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イタリア語 エディション

心理学

L’uomo delinquente

イタリア語 BooksWhale エディション · Cesare Lombroso

Un testo storico della criminologia positivista su devianza, corpo, mente e società.

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L’uomo delinquente

L’uomo delinquente è un documento centrale della criminologia ottocentesca e del positivismo italiano. Pur superato in molte tesi scientifiche, resta importante per capire storia della psicologia criminale, medicina legale, classificazione sociale e dibattiti su natura e ambiente.

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L’uomo delinquente is a public-domain work: the author died in 1909, and the text was first published in 1876. This edition uses the original Italian text.

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CESARE LOMBROSO

L'UOMO DELINQUENTE

IN RAPPORTO

ALL'ANTROPOLOGIA, ALLA GIURISPRUDENZA ED ALLA PSICHIATRIA

(CAUSE E RIMEDI)

Edizione di soli 100 esemplari.

TORINO

FRATELLI BOCCA EDITORI

LIBRAI DI S. M. IL RE D'ITALIA

SUCCURSALI

MILANO ROMA FIRENZE

Corso Vittorio Em., 21. Via del Corso, 216-217 Via Cerretani, 9.

Depositi a PALERMO—MESSINA—CATANIA

1897

PROPRIETÀ LETTERARIA

Torino—Tipografia VINCENZO BONA.

A MAX NORDAU

Benché questo sia veramente il III volume dell'opera che ora esce

in una nuova edizione, ho voluto farne preceder l'uscita, perchè ne

contiene le applicazioni più pratiche, e perché risponde coi fatti,

com'è mio costume, alle accuse di coloro che non avevano fra le mani le

due prime edizioni complete dell'_Uomo delinquente_, nè _l'Incremento

al delitto_ od i 17 volumi dell'_Archivio di Psichiatria ed

Antropologia criminale_—alle accuse, cioè, di non indagare abbastanza

le cause economiche e sociali del delitto e di non saper suggerirvi

alcun rimedio, ribadendo, quasi vittima consacrata, il criminale

per sempre al suo destino e l'umanità alle sue ribalderie; quasi che

coloro, che blateravano tanto contro noi in proposito, avessero saputo

cavare dai loro sdrusciti sistemi qualche migliore provvedimento

che non fossero le torture del carcere, della ammonizione, della

sorveglianza e della deportazione o istituti, che applicati in massa

senza discriminazione, si ritorcevano contro la piaga e ne allargavano

i margini. Ora per i miopi e anche per coloro che, come ben voi dite,

fanno i miopi per non vedere, un volume di 700 pagine che di questo

solo si occupa sarà sufficiente risposta; e benchè il lavoro compìto in

30 anni avesse sempre avuto di mira questo scopo supremo, attingendo

anzi alle stesse forme fatali del delitto i mezzi per neutralizzarlo,

vo lieto che i nuovi suggerimenti, prendendo un aspetto speciale in uno

speciale volume, fissino il carattere pratico di questa intrapresa,

e, finendo colla visione sia pur lontana ed audace della simbiosi,

mostrino come nemmeno più la troppo disumana per quanto necessaria

severità Si può rimproverare alla nuova scuola.

A voi, poi, ho voluto dedicare questo volume con cui chiudo i miei

studi sulla degenerazione umana—come all'amico più sincero nella triste

corsa della vita scientifica—e come a colui che più di tutti ha cavato

frutti fecondi dalle nuove dottrine, che ho tentato introdurre nel

mondo scientifico.

Torino, Luglio 1896.

C. LOMBROSO.

プレビュー章PARTE I.プレビュー

EZIOLOGIA DEL DELITTO

CAPITOLO I.

Meteore e Clima.—Stagioni.—Mesi.—Caldi eccessivi.

Non vi è delitto che non abbia radice in molteplici cause: che se

queste molte volte s'intrecciano e si fondono l'una coll'altra,

ciò non ci impedisce dal considerarle, obbedendo ad una necessità

scolastica o di linguaggio, una per una, come si pratica per tutti

i fenomeni umani, a cui quasi mai si può assegnare una causa sola,

scevra di concomitanze. Nessuno dubita, ormai, che il colèra, il

tifo, la tubercolosi s'originino da cause specifiche; ma pure, chi può

negare che, oltre queste, vi influiscano tante circostanze—meteoriche,

igieniche, individuali, psichiche, da lasciare, sulle prime, nel dubbio

della influenza specifica anche i più provetti osservatori?

1. _Temperature eccessive._—Importantissime fra le cause determinanti

d'ogni atto biologico sono le meteoriche: precipua fra queste è

l'azione del calore: così la Drosera Rotundifolia, esposta all'acqua

a 43°,3′′ s'incurva e si fa più sensibile all'azione delle sostanze

azotate (Darwin, _Piante insettivore_): ma a grande temperatura

a 54°,4′ non presenta più alcuna flessione, i suoi tentacoli

temporariamente si paralizzano; lasciati, poi, nell'acqua fredda si

ritendono.

La statistica e la fisiologia dimostrarono che una grande parte delle

funzioni nostre è influenzata dal calore.

Quindi si capisce quanto influisca il calore eccessivo sulla psiche

umana.

La storia non segnala alcun esempio d'una regione tropicale, in cui

il popolo siasi sottratto alla servitù; nessun esempio, in cui il

caldo eccessivo non abbia dato luogo ad un'abbondanza di nutrimento,

e l'abbondanza della nutrizione ad una distribuzione ineguale in

principio della ricchezza, e in seguito del potere politico e sociale.

Fra le nazioni soggette a queste condizioni il popolo non conta

nulla, non ha controllo nè voce nel governo del paese.—Se vi ebbero

rivoluzioni nel governo, tutte furono di palazzo, giammai di popolo che

non vi annetteva alcuna importanza (Buckle, op. cit., I, 195-196).

Il Buckle fra le altre ne trova una ragione sulla minore resistenza

che acquista l'uomo alla lotta avendo minor bisogno di combustibile,

di vestiario e di cibo; da questa maggiore facilità l'uomo è tratto

all'inerzia, alla Tapas, al Keff, allo Joga, agli ascetismi della

Tebaide. L'inerzia, resa necessaria dal caldo eccessivo, ed ispirata

dal sentimento abituale di debolezza, rende l'economia più soggetta

alle spasmodie, favorisce le tendenze alla pigra contemplazione,

all'esagerata ammirazione, e quindi al fanatismo religioso e dispotico;

di qui lo esagerato libertinaggio che si alterna coll'eccessiva

superstizione, come l'assolutismo più duro colla sfrenata anarchia.

Nei paesi freddi la resistenza alla vita sarebbe maggiore, per la

maggior difficoltà dell'alimento, del vestiario e del riscaldamento, ma

appunto per questo vi è minore l'idealità e l'instabilità; il freddo

eccessivo rende l'immaginazione assai più lenta e meno irritabili e

meno mutevoli gli animi; d'altronde dovendo l'uomo supplire con molto

combustibile ed enormi dosi d'alimento carbonioso al difetto di calore,

consuma forze che vanno a detrimento della vitalità individuale e

sociale.

Da ciò, e dall'azione diretta depressiva sui centri nervosi, si

originano la maggior calma e dolcezza degli animi. Il dottor Rink ci

dipinge certo tribù degli Esquimesi così pacifiche e calme, da mancare

perfino delle parole corrispondenti all'idea di rissa o di litigio: la

più grande reazione alle offese è in esse il silenzio (_R. Britanniq._,

1876); e Larrey vide, sotto i geli di Russia, diventare deboli e

perfino vigliacchi, quei soldati, che prima nè pericoli, nè ferite, nè

fame avevano fiaccato mai.

Il Bove narra che nei Tschiucki, a -40°, non si notavano mai liti, nè

violenze, nè delitti; essi sedevano apatici e amorosi fra loro.

L'ardito viaggiatore polare Preyer notò come a -40° la sua volontà

fosse paralizzata, i sensi ottusi, la parola inceppata (Petermann,

_Mitth._, 1876).

Ed eccoci spiegato perchè non solo la semibarbara e dispotica Russia,

ma anche le liberalissime terre Scandinave siano state, almeno anni

fa, sì poco rivoluzionarie e ambedue quasi allo stesso livello (V. mio

_Delitto politico e le rivoluzioni_, parte I).

2. _Azione termica moderata._—L'azione termica che, viceversa, spinge

più alle ribellioni ed ai delitti è il calore relativamente moderato.

プレビュー章parte di muscoli e procede con mezzi feroci: la rivolta, l'omicidio, laプレビュー

dinamite.

L'Italia di questi ultimi anni ha pur troppo offerto lo spettacolo

rattristante dello scoppio simultaneo di queste due criminalità.

Abbiamo avuto nello stesso tempo in Sicilia il brigantaggio, le rivolte

delta fame, cui una pietosa o interessata menzogna ha prestato altri

nomi ed altri motivi,—e a Roma, collo scandalo bancario, le grasse

immoralità delle classi ricche.

Noi vedemmo nei vol. I e II gli esempi della criminalità sanguinaria

speciale e associata al Medio Evo.

Perchè, qualcuno chiederà: «Se in tempi antichi le associazioni

criminose esistevano dappertutto, perchè la pratica loro si conservò

solo in alcuni paesi (Napoli), e si spense negli altri?» La risposta è

trovata pensando alle condizioni poco civili del popolo e del governo

soprattutto, che manteneva e faceva ripullulare quella barbarie, prima

e perenne sorgente delle malvagie associazioni.

«Finché i governi si ordinano a sêtte, sentenzia assai bene d'Azeglio,

le sêtte si ordinano a governi». Quando la posta regia frodava sulle

lettere, quando la polizia pensava ad arrestare gli onesti patriotti, e

trafficando coi ladri, lasciava libertà ad ogni eccesso nei postriboli

e nell'interno delle carceri, la necessità delle cose contribuiva

a proteggere nel camorrista chi poteva mandarvi un plico sicuro,

salvarvi da una pugnalata nel carcere, o riscattarvi a buon prezzo un

oggetto rubato, od emettervi, in piccole questioni, dei giudizi forse

altrettanto equi e certo meno costosi e meno ritardati di quelli che

potevano offrire i tribunali.

Era la camorra una specie di adattamento naturale alle condizioni

infelici di un popolo reso barbaro dal suo governo.

Anche il brigantaggio era spesso una specie di selvaggia giustizia

contro gli oppressori. Al tempo della servitù in Russia, i _moujik_,

indifferenti alla vita, provocati da sofferenze continue di cui

niuno si preoccupava, erano pronti a vendicarsi coll'omicidio, come

ben ci mostrò un canto rivelatoci da Dixon. Non v'è (dice il noto

autore dello studio sulle prigioni in Europa) famiglia grande di

Russia che non abbia un massacro dei suoi nella storia di famiglia.

La mancanza di circolazione dei capitali, e l'avarizia, spingevano

i ricchi dell'Italia meridionale ad usure e malversazioni contro i

poveri di campagna, che non sembrano credibili. A Fondi, scrive il

Jorioz, molti divennero briganti in grazia delle angherie del sindaco

Amante.—Coppa, Masini, Tortora, furono spinti al brigantaggio dai

maltrattamenti impuniti dei loro paesani.—I caffoni (diceva alla

Commissione d'inchiesta il Govone) veggono nel brigante il vindice

dei torti che la società loro infligge.—Il sindaco di Traetto, che si

spacciava per liberale, bastonava per istrada i suoi avversari, e non

permetteva loro di uscire alla sera.—Le questioni che nascevano fra i

ricchi ed i poveri, per la divisione di alcune terre appartenenti ad

antichi baroni, il cui possesso era dubbio, ed era stato promesso a

tutti, ed in ispecie ai poveri coloni, gli odi che dividevano i pochi

signorotti dei comuni dell'Italia meridionale, e le vendette esercitate

contro i clienti degli uni e degli altri, furono cause precipue del

brigantaggio. Sopra 124 comuni della Basilicata, 44 soli non diedero

alcun brigante; erano i soli comuni dove l'amministrazione era ben

diretta da sindaci onesti.—Dei due comuni, Bomba e Montazzoli, vicini a

Chieti, il primo, ove i poveri erano ben trattati, non diede briganti;

mentre il secondo, ove erano malmenati, ne fornì moltissimi.—Nelle

piccole terre dell'Italia meridionale, osserva assai bene il Villari,

vi ha il medio-evo in mezzo alla civiltà moderna; solo che invece del

barone despotizza il borghese.—A Partinico, città di 20.000 anime,

si vive in pieno medio-evo, perchè i signorotti tengono aperta una

partita di vendetta che dura da secoli.—A San Flavio due famiglie si

distrussero a vicenda per vendicare l'onore.

«Abbiamo sempre in Sicilia, scrive il Franchetti, una classe di

contadini quasi servi della gleba, una categoria di persone che si

ritiene superiore alla legge, un'altra, e questa è la più numerosa, che

ritiene la legge inefficace ed ha innalzato a dogma la consuetudine di

目次

このエディションの内容

  1. 01L’uomo delinquente
  2. 02PARTE I.
  3. 03parte di muscoli e procede con mezzi feroci: la rivolta, l'omicidio, la
  4. 04parte lo spiega il veder come da un padre alcoolista si dirama una
  5. 05parte degli abitanti derivava da certa Motgare, donna di pessima fama
  6. 06parte coloro che aspirano al potere, si sollevano, se essendo ineguali,
  7. 07PARTE II
  8. 08parte, dall'organismo o dall'educazione o da circostanze esterne, se,
  9. 09parte le Puglie assolvono tutti i reati contro la sicurezza dello
  10. 10parte di essi avrebbe potuto essere salvata, e a pensare che questo
  11. 11parte quei danni che sempre provoca l'accumulo in questi istituti, e
  12. 12parte delle fiorenti colonie americane e la stessa Roma antica ebbero
  13. 13PARTE III
  14. 14parte (p. 80, III) dei molti reati, truffe, furti, la molta rarefazione
  15. 15atto gli sciagurati loro sogni.
  16. 16parte, della loro impunità, quei sciagurati attaccano gl'impiegati,
  17. 17parte probabili, che deriverebbero dalla conservazione di una vita,
  18. 18parte della loro esistenza, nei delitti, dovranno essere segregati
  19. 19atto è accompagnato lo identificano proprio con un accesso epilettico:
  20. 20PARTE I.
  21. 21PARTE II.
  22. 22PARTE III.
  23. 23Parte I.
  24. 24I.
  25. 25parte 1a, Torino, 1888.

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