
Italienisch Ausgabe
Literatur
Una donna
BooksWhale-Ausgabe auf Italienisch von Sibilla Aleramo
Un romanzo autobiografico decisivo su maternità, matrimonio, coscienza femminile e libertà personale.
- Vorschau
- Auszug aus dem vorbereiteten Text
- Formate
- Online-Reader, EPUB, PDF
- Zugriff
- Bibliotheks-Claim
Bucheinführung
Una donna
Una donna racconta la formazione dolorosa di una coscienza femminile tra famiglia, violenza, maternità e desiderio di autonomia. Aleramo dà voce a una svolta della letteratura italiana moderna e del pensiero femminista.
BooksWhale-Ausgabe
Wie diese Ausgabe vorbereitet wurde
Diese Ausgabe basiert auf einem gemeinfreien Text und wurde von BooksWhale für digitales Lesen vorbereitet.
Public-Domain-Grundlage
Warum diese Ausgabe geteilt werden kann
Una donna fu pubblicato nel 1906. La sua pubblicazione anteriore al 1931 sostiene il pubblico dominio del testo italiano originale negli Stati Uniti.
Vorschau lesen
Auszug aus dem vorbereiteten Text
Vorschau aus dem vorbereiteten Lesetext.
VorschaukapitelFull textVorschau lesen
Una donna
Sibilla Aleramo
VorschaukapitelPARTE PRIMA.Vorschau
PARTE PRIMA.
VorschaukapitelI.Vorschau
La mia fanciullezza fu libera e gagliarda. Risuscitarla nel ricordo, farla riscintillare dinanzi alla mia coscienza, è un vano sforzo. Rivedo la bambina ch’io ero a sei, a dieci anni, ma come se l’avessi sognata. Un sogno bello, che il menomo richiamo della realtà presente può far dileguare. Una musica, fors’anche: un’armonia delicata e vibrante, e una luce che l’avvolge, e la gioia ancora grande nel
ricordo.
Per tanto tempo, nell’epoca buia della mia vita, ho guardato a quella mia alba come a qualcosa di perfetto, come alla vera felicità. Ora, cogli occhi meno ansiosi, distinguo anche ne’ miei primissimi anni qualche ombra vaga e sento che già da bimba non dovetti mai credermi interamente felice. Non mai disgraziata, neppure; libera e forte, sì, questo dovevo sentirlo. Ero la figliuola maggiore, esercitavo senza timori la mia prepotenza sulle due sorelline e sul fratello: mio padre dimostrava di preferirmi, e capivo il suo proposito di crescermi sempre migliore. Io avevo salute, grazia, intelligenza—mi si diceva—e giocattoli, dolci, libri, e un pezzetto di giardino mio. La mamma non si opponeva mai a’ miei desiderî. Perfino le amiche mi erano soggette
spontaneamente.
L’amore per mio padre mi dominava unico. Alla mamma volevo bene, ma per il babbo avevo un’adorazione illimitata; e di questa differenza mi rendevo conto, senza osare di cercarne le cause. Era lui il luminoso esemplare per la mia piccola individualità, lui che mi rappresentava la bellezza della vita: un istinto mi faceva ritenere provvidenziale il suo fascino. Nessuno gli somigliava: egli sapeva tutto e avea sempre ragione. Accanto a lui, la mia mano nella sua per ore e ore, noi due soli camminando per la città o fuori le mura, mi sentivo lieve, come al disopra di tutto. Egli mi parlava dei nonni, morti poco dopo la mia nascita, della sua infanzia, delle sue imprese fanciullesche meravigliose, e dei soldati francesi ch’egli, a otto anni, avea visto arrivare nella sua Torino, «quando l’Italia non c’era ancora». Un tale passato aveva del fantastico. Ed egli m’era accanto, con l’alta figura snella, dai movimenti rapidi, la testa fiera ed eretta, il sorriso trionfante di giovinezza. In quei momenti il domani mi appariva pieno
di promesse avventurose.
Il babbo dirigeva i miei studi e le mie letture, senza esigere da me molti sforzi. Le maestre, quando venivano a trovarci a casa, lo ascoltavano con meraviglia e talvolta, mi pareva, con profonda deferenza. A scuola ero tra le prime, e spesso avevo il dubbio d’avere un privilegio. Sin dalle prime classi, notando la differenza dei vestiti e delle refezioni, m’ero potuto formare un concetto di quel che dovevano essere molte famiglie delle mie compagne: famiglie d’operai gravate dalla fatica, o di bottegai grossolani. Rientrando in casa guardavo sull’uscio la targhetta lucente ove il nome di mio padre era preceduto da un titolo. Non avevo che cinque anni allorchè il babbo, che insegnava scienze nella cittaduzza ov’ero nata, s’era dimesso in un giorno d’irritazione e s’era unito con un cognato di Milano, proprietario d’una grossa casa commerciale. Io capivo che egli non doveva sentirsi troppo contento della sua nuova situazione. Quando lo vedevo, in qualche pomeriggio libero, entrare nello stanzino ov’erano raccolti un poco in disordine alcuni apparecchi per esperienze di fisica e di chimica, comprendevo che là soltanto si trovava a suo agio.
E quante cose mi avrebbe insegnato il babbo!
Senz’essere impaziente, la mia curiosità dava un sapore acuto all’esistenza. Non m’annoiavo mai. Spesso rifiutavo d’accompagnar la mamma a qualche visita e restavo a casa, sprofondata in un gran seggiolone, a leggere i libri più disparati, sovente incomprensibili per me, ma dei quali alcuni mi procuravano una specie d’ebbrezza dell’immaginazione e mi astraevano completamente da me stessa. Se m’interrompevo, era per formular pensieri confusi; e lo facevo talora a voce sommessa, come scandendo dei versi che una voce interiore mi suggerisse. Arrossivo; come arrossivo di certe pose languide che assumevo nella stessa poltrona, quando mi accadeva per un attimo di trasportarmi colla fantasia nei panni d’una bella dama piena di seduzioni. Potevo distinguere tra affettazione e spontaneità? Mio padre giudicava con una indifferenza un poco sprezzante ogni manifestazione di pura poesia: diceva di non capirla: la mamma, sì, ripeteva ogni tanto qualche strofa carezzevole e nostalgica, o modulava colla voce appassionata spunti di vecchie romanze; ma sempre quando il babbo non c’era. E sempre io ero disposta a credere che mio padre avesse ragione
Inhaltsverzeichnis
In dieser Ausgabe
- 01Full text
- 02PARTE PRIMA.
- 03I.
- 04II.
- 05parte migliore del paese, non mancava di una certa bontà istintiva;
- 06III.
- 07giornata. Egli aveva venticinque anni, la persona maschia e snella, il
- 08IV.
- 09parte di mio padre. Non avevano, circa un anno prima, le stesse lingue
- 10V.
- 11VI.
- 12VII.
- 13VIII.
- 14IX.
- 15PARTE SECONDA.
- 16X.
- 17XI.
- 18giornata ad accertarsi che io non abusavo di quel po’ di libertà. Mi
- 19XII.
- 20XIII.
- 21XIV.
- 22XV.
- 23XVI.
- 24XVII.
- 25XVIII.
- 26XIX.
- 27PARTE TERZA.
- 28XX.
- 29XXI.
- 30parte con i meno favoriti. E una torbida sensazione di vergogna si
- 31XXII.
Sprachverfügbarkeit
Andere Sprachen
Weitere Sprachausgaben sind noch nicht veröffentlicht. Sobald verfügbar, werden sie hier verlinkt.
Andere Sprache anfragen