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Letteratura
La donna di garbo
Edizione BooksWhale in italiano di Carlo Goldoni
Una commedia di astuzia e travestimento in cui una donna intelligente domina le apparenze.
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Introduzione al libro
La donna di garbo
Rosaura usa prontezza, parola e strategia per affrontare uomini arroganti, promesse contrastanti e convenzioni sociali. Goldoni mette al centro una protagonista capace di guidare l’azione.
Edizione BooksWhale
Come è stata preparata
Questa edizione si basa su un testo di pubblico dominio ed è stata preparata da BooksWhale per la lettura digitale.
Base di pubblico dominio
Perché può essere condivisa
The original work is a public-domain classic by Carlo Goldoni, who died in 1793.
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La donna di garbo
Carlo Goldoni
Capitolo in anteprimaSCENA PRIMA.Anteprima
Rosaura
Brighella.
Rosaura
. Sì, Brighella, voglio appagarvi. La bontà che avete avuta per me, la vostra fedeltà e il debito ch’io vi professo, m’obbligano a darvi questa soddisfazione. Sono pronta a svelarvi l’esser mio, e per qual cagione mi sia dalla mia patria involata.
Brighella
. Veramente son sta un omo troppo facile a introdurve per serva qua in casa dei mii padroni, senza saver prima chi fussi. M’ha piasso la vostra idea e ho volesto crederve
, tanto più che ve se impegnada de dirme tutto. Ve prego mo no ingannarme, e più tosto che dirme qualche filastrocca, seguite a taser che me contento.
Rosaura
. No no, dirovvi la verità, non temete. Sappiate ch’io sono della città di Pavia, città celebre per il famoso studio di quella Università, che gareggia colle principali di Europa. Mio padre serve per bracciere a una dama di quella città, e mia madre serve di lavandaia uno di que’ Collegi. Io pure mi esercitava nell’inamidare le camicie de’ collegiali, ed appunto da ciò ebbero origine le mie sventure. Sapete che gli scolari del Collegio in Pavia hanno la libertà di girare, col pretesto di portarsi a’ pubblici studi. Ora vi dirò che uno di quelli in casa mia s’introdusse. Mi piacque il bel volto e l’aspetto di lui; ma più mi sorprese il suo bello spirito: onde poco tardai a innamorarmi di esso perdutamente; egli, secondo l’uso degli scolari, si prevalse della mia debolezza, si rese padrone del mio cuore, e di tutta me stessa. Finalmente, dopo un anno di reciproche tenerezze, cominciò a raffreddarsi l’infedele, e rallentando le visite, cambiò in complimenti gli affetti, e a poco a poco da me e dalla mia casa interamente si tolse. Considerate, Brighella, qual fosse allora il mio dolore, pensate alle smanie del tradito mio cuore: piansi, sospirai, e quasi quasi alla disperazione mi diedi.
Brighella
. Poverina! (La me fa compassion!) (da sé) Ma perchè vegnir via? Perchè scappar?
Rosaura
. Il giovine, terminati gli studi, partì senza nemmeno darmi un addio. Passò egli a Milano per vedere quella metropoli, prima di ritornare alla patria, ed io, risoluta di volerlo perseguitare sino alla morte, qui venni a prevenire il suo arrivo.
Brighella
. Donca sto vostro amante l’è bolognese?
Rosaura
. Non solo è bolognese
. Maravigliatevi, o Brighella; egli
è di questa casa, in cui siamo; è figlio del signor Dottore, già vostro ed ora anche mio padrone.
Brighella
. Come? El sior Florindo?
Rosaura
. Appunto: Florindo è colui che mi ha ingratamente tradita.
Brighella
. Ma el se attende a momenti.
Rosaura
. Venga egli pure; vedrà se saprò vendicarmi.
Brighella
. Per che causa vegnir mo giusto a servir in sta casa? V’ho pur proposto dei altri loghi; perchè aveu voleste servir l’istessi vostri nemici?
Rosaura
. Appunto per vendicarmi di Florindo, e se non giungo a possederlo, voglio almeno precipitarlo.
Brighella
. Ma come spereu de poderlo far?
Rosaura
. Io praticando Florindo ed alcuni altri scolari
, ed esercitando la mia inclinazione per le lettere, sono arrivata a saper tanto che supera il femminile costume. Ho apprese varie scienze; ma più utilmente ancora
ho appresa la facoltà di sapermi uniformare a tutti i caratteri delle persone. Il Dottore mi vede volentieri, e se giungo a farlo innamorare di me, ho il modo di vendicarmi di Florindo. Tenterò ancora di rendermi affezionato il signor Ottavio, figlio primogenito del signor Dottore, benchè ammogliato, perchè può giovare al disegno. Così farò delle padrone di casa
, e di quanti praticano in essa; seconderò le loro inclinazioni, e tutti obbligati alla mia maniera di vivere, m’assisteranno per compiere le mie vendette. Brighella avrà appresso di me tutto il merito, e vi giuro che non lascierò veruna occasione per ricompensarvi.
Brighella
. Mi no so cossa dir, ave rason. Sè offesa nell’onor che xe la cosa più delicata, e el tesoro più prezioso d’una donna da ben. Per mi sarò sempre in vostra assistenza. Disponè de mi, come volè. Permetteme anca che ve diga che ve voggio ben, e che se no ve riuscisse de conseguir el sior Florindo, Brighella sarà tutto per vu.
Capitolo in anteprimaSCENA II.Anteprima
Rosaura, poi Diana.
Diana
. Ah Rosaura! mi sento morire.
Rosaura
. Su via, finite una volta di piangere. Queste vostre lagrime fanno torto alla vostra prudenza ed alla mia sagacità. Credete ch’io non sia capace di consolarvi? Ve l’ho promesso, e lo manterrò.
Diana
. Chi ama teme, e chi vive sotto la soggezione d’un padre severo, ha poca occasion di sperare.
Rosaura
. Se foste sotto la vigilanza di cento padri, vi torno a promettere che il signor Momolo sarà vostro sposo.
Diana
. Cara Rosaura!
tu mi torni da morte a vita, di te mi fido, a te mi raccomando.
Rosaura
. Tutti
gli animali si servono di quelle arme che la natura ha loro somministrate per difendersi da’ nemici; per esempio: il bue si val delle corna, il cavallo de’ piedi, il cane dei denti, il gatto delle ugne, l’istrice delle spine, gli uccelli del rostro e la pulce dell’agilità ne’ suoi moti. L’uomo si serve dell’autorità che si è usurpata sopra di noi, e noi
della finzione ch’è la dote più bella del nostro sesso, in cui consiste la maggior forza che vaglia a ribattere la soperchieria degli uomini. Con questa si persuade la gioventù, e si delude la vecchiaia: con questa si acquistano gli amanti
, si assicura la propria sorte, e si schernisce la crudeltà de’ parenti.
Diana
. Io durerò poca fatica a seguir il tuo consiglio, essendo naturalmente inclinata a celare altrui il mio cuore.
Rosaura
. Ma non basta celar il cuore, conviene talvolta ancora farlo credere diverso da quello ch’esso è.
Diana
. Come sarebbe a dire?
Rosaura
. Mi spiego: voi amate il signor Momolo; vostro padre, se lo sapesse, non v’acconsentirebbe, essendo il signor Momolo forestiere, scolare, ed un po’ pazzarello
: dunque con vostro padre dovete mostrarvi inimicissima di un tale amore, anzi a tutt’altro inclinata. Dovete mostrarvi attenta al lavoro, amica del ritiro, nemica delle finestre, aliena delle conversazioni, scrupolosa modesta, e sopra tutto semplice, in tutte le migliori cose del mondo. Quando poi vostro padre sarà convinto da una falsa apparenza, lasciate fare a me a trovar la via per condurlo
Diana
. Sì, Rosaura, così farò. Piacemi estremamente un tal metodo.
Rosaura
. Voglio però darvi un altro avvertimento, buono a regolarvi col vostro amante. Con lui non fate tanto la semplice, ne siate facile a creder tutto. Gli uomini, signora mia, sono troppo sagaci, e ingannano le povere donne, ed io
ne ho provato per mia fatalità il disinganno.
Diana
. Sei stata tu pure innamorata?
Rosaura
. E in qual guisa! Ma sono stata ingratamente tradita. Oh, maledette lusinghe! Mah! Ecco vostro padre; chinate gli occhi, unite le mani sopra del grembo, stringete la bocca, e lasciate ch’io parli
Indice
In questa edizione
- 01Full text
- 02SCENA PRIMA.
- 03SCENA II.
- 04SCENA III.
- 05SCENA IV.
- 06SCENA V.
- 07SCENA VI.
- 08SCENA VII.
- 09SCENA VIII.
- 10SCENA IX.
- 11SCENA X.
- 12SCENA XI.
- 13SCENA XII.
- 14SCENA XIII.
- 15libro morale
- 16SCENA PRIMA.
- 17SCENA II.
- 18SCENA III.
- 19SCENA IV.
- 20SCENA V.
- 21SCENA VI.
- 22SCENA VII.
- 23SCENA VIII.
- 24SCENA IX.
- 25SCENA X.
- 26SCENA XI.
- 27SCENA XII.
- 28SCENA XIII.
- 29SCENA XIV.
- 30SCENA XV.
- 31SCENA XVI.
- 32SCENA XVII.
- 33SCENA PRIMA.
- 34SCENA II.
- 35SCENA III.
- 36SCENA IV.
- 37SCENA V.
- 38SCENA VI.
- 39SCENA VII.
- 40IL DOTTORE AVVOCATO BOLOGNESE, Padre di
- 41SCENA I
- 42SCENA II
- 43SCENA VII
- 44SCENA VIII
- 45SCENA I
- 46SCENA II
- 47SCENA V
- 48SCENA VI
- 49SCENA VII
- 50I comici it.
- 51I Teatri
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