senza pace.
- 5588Come per te, furace
- 5589di miel redolente
- 5590così per lui biada opima
- 5591di sale mordace.
- 5592marino il sangue di Folo.
- 5593degli Ippocampi
- 5594dalla coda di squamme.
- 5595ma prima
- 5596come il flutto, gagliardo
- 5597come il flutto decumano.
- 5598che cresce,
- 5599venuto in su la proda,
- 5600mansuefatto,
- 5601di pesce l’arena
- 5602d’amore, gocciando bava,
- 5603mangiava piano
- 5604l’aliga nella mano
- 5605cava della Sirena.
- 5606L’ONDA.
- 5607N
- 5608intesto di scaglia
- 5609come l’antica
- 5610lorica
- 5611del catafratto,
- 5612il Mare.
- 5613come colpo dismaglia
- 5614l’arme, la forza
- 5615del vento l’intacca.
- 5616Il vento rinforza.
- 5617come agnello che pasce
- 5618che balza!
- 5619Ma il vento riviene,
- 5620che ventre virginale!
- 5621Il dorso ampio splende
- 5622come cristallo;
- 5623la cima leggiera
- 5624come criniera
- 5625Il vento la scavezza.
- 5626L’onda si spezza,
- 5627del solco sonora;
- 5628intoppa
- 5629in altra cui ’l vento
- 5630diè tempra diversa;
- 5631l’avversa,
- 5632l’assalta, la sormonta,
- 5633vi si mesce, s’accresce.
- 5634Di spruzzi, di sprazzi,
- 5635di fiocchi, d’iridi
- 5636viridi a sacca.
- 5637le dissonanze acute
- 5638libera e bella,
- 5639creatura viva
- 5640che gode
- 5641del suo mistero
- 5642la sua sorella scalza
- 5643dal passo leggero
- 5644che rapisce le frutta
- 5645il cor, le raggia
- 5646il viso d’oro.
- 5647Lascia ella il lembo,
- 5648l’acerbo suo tesoro
- 5649come l’onda, l’asciutta
- 5650la freschezza marina
- 5651Musa, cantai la lode
- 5652della mia Strofe Lunga.
- 5653LA CORONA DI GLAUCO.
- 5654melitta.
- 5655F
- 5656vigilata, una rupe bianca e sola
- 5657dove il mio corpo ignudo s’insapora
- 5658Io son flava, dal pollice del piede
- 5659Melitta è il nome della mia flavizie.
- 5660l’acerba
- 5661N
- 5662Lascio la cera e il miele nel lor bugno.
- 5663Ma spicco la susina afra dal prugno
- 5664di verdi fave, e il picciol cuore amico!
- 5665Vieni, monta pè rami. Eccoti il braccio.
- 5666che disse all’uva: Tu non sei matura.
- 5667levigati dal gioco dei fanciulli.
- 5668Ma, s’io ti giungo, vedi come frulli.
- 5669ma ho in serbo per te, schiavo ribelle,
- 5670G
- 5671LAUCO di Serchio, m’odi. Io, Nicarete
- 5672le canne con le lenze e gli ami sgombri
- 5673che non preser già mai barbi nè scombri
- 5674che non pescò già mai mulli nè rombi
- 5675ma qualche fuco e l’alghe consuete.
- 5676l’ibisco che fiorisce a Massaciùccoli
- 5677N
- 5678ICARETE, dal monte di Quiesa
- 5679come i tuoi biodi, all’aria obbedienti,
- 5680come una gioia che non si palesa.
- 5681lunare. O Nicarete, ecco, e s’adempie
- 5682mentre nel lago la ninfea si chiude.
- 5683che t’inghirlanda le tue dolci tempie
- 5684ma dopo assempra le tue spalle ignude.
- 5685O
- 5686in questo lino aereo d’Amorgo.
- 5687di te, che canta l’isola di Progne.
- 5688Io voglio, nuda nell’odor del màstice,
- 5689danzar per te sul limite dell’acque
- 5690l’ode fiumale al suon delle sampogne.
- 5691G
- 5692La tua veste ti segue e non ti chiude.
- 5693il ventre appare quasi onda che nasce.
- 5694dall’ìnguine all’ascella albeggi immune.
- 5695Danzami la tua molle danza ionia
- 5696mentre che l’Apuana Alpe s’inostra
- 5697L’Ellade sta fra Luni e Populonia!
- 5698il vin tuo greco in una tazza etrusca.
- 5699l’auletride
- 5700castigatore e, presso, il doppio flauto.
- 5701io son osa talor nel mio giardino
- 5702chiuso carmi dedurre sotto il lauro.
- 5703Ma non mi trema il mio labbro fasciato.
- 5704Vivon nell’orror sacro i miei capegli
- 5705ma per l’angustia del mio petto sale
- 5706il superbo di Marsia antico afflato.
- 5707O
- 5708io sono, un tirso crinito di fronda,
- 5709Mi scapiglio, mi scalzo, mi discingo.
- 5710Centauro, son la tua cavalla bionda.
- 5711le gambe squamma sonora mi serra.
- 5712Chi mi chiama? La bùccina notturna?
- 5713il nitrito del Tessalo? il tonante
- 5714STABAT NUDA ÆSTAS.
- 5715P
- 5716Le cicale si tacquero. Più rochi
- 5717la resina gemette giù pe’ fusti.
- 5718l’allodola balzò dal solco raso,
- 5719la chiamò, la chiamò per nome in cielo.
- 5720Come in bronzea mèsse nel falasco
- 5721marina il piede le si torse in fallo.
- 5722Distesa cadde tra le sabbie e l’acque.
- 5723Il ponente schiumò ne’ suoi capegli.
- 5724Immensa apparve, immensa nudità.
- 5725DITIRAMBO III.
- 5726O
- 5727laudata sii,
- 5728laudata sii
- 5729le chiuse mandorlette e la scaglia che le sigilla
- 5730dei fiumi, l’ombre dei voli su le sabbie saline
- 5731vedea, le sabbie rigarsi come i palati cavi,
- 5732imitar l’opre dell’api,
- 5733disporsi a mo' dei favi
- 5734in alveoli senza miele,
- 5735languir di rupe in rupe
- 5736lungh’essi gli aspri capi
- 5737cùbia, sorgere la negossa
- 5738viva di palpitanti pinne, curvarsi al peso vivo
- 5739la pertica, la possa
- 5740dei muscoli gonfiarsi nelle braccia vellute,
- 5741la scìa mutar colore,
- 5742dal respiro profondo,
- 5743melodiosa,
- 5744che accordi il curvo golfo sonoro
- 5745come la citareda
- 5746dolore di Demetra
- 5747che di te si duole
- 5748libidinosa,
- 5749vertiginosa,
- 5750che incrudisci la sete,
- 5751che infurii gli estri,
- 5752Musa, Gorgóne,
- 5753che succingi le vesti,
- 5754che sfreni le danze,
- 5755deità diversa,
- 5756innumerevole gioco dei vènti
- 5757dei flutti e delle sabbie,
- 5758delira (delira il sogno umano),
- 5759divina nella schiuma del mare e dei cavalli,
- 5760io ti dirò divina in mille nomi,
- 5761in mille laudi
- 5762che in carne io ti veda,
- 5763ch’io mortal ti goda sul letto dell’immensa piaggia
- 5764VERSILIA.
- 5765N
- 5766Versilia, perché tu mi tocchi.
- 5767l’odore che il cuore ti molce.
- 5768Mi giunse alle nari; e la mia
- 5769lingua come tenera foglia,
- 5770contra i denti forti languìa.
- 5771Inconsapevole eri, e del rezzo
- 5772del pino, seguendo il piacere
- 5773de’ venti, su gli occhi leggiere
- 5774come ombre di voli su laghi.
- 5775Io ti spiava dal mio fusto
- 5776cigli presso il tuo collo adusto.
- 5777che subitamente si schiude,
- 5778Io sono divina; e tu forse
- 5779mi piaci. Non piacquemi l’irto
- 5780Ma tu forse mi piaci. Aulisce
- 5781d’acqua marina la tua pelle
- 5782che il Sol feceti fosca. Snelle
- 5783Io so come si morda il pomo
- 5784il miele nel cuore dell’uomo.
- 5785i tuoi frutti. I peschi, i ciriegi,
- 5786i peri, i fichi in terra tosca
- 5787velati dei notturni geli.
- 5788Da tempo in cuor mio non è gaudio
- 5789di tal copia. Ahimè, sono scarsi
- 5790i doni. E tu vedi curvarsi
- 5791i rami del susino claudio!
- 5792Ma io non ho se non la tetra
- 5793Lascia che alfine io mi satolli
- 5794di queste tue persiche molli
- 5795che hai nel cesto intesto di biodi.
- 5796mi vale sol per iscagliarla
- 5797contro la ghiandaia che ciarla
- 5798Ma se la mastichi negli ozii,
- 5799certo ti piace, o uomo; ed io
- 5800dammi, ch’io mi muoio di voglia
- 5801violette come le prugne.
- 5802che appena sbucciati pinocchi.
- 5803villoso. La frasca ci copra,
- 5804i mirti sien letto, di sopra
- 5805ci pendano l’albe viorne.
- 5806Ma come, Occhiazzurro, sei cauto!
- 5807il lesto Settembre co'l flauto,
- 5808il richiamo del cavriuolo.
- 5809verso il Serchio correre il bosco!
- 5810la pesta se ben non abbaio.
- 5811Imito qualunque richiamo
- 5812con un filo d’erba alla bocca.
- 5813LA MORTE DEL CERVO.
- 5814Q
- 5815vidi l’uom che natava in mezzo al Serchio.
- 5816Di capegli e di barba era rossigno
- 5817come saggina, folte avea le ascelle;
- 5818ma pél diverso da quel delle gote
- 5819come di mostro, tanto era il volume
- 5820dell’acqua che moveva il natatore
- 5821con tutto il busto eretto in su le spume.
- 5822della ripa, saltò su quattro zoccoli!
- 5823Lo conobbi tremando a foglia a foglia.
- 5824Il Centauro! Di manto sagginato
- 5825l’equine schiene e le virili arcato.
- 5826dei ramicelli, i teneri viticci
- 5827con la gran bocca usa alla vettovaglia
- 5828d’un fiato il vin fumoso nel cratère
- 5829Levava il braccio umano, dal bicipite
- 5830Il cor m’urtava il petto, in ogni nervo
- 5831io tremando. Ma, nella mia latèbra
- 5832d’antiche forze. E udii bramire il cervo!
- 5833L’udii bramir di furia e di dolore
- 5834come s’ei fosse lacero da zanne
- 5835leonine. Balzai di tra le canne,
- 5836vincendo a un tratto il corporale orrore,
- 5837con silenzio veloce, quasi fossi
- 5838in sogno, quasi avessi i piè di feltro.
- 5839Il Centauro afferrato avea pei palchi
- 5840delle corna il gran cervo nella zuffa,
- 5841come l’uom pe’ capei di retro acciuffa
- 5842il nemico e lo trae, finché lo calchi
- 5843la sua giumenta assal per farla piena.
- 5844con le due zampe attanagliava il dorso
- 5845cervino, superandolo del torso,
- 5846crudo spargendo al suol fiocchi di bava.
- 5847di quelli che ammansiva il suon del sufolo,
- 5848vasto e robusto il corpo come bufolo,
- 5849di vénti punte in ogni stanga egregio.
- 5850cacciati avea da' freschi suoi ricoveri
- 5851In pugno al mostro un ramo del suo corno
- 5852lasciando, corse un tratto; e si voltò.
- 5853dalle froge soffiando e le vendette.
- 5854Il Tassalo gittò la scheggia; e stette
- 5855cavallino il sudore. Come rame
- 5856il cervo, come fa nel cozzo il tauro,
- 5857del petto umano l’anima ansiosa.
- 5858Credetti udire il gemito dell’uomo
- 5859Ma il Tessalo con inuman coraggio
- 5860il cervo avea pur quella volta dómo!
- 5861delle corna, e gli avea riverso il muso.
- 5862con l’altro in un viluppo, i due nemici,
- 5863lottavano; e su i due corpi ferini,
- 5864il crino irsuto il prepotente sesso,
- 5865io vedea con angoscia il capo alzarsi
- 5866di mia specie, agitare i ricci sparsi
- 5867Ma l’uom co' pugni avea divaricato
- 5868infranto, aperto sino alla mascella.
- 5869L’erto corpo piombò nel gran riposo
- 5870con urto sordo; sanguinò silente;
- 5871lieve natante giù pel verde Serchio.
- 5872il duplice trofeo della sua lotta.
- 5873colse tre rami carichi di pine;
- 5874corna, e sì n’ebbe due notturni tirsi.
- 5875Del terzo incurvo fece un serto sacro
- 5876verso il Cielo. S’udia remoto il Mare
- 5877dell’Etere qual dea scinta che dorma.
- 5878Venerava il Nubigena la forma
- 5879cui fecondò l’audacia d’Issione.
- 5880verso il Mito nell’ombre del crepuscolo.
- 5881L’ASFODELO.
- 5882O
- 5883DERBE, approda un fiore d’asfodelo!
- 5884Chi mai lo colse e chi l’offerse al mare?
- 5885Vagò sul flutto come un fior salino.
- 5886che non vedremo, su pè fulvi monti!
- 5887che pur hanno lor nomi come i fiori,
- 5888come foglia di salvia a chi la morde!
- 5889derbe.
- 5890Io so dove fiorisce l’asfodelo.
- 5891Là nel chiaro Mugello, presso il Giogo
- 5892di Scarperia, lo vidi fiorir bianco.
- 5893in quell’Alpe che ha nome Catenaia,
- 5894morendo sotto l’unghia dei cavalli.
- 5895della donna letèa, vidi fiorire
- 5896della viorna. Tutto le sorelle
- 5897dormivan come venerandi eroi
- 5898derbe.
- 5899In Populonia ricca di sambuchi
- 5900io conobbi il marrubbio che rapisce
- 5901l’odor muschiato al serpe maculoso
- 5902di sue bacche e lo scirpo che riveste
- 5903il gonfio vetro dove il vin matura.
- 5904La madreselva come la viorna
- 5905intenerire del suo fiato i tronchi
- 5906vidi a Tereglio lungo la Fegana,
- 5907di Luni, e su pe' monti della Verna
- 5908l’avornio tesser ghirlandette al maggio.
- 5909derbe.
- 5910I gigli rossi e crocei ne’ monti,
- 5911di Mommio dove udii nel ciel remoto
- 5912La bellezza dei luoghi era sì cruda
- 5913che come spada mi fendeva il petto.
- 5914Con un giglio toccai la grande rupe,
- 5915che non s’aperse e non tremò. Mi parve
- 5916dei corvi come segni di sibille,
- 5917il narcisso marino io colsi, mentre
- 5918l’ostro premea le salse tamerici,
- 5919i cipressetti dell’amaro sale.
- 5920Lo smílace conobbi attico; e al Gombo
- 5921di purità, che ai Mani dell’Orfeo
- 5922cerulo io lo sacrai, al Cuor dei cuori.
- 5923derbe.
- 5924la nostra donna ed ogni più segreta
- 5925Come il Sole entri nella Libra eguale,
- 5926di Camaiore, e alla Tambura, e ai fonti
- 5927del Frigido, e lungh’essa la Freddana
- 5928dietro Forci, e nell’Alpe di Soraggio,
- 5929che tu veda fiorir la genziana.
- 5930cara. Ma quanti fiori fioriranno
- 5931che non vedremo, nelle salse valli!
- 5932Le Oceanine ornavan di ghirlande
- 5933i lembi della tunica a Demetra
- 5934Com’entri nello Scòrpio il Sole, o Derbe,
- 5935in mezzo ai greggi delle pingui nubi,
- 5936MADRIGALI DELL’ESTATE.
- 5937implorazione.
- 5938E
- 5939come pomo granato a troppo ardore.
- 5940i grappoli dei tralci su per gli oppi.
- 5941il fin Settembre, che non sia sì lesto.
- 5942il fabro di canestre e di tinelle.
- 5943la sabbia del tempo.
- 5944Come scorrea la calda sabbia lieve
- 5945il cor sentì che il giorno era più breve.
- 5946che offusca l’oro delle piagge salse.
- 5947l’ombra crescente d’ogni stelo vano
- 5948l’orma.
- 5949Da stuol migrante un suono di chiarina
- 5950venìa per l’aria, e il mar tenea bordone.
- 5951ma v’era il segno delle cinque dita.
- 5952dall’altre dita e il mignolo rattratto
- 5953come ugnello di gàzzera marina.
- 5954La foce ingombra di tritume negro
- 5955che tracci e fiuti il baio capriuolo.
- 5956Livido si fuggì pel folto il biacco.
- 5957migliarini già tinti di gialliccio.
- 5958Vidi un che bianco; e un velo era dell’alba.
- 5959del Motrone argiglioso l’aspra ninfa
- 5960L’ebbi su’ miei ginocchi di silvano;
- 5961le mille bocche della nostra sete.
- 5962in sul vespero.
- 5963In sul vespero, scendo alla radura.
- 5964che ancor tra i denti ha schiuma di pastura.
- 5965la sollevo, la pianto sul garrese.
- 5966Di là dai fossi, ecco il triforme groppo
- 5967l’incanto circeo.
- 5968dolce venata come le tue tempie.
- 5969di Circe, dell’iddìa dalle molt’erbe.
- 5970il vento scrive.
- 5971con le penne dell’ala; e in sua favella
- 5972Ma, quando il sol declina, d’ogni nota
- 5973della piaggia s’immilli il tuo sorriso.
- 5974le lampade marine.
- 5975Lucono le meduse come stanche
- 5976lampade sul cammin della Sirena
- 5977ch’empie l’orma del piè tuo delicata.
- 5978delle persiche mézze e delle rose
- 5979lutulento che il sol d’agosto cuoce,
- 5980con non so che dolcigna afa di morte.
- 5981Le bolle d’aria salgono in silenzio.
- 5982l’uva greca.
- 5983l’uva simile ai ricci di Giacinto
- 5984In Onchesto il mio grappolo era azzurro
- 5985come forca di rondine che vola.
- 5986l’assaporai, guardando l’Elicona.
- 5987FERIA D’AGOSTO.
- 5988E
- 5989vapor che fuma dalla Val di Magra.
- 5990Dóppiano il Capo Corvo una goletta
- 5991Dell’agrore salmastro s’insapora
- 5992l’odor silvano.
- 5993varia, su i liti ansare odesi appena.
- 5994come l’arena.
- 5995la cruda Pania.
- 5996che rechino le fìstole sonore
- 5997composte con le canne dei canneti
- 5998di Camaiore.
- 5999l’uva sugosa delle Cinque Terre
- 6000l’uva con i suoi pampani e i suoi tralci,
- 6001le pèsche e i fichi su la chiara stoia,
- 6002in salamoia.
- 6003Infra l’ombrìna e il dèntice la triglia
- 6004la focaccia che fu grata a Priapo,
- 6005Io farò sì che ognun di voi ricordi
- 6006la mia feria d’agosto, ma se i flauti
- 6007ch’io mi so bene.
- 6008d’una che acerba ride e dolce parla.
- 6009vien di Tanagra.
- 6010Ma ben la grazia onde succinge il giallo
- 6011mentre il suo capo sottilmente ordito
- 6012morde il libeccio.
- 6013il tono giusto.
- 6014vien di Tanagra.
- 6015IL POLICEFALO.
- 6016S
- 6017le canne è quel medesmo degli astuti
- 6018lacci, e la cera troppo sa di miele.
- 6019Il suono puerile è breve oblio
- 6020in cui Medusa tronca fu dall’arpe.
- 6021mettea tra il sibilare dei serpenti
- 6022verso la strage; udì l’orrendo ploro.
- 6023I gemiti di Steno come dardi
- 6024minacciavan l’eroe nato dall’oro.
- 6025Così la Melodía di Mille Teste
- 6026Le canne dei canneti d’Orcomèno
- 6027Cercatemi nel mare i nicchi intorti.
- 6028V’insegnerò davanti alle tempeste
- 6029dedurre dalle búccine profonde
- 6030la melodia delle mie mille sorti.
- 6031IL TRITONE.
- 6032L Tritone squammoso mi fu mastro.
- 6033ma l’argento sul dorso gli s’alluma.
- 6034Con la vasta sua man palmata afferra
- 6035la sua conca, v’insuffla ogni sua possa,
- 6036Va il rimbombo pel mare e per la terra.
- 6037L’Alpe di Luni cròllasi percossa.
- 6038L’ARCA ROMANA.
- 6039A
- 6040LPE di Luni, e dove son le statue?
- 6041I miei spirti desìan perpetuarsi
- 6042con le lor verdi tuniche di muschi.
- 6043intorno alla fontana ove il Silenzio
- 6044col dito su le labbra è chino a specchio.
- 6045Vede apparire dal profondo il teschio
- 6046dell’eterna Medusa, la Gorgóne;
- 6047vede sé fiso nel divino orrore.
- 6048Lamenta i fati il grido del paone.
- 6049che fu, memoria grave, ombra infinita.
- 6050in tre facce una pugna d’Alessandro;
- 6051del mio lauro, seduto su quell’arca.
- 6052dell’amor mio, seduto su quell’arca.
- 6053L’ALLORO OCEANICO.
- 6054O
- 6055LEANDRO d’Apollo, ambiguo arbusto
- 6056che d’ambra aulisci nell’ardente sera;
- 6057melagrano, e il tuo rosso balausto
- 6058lentisco, terebinto, caprifoglio,
- 6059cento corone dell’Estate ausonia;
- 6060ma te, sargasso, re del Marerboso,
- 6061vasto alloro del gorgo, anche te voglio,
- 6062che bacche fai come la fronda aonia.
- 6063IL PRIGIONIERO.
- 6064A
- 6065ignudo che il titano Buonarroto
- 6066cavò da quel che or splende àvio e rimoto
- 6067Constretto anche tu sei del tuo mistero,
- 6068vittima consecrata al Mare Ignoto;
- 6069contra il fato che tolseti l’impero.
- 6070da Tespe uomini e marmi alla tua Tebe?
- 6071con l’altra gioventù nel nome d’Ebe?
- 6072LA VITTORIA NAVALE.
- 6073S
- 6074la prua della trière samotrace
- 6075venir dee verso me che senza pace
- 6076di questa selva nata dal focace
- 6077lito, in vista dell’Alpe che si tace
- 6078l’attenderò dicendo: “Ben mi vieni
- 6079dalla piaggia che i Càbiri nutrica,
- 6080dall’isola che sta di contro all’Ebro.
- 6081Io son l’ultimo figlio degli Elleni:
- 6082m’abbeverai alla mammella antica;
- 6083ma d’un igneo dèmone son ebro.„
- 6084IL PEPLO RUPESTRE.
- 6085la cima dell’Altissimo t’è ligia.
- 6086discese il bianco aruspice d’Apollo.
- 6087La cruda rupe che non dà mai crollo,
- 6088La violenza delle tue vestigia
- 6089del vespro e la Ceràgiola è cruenta
- 6090crosciar la gioia dell’immensa foga.
- 6091IL VULTURE DEL SOLE.
- 6092S
- 6093istrepire il falasco e la saggina,
- 6094che su me ti precipiti e m’artigli
- 6095Levo la faccia, mentre il cor mi duole,
- 6096veggo del sangue mio splendere il mondo.
- 6097L’ALA SUL MARE.
- 6098A
- 6099del re gnòssio per l’opera nefaria.
- 6100Chi la raccoglierà? Chi con più forte
- 6101lega saprà rigiugnere le penne
- 6102Lungi dal medio limite si tenne
- 6103il prode, e ruinò nei gorghi solo.
- 6104ALTIVS EGIT ITER.
- 6105del Mar Mediterraneo si spazia.
- 6106Voce d’uom che comandi ama nel turbine.
- 6107Io la vidi laggiù, verso l’occaso.
- 6108ignuda l’ombra d’Icaro apparire.
- 6109le sue membra, ma gli occhi eran solari.
- 6110io nell’ignoto. Indulgi, o Invitto, a questa
- 6111mia d’altezze e d’abissi avidità!„.
- 6112DITIRAMBO IV.
- 6113CARO disse: “La figlia del Sole
- 6114Mi si piegava il destro
- 6115me, tremavano tutte le midolle,
- 6116chiese il Re sopraggiunto. Ed anelava
- 6117l’uva cidònia; ché membruto egli era
- 6118la figlia di Perseide rispose.
- 6119dell’Ida biancheggiavan men del toro
- 6120che non torna d’Atene;
- 6121il cor triste mi folce;
- 6122le dita porre nel suo crin prolisso.„
- 6123Io rividi l’Ilisso,
- 6124i platani gli allori gli oleandri
- 6125che l’adombrano, e il bosco degli ulivi
- 6126come colui ch’è presso alla sua fine;
- 6127d’aroma e inariditi dall’Estate.
- 6128coi rematori seduti agli scalmi
- 6129in fila a battere il flutto diviso,
- 6130i due porti ricurvi, e il fiume, e i monti
- 6131con le vigne, col dìttamo e col miele
- 6132vidi per mezzo ai cigli miei morenti.
- 6133mugghiare il bianco toro
- 6134diniegato al gran Padre enosigèo.„
- 6135CARO disse: “Poi che l’ombra cadde
- 6136come il fiore del dìttamo crinito)
- 6137contra il toro le selci acuminate
- 6138dall’àlveo del Cèrato divulse
- 6139Il boaro m’intese
- 6140con la verga di còrilo a minaccia.
- 6141Ma perse la mia traccia
- 6142L’infanda cupidigia
- 6143Il vento parea piaghe
- 6144compresse la mia gola nell’arsura,
- 6145del Labirinto ove il mio padre aveva
- 6146marmorea nel viso,
- 6147come chi chieda all’arte del mortale
- 6148CARO disse: “L’officina arcana
- 6149di ben costrutte navi dalla prora
- 6150dipinta; e gli utensìli erano acuti,
- 6151della falsa giovenca nella luce
- 6152del dì, quasi che sazia di pastura
- 6153di cìtiso, tranquilla su’ piè fessi.
- 6154Con tale arte commessi
- 6155di fresca pelle, che parean felici
- 6156d’ubertà non fallibile i bei fianchi
- 6157venìa Pasife senza le sue donne
- 6158ch’ella infiammava della sua lussuria
- 6159impaziente; e seco avea l’irsuto
- 6160Costui rise: il difetto
- 6161insensibile, assorta nel suo sogno
- 6162inumano, perduta nel portento.
- 6163della mia forza, e tutto m’avvolgea,
- 6164carco di gomma e d’ambra,
- 6165come un riso che scrosci e quasi mosto
- 6166delle femmine ancelle dal palagio
- 6167ignare ch’ella fosse innanzi al Sole
- 6168CARO disse: “La figlia del Sole
- 6169la sua carne quand’ella penetrava
- 6170Io chiuso in me riarsi.
- 6171Io, quando vidi il callido boaro
- 6172la prima volta addurre
- 6173che si battea il fianco
- 6174di porpora, balzai gridando: ‘O Sole,
- 6175inconcussa, oggi un’aquila sublime!’
- 6176con la bipenne l’arco e le saette,
- 6177ISSE: “Da prima vidi l’ombra vasta
- 6178delle penne per l’aer verberato.
- 6179la corda mia nel tendersi stridette;
- 6180il grido parve lacerare il cielo
- 6181di rondine ma il tèlo
- 6182che si partì fu forte e fu cruento.
- 6183del volo che fece impeto a salire,
- 6184Mi cadde su la fronte
- 6185come goccia di nuvolo d’agosto
- 6186L’aquila s’abbatté sul sasso prona
- 6187il petto, aperta l’ali
- 6188crude che strepitarono sul sasso,
- 6189La roccia discoscesa
- 6190La fronda dei viburni
- 6191liquefatti, e la fronda degli avorni.
- 6192mescevasi nell’aria
- 6193Col rostro e con l’artiglio
- 6194Ma gittai l’arco; e mi fasciai la mano
- 6195con il corame della mia faretra,
- 6196mi fasciai la man destra
- 6197dal becco adunco. Feci impeto, entrai
- 6198in un selvaggio fremito di penne;
- 6199in un orrendo strepito di penne
- 6200come in un nembo fulvo preso fui
- 6201dalla possa grifagna;
- 6202la rupe e gridai forte.
- 6203Combattemmo nel rombo della morte.
- 6204Io con la destra le afferrai la strozza
- 6205dalla ferita fresca il dardo primo,
- 6206Combattemmo sul ciglio degli abissi,
- 6207in conspetto del Sole, a mezzo il giorno.
- 6208di sangue come porpora in faville
- 6209isvolavan su l’Ostro.
- 6210colava sul mio braccio imporporato
- 6211delle rampe la destra coscia m’era
- 6212vertice andando verso Atene mia
- 6213dell’oleastro, fece il paragone
- 6214la sua virtute aligera mi fosse
- 6215L’alto vertice solo
- 6216dove agiti le tue criniere bianche.
- 6217Il torace le viscere le branche
- 6218in un fuoco di sterpi e d’erbe io t’ardo
- 6219Concedi, o dio magnifico, se m’odi,
- 6220concedimi che immuni dalla brace
- 6221io dell’aquila serbi l’ali forti
- 6222Dedalo d’Eupalàmo
- 6223l’uomo di molti ingegni, ma più forti,
- 6224ma con più grande numero di penne.„
- 6225che al cinto appesa avea dietro le reni:
- 6226con ella diedi nelle congiunture,
- 6227di muscoli e di tendini gagliarde
- 6228così che che resisteano al doppio taglio.
- 6229considerando, come il citarista
- 6230inchino su le corde,
- 6231la tenacia del nesso tendinoso
- 6232che biancheggiava di color di perla
- 6233la residua carne offerta al Sole,
- 6234io mi pensai: “Si duole
- 6235il dio solingo sul suo carro ardente
- 6236La figlia sua nel simulacro infame
- 6237cui dìttamo né stebe non mi vale.’
- 6238Mi gravai d’ambo l’ale
- 6239congiunte con la stringa del mio cinto;
- 6240della doglia fatale
- 6241CARO disse: “L’officina arcana
- 6242dietro il porto d’Amniso
- 6243Il suolo di macigno
- 6244consparso era d’antichi dolii rotti
- 6245le concave pareti
- 6246come le curve targhe dei Cureti
- 6247i congegni del volo
- 6248la sua fatica per il mio desìo
- 6249cacciagione; sollecito le penne
- 6250Il sangue onde imperlavasi l’acume
- 6251d’ogni fusto divulso
- 6252vertudioso parvemi; e mi piacque
- 6253infaticato sagittario errante
- 6254I falchi gli sparvieri e le poiane
- 6255caddero, e gli avvoltoi
- 6256calvi gravati di carni lugùbri,
- 6257celeste alla caverna;
- 6258che fosse tarda l’opera paterna.
- 6259mescolava le lacrime del pino
- 6260chiare al dono trattabile dell’ape,
- 6261come gravi ch’ei sono; e l’armatura
- 6262composto avea con le vergelle ferme
- 6263del còrilo e pieghevoli, congiunte
- 6264da bene intorto stame in ciechi nodi,
- 6265la grassa rete che le interiora
- 6266degli animali include, ben dissecco.
- 6267dalla più breve alla più lunga elette
- 6268di Pan le avene dìspari digradano
- 6269cera immista di ragia, come dissi.
- 6270della vita, che l’ala su la pietra
- 6271inerte parea trepida e tepente
- 6272come fosse per rompere dal nido
- 6273CARO disse: “Non veduto, vidi.
- 6274Misi gli occhi per entro ad un rosaio,
- 6275con elle e si sfacesse il cuor mio caro.
- 6276mi fu tutto che vidi non veduto,
- 6277in quel giardino muto
- 6278come riso punìceo che scrosci.
- 6279le cellette soavi, aride spugne,
- 6280informe fatta come vil carcame
- 6281m’era apparito come il penetrale
- 6282della luce nel tempio dell’iddio
- 6283dell’isola che fu cuna al Cronìde
- 6284l’adultera dei pascoli era quivi
- 6285Discita era, e l’incuria
- 6286della sua chioma la facea selvaggia
- 6287che defessa dall’orgia ansi in un botro
- 6288del Citerone, esangue
- 6289voto del vino, al gelo antelucano.
- 6290vivere il mostro orrendo,
- 6291CARO disse: “Era stellato il cielo,
- 6292La roggia stella ascosa
- 6293Le cose miserande
- 6294dileguarmisi il triste peso come
- 6295dal cielo eòo si dileguava l’ombra,
- 6296i pallidi crepuscoli, il messaggio
- 6297della Titània fece su per l’acque
- 6298irto le innumerevoli sue squamme.
- 6299del giorno dal mio cor parvero nate,
- 6300dietro di me le stelle della notte,
- 6301l’ali della mia sorte
- 6302della virtù pennata
- 6303che la mia scure avea tronca sul monte
- 6304in giorno di vittoria.
- 6305la tenacia del nesso tendinoso
- 6306che biancheggiava di color di perla
- 6307di Dedalo d’Atene
- 6308che sono opera d’uomo;
- 6309lungi e presso, così nel tuo dominio
- 6310vincerti vuole d’impeto e d’ardire.’
- 6311iterava con voce mal sicura.
- 6312ché, se tu voli basso, l’acqua aggreva
- 6313le penne, se alto voli, te le incende
- 6314il fuoco. Tieni sempre il giusto mezzo.
- 6315Deh, figliuol mio, non esser tropp’oso.
- 6316Io ti segno la via. Sii buon seguace.’
- 6317Il mirabile artiere ebbi in dispregio
- 6318io con te lotterò, per superarti.
- 6319intesi a compiacer la trista voglia.
- 6320Volerò senza foga, e tu mi segui.’
- 6321Ma con l’arte dell’aquila io spiccai
- 6322dal limitar della caverna un volo
- 6323matutino sentii crosciarmi, gelido
- 6324dopo le cacce la sanguigna polvere
- 6325m’avean rigato di sì grande giòlito.
- 6326del mio pulmone, il firmamento splendere
- 6327il mio padre lontano. ‘Icaro! Icaro!’
- 6328mi giungeva il suo grido, or sì or no
- 6329il mio nome nomato dal timore
- 6330madre d’Elle che diede nome al ponto.
- 6331Il vento del remeggio i veli tenui
- 6332m’illanguidiva, inumidiva l’ali.
- 6333Il vol decadde. Vidi undici navi
- 6334di prora azzurra fornite di tolda,
- 6335che flagellavano il mar con la palma
- 6336dei remi in lunga eguaglianza concordi,
- 6337clìpei tondi, aste lunghe. Mi giunse
- 6338l’urlo dei nàuti. Veloce volai,
- 6339dei nàuti rudi mirando il prodigio?
- 6340Come di me favellarono? Dissero
- 6341dai carri estrutto riversi e dirotti,
- 6342che l’afferrò per la chioma; e fu pregna.
- 6343Di queste l’alto cor mio si compiacque
- 6344imaginate parole, ché stirpe
- 6345di Nike avrebbe ei voluto infierire.
- 6346iscalpellata il candor del Marpesso.
- 6347mirarlo eretto sul suo carro ignìto,
- 6348di prendere pei freni il suo cavallo
- 6349Il pètaso e i talari
- 6350d’Erme Cillenio avea conquisi il mio
- 6351Congiunto era con Sirio
- 6352crètico escluse avea dall’olocausto.
- 6353Mi sembrava inesausto
- 6354il valor mio ché l’animo agitava
- 6355le morte penne, l’animo immortale
- 6356del mare cieco e dell’opaca terra;
- 6357Ma il cor non mi mancò. Non misi grido
- 6358verso il mio fato, come la devota
- 6359in giuso; e l’ombre lievi eran le penne
- 6360dell’ali, che cadeano tremolando
- 6361dalla cera ammollita.
- 6362Mi sollevai con impeto di vita
- 6363verso il Titano: udii rombar le ruote
- 6364del carro sul mio capo alzato; udii
- 6365lo scàlpito quadruplice; il baleno
- 6366dei cavalli. Piròe dalla criniera
- 6367d’Eòo fu come il velo d’Iri effuso.
- 6368che teneva le rèdini, la fersa
- 6369indicibile, sotto la gran chioma
- 6370che seppero salire fino a Te!’
- 6371la mia voce che non chiedea mercè
- 6372ICARO, Icaro, anch’io nel profondo
- 6373Mare precipitai, anch’io v’inabissi
- 6374la mia virtù, ma in eterno in eterno
- 6375il nome mio resti al Mare profondo!
- 6376TRISTEZZA.
- 6377T
- 6378La tua specie mutevole è la nube
- 6379del cielo, e son le spume
- 6380del mare gli orli del tuo lino lungo.
- 6381che pel silenzio vienti incontro sola
- 6382che la spina dell’ultima le punge
- 6383il mento e glie l’ingemma d’un granato.
- 6384Come fauno barbato
- 6385il capricorno sordido e bisulco.
- 6386LE ORE MARINE.
- 6387Q
- 6388che mi conducesti
- 6389viventi e furon larve
- 6390cinerine
- 6391ch’ebbero il tuo volto
- 6392che mansuefecero col solo
- 6393come un fanciullo torvo
- 6394con gli occulti beni
- 6395che tu le désti,
- 6396di là dai fiumi sereni,
- 6397di là dalle verdi colline,
- 6398di là dai monti cilestri?
- 6399le negre foglie
- 6400della querce sacra,
- 6401creature dei monti
- 6402macere dal sale amaro,
- 6403cui rapì dalla balza
- 6404il vento e diede al flutto amaro
- 6405che le travaglia
- 6406lontano su la rupe nuda
- 6407l’insonne occhio ardente
- 6408che già volge i suoi fochi
- 6409infaticabilmente?
- 6410della voluta
- 6411del Tritone che chiama
- 6412la Sirena perduta,
- 6413la sua Sirena perduta?
- 6414con gli occulti beni
- 6415che tu le désti,
- 6416col segreto linguaggio
- 6417che le apprendesti,
- 6418di là dai fiumi sereni,
- 6419di là dalle verdi colline,
- 6420di là dai monti cilestri,
- 6421di là dalle chiare cascine,
- 6422di là dai boschi di querci,
- 6423di là da’ bei monti cilestri?
- 6424LITOREA DEA.
- 6425E
- 6426come l’Arno i silenzii soavi
- 6427Ma più bella oggi mentre sei morente
- 6428che col cùbito languido t’aggravi
- 6429il pianto delle tue pinete australi.
- 6430Io della tua bellezza ultima foggio
- 6431del cuore mi danza: Undulna dai piè d’ali.
- 6432UNDULNA.
- 6433A
- 6434I piedi ho quattro ali d’alcèdine,
- 6435curvi sanno errori dedurre.
- 6436come la medusa errabonda,
- 6437che il puro pancrazio e la crambe
- 6438difforme sorvolano e l’onda.
- 6439Io l’onda in misura conduco
- 6440con l’alga con l’ulva e col fuco
- 6441che fànnole amara ghirlanda.
- 6442Io règolo il segno lucente
- 6443che lascian le spume degli orli:
- 6444l’antico il men novo e il recente
- 6445io so con bell’arte comporli.
- 6446I musici umani hanno modi
- 6447lor varii, dal dorico al frigio:
- 6448divine infinite melodi
- 6449io creo nell’esiguo vestigio.
- 6450Le tempre dell’onda trascrivo
- 6451darei per la pómice ascosa
- 6452della fonte all’ombra dell’ìlice.
- 6453lo sterile sale t’indura.
- 6454Il rilievo t’è tanto sottile,
- 6455dedotto con arte sì parca,
- 6456che men gracile in puerile
- 6457il lineamento intercide;
- 6458in questa concordia discorde.
- 6459Io trascorro; e il grande concento
- 6460in me taciturna s’adempie,
- 6461dall’unghie de' miei piè d’argento
- 6462i toni dell’onda che viene,
- 6463indago con chiara pupilla
- 6464così che la musica traccia
- 6465m’è suono, e ne’ righi leggeri,
- 6466mentre oggi odo ansar la bonaccia,
- 6467leggo la tempesta di ieri.
- 6468Che è questo insolito albore
- 6469che per le piagge si spande?
- 6470dogliosa le salse ghirlande?
- 6471L’albàsia de' giorni alcionii
- 6472Il molle Settembre, il Tibìcine
- 6473dei pomarii, che ha violetti
- 6474di gru modulando un partènio
- 6475mentre sotto l’ombra dei rossi
- 6476corbézzoli indulge al suo genio.
- 6477La pace alcionia lo molce
- 6478Di luce beata si gode
- 6479la riva su mare d’oblìo.
- 6480La sabbia scintilla infinita,
- 6481Lùccica la valva polita,
- 6482la morta medusa, la lisca.
- 6483In ogni sostanza si tace
- 6484la luce e il silenzio risplende.
- 6485La Pania di marmi ferace
- 6486del mare deserto di vele,
- 6487d’autunno, già sento il tuo miele.
- 6488Di Vergine valica in Libra
- 6489l’amico dell’opere, il Sole;
- 6490Mi soffermo, intenta al trapasso.
- 6491la zona che l’arte mia scrive
- 6492di rovere sta tra due piume,
- 6493che pesò nel pino sonoro
- 6494dispersa e una bacca d’alloro.
- 6495Vengono farfalle di neve
- 6496come sparti fiori d’acònito.
- 6497Il lor tremolìo fa tremare
- 6498l’Infinito al mio sguardo attonito.
- 6499IL TESSALO.
- 6500T
- 6501come bronzo sonor contra l’intoppo.
- 6502Caval brado non è; però che troppo
- 6503duri l’irrefrenabile galoppo.
- 6504Certo è l’ugna del Tessalo bimembre
- 6505contra i rigidi coni e l’aspre stirpi
- 6506circa il fragile vetro intesse scirpi,
- 6507L’OTRE.
- 6508I.
- 6509P
- 6510Deh come olente alla stagion novella
- 6511ma al suon d’un sufoletto, erto su l’ugne
- 6512dall’uncino; e squarciato fumigava,
- 6513l’argnon focoso e il fegato possente.
- 6514dai macigni, distesa dall’orbello,
- 6515con fil d’accia da femmina saputa.
- 6516contenni, acqua di rivoli e di botri,
- 6517dolci acque e fresche ma di odor caprigno
- 6518le femmine entro me chiusero molta
- 6519menta e il seme dell’ànace fortigno.
- 6520io conobbi, e il guatar del sitibondo.
- 6521Io valsi più che l’universo mondo
- 6522le tue seti. Il garòfolo e il papavero
- 6523come la bocca tua che dissetai.
- 6524mai si precipitò come chi volle
- 6525Mani cupide premono i miei fianchi
- 6526Va da me per le vene al cor profondo
- 6527la mia liquida gioia, al più remoto
- 6528viscere. Oh bene immenso! Eccomi vòto.
- 6529In dieci gole ho dissetato il mondo.
- 6530II.
- 6531in coniugio. E non più rempiuto al pozzo
- 6532ma dalla mamma copiosa udii
- 6533crosciare emunto il latte nel presepio
- 6534come gli uberi sotto i materni alvi.
- 6535Ma non mai tanto l’otre ebbesi amica
- 6536la pace come allor che, in su lo scorcio
- 6537dell’autunno, s’apparentò con l’orcio
- 6538Da poi che gemuto ha sotto la mola,
- 6539mentre la garrula acqua ha mille lingue.
- 6540D’improvviso, una notte, mentre vòto
- 6541venne un bifolco tutto irto di velli
- 6542Duro il suo pugno parvemi qual sasso
- 6543il suo nimico. Gli troncò la testa
- 6544con una falce; e quella mozza testa
- 6545In mezzo alla corrente ei mi scagliò.
- 6546latte, olio lene, quanto ebbi nel fianco,
- 6547ismisurata e rapida tempesta.
- 6548ma contenere l’orbe della Terra.
- 6549mi voltò per le ripe, oscuramente
- 6550III.
- 6551mi rinvenne l’Egípane biforme.
- 6552Vivon eglino pieni di possanza:
- 6553i gioghi venerandi han per altari,
- 6554il cor si sface come frutto putre.
- 6555de' suoi beni. Tu plori al suo cospetto!
- 6556Mi rinvenne l’Egípane divino.
- 6557Dava schiocchi la lingua sua salace
- 6558mentr’ei m’aprìa. Ma pél non gli tremò
- 6559disse “nell’otro il capo del gran Trace!„
- 6560lo rotò, lo scagliò forte nel Serchio
- 6561chiare mi terse; m’asciugò. Gli piacque
- 6562Venne allora il Panisco, che mal destro
- 6563Molto l’amai. Dall’ombelico in giuso
- 6564di pel biondiccio qual cavriuoletto
- 6565il codìnzolo, un po’ lusco e camuso.
- 6566Viride Serchio in tra due selve basse!
- 6567Mattini estivi, quando il bel Panisco
- 6568IV.
- 6569Ma gli alti iddii anco mi fur benigni.
- 6570mi raccolse. Ed all’ombra d’un alloro
- 6571mi lavorò con suoi sottili ordigni.
- 6572ineguali, e assai bene le polì.
- 6573La più corta alla spalla m’inserì
- 6574In bocca tre l’artiere me ne messe,
- 6575l’una più lunga, l’altre due minori;
- 6576Le due brevi, di largo cerchio e stretto,
- 6577dovean come le frondi all’augelletto.
- 6578canna eglio enfiò la nova cornamusa!
- 6579marito, o barbadoro, ecco che nasce
- 6580d’aurei pomi si rempiono i frutteti,
- 6581di rose citerèe tutti i verzieri,
- 6582mariterò le mie dolci sorelle
- 6583l’otre e il pastore con un poco d’aria,
- 6584il qual pur trasse Marsia di vagina,
- 6585Il pino irsuto diede il molle fico,
- 6586i narcissi fioriron su i ginepri,
- 6587danzò il veltro armillato con le lepri,
- 6588donna dalla sua porta. E l’architrave
- 6589del Palagio di Pelope l’Eburno,
- 6590intorno al cuore mi biancheggi, o donna!„
- 6591Divenuta più candida nel suono
- 6592la spola e i licci erano in abbandono.
- 6593come il folto giacinto a primavera,
- 6594come dell’edera il corimbo forte,
- 6595la Morte, l’abbattè, pel calle oscuro
- 6596la trascinò: di là dal fiume curvo,
- 6597Cupo silenzio fu dentro le case.
- 6598L’ombra lunga occupò la soglia, invase
- 6599il talamo. E l’aurora più non sorse.
- 6600Ma pianto non sonò dentro le case:
- 6601Io pendea tristo, presso il focolare.
- 6602dell’otre. Mi guatò gran tratto. Venne,
- 6603mi tolse, muto, senza lacrimare.
- 6604Io mi credeva ancora esser premuto
- 6605contra il fianco dal cubito leggero
- 6606mano, li infranse. L’anima sua nuda
- 6607V.
- 6608la mia sorte. Non fecero grandi ozii
- 6609La saggezza non val legno ficulno
- 6610di Libero, finir di fine insana.
- 6611insonni, esperto di molti sapori,
- 6612Molto contenni, puro o adulterato.
- 6613Il falso e il vero son le foglie alterne
- 6614d’un ramoscello: il savio non discerne
- 6615l’una dall’altra, l’un dall’altro lato.
- 6616di Libero, finir di fine insana.
- 6617diverse l’acqua, il latte, l’olio tacito;
- 6618Ma il licor rubicondo che ti rende
- 6619Che valgo? Vedi tu come son fatto!
- 6620Desio d’altre fortune non mi tocca.
- 6621Ma è larga alla tua sete e alla tua fame
- 6622la Terra, e tu le devi il tuo libame.
- 6623Vendemmierai con cantici di gioia.
- 6624Della giovine forza, alla nascente
- 6625luna, tu m’empirai queste mie cuoia,
- 6626che me le schianti almen la giovinezza
- 6627Discisso tonerò nel gran meriggio.
- 6628Lungi s’udrà nell’alta luce il tuono.
- 6629GLI INDIZII.
- 6630A
- 6631come una bella donna sul suo letto
- 6632di porpora, che attenda l’amadore.
- 6633la viorna s’incénera, più lieve
- 6634che la prima lanugine dell’oca.
- 6635che di gruogo salvatico mi parve,
- 6636In uno m’abbattei lungo il canale
- 6637Villoso egli era. Intento io lo guatai;
- 6638SOGNI DI TERRE LONTANE.
- 6639i pastori.
- 6640S
- 6641lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
- 6642che verde è come i pascoli dei monti.
- 6643che lungo illuda la lor sete in via.
- 6644conosce il tremolar della marina!
- 6645la greggia. Senza mutamento è l’aria.
- 6646il sole imbionda sì la viva lana
- 6647che quasi dalla sabbia non divaria.
- 6648Isciacquìo, calpestìo, dolci romori.
- 6649le terme
- 6650S
- 6651del tuo cielo riempiere la bocca
- 6652in cima alla colonna che si sfalda
- 6653che si sfoglia nell’ora, entro quel chiostro
- 6654chiarisce il cotto delle antiche Terme.
- 6655dei due neri superstiti cipressi
- 6656che crescono ove caddero i maggiori
- 6657circa la mola cònica di lava;
- 6658l’ombra delle farfalle su pe' dolii
- 6659d’Afrodite, l’aulètride dagli occhi
- 6660con i frammenti dell’esperte dita;
- 6661làcerano le Menadi la vittima,
- 6662lo stormo e il gregge.
- 6663S
- 6664che fece blandi gli ozii del pretore:
- 6665in sabbia quasi rosea fluisce
- 6666come il palato del mio dolce veltro.
- 6667lieve cui godon rompere coi bianchi
- 6668di Cori son cilestri come il mare.
- 6669Il suo gregge è di numero divino,
- 6670lacus ivtvrnæ.
- 6671S
- 6672lo specchio di Diana ancor mi luce.
- 6673Ma un’altr’acqua al mio sogno è più divina.
- 6674Deh mio misterioso amor lontano!
- 6675come d’argento cui salsezza infoschi.
- 6676Di ferrigno basalte arde la Via
- 6677come quando Tarpeia la Vestale
- 6678vi discendea con l’anfora d’argilla.
- 6679il suo letto lunense; una lucerta
- 6680Le custodi del Fuoco sempiterno
- 6681Deh lauri nuovi! Presso il puteale
- 6682crescono, nel sacrario di Iuturna.
- 6683Li veglia la Speranza taciturna.
- 6684la loggia.
- 6685S
- 6686il patrio mare cui Trieste addenta
- 6687co’ i forti moli per tenace amore.
- 6688Capodistria, succiso adriaco fiore!
- 6689Io vidi nella loggia d’un palagio
- 6690Cinericcio era il tempo, umido e dolco.
- 6691che si rincontreranno in alto mare
- 6692con l’altra compagnia che vien di Chioggia.
- 6693che ricorda Rialto e Cannaregio.
- 6694la muta.
- 6695S
- 6696de' bei segugi falbi e maculati
- 6697dall’orecchie biondette e molli come
- 6698La muta dei segugi a volpe e a damma
- 6699Corre il Ticino tra selvette rare,
- 6700verso diga di roseo granito
- 6701corre, spumeggia su la china eguale,
- 6702come labile tela su telaio
- 6703cèlere intesta di nevosi fiori.
- 6704Chiudon le grandi conche antichi ingegni,
- 6705Il sorriso tu sei del pian lombardo,
- 6706l’artefice che t’ebbe in signoria;
- 6707dello sterpame, tiepide e soavi
- 6708come grembi di donne desiate,
- 6709Vanno i cani tra l’èriche leggiere
- 6710con alzate le code e i musi bassi,
- 6711davanti il capocaccia che gli allena
- 6712Il suon del corno chiama chi si sbanda
- 6713Il buon mastro dell’arte sua si gode:
- 6714del palafren che nel galoppo falca.
- 6715con la sua muta va verso il canile,
- 6716va verso Oleggio ricca di filande.
- 6717Vapora il fiume le sterpose lande.
- 6718le carrube.
- 6719S
- 6720conduci dalla riva cipriota
- 6721la sàica a scafo tondo e a vele quadre.
- 6722carichi di baccelli dolci e bruni
- 6723conduci verso l’isola dei Sardi.
- 6724La siliqua, che ingrassa la muletta
- 6725dall’ambio lene e in carestìa disfama
- 6726la plebe dalla bianca dentatura,
- 6727lustra come i capelli tuoi castagni
- 6728mentre stai su la coffa alla vedetta.
- 6729Certo, d’olio di sèsamo son unte
- 6730Certo, ritrovi or tu nel gran dolciore
- 6731del Mar Cilicio l’obliato carme
- 6732che alla Cipride piacque in Amatunte.
- 6733IL NOVILUNIO.
- 6734N
- 6735il viso della creatura
- 6736celeste che ha nome
- 6737Luna, trasparente come
- 6738la medusa marina,
- 6739come la brina nell’alba,
- 6740labile come
- 6741la neve su l’acqua,
- 6742la schiuma su la sabbia,
- 6743il piacere
- 6744con una collana
- 6745che l’oscura:
- 6746della creatura
- 6747celeste che ha nome Luna,
- 6748cui sotto il mento s’incurva
- 6749dalle bianche braccia
- 6750che tra le bianche braccia
- 6751dormiva sempre.
- 6752il mare, più soave
- 6753del cielo nel suo volume
- 6754lento, più molle
- 6755della nube
- 6756lattea che la montagna
- 6757delicate,
- 6758il mare accompagna
- 6759la melodia
- 6760della terra, la melodia
- 6761che i flauti dei grilli
- 6762la melodia
- 6763che le rane
- 6764morte, nel fiume che stagna
- 6765lutulente,
- 6766la melodia
- 6767che fan tra i vinchi
- 6768che fan tra i giunchi
- 6769delle ripe rimote
- 6770in canestre,
- 6771con sì lunghi
- 6772indugi su quelle parole
- 6773che ritornano sempre.
- 6774il giorno e la notte commisti
- 6775che tu vedi ancora
- 6776del vento, le orme
- 6777dei fanciulli, le conche
- 6778vacue, le alghe
- 6779le guaine
- 6780delle carrube,
- 6781dalla barba d’oro
- 6782lucere, che al plenilunio
- 6783il grappolo d’oro
- 6784che già fu sonoro d’api,
- 6785che dall’ombelico stilla
- 6786il suo miele,
- 6787dell’antica madre che fila,
- 6788che fila sempre.
- 6789dolce come il viso
- 6790della creatura
- 6791le sue chiome,
- 6792della sua bocca
- 6793della prima uva matura,
- 6794come la sua veste!
- 6795verde che odora
- 6796come un cespo ad ogni fiato,
- 6797dormì con la guancia
- 6798madide, con imperlato
- 6799il labbro, nella calura,
- 6800vermiglia come un’aurora
- 6801il viso della creatura
- 6802celeste che ha nome
- 6803Luna, con una collana
- 6804che l’oscura,
- 6805Ma dice Ermione,
- 6806dell’Estate, è la falce
- 6807che l’Estate abbandona
- 6808morendo, è la falce
- 6809che falciò le ariste
- 6810vincendo in lume il cielo e il sangue;
- 6811dopo che tanto l’amammo,
- 6812dopo che tanto ci piacque;
- 6813di foglie di ali di aure di ombre
- 6814di aromi di silenzii e di acque
- 6815che fanno i flauti campestri
- 6816col suo lento ploro,
- 6817lontana ov’ella spira
- 6818il suo spirto odorato
- 6819di alga di rèsina e di alloro;
- 6820in tessere vermene
- 6821l’ombre dei voli
- 6822l’orme degli uccelli
- 6823di là dai fiumi sereni,
- 6824di là dalle verdi colline,
- 6825di là dai monti cilestri,
- 6826che andrà lungi per sempre,
- 6827IL COMMIATO.
- 6828d’ulivi effonde al cielo di giacinto,
- 6829come un colle dell’isola di Same
- 6830Il Monte Magno di più cupo argento
- 6831di Camaiore, appreso ho il vostro carme.
- 6832Vedess’io rosseggiare gli albatrelli
- 6833Dal Capo Corvo ricco di viburni
- 6834i pini vedess’io della Palmaria
- 6835che col lutto de’ marmi suoi notturni
- 6836In te amo il divin marmo apuano,
- 6837l’umile rusco;
- 6838la sabbia delle tue selve aromali,
- 6839l’aquila dei tuoi picchi, la ninfea
- 6840de’ tuoi canali.
- 6841con l’alpe a gara!
- 6842Come dal corpo, l’anima si esilia
- 6843dal marmo che biancheggia tra l’Avenza
- 6844Dìruta la Ceràgiola rosseggia,
- 6845là dove Serravezza è co’ due fiumi,
- 6846il Gàbberi irto qual ferrato casco.
- 6847Metuto fu dalla più grande falce
- 6848Deh foss’io sopra un burchio per la cuora
- 6849carico ei fosse, e fòssevi alla prora
- 6850vi giacessi io mirando il solitario
- 6851ciel iacintino;
- 6852con l’alzaia la Fossa Burlamacca,
- 6853la morta lacca;
- 6854di morte all’Orco!
- 6855Ma cade il vespro, e tempo è d’esulare;
- 6856che il timone soperchiano dinnanzi
- 6857corpi dei manzi,
- 6858dai ventri immani.
- 6859In fila vanno verso Pietrasanta,
- 6860L’un carrettiere vócia e l’altro canta
- 6861d’una soavità che il cor dilania.
- 6862Mai fosti bella, ahimè, come in quest’ora
- 6863la Città Forte dietro il Caprione
- 6864il novilunio;
- 6865come sia fatta l’ombra, alla tua pace
- 6866verseranno lor lacrime le Atlàntidi,
- 6867l’Orse erimàntidi;
- 6868del firmamento.
- 6869con nel mio cuor la torbida mia cura!
- 6870O
- 6871DE, innanzi ch’io parta per l’esilio,
- 6872ch’eguale offre il cor candido ai rinati
- 6873il figlio di Vergilio ad un cipresso
- 6874ma va pur sola;
- 6875ché ben t’accoglierà nella man larga
- 6876dei licci o all’ape o all’alta ora di Barga
- 6877di quattro foglie
- 6878dove Tìtiro canta? o dove Enea
- 6879della Cumea?)
- 6880di spicanardi,
- 6881vide folto di rondini su gronda.
- 6882il fratel tuo diletto che si parte.
- 6883curvò con arte.
- 6884Il crasso Scita ed il fucato Medo
- 6885la Gloria ha drudi;
- 6886discende Febo Apollo arco-d’-argento
- 6887castigatore.
- 6888Ma tu custode sei delle più pure
- 6889il prisco vige nelle tue figure
- 6890come l’ulivo placido produce
- 6891ch’è cibo e luce.
- 6892ma sì leggera.
- 6893i suoi furori.
- 6894L’artefice nel flettere lo stelo
- 6895vedea sul Sagro le ferite antiche
- 6896di rincontrarsi un dì, se non in cima?
- 6897di su la cima.„
- 6898che vedrai di dolcezza lacrimare,
- 6899dà l’ultimo ch’io colsi in su l’aurora
- 6900LIBRO QUARTO
- 6901MEROPE.
- 6902LE CANZONI DELLA GESTA D’OLTREMARE.
- 6903LA CANZONE D’OLTREMARE. I miei lauri gettai sotto i tuoi piedi
- 6904LA CANZONE DEL SANGUE. In Cristo re, o Genova, t’invoco
- 6905LA CANZONE DEL SACRAMENTO. Introibo ad altare Dei. Sul cassero
- 6906LA CANZONE DEI TROFEI. O Pisa, or tu sei vedova del mare
- 6907LA CANZONE DELLA DIANA. Tutti i cipressi fremono. O Canzone
- 6908LA CANZONE D’ELENA DI FRANCIA. Stelle dell’Orsa, Guardie dei piloti
- 6909LA CANZONE DEI DARDANELLI. Taranto, sol per àncore ed ormeggi
- 6910LA CANZONE DI UMBERTO CAGNI. Cagni, colui che a te negli anni eguale
- 6911LA CANZONE DI MARIO BIANCO. Giovine, so che vuota è la tua tomba
- 6912L’ULTIMA CANZONE. Ah, non dieci canzoni, dieci navi
- 6913GABRIELE D’ANNVNZIO
- 6914CANTI
- 6915DELLA GVERRA
- 6916LATINA
- 6917IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI
- 6918-XVII
- 6919CANTI
- 6920DELLA GVERRA LATINA
- 6921Il Rinato
- 6922La preghiera di Doberdò
- 6923La canzone del Quarnaro
- 6924La preghiera di Sernaglia
- 6925Cantico per l'ottava della vittoria
- 6926CANTI
- 6927DELLA GVERRA LATINA
- 6928CONTENUTE IN QUESTO VOLUME
- 6929i. Per i morti del mare
- 6930ii. Per la Gloria
- 6931iii. Per il Re
- 6932iv. Per la Regina
- 6933v. Pel Generalissimo
- 6934Il Rinato
- 6935La preghiera di Doberdò
- 6936La Canzone del Quarnaro
- 6937La preghiera di Sernaglia
- 6938Cantico per l’Ottava della Vittoria
- 6939ODE POUR
- 6940LA RÉSURRECTION LATINE
- 6941[MCMXIV]
- 6942Le Figaro est heureux, au moment où l’Italie vient d’affirmer avec éclat ses sympathies françaises, d’offrir à ses lecteurs cette ode enflammée de l’illustre poète, Gabriele d’Annunzio. L’admirable talent de l’auteur de L’Intrus et de La Gioconda y éclate dans toute sa force et dans toute sa puissance. Nous sommes certains que notre grande sæur latine accueillera avec une admiration profonde ce cri d’héroïsme fraternel poussé en l’honneur de la France, par son plus glorieux écrivain.
- 6943LE FIGARO, JEUDI 13 AOÛT 1914.
- 6944ODE
- 6945POUR LA RÉSURRECTION LATINE
- 6946dans le firmament latin?
- 6947Le jour est proche! Le jour est proche!
- 6948de la fureur et du feu,
- 6949me soulève et me porte.
- 6950Voyez, je tremble. Voyez, je chancelle,
- 6951Il vient, Il vient le Seigneur invoqué.
- 6952Il enflamme la nuit; et l’on n’entend pas,
- 6953dans le vertige du sang,
- 6954le battement de sa force.
- 6955Déjà sur la borne milliaire,
- 6956dans la mine d’Ostie,
- 6957Vient elle du bois de Laurente?
- 6958Va-t-elle vers la route des Tombeaux?
- 6959chargée de la fortune de Rome
- 6960du fleuve blond? Les lauriers,
- 6961car elle sait de quelle herbe,
- 6962loin du peuple vêtu d’ignominie et de paix;
- 6963comme sur une litière pourrie,
- 6964l’astuce et la peur, vaches baveuses,
- 6965corrompue et polluée par les mains des vieillards;
- 6966Car, ô Mâle, tel le fécial criait
- 6967les noms des villes sœurs et jurées
- 6968comme les racines au printemps,
- 6969les plus hauts de la terre,
- 6970de la double ardeur
- 6971Victoire, le tonnerre des aigles
- 6972Le jour est proche! Voici le jour!
- 6973Voici ton jour, voici ton heure,
- 6974Italie; et, pour cette heure
- 6975des années merveilleuses,
- 6976la plénitude de tes allégresses!
- 6977L’ai-je annoncée avec les bûchers et avec les hymnes?
- 6978l’ai-je appelée dans la vigile et dans l’attente?
- 6979l’ai-je hâtée par la rancune et par l’amour?
- 6980Les pieds graves du Destin
- 6981C’est le signe! c’est le signe!
- 6982Choisis d’être souveraine ou serve,
- 6983choisis de monter ou descendre,
- 6984choisis de vivre ou périr.
- 6985Malheur à toi si tu doutes,
- 6986malheur à toi si tu hésites,
- 6987malheur à toi si tu n’oses jeter le dé.
- 6988Vae victis! Les quatre vents du monde
- 6989Vae victis! La force barbare nous appelle
- 6990Comme la horde traînait
- 6991dans ses chariots couverts de peaux fraiches
- 6992les concubines innombrables
- 6993derrière ses hommes comptés en bétail à deux pieds,
- 6994le maître puant au double cou dénudé,
- 6995la charogne mal digérée.
- 6996Vae victis! Souviens-toi de Mantoue.
- 6997dont le Pendeur décrépit
- 6998ceignit ses reins, pieux
- 6999cordelier du Gibet.
- 7000chaque nuit, dans ses rêves mornes,
- 7001chaque matin, dans la maison de Dieu,
- 7002comme le bois des fourches,
- 7003dans ta balance. Je veux brûler ton cœur, sans trêve,
- 7004Mon dieu m’a fait un front plus dur que leurs fronts.
- 7005Les strophes vengeresses, forgées pour l’infamie
- 7006comme pour le fer qu’on chauffe au rouge
- 7007du traître et du larron
- 7008d’une amertume immortelle.
- 7009dans la pierre de Pola romaine
- 7010Lavée dans ses pleurs ardents,
- 7011lavée dans son sang amer,
- 7012De toutes ses plaies qui gouttent
- 7013luit comme la hache à deux tranchants.
- 7014Car, pour les Latins, c’est l’heure sainte
- 7015de la moisson et du combat. O femmes,
- 7016dans la bataille, rang contre rang,
- 7017comme les blés drus sous le vent d’est.
- 7018la fraicheur du matin.
- 7019Comme le prêtre de Mars aux enfants de Lanuve,
- 7020Vous êtes la semence d’un nouveau monde.
- 7021SUR UNE IMAGE
- 7022DE LA FRANCE CROISÉE
- 7023PEINTE PAR ROMAINE BROOKS
- 7024[MCMXV]
- 7025SUR UNE IMAGE
- 7026DE LA FRANCE CROISÉE
- 7027contre sa belle bouche ivre du Corps Très-Saint?
- 7028La Croix sans Christ, qui souffre au-dessus de son sein
- 7029Mais son œil est plus clair que la claire Provence,
- 7030mais son cœur est plus doux que le printemps messin.
- 7031La bandelette pure à son front est un feu
- 7032courage qui jamais n’écarte le calice,
- 7033Car toute entière en toi lève la bonne race.
- 7034Là-bas, d’entre les neuf preux, sourit à ta grace
- 7035mâle, par les barreaux de l’armet, Duguesclin.
- 7036comme aux murs d’Antioche, alors que Godefroi
- 7037debout avec ton Dieu comme au pont de Bouvines,
- 7038dans ta gloire à genoux comme au champ de Rocroi,
- 7039dans ton sang et jubile au bout de ta douleur,
- 7040de tes chênes! O vent de l’immense clameur!
- 7041comme aux poignets les fers, les bannières aux hampes.
- 7042Ce 3 mai 1915.
- 7043TRE SALMI
- 7044PER I NOSTRI MORTI
- 7045[11 NOVEMBRE MCMXV]
- 7046TRE SALMI PER I NOSTRI MORTI
- 7047ODE ALLA NAZIONE SERBA
- 7048[XVI NOVEMBRE MCMXV]
- 7049ODE ALLA NAZIONE SERBA
- 7050che lacera il grembo dei monti?
- 7051che scrolla le selve selvagge,
- 7052cruore dei nove figliuoli
- 7053di Giugo, di Mìliza pianto,
- 7054lo sai: hanno ricrocifisso
- 7055il Cristo dell’imperatore
- 7056Dusciano ad ogni albero ignudo
- 7057delle tue selve, ad ogni sasso
- 7058ignudo dell’alpe tua fosca,
- 7059con la baionetta il costato,
- 7060la sacra bocca ma di bile
- 7061Il boia d’Asburgo, l’antico
- 7062il mutilator di fanciulli
- 7063vecchiardo cui pascono i vermi
- 7064dal ciglio e dal mento la marcia
- 7065il traballante fuggiasco
- 7066che s’ebbe nel dosso il tuo ferro
- 7067mentre l’ardir dell’aiduco
- 7068Vèlico rideva nell’aspro
- 7069vento come contro al visire
- 7070in Negòtino e le tue squille
- 7071di Bànovo Berdo tonava
- 7072la lunga sua vita terrena,
- 7073imperator di pie frodi
- 7074con alfine un’ultima stretta
- 7075di laccio, con una suprema
- 7076chiama i manigoldi bracati
- 7077contro te, cinquanta contr’uno
- 7078che in gola ti caccino il cappio
- 7079corsoio. «O Serbia di Marco,
- 7080dove son dunque i tuoi pennati
- 7081d’acciaro alla sorte! Spezzata
- 7082in due tu sei; sei tagliata
- 7083cruenti, come l’aiduco
- 7084Vèlico su la sua torre
- 7085dall’anguinaia diviso
- 7086cadde, palpitò nella pozza
- 7087della gorga grido si ruppe:
- 7088L’ode la terra tegnente:
- 7089L’ode su la nuvola il cielo:
- 7090Il capo del Santo di Serbia,
- 7091il teschio di Lazaro splende
- 7092ma in ogni fiumana. Ecco, ringhia
- 7093il grande pezzato cavallo
- 7094di Marco, e si sveglia l’eroe
- 7095Vucàssino; s’alzano a stormo
- 7096da Còssovo i nove sparvieri
- 7097dal crine del Rùdnico monte,
- 7098che ristà poggiato all’aratro.
- 7099Dove sei, buio bifolco?
- 7100Dove sono i tuoi voivodi?
- 7101Dov’è il voivoda Milosio?
- 7102della Morava? A simposio
- 7103che li aiuti? beono in giro?
- 7104Ma non v’è quartiere pei prodi.
- 7105insino alla staffa e allo sprone.
- 7106Diguazza il fante nel sangue
- 7107insino all’inguine e all’anca;
- 7108v’affoga, se v’entra carpone.
- 7109Le donne rivoltano i morti
- 7110i maschi di Giugo Bogdano.
- 7111la Sava è una vena svenata
- 7112che gorgoglia giù per le forre;
- 7113canizie che galla; e la Drina
- 7114veloce è un carnaio che corre.
- 7115di Tòpola, su, guardiano
- 7116di porci, riscuotiti e chiama!
- 7117Ianco il savio e Vasso il furente.
- 7118che danzano sopra le vette
- 7119degli aceri. Vèlico, or ecco,
- 7120Il turbo di Mìsara, or ecco,
- 7121dinanzi a te, altri branchi
- 7122coiame, altra sordida gente.
- 7123che tutt’oggi dietro ci tenne
- 7124ma per tutto prendere alfine,
- 7125la terra il nome il soffio il bianco
- 7126degli occhi lo stampo dell’uomo,
- 7127dietro ti venne, alle spalle
- 7128Ma guarditi il fegato secco
- 7129Dio, o macellatore di porci.
- 7130città, Belgrado la regia,
- 7131in una geenna di fiamme:
- 7132dal Lìparo al Vràciaro grande,
- 7133di lúgubre mosto, due tina.
- 7134Iplana rempieron di vegli
- 7135mammelle, di monchi fanciulli
- 7136carponi a leccar la farina.
- 7137carne (o Battista!), e l’altare
- 7138lor tavola fu sanguinente:
- 7139con sópravi l’ostia vivente.
- 7140Ma ben di Verciòrova scorse
- 7141il Rùmio dagli occhi di druda,
- 7142dal viso di cera dipinto,
- 7143i Lurchi enfii, rivoltolarsi
- 7144crosciante qual torcia di ragia,
- 7145che frutti è Trivùnovo: è mucchio
- 7146che vèrmina. Vrànovo è mensa
- 7147di corbi e Vuiàn d’avvoltoi.
- 7148l’usura tu fai con la strage!
- 7149li presero; e noi i nostri guati
- 7150villate e città, mura e ripe;
- 7151ma dove più ossa che selci,
- 7152lasciarono? Presero e Nissa
- 7153l’antica, vestita a gramaglia,
- 7154drappi vestita le case
- 7155dolenti ove suda il contagio
- 7156la casa che in prima all’Iddio
- 7157dell’imperatore Dusciano.
- 7158la chiesa e la rocca, l’altare
- 7159Il verde Vàrdari tingi
- 7160come la Nìssava a Vlasca,
- 7161colora il Vàrdari come
- 7162lo stagno di Vlàsina fatto
- 7163Ma il Tìmaco, o gente di Giorgio
- 7164che scannò il suo padre con sacra
- 7165mano perché servo non fosse,
- 7166il Tìmaco tingi in eterno,
- 7167in eternità dell’infamia,
- 7168dalla sorgente alla foce
- 7169dallo stupro contro la sponda,
- 7170Da Scòplia il Bulgaro nero
- 7171di Vèlico che si rappicca
- 7172la Vila, non radiche pesta,
- 7173combatti e pel focolare.
- 7174Così parla al sangue la Vila
- 7175dal crine del monte, la Vila
- 7176così stride e chiama a battaglia.
- 7177con le coltella e le accette.
- 7178Le madri combattono in frotta
- 7179col pargolo al seno e lo schioppo
- 7180le gravide, o in sella con due
- 7181Ljùbiza, ghiottume di corvi.
- 7182come manrovescio potente?
- 7183dalla dentatura d’alano.
- 7184Che vede egli? un Bulgaro nero
- 7185le brache e levando la mano?
- 7186il pennacchin tirolese
- 7187del boia longevo che crocchia
- 7188Che vede di turpe e di vile
- 7189lo schernitore, che vede?
- 7190Ve’ ve’ bagascion di corona,
- 7191ve’ bardassa in Cesare vòlto,
- 7192di unguenti asiatici liscio
- 7193che piglia da Cesare Giulio
- 7194il letto di re Nicomede!
- 7195mani, questo sacco di dolo
- 7196Cesare dei Bulgari neri,
- 7197come Simeone, è costui,
- 7198come Caloiàn di Preslavia,
- 7199con la squarcina del fiso,
- 7200condiscilo poi con zibetto,
- 7201con cinnamo e con spicanardo.
- 7202Lo manderai così concio
- 7203che il tuo riso crepiti e scrosci
- 7204di grazia Anna Dandolo e desti
- 7205del ceppo regale di Orosia
- 7206in vista dell’oste schierata,
- 7207danzò su le lance dei bani.
- 7208Diceano intanto gli araldi
- 7209in Prìlipa a Marco: «O signore,
- 7210contendono i re, dell’impero.
- 7211che tu dica a chi sia l’impero.»
- 7212Lode all’uno, grazie al verace!
- 7213In Còssovo teco i Latini
- 7214combatteranno domani
- 7215mentre il Lurco «A me è l’impero»
- 7216la grande lor vergine bianca.
- 7217di quelle, e vermiglia è la Cerna.
- 7218la pertinacia non rotta
- 7219che palpi le sucide dramme,
- 7220la gloria del nome latino
- 7221d’Asia che tuttora ti squamma,
- 7222di pietra fattasi fiamma,
- 7223come la Colonna divina
- 7224in Etam dinanzi ai figliuoli
- 7225d’Israele verso il deserto
- 7226lenito e per l’acque spartite?
- 7227Ma tu, o Greculo, merca.
- 7228Da tempo son morti i tuoi clefti.
- 7229Venditi. Non già ti compriamo,
- 7230Ma ti pagheremo d’acciaio.
- 7231la legge di ferro e di fuoco;
- 7232il dubbio, delitto il riposo,
- 7233viltà ogni vana parola,
- 7234che cozza scinde e s’incugna.
- 7235come un sol vivo alla pugna.
- 7236la forza dell’aquila regia
- 7237che batte con l’ala, col rostro
- 7238dilania, ghermisce con l’ugna.
- 7239NOTE
- 7240ODE ALLA NAZIONE SERBA
- 7241Lazaro Greblanovic, conte, creduto figliuolo naturale di Stefano, fu l’ultimo re grande di Serbia. Ebba Miliza per donna, d’insigne sangue, d’animo insigne. Nell’anno 1389 sul piano di Cossovo fu dal Turco reciso a un tratto il vigore della nazione e a Lazaro il capo; che poi, gettato nella corrente, raggiò a miracolo. Venne il re misero dalla pietà della sua gente posto tra i santi, come confessore e martire della patria, in Ravàniza sepolto, nella chiesa da lui costrutta «del proprio pane e della propria ricchezza, e senza le lacrime dei poveretti».
- 7242Vèlico fu, nel duro tempo di Giorgio il Nero (Kara-George), il più terribile degli aiduchi. La guerra egli amava per la guerra, sicché sempre pregava Dio che la Serbia non venisse in pace se non dopo la sua morte. Avendogli Giorgio assegnato la difesa della rocca di Negòtino e della terra circostante, egli con qualche migliaio d’uomini sostenne maravigliosamente l’assedio. Senza più vettovaglia, senza munizione, senza speranza di soccorsi, in un mucchio di rovine fumanti, sotto la minaccia d’un nemico venti volte più numeroso, non cedette; anzi di giorno e di notte moltiplicò le sortite temerarie, sempre valido, ardente, fidente, gaio. Avendo avvistato in lontananza una compagnia di Serbi e volendo abboccarsi col capitano, monta a cavallo, salta il fosso; con la sciabola tra i denti, con la pistola nel pugno, seguito da un solo de’ suoi, traversa il campo ottomano a furia. Si toglie di bocca la lama per gridare, a squarciagola: «O cani, ecco l’aiduco Vèlico!» Nessuno osa contrastargli il passo. Compie egli il suo disegno e rivolge la briglia a gran galoppo. Fende di nuovo la ressa ostile gridando: «O cani, ecco l’aiduco Vàlico che torna!». Gli è libero il passo. Egli rientra in Negòtino fra le sue torri mezzo diroccate.
- 7243Ma fu, una mattina, nel fare la ronda, riconosciuto da un cannoniere turco e preso di mira. La palla lo colse, e in due lo spezzò. Ai suoi che accorrevano egli ebbe il fegato di gridare quella parola che oggi è la legge dei Serbi, la nostra, quella dei nostri alleati.
- 7244Vucàssino ammazzato il pio imperatore Urosio figliuolo del grande Stefano, usurpò il regno; ed ebbe titolo di despota in prima, poi di re di Serbia e di Romania. Guerreggiò sempre, in vicenda di vittorie e di sconfitte; e trovò morte alfine in battaglia campale, affogato nella Màriza sanguinosa (1372).
- 7245Celeberrimo dei suoi eredi il primogenito, Marco, detto Cralievic, cioè figliuolo del re, lo stupendo eroe cantato nel poemi epici della nazione serba. Quando Marco ebbe trecent’anni, trecent’anni di giustizia e di guerra, la Vila gli annunziò la morte prossima e Dio lo addormentò in un sonno che non si romperà se non quando gli si sguainerà da sé la lunga spada. Ecco, s’ode il suo grande cavallo macchiato nitrire, e la spada è già nuda...
- 7246Le Vile sono una sorta di deità che abitano i gioghi, i boschi, le fiumane. Vengono a soccorrere, a incitare, a consolare, a medicare i combattenti. Cavalcano sopra le nubi, sul crine dei monti, danzano sopra lance rizzate; annunziano, predicono, ammoniscono.
- 7247Le patrizie veneziane Anna Dandolo (1217-1221) e Costanza Morosini (1321) furono regine di Serbia: e il patrizio fiorentino Esaù de’ Buondelmonti (1386-1403) sposò una donzella della Stirpe regia di Orosia.
- 7248PREGHIERE DELL’AVVENTO
- 7249[MCMXV]
- 7250PER I MORTI DEL MARE
- 7251[XI DECEMBRE MCMXV]
- 7252Mare di Dio, che sceveri le sorti
- 7253dei combattenti nella sacra guerra,
- 7254io ti prego: non rendere i tuoi morti,
- 7255Mare, alla terra;
- 7256macera, né l’ossame che tra flutto
- 7257ma sì, nel gorgo acerbo come il pianto
- 7258duri il tuo nome;
- 7259ma sì tieni le spoglie nell’intorto
- 7260in te né pace
- 7261in te né tregua né salute a noi
- 7262Miseri eroi, non caddero sul ponte
- 7263della nave, gioiosi di battaglia,
- 7264in un sangue perenne come fonte
- 7265che non s’accaglia;
- 7266del fuoco, nel rossore che non stagna,
- 7267che folgora, la scorsero con gli arsi
- 7268cigli come Vittoria catenata
- 7269lassù squassarsi;
- 7270cuffia d’un tratto rombano comando
- 7271che pesta e insacca, furon carne trita
- 7272da rempiere la gola del mortaio
- 7273contro il nemico enorme, solitaria
- 7274vider l’elice folle in cima all’erto
- 7275invan tese da un sol terrore urlante,
- 7276Ma l’insidia li colse, ma l’agguato
- 7277li pigliò, nell’immensa albàsia eguale:
- 7278di sùbito colcò pel sonno eterno
- 7279la bella nave, dandole carena
- 7280come a racconcio, sotto il lungo scherno
- 7281della sirena;
- 7282men che le spume.
- 7283di rosse giube?
- 7284Chi squarcia la foschìa dell’imminente
- 7285morte? Si leva un giorno di beata
- 7286l’anima umana.
- 7287congiunta ancóra al carcere dell’ossa
- 7288come fuoco si radica in catasta
- 7289dileguante con l’ultimo cannone
- 7290diritti come se facesser ala
- 7291diritti come sotto la gran gala
- 7292che ferisce le cime dell’ardore,
- 7293che mai non muore.
- 7294in quale gesta?
- 7295che tu le renda le profonde salme
- 7296Chi lungo i lidi tuoi, Mare dei prodi,
- 7297dell’insepolto?
- 7298Mare di Dio, le vittime che celi
- 7299dei sùpplici; ma duri ai tuoi fedeli
- 7300ma conservi le spoglie nell’intorto
- 7301in te né pace
- 7302in te né tregua né salute a noi
- 7303PER LA GLORIA
- 7304[XII DECEMBRE MCMXV]
- 7305Dio d’Italia, cui Dante il duro viso
- 7306incotto dalla vampa dell’Inferno
- 7307Dio d’Italia, che gli uomini di parte
- 7308cementarono vivo in pietre conce,
- 7309il sangue cittadin con le bigonce
- 7310mischiando nella calce a far lor arte;
- 7311Dio d’Italia, bellezza che il titano
- 7312Michelangelo in cupola ed in volta
- 7313Dio di gloria, tu fa questo giudicio
- 7314della gloria, tu giudica di noi
- 7315Dicean eglino: «Dove sono i vostri
- 7316morti? Quante migliaia di migliaia
- 7317Dove i combattimenti disperati
- 7318Chi vi devasta i campi? chi v’affama?
- 7319chi vi rempie le vie di mutilati?
- 7320Dentro il fetore della sepoltura
- 7321caldo, o ti volti su qualcosa informe?
- 7322della follia, che genera il fragore,
- 7323dei morti occhiuti, alle trincere sgombre?
- 7324di fuoco, a mascherarvi come i mimi?
- 7325ciechi d’un pianto stupido ed atroce?
- 7326dolosa? e ch’è sigillo di giustizia
- 7327lo stival lordo quando schiaccia e passa?
- 7328Dove sono le donne con nel seno
- 7329due rosse piaghe, Amàzoni dell’onta?
- 7330dove i validi figli con l’impronta
- 7331di poltronìa, col pollice di meno?
- 7332disfatti? quanti senza focolari
- 7333Contiamo. Avete appreso ben quest’arte?
- 7334diritto avrà di primogenitura
- 7335campi erano pantani roggi. L’oro
- 7336colava come il sangue, ed era orrendo.
- 7337Le donne non avevano più mani
- 7338da giugnere, ma moncherini oranti.
- 7339Le cattedrali non avean più santi
- 7340che pregassero in sommo agli archi vani.
- 7341Il fanciullo copriva il limitare,
- 7342del sangue soffocava il Dio vivente.
- 7343L’Italia era in disparte. Taciturna
- 7344volgeva la sua faccia verso il mare
- 7345L’ombra mordeva il suo bel capo stretto
- 7346Come chi forte nel pensier tenzona,
- 7347Di sé nutriva il suo divino male.
- 7348Come l’eroe delle speranze inulto,
- 7349che le rodesse il fegato immortale.
- 7350diceano i delicati proci: «O fiore
- 7351della terra, o benigna Italia, amore
- 7352degli uomini, ubertà degli iddii miti,
- 7353degli iddii tutti! L’Iddio tuo ti guardi!
- 7354Cesare è cenere, e smarrito è il dado.
- 7355come al grifagno sul fatale guado.
- 7356Duro nemico: in vento di Croazia
- 7357Mal ti difenderebbe la tua grazia.
- 7358Italia! Ogni tua pietra t’ingioiella,
- 7359Chi s’ardirà con l’ispida trincea
- 7360candida. Non ti giova il dado audace
- 7361inno vasto di giubilo, o torrenti
- 7362di giovinezza, o sùbiti torrenti
- 7363di sangue, verso l’Alpe e verso il mare!
- 7364Diceva il Patto: «Dove sono i tuoi
- 7365morti?» Dal Chiese gelido all’Isonzo
- 7366Li raccogliamo su le grandi cime,
- 7367dove l’anima e l’aere sublime
- 7368Dio di gloria, tu fa questo giudicio
- 7369della gloria, tu giudica di noi
- 7370Di poi verranno i savii partitori
- 7371Ma tu fa, Dio d’Italia, che al tuo cenno
- 7372PER IL RE
- 7373[XII DECEMBRE MCMXV]
- 7374cercando nella cruda alpe nevosa,
- 7375Dio vero, i tuoi prodigi.
- 7376col combattente e non isdegna il duro
- 7377macigno alla sua sosta
- 7378che sotterra è nascosta.
- 7379che in casta forza il tremante dolore
- 7380cangia con l’occhio fermo,
- 7381il Re che in fronte ha la ruvida ruga
- 7382la tempia dell’infermo.
- 7383chinato verso ogni bella ferita
- 7384che è rosa del suo regno,
- 7385chinato verso il sorriso dei morti,
- 7386verso il sorriso immortale dei morti,
- 7387che è l’alba del suo regno.
- 7388PER LA REGINA
- 7389[XIX DECEMBRE MCMXV]
- 7390incoronò del crine di viola
- 7391lasciò la pia Gevròsima alla trave
- 7392chiamando il fratel Mòncilo fra il pianto,
- 7393Volarono laggiù sul Monte Nero
- 7394dodici aquile bianche con gran strido.
- 7395Il vecchio padre, il candido guerriero,
- 7396le piange in mezzo al cuore.
- 7397i corvi lordi. A valle la Boiana
- 7398il veglio, e conta l’ore.
- 7399Mangiato han neve e neve hanno bevuto,
- 7400che in sogno sta tra due fiumane calde.
- 7401l’ombra del tuo pallore.
- 7402Veglia e s’affanna per due mute piaghe.
- 7403PEL GENERALISSIMO
- 7404[XIX DECEMBRE MCMXV]
- 7405di maestro; e il vigor soverchiò l’arte.
- 7406La sua chiusa virtù, che par novella,
- 7407diamante che incudine non doma.
- 7408V’incise il segno mistico di Roma,
- 7409Dio d’Italia, l’acume del tuo fato.
- 7410del tempo e il solco dello studio scava
- 7411Conta le sue fatiche a ruga a ruga,
- 7412di quella volontà che il cor gli fruga.
- 7413la fronte di quel giusto che l’obbrobrio
- 7414cinse; ma v’era incancellato il sobrio
- 7415l’anima al segno e il tratto non misura.
- 7416la morta riva domina in Vinegia
- 7417minacciata dal barbaro e dispregia
- 7418la minaccia del ciel, solo, a cavallo,
- 7419che converso abbia in elmo il suo cappuccio
- 7420come balestra lancia i suoi bolzoni,
- 7421come mortaio lancia le sue bombe.
- 7422del suo tacito genio e del suo fato,
- 7423da valicare e gioghi e vette e gole,
- 7424Vigila ai ponti dell’Isonzo; a Plezzo
- 7425la trincea nella neve ed issa il pezzo.
- 7426la terra combattuta, arsa e distrutta,
- 7427dentro gli sorge, dentro gli sprofonda.
- 7428La malga e il picco, il botro e la laguna,
- 7429la roccia e il muro, l’argine e la fossa
- 7430vivono in lui come le vene e l’ossa,
- 7431come i disegni della sua fortuna.
- 7432in lui, palpita in lui, freme e s’adira,
- 7433Verso tutte le cime della gloria
- 7434il suo pensiero si fa carne ardente,
- 7435la gran barra di fuoco arde e risuona.
- 7436la sua certezza in te, Dio ricomparso.
- 7437che tanto sangue non t’è dato invano.
- 7438che giugnea le manopole di maglia
- 7439in atto pio, nel cuor della battaglia
- 7440La sua casa egli pensa sul suo lago
- 7441d’una ghirlanda il terzo dei Cadorna
- 7442il tuo pane, io ti prego che tu m’oda.
- 7443PER I COMBATTENTI
- 7444[XXI GENNAIO MCMXVI]
- 7445PER I COMBATTENTI
- 7446verso te, non gli altari tuoi cruenti
- 7447in sfera, tra le tue falangi assunte;
- 7448ma ci prostriamo con la fronte bassa,
- 7449ma contro il suolo noi poniam la fronte
- 7450c’inginocchiamo, o Dio della battaglia.
- 7451dove la Patria è nostra, nella mota,
- 7452dove la zolla è come nostra polpa,
- 7453dove il fiore è un pensiero di mill’anni
- 7454intimo e fresco in noi come gli affanni
- 7455dove la foglia è un cuore che si frange,
- 7456dove il sasso è la vertebra scolpita
- 7457d’una potenza che in un’altra vita
- 7458dove tutto per noi ricorda e spera,
- 7459dove a noi l’acqua è lacrime e rugiade,
- 7460dov’è l’autunno tutto quel che cade
- 7461di noi tristi, dov’è la primavera
- 7462di giù, Dio che col fuoco ti riveli;
- 7463dei combattenti sono le radici
- 7464della tua primavera annunziata
- 7465dall’Arcangelo, i piedi dolorosi
- 7466dei combattenti, i piedi sanguinosi
- 7467dei figli nella terra insanguinata,
- 7468come vele tesate dalle scotte.
- 7469crescere l’inno e rimbombar la strada
- 7470Il cuore delle madri coraggiose
- 7471Le città ridivennero eroine
- 7472Le città ebber l’anima d’acciaio
- 7473duce e seguace. Ed era il primo bando.
- 7474virginee, le vittime più certe,
- 7475la madre delle messi e degli eroi;
- 7476ché, ubertà di Dio, lungo le strade
- 7477degli eserciti già spigava il grano
- 7478dell’alpe, come il grano e come i gigli.
- 7479com’è simile al mosto il sangue ardente,
- 7480Il valor rise come il fiore sboccia.
- 7481Ma dall’immondo Barbaro la viva
- 7482come quell’ira che del fango ingozza
- 7483i chiari primigeniti del sole,
- 7484dei pampini all’amico olmo soavi,
- 7485costrusse il suo sepolcro ognor più grande.
- 7486costrusse il suo sepolcro ognor più saldo.
- 7487Il ciel del Palatino ebber gli eroi
- 7488intorno ai petti; e l’impeto devoto
- 7489Impeto, primogenito del fuoco,
- 7490Impeto, condottiere dell’assalto
- 7491disperato, che cozzi con la fronte
- 7492Impeto, ghermitor della fortuna
- 7493improvviso, che sì l’insegui e serti
- 7494con la punta alle reni e sì l’afferri
- 7495demone della nostra lotta, gloria
- 7496PER I CITTADINI
- 7497[XXII GENNAIO MCMXVI]
- 7498PER I CITTADINI
- 7499della fatica
- 7500il silenzio si fa ne’ cuori attenti,
- 7501viene e trema nel cerchio del chiarore,
- 7502che non è pianto ed è più che dolore,
- 7503dei primi artieri
- 7504dei sogni con un’ansia in cuor confusa,
- 7505la trincea tetra, la penosa bolgia,
- 7506il fango imputridito
- 7507le piaghe non fasciate
- 7508i morti non sepolti
- 7509dei vivi senza sonno
- 7510il taciturno tuo combattimento:
- 7511le piaghe in carne viva,
- 7512l’agonia che sorride
- 7513immortalmente;
- 7514che del sangue fraterno
- 7515ma nell’ombra del suo
- 7516carnal pallore
- 7517il confino dell’anima trapassa
- 7518la bianca lana e col fil bigio agucchia,
- 7519dinanzi alla sua fossa,
- 7520cupa ha il colore della terra smossa,
- 7521il color che le scorre tra le dita
- 7522leni di maglia in maglia;
- 7523cieca e lontana,
- 7524vede ella d’improvviso la ferita
- 7525che la corrompe,
- 7526conduce col suo cuore vigilante
- 7527di carità trasfonde
- 7528dal sitibondo Carso
- 7529che mai non si disseta,
- 7530di là da quella mèta
- 7531che si trapassa per non ritornare,
- 7532candido come ossame
- 7533di ferro ch’ei tagliò tra legno e legno
- 7534confitti come croce al sacrificio
- 7535dell’eroe sovrumano;
- 7536di lacrime ma pone la sua mano
- 7537che ricevuto ha in sé la grazia e il sangue
- 7538dei suoi fratelli e il fiato
- 7539come se dentro il calice d’un fiore
- 7540con la man dolcemente
- 7541ma questo prendi e me con lui se valgo»:
- 7542degli agi suoi, e non s’indugia a mensa
- 7543che alcun del sangue suo
- 7544che croscia su gli alari,
- 7545dei picchi invitti come il diamante,
- 7546che la sizza scoperchia,
- 7547ma rinunzia egli i beni ed è l’eguale
- 7548del povero che offre
- 7549che logora con gli ossi delle dita
- 7550le lente avemarie senza parola
- 7551come la soglia del sepolcro, pensa
- 7552che le rimane
- 7553d’oro consunto,
- 7554via seguitando il suon delle campane,
- 7555la melodia di Cristo antica e nova;
- 7556come canto novello
- 7557il canto del Beato
- 7558Vivi morendo in pace»:
- 7559IL RINATO
- 7560[I GENNAIO MCMXVI]
- 7561IL RINATO
- 7562i magi, non andava innanzi a loro
- 7563dei Messaggeri in Betleem di Giuda
- 7564calda di fiati nella notte cruda;
- 7565intonarono cantico di gioia.
- 7566cava il Figliuol dell’uomo; e solo quivi,
- 7567messo in fasce da piaghe, si giacea.
- 7568Laude gli era il rimbombo senza fine
- 7569cantico gli era il croscio delle mine
- 7570ventato su dalle carneficine.
- 7571dei dì prossimi, l’ombra fu promessa
- 7572di luce, il buio fu di luce ostaggio.
- 7573del suo profeta: «Un grido è stato udito
- 7574in Rama, un mugolìo di leonessa,
- 7575l’ultimo suo non anche seppellito.
- 7576de’ suoi figliuoli che non sono più.
- 7577Il Signore ha creata una virtù
- 7578in carne i tuoi germogli, o genitrice.
- 7579moltiplicati dal combattimento.
- 7580li seppellisci ed io li dissotterro.
- 7581Ma «Colui ch’è il più forte» era il suo nome.
- 7582LA PREGHIERA DI DOBERDÒ
- 7583[SETTEMBRE MCMXVI]
- 7584LA PREGHIERA DI DOBERDÒ
- 7585A LUIGI CADORNA
- 7586[IV SETTEMBRE MCMXVII]
- 7587A LUIGI CADORNA
- 7588l’Italia l’alza in cima della spada,
- 7589come un arco tra il Vòdice e l’Ermada;
- 7590la tua vittoria, col tuo pugno forte.
- 7591Carso col fiore dei tuoi fanti imberbi.
- 7592LA CANZONE DEL QUARNARO
- 7593[XI FEBBRAIO MCMXVIII]
- 7594LA CANZONE
- 7595DEL QUARNARO
- 7596cuoia dure, dura fronte,
- 7597mani macchine armi pronte,
- 7598Con un’ostia tricolore
- 7599Come piaga incrudelita
- 7600coce il rosso nel costato,
- 7601con in pugno la sementa
- 7602da gittar nel solco avaro.
- 7603il buon seme della schiatta,
- 7604la fedel seminatrice,
- 7605dov’è merce la disfatta,
- 7606dove un Zanche la baratta
- 7607Il profumo dell’Italia
- 7608Da Lussin, da Val d’Augusto
- 7609vien l’odor di Roma al cuore.
- 7610Improvviso nasce un fiore
- 7611che l’ulivo fa d’argento.
- 7612delle schiene, sottovento.
- 7613Dolce è ogni albero stento,
- 7614Il lentisco il lauro il mirto
- 7615Monta su per i valloni
- 7616la fumea di primavera,
- 7617copre tutta la costiera,
- 7618Dentro i covi degli Uscocchi
- 7619Il ruggito della belva
- 7620Contro sfida leonina
- 7621della notte fuochi e stelle.
- 7622Dove son gli impiccatori
- 7623degli eroi? Tra le lenzuola?
- 7624Dove sono i portuali
- 7625che millantano da Pola?
- 7626cinquantenne entro il riparo?
- 7627Dove sono gli ammiragli
- 7628d’arzanà? Su la ciambella?
- 7629dedicata a san Nazaro.
- 7630Da Lussin alla Merlera,
- 7631da Calluda ad Abazia,
- 7632cuoia dure, dura fronte,
- 7633mani macchine armi pronte,
- 7634ALL’AMERICA IN ARMI
- 7635[VI LUGLIO MCMXVIII]
- 7636ALL’AMERICA IN ARMI
- 7637LA PREGHIERA DI SERNAGLIA
- 7638[OTTOBRE MCMXVIII]
- 7639LA PREGHIERA DI SERNAGLIA
- 7640CANTICO PER L’OTTAVA
- 7641DELLA VITTORIA
- 7642[III-XI NOVEMBRE MCMXVIII]
- 7643CANTICO PER L’OTTAVA
- 7644DELLA VITTORIA
- 7645Come la spada a due tagli leva il tuo canto puro
- 7646che la nostra anima nuda fenda, mentre Bonturo
- 7647mal mondato nel trivio bercia.
- 7648Verità cinta di lauro, ben tu oggi mi scegli
- 7649come quando su lo strame d’Italia i tristi vegli
- 7650contro il sogghigno dei vigliacchi.
- 7651mi trema e condurla non posso.
- 7652del tempio, uno scudo percosso.
- 7653Il giubilo è una rapina bella, un ratto felice.
- 7654Come chi chiama la luce pel suo nome divino,
- 7655come chi chiama la luce pel suo nome e al mattino
- 7656comanda che nasca dal mare,
- 7657di dolcezza e di spavento. Non tu sembri un’aurora
- 7658che abbia volontà di cantare?
- 7659come un’aurora chiomata d’astri ignoti, che sia
- 7660Dalle calcagna possenti fino alle rosee dita
- 7661La notte pallida s’apre come si squarcia un velo.
- 7662il mare la terra e gli eroi.
- 7663da secoli per cantare quest’inno che sovrasta
- 7664la speranza e supera il fato.
- 7665dell’amore il verso stellato.
- 7666in te nova. Sei la grande Carmenta. Ecco che t’odo
- 7667cantando dai bei veroni veneti, bionde e chiare
- 7668ch’è scolpita nel mio petto com’è scolpita appiede
- 7669di Santa Maria Zobenigo,
- 7670dalla gran nave di sasso, tra battistero e altare,
- 7671ma per gli occhi del suo veggente,
- 7672ma per gli occhi del suo cieco, pei fisi occhi riarsi
- 7673dall’ardore del futuro ch’egli vede levarsi
- 7674la cecità del profeta reduce dai tre mondi
- 7675dàlmate la più dorata! Sei nelle tue colonne
- 7676come il fuoco nell’alabastro.
- 7677La tua gioia è come l’oro fulva. Sotto l’artiglio
- 7678il tuo libro si riapre. Fiorisce come un giglio
- 7679il tuo cipresso nell’incastro.
- 7680La sùbita primavera si crinisce di pioggia.
- 7681La rondine d’oriente torna nella tua loggia
- 7682Disseppellisci di sotto l’altare i tuoi stendardi
- 7683le isole nutrici di api, da Zirona a Lagosta,
- 7684canta con dodici bocche nel tuo fonte, o Ragusa;
- 7685canto nato col mattino. Tocca il cuore ferito
- 7686degli eroi nella terra nera.
- 7687come se in tutti e in ciascuno san Francesco d'Assisi
- 7688che sono i fratelli del Grappa,
- 7689da un sangue repente; e vanno, s’accrescono, soldati
- 7690della luce, di tappa in tappa.
- 7691Chi è con loro? Chi viene, riavvampato anch’esso
- 7692di gioventù sovrumana, come aveva promesso?
- 7693Legatemi al mio cavallo. Ma ch’io veda la stella
- 7694d’Italia su la Verruca! Cinghiatemi alla sella.
- 7695Ma ch’io venga all’ultima guerra!»
- 7696dal Vascello e dalla Corsina
- 7697della nova gloria latina,
- 7698che per ala ha il candido manto,
- 7699cavalca Egli nel delirio come in un nembo ardente,
- 7700l’inalza alla vita del canto.
- 7701dal mio petto? Son io servo dell’inno senza lira
- 7702come questo giorno m’è nato?
- 7703della trasfiguratrice? Che val se m’incoroni?
- 7704in tutte le tue creature.
- 7705Con una meravigliosa gioia tesi le mani
- 7706La inseguii di là da ogni mèta al mio cor promessa.
- 7707il volo la schiuma l’assalto.
- 7708L’arcangelo del mio nome, nel dì del Resurressi,
- 7709Ma dov’era il tuo fratello? la sua forza dov’era?
- 7710dell’ala avevan disteso, né con le foglie sante
- 7711coperto il nudato suo cuore;
- 7712Ma, se la vita è mortale, se la morte è immortale,
- 7713in te vita e morte oggi invoco.
- 7714L’agonia si fa melodia.
- 7715La notte pallida s’apre come si squarcia un velo.
- 7716Come chi chiama la luce pel suo nome divino,
- 7717come chi chiama la luce pel suo nome e al mattino
- 7718comanda che nasca dall’acque,
- 7719Da oriente a ponente l’inno prima s’intona:
- 7720Da ostro a settentrione scroscia l’inno secondo:
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