Italienisch Ausgabe
Geschichte
Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799
BooksWhale-Ausgabe auf Italienisch von Vincenzo Cuoco
Cuoco interpreta la rivoluzione napoletana come scontro tra riforma astratta e realtà nazionale.
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Bucheinführung
Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799
Il Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799 analizza cause, errori e lezioni politiche della Repubblica Napoletana. Cuoco riflette su rivoluzione, popolo, élite, imitazione dei modelli francesi e rapporto tra idee moderne e condizioni storiche italiane.
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Vincenzo Cuoco died in 1823, and Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799 was first published or composed in 1801; these dates support the public-domain basis for this edition.
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Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799
Vincenzo Cuoco
Caedo cur vestram rempublicam tantam perdidistis tam cito?
Pomponio Attico , presso Cicerone , De senectute .
VorschaukapitelPREFAZIONEVorschau
alla seconda edizione
Quando questo Saggio fu pubblicato per la prima volta, i giudizi pronunziati sul medesimo furon molti e diversi, siccome suole inevitabilmente avvenire ad ogni libro, del quale l’autore ha professata imparzialitá, ma non sono imparziali i lettori. Il tempo però ed il maggior numero han resa giustizia, non al mio ingegno né alla mia dottrina (ché né quello né questa abbondavano nel mio libro), ma alla imparzialitá ed alla sinceritá colla quale io avea in esso narrati avvenimenti che per me non eran stati al certo indifferenti.
Della prima edizione da lungo tempo non rimaneva piú un esemplare; e, ad onta delle molte richieste che ne avea, io avrei ancora differita per qualche altro tempo la seconda, se alcuni, che han tentato ristamparla senza il mio assentimento, non mi avessero costretto ad accelerarla.
Dopo la prima edizione, ho raccolti i giudizi che il pubblico ha pronunziati, ed ho cercato, per quanto era in me, di usarne per rendere il mio libro quanto piú si potesse migliore.
Alcuni avrebbero desiderato un numero maggiore di fatti. Ed in veritá io non nego che nella prima edizione alcuni fatti ho omessi, perché li ignorava; altri ho taciuti, perché ho creduto prudente il tacerli; altri ho trasandati, perché li reputava poco importanti; altri finalmente ho appena accennati. Ho composto il mio libro senza aver altra guida che la mia memoria: era impossibile saper tutti gl’infiniti accidenti di una rivoluzione, e tutti rammentarli. Molti de’ medesimi ho saputi posteriormente, e, di essi, i piú importanti ho aggiunti a quelli che giá avea narrati. Ad onta però di tutte le aggiunzioni fatte, io ben mi avveggo che coloro, i quali desideravano maggior numero di fatti nella prima edizione, ne desidereranno ancora in questa seconda. Ma il mio disegno non è stato mai quello di scriver la storia della rivoluzione di Napoli, molto meno una leggenda. Gli avvenimenti di una rivoluzione sono infiniti di numero; e come no, se in una rivoluzione agiscono contemporaneamente infiniti uomini? Ma, per questa stessa ragione, è impossibile che tra tanti avvenimenti non vi sieno molti poco importanti e molti altri che si rassomiglian tra loro. I primi li ho trascurati, i secondi li ho riuniti sotto le rispettive loro classi. Piú che delle persone, mi sono occupato delle cose e delle idee. Ciò è dispiaciuto a molti, che forse desideravano esser nominati; è piaciuto a moltissimi, che amavano di non esserlo. I nomi nella storia servon piú alla vanitá di chi è nominato che all’istruzione di chi legge. Quanti pochi sono gli uomini che han saputo vincere e dominare le cose? Il massimo numero è servo delle medesime; è tale, quale i tempi, le idee, i costumi, gli accidenti voglion che sia: quando avete ben descritti questi, a che giova nominar gli uomini? Io sono fermamente convinto che, se la maggior parte delle storie si scrivesse in modo di sostituire ai nomi propri delle lettere dell’alfabeto, l’istruzione, che se ne ritrarrebbe, sarebbe la medesima. Finalmente, nella considerazione e nella narrazione degli avvenimenti, mi sono piú occupato degli effetti e delle cagioni delle cose che di que’ piccioli accidenti che non sono né effetti né cagioni di nulla, e che piaccion tanto al lettore ozioso sol perché gli forniscono il modo di poter usare di quel tempo che non saprebbe impiegare a riflettere.
Dopo tali osservazioni, ognun vede che i fatti che mi rimanevano ad aggiugnere eran in minor numero di quello che si crede. Ragionando con molti di coloro i quali avrebbero desiderati piú fatti, spesso mi sono avveduto che ciò che essi desideravano nel mio libro giá vi era: ma essi desideravano nomi, dettagli, ripetizioni; e queste non vi dovean essere. Per qual ragione distrarrò io l’attenzione del lettore tra un numero infinito d’inezie e lo distoglierò da quello ch’io reputo vero scopo di ogni istoria, dalla osservazione del corso che hanno, non gli uomini, che brillano un momento solo, ma le idee e le cose, che sono eterne? Si dirá che il mio libro non merita il nome di «storia»; ed io risponderò che non mi sono giammai proposto di scriverne. Ma è forse indispensabile che un libro, perché sia utile, sia una storia?
VorschaukapitelLETTERA DELL'AUTOREVorschau
a
Inhaltsverzeichnis
In dieser Ausgabe
- 01Full text
- 02PREFAZIONE
- 03LETTERA DELL'AUTORE
- 04N.Q.
- 05I
- 06INTRODUZIONE
- 07II
- 08STATO DELL’EUROPA DOPO IL 1793
- 09III
- 10STATO D’ITALIA FINO ALLA PACE DI CAMPOFORMIO
- 11IV
- 12NAPOLI — REGINA
- 13V
- 14STATO DEL REGNO — AVVILIMENTO DELLA NAZIONE
- 15VI
- 16INQUISIZIONE DI STATO
- 17VII
- 18CAGIONI ED EFFETTI DELLA PERSECUZIONE
- 19VIII
- 20AMMINISTRAZIONE
- 21IX
- 22FINANZE
- 23X
- 24XI
- 25GUERRA
- 26XII
- 27partí
- 28XIII
- 29FUGA DEL RE
- 30XIV
- 31ANARCHIA DI NAPOLI ED ENTRATA DE’ FRANCESI
- 32XV
- 33PERCHÉ NAPOLI DOPO LA FUGA DEL RE NON SI
- 34ORGANIZZÓ
- 35A REPUBBLICA?
- 36XVI
- 37STATO DELLA NAZIONE NAPOLITANA
- 38XVII
- 39IDEE DE’ PATRIOTI
- 40XVIII
- 41RIVOLUZIONE FRANCESE
- 42XIX
- 43QUANTE ERANO LE IDEE DELLA NAZIONE?
- 44XX
- 45PROGETTO DI GOVERNO PROVVISORIO
- 46XXI
- 47MASSIME CHE SI SEGUIRONO
- 48XXII
- 49ACCUSA DI ROTONDO — COMMISSIONE CENSORIA
- 50XXIII
- 51LEGGI — FEDECOMMESSI
- 52XXIV
- 53LEGGE FEUDALE
- 54XXV
- 55RELIGIONE
- 56XXVI
- 57TRUPPA
- 58XXVII
- 59GUARDIA NAZIONALE
- 60XXVIII
- 61IMPOSIZIONI
- 62XXIX
- 63FAIPOULT
- 64XXX
- 65PROVINCE — FORMAZIONE DI DIPARTIMENTI
- 66XXXI
- 67ORGANIZZAZIONE DELLE PROVINCE
- 68XXXII
- 69SPEDIZIONE CONTRO GL’INSORGENTI DI PUGLIA
- 70XXXIII
- 71SPEDIZIONE DI SCHIPANI
- 72XXXIV
- 73CONTINUAZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE PROVINCE.
- 74XXXV
- 75MANCANZA DI COMUNICAZIONE
- 76XXXVI
- 77POLIZIA
- 78XXXVII
- 79PROCIDA — SPEDIZIONE DI CUMA — MARINA
- 80XXXVIII
- 81IDEE DI TERRORISMO
- 82XXXIX
- 83NUOVO GOVERNO COSTITUZIONALE
- 84XL
- 85SALE PATRIOTICHE
- 86XLI
- 87COSTITUZIONE — ALTRE LEGGI
- 88XLII
- 89ABOLIZIONE DEL TESTATICO,
- 90DELLA GABELLA DELLA FARINA E DEL PESCE
- 91XLIII
- 92RICHIAMO DE’ FRANCESI
- 93XLIV
- 94RICHIAMO DI ETTORE CARAFA DALLA PUGLIA
- 95XLV
- 96CARDINAL RUFFO
- 97il
- 98XLVI
- 99MINISTRO DELLA GUERRA
- 100XLVII
- 101DISFATTA DI MARIGLIANO
- 102XLVIII
- 103CAPITOLAZIONE
- 104XLIX
- 105PERSECUZIONE DE’ REPUBBLICANI
- 106L
- 107TALUNI PATRIOTI
- 108LI
- 109CONCLUSIONE
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