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イタリア語 エディション

文学

Laudi

イタリア語 BooksWhale エディション · Gabriele D’Annunzio

原題: Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi

D’Annunzio’s ambitious poetic cycle of sea, sky, earth, myth, heroism, sensation, music, and Italian modernity.

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本の紹介

Laudi

Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi is Gabriele D’Annunzio’s large poetic project, joining classical myth, Mediterranean landscape, sensual intensity, national imagination, and musical experimentation. The cycle captures the energy and excess of Italian Decadent and early modern poetry.

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Gabriele D’Annunzio died in 1938, and Laudi was first published beginning in 1903; these dates support the public-domain basis for this Italian edition.

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Laudi

Gabriele D’Annunzio

Alle Pleiadi e ai Fati

プレビュー章L'annunzio (1899)プレビュー

L'annunzio (1899)

プレビュー章ALLE PLEIADI E AI FATIプレビュー

Gloria al Latin che disse: “Navigare

è necessario; non è necessario

目次

このエディションの内容

  1. 01Full text
  2. 02L'annunzio (1899)
  3. 03ALLE PLEIADI E AI FATI
  4. 04vivere.„ A lui sia gloria in tutto il Mare
  5. 05monte che addenta e artiglia te (leone
  6. 06che ha la tortile forma del Tritone.
  7. 07Il ricurvo timon per cui condotta
  8. 08con la barra tra l‘una e l’altra scotta,
  9. 09la divina figura onde fu bella
  10. 10contra il flutto la prua sotto il baleno
  11. 11della nube che vinto avea la Stella,
  12. 12l’ornamento superbo e il rude ordegno,
  13. 13le Pleiadi invocando al ciel sereno.
  14. 14Crepiterà nel fuoco il salso legno,
  15. 15insolito e dirà: “Qual mano acceso
  16. 16con le pupille di martìri esperte
  17. 17vider tristo crollarsi per l’interno
  18. 18della fiamma cornuta che si feo
  19. 19voce d’eroe santissima in eterno.
  20. 20men vali tu che nel dantesco fuoco
  21. 21il piloto re d’Itaca Odisseo.
  22. 22L’àncora che s’affonda ne’ tuoi porti
  23. 23chi mette sé nel turbo delle sorti.
  24. 24i gorghi del suo cor la sua virtute.
  25. 25Di latin sangue sorse la parola
  26. 26degna del Re pelasgo; e il sacro Dante
  27. 27le diede più grand’ala, onde più vola.
  28. 28il mio vóto, e il timone e la polèna
  29. 29del vascel cui Fortuna fu nimica,
  30. 30contra i perigli spignere fosti uso
  31. 31dietro l'anima tua fatta Sirena,
  32. 32infin che il Mar fu sopra te richiuso!
  33. 33L’ANNUNZIO
  34. 34U
  35. 35DITE, udite, o figli della terra, udite il grande
  36. 36con la mia bocca forte!
  37. 37come quelle del suono tese nelle antiche lire,
  38. 38che reca l’annunzio del prodigio meridiano
  39. 39il cielo nell’ora ardente! V’empirò di meraviglia;
  40. 40v’infiammerò di gioia; vi trarrò dalle ciglia
  41. 41il riso e il pianto.
  42. 42come quel che improvviso tonò nel silenzio
  43. 43del giorno santo.
  44. 44delle più fresche erbe gli alari che il fuoco ha róso
  45. 45coronate la fronte del toro, il vaso lucente,
  46. 46la pietra del confino.
  47. 47La bellezza del mondo sopita si ridesta.
  48. 48Il mio canto vi chiama a una divina festa.
  49. 49U
  50. 50DITE, udite, o figli del Mare, udite il grande
  51. 51con la mia bocca sonora,
  52. 52come nella selva il curvo legno per ogni fibra
  53. 53da poppa a prora
  54. 54le vostre sorti auguste, la deità che in voi splende
  55. 55dell’erbe confuse;
  56. 56cogliete il ramo vivo nella selva dei coralli
  57. 57cogliete i fiori equorei, molli come le piume,
  58. 58dolci come le ciglia chiuse;
  59. 59il timoniere alla barra, il gabbiere alla penna,
  60. 60verso i lontani veli
  61. 61Il mio canto vi chiama a una divina festa.
  62. 62La bellezza del mondo sopita si ridesta
  63. 63come ai dì sereni.
  64. 64verso la nave. Il giorno
  65. 65dalla forza d’Eràcle nell’iterata lotta, respirava per la sua vasta bocca nel mare e sola
  66. 66la sua brama era intorno.
  67. 67che gridò: “Pan è morto!„.
  68. 68Ma pieno era il giorno, ma era a sommo del cerchio
  69. 69il Sole, il maestro dell’opre eccellenti, lo specchio
  70. 70infaticabile degli umani,
  71. 71l’amico delle fonti, la chiara faccia, il puro
  72. 72il silenzio dei piani
  73. 73l’adorava offerendo al suo fuoco le messi
  74. 74dalle consacrate mani,
  75. 75madide nella fatica,
  76. 76dei cavalli furibondi sotto la sferza crudele
  77. 77P
  78. 78IENO era il giorno, o figli, era il Sole imminente;
  79. 79del sale purificante, la felicità dell’onda,
  80. 80della rupe immobile, dell’alga vagabonda,
  81. 81della ferrea prora,
  82. 82il promontorio fulvo come leone in agguato
  83. 83con proteso l’artiglio, il golfo dominato
  84. 84dalla città che dolora
  85. 85delle correnti, e i gemmei limitari degli antri
  86. 86che solo il vento esplora.
  87. 87L’attesa del prodigio gonfiava questo mio
  88. 88cuore come il cuor del mondo.
  89. 89di risplendere, come se d’un sangue fulgente
  90. 90l’astro ne rigasse il pondo.
  91. 91La sostanza del Sole era la mia sostanza.
  92. 92dei piani, il Mar profondo.
  93. 93le messi, le acque, le rupi, i fuochi, i fiori, le belve.
  94. 94IL terrore sacro si propagò ai confini
  95. 95dell’Universo. Ma gli uomini non tremarono, chini
  96. 96vivente; ma non gli uomini cui l’ombra d’una croce
  97. 97creature muto. E il dio mi disse: “O tu che canti,
  98. 98io son l’Eterna Fonte.
  99. 99Canta le mie laudi eterne.„ Parvemi ch’io morissi
  100. 100Dissi: “Canterò i tuoi mille nomi e le tue membra
  101. 101innumerevoli, perocché la fiamma e la semenza,
  102. 102l’alveare ed il gregge,
  103. 103l’oceano e la luna, la montagna ed il pomo
  104. 104Canterò l’uomo che ara, che naviga, che combatte,
  105. 105che trae dalla rupe il ferro, dalla mammella il latte,
  106. 106il suono dalle avene.
  107. 107Canterò la grandezza dei mari e degli eroi,
  108. 108la guerra delle stirpi, la pazienza dei buoi,
  109. 109l’antichità del giogo,
  110. 110l’atto magnifico di colui che intride la farina
  111. 111dei campi è un gaudio eterno.„ E il dio mi disse: “O figlio,
  112. 112canta anche il tuo alloro.„
  113. 113DELLE LAUDI
  114. 114LIBRO PRIMO
  115. 115MAIA
  116. 116LAUS VITÆ
  117. 117I.
  118. 118O
  119. 119VITA, o Vita,
  120. 120dono terribile del dio,
  121. 121come una spada fedele,
  122. 122come una ruggente face,
  123. 123come la gorgóna,
  124. 124come la centàurea veste;
  125. 125dono d’oblìo,
  126. 126come un’acqua chiara,
  127. 127come una corona,
  128. 128come un fiale, come il miele
  129. 129che la bocca separa
  130. 130dalla cera tenace;
  131. 131dono dell’Immortale
  132. 132d’un giorno, non dirò io
  133. 133Chi t’amò su la terra
  134. 134con questo furore?
  135. 135Chi ti attese in ogni
  136. 136Chi riconobbe le tue ore
  137. 137Chi più larghe piaghe
  138. 138di più sottili tempre?
  139. 139Chi di te gioì sempre
  140. 140come s’ei fosse
  141. 141il mio desiderio scosse
  142. 142verso di te, o Vita
  143. 143dai mille e mille vólti,
  144. 144come un Tíaso di rosse
  145. 145mi fu aliena;
  146. 146mai, mentre comprendo.
  147. 147Laudata sii, Diversità La Sirena del Mondo
  148. 148delle creature, sirena
  149. 149del mondo! Talor non elessi
  150. 150io t’escludessi,
  151. 151co’ lor sapori,
  152. 152del mondo, io son colui che t’ama.
  153. 153Vigile a ogni soffio,
  154. 154intenta a ogni baleno,
  155. 155come un arco, dietro la porta
  156. 156dell’immensa foresta,
  157. 157in ogni luogo, in ogni evento,
  158. 158la mia anima visse
  159. 159come diecimila!
  160. 160lo stame come quel d’Ulisse.
  161. 161come il desiderio, il potere
  162. 162mi fu d’esempio;
  163. 163mi sedusse ogni dottrina,
  164. 164m’attrasse ogni lavoro.
  165. 165Invidiai l’uomo
  166. 166che erige un tempio
  167. 167le forze novelle,
  168. 168i corsi delle stelle,
  169. 169dei regni perduti.
  170. 170io lo sognai;
  171. 171che il sogno eguagliò l’atto.
  172. 172Laudato sii, potere
  173. 173del sogno ond’io m’incorono
  174. 174imperialmente
  175. 175della mia speranza,
  176. 176io che nacqui in una stanza
  177. 177di porpora e per nutrice
  178. 178donna discesa da una rupe
  179. 179della mia anima! E avrai
  180. 180da me un altro canto.
  181. 181II.
  182. 182miravano la luce
  183. 183la luce e il mondo. Quanti
  184. 184le tende, sotto le querci.
  185. 185Dove giacqui, rinacqui.
  186. 186Mi persuase i sonni
  187. 187il canto della trebbia,
  188. 188il canto dei marinai,
  189. 189il canto delle sartie al vento,
  190. 190l’odore della pece,
  191. 191l’odore degli otri,
  192. 192l’odore dei rosai,
  193. 193il gemitìo del siero
  194. 194delle spole nei telai
  195. 195dei forni accesi,
  196. 196il favellar leggero
  197. 197dell’acque pei botri,
  198. 198il battere della maciulla
  199. 199canto della mia culla.
  200. 200Mi destò il Sole I risvegli
  201. 201Vidi per le trame
  202. 202delle mie palpebre il fulgore
  203. 203del mio sangue. Il mozzo
  204. 204il suo grido, il suo grido
  205. 205come un labbro su la bonaccia.
  206. 206Le secchie all’alba nel pozzo
  207. 207con lor croscio argentino
  208. 208del lavacro mattutino.
  209. 209Le allodole gloriose
  210. 210in alto in alto in alto
  211. 211dalla rocca dell’Azzurro
  212. 212mi chiamarono al grande assalto.
  213. 213I poledri violenti
  214. 214irsuti il pel selvaggio,
  215. 215coperti di rugiade
  216. 216come i bruchi villosi
  217. 217in fondo alle corolle,
  218. 218m’annitrirono su i vènti
  219. 219che parean recarmi il sentore
  220. 220degli ippòmani favolosi
  221. 221Cantò: “Ben venga maggio!„
  222. 222dal colle di ginestre
  223. 223chiaro la teoria
  224. 224coronata di canestre
  225. 225votive, e per le contrade
  226. 226la forza e la grazia,
  227. 227la crudeltà e la froda,
  228. 228la voluttà e la morte.
  229. 229il rito infecondo
  230. 230mi guatava in silenzio
  231. 231con i suoi occhi instrutti
  232. 232io vedea passar gli antichi
  233. 233mostri e gli eterni lutti.
  234. 234Io t’abbandonai, La carne esperta
  235. 235come un re imberbe abbandona
  236. 236il suo reame alla guerriera
  237. 237che s’avanza in armi
  238. 238vittoriosa,
  239. 239che di tutti i lor beni
  240. 240il re dolce, e la sua speranza
  241. 241ché non sapea di tanta
  242. 242Io ti saziai,
  243. 243come l’alluvione
  244. 244che più non la riceve
  245. 245come uva premuta
  246. 246da fiammei piedi;
  247. 247cruente, d’impronte oscure;
  248. 248in te serpere ignote
  249. 249con chiari occhi, infinite
  250. 250come le contrade
  251. 251d’oro emule dell’estate
  252. 252lussurianti
  253. 253che non toccò la falce
  254. 254ma che divora il fuoco
  255. 255degli astri sotto un cielo immite;
  256. 256che una parola
  257. 257le fece schiave
  258. 258come una coppa riversa
  259. 259che spensero ogni pensier forte
  260. 260lento parea s’insinuasse
  261. 261devastate dai baci,
  262. 262viso entro le chiome,
  263. 263con le nari come
  264. 264inquiete alette,
  265. 265con le labbra come
  266. 266con le palpebre come
  267. 267le violette.
  268. 268io le conobbi.
  269. 269Conobbi il corpo ignudo
  270. 270d’un passo sconosciuto
  271. 271mi fece ansioso
  272. 272come le sorgenti
  273. 273della terra, come le piogge
  274. 274Io dissi la vostra essenza
  275. 275invisibile, profumi,
  276. 276le vostre mute effusioni
  277. 277che pur vincono i torrenti
  278. 278come chi adora;
  279. 279come chi respira,
  280. 280come labirinti
  281. 281con una porta sola
  282. 282come chi fa ghirlande
  283. 283vi furono bevande,
  284. 284III.
  285. 285O
  286. 286memoranda per la bellezza
  287. 287indicibile onde rifulse
  288. 288mortale, quasi fosse in lei
  289. 289del Desiderio, sotto i muti
  290. 290io mi sentissi così bello
  291. 291dei Giovini trasfigurati
  292. 292l’eguale dei trasfigurati
  293. 293lampi bello indicibilmente.
  294. 294La luna era trascorsa;
  295. 295dietro le opache cime
  296. 296vanito era il suo breve incanto.
  297. 297L’orrore medusèo
  298. 298la faccia sublime
  299. 299della notte. Non canto,
  300. 300delle Pleiadi belle
  301. 301veniva armato d’oro
  302. 302in disparte e con elle,
  303. 303versava anche il suo pianto.
  304. 304Così viveva la gran notte,
  305. 305Viveva d’una vita
  306. 306l’apollinea prole
  307. 307invocò: “M’odi, o iddia,
  308. 308desiderabile, di negro
  309. 309di astri, inspiratrice degli inni,
  310. 310madre dei sogni, urania
  311. 311di tutte le cose,
  312. 312Ma intenti i miei occhi
  313. 313incude un cuor di titano
  314. 314con un palpito immenso.
  315. 315il desiderio onde anelo
  316. 316come s’io morissi?
  317. 317Che vuoi? che vuoi?
  318. 318che all’alba le rugiade
  319. 319come quella che alla Terra
  320. 320cingono gli antichi mari!„
  321. 321Immobile su la soglia
  322. 322io guatava con occhi arsi,
  323. 323confuse, come chi delira.
  324. 324Dietro di me la casa umana,
  325. 325come una lira senza nervi.
  326. 326con la sua doglia
  327. 327Il mio palpito stesso
  328. 328che lottò con la più alta ombra,
  329. 329con un palpito sì grande.
  330. 330delle Pleiadi, o Taigete,
  331. 331Merope fosca, e tu, Maia
  332. 332dall’affocata faccia,
  333. 333Il silenzio era vivo
  334. 334come un’anima sparsa
  335. 335che ascolti e attenda
  336. 336vigilavano, nell’attesa
  337. 337della gioia oscura.
  338. 338indicibile io sentìa
  339. 339come chi trasfigura.
  340. 340Immobile stetti
  341. 341come i simulacri esangui;
  342. 342ma il mondo parea vanire.
  343. 343Dalle mie stesse vene
  344. 344l’anima come da mille angui
  345. 345con torride e gelide spire,
  346. 346la vite meravigliosa,
  347. 347di fosche fronde,
  348. 348con le radici immerse
  349. 349dal ciel più lontano
  350. 350dal cor che in me fervea!
  351. 351colsi avidamente,
  352. 352che pesava d’ambrosia
  353. 353come la mammella
  354. 354ineffabile d’una dea
  355. 355data all’adolescente
  356. 356d’inesausto calore
  357. 357del pampino lacerato
  358. 358come d’un velo
  359. 359mai polpa d’opimo
  360. 360L’odore di tutte le vigne
  361. 361di tutti gli autunni feraci
  362. 362l’urto dei piè danzanti il suono
  363. 363dei flauti frigi, e Lesbo
  364. 364del vino e l’onda corale
  365. 365vergine di baci .diedi al tuo grappolo notturno.
  366. 366dalla voluttà della Notte Il dono di Afrrodite
  367. 367chi sei tu?„ Non chiesi:
  368. 368di quali iddii
  369. 369messaggera?„ Ma la conobbi
  370. 370dall’armonia dei mondi
  371. 371il Desiderio.
  372. 372Ma mi volsi a ghermire
  373. 373il suo corpo discinto,
  374. 374che fresco sentii quasi fosse
  375. 375la bocca detersi
  376. 376dal succo del grappolo molle;
  377. 377ché il divino Istinto mi volle
  378. 378dei due beni diversi
  379. 379comporre una gioia infinita.
  380. 380memoranda, in cui la mia carne
  381. 381compì l’umano atto fugace
  382. 382mito che divennemi un segno
  383. 383IV.
  384. 384E
  385. 385COME l’esule torna
  386. 386il suo cor ferve innovato Verso l’Ellade santa.
  387. 387la sua tristezza dilegua
  388. 388io così sciolsi la vela,
  389. 389coi compagni molto a me fidi,
  390. 390in un’alba d’estate
  391. 391ventosa, dall’àpula riva
  392. 392io così navigai
  393. 393dal dio nella luce
  394. 394che fa visibili all’uomo
  395. 395le leggi della Forza
  396. 396Incontrammo colui
  397. 397che i Latini chiamano Ulisse,
  398. 398le rogge e bianche rupi
  399. 399che incombono al gorgo vorace,
  400. 400come corpo di rudi
  401. 401coprìvagli il capo canuto,
  402. 402la tunica breve il ginocchio
  403. 403l’occhio aguzzo; e vigile in ogni
  404. 404muscolo era l’infaticata
  405. 405luceano, i bei doni
  406. 406d’Alcinoo re dei Feaci,
  407. 407distesi ove colcarsi
  408. 408ma solo ei tolto s’avea l’arco
  409. 409dell’allegra vendetta, l’arco
  410. 410di vaste corna e di nervo
  411. 411duro che teso stridette
  412. 412come la rondine nunzia
  413. 413del dì, quando ei scelse il quadrello
  414. 414d’alto colmigno sonora
  415. 415d’industri telai, proseguiva
  416. 416il suo necessario travaglio
  417. 417contra l’implacabile Mare.
  418. 418come ai Coribanti dell’Ida
  419. 419di mura, piloto di tutte
  420. 420le sirti, ove navighi? A quali
  421. 421meravigliosi perigli
  422. 422conduci il legno tuo nero?
  423. 423Liberi uomini siamo
  424. 424in bando o a tenderla ancóra.
  425. 425Ma, se un re volessimo avere,
  426. 426Come a schiamazzo di vani
  427. 427canuto; e l’aletta vermiglia
  428. 428del pìleo gli palpitava
  429. 429che il tempo e il dolore
  430. 430venerandi. “Odimi„ io gridai
  431. 431Mettimi alla prova. E, se tendo
  432. 432l’arco tuo grande,
  433. 433Ma, s’io nol tendo, ignudo
  434. 434chiarosonante nel vento;
  435. 435mi ferì per mezzo alla fronte.
  436. 436del vento; e la vela regale
  437. 437lontanar pel Ionio raggiante
  438. 438Ma il cuor mio dai cari compagni
  439. 439intollerabile. E io tacqui
  440. 440in disparte, e fui solo;
  441. 441virtù se non a quella
  442. 442inesorabile d’un cuore
  443. 443io fui, al mio solo disegno.
  444. 444dell’Atto, faville del ferro
  445. 445Itaca petrosa,
  446. 446il Nèrito aspro nudato,
  447. 447la patria angusta
  448. 448di quella incoercibile Forza.
  449. 449le stanze purgate dai morbi
  450. 450con fumido solfo,
  451. 451le fanti dai cinti vermigli
  452. 452intente a forbir seggi e deschi
  453. 453con le spugne lor cavernose
  454. 454versatili o a scardassare
  455. 455le lane, e la tarda nutrice
  456. 456cinto di pruni Laerte
  457. 457curvo a rincalzare l’arbusto.
  458. 458clamose beccare dal truogo
  459. 459il biondo fromento, e niuna
  460. 460come nel sogno antico.
  461. 461Ma il talamo vasto,
  462. 462lavorato di man dello sposo,
  463. 463confitto con chiovi d’argento
  464. 464che abbarbicato era con ferme
  465. 465il talamo antico d’Ulisse
  466. 466cui rodean le vigili tarme.
  467. 467la moglie incorrotta. E la casa
  468. 468di strepitosi chieditori
  469. 469la più che ventenne costanza!
  470. 470il più ricco e valente
  471. 471dei Proci, accolto avessi il figlio
  472. 472di Polibo Eurìmaco o il figlio
  473. 473d’Eupite Antinòo,
  474. 474che attendere l’uomo cui solo
  475. 475coperto di velli manosi
  476. 476con la panca e la pelle
  477. 477dell’arco nel dì della strage,
  478. 478l’adipe grave su l’epa
  479. 479cresceva e pe’ lombi e nel collo
  480. 480del savio Ulissìde.
  481. 481di belle coltrici adorno
  482. 482con una florida fante
  483. 483da Elena e bevuto il nepente
  484. 484di Elena alla mensa ospitale.
  485. 485contra gli iddii sempiterni,
  486. 486contra tutte le Forze
  487. 487che hanno e non hanno pupilla,
  488. 488che hanno e non hanno parola,
  489. 489combattere giovami sempre
  490. 490con la fronte e col pugno
  491. 491con l’asta e col remo
  492. 492col governale e col dardo
  493. 493l’anima mia d’uom perituro
  494. 494d’ardore nell’opre dei tempi.
  495. 495da te, o vergine Nike:
  496. 496l’Universo! Non altra.
  497. 497da te Odisseo
  498. 498che a sé prega la morte nell’atto.„
  499. 499il Re sul ponto oscurato.
  500. 500l’ombra che tu protendesti
  501. 501Caduto era ogni soffio.
  502. 502come nelle ritorte
  503. 503d’enfiarle col labbro salino.
  504. 504i lacrimabili cipressi,
  505. 505interrotto il gemito amaro,
  506. 506lungi, e il Cillene, e la costa
  507. 507crassa cui nutre di molta
  508. 508che coronan col segno
  509. 509del buon lottator la Petrosa;
  510. 510ché pel sangue mi corse
  511. 511cui cavalca il ponte construtto
  512. 512di carene di travi
  513. 513d’ormeggi, spalmato di pece,
  514. 514in vista al monte nevoso
  515. 515che ha forma d’ubero pieno.
  516. 516chiomante di pini, ove il padre
  517. 517la prima dai floridi ricci
  518. 518in docile rio, la seconda
  519. 519ma quasi d’un velo soffusa
  520. 520la terza dagli occhi bovini
  521. 521la figlia di Rea, della madre
  522. 522verso l’Adriatico Mare.
  523. 523improvviso mirasse
  524. 524l’aspetto della mia
  525. 525Libertà, d’orror tremerebbe
  526. 526credendo il fratello suo caro,
  527. 527le incolpabili mani
  528. 528materne, alla misera donna
  529. 529il falso mendico che ostenta
  530. 530il marinaio rissoso
  531. 531che batte il fanciullo e il vegliardo,
  532. 532del caro fratello perduto!
  533. 533d’un atto d’amore noi siamo,
  534. 534cui le frondi pie dell’ulivo
  535. 535che pasce da presso, io sorrido
  536. 536d’una tremante dolcezza
  537. 537che battono sì violente
  538. 538di desiderio implacato.
  539. 539i miei delitti, i miei gaudii
  540. 540letiferi, i miei operosi
  541. 541i sogni indicibili, tutto
  542. 542il fiume rapace del mio
  543. 543di quel vostro azzurro sì lieve!
  544. 544in tema starò sorridente
  545. 545dinanzi alla vostra allegrezza
  546. 546come il viandante che sosta
  547. 547ché agli ospiti cela il suo stato.
  548. 548Ma tu, o madre mia forte,
  549. 549che mi generasti con tante
  550. 550che da Marte si noma,
  551. 551dell’Ariete durocozzante,
  552. 552mentre passavan sul nostro Inno alla madre mortale
  553. 553i pòllini di primavera,
  554. 554m’accoglierai tutto qual sono
  555. 555come in ferrea zona la casa
  556. 556dell’immenso mondo
  557. 557in me sentirai vorticoso,
  558. 558mi sta nel profondo, pur quello
  559. 559che sta nel Futuro, inspirata
  560. 560di conoscenza celeste.
  561. 561lontan dalla madre
  562. 562che farti non seppe immortale.
  563. 563di mia verità sotto il cielo.
  564. 564Il tuo inconsapevole grido
  565. 565che, riconosciuto, si spande
  566. 566la tua speranza divina.
  567. 567diceva parole, nell’ombra
  568. 568d’Itaca aspra di rupi.
  569. 569dal cuore dell’Ellade il vento
  570. 570cangiò gli oleastri
  571. 571d’Itaca, piegò i cipressi Il vento avverso
  572. 572di Same, fe’ simile il mare
  573. 573l’ora di Pan, l’ora grande.
  574. 574Il Sole era al colmo dei cieli
  575. 575ignudo; e tutto era chiaro
  576. 576d’intorno, presso e lontano;
  577. 577dell’incorruttibile Etra
  578. 578Issa flocco!„ E il legno garriva.
  579. 579Il legno gemeva cricchiava
  580. 580la forte ralinga batteva
  581. 581l’aere qual furia pennata
  582. 582di libertà sotto pugni
  583. 583di ghermitori tenaci;
  584. 584d’intorno apparite,
  585. 585libera, più pura e innocente
  586. 586del cielo, una vergine forza,
  587. 587il vento perché nell’approdo
  588. 588io memore fossi
  589. 589che sol nella lotta è la gioia.
  590. 590della gran randa solare,
  591. 591co’ tuoi occhi cesii l’alterna
  592. 592la tua misura divina.
  593. 593di ripido monte. “Orza! Poggia!„
  594. 594chine; e tutta la ben costrutta
  595. 595compagine sotto lo sforzo
  596. 596come avido labbro che sia
  597. 597cammino alla rapida prua,
  598. 598come nel coro segue
  599. 599l’epòdo alla duplice strofe.
  600. 600Itaca Same Zacinto
  601. 601cangiate in elisia corona;
  602. 602l’Àraxo un trofeo di Titani.
  603. 603verso la pampinea Patre!
  604. 604d’inimitabile vita!
  605. 605Levità della carne,
  606. 606come l’anima mia che il Sole
  607. 607ma la stagione che in lei
  608. 608cresce è diversa: non estate
  609. 609L’aroma dei canti
  610. 610il nome per te troveranno
  611. 611i miei canti futuri,
  612. 612il nome e la lode per sempre!„
  613. 613di me, la vela erami ala
  614. 614della fecondante potenza.
  615. 615io tendeva al lito ricurvo,
  616. 616che dal tuo grembo di marmo
  617. 617il figlio che invoco immortale!
  618. 618cloache, di putridi frutti,
  619. 619di torbidi fumi, di fecce,
  620. 620di sevi, di spezie, di vini,
  621. 621d’acri fermenti, d’umani
  622. 622consunte dal traffico immondo,
  623. 623dall’escremento dell’ebre
  624. 624ciurme, dei cavalli, dei buoi
  625. 625in lungo rullìo di tempesta;
  626. 626che vincoli di prigionieri;
  627. 627man tese di mendicanti,
  628. 628l’antica città degli Achei
  629. 629misera fra roche preghiere
  630. 630dal volto scoperto
  631. 631con stridula voce il mistero
  632. 632del dio senza muscoli. E i preti
  633. 633d’untume nauseabondi,
  634. 634Diana Lafria, scomparso
  635. 635del golfo. Correa per ladre
  636. 636mani pecunia dolosa,
  637. 637deità astata, spica
  638. 638di acropoli vittoriose!
  639. 639di belle parole eran quivi;
  640. 640ma frode e fame in agguato.
  641. 641incoronarono i monti
  642. 642del mare di là dai macigni
  643. 643dei moli, noi tristi ridendo Gli angiporti
  644. 644il prossenèta per cupi
  645. 645in cerca di meretrici.
  646. 646mentre un gabbier fulvo e nerbuto
  647. 647dell’Ida, ove Paris pascendo Il Pastore dell’Ida
  648. 648i buoi sogna Elena di Sparta
  649. 649che ancóra ei non vide, promessa!„
  650. 650I marinai dal collo
  651. 651ignudo, gli stradiotti
  652. 652dal braccio di bronzo e dal dorso
  653. 653incurvo, le flosce bagasce
  654. 654dalle guance rosse di fuco
  655. 655vile, i bardassoni più molli
  656. 656delle femmine esperti
  657. 657in muovere l’anca, la schiuma
  658. 658del porto, la melma del trivio,
  659. 659i nativi e i metèci
  660. 660da un’ora, accesi di foia,
  661. 661malvagio e la mastica arzente,
  662. 662mercavano copula e lue
  663. 663come i getti della saliva
  664. 664lucean sul carnaio in fermento.
  665. 665Ma non degnava ella beare
  666. 666di sua forma l’ebra ciurmaglia
  667. 667magnanimo, o l’alto signore
  668. 668dei latifondi patrensi.
  669. 669di putrido legno, varcammo
  670. 670la soglia segreta; e la donna
  671. 671di Pirgo ci apparve nell’ombra
  672. 672del letto, piccola e pingue,
  673. 673dalle molte mammelle
  674. 674Ma uno dei cari compagni
  675. 675le parlò con attico accento:
  676. 676che scorre tra il Minthe e il Lapitha,
  677. 677l’ingiuria e i sandali. Allora
  678. 678ci ritraemmo, con nari
  679. 679di putrido legno. Repente
  680. 680ignota. Qual voce d’antico
  681. 681l’eterna tartarea faccia
  682. 682d’Atropo che taglia lo stame,
  683. 683dell’inevitabile Mira?
  684. 684il turpe clamore degli ebri;
  685. 685che avean travagliato quel volto,
  686. 686incanutito quel crine,
  687. 687curvato quel dorso di belva,
  688. 688i millennii d’onta e di lutto
  689. 689come innanzi all’aspetto senile
  690. 690d’una già cognita gente,
  691. 691di sùbito apparsomi in fondo
  692. 692Ma risero i cari compagni.
  693. 693dalla famelica lèna
  694. 694io posi ridendo una dramma.
  695. 695Mormorò ella parole
  696. 696con la sua voce di tomba.
  697. 697La grande sua bianca criniera
  698. 698di putrido legno. Cedette
  699. 699dalla soglia del lupanare,
  700. 700mirar le vergini stelle!
  701. 701che fatta è serva millenne
  702. 702d’una meretrice di Pirgo.„
  703. 703Vidi il pastor frigio su l’Ida
  704. 704innanzi che in talamo eburno
  705. 705che si protende arenosa
  706. 706il giovine Eroe la premette;
  707. 707La forza la gioia la gloria
  708. 708del trionfatore d’imperi
  709. 709del calvo grammatico! Io dissi
  710. 710meco: “Se ancóra l’impronta
  711. 711dei lombi divini rimane
  712. 712laggiù nella sabbia palustre,
  713. 713io andrò andrò adorante.„
  714. 714coppa. Meditò taciturno.
  715. 715Votare la coppa ei soleva
  716. 716dopo sovrumane fatiche.
  717. 717Da lui stanco il vino traeva
  718. 718della Città nascitura.
  719. 719I Continenti oscurati
  720. 720dei regni versarsi infinita Il Macedone e la Tindaride
  721. 721dalla Città nascitura
  722. 722come da corno inesausto.
  723. 723dai lidi argivi incurvati
  724. 724ledèo; sorridendo gli venne
  725. 725la bianca Tindaride; venne
  726. 726dell’Ellade caro al signore
  727. 727dell’Asia. E il Macedone scosse
  728. 728la figlia di Zeus nudata
  729. 729dai centurioni di Roma,
  730. 730delle loriche pesanti.
  731. 731la sua mammella rotonda
  732. 732che dava la forma alle coppe
  733. 733d’avorio pei conviti
  734. 734dei re. Nel suo ventre convulso
  735. 735come rombo in conca marina.
  736. 736Da sola ella fu la suburra
  737. 737dai ladroni, dagli omicidi,
  738. 738dai profanatori di tombe,
  739. 739dai mercenarii fuggiaschi.
  740. 740Calpesta in polvere e in fango,
  741. 741lambì con la lingua lasciva
  742. 742le calcagna dei violenti.
  743. 743come insanabile peste.
  744. 744Vecchia d’indicibil vecchiezza,
  745. 745ma, come in solchi di sabbia
  746. 746crebbevi sol la vergogna.
  747. 747le rosse urine e lo sterco,
  748. 748contesi alla cagna scabbiosa.
  749. 749di quella femmina elèa,
  750. 750crinita di grande canizie.
  751. 751Come neve su volutabro
  752. 752che alle Scee mirarono i Vegli!
  753. 753Così, questo sogno sognando
  754. 754il sonno invocammo dall’Orse.
  755. 755VI.
  756. 756L fiato degli uomini vili
  757. 757degli Efimeri imbelli
  758. 758che quivi apparivano come
  759. 759la lebbra sul sen di Afrodite,
  760. 760la stupidità su la fronte
  761. 761di Pallade, negli occhi
  762. 762di Febo la sanie cruenta.
  763. 763dall’aridità presso il mare
  764. 764ceruleo dove Zacinto
  765. 765ignuda natava in silenzio
  766. 766come la sirena delusa
  767. 767che virtù non ebbe d’attrarre
  768. 768densi e violacei come
  769. 769il crine sul collo di Saffo!
  770. 770Cipresso, e parvemi allora Il cipresso e l’oleandro
  771. 771meditabonda bellezza,
  772. 772commisto al palmite ricco,
  773. 773in contro al zaffiro sublime
  774. 774dei monti creati alle soglie
  775. 775dell’aria dal flauto di Pan!
  776. 776in riva ai ruscelli fiorito
  777. 777che ama danzare e lottare,
  778. 778che tratta l’incudine e il sistro,
  779. 779che onora la grazia e la forza,
  780. 780che loda il pastore e l’eroe;
  781. 781di rose e d’alloro in un ramo.
  782. 782con chiusa l’offerta nel cuore.
  783. 783divinità, Elio nomato
  784. 784melodìa pieni il petto
  785. 785mortale. E talora dai monti
  786. 786l’orecchio, attoniti, ai suoni
  787. 787di Pan. Disse un de’ cari
  788. 788compagni: “Nel plenilunio
  789. 789che segue il solstizio d’estate
  790. 790la Festa ha principio.„ S’udiva
  791. 791dietro a noi fragore di carri.
  792. 792la valle echeggiò di fragore
  793. 793come d’un émpito d’acque
  794. 794irrompenti da cataratte
  795. 795d’uomini, di cavalli,
  796. 796di carri condotta da mille
  797. 797Vittorie che armavano il cielo
  798. 798d’un fremito aquìleo, nube
  799. 799di penne di pepli di chiome
  800. 800impetuosa volante
  801. 801in aura di giovinezza.
  802. 802la forza dell’Ellade, mossa
  803. 803da un ramo d’ulivo selvaggio!
  804. 804leggiere d’ulivo selvaggio!
  805. 805Ionii e Dorii, Eolii ed Achei,
  806. 806il sangue d’Atene di Sparta
  807. 807di Tebe d’Elice d’Ege;
  808. 808le genti insulari di Nasso
  809. 809di Sèrifo d’Andro, di tutte
  810. 810le Cicladi; e i potenti
  811. 811di terra lontana, i tiranni
  812. 812i grandi oligarchi
  813. 813delle città di Tessaglia
  814. 814di Sibari di Posidonia
  815. 815le decime tolte al bottino,
  816. 816le arche di cedro e d’avorio,
  817. 817le tavole i tripodi i vasi
  818. 818le lampade d’oro e d’argento,
  819. 819i tori e i cavalli di bronzo,
  820. 820i rudi colossi di pietra
  821. 821la pece gli aròmati gli olii.
  822. 822Le prede raccolte a Platèa
  823. 823La strage l’onta il servaggio
  824. 824del gran Laertiade alunno,
  825. 825che Atene ti diede, ben saldo
  826. 826come su trireme rostrata;
  827. 827d’Ebe giovinetta ridente;
  828. 828l’ordine divino onde fulge
  829. 829la pura colonna
  830. 830Ma Alcibiade, lo snello Alcibiade
  831. 831che Diòniso amico
  832. 832l’auriga che al carro dall’asse
  833. 833d’oro agitava i cavalli
  834. 834insigni, per dare
  835. 835dalle mie mani.„ “E qual gioia
  836. 836d’abbattere il limite alzato.„
  837. 837il rischio dagli occhi irretorti.„
  838. 838dall’aureo timone, e i cantori
  839. 839i sapienti gli alunni
  840. 840di Clio gli artefici esperti
  841. 841di tutte le forme, coloro
  842. 842che foggiavan la sorte
  843. 843d’un popolo vivo, coloro
  844. 844che animavan l’umida argilla
  845. 845col pollice nudo, coloro
  846. 846che trasfiguravan gli aspetti
  847. 847dell’Essere con l’eloquenza.
  848. 848dagli occhi d’intento fanciullo,
  849. 849che seco recava al consesso
  850. 850dell’Ellade i rotoli gravi
  851. 851di gloria come i fiari
  852. 852Ippia e Gorgia, vedemmo
  853. 853Demòstene Isòcrate Lisia;
  854. 854invocammo Pindaro invano.
  855. 855Ma splendean come astri nell’etra,
  856. 856come le Pleiadi e l’Orsa,
  857. 857dei sette e sette epinicii
  858. 858dell’olimpica Ode
  859. 859della triade sagliente
  860. 860d’Opunte, Ergotèle d’Imera,
  861. 861della profetica gente
  862. 862iamìde, di Sòstrate prole.
  863. 863d’Egina dai grandi navigli,
  864. 864della blepsiade gente.
  865. 865del monte, il monarca degli Inni.
  866. 866M’odi! Rispondi! Per gli astri,
  867. 867ciò che arde, per la sete
  868. 868del Deserto e il sale del Mare,
  869. 869del suo corsiere più bianco
  870. 870VII.
  871. 871N
  872. 872di vittime, non teorie
  873. 873da Agrigento, né il toro
  874. 874degli Eretrii, né la Vittoria
  875. 875di Naupatto ammirammo
  876. 876virginea come un canto La valle sacra
  877. 877c’indusse una sùbita pace
  878. 878dai gioghi d’Arcadia il messaggio
  879. 879di Pan che conduce
  880. 880messenie cime, o chiostra
  881. 881della valle sacra,
  882. 882vivere mi sembraste
  883. 883voi contenendo la voce
  884. 884della placida sera,
  885. 885vivere come i seni
  886. 886delle vergini intatte
  887. 887che cantano il canto partènio!
  888. 888lineamenti all’intorno
  889. 889dischiusa, il visibile suono
  890. 890volgersi al ciparissio golfo
  891. 891in figura di fiume
  892. 892declive e l’Alfeo violento
  893. 893inebriato d’amore
  894. 894con Aretusa giacersi
  895. 895Concava tutta la valle
  896. 896come la testudine d’Erme,
  897. 897d’innumerabili corde
  898. 898La lotta dell’invide stirpi
  899. 899L’orma dei cursori
  900. 900Il disco lanciato
  901. 901cangiavasi in ala robusta.
  902. 902Il pentatlo e il pancrazio
  903. 903come il tripode solido regge
  904. 904lo spirto prenuncio dei fati.
  905. 905il Clàdeo breve si mesce
  906. 906verso le pietre infrante
  907. 907che mute dormivan sul suolo
  908. 908di atleti dalle bianche
  909. 909clamidi nella vigilia
  910. 910dei Giuochi sotto il plenilunio
  911. 911d’ecatombeone giacenti.
  912. 912dissepolte; e d’orrore
  913. 913col piede incauto la vita
  914. 914lo sforzo per l’alba ventura.
  915. 915del tempio di Era m’apparve
  916. 916la tavola d’oro e d’avorio
  917. 917mi giunse l’odor delle calde
  918. 918ceneri sacrificali
  919. 919che faceano un tumulo ingente.
  920. 920Vestito di lino era il mio
  921. 921l’anima mia s’era armata
  922. 922di sì vigile ardire
  923. 923come in quell’ora di sogni
  924. 924ma quasi un marmoreo rigore
  925. 925mortale. Guardai le mie mani
  926. 926ignude e di pallido marmo
  927. 927le conobbi al lume del cielo.
  928. 928intermesse, mi fece
  929. 929immobile innanzi alle accolte
  930. 930ceneri delle ecatombi
  931. 931che insanguinato aveano l’ara
  932. 932di Zeus nelle remore
  933. 933il suo inesplebile fuoco.
  934. 934dalla scitica rupe
  935. 935che il muscolo e l’adipe ascosi
  936. 936La piaga che sanguina e pute
  937. 937il rostro del vùlture adunco,
  938. 938del Rimorso e della Paura
  939. 939la piaga la piaga stridente
  940. 940che la solitaria tua fronte
  941. 941chiari vergine prode
  942. 942lucida regolatrice
  943. 943del combattimento ordinato
  944. 944che reca al sicuro trionfo!
  945. 945L’odor della carne corrotta,
  946. 946del sudore anèlo,
  947. 947della febbre, dell’agonia,
  948. 948della putredine ha vinto
  949. 949l’ambrosia della tua chioma
  950. 950incorruttibile. E i servi,
  951. 951i liberati servi
  952. 952inclini al sentier consueto
  953. 953del fango, che ne’ lor cuori
  954. 954ignavi agognan pur sempre
  955. 955il servaggio, scagliano contro
  956. 956intorno alla scitica rupe
  957. 957la graveolente lordura.
  958. 958del vincolato ululante
  959. 959vertebre, fresco di polle
  960. 960invisibili, aulente
  961. 961d’inespugnabili fiori!
  962. 962con rauca voce i tuoi molti
  963. 963delitti; e tu sorridevi,
  964. 964dell’aerea rugiada
  965. 965di sangue fosse un’eterna
  966. 966volontà protesa a un supremo
  967. 967dell’Uom vincolato la rupe
  968. 968dal ramo duplice attrito.
  969. 969Deposto il cadavere molle
  970. 970ma i cinerei servi
  971. 971moltiplicarono il tristo
  972. 972della Terra ove i carri
  973. 973La fiamma urania ti sia
  974. 974vomere a solcare la Notte.
  975. 975la tènebra! Fendi il pallore!
  976. 976dal cumulato escremento
  977. 977cui volgere io possa la prora
  978. 978Così pregai nel mio cuore
  979. 979delle colonne atterrate
  980. 980che un dì avean chiuso il portento
  981. 981DI CARMIDE ATENIESE
  982. 982MI FECE.„ E, come il tremante
  983. 983il consentimento divino.
  984. 984Ma silenzioso fu il cenno
  985. 985del dio che vivea nel mio petto
  986. 986deliro che s’ebbe i due doni
  987. 987da Libero e da Citerea,
  988. 988il tumido grappolo e il seno
  989. 989laggiù su l’incude celeste
  990. 990improbe fatiche sopporto,
  991. 991mostri multiformi combatto
  992. 992che mi precludono i varchi,
  993. 993ma più terribili quelli,
  994. 994insorgono dalle profonde
  995. 995il fango delle geniture!„
  996. 996dell’indovino di Zeus,
  997. 997il responso udire improvviso: Il responso
  998. 998in me l’audace tumulto,
  999. 999come se la preghiera
  1000. 1000il desiderio e mutato
  1001. 1001di Pan che conduce
  1002. 1002m’apparve, il pastore del gregge:
  1003. 1003in tremule acque m’apparve
  1004. 1004il puerile sorriso.
  1005. 1005Volto avea Boote l’obliquo
  1006. 1006che gli arbori su le colline
  1007. 1007leggiere di là dall’Alfeo
  1008. 1008visibili. Tanto era dolce
  1009. 1009il lineamento dei gioghi
  1010. 1010che parea, come il fiume,
  1011. 1011continuamente fluire.
  1012. 1012il gregge lanoso;
  1013. 1013concordia del Coro infinito.
  1014. 1014del piè nella danza tu eri!
  1015. 1015io vigile stetti al suo fianco
  1016. 1016in silenzio. Ed èramo volti
  1017. 1017del dì nascituro. E il fanciullo
  1018. 1018mordeva mentastro odoroso,
  1019. 1019il ramicello selvaggio
  1020. 1020dalla bocca aulente che al fiato
  1021. 1021divina per quella innocenza.
  1022. 1022Vidi su i vertici l’Alba
  1023. 1023il lembo del suo primo velo.
  1024. 1024D’amore tremai come s’ella
  1025. 1025ver me si piegasse e dicesse:
  1026. 1026VIII.
  1027. 1027A
  1028. 1028LBA apparita dal sacro
  1029. 1029Cillene, il mio canto novello
  1030. 1030ma tu risplendi per sempre Eos
  1031. 1031Da te beve come da un fonte
  1032. 1032l’arsura della battaglia.
  1033. 1033come arbore troppo gravato
  1034. 1034di frutti maturi,
  1035. 1035con ineffabile gaudio
  1036. 1036lene del divino fanciullo.
  1037. 1037Lui sotto il platano, ancora
  1038. 1038dormente, lasciai tra il suo gregge
  1039. 1039còrtice sgorga la copia
  1040. 1040del miele e liquida cola
  1041. 1041la flava ricchezza adunata
  1042. 1042dall’api sembra una gomma
  1043. 1043dell’arbore, dono agli umani:
  1044. 1044così la sua grazia facea
  1045. 1045i piedi, per mezzo la bianca
  1046. 1046Con qual grido in me riconobbi
  1047. 1047l’antica natura dell’acqua
  1048. 1048del mitico Alfeo!
  1049. 1049Correva quel fiume in gran letto L’Alfeo
  1050. 1050di platani di tamerici
  1051. 1051d’oleandri selvaggi;
  1052. 1052i muscoli, all’impeto avverso
  1053. 1053come i fili dell’acqua
  1054. 1054ma essere quella rapina,
  1055. 1055ma perdere il limite umano,
  1056. 1056dal monte, ritorcersi in lunghi
  1057. 1057meandri, polire le rupi,
  1058. 1058l’erbe inclinare, i campi
  1059. 1059detergere il gregge, di schiume
  1060. 1060di tributi limosi,
  1061. 1061il limo deporre, chiarirsi
  1062. 1062com’aere gelido, in ogni
  1063. 1063contro il Mar che agguaglia afforzarsi
  1064. 1064di rapidità, fiume eterno
  1065. 1065correnti solcan le valli
  1066. 1066dirime innumere stirpi,
  1067. 1067Istro, il settemplice Nilo
  1068. 1068Ma sol tu sei regnatore
  1069. 1069I più grandi beve per sempre
  1070. 1070l’inevitabile ponto.
  1071. 1071Morte informe in pèlaghi estingue
  1072. 1072vena d’amore immortale
  1073. 1073lontano. O Alfeo d’Aretusa,
  1074. 1074ch’io sia come te nel mio mare!„
  1075. 1075Mi mossi allora, temprato
  1076. 1076dal limpido gelo, mi mossi
  1077. 1077che il triste ricovero chiude.
  1078. 1078del laurigero oleandro
  1079. 1079casto io colsi tra le ruine.
  1080. 1080di fiamma cerula, e il canto
  1081. 1081delle cicale era come
  1082. 1082il suono del foco celeste,
  1083. 1083degli arbusti arsi, dei fumanti
  1084. 1084come il sommo dell’ara.
  1085. 1085La cenere delle ecatombi
  1086. 1086io vidi te sola
  1087. 1087chiuso nella gravezza
  1088. 1088del dorico peplo. Constretta
  1089. 1089Ma il pensier tuo, sotto i folti
  1090. 1090della bimare Corinto
  1091. 1091mèta alla corsa fatale,
  1092. 1092immobile vivea
  1093. 1093corsieri già pronti col carro.
  1094. 1094intatto che Pelope amava.
  1095. 1095d’Atreo? Perché nella memoria
  1096. 1096mi giganteggia il tuo peplo
  1097. 1097L’imagine in te ritrovai
  1098. 1098della perigliosa Bellezza
  1099. 1099che di sé m’accese e m’accende,
  1100. 1100virginea nel rigore
  1101. 1101del suo vestimento ordinato,
  1102. 1102cagione di lutti infiniti,
  1103. 1103l’umano mostro nudrito
  1104. 1104d’inganni pe'l labirinto
  1105. 1105dei tempi. L’aspetto sublime
  1106. 1106dell’Ombra cui l’arte m’è fisa
  1107. 1107in te raffiguro, Ippodàmia.
  1108. 1108di fertilità spaventosa,
  1109. 1109caddero sotto le ruote
  1110. 1110dei carri i tuoi chieditori.
  1111. 1111di te; e il Tantalide è certo
  1112. 1112di premerti, al tramonto
  1113. 1113del sole, nudata e superba
  1114. 1114la tua cintura ti cinge
  1115. 1115di sopra il ventre velato,
  1116. 1116come il cerchio tacito gira
  1117. 1117Ma Tieste e Atreo nascituri
  1118. 1118immobile, o Statua sculta
  1119. 1119che trae dalle fauci umane
  1120. 1120la cieca percossa del Fato.
  1121. 1121cigno canta il suo giovenile
  1122. 1122inno verso la Morte.
  1123. 1123Conducete vittima all’ara
  1124. 1124me trionfatrice dell’alta
  1125. 1125Ilio! Coronatemi il capo!
  1126. 1126Chi dunque canta? La stirpe
  1127. 1127di Pelope, Ifigenìa,
  1128. 1128l’Atride cara ad Achille,
  1129. 1129luce dell’Ellade, innanzi
  1130. 1130verso il bosco sacro
  1131. 1131d’Artèmide. “Per la mia patria
  1132. 1132Ma degli Argivi alcun non mi tocchi.
  1133. 1133corre invocando la dea
  1134. 1134del sacrificatore,
  1135. 1135la vergine intatta. Prodigio!
  1136. 1136la grande cerva montana.
  1137. 1137In alto, per l’incolpato Etra,
  1138. 1138la suora d’Apolline reca
  1139. 1139la nata del sangue d’Atreo,
  1140. 1140videro i miei occhi novelli
  1141. 1141illuminarsi l’antico
  1142. 1142mistero cui veste il tuo peplo.
  1143. 1143congiunse allora nel sogno
  1144. 1144la rigidità del tuo marmo
  1145. 1145in me viva; e sorsero accordi
  1146. 1146Ma la parola dell’uomo
  1147. 1147dell’anima alata.
  1148. 1148della mia midolla più forte,
  1149. 1149cui l’arte mia teme e travaglia.
  1150. 1150Chi mai dunque sotto il velame
  1151. 1151del vento rivivere i morti,
  1152. 1152IX.
  1153. 1153E
  1154. 1154L’ERME prassitelèo
  1155. 1155men virile, quasi fior molle
  1156. 1156di grazia feminea, quasi Il Bacchophoro
  1157. 1157desiderabile amàsio,
  1158. 1158di grandezza e di lutto.
  1159. 1159Il torace il ventre ed il pube
  1160. 1160cedevole. Il nitido capo
  1161. 1161dai riccioli corti, recline
  1162. 1162verso Diòniso infante,
  1163. 1163che guida le anime all’Orco
  1164. 1164Dai ginocchi agli òmeri in ritmi
  1165. 1165leggeri saliva la forza.
  1166. 1166Ma, poi che da banda mi trassi
  1167. 1167che l’arco allentato si tende.
  1168. 1168I lombi gagliardi, le cosce
  1169. 1169divino, ei reggeva col braccio
  1170. 1170inflesso il pargolo ignudo.
  1171. 1171dell’essere e della potenza.
  1172. 1172Così per visibili segni
  1173. 1173l’immortalità della Vita.
  1174. 1174dall’affocata faccia,
  1175. 1175che onoro notturna fra gli astri
  1176. 1176dal crin di giacinto, che invoco
  1177. 1177dal fulcro quadrato,
  1178. 1178la verga di tre rampolli,
  1179. 1179la lunga clamide, l’arpe
  1180. 1180lunata, la borsa capace,
  1181. 1181il dio dal gran cuore, l’artiere
  1182. 1182infallibile. Vieni!
  1183. 1183i mercatori in piazza
  1184. 1184dell’Attica magra, la Terra
  1185. 1185di belle parole ma guerra
  1186. 1186Duci di genti son fatti
  1187. 1187i tuoi mercatori ingegnosi,
  1188. 1188duci inesorabili e insonni
  1189. 1189dal breve motto che scrolla
  1190. 1190cumuli enormi di forza.
  1191. 1191Come l’aere l’acqua ed il fuoco,
  1192. 1192i suoi vortici, le sue vampe.
  1193. 1193dall’alito aspro dell’antico
  1194. 1194Il vento è qual bronzo che squilli,
  1195. 1195il vento è qual riso che rida
  1196. 1196degli atti. Il verbo è una lama
  1197. 1197La gara, che tu proteggevi
  1198. 1198divora le vie strepitose.
  1199. 1199di selce màsticano l’ansia
  1200. 1200La Volontà reca intrecciati
  1201. 1201come i serpi al tuo caducèo.
  1202. 1202L’Istinto è un impeto sagliente,
  1203. 1203dalle inesauste reni,
  1204. 1204che si precipita sopra
  1205. 1205la vita e l’assale
  1206. 1206città nuvole di speranze,
  1207. 1207degli uomini maraviglioso,
  1208. 1208ch’è il rombo degli inni futuri.
  1209. 1209Le mammelle irrìgue
  1210. 1210della Terra moltiplicarsi
  1211. 1211Il Destino toglie da tutti
  1212. 1212dalla libertà degli eroi.
  1213. 1213di ferro, una sorta di schiavi
  1214. 1214lucente de’ clipei dell’aste
  1215. 1215degli schinieri, una serva
  1216. 1216moltitudine di Giganti
  1217. 1217impigri obbedisce ai fanciulli
  1218. 1218che su triere veloce
  1219. 1219che non falla, simile al sano
  1220. 1220cuore nel petto dell’uomo,
  1221. 1221membro con giro iterato
  1222. 1222M’odi. Il gesto del paziente
  1223. 1223ilota, che trita la spelta
  1224. 1224che per girevoli dischi
  1225. 1225l’impulso ai congegni sottili
  1226. 1226come da industria sagace
  1227. 1227d’innumerevoli dita.
  1228. 1228volavan le spole,
  1229. 1229di vergine e senza lucerna,
  1230. 1230Il sudore d’Efèsto,
  1231. 1231come la man puerile
  1232. 1232incide la tenera canna
  1233. 1233del cortice lieve, l’ordigno
  1234. 1234delle rupi che il lacertoso
  1235. 1235Ciclope scagliò contra Ulisse
  1236. 1236il fanciullo manda e ribatte
  1237. 1237volubile palla per gioco.
  1238. 1238del nautico pino il chenisco,
  1239. 1239l’anitrella scolpita
  1240. 1240vele né remi. Discende
  1241. 1241come cittadella munita,
  1242. 1242corbame e fasciame di ferro
  1243. 1243che orbe di settemplice scudo.
  1244. 1244La carena ha un cuore di fuoco
  1245. 1245virtù dell’ali marine
  1246. 1246che tùrbinan sotto la poppa
  1247. 1247minaccioso d’armi tonanti
  1248. 1248il colosso equoreo solca
  1249. 1249istmi che l’uom frale recise
  1250. 1250come tu dio con l’arpe
  1251. 1251il collo d’Argo tutt’occhi.
  1252. 1252delle Esperidi per sempre
  1253. 1253del Cinnamomo trapassa.
  1254. 1254Lascia l’iperbòreo lito
  1255. 1255di primavera insino
  1256. 1256Di Taprobane a Ierne
  1257. 1257di Cerne all’Ocèano Eoo
  1258. 1258la sua scia grande orla i lembi
  1259. 1259di quel mondo che t’appariva
  1260. 1260macedone clamide stesa.
  1261. 1261Ma di là dalla piaggia d’Eea,
  1262. 1262di là dall’estremo Occidente,
  1263. 1263mondo che sotto altre stelle
  1264. 1264le zampe nell’artico gelo.
  1265. 1265disegna nell’acque un cammino
  1266. 1266Il mare implacabile prende
  1267. 1267le virtù delle stirpi
  1268. 1268ma di nascimenti fecondo,
  1269. 1269I morti non rende, ma rende
  1270. 1270l’amore a chi l’ama tenace.
  1271. 1271La Speranza che stette
  1272. 1272curva su la rate pelasga,
  1273. 1273la selvaggia compagna
  1274. 1274cui contra l’occhio aguzzato
  1275. 1275la palpebra rossa
  1276. 1276Catenata sembra la Gloria
  1277. 1277Il suo palpito si ripercuote
  1278. 1278dai golfi e dai bòsfori azzurri
  1279. 1279del Mediterraneo Mare
  1280. 1280della barbarica Ierne.
  1281. 1281della sua tromba di bronzo.
  1282. 1282L’odono i popoli forti:
  1283. 1283cantando l’inno dei Padri,
  1284. 1284ché necessario è navigare,
  1285. 1285vivere non è necessario.
  1286. 1286inalzato sopra la Morte.
  1287. 1287Il Taigeto ha i segugi
  1288. 1288dalle mamme irrigue di latte
  1289. 1289magnifiche, i bene bardati
  1290. 1290corsieri dal piè di tempesta.
  1291. 1291La Rapidità dalle nari
  1292. 1292di fiamma par su le tue mete
  1293. 1293lasciar vestigia d’incendio.
  1294. 1294Ierone di Siracusa,
  1295. 1295Cromio d’Etna, fior di Sicilia,
  1296. 1296contendon la palma agli Elleni.
  1297. 1297la grande coppa dell’inno.
  1298. 1298di pino s’attendono, o Erme,
  1299. 1299i conduttori dei carri
  1300. 1300igniti cui circo e vittoria
  1301. 1301dei cavalli lo sguardo.
  1302. 1302che il tèndine equino
  1303. 1303ma possenti più ch’epitagma
  1304. 1304i piani i fiumi i monti
  1305. 1305che valicheranno. Obbedisce
  1306. 1306il pulsante metallo
  1307. 1307come il volto di Ade re d’Ombre
  1308. 1308che trae Persefóne piangente.
  1309. 1309degli uomini i lor negri carri,
  1310. 1310il male degli uomini stretti
  1311. 1311il dolore e tutti i suoi frutti
  1312. 1312delle anime chiuse nei corpi
  1313. 1313ignavi, e gli intorpiditi
  1314. 1314crimini dall’unghie rattratte,
  1315. 1315diàfane, e l’opere nate
  1316. 1316da ieri, e i messaggi dei cuori
  1317. 1317le rose dei liti solari
  1318. 1318concordi, con nubi e faville
  1319. 1319dal diurno travaglio
  1320. 1320la fecondità delle glebe.
  1321. 1321la stanchezza dell’uomo
  1322. 1322del cielo, ove come in sanguigna
  1323. 1323la creatura dell’uomo.
  1324. 1324Cade la notte. O perla,
  1325. 1325le ciurme si scagliano all’orgia.
  1326. 1326Le città splendono di febbri
  1327. 1327come un astro è cinto di aloni.
  1328. 1328Col rombo il tràino amplia la notte.
  1329. 1329L’aere notturno e diurno
  1330. 1330Commessa al silenzio dell’Etra
  1331. 1331la parola attinge i confini
  1332. 1332i nettunii pascoli; emerge
  1333. 1333lungi perfetta nei segni,
  1334. 1334le imprese, congiunge le stirpi,
  1335. 1335infèrvora i forti alla gara.
  1336. 1336La voce, la voce sonora,
  1337. 1337in cavo artificio s’ingolfa,
  1338. 1338di sillaba in sillaba vibra
  1339. 1339l’ascolta l’orecchio inclinato.
  1340. 1340Ma la mobile fiamma,
  1341. 1341che tu eccitavi nel petto
  1342. 1342del viatore, divampa
  1343. 1343dei fiumi o su i mari di gelo.
  1344. 1344ma chiede, o Erme, la chiave
  1345. 1345dell’antichissima Gea!
  1346. 1346D’ossa lùcono i milliari
  1347. 1347degli spaventosi cammini.
  1348. 1348désti all’uomo quando la cava
  1349. 1349la pelle di bue, configgendo
  1350. 1350labbro della scaglia montana,
  1351. 1351come il nervo tra i corni
  1352. 1352dell’arco, tendesti minuge
  1353. 1353di agnelli bene attorte.
  1354. 1354di Maia, per onorare
  1355. 1355le Pleiadi belle nell’Etra.
  1356. 1356di nervi di crini di pelli
  1357. 1357d’avorii di metalli
  1358. 1358canora che popola e gonfia
  1359. 1359la profonda orchestra occultata,
  1360. 1360dalla phorbéia di cuoio
  1361. 1361col duplice flauto accompagna
  1362. 1362la strofe e la danza corale.
  1363. 1363ma simile ad alto sepolcro
  1364. 1364concluso e in sé stesso rimbomba.
  1365. 1365Come nei mari le prime
  1366. 1366dell’euro inarcan le schiene,
  1367. 1367di procella tumide in vasti
  1368. 1368cumuli precipitando
  1369. 1369con un rapimento improvviso;
  1370. 1370come nei boschi le prime
  1371. 1371crescono in pallide fiamme,
  1372. 1372mordono, il cuor selvaggio
  1373. 1373conflagrano subitamente
  1374. 1374irraggian per tutta la valle
  1375. 1375il fulgore e il terrore;
  1376. 1376così dall’orchestra prorompe
  1377. 1377l’impeto sinfoniale.
  1378. 1378m’odi. E i Sogni inani, i tuoi lievi
  1379. 1379le tue mute imagini erranti,
  1380. 1380con volti di bragia,
  1381. 1381dei desiderii! E l’Amore,
  1382. 1382che sono un unguento stillante;
  1383. 1383languisce in un freddo sudore;
  1384. 1384la Morte, ove tutti i piaceri
  1385. 1385in un torrente di suoni
  1386. 1386d’Eternità sognammo
  1387. 1387le mescolanze vietate,
  1388. 1388dei consueti giacigli.
  1389. 1389L’opera attendemmo diversa,
  1390. 1390ma di presagi animosa,
  1391. 1391delle Stagioni divine.
  1392. 1392dovessi tu l’Ombra del mio
  1393. 1393canto su l’asfòdelo prato
  1394. 1394incontro a Saffo sublime
  1395. 1395dal crin di viola che forse
  1396. 1396m’attende, alla riva del Lete
  1397. 1397vedendo in me trasparire
  1398. 1398da presso la tua opulenza.
  1399. 1399Come arbore sei, che curvato
  1400. 1400deserta d’iddii può la vita
  1401. 1401di ciò che fu nostro, se indago;
  1402. 1402la tua purità sorridente.
  1403. 1403Ma innumerevoli sono
  1404. 1404le cose novelle che ignoro,
  1405. 1405che pur non sembran pesare
  1406. 1406della Cetra; ché forse
  1407. 1407Intercessore ed alcuna
  1408. 1408dottrina apprendesti da lui.
  1409. 1409Di congiugnimenti maestro
  1410. 1410compositore sagace,
  1411. 1411Come nella mia dolce Arcadia,
  1412. 1412dopo il verno, ai tepidi giorni
  1413. 1413il colono fende la scorza
  1414. 1414dell’arbore e v’incastra la marza
  1415. 1415la pianta inframmessa le vene
  1416. 1416vigoreggia il succhio, il sapore
  1417. 1417del frutto si fa generoso:
  1418. 1418così, con arte inserendo
  1419. 1419deità, m’accrebbi di varia
  1420. 1420La verginità cruda e invitta
  1421. 1421di Pallade a me collegata
  1422. 1422mi fece più destro in trar prede,
  1423. 1423io fui pe’ mortali Ermatena.
  1424. 1424cui diedi la cheli soave,
  1425. 1425mi strinsi con patto fraterno;
  1426. 1426Infondermi il sangue feroce
  1427. 1427dell’uccisore di mostri,
  1428. 1428dell’eroe muscoloso
  1429. 1429dalla fronte angusta, volli io
  1430. 1430dalla testa di cane, dal becco
  1431. 1431di sparviere, dalle mascelle
  1432. 1432di leone, estrani, onde fui
  1433. 1433Ma da due comunanze
  1434. 1434m’ebbi più gran copia di forze
  1435. 1435M’accomunai con l’Amore,
  1436. 1436col nume che fu nel principio,
  1437. 1437che sarà nella fine.
  1438. 1438Con Eros confusi il mio sangue,
  1439. 1439col bellissimo fiore
  1440. 1440cui era devota la schiera
  1441. 1441M’accomunai col Silenzio
  1442. 1442io signor del discorso
  1443. 1443col dito premuto sul labbro
  1444. 1444che col grido annunzia l’aurora.
  1445. 1445Così tutto attrassi e composi
  1446. 1446in me, tutto abbracciai,
  1447. 1447di congiugnimenti maestro,
  1448. 1448che ben conoscesti quest’arte
  1449. 1449col dio. Non bevere l’onda
  1450. 1450il pomo granato che aperse
  1451. 1451Core, di Demetra la figlia
  1452. 1452io tutte le cose dell’uomo
  1453. 1453Ma soffri che un’Ombra d’aedo
  1454. 1454interroghi l’alto Parente
  1455. 1455della Cetra! Ermerote
  1456. 1456io ti chiamerò, Ermerote,
  1457. 1457coronato di cipresso
  1458. 1458ma ad ogni passo silente
  1459. 1459la man di colei che traevi
  1460. 1460dall’Ade su i cari vestigi?
  1461. 1461Intorno era sacro silenzio,
  1462. 1462ma s’udia nel Tartaro lungi
  1463. 1463cui tu avvincesti Issione.
  1464. 1464Mirasti i due volti, e quegli occhi?
  1465. 1465di quella bellezza, Ermerote!
  1466. 1466X.
  1467. 1467T
  1468. 1468La salutammo nel porto
  1469. 1469con ilare grido vedendo
  1470. 1470il candido fianco apparire.
  1471. 1471come fasèlo o liburna.
  1472. 1472L’albero la verga le sàrtie
  1473. 1473la gran randa i piccoli flocchi
  1474. 1474il bompresso trincato
  1475. 1475le commessure del ponte
  1476. 1476le boccaporte e le cùbie
  1477. 1477canape legno metallo,
  1478. 1478come vena per vena
  1479. 1479viventi di fragile amica.
  1480. 1480ci piacque l’odor della nave.
  1481. 1481in una gabbia intesta
  1482. 1482di giunco una bella cicala
  1483. 1483del regno di Pelope Eburno.
  1484. 1484in ascolto avendo nel cuore
  1485. 1485l’anacreontica lode.
  1486. 1486Ma la regina del Canto, La cicala
  1487. 1487l’ebra di rugiada e di luce,
  1488. 1488dell’ingannevole fronda;
  1489. 1489ché il suo luogo è la cima
  1490. 1490dell’arbore o l’asta di Atena.
  1491. 1491dalla stephàne d’oro.
  1492. 1492la meretrice di Pirgo
  1493. 1493invano aspettando il navarca,
  1494. 1494le mille sue rughe per entro
  1495. 1495la grande sua bianca criniera„
  1496. 1496che ben da noi stessi tramata
  1497. 1497ci parve, col filo dei sogni.
  1498. 1498in mezzo alla strage dei marmi,
  1499. 1499ignaro di quella vecchiezza.
  1500. 1500Il mattutino spiro
  1501. 1501ci volse alla porta del golfo
  1502. 1502corintio, tra i due promontorii
  1503. 1503che senza latrare protesi
  1504. 1504ma d’improvviso irretiti
  1505. 1505in non so qual divina
  1506. 1506indicibile era nei nostri
  1507. 1507ignudi e chiamarli per nome
  1508. 1508desiderammo. Ogni lume
  1509. 1509ci parve il segno d’un dio,
  1510. 1510l’orma d’un eroe, la fatica
  1511. 1511d’un uomo, lo sforzo d’un mostro.
  1512. 1512Il vento gonfiava la randa;
  1513. 1513d’armoniale virtude
  1514. 1514che parea la scotta sua forte
  1515. 1515dovesse, pulsata da un plettro,
  1516. 1516dei monti eran nuovi, più dolci
  1517. 1517conca appariva o un anfratto
  1518. 1518ceruleo, l’anima nostra
  1519. 1519vi si profondava per gli occhi
  1520. 1520come il natatore si scaglia
  1521. 1521dall’alto nell’onda ch’egli ama
  1522. 1522di conoscere e d’adorare!
  1523. 1523dicea: “Non vedremo la bocca
  1524. 1524dell’Eveno, e non il suo guado;
  1525. 1525delle Meleàgridi il pianto.„
  1526. 1526Volgevansi a poppa gli sguardi
  1527. 1527la forza di Meleagro
  1528. 1528intrisa nel fiele dell’Idra
  1529. 1529in te vige, splende e s’eterna.
  1530. 1530Come le barbe degli olivi I Miti superstiti
  1531. 1531come i filoni della pietra
  1532. 1532dei Miti ancor tengono presa
  1533. 1533l’antica virtù del tuo suolo.
  1534. 1534La gente che sega le magre
  1535. 1535vili a piè delle deserte
  1536. 1536che tolse i tuoi numi alle fronti
  1537. 1537de’ tuoi templi in ruina
  1538. 1538Ma i Miti, foggiati di terra
  1539. 1539d’aria d’acqua di fuoco
  1540. 1540Vivi palpitar li sentimmo
  1541. 1541ci dissero qualche inattesa
  1542. 1542ci appresero novo
  1543. 1543di gleba in gleba, di selce
  1544. 1544in selce noi pellegrini
  1545. 1545inchinando il cuor nostro umano
  1546. 1546volubile, ed è necessario
  1547. 1547compiere altri perìpli
  1548. 1548la nostra sorte anco è avvinta.
  1549. 1549Ma ad ogni approdo intera
  1550. 1550dei Locri, a ostro Egio achea,
  1551. 1551ci apparve su l’acque
  1552. 1552il promontorio Andromàche
  1553. 1553Il vento languiva. Bonaccia
  1554. 1554come un cuor moribondo,
  1555. 1555il legno per tutte le fibre
  1556. 1556celeste risponder con lungo
  1557. 1557della rupe aurata. E la voce
  1558. 1558di prua mise un grido: “Il Parnasso!„
  1559. 1559la faccia d’Apollo apparita;
  1560. 1560il Monte Castalio, sublime
  1561. 1561d’ogni altra grandezza e pur lene
  1562. 1562come se l’onda perenne
  1563. 1563del canto spetrata ne avesse
  1564. 1564la mole terrestre, assemprava
  1565. 1565l’apparizione diurna
  1566. 1566del dio musagète vivente
  1567. 1567marmo dagli artefici è sculto
  1568. 1568ma qual forse il videro un tempo
  1569. 1569i primi pastori
  1570. 1570misteriosa bellezza
  1571. 1571levata in sostanza serena.
  1572. 1572Cadde il vento. Noi tutti
  1573. 1573capo. Tutte le cose
  1574. 1574di eternità. L’occhio solo
  1575. 1575Coro di Sirene o di Parche?
  1576. 1576di Tiadi o di Muse? Il silenzio
  1577. 1577che segue o precede le voci
  1578. 1578delle volontà sovrumane.
  1579. 1579ch’entrammo non più morituri.
  1580. 1580meridiano del grande
  1581. 1581Mediterraneo contra
  1582. 1582il violento Cane,
  1583. 1583della vela, balzi d’un cuore
  1584. 1584che un flutto di sangue riempia,
  1585. 1585verso inarcati seni,
  1586. 1586dopo la pausa infinita!
  1587. 1587volgendoci al seno crisèo.
  1588. 1588Come dietro la negra
  1589. 1589Disse il Pitio lungescagliante
  1590. 1590i precordii, come agli stanchi
  1591. 1591molli che serbavano ancora
  1592. 1592l’impronta dei vimini, fichi
  1593. 1593degni d’aver patria in Egina
  1594. 1594con l’ombelico melato
  1595. 1595di gomma, bionde uve sugose,
  1596. 1596vini chiari aulenti di pino
  1597. 1597màstica che dentro una goccia
  1598. 1598del gèmino Monte che il muto
  1599. 1599l’altra cima: quella ch’è sacra
  1600. 1600Ma l’allegrezza nel sangue Corda tument
  1601. 1601che per le nostre membra
  1602. 1602inquietudine, quasi
  1603. 1603desiderio di danza
  1604. 1604co’ piedi nudi a gara
  1605. 1605di destrezza in giochi rischiosi.
  1606. 1606di corimbi e s’ebbe corona
  1607. 1607vertici dell’anima umana,
  1608. 1608culmine dell’acre delirio,
  1609. 1609in breve ora noi v’attingemmo!
  1610. 1610Il chiaro silenzio adorammo
  1611. 1611L’impeto selvaggio, che rende
  1612. 1612immemori l’Evie nell’orgia,
  1613. 1613io stava pensoso dell’uno
  1614. 1614in ascolto; e vennemi al labbro
  1615. 1615il sorriso, ché noto il suono
  1616. 1616m’era. “O Apollo, nel giorno
  1617. 1617da poppa a prua chiaramente
  1618. 1618la cicala che canta!„
  1619. 1619intorno alla gabbia di giunco.
  1620. 1620ci parve sul mare la voce
  1621. 1621della creatura vocale
  1622. 1622che non ha carne e non sangue
  1623. 1623lanugine ell’era coperta,
  1624. 1624che lucea qual serica veste;
  1625. 1625ma tre più piccoli, rossi
  1626. 1626come le bacche cruente
  1627. 1627d’autunno, in esiguo corimbo
  1628. 1628di tenue vetro nervute
  1629. 1629di foschi rilievi, il torace
  1630. 1630di anella il mirabile addòme.
  1631. 1631l’ingenuità del sorriso
  1632. 1632inclinato. Io l’àugure finsi.
  1633. 1633insino alle acque di Delo,
  1634. 1634in cella di giunco marino.„
  1635. 1635la Fòcide piena del nume
  1636. 1636come di tripodi mille,
  1637. 1637dinanzi alla nostra allegrezza.
  1638. 1638XI.
  1639. 1639Ciascun de’ compagni a vicenda
  1640. 1640Le baie le conche i recessi
  1641. 1641del parnassio mare esplorammo,
  1642. 1642coi piedi immersi nel sale,
  1643. 1643dell’àncora dietro la poppa
  1644. 1644la carne con una carezza
  1645. 1645innumerevole, or al fondo
  1646. 1646in un sonno ch’era ogni volta
  1647. 1647di cinti insolubili, sguardo
  1648. 1648venereo della segreta
  1649. 1649lasciva sorella dell’aria,
  1650. 1650madre della nuvola, come
  1651. 1651ci parve più bello. Dicemmo:
  1652. 1652dell’acqua. Ma l’ancoraggio
  1653. 1653contiguo ebbe più dilettose
  1654. 1654d’alghe, chiari coralli,
  1655. 1655dei pesci, io compresi quel nome
  1656. 1656che i pescatori tirreni
  1657. 1657del mare onde traggono prede
  1658. 1658Ma di voi gioimmo, Armonie!
  1659. 1659Chi mi consolerà, mentre
  1660. 1660vivo sotto cieli pur dolci,
  1661. 1661chi mi consolerà dei soli
  1662. 1662i vostri cipressi, e i ciriegi
  1663. 1663i mandorli i meli son bianchi
  1664. 1664improvvisa coglie alle spalle
  1665. 1665il lanoso Febbraio
  1666. 1666le palpebre con le sue dita
  1667. 1667che auliscono di rosmarino,
  1668. 1668verrò ne’ rosai che tu porti
  1669. 1669carichi di rose ancor chiuse.
  1670. 1670come i capézzoli gonfii
  1671. 1671della pubescente. Ma forse
  1672. 1672la secchia loquace. O collina
  1673. 1673dell’Incontro, per la finestra
  1674. 1674i fiori dell’erica, tanto
  1675. 1675de’ tuoi querciuoli vestite
  1676. 1676che un poco rosseggia e per entro
  1677. 1677vi si scorge il tenero verde!
  1678. 1678il lichene. E sta Vincigliata
  1679. 1679morta in un negrore di lance.
  1680. 1680dei ronchetti, odo le cesoie
  1681. 1681dei potatori. Uomini veggo
  1682. 1682che forse i sermenti recisi
  1683. 1683la terra ancor qualche aratro,
  1684. 1684che sorgon per nesto in corona
  1685. 1685dalle piaghe dei tronchi
  1686. 1686Il bifolco gli incìta;
  1687. 1687Ma oggi la voce dell’uomo
  1688. 1688in questo silenzio: ogni suono
  1689. 1689vibri ma e nelle glebe
  1690. 1690come di lima sottile
  1691. 1691che ferro morda. È colei
  1692. 1692dai piedi azzurrigni? colei
  1693. 1693che su ciascuna sua tempia
  1694. 1694la cingallegra selvaggia?
  1695. 1695ma par che in aerea fucina
  1696. 1696l’amor suo duri aspro travaglio.
  1697. 1697dall’Arno un vapore di perla
  1698. 1698colmi dell’acqua piovana;
  1699. 1699ma il fumo dei tetti campestri
  1700. 1700ceruleo par tuttavia.
  1701. 1701L’Incontro s’indora e invermiglia:
  1702. 1702cangia le sue querci in coralli;
  1703. 1703ma la Vallombrosa remota
  1704. 1704divina, apparita in un valco
  1705. 1705che tra due colli s’insena
  1706. 1706che tepido pare e segreto
  1707. 1707come l’inguine della Donna
  1708. 1708di Rovezzano il rombo
  1709. 1709delle mulina che il vecchio
  1710. 1710dall’ombra sua cerula, e tutto
  1711. 1711che parmi aver quasi ai precordii.
  1712. 1712che nel cipressetto riluce
  1713. 1713m’è cara, e l’orma essiccata
  1714. 1714che ieri fu molle di pioggia,
  1715. 1715che più non mi chiude il verziere
  1716. 1716dal dì che nel suo rugginoso
  1717. 1717cannello mellificò l’ape
  1718. 1718come in celletta di bugno.
  1719. 1719Molto al mio cuore son care
  1720. 1720le cose che odo, che veggo;
  1721. 1721del campo! E le campane
  1722. 1722della preghiera servile,
  1723. 1723il suono che vien di Rimaggio
  1724. 1724di Candeli di Monteloro,
  1725. 1725imagine, o Primavera,
  1726. 1726che or mi nasce guardando
  1727. 1727di nodose dita son gli oppi,
  1728. 1728che reggono tenui sfere
  1729. 1729cristalline; e tu vi trascorri
  1730. 1730da ciascuna fila un accordo
  1731. 1731in questa dolcezza m’indugio
  1732. 1732che biancheggia a mezzo del colle,
  1733. 1733Ma la ricordanza immortale
  1734. 1734d’una bellezza più maschia,
  1735. 1735d’una voluttà più possente,
  1736. 1736mi brucia, mi crucia. E il rinato
  1737. 1737di suol rossastro fra crudi
  1738. 1738la stoppia e gli aròmati forti
  1739. 1739dei falchi su pe’ macigni
  1740. 1740di quella caverna montana
  1741. 1741mi dolse la nuca pel gelo.
  1742. 1742come due scaglie cadute
  1743. 1743da Sirio, la vostra sublime
  1744. 1744m’accecò gli occhi del volto
  1745. 1745ma tutti i miei spirti agitati,
  1746. 1746come sul vaporante
  1747. 1747Coreta, balzarono in fiero
  1748. 1748videro il vermiglio avvenire.
  1749. 1749i roghi? La sfinge di Nasso
  1750. 1750decapitata ma alata
  1751. 1751cammino? Le tre danzatrici
  1752. 1752dalle mammelle corrose
  1753. 1753danzano ancóra intorno
  1754. 1754di acanti? Filano ancóra
  1755. 1755le donne focesi, dinanzi
  1756. 1756d’azzurro? Non la pietra
  1757. 1757ma invano cercai nella polve
  1758. 1758la tomba del figlio d’Achille!
  1759. 1759chiomati di fronde e di stelle.
  1760. 1760Vedute io le avea, nella sera
  1761. 1761dell’antro. Miste alla roccia,
  1762. 1762come le imagini sculte
  1763. 1763le Castàlidi; e gli occhi
  1764. 1764lor grandi eran fisi, il Passato
  1765. 1765il Presente il Futuro
  1766. 1766con un solo sguardo abbracciando.
  1767. 1767che tessuto aveano in figure
  1768. 1768di danza la fresca bellezza
  1769. 1769del mondo, i bei piedi leggeri
  1770. 1770di Terpsicòre constretti
  1771. 1771Dal nudo macigno agguagliate
  1772. 1772mi sparvero. Ma le rividi
  1773. 1773libere nel sogno ch’io m’ebbi.
  1774. 1774Venivan per le vie de’ vènti
  1775. 1775com’aquile senza nido
  1776. 1776crepitante di mille
  1777. 1777che i Distruttori e i Creatori
  1778. 1778di gioia coi lordi capelli
  1779. 1779coperti di bianca rugiada,
  1780. 1780con le calcagna gravi
  1781. 1781d’umida zolla e di foglie.
  1782. 1782Come stuol d’aquile senza
  1783. 1783Castàlidi a volo nell’alba,
  1784. 1784lacere i pepli, sconvolte
  1785. 1785le chiome, odorate di sangue
  1786. 1786di forze atroci e d’amori
  1787. 1787ineffabili, piene
  1788. 1788i polsi di ritmi discordi.
  1789. 1789Venivano dai porti
  1790. 1790inferni ove tutte le lingue
  1791. 1791i gemiti e i rùgghii del ferro
  1792. 1792domato; venivano dalle
  1793. 1793città di lucro ove la vita
  1794. 1794cupida senza schiuma
  1795. 1795che non ha guaina né punta.
  1796. 1796Visitato aveano le folte
  1797. 1797moltitudini, udito
  1798. 1798della fame e della vendetta,
  1799. 1799di libertà, gli epinicii
  1800. 1800dell’Uomo non coronato
  1801. 1801che con salde rédini intorno
  1802. 1802la quadriga degli Elementi.
  1803. 1803di bronzo pel simulacro
  1804. 1804d’un eroe senza clava
  1805. 1805liberatore del Mondo,
  1806. 1806le tavolette cerate
  1807. 1807la maschera dalla gran bocca,
  1808. 1808l’annunziatrice Clio
  1809. 1809il breve infinito volume,
  1810. 1810delle moltitudini folte.
  1811. 1811le Vergini figlie di Zeus
  1812. 1812com’aquile senza nido,
  1813. 1813delle bellezze raccolte
  1814. 1814dalle forze novelle
  1815. 1815che facean tremar come l’alte
  1816. 1816colonne d’un tempio crollante
  1817. 1817i lineamenti solenni
  1818. 1818del Passato nel lor pensiere
  1819. 1819verecondo. Ed erano ardenti
  1820. 1820di fecondità, agognanti
  1821. 1821di generare una gioia
  1822. 1822di trarre una vita divina
  1823. 1823dalla faticosa materia
  1824. 1824che gorgogliava nell’Orbe
  1825. 1825come quel fiume di bronzo
  1826. 1826in quella fornace di gloria.
  1827. 1827che non era Libètro
  1828. 1828Il Coro d’Apolline stette
  1829. 1829le nubi in cui la certezza
  1830. 1830del Sol nascituro
  1831. 1831che chiudea le moli profonde
  1832. 1832del marmo, sacre ai colossi
  1833. 1833crosciavan le sorgenti,
  1834. 1834i favi i nidi parlavano.
  1835. 1835di fuoco irrompere a quando
  1836. 1836come il benefico nome
  1837. 1837d’una deità imminente.
  1838. 1838dagli occhi umani era il sonno
  1839. 1839Libere eran tutte le braccia
  1840. 1840dal travaglio servile,
  1841. 1841libere per l’ornamento
  1842. 1842del mondo. La cieca materia,
  1843. 1843l’ordegno tenea su l’ordegno
  1844. 1844la vece dell’uomo. Il supplizio
  1845. 1845carnale era bandito
  1846. 1846l’aspetto d’un re soggiogato.
  1847. 1847L’ebrietà della forza
  1848. 1848chiedea di placarsi nei riti
  1849. 1849dell’Arte, nelle preghiere
  1850. 1850del rivelato Universo,
  1851. 1851dei Miti innovati. Un immenso
  1852. 1852desiderio di festa
  1853. 1853dalla notte e dalle fatiche,
  1854. 1854i fiumi paterni che al mare
  1855. 1855l’immortalità delle stirpi
  1856. 1856volsero le fiaccole al suolo
  1857. 1857inauditi sonava
  1858. 1858di rugiada. E l’attesa
  1859. 1859della Poesia palpitava
  1860. 1860l’innumerevole riso
  1861. 1861del desio marino che s’alza
  1862. 1862con le mille labbra dell’onda
  1863. 1863verso il Sole per divenire
  1864. 1864luce egli stesso infinita.
  1865. 1865dall’aurora, non con argilla
  1866. 1866ma con la sostanza sublime
  1867. 1867che nata era in elle dall’urto
  1868. 1868del conoscimento vitale,
  1869. 1869crearon per l’uomo una Voce
  1870. 1870vermiglia; poi contra il fulgore
  1871. 1871del Sol nascente, verso il Mare
  1872. 1872virgineo come la prima
  1873. 1873in quell’atto lor consueto
  1874. 1874che usavan danzando al cospetto
  1875. 1875di Apolline. E niuno vide
  1876. 1876Inclinate il fianco sul vento,
  1877. 1877le nove antiche Sorelle.
  1878. 1878la nomata nel grido
  1879. 1879delle plenitudini e delle
  1880. 1880virtù, l’invocata da tutti
  1881. 1881in mezzo agli uomini. E da prima
  1882. 1882ma credetter forse che il fiato
  1883. 1883d’una primavera improvvisa
  1884. 1884li soffocasse d’amore,
  1885. 1885la vidi. E mi parve che il sangue
  1886. 1886m’abbandonasse e corresse
  1887. 1887della vegnente a invermigliarne
  1888. 1888i vestigi, e che spoglia
  1889. 1889dell’ossa quest’anima mia
  1890. 1890Dissi: “Euplete, decima Musa,
  1891. 1891dopo l’onda nona sul lido,
  1892. 1892decumano, o Antica, o Novella,
  1893. 1893m’odi per i giorni e per l’opre,
  1894. 1894m’odi per le mie notti insonni
  1895. 1895ciò che arde, per la sete
  1896. 1896del Deserto e il sale del Mare,
  1897. 1897Io son teco il supplice, senza
  1898. 1898Chiederti non oso che m’abbi
  1899. 1899ma sol per il tuo messaggero.
  1900. 1900Io sarò colui che t’annunzia.„
  1901. 1901la fronte accennando, sì forte
  1902. 1902del cuore, ch’io trasalii
  1903. 1903come quei che sente la vita
  1904. 1904verso il mistero dell’ombra.
  1905. 1905ché mormorare il vento
  1906. 1906dell’alba nei platani vasti
  1907. 1907intesi, le pallide stelle
  1908. 1908della Fòcide, dietro
  1909. 1909le bianche Fedrìadi. Oh pronto
  1910. 1910leggero, con limpidi occhi.
  1911. 1911Lavai la mia fronte nell’acqua
  1912. 1912castalia, ne bevvi nel cavo
  1913. 1913delle mie mani; alacre e puro
  1914. 1914verso le ruine del Tempio.
  1915. 1915di Delfo e nei porti lontani,
  1916. 1916lungh’esse le vie lapidose,
  1917. 1917i galli cantarono l’alba.
  1918. 1918Voci di virtù mattutina,
  1919. 1919che attendevate ogni volta
  1920. 1920le risposte ai vostri richiami
  1921. 1921del mar taciturno! Ombra e polve
  1922. 1922dell’arcana chiostra ove inerte
  1923. 1923XII.
  1924. 1924vivo sotto cieli pur dolci,
  1925. 1925chi mi consolerà di tanto
  1926. 1926che il vento salmastro disperse,
  1927. 1927con la polve delle ruine
  1928. 1928con la cenere dei sepolcri,
  1929. 1929Certo su altre rive,
  1930. 1930dei colossi di Memfi,
  1931. 1931d’antìlopi e di melagrani,
  1932. 1932dell’Ànapo, nella latòmie
  1933. 1933di Siracusa, nelle sabbie
  1934. 1934di Selinunte ove una vasta
  1935. 1935di colonne dorica stirpe
  1936. 1936vive di luce, e altrove, altrove
  1937. 1937mi conobbi figlio del Sole.
  1938. 1938Ma nessun cielo, nessun mare,
  1939. 1939moltiplicò la vitale
  1940. 1940virtù della mia giovinezza
  1941. 1941così fieramente. O Corinto,
  1942. 1942di Sisifo duro, feconda Amphithalassia
  1943. 1943di bei tiranni, che giugnesti
  1944. 1944il morso e al frontone del tempio
  1945. 1945la duplice aquila d’oro,
  1946. 1946cui il ruvido console diede
  1947. 1947il Fuoco per ultimo drudo
  1948. 1948inimitabile, quando
  1949. 1949dell’Acrocorinto quel miele
  1950. 1950cantava “prestami i fior tuoi
  1951. 1951la madre dal nero grembiule?
  1952. 1952cantava “O vento li combatte,
  1953. 1953Li passa Caronte co’ morti.„
  1954. 1954che soffiò per entro alle nari
  1955. 1955delicate e sopra le tarde
  1956. 1956le guaste ghirlande cadute
  1957. 1957del mio piacere, più profondo
  1958. 1958il suon del mio riso, più forti
  1959. 1959i miei denti. Estinta è la face
  1960. 1960ch’ei porta, ma sotto il suo sguardo
  1961. 1961che senza parlare m’incìta,
  1962. 1962che fosti vermiglia di sangue
  1963. 1963lussurioso e di dolce
  1964. 1964vino sentendo continuo
  1965. 1965della dea su te troppo ignito
  1966. 1966mentre le strisce del fulvo
  1967. 1967corame, in guisa di freno
  1968. 1968imposte alle guance de’ tuoi
  1969. 1969degli eptacordi sotto il morso
  1970. 1970violento dei plettri
  1971. 1971Meco era il compagno velato
  1972. 1972di Lais offerto alla dea.
  1973. 1973dea di non caduca bellezza.„
  1974. 1974cipressi l’etèra dormiva;
  1975. 1975le cui bianche braccia avean cinto
  1976. 1976come la cintura marina
  1977. 1977che spazia dal Ionio all’Egeo.
  1978. 1978che al fonte di Pirene
  1979. 1979conduce; e su l’ombra mia lieve
  1980. 1980Ipponòo recando la briglia.
  1981. 1981lento; e talora il sussulto
  1982. 1982delle grandi penne, che molto
  1983. 1983celati nell’adito. Osammo
  1984. 1984diffuso intorno a una possa
  1985. 1985indomita: Pègaso il volo!
  1986. 1986con l’ima midolla e col sangue
  1987. 1987di Sisifo come s’accosta Pègaso domato
  1988. 1988cauto nella mano il fren d’oro
  1989. 1989con fulminea destrezza
  1990. 1990l’ali ventose il cavallo
  1991. 1991magnifico: la vergine bocca
  1992. 1992l’uomo imperterrito balza,
  1993. 1993inforca la schiena tremenda
  1994. 1994l’Impeto nel libero cielo.
  1995. 1995Così, Arte, accòstati ai grandi
  1996. 1996la primavera m’affanna,
  1997. 1997dato mi fosse varcare
  1998. 1998l’aere e su l’Acrocorinto
  1999. 1999di fiori efimeri, come
  2000. 2000Lais della tunica tiria
  2001. 2001che la nudità è più bella)
  2002. 2002i due golfi, la sitibonda
  2003. 2003i vertici sacri alla Danza
  2004. 2004diletta, che non canterai
  2005. 2005da sette bocche nel piano,
  2006. 2006di te mi sovviene, Cadmèa;
  2007. 2007di Capanèo contra il Cielo
  2008. 2008che l’ode, né pel duolo
  2009. 2009d’Antìgone eretta nel Coro
  2010. 2010come il cipresso tra i salci;
  2011. 2011ma per le tue belle fonti, Le fonti tebane
  2012. 2012Cadmèa, per la fonte di Dirce
  2013. 2013che sparsa è ne’ dolci verzieri
  2014. 2014come fu nelle rupi
  2015. 2015la dilacerata bellezza,
  2016. 2016del supplizio all’ombra dei meli.
  2017. 2017Vario sapore hanno l’acque
  2018. 2018che corrono d’oriente
  2019. 2019di terrestritade è in ciascuna
  2020. 2020i denti onde nacque la stirpe
  2021. 2021delle persiche molli,
  2022. 2022con leggerezza e pallore
  2023. 2023di linfe e silenzii
  2024. 2024delle sue cime. E tu eri La rosa di Beozia
  2025. 2025dal collo di cigno, dal crine
  2026. 2026intesto come canestro
  2027. 2027di vimine, all’ombra del largo
  2028. 2028cappello tessalico, chiusa
  2029. 2029dell’imàtio come in un fiore
  2030. 2030di mille pètali. O forse
  2031. 2031con un gesto di grazia or discopri
  2032. 2032la mammella piccola come
  2033. 2033cotogna, i mallèoli svèlti
  2034. 2034inanellati d’elettro,
  2035. 2035d’Argo tra la cittadella
  2036. 2036di Palamede e lo stagno
  2037. 2037di Lerna, in vista alle bianche
  2038. 2038vette del Partènio? Tirinto,
  2039. 2039città di rupi adunate,
  2040. 2040ventosa del soffia d’Eràcle L’acropoli eràclia
  2041. 2041che triturava co’ vasti
  2042. 2042molari i tuoi bovi ancor lordi
  2043. 2043di bragia e crudigni, se mai
  2044. 2044io torni, cercar voglio quelle
  2045. 2045dai dorsi lanosi di tante
  2046. 2046dell’else consunto nel pugno
  2047. 2047dei tuoi re! Poi per la profonda
  2048. 2048vetro che t’ornava il palagio.
  2049. 2049Ma te, o Micene, s’io torni,
  2050. 2050de’ tuoi sepolcri e agitasti
  2051. 2051le mie vigilie, quando
  2052. 2052Cassandra io diedi una pura
  2053. 2053dovea col tenue nome
  2054. 2054di Ebe giovinetta celeste! Ebe alla Fonte Perseia
  2055. 2055la sua grande chioma tutt’oro.
  2056. 2056la Fonte Perseia ove bevve
  2057. 2057la morte: vi tremola e piange
  2058. 2058la polla per entro in eterno.
  2059. 2059Così la vede il mio sogno.
  2060. 2060d’un velo. A Mègara bianca,
  2061. 2061di lino, che sferza i cavalli
  2062. 2062con una sete più forte
  2063. 2063che appeso per l’ansa a un ulivo
  2064. 2064del golfo, pe’ tuoi freschi orciuoli
  2065. 2065densi, pe’ tuoi mandorli ch’io
  2066. 2066che Onàta fondeva sì ricco?
  2067. 2067che incurva le labbra agli opliti
  2068. 2068morenti in fronte al tuo tempio?
  2069. 2069degli uomini, gloria di rostri,
  2070. 2070vittoria volante con triplo
  2071. 2071di corda e ciascuno credette
  2072. 2072il grido dell’Ellade: “Questo
  2073. 2073Luoghi di luce, le rose
  2074. 2074mosto, son le Cicladi belle.
  2075. 2075della pioggia sopra la fronda,
  2076. 2076m’è il suon de’ lor nomi divini
  2077. 2077l’ovo della colomba,
  2078. 2078come gli inni delle sue lire,
  2079. 2079l’ombra di Simonide ancóra
  2080. 2080insegna la musica ai figli
  2081. 2081dei marinai pileati
  2082. 2082la scorza e la ghianda del cerro.
  2083. 2083chiare sotto pergole verdi.
  2084. 2084che vi si parevano i nervi
  2085. 2085dei pampini con una traccia
  2086. 2086vi piovevano in guisa
  2087. 2087di torqui di anelli di armille;
  2088. 2088delle donne ionie che nude
  2089. 2089le braccia lavavano i lini
  2090. 2090in trògoli tutti di marmo.
  2091. 2091Vedendo bagnare un bel velo,
  2092. 2092come tessitrice odorata
  2093. 2093dietro telaio d’antica
  2094. 2094di porpora forse venuta
  2095. 2095Ma l’odore di Siro
  2096. 2096di cordari e di calafati,
  2097. 2097con pégola sevo e cerussa,
  2098. 2098cara ai marinai dell’Egeo!
  2099. 2099intorno a Delo corona
  2100. 2100come calcedònie e iacinti.
  2101. 2101ché di lungi assemprano un coro
  2102. 2102d’aulètridi alto su l’acque,
  2103. 2103dai lunghi chitóni cadenti
  2104. 2104di cìano, dorate dal sole
  2105. 2105insino ai precordii, dorate
  2106. 2106insino alla conca segreta
  2107. 2107del pube. E il miel delle vigne
  2108. 2108delle lor mammelle protese.
  2109. 2109Voluttà, voluttà
  2110. 2110d’Ariadne e di Dionìso
  2111. 2111commisti sul carro che aggioga
  2112. 2112la maculosa pantera
  2113. 2113cui l’Amore diè per sorella
  2114. 2114dai segni del bacio crudele!
  2115. 2115mollizie insulare, lascivo
  2116. 2116della sua figlia Afrodite,
  2117. 2117calde tuttavia del sudore
  2118. 2118malvagio, non spenta per anche
  2119. 2119la carne che giunta fu all’ossa
  2120. 2120come il fuoco al legno del pino!
  2121. 2121le Cicladi, e molto a me dolci.
  2122. 2122Ma a te tornerò col mio cuore,
  2123. 2123isola di Aiace, a te forza
  2124. 2124delle triere rostrate,
  2125. 2125il pèriplo delle tue rupi
  2126. 2126combattere nelle tue acque
  2127. 2127com’Eschilo al fianco d’Aminia
  2128. 2128che diè primo il colpo di rostro,
  2129. 2129degli efebi intorno al trofeo,
  2130. 2130clamor del peana copriva
  2131. 2131Dal colle d’Elèusi deserto
  2132. 2132I monti di Mègara, i cupi
  2133. 2133il Coridallo ondulato,
  2134. 2134le gole di File, il notturno
  2135. 2135Citerone, gli aridi gioghi
  2136. 2136lontane cui l’aria e la luce
  2137. 2137intessono vesti più belle
  2138. 2138che la veste del croco
  2139. 2139dello smìlace e del narcisso,
  2140. 2140impallidivano incontro
  2141. 2141ch’era come il guatare
  2142. 2142di Pallade quando ella indaga
  2143. 2143di sotto al suo casco corintio
  2144. 2144le schiere ordinate nel campo
  2145. 2145ma la virtù si rischiara
  2146. 2146XIII.
  2147. 2147P
  2148. 2148innanzi a periglio mortale,
  2149. 2149vedrà il pellegrino le faci
  2150. 2150del Dadùco nel tempio La spiga mietuta in silenzio
  2151. 2151d’Ecàte. Ma i grandi triglifi
  2152. 2152dorici splendevano bianchi
  2153. 2153là dove Demètra si assise
  2154. 2154crucciosa, il cor piena d’angoscia,
  2155. 2155L’ombra d’una nube curvata
  2156. 2156l’ombra del mietitore
  2157. 2157indicibile che innanzi
  2158. 2158la spiga di grano in silenzio.
  2159. 2159mi significò la grandezza
  2160. 2160della solitudine sacra.
  2161. 2161Ma l’anima umana non vive
  2162. 2162le cose come sigillo
  2163. 2163imperiale. “O Uomo,
  2164. 2164della tua volontà pura,
  2165. 2165le colonne come covoni.
  2166. 2166chiusi e la dea, ch’era informe
  2167. 2167cerulo vidi, chiomata
  2168. 2168Demofoonte, il figlio
  2169. 2169mortale di Cèleo, nato
  2170. 2170d’una terribile forza
  2171. 2171misura e non più ritenesse
  2172. 2172misero, l’ansia faticosa
  2173. 2173del gregge. Per ciò nottetempo
  2174. 2174cuna, ora internavagli il capo
  2175. 2175là dov’era più vorace
  2176. 2176la verginità della fiamma,
  2177. 2177come il fabro fa d’una spranga
  2178. 2178che battere debba all’incude.
  2179. 2179Ma Metanira spiava
  2180. 2180con l’occhio obliquo. Spiava
  2181. 2181la femminetta regina La femminetta regina
  2182. 2182dalla fronte bassa quell’opra
  2183. 2183d’amor duro; e non comprendeva,
  2184. 2184la stolta! Con cruccio e spavento
  2185. 2185dei pantani. “Figlio„ ululava
  2186. 2186la straniera e a me ti sottrae!„
  2187. 2187ingìta di Demofoonte
  2188. 2188cessò, come torcia riversa
  2189. 2189che spengasi in putrido fango.
  2190. 2190La dea lo rimosse dal fuoco
  2191. 2191con disdegno uscì dalle case.
  2192. 2192imbóccalo, ingózzalo dunque
  2193. 2193col tuo buon cucchiaio di bosso,
  2194. 2194l’ungea la straniera, tu stilla
  2195. 2195dalle più crasse carogne.
  2196. 2196il suo ventre fluisce,
  2197. 2197lecca la sua pallida pelle
  2198. 2198con la tua lingua viscosa
  2199. 2199di gozzoviglia indigesta.
  2200. 2200la bocca imbavata di bile
  2201. 2201l’ignobilità del tuo mento.
  2202. 2202come l’Iniziato
  2203. 2203in una pausa infinita
  2204. 2204la spiga mietuta in silenzio.
  2205. 2205dei fiori, che Persefoneia
  2206. 2206di contro al zaffiro marino,
  2207. 2207la regia corona sul gambo
  2208. 2208dominazioni letèe„
  2209. 2209dissi “io so dov’ardono i vostri
  2210. 2210mi sovvenne, dell’Agro
  2211. 2211cavalcato dagli acquedotti
  2212. 2212che guidano il gregge con l’asta;
  2213. 2213della Latina Via
  2214. 2214di Salamina, pensoso
  2215. 2215del Crèmera. E tra la muraglia Il vóto romano
  2216. 2216del perìbolo santo
  2217. 2217dell’altra mia patria, cercai
  2218. 2218del Tempo, che Quinto Pompeio
  2219. 2219consacrarono quivi
  2220. 2220XIV.
  2221. 2221P
  2222. 2222del golfo bianca di ghiaie.
  2223. 2223i mirti i ginepri i lentischi,
  2224. 2224di tanta vita sublime.
  2225. 2225che ci empieva il petto ansioso
  2226. 2226d’una voluttà troppo ardente.
  2227. 2227dell’amore mi vinse;
  2228. 2228credendo che il velo degli occhi
  2229. 2229in quale città di mortali?„
  2230. 2230L’Ombra di Edìpo, dall’atre
  2231. 2231cui le piogge i venti le arsure
  2232. 2232dato aveano un tristo lucore
  2233. 2233come alle paglie marine,
  2234. 2234da man che la lavi sul sasso.
  2235. 2235virginale, nudrita
  2236. 2236di amare radici, parea
  2237. 2237che pel veglio in sé ritenuta
  2238. 2238della fonte, omai già lontana,
  2239. 2239dal dio conceduta alla sosta
  2240. 2240del mattino sotto grand’elce.
  2241. 2241dell’anima mia fu vissuta
  2242. 2242Il coro di Sofocle puro
  2243. 2243di bei cavalli feconda,
  2244. 2244il melodioso usignuolo
  2245. 2245molto fruttifera, immune
  2246. 2246dal sole e dai vènti iemali,
  2247. 2247che Dionìso effrenato
  2248. 2248Modi della strofe perfetta
  2249. 2249i templi gli arbori. Il velo
  2250. 2250delle Càriti effuso
  2251. 2251lieve sul crinale dei monti.
  2252. 2252il Parnète fu l’antistròfe.
  2253. 2253di bei corimbi il narcisso,
  2254. 2254delle Magne Dee molto antica
  2255. 2255ma continue rigano l’acque
  2256. 2256limpide fecondatrici
  2257. 2257la terra dal sen spazioso;
  2258. 2258delle Muse, e non Afrodite
  2259. 2259che tratta le redini d’oro.„
  2260. 2260come supplici. “Arbore è quivi
  2261. 2261cui non pose man d’uomo, germe
  2262. 2262da sé medesimo nato,
  2263. 2263che grandemente fiorisce,
  2264. 2264di glauca fronda l’Olivo...„
  2265. 2265La nostra gioia più fiera
  2266. 2266la nostra conquista più grande
  2267. 2267che coronata è di viole
  2268. 2268con la bionda ragia del pino
  2269. 2269di quelli occhi cesii che sai.
  2270. 2270Lascia la sua fronte nell’alto
  2271. 2271della sua tunica ornati
  2272. 2272di belle ghirlande marine.
  2273. 2273il nome del fiore paràlio Le ghirlande marine
  2274. 2274che vedemmo sopra le sabbie
  2275. 2275di Fàlero, e coglierlo noi
  2276. 2276in noi non pel varco dei sensi
  2277. 2277ma com’entra un puro pensiero.
  2278. 2278dell’Attica scende alla tua
  2279. 2279in un lebète d’argento
  2280. 2280del tuo sale! Anche Munichia
  2281. 2281Ma tu fosti fatto di mano
  2282. 2282d’inimitabile artiere.
  2283. 2283In contro al faro di Psittàlia
  2284. 2284il mare si frange in ruine
  2285. 2285di sepolcri; e forse colui
  2286. 2286che in pugno alla dea Poliàde
  2287. 2287dormì su lo scoglio rugoso
  2288. 2288dell’eroe che tinte le avea
  2289. 2289col sangue dell’Asia. Pur quanto
  2290. 2290in calde arene colcarsi!
  2291. 2291del lido, nella rena giù.
  2292. 2292ch’i’ oda lor voci da giù.„
  2293. 2293Canta tuttavia le canzoni
  2294. 2294che non si nomava Fintìlo
  2295. 2295come il guscio della carruba
  2296. 2296intorno al collo la barba
  2297. 2297come intorno a scalmo consunto
  2298. 2298che offerto egli avesse al dio
  2299. 2299dei promontorii gli avanzi
  2300. 2300della rete i sugheri e i piombi,
  2301. 2301legato al suo crin di cavallo
  2302. 2302con la lunga canna, o una triglia
  2303. 2303d’un gambero, un fin laberinto.
  2304. 2304Ma forse veduto egli avea
  2305. 2305la fosca sirena dormente.
  2306. 2306che aveano il colore dell’ombra
  2307. 2307mi sovviene, e de’ tuoi bianchi
  2308. 2308delle tue rondini. O Spata,
  2309. 2309mi sovviene delle tue tombe
  2310. 2310venerande. Padre di templi
  2311. 2311mi sovviene selvaggi
  2312. 2312cànape simili a quelle
  2313. 2313che vidi nel muto Deserto.
  2314. 2314dinanzi all’isola lunga
  2315. 2315cui diè la Tindaride il nome,
  2316. 2316vedemmo l’Aurora inclinata
  2317. 2317Laurio, lungi a’ tuoi pozzi oscuri,
  2318. 2318del tuo metallo, scoprimmo L’Evia impietrata
  2319. 2319il corpo d’un’Evia bagnato
  2320. 2320di mosto; ed era sì bella
  2321. 2321che per toccarla scendemmo
  2322. 2322di lungi ell’era anche più bella;
  2323. 2323ci prendesse, parlammo
  2324. 2324di lei come d’una divina
  2325. 2325carne che fosse vivente
  2326. 2326laggiù senza letto d’amore.
  2327. 2327dal Sunio al Pirèo, nella sera.
  2328. 2328d’Ircania portato alla guerra Il Sunio
  2329. 2329della Propòntide in commercio
  2330. 2330d’acònito, un frumentiere
  2331. 2331del Chersoneso, un vinaio
  2332. 2332di Chio fui guardandoti, ed ebbi
  2333. 2333di te con sempre nuove
  2334. 2334dopo traffico lungo;
  2335. 2335dell’argentifero lido,
  2336. 2336del metallo sacro all’impresso
  2337. 2337conio dell’epònima dea.
  2338. 2338venerando, altèra cervice
  2339. 2339della Paràlia rupestra,
  2340. 2340il tuo tempio par che si sciolga
  2341. 2341come lentissima neve
  2342. 2342Il sale mordace cancella
  2343. 2343dalla colonna il solco
  2344. 2344dorico, nel masso fenduto
  2345. 2345dall’architrave consuma
  2346. 2346le groppe ai Centauri e le corna
  2347. 2347domato dall’attica forza.
  2348. 2348Maratona, Maratona,
  2349. 2349dall’ali irsute di lance,
  2350. 2350degli oplìti a fianco d’Echètlo,
  2351. 2351dell’eroe rurale che uccise
  2352. 2352mànico d’aratro e poi sparve.
  2353. 2353Io sul tuo tumulo grande
  2354. 2354colsi una rama d’alloro L’alloro di Maratona
  2355. 2355che dure avea foglie di bronzo
  2356. 2356ma bacche tra nere e azzurrigne
  2357. 2357della rondinella cecròpia.
  2358. 2358vidi Cinegìro figliuolo
  2359. 2359d’Euforione aggrapparsi
  2360. 2360del Medo; il combattimento
  2361. 2361maraviglioso dell’Uomo
  2362. 2362di Serse, vidi anelando;
  2363. 2363XV.
  2364. 2364B
  2365. 2365Il nostro perìplo è compiuto.„
  2366. 2366ma la cicala d’Apollo
  2367. 2367marino era muta, era morta.
  2368. 2368di Leto dal fulgido crine,
  2369. 2369immobile dell’ampia
  2370. 2370i mortali, ma nell’Olimpo
  2371. 2371i beati astro della cupa
  2372. 2372L’infranta strofe dell’ode
  2373. 2373come in lontananza insulare,
  2374. 2374del dio (gittò ella le braccia
  2375. 2375intorno alla palma, i ginocchi
  2376. 2376dal lacerato grembo
  2377. 2377confortatrici, anche Ilitìa
  2378. 2378la tardi venuta d’Olimpo,
  2379. 2379conclamarono); e i canti
  2380. 2380de’ Ionii dai lunghi chitóni
  2381. 2381il cieco Omerìde, in un cerchio
  2382. 2382di vergini dèlie ascoltanti.
  2383. 2383Io dissi: «Adoriamo nel sasso
  2384. 2384la fecondità degli Ellèni.»
  2385. 2385Morta era Delo su l’acque,
  2386. 2386deserta, nuda, affocata
  2387. 2387dal meridiano furore.
  2388. 2388come già nei forni i frammenti
  2389. 2389delle sue statue divine
  2390. 2390incotti dai mercatanti
  2391. 2391di calce a murare le case
  2392. 2392degli uomini immondi. La vetta
  2393. 2393del Cinto nel cielo era come
  2394. 2394la sommità di una mitra
  2395. 2395disadorna. Bolliva
  2396. 2396il mare tra Delo e Micòno
  2397. 2397le masse roventi del ferro
  2398. 2398dei tempi l’isola al nàuta
  2399. 2399veleggiava in vista del Cinto. La sterilità di Delo
  2400. 2400che tu sii per esser feconda
  2401. 2401di pecore molte o di buoi
  2402. 2402Leto affaticata dal peso
  2403. 2403del nascituro. Deserta
  2404. 2404come oggi, al meriggio d’estate.
  2405. 2405del ponto, io t’eleggo e ti sposo.
  2406. 2406il fecondatore di rupi.„
  2407. 2407coi corni dei capri abbattuti
  2408. 2408dagli strali del Lungescagliante,
  2409. 2409le esedre i granai le apotèche.
  2410. 2410dell’Ellade, l’isola ortìgia
  2411. 2411del Mediterraneo Mare
  2412. 2412le teorie dei devoti,
  2413. 2413le compagnie dei mercanti,
  2414. 2414la triere adorna di fiori
  2415. 2415con uomini liberi ai remi,
  2416. 2416la strongile onusta di grano
  2417. 2417con ciurma di schiavi oleosi.
  2418. 2418Da Alessandria a Bisanzio,
  2419. 2419da Rodi a Creta, da Ostia
  2420. 2420dell’armi, ogni Egèmone armato
  2421. 2421del Mediterraneo Mare
  2422. 2422il monumento superbo
  2423. 2423Da Ulisse ad Antioco Epifàne,
  2424. 2424i re v’approdarono. Il quinto
  2425. 2425la stoa tetràgona, insigne
  2426. 2426di seggi e di statue. Nicia
  2427. 2427v’entrò sopra un ponte splendente
  2428. 2428di ori, con un popolo bianco
  2429. 2429di musici. I Tolomei
  2430. 2430dall’immensità sepolcrale
  2431. 2431vennero, offerte recando
  2432. 2432ismisurate. La rosa
  2433. 2433della Republica ròdia
  2434. 2434vi fiorì di porpora. In pace
  2435. 2435vi stette la Lupa di Roma.
  2436. 2436da utero umano, e nessuno
  2437. 2437vi morì in carne corrotta.
  2438. 2438L’isola mondata fu d’ogni
  2439. 2439vi diffondea col respiro
  2440. 2440Le sue corone i suoi vasi
  2441. 2441le sue vesti eran di tanto
  2442. 2442lume che il perìbolo sacro
  2443. 2443mai non conobbe la notte.
  2444. 2444Il disco del lago specchiava
  2445. 2445la faccia indicibile. Intorno
  2446. 2446il Laberinto cretese.
  2447. 2447L’efebo e la vergine i ricci
  2448. 2448d’Artèmide nata gemella.
  2449. 2449che tutta la fronda di Tempe,
  2450. 2450la forza dell’anima ellèna
  2451. 2451in ogni tua pietra m’appare
  2452. 2452chiusa qual seme in gleba,
  2453. 2453la tua solitudine inulta.
  2454. 2454Deh fa che sempre io ti veda,
  2455. 2455con gli occhi dell’anima invitta,
  2456. 2456immobile ignuda e fatale
  2457. 2457Leto abbracciare la palma
  2458. 2458verso Messàna falcata,
  2459. 2459verso la vorace Caribdi.
  2460. 2460Da questa patria a un’altra
  2461. 2461veleggeremo, colmi
  2462. 2462di vita i precordii, spumanti
  2463. 2463di vincere, poi che apprendemmo
  2464. 2464Vivemmo, divinamente
  2465. 2465vivemmo! All’antica mammella
  2466. 2466ci abbeverammo, ancor piena.
  2467. 2467La bestia inferma uccidemmo
  2468. 2468Come per osservare
  2469. 2469l’oracolo gli Ateniesi
  2470. 2470i nostri cadaveri informi
  2471. 2471il fumo delle ecatombi,
  2472. 2472cui voglio obbedire: SII PURO.
  2473. 2473Delìaca Legge, che splendi
  2474. 2474Vertice del Cinto, e sovente
  2475. 2475io ti manderò sacri doni.
  2476. 2476involti in paglia di grano,
  2477. 2477degli Iperborei in Iscizia;
  2478. 2478di popolo in popolo, verso
  2479. 2479da banda l’isola di Andro,
  2480. 2480consegnati fossero a Delo,
  2481. 2481involti in paglia di grano.
  2482. 2482distanti, in liete sorti o in dure,
  2483. 2483in guerra o in pace, miei doni
  2484. 2484involti in paglia di grano,
  2485. 2485ché non so custodia più monda.
  2486. 2486Ma il mio primo dono
  2487. 2487che ti successe in potenza
  2488. 2488i tuoi granai e le tue stoe
  2489. 2489il turbine di Mitridate:
  2490. 2490da Ostia romana, ov’Enea
  2491. 2491del sangue di Dàrdano prese
  2492. 2492la terra (accolto l’avevi
  2493. 2493construtte coi pini dell’Ida)
  2494. 2494col bel Iulo e coi primi duci
  2495. 2495mangiò per fame le adòree
  2496. 2496mense e disse: “Qui è la patria!„
  2497. 2497Ivi trovar voglio il fascio
  2498. 2498cereale dei culmi biondi
  2499. 2499Conosco il luogo; e, s’io penso
  2500. 2500che lo rivedrò, mi s’allevia
  2501. 2501la tristezza del dipartire
  2502. 2502che su la via de’ Sepolcri,
  2503. 2503verso la selva laurèntia
  2504. 2504dalla soglia d’africo marmo
  2505. 2505dinanzi alla cella di rosso
  2506. 2506mattone spogliata ma grande,
  2507. 2507vidi tra gli stìpiti eretti
  2508. 2508della Porta Marina
  2509. 2509mirabili spiche ondeggiare
  2510. 2510cui sparsi avesse man d’uomo.
  2511. 2511di minio, cariche di molte
  2512. 2512corrente per ormeggiarsi
  2513. 2513dei marinai di Sicilia
  2514. 2514dal crin di viola, che belli
  2515. 2515danzanti il gèrano intorno
  2516. 2516di sé medesime nate
  2517. 2517della Porta Marina
  2518. 2518involto in quel misterioso
  2519. 2519Così pregai nel mio cuore;
  2520. 2520con fronte ostinata, era sacro
  2521. 2521d’ogni altro agli iddii come eletto L’Ulissìde
  2522. 2522di compier l’impresa cui s’era
  2523. 2523devoto con anima salda.
  2524. 2524del timone in quel punto,
  2525. 2525del lungo stadio, guatare
  2526. 2526con gli occhi chiarissimi il solco.
  2527. 2527In verità, fra i compagni
  2528. 2528ma i suoi biondi capelli
  2529. 2529della fronte nata a cozzare
  2530. 2530contra l’impedimento;
  2531. 2531dei sopraccigli, sobria
  2532. 2532la bocca e di netto discorso,
  2533. 2533la nuca sì ferma paresse
  2534. 2534ch’io le comparai la cervice
  2535. 2535d’Eràcle che l’Etra sostiene
  2536. 2536l’imagine immensa d’un cielo.
  2537. 2537Veduto avea splendere nuove
  2538. 2538l’Ellade, su fiumi più larghi
  2539. 2539che gli ellesponti e gli eurìpi,
  2540. 2540dall’anima ancóra constretta
  2541. 2541come gli iddii primitivi
  2542. 2542dell’Ellade erano ancor misti
  2543. 2543Condotto avea su le notturne
  2544. 2544correntie la spaziosa
  2545. 2545centenni e mirato il volume
  2546. 2546infinito dell’acque
  2547. 2547irriguo e l’alba levarsi
  2548. 2548dai silenzii possente
  2549. 2549come per un giorno eternale.
  2550. 2550incognita l’avido cuore
  2551. 2551d’errare in sempre più grande
  2552. 2552di Bitinia o di Frigia
  2553. 2553l’indelebile aroma
  2554. 2554voluttuosamente
  2555. 2555dinanzi all’olivo d’Atena
  2556. 2556di frutti di piume che tutti
  2557. 2557vincono i monili di Serse.
  2558. 2558L’Ilisso e il Cefìso ruscelli
  2559. 2559il salto d’un uomo; l’Imetto,
  2560. 2560il Pentelico, un tempo
  2561. 2561dal lungo tìmpano, senza
  2562. 2562intercolunnii; tutta
  2563. 2563l’Attica pareagli dal cinto
  2564. 2564d’immensità, ti rivedo
  2565. 2565il primo ai risveglio e ai lavacri
  2566. 2566mattutini, vigile come
  2567. 2567il gallo, sempre operoso,
  2568. 2568il piè dalla pianta ampia e certa,
  2569. 2569dal maschio e divergente
  2570. 2570del lungo stadio, o Ulissìde.
  2571. 2571come l’ottime spiche
  2572. 2572Intento a disciplinarti
  2573. 2573come uomini molti; e sapevi
  2574. 2574come la tua vela, Ulissìde.
  2575. 2575Compagno diletto, che mai
  2576. 2576mi fosti grave e mai con l’ombra
  2577. 2577io ti leggerò l’avventura
  2578. 2578del Re di tempeste Odisseo
  2579. 2579che dopo le nove giornate
  2580. 2580ventose approdò nella terra
  2581. 2581dei mangiatori di loto,
  2582. 2582che mangiano il fiore del loto
  2583. 2583che fa obliare il ritorno
  2584. 2584col tuo passo certo e leggero
  2585. 2585verso di noi che t’attendemmo
  2586. 2586di udir la tua limpida voce
  2587. 2587vìndici, nell’umida ombra;
  2588. 2588mentre tu, svelto odiatore
  2589. 2589di salmerìe e di scorte,
  2590. 2590con silenzioso ardimento
  2591. 2591letale, obbedendo al tuo fato
  2592. 2592che ti spingea senza tregua
  2593. 2593di là dall’ultima orma
  2594. 2594che stampata avevi col piede
  2595. 2595veloce; sicché procombendo
  2596. 2596il tuo corpo, ove spegneasi
  2597. 2597il pronto vigore latino,
  2598. 2598di terra ignota, o Ulissìde.
  2599. 2599Mirtòo, presso la ruota
  2600. 2600del timone in quel punto,
  2601. 2601del lungo stadio, guatare
  2602. 2602con gli chiarissimi il solco.
  2603. 2603migrante, dei vizii umani L’altro Ulissìde
  2604. 2604la pelle infetta dei greggi,
  2605. 2605d’amore, la sferza untuosa
  2606. 2606del pachidermo fiumale,
  2607. 2607la terra ignìta ove la Sfinge
  2608. 2608di candidi ossi novella.
  2609. 2609ché tutti avevamo una febbre
  2610. 2610di sogni nel sangue e donata
  2611. 2611l’anima a grandezze lontane.
  2612. 2612Il Sol declinando, caduto
  2613. 2613là sul Ionio Mare nel giorno
  2614. 2614memorabile. In cerchio
  2615. 2615le belle Cicladi, d’oro
  2616. 2616della preda di guerra.
  2617. 2617il Marpesso, onde gli Ellèni
  2618. 2618de’ loro iddii. Lungi, l’Eubea
  2619. 2619l’Attica il Peloponneso
  2620. 2620l’ora della vita sublime.
  2621. 2621da Platèa da Cheronèa
  2622. 2622da Potidèa da Leuctra,
  2623. 2623da tutti i campi sacri
  2624. 2624melodioso un clamore
  2625. 2625discorde: il lagno dei vinti,
  2626. 2626lo scherno dei vincitori,
  2627. 2627il canto amebèo della guerra.
  2628. 2628del venerabile Olimpo
  2629. 2629verso primavere ed estati
  2630. 2630combattimento, ascoltammo
  2631. 2631con intimo fremito il canto.
  2632. 2632Diceano i vinti: “O iddii,
  2633. 2633in sacrificio il bianco
  2634. 2634le primizie degli orti!
  2635. 2635la stirpe che amaste, cui foste
  2636. 2636lo scalpito dei cavalli
  2637. 2637dietro la polve messaggera
  2638. 2638di morte, lo stridor degli assi
  2639. 2639L’etere è tutto irto di lance.
  2640. 2640Le catenelle dei freni
  2641. 2641induriti col fuoco, ecco, ecco,
  2642. 2642I vincitori: “Gli iddii
  2643. 2643con la vostra carne cruenta.
  2644. 2644l’ippico Re, non Apollo.
  2645. 2645La spada a due tagli l’estrema
  2646. 2646luce fa su gli occhi del vinto.
  2647. 2647La Necessità vi tien presa
  2648. 2648la strozza come noi l’elsa
  2649. 2649d’argento tegnamo nel pugno
  2650. 2650con l’oro la porpora i vasi
  2651. 2651di vino i bei letti e le donne,
  2652. 2652Diceano i vinti: “Sciagura!
  2653. 2653come il grano sotto la mola
  2654. 2654come nel frantoio l’oliva
  2655. 2655come l’uva nel tino,
  2656. 2656di vene al banchetto feroce!
  2657. 2657come clipeo nemico
  2658. 2658che porti nell’ònfalo il capo
  2659. 2659I vincitori: “Molesto
  2660. 2660delle ecatombi offerte
  2661. 2661da femmine imbelli. Tacete!
  2662. 2662Vociferar contra gli iddii
  2663. 2663loquaci vi strapperemo
  2664. 2664in pasto alle cagne e alle scrofe.
  2665. 2665Voliamo, voliamo, cavalli
  2666. 2666di belle criniere, voliamo,
  2667. 2667carri dall’aureo timone,
  2668. 2668La polvere, la sitibonda
  2669. 2669Meglio è segnar nuovi solchi
  2670. 2670di ruote sul tramite umano,
  2671. 2671la via su cui passano i carri.„
  2672. 2672Diceano i vinti: “Eccoci a terra,
  2673. 2673davanti all’unghie dei vostri
  2674. 2674cavalli. Se gli iddii
  2675. 2675dell’uman seme come noi
  2676. 2676voi uomini, sì siete cose
  2677. 2677da noi possedute, men buone
  2678. 2678dei vestimenti, dei vasi,
  2679. 2679dei letti. Noi dalle vostre
  2680. 2680viscere trarremo le corde
  2681. 2681in cui bisogni domare
  2682. 2682dal tronco che abbiamo reciso.
  2683. 2683Ma non lasceremo radici.„
  2684. 2684di ferro. Ma il cuore vi tocchi
  2685. 2685di pargoli, ululo di madri!
  2686. 2686le tori, struggete dall’imo
  2687. 2687la città, le ceneri ai vènti
  2688. 2688date e i nostri corpi agli uccelli
  2689. 2689voraci, ma fate che il gregge
  2690. 2690misero lasci le mura
  2691. 2691le soffocheremo nel nostro
  2692. 2692dei ginecei violati
  2693. 2693come cuccioli. Il grembo
  2694. 2694delle madri noi scruteremo
  2695. 2695col fuoco, e non rimarranno
  2696. 2696che a’ telai vi tessano vesti
  2697. 2697che vincemmo. E delle infiammate
  2698. 2698di leonessa e al figliuolo
  2699. 2699dicono: – Se il germe rinasca
  2700. 2700malvagio, tu crescimi forte
  2701. 2701Voliamo voliamo, cavalli
  2702. 2702di fuoco, sul fango dei vinti!„
  2703. 2703XVI.
  2704. 2704O
  2705. 2705VITA, o Vita
  2706. 2706dono terribile del dio,
  2707. 2707come una spada fedele,
  2708. 2708come una ruggente face,
  2709. 2709come la gorgóna,
  2710. 2710come la centàurea veste,
  2711. 2711delle città funeste
  2712. 2712il carro che non ha timone
  2713. 2713cui prostesa l’onta soggiace,
  2714. 2714ma rapidità senz’acume
  2715. 2715che bassa scivola, immune
  2716. 2716Conosco la ferita
  2717. 2717che nella via necessaria
  2718. 2718la bocca convulsa che occlude
  2719. 2719la cenere dei sogni
  2720. 2720masticata nel fiele
  2721. 2721mani pare avulsa
  2722. 2722l’ugna che sapea ghermire,
  2723. 2723la caròtide pulsa
  2724. 2724come la sbigottita
  2725. 2725carnefice strappa le piume
  2726. 2726di nascosto, e il cuore è frollo
  2727. 2727come la carogna vile
  2728. 2728che sul bitume
  2729. 2729meriggi funerei,
  2730. 2730incontri spaventosi
  2731. 2731di cerei volti disfatti,
  2732. 2732via chiusa tra mura di forni,
  2733. 2733dell’uomo è come bestia
  2734. 2734di corte gambe laida e obliqua
  2735. 2735che il tacco gli addenti ove il cuoio
  2736. 2736dall’ignobile passo
  2737. 2737consueto. Ombra, ombra del vinto
  2738. 2738callosa ond’ei campa e lucra,
  2739. 2739come la sua paura,
  2740. 2740come la sua vergogna!
  2741. 2741Manìe, Manìe silenziose, Le Manìe meridiane
  2742. 2742della città canicolare,
  2743. 2743col passo degli sciacalli
  2744. 2744lùbriche dei frutti e lo sterco
  2745. 2745dei cavalli coperto
  2746. 2746d’insetti che hanno il lucore
  2747. 2747dell’acciaio azzurrato,
  2748. 2748io vi guardai nelle pupille
  2749. 2749contratte dal dolore
  2750. 2750della luce, vi guardai
  2751. 2751col palpito disperato
  2752. 2752che non ha tregua nel sonno
  2753. 2753vi guardai fiso aspettando
  2754. 2754che vi scagliaste come doghi
  2755. 2755Imagini del delitto
  2756. 2756mostruose intravidi,
  2757. 2757inumane ma senza gridi,
  2758. 2758di puttane marce di lue,
  2759. 2759dal gran taglio diritto,
  2760. 2760ch’ebbe le due cosce
  2761. 2761mezz’uomo sul suo tronco e cerca
  2762. 2762con le dita ancor vive
  2763. 2763di virilità ricacciata
  2764. 2764in fondo al ventre, là dov’era
  2765. 2765maschio dalla matrice.
  2766. 2766Ma quelle miserie e quei morbi
  2767. 2767insanabili, al mio male
  2768. 2768della sete mortale.
  2769. 2769delle selci, solo
  2770. 2770con la mia febbre errabonda.
  2771. 2771il cuore così che mi parve
  2772. 2772che più non vuol trarre le some,
  2773. 2773mi fermai nel trivio deserto
  2774. 2774cacciator nella selva
  2775. 2775la muta dei veltri dispersa,
  2776. 2776dell’orgoglio tutte le forze
  2777. 2777mio sangue sul trivio deserto. Il trivio
  2778. 2778lo sguardo mi ridivenne
  2779. 2779della mascella fu saldo
  2780. 2780i tèndini il certo vigore
  2781. 2781con stridor di denti
  2782. 2782coperti di rabida lebbra;
  2783. 2783consunta pietra di scale,
  2784. 2784innanzi le porte sacre
  2785. 2785il mendicante ostenta
  2786. 2786l’ulcera e la man tesa;
  2787. 2787cupa finestra ove in attesa
  2788. 2788di preda sta la bagascia
  2789. 2789le sue mammelle come
  2790. 2790discesa dell’ombra
  2791. 2791che glorifica il demagogo
  2792. 2792invisibile e onnipresente,
  2793. 2793il pestifero fiato
  2794. 2794d’un gran mare torpente
  2795. 2795ma pieno di occulta
  2796. 2796dalla prua bene sculta
  2797. 2797che con l’elica guasta
  2798. 2798immenso, nell’immenso
  2799. 2799ma sussulta, ancor pulsando
  2800. 2800l’infermo suo cuore d’acciaio
  2801. 2801muore nel fetore
  2802. 2802della sua sentina
  2803. 2803Vesperi di primavera,
  2804. 2804crepuscoli d’estate,
  2805. 2805croscianti su l’immondizia
  2806. 2806il miserevole piede
  2807. 2807divelta; rigùrgito crasso
  2808. 2808delle cloache nell’ombra
  2809. 2809della divina Sera,
  2810. 2810d’avidità belluina
  2811. 2811da voi sorgere io vidi
  2812. 2812che per tutto il giorno
  2813. 2813macchine mai stanchi,
  2814. 2814dei platani lungh’esse
  2815. 2815le case mostruose
  2816. 2816dalle cento e cento occhiaie,
  2817. 2817d’una luce più bella
  2818. 2818che la luce degli astri,
  2819. 2819le cupole e le torri!
  2820. 2820violacei della Sera
  2821. 2821con un odor molle di morte,
  2822. 2822delle taverne i fanali
  2823. 2823luminoso al limitare
  2824. 2824della grigia larva che insegue
  2825. 2825con nel passo malfermo
  2826. 2826l’indizio del morbo dorsale,
  2827. 2827l’enorme priàpo sul muro!
  2828. 2828come un mostro colpito
  2829. 2829dal tridente marino
  2830. 2830in una immensità di sangue
  2831. 2831la gran piaga persiste
  2832. 2832livida di cancrena,
  2833. 2833del vascello che giunge
  2834. 2834caldo di più caldi mari,
  2835. 2835di schemi di sfide di colpi
  2836. 2836di crapula e d’oro!
  2837. 2837la polpa dei suicidi
  2838. 2838delle meduse morte)
  2839. 2839della caligine tacente
  2840. 2840con mille tentacoli molli
  2841. 2841che sfiorano tutte le porte
  2842. 2842il ladro e la venere vaga,
  2843. 2843l’ebro dalla bocca amara
  2844. 2844l’orfano dall’ossa contorte
  2845. 2845mentre s’amplia e s’arrossa
  2846. 2846del sapiente che indaga
  2847. 2847con mille trombe di rame
  2848. 2848chiamando i dormenti a battaglia,
  2849. 2849congegni pel vitreo duomo,
  2850. 2850XVII.
  2851. 2851il vate dei carmi ruggenti.
  2852. 2852irte di pel selvaggio e lorde
  2853. 2853che scrosciò su le nazioni
  2854. 2854di magnificenze e d’obbrobrio,
  2855. 2855di sacrificii e d’amore,
  2856. 2856mangerà gli escrementi
  2857. 2857colui che vorrà far giudicii
  2858. 2858della profonda ruga,
  2859. 2859ma avrà nella carne un cuor novo.
  2860. 2860Metterà in fuga i sogni
  2861. 2861d’infermo e i delirii palustri?
  2862. 2862Caccerà la fame
  2863. 2863intorno a cui danzare
  2864. 2864materno i fanciulli robusti?
  2865. 2865Il Presente è in travaglio.
  2866. 2866Ma sì bene: “I giorni e la fiamma
  2867. 2867d’ogni libertà son da presso.„
  2868. 2868dal capo bendato, che stringe
  2869. 2869il rotolo ond’ei pascer deve
  2870. 2870il suo ventre e le interiora
  2871. 2871impetuosamente
  2872. 2872col petto già gonfio di canto;
  2873. 2873decrepita in suo chiuso manto,
  2874. 2874che leva le mani rugose
  2875. 2875velati da secolo tanto
  2876. 2876l’angusto quaderno ov’è stretta
  2877. 2877la somma di tutte le cose;
  2878. 2878con l’anima mia furibonda.
  2879. 2879Ma ritrovai vénti fratelli, I vénti fratelli
  2880. 2880m’ebbi uno stuolo gagliardo
  2881. 2881di vénti fratelli nell’alto,
  2882. 2882che mi risposero in coro
  2883. 2883che le vette eccelse dei monti
  2884. 2884dominio di violenza
  2885. 2885degli spirti verso novelli
  2886. 2886cieli di potenza e di gloria,
  2887. 2887in te ritrovai miei fratelli
  2888. 2888disperato della vittoria.
  2889. 2889dell’Aurelia Via la vermiglia
  2890. 2890macchia e al sole è splendente
  2891. 2891come nella mia rimembranza?
  2892. 2892Le taverne eran piene
  2893. 2893di carradori feroci,
  2894. 2894di rauche voci, di bestemmie
  2895. 2895crude, di oscene canzoni.
  2896. 2896di fimo, d’ànace, d’aglio,
  2897. 2897di sudori, d’olio fortigno
  2898. 2898Ma dalla campagna lontana
  2899. 2899venìa sul vento a quando a quando
  2900. 2900il profumo dell’asfodèlo
  2901. 2901In un silenzio anèlo
  2902. 2902dolorava il cielo latino.
  2903. 2903mistica e bestiale,
  2904. 2904che ti guarda e a me t’apre.
  2905. 2905La tua selce rintrona
  2906. 2906lorda di lordure e di sangue.
  2907. 2907che cresce o che langue;
  2908. 2908mentre il carrador nello strame
  2909. 2909de’ suoi giumenti, ne’ velli
  2910. 2910de’ suoi castrati ronfia o canta
  2911. 2911d’amor canto infame
  2912. 2912il vin nei barili cerchiati,
  2913. 2913il latte nei vasi di rame.
  2914. 2914con labbra dipinte su falsi
  2915. 2915denti, mellìflui e grassi
  2916. 2916come le meretrici,
  2917. 2917l’ernie nascoste e le varici
  2918. 2918io cercai nell’antica
  2919. 2919via la stirpe sanguinaria
  2920. 2920che maneggia il coltello
  2921. 2921dal mànico di corno
  2922. 2922Vagai d’intorno aspettando
  2923. 2923il primo clamor della rissa,
  2924. 2924l’ingiuria arrochita dal vino.
  2925. 2925l’odore del sangue ferino.
  2926. 2926come quella che indura
  2927. 2927la fronte ed affoca la coglia
  2928. 2928dell’arìete pugnace,
  2929. 2929d’un’asta ch’è un tirso cui tolta
  2930. 2930imperiale) dal collo
  2931. 2931dalla chioma lucida e folta
  2932. 2932come la lana dei neri
  2933. 2933capretti, le femmine belle
  2934. 2934infuriavano i maschi
  2935. 2935col fortore delle ascelle.
  2936. 2936inconsapevole e vero.
  2937. 2937di Roma dal tardo pensiero.
  2938. 2938Meglio che tra gli spadoni
  2939. 2939Il pregio e il mistero del sangue
  2940. 2940il fiotto vermiglio sgorgato
  2941. 2941dalle ferite mortali.
  2942. 2942della belva e dell’uomo:
  2943. 2943ch’è il rapido fiore del vento.
  2944. 2944di là dai tronchi, multiforme
  2945. 2945i cipressi del Monte Mario
  2946. 2946come il vestibolo vivo
  2947. 2947della formidabile cella;
  2948. 2948murmuri l’anima, gli occhi
  2949. 2949io v’entrai seguendo mia stella.
  2950. 2950che inazzurravano l’ombre
  2951. 2951de’ tuoi colonnati, io vi giacqui
  2952. 2952Che son mai le ambasce supreme
  2953. 2953del combattente caduto
  2954. 2954della morte, col viso
  2955. 2955che senza riscatto gli preme
  2956. 2956con le ginocchia lo sterno
  2957. 2957ma sol sente l’anima forte
  2958. 2958che l’abbandona e nell’atto
  2959. 2959di partirsi infinita
  2960. 2960col peso di tutta la vita
  2961. 2961Che è mai la sua visione
  2962. 2962ma vede che certo è soltanto
  2963. 2963il dolore e giusta è la terra
  2964. 2964Le grida le risa gli oltraggi
  2965. 2965come tra vampe di fenile
  2966. 2966che ribolla in afa di nembo
  2967. 2967imminente; e nel tenebrore
  2968. 2968come di selci percosse,
  2969. 2969ché gli occhi m’eran nelle fosse
  2970. 2970dell’orbite veracemente
  2971. 2971come a urto di focile
  2972. 2972che le attanaglia. E io era
  2973. 2973come colui che muore
  2974. 2974di sùbita morte solare,
  2975. 2975come ruota sopra di me,
  2976. 2976di bellezza sopra di me
  2977. 2977dintorno alle ruote dei plàustri
  2978. 2978là nella carraia romana,
  2979. 2979così dintorno a quell’una
  2980. 2980delirio dell’anima umana
  2981. 2981vedo le tue speranze
  2982. 2982le tue colpe i tuoi mali
  2983. 2983le larve delle parole,
  2984. 2984i sogni pulverulenti,
  2985. 2985le credenze inferme o morte,
  2986. 2986i giorni senza bellezza,
  2987. 2987le tracce dei crudi flagelli,
  2988. 2988le reliquie del mio martìro?„.
  2989. 2989L’immobilità del dolore
  2990. 2990Come in nero marmo, sepolto
  2991. 2991io sentii venire di lunge,
  2992. 2992il pianto che agli occhi non giunge.
  2993. 2993da creature che forse
  2994. 2994vivevano oltre la vita
  2995. 2995ma non beverate nel Lete
  2996. 2996d’impenetrabile ardore
  2997. 2997che allo stillar dell’onda
  2998. 2998crepitava senza perire.
  2999. 2999che toccava le più segrete
  3000. 3000dell’Ocèano anèlo.
  3001. 3001dalla notte bruta l’infante
  3002. 3002che sforza la porta sanguigna
  3003. 3003del grembo materno col capo
  3004. 3004Luce del dolore,
  3005. 3005la pupilla s’è fatta
  3006. 3006Luce del dolore, ti bevo
  3007. 3007dalla mammella il latte,
  3008. 3008la voluttà dalla bocca
  3009. 3009dalla sera d’aprile,
  3010. 3010l’odio dalla ferrea pugna.
  3011. 3011Di te m’inebrio. Tu m’inondi.
  3012. 3012il calice riverso
  3013. 3013d’un giglio! E di questa io farò
  3014. 3014con quest’ombra che resta
  3015. 3015d’Agrigento, per la fronte
  3016. 3016della mia compagna diletta.„
  3017. 3017di sùbito nel suo giro,
  3018. 3018come il supplizio s’arresta
  3019. 3019del tiranno malvagio
  3020. 3020cui tediano i gridi
  3021. 3021delle vittime attorte
  3022. 3022infrante nelle sue pressure.
  3023. 3023Vidi i fanciulli i giovinetti Tra la vita e la morte
  3024. 3024i vegliardi le madri
  3025. 3025le vergini i guerrieri
  3026. 3026i sacerdoti i patriarchi
  3027. 3027della colpa e del castigo,
  3028. 3028i letti i libri i roghi le are,
  3029. 3029la spada la mensa il fardello,
  3030. 3030il teschio dell’arìete,
  3031. 3031il festone di quercia,
  3032. 3032la medaglia superba;
  3033. 3033che ti guatavano dal fondo
  3034. 3034dell’infinito terrore!
  3035. 3035d’inconoscibili numi.
  3036. 3036Colei che avea generato
  3037. 3037maternità, come
  3038. 3038il peso delle nazioni
  3039. 3039maledette, con un travaglio
  3040. 3040come un monte sotto i silenzii
  3041. 3041dei mari primordiali
  3042. 3042del più remoto Futuro,
  3043. 3043come nessun corpo giammai
  3044. 3044degli uccisori nati
  3045. 3045di donna, da che il primo sangue
  3046. 3046di colui ch’era in atto
  3047. 3047di recidere il capo
  3048. 3048dall’eterna minaccia
  3049. 3049d’un dio su l’orizzonte
  3050. 3050immobile della paura
  3051. 3051che invano pontava la palma
  3052. 3052il cùbito e il ginocchio
  3053. 3053di sé far vermiglio, penava
  3054. 3054il lamentabile sforzo
  3055. 3055di tutti gli uomini vinti
  3056. 3056da che l’uomo è lupo per l’uomo.
  3057. 3057mosse da un gesto, dal lampo
  3058. 3058d’uno sguardo, dal reclinare
  3059. 3059d’un volto, dal lembo agitato
  3060. 3060d’un manto, dal volgersi ratto
  3061. 3061d’un pargolo verso la poppa,
  3062. 3062dal ripiegarsi d’un corpo
  3063. 3063desolazioni senza voce
  3064. 3064delle lacrime esauste,
  3065. 3065dagli antichi tiranni
  3066. 3066d’una pallida mano.
  3067. 3067la mano, erano carche
  3068. 3068di patimento mortale
  3069. 3069con ossature di piombo;
  3070. 3070della morte improvviso,
  3071. 3071contratte sotto la minaccia;
  3072. 3072le vèrtebre nelle schiene
  3073. 3073le còstole nel torace
  3074. 3074le arterie nel collo
  3075. 3075i tendini alle calcagna
  3076. 3076le implorazioni e le grida
  3077. 3077di naufragio lontano,
  3078. 3078venìa dallo spazio incurvo
  3079. 3079da quel gorgo soprano
  3080. 3080la voce di tanto dolore
  3081. 3081confusamente, e fioca e forte.
  3082. 3082di repente un silenzio
  3083. 3083ma durava nel vano,
  3084. 3084come il bronzo che vibra,
  3085. 3085il rombo eternal della morte.
  3086. 3086continuamente, con voce
  3087. 3087disse l’antica parola:
  3088. 3088Con pallidi occhi, vacillanti
  3089. 3089cercai per la volta profonda
  3090. 3090Dominavano la sventura
  3091. 3091come squilli di tromba,
  3092. 3092le Volontà meravigliose.
  3093. 3093la creatura del fango
  3094. 3094con la bocca sua piena d’ombra
  3095. 3095come la fàuce del bove
  3096. 3096la strage il servaggio e la fame.„
  3097. 3097da macello e da soma!
  3098. 3098di colui che ti doma
  3099. 3099chi sforza il Mondo
  3100. 3100l’afferma nelle sue lotte
  3101. 3101ingombro gemebondo!„
  3102. 3102dei Giovini, grave
  3103. 3103di bellezze in travaglio.
  3104. 3104mi corse. Correre sentii
  3105. 3105delle ore infruttuose.
  3106. 3106come gli arbori novelli
  3107. 3107di gemme, noi su la terra
  3108. 3108mescere vorremmo la vostra
  3109. 3109immortalità con la nostra
  3110. 3110morte per vincere il Fato!„
  3111. 3111della colomba, poggiàti
  3112. 3112dal tuo vestimento, o Sibilla,
  3113. 3113come da un vincolo duro
  3114. 3114l’orbita cinge la pupilla
  3115. 3115infinite e la tua bellezza
  3116. 3116di libertà sopra il vento.
  3117. 3117Ignuda le spalle e le braccia
  3118. 3118Ma il tuo seno, che tu mi celi,
  3119. 3119come un fior numeroso?
  3120. 3120di Pan che conduce nei cieli
  3121. 3121le melodie del Mondo?
  3122. 3122del vincitore? Ah chi mai
  3123. 3123che più non attende alle porte
  3124. 3124dell’Ade quella che due volte
  3125. 3125La Saggezza e la Forza
  3126. 3126lavarono i tuoi piedi scalzi.
  3127. 3127col duplice occhio e il nasale.
  3128. 3128Intorno al tuo capo regale
  3129. 3129con treccia che gira due volte
  3130. 3130dalla chioma della Gorgóne.
  3131. 3131dell’ape al fragor del ciclone.
  3132. 3132Che mai raccoglie il tuo braccio
  3133. 3133con la man cava (che resse
  3134. 3134del Cielo tolti al sostegno
  3135. 3135d’Atlante e forse la clava
  3136. 3136che mai raccoglie il tuo braccio
  3137. 3137dall’ombra di quella gran piega
  3138. 3138che ti fa nel manto il ginocchio
  3139. 3139Le pieghe del tuo spazioso
  3140. 3140vestimento son piene
  3141. 3141d’invisibili tesori
  3142. 3142il foglio del libro verace
  3143. 3143Ma dissi alla Delfica: “Te Inno alla Delfica
  3144. 3144che i lombi non anche detersi
  3145. 3145Chiusa nella tunica grave
  3146. 3146la fibula sotto l’ascella;
  3147. 3147ma ti gonfia il vento del mare
  3148. 3148dall’òmero al pòplite il manto
  3149. 3149mano il tuo ròtolo santo
  3150. 3150che come vela quadra
  3151. 3151mi pari su cassero forte
  3152. 3152di nave che navighi i tempi,
  3153. 3153Io ben so che l’onda natale
  3154. 3154crea questa tua giovinezza
  3155. 3155io vedo raggiar la bianchezza
  3156. 3156del grembo tuo, virginale
  3157. 3157come la più labile spuma.
  3158. 3158che dalla fronte alla nuca
  3159. 3159d’un vascello che porti
  3160. 3160l’odore d’un’isola australe.
  3161. 3161come il fuco tratto alla riva.
  3162. 3162il segno del tuo governale.
  3163. 3163I rematori adusti
  3164. 3164dalle cinture di sparto
  3165. 3165curvi su gli scalmi nel canto
  3166. 3166disteso che gonfie facea
  3167. 3167le vene dei colli robusti,
  3168. 3168disser le tue lodi con me.
  3169. 3169misurando e tagliando
  3170. 3170le vele in canape aspra,
  3171. 3171le lor donne i lunghi aghi acuti
  3172. 3172con la palma armata di piastra,
  3173. 3173via via di costura in costura
  3174. 3174disser le tue lodi con me.
  3175. 3175I costruttori di navi
  3176. 3176i garbi dei fianchi e dei ponti
  3177. 3177i mastri d’ascia segando
  3178. 3178dallo scafo alla tuga il fasciame,
  3179. 3179i calafati la scussa
  3180. 3180carena con maglio e scalpello
  3181. 3181i cordai filando dai mazzi
  3182. 3182la canape splendida ai soli
  3183. 3183i fili e alla pigna i legnuoli,
  3184. 3184le maestranze del mare
  3185. 3185disser le tue lodi con me.
  3186. 3186di grandi oceaniche sorti,
  3187. 3187divinatrice serena
  3188. 3188di turbini e di naufragi,
  3189. 3189che dalla bellissima argilla
  3190. 3190infermi di nera vergogna,
  3191. 3191L’occhio tuo fisso non sogna
  3192. 3192come nessun altro mai vide.
  3193. 3193vede meravigliosamente.
  3194. 3194Che guardi? Una cosa fuggente,
  3195. 3195le ceneri crepuscolari,
  3196. 3196Che guardi? Un Liberatore
  3197. 3197inchiodato a una quercia
  3198. 3198cùbiti, come l’Agageo
  3199. 3199che laggiù grandeggia in aspetto
  3200. 3200di Titano più grande
  3201. 3201del Galileo crocifisso?
  3202. 3202che alfin ritrovò la sua gioia
  3203. 3203la beltà senza fasto
  3204. 3204il piacere senza mollezza
  3205. 3205divine con lievi corone?
  3206. 3206Ma forse l’occhio tuo fisso
  3207. 3207contempla l’Ombra di Roma
  3208. 3208che regge l’antico timone,
  3209. 3209da compiere belle
  3210. 3210come le più belle promesse
  3211. 3211dei sogni virili, se ancóra
  3212. 3212da sciogliere enigmi,
  3213. 3213da purificare carnai,
  3214. 3214da costringere petti
  3215. 3215co’ i saggi e gli aedi, se fonti
  3216. 3216vi sono per tergersi dopo
  3217. 3217le lotte, colline silenti
  3218. 3218che sostengano anfiteatri
  3219. 3219di marmo sacri ai tragèdi,
  3220. 3220di vivere in atti ed in opre,
  3221. 3221ch’io venissi a te, disperato
  3222. 3222vagai per l’antica
  3223. 3223via strepitosa di carri
  3224. 3224lorda d’escrementi e d’avanzi
  3225. 3225l’anima mia ne’ miei sensi
  3226. 3226crudeli perdutamente
  3227. 3227che venìa dagli immensi
  3228. 3228deserti dell’Agro fiorente
  3229. 3229d’anèmoni e d’asfodèli;
  3230. 3230Cammino senza impedimento,
  3231. 3231Disgusto dei rigagni
  3232. 3232dei lascivi amori mendaci
  3233. 3233che non sanno che sia
  3234. 3234l’innocenza nel desiderio,
  3235. 3235la profonda innocenza
  3236. 3236cui non giova altro guanciale
  3237. 3237La tiene disgusto mortale
  3238. 3238dei giacigli acri ove il sudore
  3239. 3239del combattimento carnale
  3240. 3240la materia libidinosa
  3241. 3241che serpentina s’ammassa
  3242. 3242Congiunto fui alla colpa
  3243. 3243come la vèrtebra è congiunta
  3244. 3244che rabbrividisce di gelo
  3245. 3245che i rovi avean flagellato.
  3246. 3246Vidi nelle aperte pupille
  3247. 3247che il ferreo sguardo del Fato.
  3248. 3248impura del lenzuolo,
  3249. 3249delle cose ha l’odore
  3250. 3250della veglia notturna
  3251. 3251dell’ombra sotto le verdi
  3252. 3252vento con gli anèmoni in bocca,
  3253. 3253della pantera. E la fredda
  3254. 3254inaridita s’era a foglia
  3255. 3255del mio desiderio fioriva
  3256. 3256Ma un dio nudrito di fuoco
  3257. 3257che divinamente sentiva
  3258. 3258i preludii della Notte,
  3259. 3259in travaglio, e il pianto
  3260. 3260delle Pleiadi, e il pianto
  3261. 3261delle Ìadi, e il lutto figliale
  3262. 3262d’Erigone, e in dune deserte
  3263. 3263la disperanza del mare;
  3264. 3264in travaglio, ch’erran pei cieli
  3265. 3265del silenzio dolentemente,
  3266. 3266delle fiumane tortuose
  3267. 3267dalle clessidre del Tempo,
  3268. 3268cui venenò l’Amore
  3269. 3269Virtù solitaria, che sai
  3270. 3270dalla visione che vedi,
  3271. 3271vedrò. La tua bocca socchiusa
  3272. 3272che la perlìfera conca
  3273. 3273in fondo all’Oceano australe.
  3274. 3274col rotolo tuo dispiegato
  3275. 3275l’imagine nautica, Euploia,
  3276. 3276del naufrago che ti si volge,
  3277. 3277del buon piloto che t’ama;
  3278. 3278ché necessario è navigare,
  3279. 3279vivere non è necessario.„
  3280. 3280in me medesmo sepolto.
  3281. 3281il teschio d’arìete vidi,
  3282. 3282la madre affannata col figlio
  3283. 3283in un sonno cupo d’angoscia;
  3284. 3284l’ucciso guerriero sul letto,
  3285. 3285levato ancor la gran coscia
  3286. 3286del maschio la femmina in atto
  3287. 3287di ricuoprire il mozzo
  3288. 3288capo, sanguinante nel piatto
  3289. 3289con tal pondo di alto valore
  3290. 3290che l’ancella èrane curva.
  3291. 3291degli eroi pùberi, scorsi
  3292. 3292che l’effigie dell’uno
  3293. 3293irreparabile e l’altro
  3294. 3294di Medusa anguicrinita
  3295. 3295Ma tutte quelle errònee
  3296. 3296del gesto con cui quell’eroe
  3297. 3297di conio titanico, pronto
  3298. 3298i tuoi fratelli sei solo,
  3299. 3299che forse porti per sempre
  3300. 3300come in un’ègida ardente
  3301. 3301il fatale volto materno.
  3302. 3302l’ombra del tuo pari, ell’è infusa
  3303. 3303di leteo làtice e oblìa
  3304. 3304le sue fiere speranze
  3305. 3305che avean già rostro ed artiglio
  3306. 3306come aquilette bienni.
  3307. 3307ché troppo è talor cosa dura
  3308. 3308della solitudine in me
  3309. 3309Il cuore è il compagno più forte.
  3310. 3310liberi davanti al dolore,
  3311. 3311liberi davanti al periglio,
  3312. 3312liberi davanti alla morte.
  3313. 3313ciascuno a sé stesso è fedele:
  3314. 3314d’oro, il clangore che incendia
  3315. 3315il cielo antelucano.„
  3316. 3316io dissi. “Udìi già tal sentenza
  3317. 3317come ai Coribanti dell’Ida
  3318. 3318Ma oggi il cuore m’aggreva
  3319. 3319di Circe dalle molt’erbe
  3320. 3320che inganna con voce soave.
  3321. 3321l’ultima volta che il cuore
  3322. 3322mi vacillò di fiacchezza
  3323. 3323della solitudine verso
  3324. 3324l’amore; e fu l’ultimo indugio,
  3325. 3325dalla frode dal dubbio
  3326. 3326in plenitudine nova
  3327. 3327di Delo divina,
  3328. 3328cielo della Sistina,
  3329. 3329luci della mia conoscenza,
  3330. 3330da voi mi venne sentenza
  3331. 3331dura per vivere in terra;
  3332. 3332latèbra si fece sonora
  3333. 3333di quel peane che udito
  3334. 3334le gioventù sovrumane
  3335. 3335di partirsi da Sciro
  3336. 3336che agli òmeri suoi rivestisse
  3337. 3337l’armi funeste?) irraggiare
  3338. 3338lo spazio con lo splendore
  3339. 3339d’una nudità che, construtta
  3340. 3340di ossa di nervi di vene
  3341. 3341di muscoli e di tutta
  3342. 3342la potenza carnale,
  3343. 3343in concordia discorde
  3344. 3344librati, fra l’atto presente
  3345. 3345Ciascuno la sua ossatura
  3346. 3346creato avea dall’interno Lo spirito artefice del corpo
  3347. 3347del suo spirto, artefice ardente
  3348. 3348del suo simulacro vitale;
  3349. 3349dal cùbito al ginocchio,
  3350. 3350dall’occìpite al tallone,
  3351. 3351dalle vèrtebre alle falangi
  3352. 3352la compagine era eloquente
  3353. 3353come uno spirto che parli
  3354. 3354di sé con un fremito d’ale;
  3355. 3355in verbo mutavasi eterno.
  3356. 3356marmoreo, l’uno era assorto
  3357. 3357in un pensiero sì bello
  3358. 3358che volgevagli in suso i capegli
  3359. 3359Inclito come Polluce,
  3360. 3360l’altro piegavasi in dietro
  3361. 3361di là da ogni fine raggiunto
  3362. 3362inciso un decreto del Fato.
  3363. 3363In fiera allegrezza, agitato
  3364. 3364l’altro; e col levar delle braccia
  3365. 3365con l’alterno urto dei piedi
  3366. 3366con la brevità degli accenti
  3367. 3367dell’anima sua predatrice.
  3368. 3368dell’ardore, co’ piè giunti,
  3369. 3369con la zona sul capo
  3370. 3370che fermata avea col calcagno
  3371. 3371mentre incoronarsi del lembo
  3372. 3372col capo riverso nel triplo
  3373. 3373del vento Vulturno;
  3374. 3374di soporiferi semi,
  3375. 3375in atto d’opporre difesa
  3376. 3376come avverso ricca rapina,
  3377. 3377contratto i muscoli al balzo,
  3378. 3378dell’alto peane lo spazio,
  3379. 3379di volontà e d’ardire
  3380. 3380dalle battaglie sacre
  3381. 3381ch’eran primavere cruente
  3382. 3382d’un popolo nato a fiorire
  3383. 3383il fiore de’ suoi Propilèi.
  3384. 3384Ma qual fra gli eroi fu l’eletto
  3385. 3385della tua speranza, o rinata
  3386. 3386il più libero, cinto
  3387. 3387di libertà come d’un serto
  3388. 3388diàfano, per aver vinto.
  3389. 3389il più sereno, sospeso
  3390. 3390in serenità d’oro, certo
  3391. 3391Instrutto ma non leso
  3392. 3392dalla vita, bello e gagliardo,
  3393. 3393il compagno oppresso dal peso,
  3394. 3394il forte che ancor non s’affranca.
  3395. 3395di granito e d’umo fecondo,
  3396. 3396con le gambe conserte
  3397. 3397che sembra l’antico parente
  3398. 3398di quella forza novella.
  3399. 3399la sua mano venata
  3400. 3400di duro aratore che seppe
  3401. 3401d’abondanza per la sua prole?
  3402. 3402che stannogli quivi alle spalle,
  3403. 3403le tiene dell’esule prole
  3404. 3404che nudrirono alternamente
  3405. 3405Io vidi in quel veglio lo spirto Il veglio della gleba
  3406. 3406del mio suolo natale,
  3407. 3407il generator venerando
  3408. 3408della mia sostanza più forte,
  3409. 3409il testimone solenne
  3410. 3410della mia fatica vitale,
  3411. 3411il giudice e il custode
  3412. 3412che ti pregò buona la sorte
  3413. 3413ché in ella è un indomito nerbo.
  3414. 3414l’inno tuo più superbo;
  3415. 3415cantar tu potrai dal tuo pieno
  3416. 3416XVIII.
  3417. 3417O
  3418. 3418che vinse il dolore e il disgusto
  3419. 3419La man ritrovò, come nido
  3420. 3420le ricchezze della sua gente;
  3421. 3421il retaggio della sua gente;
  3422. 3422ma tutto era luce calore
  3423. 3423io lo cercai dovunque,
  3424. 3424me l’ebbi a frusto a frusto.
  3425. 3425il fetore del fiato
  3426. 3426il lezzo della fogna,
  3427. 3427la peste della cloaca,
  3428. 3428il rutto della mala ebrezza.
  3429. 3429volli cose più pesanti
  3430. 3430da portare in sentieri
  3431. 3431le mie pàlpebre e i miei pensieri
  3432. 3432come chi sogna o s’esilia,
  3433. 3433camminai nel deserto
  3434. 3434delle moltitudini ansanti.
  3435. 3435Camminai per entro la folta
  3436. 3436materia delle agonie
  3437. 3437misurandola in silenzio
  3438. 3438col battito del mio sangue
  3439. 3439Credetti vedere tra lampi
  3440. 3440l’aspetto terrestro
  3441. 3441di Dionìso effrenato,
  3442. 3442la mostruosa faccia
  3443. 3443d’un dio pandèmio agitato Dioniso Pandèmio
  3444. 3444da una innumerevole danza
  3445. 3445l’antico delirio d’Astarte
  3446. 3446Ignoto, ampia sì che con quattro
  3447. 3447vi possa procedere un novo
  3448. 3448come budello bovino,
  3449. 3449deserta qual vacua tomba,
  3450. 3450come allor che udendo la voce
  3451. 3451della rivolta lontana
  3452. 3452irto di baionette,
  3453. 3453l’occlusa tua tragica foce
  3454. 3454Io ho portati i tuoi furori,
  3455. 3455caricato mi sono
  3456. 3456delle tue doglie, ingombrato
  3457. 3457dei tuoi lutti e dei tuoi misfatti.
  3458. 3458Intera nel cor tu mi fosti
  3459. 3459con le moltitudini cieche
  3460. 3460con l’enormità dei clamori
  3461. 3461con la veemenza degli atti.
  3462. 3462Lo spirito del tumulto Il tumulto
  3463. 3463come la raffica pregna
  3464. 3464di fortore salino.
  3465. 3465D’acuto lucea riso ostile
  3466. 3466l’ilarità sanguinaria.
  3467. 3467Con òmero pugno e ginocchio
  3468. 3468innanzi spignea la carcassa
  3469. 3469della sua fame allegra,
  3470. 3470come la ciurma che vara
  3471. 3471la barca giù per la sabbia
  3472. 3472del lido e spignendo la negra
  3473. 3473carena dà grido concorde.
  3474. 3474Dalie gole rauche un selvaggio
  3475. 3475canto rompea tra i palagi
  3476. 3476con sibilo di rotte corde,
  3477. 3477il precipitar dei cristalli
  3478. 3478il rimbombar dei battenti
  3479. 3479col sepolcro, avea fatto patto
  3480. 3480di felicità con la morte.
  3481. 3481l’edificator di bordelli,
  3482. 3482che s’era estrutto alto luogo
  3483. 3483vidi il gran demagogo,
  3484. 3484mocciosa della vacca Onta,
  3485. 3485contro a chiunque s’inalzi
  3486. 3486come l’ubriaco di notte
  3487. 3487va nel suo vomito errando.
  3488. 3488In luogo di buoni odori
  3489. 3489vi sarà la sanie concreta,
  3490. 3490cordella di sparto,
  3491. 3491in luogo di vana bellezza.
  3492. 3492vesciche che abbiamo fendute,
  3493. 3493che non partorivi,
  3494. 3494concepirai pula
  3495. 3495come non più letto volume
  3496. 3496di fecondità strapossente.
  3497. 3497del bertone, angelo di bene
  3498. 3498che dicea: “La Canaglia
  3499. 3499intorno all’imperatoria
  3500. 3500la porpora della corvatta!
  3501. 3501in forma di vafro macaco
  3502. 3502l’adoravano. Dal capo
  3503. 3503Ma, quando l’umano
  3504. 3504ingombro riprese il cammino
  3505. 3505verso la muraglia equestre
  3506. 3506irta di lame e di lance
  3507. 3507che laggiù l’attendea,
  3508. 3508calando il sole accecato
  3509. 3509miserabile corpo
  3510. 3510in balìa del delirio
  3511. 3511vespertino, le cui mille
  3512. 3512che camminava ignaro
  3513. 3513come nella vittoria.
  3514. 3514dal calore dei forni
  3515. 3515inverditi dai sali
  3516. 3516del rame, inazzurrati
  3517. 3517dall’indaco, arrossati
  3518. 3518dalle conce delle pelli,
  3519. 3519inviscati dai grumi
  3520. 3520corrosi dagli acidi, morsi
  3521. 3521dal fosforo, fatti ciechi
  3522. 3522dalle polveri e dai fumi,
  3523. 3523del vapore dilaceranti
  3524. 3524dei martelli giganti,
  3525. 3525dai fragori e dagli stridori
  3526. 3526di tutto il ferro attrito,
  3527. 3527venian del lavoro fornito.
  3528. 3528con lorde le mani
  3529. 3529d’argille o d’inchiostri
  3530. 3530di sevi o di nitri,
  3531. 3531con pregne le vesti
  3532. 3532di tabacchi o di droghe
  3533. 3533di farmachi o di toschi,
  3534. 3534venian delle fucine,
  3535. 3535venian degli opificii,
  3536. 3536venian delle fabbriche in opra,
  3537. 3537dei fondachi, delle fornaci,
  3538. 3538di tutti i supplicii e i servaggi,
  3539. 3539con su i volti selvaggi
  3540. 3540impresse le impronte tenaci
  3541. 3541della materia bruta
  3542. 3542cui li asserviva il travaglio.
  3543. 3543la lor pena diversa
  3544. 3544cessò dal grido e dal canto:
  3545. 3545dinanzi alla muraglia
  3546. 3546l’acciaro nella bocca
  3547. 3547degli inquieti cavalli,
  3548. 3548il turbine duro che passa,
  3549. 3549la vendemmia sotto l’ugne
  3550. 3550i cranii fenduti, i cervelli
  3551. 3551della rivolta disfatta
  3552. 3552ma tra il sangue un’ala ch’è intatta,
  3553. 3553ch’ebbe nei crepuscoli fulvi
  3554. 3554dei secoli tante ecatombi
  3555. 3555di ribelli invano rinati
  3556. 3556dal carnaio delle lor fosse.
  3557. 3557degli schiavi, o sacra Giustizia,
  3558. 3558del possente sieno riscosse».
  3559. 3559demenza guidò la cresciuta
  3560. 3560miriade non più inerme
  3561. 3561che ferìa le pile dei ponti,
  3562. 3562dei templi su le colonne
  3563. 3563Le fauci belluine
  3564. 3564della Folla s’erano aperte
  3565. 3565dismisuratamente
  3566. 3566della Città trionfale,
  3567. 3567della tirannica madre
  3568. 3568con tutte le sue opulenze
  3569. 3569Come il fiume contra i piloni
  3570. 3570di granito, fra la distretta
  3571. 3571degli argini, sotto la bassa
  3572. 3572carnale rigurgitava
  3573. 3573Valanghe d’ombra azzurra
  3574. 3574ché l’ombra parea più veloce
  3575. 3575Le torce ruggirono al vento.
  3576. 3576io udiva il clamore,
  3577. 3577io udiva gli ululi e i lagni La gran doglia
  3578. 3578di femmina partoriente
  3579. 3579che si torca in spasimo grande
  3580. 3580misera, e quanta fai bava
  3581. 3581di vituperii e d’ire
  3582. 3582Ma dato non t’è partorire
  3583. 3583l’acèfalo mostro che ha il tronco
  3584. 3584di ciuco e la coda di verro.
  3585. 3585chiomata di crin leonino
  3586. 3586verso la bellezza
  3587. 3587d’una vita semplice e grande?
  3588. 3588Chi ti trarrà dalle lande
  3589. 3589della morte verso il bel monte
  3590. 3590delle sorgenti ove il destino
  3591. 3591delle stirpi s’immerge
  3592. 3592la rapidità de’ tuoi atti,
  3593. 3593come s’inchiodano i ferri
  3594. 3594di là dagli antichi riscatti.„
  3595. 3595Ma sì bene: “I giorni e la fiamma
  3596. 3596d’ogni libertà son da presso.„
  3597. 3597l’ora santa d’Eleusi
  3598. 3598dinanzi all’ora del pane.
  3599. 3599La spica mietuta in silenzio
  3600. 3600men pura che il pane addentato
  3601. 3601dall’avidità della fame.
  3602. 3602del cielo! Garrire e brillare
  3603. 3603di rondini nell’umidore
  3604. 3604verso il divino alimento!
  3605. 3605Le turbe assalivano i forni
  3606. 3606con l’avidità della fame.
  3607. 3607della bianca farina,
  3608. 3608del biondo cruschello; e le donne
  3609. 3609delle palme fatto capace
  3610. 3610dalla bramosia come staio.
  3611. 3611le madri, le vergini, i vecchi,
  3612. 3612che masticavano il dono
  3613. 3613della Terra nato nei solchi.
  3614. 3614che tal sacra ebrezza recava,
  3615. 3615come nel primissimo pane
  3616. 3616che intriso fu, cotto e mangiato
  3617. 3617dal colono poi che Demetra
  3618. 3618di cerulo peplo gli diede
  3619. 3619l’ammaestramento immortale.
  3620. 3620dell’uomo dinanzi alla spica
  3621. 3621mietuta in silenzio o con canti.
  3622. 3622che inscritto sta nella zolla».
  3623. 3623carica di pura farina,
  3624. 3624intraveder la divina
  3625. 3625della Dea che è cittadina
  3626. 3626che fremea di fremito immane.
  3627. 3627il bene che supera tutti,
  3628. 3628il cibo più dolce dei frutti
  3629. 3629il rapido oblìo della pena
  3630. 3630il nepente del sogno
  3631. 3631che svela nel lume d’un astro
  3632. 3632che tenne la spada e il timone
  3633. 3633l’ascia la marra e il vincastro,
  3634. 3634l’avversità d’ogni vento
  3635. 3635conoscesti tu dell’abisso
  3636. 3636marino da poppa e da prora.
  3637. 3637Ma quale dei soffii più vasti
  3638. 3638come quella che ti guatava
  3639. 3639ignota in noi, crescere un’ala
  3640. 3640distruggere l’impedimento
  3641. 3641della corporea chiostra.
  3642. 3642della stirpe, l’imperitura
  3643. 3643dei sangui, l’originaria
  3644. 3644virtù della gente era innanzi
  3645. 3645come il masso del ferro
  3646. 3646che posto sarà su l’incude.
  3647. 3647l’afferrammo delirando
  3648. 3648come chi è pieno del dio
  3649. 3649l’imagine che trarre
  3650. 3650L’afferrammo e, instrutti
  3651. 3651dal dio, la foggiammo rovente,
  3652. 3652dell’Eroe disparito.
  3653. 3653delle forze operanti
  3654. 3654della stirpe dominatrice!
  3655. 3655innumerevole che abbraccia
  3656. 3656la sua terra con fibre
  3657. 3657inespugnabili! Supreme
  3658. 3658che fioriscono a specchio
  3659. 3659del Mediterraneo Mare
  3660. 3660i roghi accesi ai numi
  3661. 3661indìgeti e udranno il peana,
  3662. 3662cosa che mai videro gli occhi
  3663. 3663del Sole: la Pace Romana.
  3664. 3664XIX.
  3665. 3665del popolo unanime intenta;
  3666. 3666la caudale giuntura
  3667. 3667delle sue mille e mille
  3668. 3668vertebre che traversa, come
  3669. 3669mi diedero fremiti avversi.
  3670. 3670in alcun vólto infoscato
  3671. 3671dalla filiggine o adusto
  3672. 3672l’armonia del bronzo vetusto.
  3673. 3673Ma, dopo, il Deserto di sabbia Il Deserto
  3674. 3674inospite fu la mia gioia
  3675. 3675del Deserto senza vie
  3676. 3676ineffabile che illude
  3677. 3677la sete nudrito di brace,
  3678. 3678le sue mammelle nude
  3679. 3679di bassura in bassura
  3680. 3680della pelle, m’impregnò d’oro
  3681. 3681le vene le ossa e le midolle,
  3682. 3682mi fece il cuore lucente
  3683. 3683come il quarzo e lo schisto.
  3684. 3684la felicità del mio spirto
  3685. 3685come le aguzze asticelle
  3686. 3686dei dardi a quattro alette
  3687. 3687ch’io divenni il mostro biforme,
  3688. 3688lo snello centauro
  3689. 3689d’ugne senza ferro,
  3690. 3690di levità senza orme.
  3691. 3691del corsiere d’Arabia
  3692. 3692che parea sangue di pardo.
  3693. 3693l’inconsapevolezza
  3694. 3694della purità bestiale,
  3695. 3695in me ebbi tutto il Deserto.
  3696. 3696verso la bassura fallace
  3697. 3697d’aereo incantamento,
  3698. 3698correre credetti alla Nube
  3699. 3699materna vestito di vento.
  3700. 3700Delirio dei profeti
  3701. 3701lotosa dell’otre sozzo,
  3702. 3702visione di dolore
  3703. 3703il mio delirio fu più forte,
  3704. 3704la mia visione più bella.
  3705. 3705Dov’era il dio di procella
  3706. 3706che seccò il mare, le acque
  3707. 3707del grande abisso? che ridusse
  3708. 3708le profondità del mare
  3709. 3709in un cammino di fuoco
  3710. 3710carichi del suo incenso?
  3711. 3711che per la verità facesse
  3712. 3712lite e contesa e digiuno.
  3713. 3713di tal giustizia e più pure
  3714. 3714di tal verità, sotto il Sole.
  3715. 3715incorruttibile, che è il Messo Il Messo della Libertà
  3716. 3716della Libertà per i prodi
  3717. 3717d’amore su i corpi che foggio!
  3718. 3718Il Mar glauco, il Deserto roggio
  3719. 3719io li travaglio d’amore
  3720. 3720indefesso e li trasfiguro
  3721. 3721in bellezza infinita
  3722. 3722che una pare e sempre disvaria.
  3723. 3723clangor delle mie mille trombe?
  3724. 3724co’ suoi enigmi nodosi,
  3725. 3725con la lor putredine inclusa.
  3726. 3726di troppa allegrezza talora
  3727. 3727come i canti delle colombe,
  3728. 3728come i murmuri dei ruscelli.
  3729. 3729Volontà, Vittoria senz’ale
  3730. 3730in me ferma sempre! Nudrita
  3731. 3731di rai, Voluttà, calda e ascosa
  3732. 3732come sotto il pampino l’uva!
  3733. 3733Istinto, fratello del Fato,
  3734. 3734dio certo nel tempio carnale!
  3735. 3735Volontà, Voluttà,
  3736. 3736imperiale mi foste,
  3737. 3737in deità operose
  3738. 3738come le Stagioni, che fanno
  3739. 3739le danze lor circolari
  3740. 3740difficili resse l’auriga,
  3741. 3741con redini tese nei pugni
  3742. 3742del sangue sagliente pei fermi
  3743. 3743cùbiti ai bicìpiti duri:
  3744. 3744coniata come l’antica
  3745. 3745Con quanto ardimento
  3746. 3746dei precipizii, lungh’essi
  3747. 3747vorticose, in vista
  3748. 3748del duplice abisso
  3749. 3749che crede al pericolo, e senza
  3750. 3750del richio, e sempre mi chiesi:
  3751. 3751Ma il meridiano delirio
  3752. 3752d’ogni cima più perigliosa
  3753. 3753mi diede e d’ogni demenza
  3754. 3754dietro di me sparve, fu come
  3755. 3755dell’eternità parve alzata
  3756. 3756in quell’ora, con l’innocenza
  3757. 3757dell’elemento, nova
  3758. 3758moltitudini di bellezze.
  3759. 3759del suo più profondo silenzio.
  3760. 3760Ma parole erano dette
  3761. 3761in lei, alla gran luce
  3762. 3762del mezzodì, chiare parole
  3763. 3763che non pur nel già fatto
  3764. 3764vespero furon mormorate
  3765. 3765mai dal timor delle labbra
  3766. 3766le suggeva cupidamente
  3767. 3767come il fanciullo vorace
  3768. 3768che sugge gli acini gonfii
  3769. 3769di miel solare e inghiotte
  3770. 3770la pelle che il sol fece d’oro
  3771. 3771ché tutto gli piace.
  3772. 3772miseria tra gli uomini, quello
  3773. 3773le si trasmutò pel Deserto
  3774. 3774in felicità senza nome.
  3775. 3775ché soltanto cercai me stesso,
  3776. 3776me stesso e la terra lontana.
  3777. 3777Ma nell’ora meridiana
  3778. 3778coi piedi scalzi e col viso
  3779. 3779velato d’un velo tessuto
  3780. 3780di quei fili che talora
  3781. 3781del guaime che nasce
  3782. 3782che scorrer di talpa sotterra
  3783. 3783come l’aura intermessa
  3784. 3784che manca perché va più lungi,
  3785. 3785di capelvenere, forse
  3786. 3786dietro una cortina rosata
  3787. 3787di madreselva, a vestirsi
  3788. 3788di freschezza novella
  3789. 3789da recare a colui che l’ama.
  3790. 3790Il mio cor non ti chiama
  3791. 3791come quel degli occhi onde occhiuto
  3792. 3792di marzo tra pioggia e chiarìa.
  3793. 3793la specie divina e selvaggia,
  3794. 3794il primo odore del campo
  3795. 3795di marzo, i denti di brina.
  3796. 3796della mandorla nova
  3797. 3797che chiuso è in mazzi pei forzieri
  3798. 3798colmi di nivei lenzuoli;
  3799. 3799de’ tuoi capelli che piega
  3800. 3800che palpita a fiore del sale
  3801. 3801col palpito lento e infinito
  3802. 3802di tutto il mare placato,
  3803. 3803mosso dal profondo tuo fiato.
  3804. 3804Di cose fugaci e segrete
  3805. 3805come i frutti piumosi
  3806. 3806della viorna, come
  3807. 3807le lane del cardo argentino,
  3808. 3808la Musa; e il suo vólto divino
  3809. 3809ma in vero è il colore marino
  3810. 3810che rimasto è per sempre
  3811. 3811Che ci porti? Quali bei frutti
  3812. 3812di paradiso insulare
  3813. 3813Che ascondi nella tua vesta?
  3814. 3814Inno che edificar ci piacque
  3815. 3815lato cento argute colonne
  3816. 3816il monumento al suo spirto
  3817. 3817liberato e liberatore.
  3818. 3818con ìmpari numero, oscuro
  3819. 3819Le sette Pleiadi ardenti
  3820. 3820le stelle dell’Orsa e le Parche,
  3821. 3821in rapido giro costrinse.
  3822. 3822di canne ineguali risuona
  3823. 3823con l’arte di Pan meriggiante.
  3824. 3824Io tagliai le canne lungh’essi
  3825. 3825i fiumi, sovr’esse le fonti
  3826. 3826delle paludi, sul ciglio
  3827. 3827dei botri, nelle ruine
  3828. 3828delle città venerande.
  3829. 3829con la mia bocca ingorda
  3830. 3830ma non sì che non rimanesse
  3831. 3831l’odor del cefisio narcisso.
  3832. 3832logora per lungo esplorare
  3833. 3833i fondi pescosi, ancor lorda
  3834. 3834di scaglie, pregna di salso,
  3835. 3835Il Dèmone dai mille nomi,
  3836. 3836il vagabondo Orgiaste,
  3837. 3837il Dio circolare, il Maestro
  3838. 3838delle visioni, l’Amico
  3839. 3839dei suoni, Colui che conduce
  3840. 3840la melodìa del Tutto,
  3841. 3841m’insegnò quest’arte nascosta.
  3842. 3842dell’anima vigile, a ogni
  3843. 3843dimanda, a ogni risposta.
  3844. 3844Il suono si fece acque foglie
  3845. 3845di pace, grido di brama,
  3846. 3846combattimento ordinato,
  3847. 3847danza revoluta, solenne
  3848. 3848coro, sicìnnide incomposta.
  3849. 3849con lor mestole ed assi
  3850. 3850consunta lor polte ed imbratti,
  3851. 3851come i ciechi servi di Scizia
  3852. 3852della mungitura, or che sanno
  3853. 3853della stirpe fertile in opre
  3854. 3854Io vi trassi con mano
  3855. 3855casta e robusta dal gorgo
  3856. 3856della prima origine, fresche
  3857. 3857come le corolle del mare
  3858. 3858contràttili che il novo lume
  3859. 3859indicibilmente colora.
  3860. 3860Io vi disposi nei modi
  3861. 3861dell’arte così che la vita
  3862. 3862vostra rivelò le segrete
  3863. 3863che legano tutta la stirpe
  3864. 3864Io feci apparire tra l’una
  3865. 3865volti del Passato tremendi
  3866. 3866come sembianze di morti
  3867. 3867che un’anima sùbita inondi.
  3868. 3868Io dal vostro cozzo faville
  3869. 3869che illuminarono l’ombra
  3870. 3870del Futuro pregna di mondi.
  3871. 3871in questo Inno che è il vasto
  3872. 3872Converse io v’ho novamente
  3873. 3873in sostanza umana, in viva
  3874. 3874in vene di sangue e di pianto.
  3875. 3875del vento che avea seppellito
  3876. 3876laggiù nelle sabbie di fuoco
  3877. 3877l’ancìpite Sfinge camusa.
  3878. 3878Ma, prima che l’ora sia chiusa,
  3879. 3879io voglio al Maestro sublime
  3880. 3880munifica, gli ultimi vóti
  3881. 3881volgere alla Madre immortale.
  3882. 3882XX.
  3883. 3883E
  3884. 3884il fuoco pugnace de’ tuoi
  3885. 3885imbelle, alle tue prime cune
  3886. 3886io peregrinai santamente.
  3887. 3887contra macigni superbi
  3888. 3888del re d’inni Pindaro in Tebe.
  3889. 3889Duro è il Teumesso, e il suo sprone
  3890. 3890d’oplìte in resistere all’urto.
  3891. 3891Ma il tuo Monte Gàbberi è duro
  3892. 3892con la visiera e il nasale.
  3893. 3893le navi sul mar di Liguria
  3894. 3894dell’arsenà che travaglia
  3895. 3895il patrio ferro dell’Elba
  3896. 3896dietro il promontorio lunense.
  3897. 3897Certo nell’infanzia selvaggia
  3898. 3898che il vicin tuo grande esulato
  3899. 3899Ma l’alpe di Mommio ha una vesta
  3900. 3900di glauco pallore, e la Culla
  3901. 3901della sacra Fòcide, e il Plisto
  3902. 3902il soffio dell’Ellade, il nume
  3903. 3903di Pan nei vocali canneti
  3904. 3904dell’occhicèrula Atena.
  3905. 3905il fato del tuo nascimento.
  3906. 3906corona la fronte sublime:
  3907. 3907dalle prue dei Mille in eterno.
  3908. 3908insonne altitudine alata,
  3909. 3909carne delle statue chiare,
  3910. 3910dei templi, inno senza favella,
  3911. 3911L’aquila batte le penne
  3912. 3912Da tutte le vene profonde
  3913. 3913che Michelangelo seppe.
  3914. 3914Degna è quest’alpe che gli occhi
  3915. 3915l’abbiano quando la dolce
  3916. 3916Degna è che tu la contempli
  3917. 3917dall’unco tuo vomere fatto
  3918. 3918con l’acciaio delle tue scuri.
  3919. 3919del tuo coraggio ancor caldo
  3920. 3920dalla titanica impresa,
  3921. 3921canna pel sufolo vano
  3922. 3922che tra l’ignavia dei servi
  3923. 3923chiamò i guerrieri festanti
  3924. 3924da tutti gli echi dei monti
  3925. 3925che il castigatore grifagno
  3926. 3926vide fiammeggiare nel cielo
  3927. 3927dell’ire sue conflagrato
  3928. 3928vermigli come se di foco
  3929. 3929d’essi le meschite infernali,
  3930. 3930da tutti gli echi dei monti
  3931. 3931voce di vittoria e di gloria.„
  3932. 3932di Mommio argentei di pace
  3933. 3933della Ceràgiola ardente,
  3934. 3934il tuo spirto ovunque diffuso
  3935. 3935in Val di Magra, con Guido
  3936. 3936di là dalla Pania su l’aspra
  3937. 3937virtude risorsero quivi
  3938. 3938delle città disparite
  3939. 3939i popoli spenti a cantare
  3940. 3940le divine origini e i culti
  3941. 3941degli avi e la forza dell’armi.
  3942. 3942come il vicino tuo grande,
  3943. 3943del gentil sangue, tu vate
  3944. 3944le marmoree fronti degli Archi
  3945. 3945di Trionfo sacre all’Azzurro.
  3946. 3946col cipresso del Palatino
  3947. 3947col gattice d’Arno col salce
  3948. 3948lombardo con le viole
  3949. 3949liguri con le pestàne
  3950. 3950con tutte le nobili frondi
  3951. 3951dei campi espèrii ghirlande
  3952. 3952di gloria ti sieno tessute
  3953. 3953dalla giovinezza robusta,
  3954. 3954capo di strada era alzato
  3955. 3955letto fornicario o pur banco
  3956. 3956di baratto o pur falso altare
  3957. 3957che ci promise il tuo canto!
  3958. 3958i loro vani come le bocche
  3959. 3959delle cave maschere inerti
  3960. 3960cui sospese il vecchio tragedo
  3961. 3961i lor vani sembra che parli
  3962. 3962la magnificenza del giorno
  3963. 3963che getto di bronzo, più acre
  3964. 3964che punta di stilo rovente.
  3965. 3965liberato d’ogni congerie
  3966. 3966vile, d’ogni cenere e polve,
  3967. 3967di acque, e torrenti di vita
  3968. 3968dell’Agro, nell’imperiale
  3969. 3969deserto, da tutte le tombe;
  3970. 3970degli acquedotti saranno
  3971. 3971Volontà erette su carri;
  3972. 3972di rosse chiome gittata
  3973. 3973del Campidoglio, e finito
  3974. 3974vestita di cupa doglianza,
  3975. 3975immote con l’else deserte,
  3976. 3976innanzi alla Dea ritornante
  3977. 3977dal florido mare onde nacque
  3978. 3978di pòlline e di melodìa
  3979. 3979là dove l’antico suo figlio
  3980. 3980I grandi Pensieri e le grandi
  3981. 3981deità novelle, nell’Urbe.
  3982. 3982dei numi indìgeti, o Enotrio.
  3983. 3983XXI.
  3984. 3984E
  3985. 3985CCO, il mio carme si chiude.
  3986. 3986come la sonora dei flutti
  3987. 3987danza innumerabile quando
  3988. 3988il mare che lento s’imbianca
  3989. 3989dell’erba il selvaggio silenzio,
  3990. 3990con occhi sì chiari che sembra
  3991. 3991lùcergli tra i cigli tremore
  3992. 3992che vi s’infisse... Ah, mi manda
  3993. 3993con pula e con morchia, si rasi.
  3994. 3994ma a pena sottil mormorio,
  3995. 3995colme son di nettare biondo.
  3996. 3996del dì per oprare e oziare!
  3997. 3997che anche tu mi dài vita breve
  3998. 3998di te medesima nata,
  3999. 3999incomunicabile, m’odi.
  4000. 4000Io sì grave di sapienza
  4001. 4001mi sento pieghevole e verde
  4002. 4002col braccio sotto la testa,
  4003. 4003col volto nell’ombra, coi piedi
  4004. 4004Io vidi Zagrèo, che i Titani
  4005. 4005co’ volti coperti d’argilla
  4006. 4006dilacerarono, io vidi
  4007. 4007La sua barba d’oro era fatta
  4008. 4008d’ali d’uno sciame splendente
  4009. 4009che gli pendea dalla bocca
  4010. 4010In miel converso era il patire!
  4011. 4011Così, così dormir voglio
  4012. 4012in te che mi dài signoria
  4013. 4013Ciò che per me fu compiuto,
  4014. 4014in verità, lieve cosa
  4015. 4015che dentro mi nasce e si nutre
  4016. 4016del misterioso licore.
  4017. 4017mi fosse aumento di pena,
  4018. 4018io ti griderei: “Madre, Madre,
  4019. 4019moltiplica questo mio sangue
  4020. 4020doglioso, perché più mi ferva
  4021. 4021l’anima e mi sia più divina!„
  4022. 4022della incorruttibile donna
  4023. 4023che mi portò. Eccomi sano
  4024. 4024cuore saldo e fronte capace.
  4025. 4025valido che in ogni dottrina.
  4026. 4026con gli aghi e le pine far vaghi
  4027. 4027il grande oro tuo frumentario.
  4028. 4028Ma odo anche un rombo lontano
  4029. 4029che dice: “Son qua, Ulissìde.„
  4030. 4030Madre, Madre, fa che più forte
  4031. 4031del dèspota ch’io ben conosco,
  4032. 4032che udii tante volte, la maschia
  4033. 4033voce nel mio cor solitario
  4034. 4034divenuto sei della terra?
  4035. 4035ché necessario è navigare,
  4036. 4036vivere non è necessario.„
  4037. 4037LIBRO SECONDO
  4038. 4038ELETTRA
  4039. 4039LA NOTTE DI CAPRERA.
  4040. 4040I. Il sacco di semente. II. I cavalli di guerra. III. Il ritorno all’isola rupestre. IV. Il granito sepolcrale. V. Il maestrale. VI. Il letto. VII. Il colono. VIII. I Mille. IX. Le navi eroiche. X. L’approdo. XI. Le sette Vittorie - Palermo espugnata. XII. La meditazione all’ombra - Il banchetto del Vincitore. XIII. L’alfiere titanico. XIV. L’ombra di Roma. XV. L’Agro. XVI. Le trasfigurazioni - Villa Corsina - Catalogo dei guerrieri. XVII. L’astro sanguigno - L’ultimo assalto. XVIII. La falange dei giovinetti - Il battesimo - L’ala della Vittoria. XIX. La promessa - Da Roma alla Palude. XX. Invocazione al Maestrale - Il buon piloto. XXI. Il buon pastore. XXII. L’ovile - Il vincastro.
  4041. 4041Canti della morte e della gloria. I-III.
  4042. 4042Canti della ricordanza e dell’aspettazione.
  4043. 4043LE CITTÀ DEL SILENZIO.
  4044. 4044Montefalco. Narni. Todi. Orvieto. I-III.
  4045. 4045Volterra. Vicenza. Brescia. Ravenna.
  4046. 4046Canto di festa per Calendimaggio.
  4047. 4047Canto augurale per la nazione eletta.
  4048. 4048LAUDI DEL CIELO
  4049. 4049DEL MARE DELLA
  4050. 4050TERRA E DEGLI EROI
  4051. 4051LIBRO III
  4052. 4052ALCIONE.
  4053. 4053La tregua
  4054. 4054Il fanciullo
  4055. 4055Lungo l'Affrico nella sera di giugno dopo la pioggia
  4056. 4056La sera fiesolana
  4057. 4057L'ulivo
  4058. 4058La spica
  4059. 4059L'opere e i giorni
  4060. 4060L'aedo senza lira
  4061. 4061DITIRAMBO I
  4062. 4062La tenzone
  4063. 4063Intra du' Arni
  4064. 4064La pioggia nel pineto
  4065. 4065Le stirpi canore
  4066. 4066Il nome
  4067. 4067Innanzi l'alba
  4068. 4068Vergilia anceps
  4069. 4069I tributarii
  4070. 4070I camelli
  4071. 4071Meriggio
  4072. 4072Le Madri
  4073. 4073L'Alpe sublime
  4074. 4074Il Gombo
  4075. 4075DITIRAMBO II
  4076. 4076L'oleandro
  4077. 4077Il cervo
  4078. 4078L'ippocampo
  4079. 4079L'onda
  4080. 4080La corona di Glauco
  4081. 4081DITIRAMBO III
  4082. 4082Versilia
  4083. 4083La morte del cervo
  4084. 4084L'asfodelo
  4085. 4085Madrigali dell'estate
  4086. 4086Il policefalo
  4087. 4087Il tritone
  4088. 4088L'arca romana
  4089. 4089L'alloro oceanico
  4090. 4090Il prigioniero
  4091. 4091La vittoria navale
  4092. 4092Il peplo rupestre
  4093. 4093Il vulture del Sole
  4094. 4094L'ala sul mare
  4095. 4095DITIRAMBO IV
  4096. 4096Le ore marine
  4097. 4097Litorea dea
  4098. 4098Il Tessalo
  4099. 4099L'otre
  4100. 4100Il novilunio
  4101. 4101IL COMMIATO
  4102. 4102LA TREGUA
  4103. 4103Dèspota, andammo e combattemmo, sempre
  4104. 4104che l’armi e i polsi eran di buone tempre.
  4105. 4105ch’ei senta l’erba sotto i nudi piedi,
  4106. 4106ch’ei consacri il suo bel cavallo sauro
  4107. 4107Dàgli le rive i boschi i prati i monti
  4108. 4108i cieli, ed ei sarà giovine ancóra!
  4109. 4109Deterso d’ogni umano lezzo in fonti
  4110. 4110I vènti e i raggi tesseran la vesta
  4111. 4111disperato di vincere; né stanchi
  4112. 4112mai apparimmo, né mai tristi o incerti,
  4113. 4113ché il tuo volere ci fasciava i fianchi.
  4114. 4114Ma greve era l’umano lezzo ed era
  4115. 4115vile talor come di mandre inerti;
  4116. 4116invano balenavan sul carname
  4117. 4117la bellezza terribile; onde il tardo
  4118. 4118Ma ne sorse per mezzo al chiuso ardore
  4119. 4119la vena inestinguibile e gioconda
  4120. 4120del riso, che sonò come clangore.
  4121. 4121lungi rauco latrava il suo dispetto;
  4122. 4122con abominio ci segnava a dito.
  4123. 4123Dedica l’opre al Tempo; e ciò non ode.
  4124. 4124ma strozza i serpi di Laocoonte.„
  4125. 4125Dèspota, or tu concedigli che allenti
  4126. 4126il nervo ed abbandoni gli ebri spirti
  4127. 4127l’Estate ignuda ardendo a mezzo il cielo.
  4128. 4128IL FANCIULLO.
  4129. 4129I.
  4130. 4130F
  4131. 4131IGLIO della Cicala e dell’Olivo,
  4132. 4132In quel che ha il nume agresto entro un’antica
  4133. 4133villa di Camerata
  4134. 4134deserta per la morte di Pampínea?
  4135. 4135la pallida contrada
  4136. 4136d’Ambra e Lorenzo canta i vani ardori?
  4137. 4137Ma il mio pensier mi finge che tu colta
  4138. 4138l’abbia tra quelle mura
  4139. 4139che Arno parte, negli Orti Oricellari,
  4140. 4140venner con Plato alla Città dei Fiori.
  4141. 4141come nell’aria, conducendo i cori.
  4142. 4142incanti la lucertola verdognola
  4143. 4143in misura seguendo il dolce suono.
  4144. 4144Ver lei ti pieghi: in lei non è paura:
  4145. 4145la grazia del torello
  4146. 4146che di repente pavido s’inarca,
  4147. 4147la nuvola che varca
  4148. 4148il colle qual pensier che seren volto
  4149. 4149muti, l’amore della vite all’olmo,
  4150. 4150l’arte dell’ape, il flutto degli odori.
  4151. 4151mentre solo ti bei
  4152. 4152la vita bella, umano
  4153. 4153che assempri te maravigliosamente!
  4154. 4154L’immensa plenitudine vivente
  4155. 4155creato dal virgineo tuo soffio,
  4156. 4156II.
  4157. 4157O
  4158. 4158di pace crea, le due canne leggiere
  4159. 4159versando una la luce ed una l’ombra.
  4160. 4160La spiga che s’inclina
  4161. 4161come i tuoi labbri e le tue dolci canne,
  4162. 4162come su letto d’erbe amato e amante,
  4163. 4163come i tuoi diti snelli e i sette fóri,
  4164. 4164come il mare e le foci,
  4165. 4165come nell’ala chiare e negre penne
  4166. 4166come il fior del leandro e le tue tempie,
  4167. 4167come il pampino e l’uva,
  4168. 4168come la fonte e l’urna,
  4169. 4169come la gronda e il nido della rondine,
  4170. 4170come l’argilla e il pollice,
  4171. 4171come ne’ fiori tuoi la cera e il miele,
  4172. 4172come il fuoco e la stipula stridente.
  4173. 4173come il sentiere e l’orma,
  4174. 4174come la luce ovunque tocca l’ombra.
  4175. 4175III.
  4176. 4176S
  4177. 4177Lo sciame era discorde:
  4178. 4178Lottato avevi ignudo
  4179. 4179contro il torrente folle di rapina.
  4180. 4180che a sommo del ciel muto
  4181. 4181in sue rote ferìa l’aer di strida.
  4182. 4182Chino con sopraccigli corrugati
  4183. 4183intento a farti archi da saettare
  4184. 4184col legno della flèssile avellana.
  4185. 4185IV.
  4186. 4186E
  4187. 4187LEGGERE sapesti il re splendente
  4188. 4188Con la man tinta in mele di sosillo
  4189. 4189il buon sire tranquillo
  4190. 4190che fu re delle artefici soavi.
  4191. 4191incoronato d’ellera e d’orgoglio,
  4192. 4192V.
  4193. 4193il crespo capelvenere.
  4194. 4194Il tuo spirto, dal fonte come il salice
  4195. 4195ma senza l’amarezza
  4196. 4196Converse le tue canne sono in chiari
  4197. 4197vetri, onde lenti i suoni
  4198. 4198linfa, alla venenata
  4199. 4199Ma il fior della tua carne
  4200. 4200VI.
  4201. 4201S
  4202. 4202viver puoi anco ne’ perfetti marmi
  4203. 4203che conduce il tuo passo armonioso
  4204. 4204ma pulsare odi il cuor che si nasconde
  4205. 4205voglio, teco offerire una ghirlanda
  4206. 4206del nostro ulivo a quell’eterno altare.
  4207. 4207del diurno fulgor ch’ella ritiene.
  4208. 4208del Fàlero orme ardenti. Ospiti soli
  4209. 4209di Sofocle ad Antigone cantare.
  4210. 4210Vedremo nei Propìlei le porte
  4211. 4211del Giorno aperte, nell’intercolunnio
  4212. 4212dai negricanti pepli le sopposte
  4213. 4213vergini stare come urne votive;
  4214. 4214la potenza sublime
  4215. 4215della Città, transfusa in ogni vena
  4216. 4216del vital marmo ov’è presente Atena,
  4217. 4217che serba i raggi ne’ suoi solchi eguali
  4218. 4218i gradi, tu t’assiderai sul grado
  4219. 4219La Vittoria senz’ali
  4220. 4220vestito della clamide succinta,
  4221. 4221che cavalcò nelle Panatenee.
  4222. 4222il bel monte dell’api e fu vivente.
  4223. 4223la vita delle belle acque ondeggiare.
  4224. 4224di colombe e d’eroi! Pallida via
  4225. 4225d’Eleusi coi vestigi di Demetra!
  4226. 4226del glauco olivo e della bianca pietra!
  4227. 4227l’ombra si spande. Il monte violetto
  4228. 4228mormora e odora come un alveare.
  4229. 4229VII.
  4230. 4230Mutato è il suon delle sue dolci canne.
  4231. 4231il cor presàgo di remoto lutto.
  4232. 4232ch’io non ti giunga!„ È vana la mia voce.
  4233. 4233Melodiosamente ei s’allontana.
  4234. 4234le nuvole soavi
  4235. 4235che va di ramo in ramo e s’allontana.
  4236. 4236intimo fiore dell’anima mia.
  4237. 4237Con la tua melodia
  4238. 4238con un gentil suo gesto,
  4239. 4239volgesi; alla preghiera
  4240. 4240L’ansia mia vana odo sol tra le pause,
  4241. 4241mentre che d’ombra in ombra ei s’allontana.
  4242. 4242di me nel cupo speglio!„ Ei s’allontana.
  4243. 4243Le nuvole di foco
  4244. 4244cui scindon le radici
  4245. 4245cadute dai fastigi;
  4246. 4246dormono in bruni pepli di corimbi.
  4247. 4247Lentischi e terebinti
  4248. 4248l’odor dei timiami
  4249. 4249M’odi: te l’ornerò con arti nuove.
  4250. 4250Maraviglioso artefice son io.
  4251. 4251intento a farti archi da saettare
  4252. 4252col legno della flèssile avellana.„
  4253. 4253LUNGO L’AFFRICO NELLA SERA DI GIUGNO DOPO LA PIOGGIA.
  4254. 4254G
  4255. 4255come la voluttà nasce dal pianto,
  4256. 4256musica nel mio canto
  4257. 4257il sopracciglio de la giovinetta
  4258. 4258Luna, il rio che s’avvalla
  4259. 4259Volan elle sì basso che la molle
  4260. 4260il loro volo sembra fatto azzurro.
  4261. 4261l’arbore grande, se ben trema sempre.
  4262. 4262indovina se udendo ne trasale?
  4263. 4263LA SERA FIESOLANA.
  4264. 4264F
  4265. 4265del gelso ne la man di chi le coglie
  4266. 4266contro il fusto che s’inargenta
  4267. 4267con le sue rame spoglie
  4268. 4268mentre la Luna è prossima a le soglie
  4269. 4269cerule e par che innanzi a sé distenda un velo
  4270. 4270da lei sommersa nel notturno gelo
  4271. 4271Laudata sii pel tuo viso di perla,
  4272. 4272l’acqua del cielo!
  4273. 4273Dolci le mie parole ne la sera
  4274. 4274commiato lacrimoso de la primavera,
  4275. 4275che giocano con l’aura che si perde,
  4276. 4276che fan di santità pallidi i clivi
  4277. 4277Laudata sii per le tue vesti aulenti,
  4278. 4278il fien che odora!
  4279. 4279Io ti dirò verso quali reami
  4280. 4280d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti
  4281. 4281le colline su i limpidi orizzonti
  4282. 4282chiuda, e perché la volontà di dire
  4283. 4283le faccia belle
  4284. 4284consolatrici, sì che pare
  4285. 4285che ogni sera l’anima le possa amare
  4286. 4286d’amor più forte.
  4287. 4287Laudata sii per la tua pura morte,
  4288. 4288le prime stelle!
  4289. 4289L’ULIVO.
  4290. 4290Chiaro leggero è l’arbore nell’aria.
  4291. 4291ci tocchi, tu non sai, noi non sappiamo,
  4292. 4292che ’l facciano i fanciulli della terra
  4293. 4293vergini e mondi,
  4294. 4294imperocché la castitate sia
  4295. 4295lustrali, inceduto hai su l’asfodelo
  4296. 4296L’aura move la tunica fluente
  4297. 4297che numerosa ferve, come schiume
  4298. 4298in noi discendi!
  4299. 4299il casto ulivo in tutte le sue foglie;
  4300. 4300LA SPICA.
  4301. 4301verso la terra onde umida erba nacque;
  4302. 4302verso la terra ove sarà colcata
  4303. 4303col gioglio ch’è il malvagio suo fratello,
  4304. 4304con la vena selvaggia
  4305. 4305col cìano cilestro
  4306. 4306col papavero ardente,
  4307. 4307cui l’uom non seminò, in un mannello.
  4308. 4308di sì bella ordinanza che par forte.
  4309. 4309Le sue granella sono ripartite
  4310. 4310con la bella ordinanza che c’insegna
  4311. 4311il velo della nostra madre Vesta.
  4312. 4312minore è il granel medio;
  4313. 4313ciascuno ha la sua pula;
  4314. 4314d’una squammetta nasce la sua resta.
  4315. 4315Matura anco non è. Verde è la resta
  4316. 4316dove ha il suo nascimento dalla squamma,
  4317. 4317di pallido verdore
  4318. 4318ma la stìpula è bionda.
  4319. 4319Dice il veglio: “Ne’ luoghi maremmani
  4320. 4320di stoppia incenerita è il suo colore.
  4321. 4321il ferro sentirà nel suo fistuco
  4322. 4322la spica; e in lei saran le sue granella,
  4323. 4323in lei sarà la candida farina
  4324. 4324che la pasta farà molto tegnente
  4325. 4325Ma la vena selvaggia
  4326. 4326ma il cìano cilestro
  4327. 4327ma il papavero ardente
  4328. 4328con lei cadranno, ahi, vani su le secce.
  4329. 4329che sonar per le reste quasi esigua
  4330. 4330cítara al vento udirono, disgiunti;
  4331. 4331Ma la vena selvaggia
  4332. 4332laudati sien da noi come la spica!
  4333. 4333L’OPERE E I GIORNI.
  4334. 4334O
  4335. 4335della domane e misurar nel cuore
  4336. 4336meditabondo la durabil forza.
  4337. 4337Veglio, la tua parola su me piove
  4338. 4338candida come il fior del melo allora
  4339. 4339che già comincia ad allegare il frutto.
  4340. 4340La mondo e sarchiellata lievemente
  4341. 4341la concio con la pula e con la morchia
  4342. 4342co’ piedi lor la faccio rassodare;
  4343. 4343di quella pietra ch’è detta serena
  4344. 4344il bianco gelsomin grato alle pecchie,
  4345. 4345il Sol non puote più salire, semino
  4346. 4346le brasche; le qua’ poi di mezzo agosto
  4347. 4347Colgo la veccia, e sego per pastura
  4348. 4348il fien greco. La fava anzi la luce
  4349. 4349vello, scemante la luna; la fava,
  4350. 4350Di questo mese inocchio il pesco, impiastro
  4351. 4351il fico, vòto l’arnia, il condottiero
  4352. 4352dell’orzo, la qual compiere mi giova
  4353. 4353le spighe, imperocché non son vestite
  4354. 4354Da giovine sei moggia il dì potei
  4355. 4355curve le gambe. E sopra il santo petto
  4356. 4356il lin rude, che l’indaco fe’ quasi
  4357. 4357celeste, crea misteriosamente
  4358. 4358l’imagine di Pan duce degli astri,
  4359. 4359cui nel torace si rispecchia il Cielo.
  4360. 4360L’AEDO SENZA LIRA.
  4361. 4361d’una spezie di pomi.
  4362. 4362di mezzana statura, e fior bianchetto.
  4363. 4363La dolcezza del frutto
  4364. 4364Dilettasi del mare.
  4365. 4365Il vento e il gelo teme.
  4366. 4366Innestar non si puote.
  4367. 4367dell’oppio arbore; ovver tra la vinaccia
  4368. 4368in pentole, assai bene e lungamente.„
  4369. 4369Così ragiona il veglio; ed in sue lente
  4370. 4370come in un canto aonio.
  4371. 4371come nel prisco aedo
  4372. 4372che canta un fato illustre,
  4373. 4373Il soffio del suo petto
  4374. 4374che fa buona ogni cosa.
  4375. 4375La vita fruttuosa
  4376. 4376dell’arbore s’agguaglia
  4377. 4377come l’aedo tende le sue corde,
  4378. 4378create co’ minugi degli agnelli,
  4379. 4379Vento asolando, spira
  4380. 4380colato nei mondissimi vaselli
  4381. 4381come chi attenda segni.
  4382. 4382che han l’api in loro ostelli
  4383. 4383che il suo parlar commuove.
  4384. 4384l’anima nostra è come la festuca.
  4385. 4385BEATITUDINE.
  4386. 4386“C
  4387. 4387conviene a donna aver, non fuor misura.„
  4388. 4388della rorida Sera a noi discende?
  4389. 4389discesa in terra a noi
  4390. 4390inginocchiate elle dinanzi a lei,
  4391. 4391ciascuna del martiro che l’attende.
  4392. 4392Vince il silenzio i movimenti umani.
  4393. 4393dei poggi l’Arno pallido s’inciela.
  4394. 4394chinava il viso tra le rosse bende.
  4395. 4395Color di perla per ovunque spazia
  4396. 4396che ogni pensier vi nasce come un’ala.
  4397. 4397La terra sciolta s’è nell’infinito
  4398. 4398mentre l’Angelo chiama
  4399. 4399meraviglia nell’atto, che procede
  4400. 4400da un’anima, che fin quassù risplende.„
  4401. 4401FVRIT ÆSTVS.
  4402. 4402U
  4403. 4403La forza annoda tutte le radici:
  4404. 4404La pietra brilla più d’ogni altra inerzia.
  4405. 4405La luce copre abissi di silenzio,
  4406. 4406moltitudini folli di desiri.
  4407. 4407L’Ignoto viene a me, l’Ignoto attendo!
  4408. 4408Mia dira sete, tu mi sei più cara
  4409. 4409che tutte le dolci acque dei ruscelli.
  4410. 4410la febbre come dentro le paludi.
  4411. 4411L’ora è giunta, o mia Messe, l’ora è giunta!
  4412. 4412DITIRAMBO I.
  4413. 4413ROMÆ FVGIFERÆ DIC..
  4414. 4414O
  4415. 4415VE sono i cavalli del Sole
  4416. 4416criniti di furia e di fiamma?
  4417. 4417le code prolisse
  4418. 4418di porpora, l’ugne
  4419. 4419le trebbie come pugne,
  4420. 4420come atleti la rustica prole?
  4421. 4421disgiunti dal carro celeste?
  4422. 4422le rèdine lunghe sbandite,
  4423. 4423il tinnir dei metalli,
  4424. 4424il brillar delle madide groppe?
  4425. 4425coperta di loppe e di reste
  4426. 4426come d’ori e di gemme?
  4427. 4427le nude coltella,
  4428. 4428il sangue che fuma e che bolle,
  4429. 4429il giovine ucciso che cade
  4430. 4430mani prudenti, fievoli gole.
  4431. 4431voi l’anima mia sogna!
  4432. 4432davanti alla faccia del Sole,
  4433. 4433incombustibile forza,
  4434. 4434del violento
  4435. 4435in un mar di frumento,
  4436. 4436dal Cimino solitario
  4437. 4437della Campania promessa,
  4438. 4438in un mar di frumento
  4439. 4439innumerevole
  4440. 4440come le trionfate stirpi
  4441. 4441della tua guerra!
  4442. 4442O
  4443. 4443da te, al conspetto dell’Agro
  4444. 4444che m’infiammò d’amore
  4445. 4445Vidi campo di rossi
  4446. 4446come letto di strage,
  4447. 4447come flutto ancor caldo
  4448. 4448veduto avean gli occhi miei grandi,
  4449. 4449dalle radici
  4450. 4450come s’io mi svenassi
  4451. 4451con vene giganti.
  4452. 4452impetuosamente
  4453. 4453verso di te si rivolse, incesa
  4454. 4454da dolor rovente
  4455. 4455ch’ella udì stridere come
  4456. 4456dal carro strepitoso
  4457. 4457che la traeva in esiglio.
  4458. 4458O
  4459. 4459dolce tu sei ne’ tuoi orti
  4460. 4460che lo spino ti chiude
  4461. 4461dolce sei nelle tue colline
  4462. 4462che il ruscello ti riga
  4463. 4463certo nelle tue torri commise
  4464. 4464le pietre forti;
  4465. 4465virgulto primaverile;
  4466. 4466che vinca tua grazia d’aprile
  4467. 4467di fiori di sogni e di pace
  4468. 4468Ma cuna dell’anima mia
  4469. 4469che abbevera l’Urbe affocata.
  4470. 4470Lasciò dietro sé le molli ombre;
  4471. 4471d’Aricia la selva serena;
  4472. 4472la bava delle tempeste,
  4473. 4473A
  4474. 4474incontro all’Austro rapido-ardente,
  4475. 4475cui la recondita vena
  4476. 4476che d’avidità risfavilla?
  4477. 4477mille falci indefesse
  4478. 4478dall’aurora al tramonto,
  4479. 4479in terra sconosciuta.
  4480. 4480venir dagli orizzonti
  4481. 4481infiammati la voce
  4482. 4482candidi, aggiogati ai plaustri
  4483. 4483contra le biche manomesse,
  4484. 4484mugghiavano di spavento.
  4485. 4485O
  4486. 4486dammi l’oro della mia mèsse
  4487. 4487libici e la furia dei cavalli
  4488. 4488dall’ugne adorne di lampi!
  4489. 4489ma nel grande Lazio tirreno,
  4490. 4490dalla nutrice eneia,
  4491. 4491di qua dal rapace Volturno,
  4492. 4492del Tevere irta di prore
  4493. 4493ingombra de’ lunghi granai.
  4494. 4494O
  4495. 4495VUNQUE falciai e trebbiai
  4496. 4496in ogni più fertile plaga.
  4497. 4497Ma a te vanno i miei sospiri,
  4498. 4498letifera come il veleno
  4499. 4499che tenne l’insonne
  4500. 4500l’Iddia callida, figlia del Sole;
  4501. 4501cui ella tocca la fronte
  4502. 4502con verga e susurra parole.
  4503. 4503dell’Evia e del Centauro
  4504. 4504di bronzea pelle, di pel sauro,
  4505. 4505dalle code nude,
  4506. 4506i bufali, irosi mostri
  4507. 4507cui sradica il piè bisulco,
  4508. 4508mentre nube di corvi
  4509. 4509la Febbre velata di nebbia.
  4510. 4510Q
  4511. 4511in un’area vasta
  4512. 4512come campo per oste schierata.
  4513. 4513criniti di furia e di fiamma?
  4514. 4514le code prolisse
  4515. 4515di porpora, l’ugne
  4516. 4516le rédine lunghe sbandite,
  4517. 4517il tinnir dei metalli,
  4518. 4518il brillar delle madide groppe?
  4519. 4519E
  4520. 4520CCO, al tripudio, ecco i cavalli!
  4521. 4521Chi li conduce?
  4522. 4522i cimbali cavi-sonori
  4523. 4523che vince il rombo dei cuori,
  4524. 4524le femmine scalze-succinte
  4525. 4525i giovini possa-di-tori
  4526. 4526Versate i manipoli
  4527. 4527versate dal plaustro
  4528. 4528come da cornucopia.
  4529. 4529Il vento turbina,
  4530. 4530Versano i plaustri
  4531. 4531L’oro s’accumula.
  4532. 4532Dispare il suolo igneo
  4533. 4533innumerevole.
  4534. 4534monte è la grande area.
  4535. 4535che arde e solvesi in cenere,
  4536. 4536da Sinuessa massica
  4537. 4537monte è la grande area;
  4538. 4538madre di Prosèrpina,
  4539. 4539che navigò pel Tevere.
  4540. 4540I cavalli terribili
  4541. 4541l’ascendono, l’assaltano.
  4542. 4542Crollano i manipoli
  4543. 4543i culmi, si sgranano
  4544. 4544le spiche, le ariste stridono,
  4545. 4545le loppe volano.
  4546. 4546Le sferze schioccano,
  4547. 4547come le folgori.
  4548. 4548Come le gòmene
  4549. 4549della nave in pericolo
  4550. 4550Chi osa reggere
  4551. 4551la forza degli Alipedi?
  4552. 4552le fiere, vèrberano
  4553. 4553l’aere, col ferro quadruplice
  4554. 4554i cumuli dirompono.
  4555. 4555Le code intonse inarcansi,
  4556. 4556le criniere svèntolano
  4557. 4557come vessilli vividi,
  4558. 4558le nari spirano
  4559. 4559di sangue, i fianchi pulsano,
  4560. 4560le vene si palesano,
  4561. 4561di sudore fluiscono,
  4562. 4562come un’ala invisibile.
  4563. 4563cuori l’anelito di Pègaso
  4564. 4564verso il cammin sidereo?
  4565. 4565Il vento turbina,
  4566. 4566vani le spoglie spìcee.
  4567. 4567i gridi rauchi,
  4568. 4568l’urto dei crotali,
  4569. 4569il tintinnìo dei cimbali,
  4570. 4570il mugghio delle bufale,
  4571. 4571il riso delle femmine
  4572. 4572muto e solenne nel tripudio;
  4573. 4573lungi si tace il Mare Infero
  4574. 4574dall’alta prora iliaca
  4575. 4575l’ombra dell’antico nauta
  4576. 4576lui anco chiami a vincere
  4577. 4577voi all’opera terrestre auspici
  4578. 4578il grande Lazio. In purpureo
  4579. 4579lume il giorno cangiasi.
  4580. 4580Il vento chiude i suoi turbini.
  4581. 4581L’aere per la terra pènetra.
  4582. 4582dall’Ombra delle Origini,
  4583. 4583del re Latino figlio
  4584. 4584di Marica e di Fauno,
  4585. 4585che fu sacro ad Apolline
  4586. 4586di Creusa da Ilio
  4587. 4587venisse per congiugnersi
  4588. 4588con Lavinia vergine fertile.
  4589. 4589la calpesta mèsse al par d’occidua
  4590. 4590vene come d’edera
  4591. 4591intrichi per arborei còrtici.
  4592. 4592dalle narici esalano.
  4593. 4593che un divin numero
  4594. 4594modera l’impeto
  4595. 4595dei solidunguli.
  4596. 4596le solari penne, le lucifere
  4597. 4597diurno, artefici
  4598. 4598della rapidità precìpite,
  4599. 4599cui le trame dei muscoli
  4600. 4600contro le dure scapule
  4601. 4601le ali, le ali apollinee.
  4602. 4602Il vento ch’elle muovono
  4603. 4603come un peàn che càntino
  4604. 4604cetere a miriadi.
  4605. 4605Io Peàn! Io Peàn! Gloria
  4606. 4606voi siatemi qui testimonii.
  4607. 4607Calpestano i cavalli del Sole
  4608. 4608il rinato frumento di Roma.
  4609. 4609PACE.
  4610. 4610P
  4611. 4611vagola senza scorta per le pallide
  4612. 4612Le colline s’incurvano leggiere
  4613. 4613come le onde del vento nella sabbia
  4614. 4614del mare e non fanno ombra, quasi d’aria.
  4615. 4615L’Arno favella con la bianca ghiaia,
  4616. 4616il vel che vi bagnò forse la Grazia,
  4617. 4617la Grazia questa terra di Toscana
  4618. 4618che fu l’arte sua prima.
  4619. 4619LA TENZONE.
  4620. 4620O
  4621. 4621MARINA di Pisa, quando folgora
  4622. 4622il solleone!
  4623. 4623Le lodolette cantan su le pratora
  4624. 4624di San Rossore
  4625. 4625d’Arno a tenzone.
  4626. 4626Come l’Estate porta l’oro in bocca,
  4627. 4627l’Arno porta il silenzio alla sua foce.
  4628. 4628La riva è pura come una ghirlanda.
  4629. 4629come l’Estate a me, come l’Estate!
  4630. 4630Il vente che le tocca
  4631. 4631in erbe all’albeggiare.
  4632. 4632L’anima tua di pace s’inghirlanda.
  4633. 4633L’Arno porta il silenzio alla sua foce
  4634. 4634come l’Estate porta l’oro in bocca.
  4635. 4635come l’acqua tra l’una e l’altra voce.
  4636. 4636Così discendo al mare;
  4637. 4637così veleggio. E per la dolce landa
  4638. 4638Le lodolette cantan su le pratora
  4639. 4639di San Rossore
  4640. 4640d’Arno a tenzone.
  4641. 4641BOCCA D’ARNO.
  4642. 4642B
  4643. 4643come la bocca pallida e silente
  4644. 4644del fiumicel che nasce in Falterona.
  4645. 4645come questa placata correntìa?
  4646. 4646io non so dire,
  4647. 4647come colui che ode
  4648. 4648Le saltano all’incontro i verdi flutti,
  4649. 4649con la grazia dei giovini animali.
  4650. 4650In catena di putti
  4651. 4651infantile, ma non sì fiera danza
  4652. 4652come quest’una.
  4653. 4653V’è creatura alcuna
  4654. 4654che in tanta grazia
  4655. 4655viva ed in sì perfetta
  4656. 4656che in aere si spazia?
  4657. 4657degli inganni fugaci in che s’illuse
  4658. 4658libera e delle forti ali dischiuse
  4659. 4659Vedi? I tuoi piedi
  4660. 4660di luce, ed a’ tuoi occhi prodigi
  4661. 4661di non so qual leggiere oro intessuti.
  4662. 4662Le nubi i monti i boschi i lidi l’acque
  4663. 4663vedi, lontani e vani
  4664. 4664come in sogno paesi sconosciuti.
  4665. 4665volando a coppia scoprono su l’acque
  4666. 4666con meraviglia i fiori grandi e strani,
  4667. 4667mentre tu fiuti
  4668. 4668l’odor salino.
  4669. 4669l’Ora solare,
  4670. 4670mutevole e gioconda
  4671. 4671come la gola d’una colomba
  4672. 4672cui sostengono i ponti alti e protesi
  4673. 4673i remi, un gran fulgor le trasfigura:
  4674. 4674la giovine Ora
  4675. 4675che è breve come il canto
  4676. 4676della colomba. Godi l’incanto
  4677. 4677INTRA DU’ ARNI.
  4678. 4678E
  4679. 4679CCO l’isola di Progne
  4680. 4680della rondine trace
  4681. 4681che per le molli crete
  4682. 4682le antiche rampogne
  4683. 4683va e torna
  4684. 4684vigile all’opra
  4685. 4685d’ombra la riviera
  4686. 4686circa l’isola leggiera
  4687. 4687di canne e di crete,
  4688. 4688che all’aulete
  4689. 4689dà flauti,
  4690. 4690intra du’ Arni,
  4691. 4691cuna di carmi,
  4692. 4692le canne virenti
  4693. 4693in varii modi,
  4694. 4694da volubili bocche
  4695. 4695da dita sapienti,
  4696. 4696con lino
  4697. 4697LA PIOGGIA NEL PINETO.
  4698. 4698T
  4699. 4699del bosco non odo
  4700. 4700che parlano gocciole e foglie
  4701. 4701lontane.
  4702. 4702dalle nuvole sparse.
  4703. 4703divini,
  4704. 4704di fiori accolti,
  4705. 4705di coccole aulenti,
  4706. 4706ignude,
  4707. 4707leggieri,
  4708. 4708che l’anima schiude
  4709. 4709che ieri
  4710. 4710verdura
  4711. 4711con un crepitìo che dura
  4712. 4712delle cicale
  4713. 4713che il pianto australe
  4714. 4714diversi
  4715. 4715d’arborea vita viventi;
  4716. 4716come una foglia,
  4717. 4717le chiare ginestre,
  4718. 4718che hai nome
  4719. 4719delle aeree cicale
  4720. 4720che cresce;
  4721. 4721ma un canto vi si mesce
  4722. 4722che di laggiù sale,
  4723. 4723dall’umida ombra remota.
  4724. 4724crosciare
  4725. 4725l’argentea pioggia
  4726. 4726che monda,
  4727. 4727il croscio che varia
  4728. 4728La figlia dell’aria
  4729. 4729del limo lontana,
  4730. 4730la rana,
  4731. 4731canta nell’ombra più fonda,
  4732. 4732chi sa dove, chi sa dove!
  4733. 4733ma di piacere; non bianca
  4734. 4734ma quasi fatta virente,
  4735. 4735il cuor nel petto è come pèsca
  4736. 4736intatta,
  4737. 4737i denti negli alvèoli
  4738. 4738ci allaccia i mallèoli
  4739. 4739c’intrica i ginocchi)
  4740. 4740chi sa dove, chi sa dove!
  4741. 4741ignude,
  4742. 4742leggieri,
  4743. 4743che l’anima schiude
  4744. 4744che ieri
  4745. 4745m’illuse, che oggi t’illude,
  4746. 4746LE STIRPI CANORE
  4747. 4747MIEI carmi son prole
  4748. 4748delle foreste,
  4749. 4749Le mie parole
  4750. 4750come le radici
  4751. 4751come i firmamenti,
  4752. 4752degli adolescenti,
  4753. 4753ispide come i dumi,
  4754. 4754confuse come i fumi
  4755. 4755confusi,
  4756. 4756del monte,
  4757. 4757del pioppo,
  4758. 4758dei cavalli
  4759. 4759labili come i profumi
  4760. 4760diffusi,
  4761. 4761vergini come i calici
  4762. 4762dei cieli,
  4763. 4763dell’Ade,
  4764. 4764dello stagno,
  4765. 4765che fra due steli
  4766. 4766IL NOME.
  4767. 4767della pulverulenta
  4768. 4768dicesi, un sentier breve
  4769. 4769dei loro morti il prezzo
  4770. 4770del tragitto infernale,
  4771. 4771l’obolo tenebroso
  4772. 4772la figlia della grande
  4773. 4773la nata di colei
  4774. 4774che brillò su la terra
  4775. 4775come un’altra Stagione,
  4776. 4776delizia innumerevole,
  4777. 4777dalla voce sorgevole
  4778. 4778cara all’aedo, esperta
  4779. 4779in tesser la ghirlanda
  4780. 4780di melodìa selvaggia,
  4781. 4781il tuo nome mi piace
  4782. 4782come quel flauto roco
  4783. 4783che a sera è nel cespuglio,
  4784. 4784mi piace come un grappolo
  4785. 4785d’uva nera il tuo nome,
  4786. 4786come il fiore del croco
  4787. 4787INNANZI L’ALBA.
  4788. 4788infinito
  4789. 4789di notturna melodìa,
  4790. 4790il maritimo narcisso
  4791. 4791le Vergilie,
  4792. 4792le sorelle oceanine
  4793. 4793che ancor piangono per Ia
  4794. 4794lacerato dal leone.
  4795. 4795lene e pura
  4796. 4796della notte moritura,
  4797. 4797le Vergilie,
  4798. 4798le sorelle oceanine
  4799. 4799minacciate dalla spada
  4800. 4800del feroce cacciatore.
  4801. 4801in dietro talvolta io solo
  4802. 4802luminosa,
  4803. 4803le Vergilie,
  4804. 4804le sorelle oceanine
  4805. 4805col suo bianco vel di sposa.
  4806. 4806VERGILIA ANCEPS.
  4807. 4807N
  4808. 4808dell’occhio aurino
  4809. 4809la prua,
  4810. 4810l’acuta prua
  4811. 4811del navil prisco,
  4812. 4812come nella medaglia
  4813. 4813della Tessaglia
  4814. 4814come nelle stupende
  4815. 4815monete del potere
  4816. 4816marino,
  4817. 4817come nello statère
  4818. 4818del porto licio
  4819. 4819dal pirata fenicio
  4820. 4820il grano a fiamma
  4821. 4821come nel tetradramma
  4822. 4822di Leontini
  4823. 4823dai fromenti divini.
  4824. 4824in te, la duplice arte
  4825. 4825il cor mi parte.
  4826. 4826Lungo solco navale!
  4827. 4827la mia virtù si esilia,
  4828. 4828I TRIBUTARII.
  4829. 4829Q
  4830. 4830che oggi ha il color del miele,
  4831. 4831come una tazza colma.
  4832. 4832Lodata io l’ho con arte.
  4833. 4833Ma quante acque in quest’acqua,
  4834. 4834ma quante acque correnti,
  4835. 4835votar la colma tazza,
  4836. 4836distinguerne i sapori.
  4837. 4837Chi loderà l’Ombrone
  4838. 4838cui Lorenzo già vide
  4839. 4839dietro le trecce d’Ambra?
  4840. 4840Chi loderà il Bisenzio
  4841. 4841che lodò la bellezza
  4842. 4842della donna perfetta?
  4843. 4843Chi la Greve e la Sieve?
  4844. 4844del Casentino giù pe’ verdi colli?
  4845. 4845di pioppi alti, vivai
  4846. 4846di salci giovinetti,
  4847. 4847cupe conche pescose,
  4848. 4848che non godiamo immoti!
  4849. 4849Le valli sono cave
  4850. 4850come la man che beve,
  4851. 4851i monti gonfii come
  4852. 4852mammella non premuta.
  4853. 4853Il gregge passa il guado.
  4854. 4854Il mulino rintrona.
  4855. 4855Cade la sera. Nasce
  4856. 4856la luna dalla Verna
  4857. 4857cruda, roseo nimbo
  4858. 4858di tal ch’effonde pace
  4859. 4859dorso del Pratomagno
  4860. 4860come se blandimento
  4861. 4861d’amica man l’induca a sopor lento.
  4862. 4862L’Arno luce fra i pioppi.
  4863. 4863che la gramigna asconde.
  4864. 4864Dai monti l’acqua corre a questa foce.
  4865. 4865I CAMELLI.
  4866. 4866N
  4867. 4867vita di sabbie e d’acque
  4868. 4868che lineata pare
  4869. 4869dalla mano sicura
  4870. 4870del figulo onde nacque
  4871. 4871il purissimo vaso
  4872. 4872che vale e non corusca
  4873. 4873l’orgoglio della mensa
  4874. 4874il fiore delle forme
  4875. 4875divina e, come fa
  4876. 4876il giumento crinito
  4877. 4877dal tranquillo occhio amico
  4878. 4878dell’uomo, a someggiare
  4879. 4879con la sua gobba onusta
  4880. 4880le spoglie dell’augusta
  4881. 4881vanno verso la ripa,
  4882. 4882i camelli gibbuti,
  4883. 4883carichi di fascine
  4884. 4884di ramaglia e di strame,
  4885. 4885Cola e odora la ragia.
  4886. 4886di Fuore le cavalle
  4887. 4887dei puledri novelli.
  4888. 4888li guida ma il bifolco
  4889. 4889voce che i padri suoi
  4890. 4890Vanno i callosi cuoi.
  4891. 4891ciascun par che s’accasci
  4892. 4892con un grido sommesso.
  4893. 4893dei denti aspri, il palato
  4894. 4894violaceo. S’ode
  4895. 4895inerti dei deserti
  4896. 4896del Mondo questi grandi
  4897. 4897da tutta la stanchezza
  4898. 4898che addolora la carne
  4899. 4899viva sopra la faccia
  4900. 4900della Terra discorde.
  4901. 4901Lunghe dal fianco spoglio
  4902. 4902in lor piagge natali,
  4903. 4903mercatante pisano
  4904. 4904che fu predato e tratto
  4905. 4905in paese lontano.
  4906. 4906Volle la mala sorte
  4907. 4907ch’egli incappasse in una
  4908. 4908che armava ventidue
  4909. 4909la cocca a vele quadre
  4910. 4910del camello percosso,
  4911. 4911Memore del malvagio
  4912. 4912MERIGGIO.
  4913. 4913A
  4914. 4914MEZZO il giorno
  4915. 4915come il dissepolto
  4916. 4916la bonaccia. Non bava
  4917. 4917di vento intorno
  4918. 4918di ginepri arsi. Non suona
  4919. 4919voce, se ascolto.
  4920. 4920verso Livorno
  4921. 4921l’isola del Faro
  4922. 4922l’isole del tuo sdegno,
  4923. 4923la Capraia e la Gorgona.
  4924. 4924Marmorea corona
  4925. 4925di minaccevoli punte,
  4926. 4926le grandi Alpi Apuane
  4927. 4927dal loro orgoglio assunte.
  4928. 4928La foce è come salso
  4929. 4929che pendono dalla croce
  4930. 4930degli staggi, si tace.
  4931. 4931Come il bronzo sepolcrale
  4932. 4932di corrente, non ruga
  4933. 4933d’aura. La fuga
  4934. 4934delle due rive
  4935. 4935di canne, che circonscrive
  4936. 4936l’oblìo silente; e le canne
  4937. 4937i boschi di San Rossore
  4938. 4938ma i più lontani,
  4939. 4939verso il Gombo, verso il Serchio,
  4940. 4940Dormono i Monti Pisani
  4941. 4941coperti da inerti
  4942. 4942cumuli di vapore.
  4943. 4943L’Estate si matura
  4944. 4944che promesso mi sia,
  4945. 4945che cogliere io debba
  4946. 4946con la mia mano,
  4947. 4947che suggere io debba
  4948. 4948con le mie labbra solo.
  4949. 4949dell’uomo. Voce non suona,
  4950. 4950meridiano,
  4951. 4951come la paglia marina;
  4952. 4952con sì delicato
  4953. 4953lavoro dall’onda
  4954. 4954il mio palato, è come
  4955. 4955il cavo della mia mano
  4956. 4956diffondesi nel mare;
  4957. 4957il monte è la mia fronte,
  4958. 4958la selva è la mia pube,
  4959. 4959la nube è il mio sudore.
  4960. 4960della stiancia, nella scaglia
  4961. 4961della pina, nella bacca
  4962. 4962del ginepro; io son nel fuco,
  4963. 4963in ogni cosa esigua,
  4964. 4964in ogni cosa immane,
  4965. 4965che suona in labbra umane.
  4966. 4966LE MADRI.
  4967. 4967S
  4968. 4968le saure e baie
  4969. 4969cavalle
  4970. 4970di San Rossore.
  4971. 4971di sabbia, altre nell’acqua
  4972. 4972immerse fino al ventre,
  4973. 4973le groppe al sole
  4974. 4974d’oro, di rame.
  4975. 4975coi gravidi fianchi
  4976. 4976immote in una massa
  4977. 4977le lunghe code
  4978. 4978con moto alterno
  4979. 4979cui dal lito risponde
  4980. 4980del mare. Taluna
  4981. 4981l’acqua, s’abbevera lenta;
  4982. 4982lente sul riposo
  4983. 4983della mandra ferace.
  4984. 4984la genitura
  4985. 4985le Madri.
  4986. 4986Lunge per l’aria chiara
  4987. 4987cerula e bianca
  4988. 4988l’Alpe di Carrara,
  4989. 4989cerula d’ombre
  4990. 4990Ma ingombre nel muto
  4991. 4991con l’aquile nido
  4992. 4992le folgori corusche.
  4993. 4993dalle pinete
  4994. 4994verdi e fulve, nelle bave
  4995. 4995di Luni lunato
  4996. 4996dormenti nel profondo
  4997. 4997candore ignoti e soli.
  4998. 4998il tuo folle Evangelista,
  4999. 4999il figlio della Terra
  5000. 5000vede la gran persona
  5001. 5001che si torce nell’angoscia
  5002. 5002del masso che lo serra,
  5003. 5003l’aspro ginocchio, e la coscia
  5004. 5004d’osso e di muscoli enorme.
  5005. 5005l’incarco fecondo
  5006. 5006di forme,
  5007. 5007dormono le bianche moli.
  5008. 5008la genitura
  5009. 5009le Madri.
  5010. 5010ALBASIA.
  5011. 5011O
  5012. 5012MATTIN nuziale
  5013. 5013La nube formosa
  5014. 5014disposa
  5015. 5015il monte che a lei sale,
  5016. 5016l’ombra d’entrambi il piano,
  5017. 5017la dolce acqua il sale,
  5018. 5018la canna il tralcio,
  5019. 5019il salcio
  5020. 5020la florida stiancia,
  5021. 5021l’argano la bilancia
  5022. 5022la mia rima il mio giòlito,
  5023. 5023l’algosa
  5024. 5024come su la tua guancia
  5025. 5025insolito.
  5026. 5026Il mare è d’opale
  5027. 5027con vene di crisòlito,
  5028. 5028come i mari dell’Asia,
  5029. 5029immoto albore
  5030. 5030di gemme fuse.
  5031. 5031dell’emerso banco.
  5032. 5032da lido a lido,
  5033. 5033come allor che fa il nido
  5034. 5034la sposa Alcyone.
  5035. 5035L’ALPE SUBLIME.
  5036. 5036S
  5037. 5037VÉGLIATI, Ermione,
  5038. 5038Mira spettacolo novo,
  5039. 5039caduche su cime
  5040. 5040Ma par che s’aduni
  5041. 5041concilio di numi
  5042. 5042del Tonante
  5043. 5043Candore dei marmi lontani,
  5044. 5044la più bella!
  5045. 5045Dormono i Monti Pisani,
  5046. 5046che dorme.
  5047. 5047verso i tramonti,
  5048. 5048ma dormono su la pianura
  5049. 5049che dorme.
  5050. 5050davanti alla faccia del Mare
  5051. 5051la più bella,
  5052. 5052verso il Maestro
  5053. 5053che crea,
  5054. 5054materia prometèa,
  5055. 5055Inno senza favella,
  5056. 5056carne delle statue chiare,
  5057. 5057IL GOMBO.
  5058. 5058del lutto immedicabile senza
  5059. 5059che piange il suo pianto aromale.
  5060. 5060i grandi castighi che inflisse
  5061. 5061il rigor degli iddii
  5062. 5062limite imposto all’ansia
  5063. 5063del lor desiderio immortale.
  5064. 5064visibile enigma divino
  5065. 5065che inebria di spavento
  5066. 5066cui travagliano il peso
  5067. 5067del corpo e lo sforzo dell’ale.
  5068. 5068della Vita a comprendere tanta
  5069. 5069che braccia più vaste possiede
  5070. 5070che è la sua sorella eternale:
  5071. 5071la Vita e la toglie per sempre
  5072. 5072col ritmo il novello respiro:
  5073. 5073chiamar le figlie e i figli
  5074. 5074i nomi che furono il miele
  5075. 5075della tua bocca, o Madre,
  5076. 5076come pel mìssile oro
  5077. 5077l’incolpevole fior filiale.
  5078. 5078venusti, le vergini leni;
  5079. 5079copron la sabbia amara,
  5080. 5080mescono le chiome alle spume
  5081. 5081L’immensità del duolo
  5082. 5082Il Mare il Lito l’Alpe
  5083. 5083io veggo il tuo bellissimo volto
  5084. 5084impietrato e il tuo pianto
  5085. 5085che feceti chiedere altari
  5086. 5086virtù del tuo grembo mortale.
  5087. 5087memore dell’umane
  5088. 5088con più guerra, ahi, l’anima audace
  5089. 5089del corpo e lo sforzo dell’ale.
  5090. 5090ANNIVERSARIO ORFICO.
  5091. 5091P. B. S. VIII LUGLIO MDCCCXXII
  5092. 5092U
  5093. 5093DIMMO in sogno sul deserto Gombo
  5094. 5094Dalle schiume canute ai gorghi intorti
  5095. 5095come quando lo vèrberan le forti
  5096. 5096la testa tronca,
  5097. 5097la testa esangue del treicio Orfeo
  5098. 5098che, rapita dal freddo Ebro alla furia
  5099. 5099cielo, brillando il crine delle rupi
  5100. 5100Come profusi fuor dell’urne infrante
  5101. 5101i fiumi, l’Arno del selvaggio Dante,
  5102. 5102la Magra, il Serchio.
  5103. 5103ma colui che si diede in sacrificio
  5104. 5104che venne a noi dagli Angli fuggitivo,
  5105. 5105colui che amava Antigone immortale
  5106. 5106Dissi: “O veggente, che faremo noi
  5107. 5107Invocheremo il coro degli Eroi?
  5108. 5108ineffabile. Ei vide negli incerti
  5109. 5109del vùlture, nel sen della Cagione
  5110. 5110Demogorgóne!„
  5111. 5111Disse ella: “Gli versavan le melodi
  5112. 5112i Vènti dai lor carri di cristallo,
  5113. 5113il silenzio gli Spiriti custodi
  5114. 5114il miel solare nella bocca schiusa
  5115. 5115le musiche api che nudrito aveano
  5116. 5116Dissi: “Ei ghermì la nuvola negli atrii
  5117. 5117di Giove, su l’acroceraunio giogo
  5118. 5118la folgore. Non odi i boschi patrii
  5119. 5119Mira funebre letto che s’appresta,
  5120. 5120Vengono i rami e i tronchi alla congesta
  5121. 5121il nàufrago che il Mar di gorgo in gorgo
  5122. 5122ch’evocò la gran Niobe di pietra
  5123. 5123dalla faretra,
  5124. 5124la lacrimata figlia di Giocasta,
  5125. 5125la regia virgo nelle pieghe lente
  5126. 5126del peplo casta,
  5127. 5127l’Ombra che solo nell’esilio truce
  5128. 5128il fiore inespugnabile del nudo
  5129. 5129del doppio ludo,
  5130. 5130Intatto sia tra l’uno e l’altra il fiore.
  5131. 5131Vegli con noi quest’Ombre ed il supremo
  5132. 5132lor sacro amore.„
  5133. 5133TERRA, VALE!
  5134. 5134T
  5135. 5135come una preda pallida, è la luce.
  5136. 5136La tempesta ha divelto con furore
  5137. 5137i pascoli nettunii dalle salse
  5138. 5138valli ove agguatano i ritrosi mostri.
  5139. 5139morderà, calcherà nessun pastore.
  5140. 5140Virtù si cela forse nelle fibre
  5141. 5141cerulo, rinnovèllati nel mio
  5142. 5142desiderio del flutto infaticato!
  5143. 5143DITIRAMBO II.
  5144. 5144midolle il freddo fremito
  5145. 5145della potenza equorea trascorrere
  5146. 5146di repente, io terrìgena,
  5147. 5147io mortal nato di sostanza efimera,
  5148. 5148io prole della polvere!
  5149. 5149Memore sono della metamorfosi.
  5150. 5150L’anima si fa pelago
  5151. 5151dei mille fiumi che mi confluirono
  5152. 5152immenso novamente par dissolversi
  5153. 5153lasso ne’ suoi piè debili
  5154. 5154che per lotosi tramiti s’attardano,
  5155. 5155dopo ch’ei fu l’indomita
  5156. 5156dopo che le correnti dell’Oceano
  5157. 5157le divine di sé vicissitudini
  5158. 5158come su trama vitrea.
  5159. 5159la deità rendetegli!
  5160. 5160Memore sono. Era già fatto il vespero
  5161. 5161come are senza vittime
  5162. 5162marino. Onusto di gran preda, sùbito
  5163. 5163votai su l’erbe e i nèssili
  5164. 5164miei lini a noverar la mia dovizia.
  5165. 5165veggendo per quel bruno intrico. “I nèssili
  5166. 5166miei lini e i piombi e i sugheri
  5167. 5167in cor disse il grato animo.
  5168. 5168vidi le pinne battere
  5169. 5169lampi di forza correre.
  5170. 5170invade le Bassaridi
  5171. 5171la muta gente parvemi
  5172. 5172infuriare, cedere a un’incognita
  5173. 5173virtù, di sacra fervere
  5174. 5174insania. “Qual prodigio è questo? Ahi misero
  5175. 5175me!„ gridai per grandissimo
  5176. 5176mi rimasi. Il silenzio
  5177. 5177ma lungamente i cieli ultimi ardevano.
  5178. 5178cupa sonar lungh’essi i promontorii
  5179. 5179canti fatali spandersi dall’isole.
  5180. 5180la man correami per quell’erba strania,
  5181. 5181meditando io nell’animo
  5182. 5182il prodigio. Divelsi dalle radiche
  5183. 5183incominciai, discerpere
  5184. 5184il suco, ne’ precordii
  5185. 5185che fosse per dissolversi
  5186. 5186dell’amara salsedine,
  5187. 5187degli abissi, dei vortici e dei turbini.
  5188. 5188La mia carne era libera
  5189. 5189della gravezza terrestre. Nascevami
  5190. 5190dall’imo cor l’imagine
  5191. 5191d’un’onda ismisurata e per le pàlpebre
  5192. 5192mi si svelava il cerulo
  5193. 5193dilatarsi parevano
  5194. 5194caddi nel gorgo, mi sommersi, l’infima
  5195. 5195della terra e degli uomini.
  5196. 5196di voi sempre nell’anima,
  5197. 5197leni di pace o rauchi
  5198. 5198di violenza, caldi come l’aure
  5199. 5199l’alluvione copiosa o frigidi
  5200. 5200come i nivali vertici
  5201. 5201d’argille, pingui di limo o più limpidi
  5202. 5202che l’etere sidereo!
  5203. 5203Cento e cento passarono passarono
  5204. 5204vita dell’orbe mi fluì su gli òmeri
  5205. 5205melodia. L’Acheronte, il gran tartareo
  5206. 5206della sua dura nascita.
  5207. 5207che una nave d’eroi sospinse. Io auspice
  5208. 5208Di su la prora chino il cantor tracio
  5209. 5209della prima lanugine,
  5210. 5210il cuore sotto il bàlteo
  5211. 5211la deità rendetegli!
  5212. 5212Io fui Glauco, fui Glauco, quel d’Antèdone.
  5213. 5213La terra m’è supplizio.
  5214. 5214L’OLEANDRO.
  5215. 5215I.
  5216. 5216E
  5217. 5217d’estate con più dolce melodia
  5218. 5218dalle chiare acque, con beato il sangue
  5219. 5219del fresco sale; e gli oleandri ambigui
  5220. 5220intrecciavan le rose al regio alloro
  5221. 5221indicibile al suo divin morire.
  5222. 5222verso la luce “non potrà morire.
  5223. 5223Mai la sua faccia parve tanto pura,
  5224. 5224d’estate quando ci disseta a sorsi
  5225. 5225dei remoti giardini ov’egli errò.
  5226. 5226L’udii come s’io fossi ancor sommerso
  5227. 5227Ma reclinai la gota, e d’improvviso
  5228. 5228dell’udito sgorgò l’acqua marina.
  5229. 5229il buon calor del tramontato sole.
  5230. 5230Io non mi volsi, ma l’amarulenta
  5231. 5231l’odor muschiato dei vermigli fiori.
  5232. 5232inesperto in foggiar lucidi miti.
  5233. 5233io mi cinga del lauro trionfale!„
  5234. 5234dalle sue dure viscere di marmo
  5235. 5235meraviglioso nel lunato golfo
  5236. 5236con la bellezza delle donne nostre.
  5237. 5237Così ci parve riudire il canto
  5238. 5238delle Sirene, dalla nave concava
  5239. 5239di prora azzurra, fornita di ponti,
  5240. 5240veloce, in un doloroso ritorno
  5241. 5241con la sua cera; ma il cuore, non più
  5242. 5242libero, novellamente anelava.
  5243. 5243II.
  5244. 5244“O
  5245. 5245Dov’è la fonte? dove sono i frutti?
  5246. 5246Dov’è Cyane azzurra come l’aria?
  5247. 5247Dove coglierai tu con le tue mani
  5248. 5248l’arancia aurata nella cupa fronda?
  5249. 5249Come ci dissetammo! Quante volte
  5250. 5250ci dissetammo! E tanto era soave
  5251. 5251il dissetarsi che desiderammo
  5252. 5252l’ardente sete. Al par di noi chi seppe
  5253. 5253distinguere il sapore d’ogni frutto
  5254. 5254distinguere d’ogni acqua la freschezza
  5255. 5255L’imagine di me nell’acque amavi.
  5256. 5256Dell’amore di me arsi inclinata,
  5257. 5257Io fui Cyane azzurra come l’aria.
  5258. 5258L’ombra divina mi trasfigurò.
  5259. 5259da verdi intrichi, fra radici pallide
  5260. 5260come i miei piedi, con segreto gelo.
  5261. 5261Il sol divino mi trasfigurò.
  5262. 5262monili al collo, e veste tutta d’oro.
  5263. 5263come l’amor del violento fiume?
  5264. 5264La Sirena scagliosa abbeveravi,
  5265. 5265Diedi io le canne ai flauti dei pastori.
  5266. 5266Io fui Cyane azzurra come l’aria.
  5267. 5267L’acqua sorgiva mi restò negli occhi;
  5268. 5268la lenta correntia mi levigò.
  5269. 5269il bianco mare. Io dissi: “Andiamo, andiamo!„
  5270. 5270d’oro co’ suoi delfini e i suoi cavalli,
  5271. 5271che recava da Ceo l’Ode novella
  5272. 5272di Bacchilide al re vittorioso.
  5273. 5273che regolava l’impeto dei remi,
  5274. 5274del celeùste; ma silenziosa
  5275. 5275l’Ode, foggiata di parole eterne,
  5276. 5276dei templi; parea teso dalla forza
  5277. 5277di Siracusa il grande arco marino.
  5278. 5278corse lungo le stoe quando la nave
  5279. 5279magnanima, sublime. Giù pe’ trasti
  5280. 5280i remiganti ignudi unti d’oliva:
  5281. 5281la lor fatica ansava dai portelli;
  5282. 5282il giglione del remo ai raggi obliqui
  5283. 5283lucea come la scapula; un ferigno
  5284. 5284ma sì vivea divinamente d’una
  5285. 5285cosa ch’ella recava d’oltremare,
  5286. 5286ma la facea magnanima e sublime
  5287. 5287l’Ode, foggiata di parole eterne.„
  5288. 5288campi siciliani, e la sua figlia
  5289. 5289cinta di violette! Canta, o Clio,
  5290. 5290dispensatrice della dolce fama,
  5291. 5291la corsa dei cavalli di Ierone!
  5292. 5292di sogni andava per le lontananze
  5293. 5293dei tempi verso i gloriosi approdi
  5294. 5294di Ceo. Passammo gli ellesponti, i golfi,
  5295. 5295l’isole, gli arcipelaghi, le sirti:
  5296. 5296custodite da Pallade rupestri;
  5297. 5297varcammo l’Istmo pe'l diolco. Quivi
  5298. 5298mitica luce su'l Tirreno, o madre
  5299. 5299monti la nuda Alpe di Luni, o madre
  5300. 5300degli Immortali che incedeano al fianco
  5301. 5301degli Efimeri sopra il dominato
  5302. 5302dolore, e quelli e questi erano eguali,
  5303. 5303In silenzio guardammo i grandi miti
  5304. 5304come le nubi sorgere dall’Alpe
  5305. 5305Io vidi allora Pègaso pontare
  5306. 5306le immense penne, senza cavaliere;
  5307. 5307la potenza del sangue gorgonèo.
  5308. 5308che vien dall’Ebro! Ed il solenne lido
  5309. 5309La sua bellezza s’aggrandì d’orrore.
  5310. 5310Il flutto nell’insolito splendore
  5311. 5311III.
  5312. 5312verso il sorriso delle donne nostre.
  5313. 5313mutevole onda con un viso d’oro,
  5314. 5314che fingevale intorno al chiaro viso
  5315. 5315l’avvolgimento dell’antica fonte,
  5316. 5316intrecciava le rose al regio alloro.
  5317. 5317Disse Aretusa: “Bene io te ’l dirò„
  5318. 5318mutevole onda con un viso d’oro.
  5319. 5319Disse: “Inseguiva il re Apollo Dafne
  5320. 5320lungh’esso il fiume, come si racconta.
  5321. 5321La figlia di Peneo correva ansante
  5322. 5322chiamando il padre suo dall’erma sponda.
  5323. 5323Correva, e ad ora ad or le snelle gambe
  5324. 5324le s’intricavan nella chioma bionda.
  5325. 5325che fino a terra la corsa le ingombra.
  5326. 5326infiammato desio, per lei predare.
  5327. 5327la chioma della ninfa fluviale.
  5328. 5328Chiama ella il padre suo con grida vane.
  5329. 5329crescon la furia del desio predace.
  5330. 5330ché mi si rompono i ginocchi. Salva-
  5331. 5331mi dalla brama del veloce fuoco
  5332. 5332cho ora mi giunge, ecco, ecco, ora m’abbranca!„
  5333. 5333Ma il dolce sangue suo in altro suono,
  5334. 5334la sua bellezza in altro suono parla.
  5335. 5335ignota che il divin periglio affretta.
  5336. 5336la vergine il tinnir della faretra,
  5337. 5337vede l’ardor pè chiusi cigli e aspetta
  5338. 5338d’essere ghermita, e più non chiama il padre.
  5339. 5339Ma il dio la chiama: “Dafne, Dafne! Dafne!„
  5340. 5340Il dio la chiama: “Dafne, Dafne!„ Ed osa
  5341. 5341vede da presso e la bocca bramosa
  5342. 5342mentre il dio con le due braccia l’allaccia.
  5343. 5343in folti pampini uva delicata!
  5344. 5344ch’ella resiste come se combatta.
  5345. 5345in giuso, quasi fosse radicata,
  5346. 5346le copre il volto e il seno un pallor verde.
  5347. 5347dei ginocchi riman dura ed inerte.
  5348. 5348invan le torce il fianco. Si disperde
  5349. 5349il senso di sua vita nella terra.
  5350. 5350Ma non il suo melodioso duolo
  5351. 5351i piedi farsi radiche contorte
  5352. 5352che le gambe su su fino alle cosce
  5353. 5353include e della pelle scorza fa
  5354. 5354che mi prende e beve il sangue mio!
  5355. 5355de' miei capelli corda all’arco fa!
  5356. 5356che son fogliute; e il verde sale; e già
  5357. 5357le braccia sino ai cubiti son rami;
  5358. 5358Vedi atra scorza che il petto m’opprime!
  5359. 5359Il dolce crine è già novella fronda
  5360. 5360intorno al viso che si trascolora.
  5361. 5361La figlia di Peneo non è più bionda;
  5362. 5362che del novello aroma s’insapora.
  5363. 5363dall’ultima doglianza. O fior d’estate,
  5364. 5364la bocca che querelasi interrotta-
  5365. 5365mente. In pallide fibre il cor si sface
  5366. 5366ma il suo rossore è in sommo della bocca.
  5367. 5367Desioso dolor preme l’amante.
  5368. 5368l’ode implorare ma non ha virtù.
  5369. 5369implora, non più geme. “Dafne, Dafne!„
  5370. 5370Le palpebre son due tremule foglie;
  5371. 5371li occhi gocciole son d’umor silvestro;
  5372. 5372delle tenui nari è appena il segno.
  5373. 5373Ma nell’ombra la bocca è ancora sangue,
  5374. 5374Curvasi Apollo verso quella ardente,
  5375. 5375la bacia con impetuosa brama.
  5376. 5376l’ombra intorno alla fronte sovrana;
  5377. 5377In durissimo tronco e in fronda cupa
  5378. 5378la dolce carne tua or s’è conversa.
  5379. 5379La tua bocca vermiglia s’è distrutta,
  5380. 5380che pareva di fiamma ardere eterna.
  5381. 5381Come leggieri i piedi tuoi su l’erba,
  5382. 5382M’odi tu? M’odi tu? Dafne, sei muta?
  5383. 5383murmure spira. “M’odi tu? Rispondi!„
  5384. 5384Move la vetta un fremito più lieve.
  5385. 5385cieli le rive alto silenzio tiene.
  5386. 5386Il bellissimo lauro è senza pianto;
  5387. 5387il dolore del dio s’inalza in canto.
  5388. 5388La bellezza di Dafne ecco riveste
  5389. 5389la terra; le sue membra delicate
  5390. 5390il suo sguardo inzaffira gli orizzonti,
  5391. 5391la sua chioma fa l’oro dell’estate.
  5392. 5392di te! Così l’Arco-d’-argento, quando
  5393. 5393inno, pago si giace sotto il sacro
  5394. 5394lauro ad attendere il suo dì novello.
  5395. 5395Cade la notte. Sul sonno divino
  5396. 5396l’arbore luce d’un baglior sanguigno,
  5397. 5397Misteriosa l’arbore s’arrossa
  5398. 5398ma sul suo fuoco piovon le rugiade.
  5399. 5399di Dafne, e balza il suo cuore immortale.
  5400. 5400di meraviglia irraggia tutto il lido.
  5401. 5401IV.
  5402. 5402E
  5403. 5403COSÌ della rosa e dell’alloro
  5404. 5404mutevole onda con un viso d’oro.
  5405. 5405la sua voce era come acqua argentina
  5406. 5406che recasse lavandula o pur menta
  5407. 5407io dissi. Ed Aretusa era contenta;
  5408. 5408dicendomi: “Pe’ tuoi novelli carmi!
  5409. 5409Che la cerula e fulva Estate sempre
  5410. 5410ma sorrideva sopra il bianco mare
  5411. 5411dei monti azzurra come te, Cyane.
  5412. 5412cercammo il grembo delle donne nostre.
  5413. 5413Ma la Melancolìa venne e s’assise
  5414. 5414in mezzo a noi tra gli oleandri, muta
  5415. 5415la taciturna amica del pensiero,
  5416. 5416chinò la fronte come chi saluta.
  5417. 5417V.
  5418. 5418“I
  5419. 5419L Giorno„ disse “non potrà morire.
  5420. 5420Il suo sangue non tinge il bianco mare.
  5421. 5421Mai la sua faccia parve tanto pura,
  5422. 5422lui cela nella sua capellatura,
  5423. 5423ma non così che quelle membra d’oro
  5424. 5424Caldi soffiano i venti al bianco mare,
  5425. 5425calde passano e lente le riviere
  5426. 5426in cuore alle terribili città,
  5427. 5427cingono ignoti boschi: i cervi a bere
  5428. 5428lunghi bràmiti ascoltano lontani;
  5429. 5429che non veggasi dai nostri occhi umani
  5430. 5430La terra oppressa respiro non ha.
  5431. 5431il grappolo su'l tralcio si matura
  5432. 5432La terra soffre nell’ebrietà.
  5433. 5433immensa cuna il mare, immensa tomba.
  5434. 5434Impallidisce sotto il pianto il coro
  5435. 5435delle Pleiadi e l’una d’elle è occulta,
  5436. 5436l’una che seppe la felicità.
  5437. 5437vacilla; e l’Orsa anche impallidirà.
  5438. 5438Che con lei piangeremo ella non sa.
  5439. 5439Il grido dell’allodola domani
  5440. 5440dall’amor nostro ci disgiungerà".
  5441. 5441BOCCA DI SERCHIO.
  5442. 5442G
  5443. 5443LAUCO, Glauco, ove sei? Più non ti veggo.
  5444. 5444mi serrano. Agrio affonda nella massa
  5445. 5445degli aghi, come nella sabbia, fino
  5446. 5446come una vampa. Il vino dell’Estate!
  5447. 5447misto di oro di rèsina e di miele!
  5448. 5448Io ti veggo, ti veggo, Ardi. Sei bello
  5449. 5449d’Atene, ma ti giova essere ignudo.
  5450. 5450Dunque or teme le scaglie e i rovi il marmo
  5451. 5451delle tue gambe? E’ splendido il tuo sangue,
  5452. 5452le più ricche virtudi e più segrete
  5453. 5453di sanguinare come il pino stilla,
  5454. 5454come il ginepro odora. Avanti, avanti
  5455. 5455Vedesti mai più fulva chioma e spessa?
  5456. 5456I bei sogni vi restano come api
  5457. 5457d’Agrio. Vedi? A miriadi, a miriadi!
  5458. 5458Carichi tutti i rami biforcuti.
  5459. 5459In ogni congiuntura accumulati
  5460. 5460invisibile, e fa prigioni i raggi
  5461. 5461la fronte e mi dissecca la narice.
  5462. 5462Diguazzeremo in mezzo alla corrente!
  5463. 5463come carboni spenti, come tizzi
  5464. 5464consunti. O Glauco, dove mi conduci?
  5465. 5465Chiudi gli occhi. Odi il vento? Navigare
  5466. 5466mare. Odi il vento tra le sàrtie? Odi
  5467. 5467il gemito degli alberi allo sforzo
  5468. 5468delle vele? Si naviga per acque
  5469. 5469infide verso l’isola di Circe.
  5470. 5470Larve di stelle adornano la reggia
  5471. 5471della donna solare, vedi?, simili
  5472. 5472che serban lor sottili nervature
  5473. 5473con la tenuità dei bissi intesti
  5474. 5474d’aria e di lume. Fili palpitanti
  5475. 5475le congiungono, l’iride le cangia,
  5476. 5476indicibile tremito le muove.
  5477. 5477Circe incantò le stelle eccelse, e l’ebbe,
  5478. 5478La radura è vicina. Il sole pènetra
  5479. 5479La rèsina sul tronco è come l’ambra.
  5480. 5480Di polito metallo è il mirto chiuso.
  5481. 5481La tamerice sembra quasi azzurra
  5482. 5482che portano una spiga nera in cima?
  5483. 5483Il nome che le labbra ti diletta.
  5484. 5484d’Agrio. Ascolta il cavallo nel silenzio
  5485. 5485il mentastro. Perché, Ardi, sol questo
  5486. 5486cogliemmo il fiore con le dita umane.
  5487. 5487con la concava scorza detergemmo
  5488. 5488dal pelo della groppa calorosa
  5489. 5489il sudore che in rivoli colava.
  5490. 5490Lo spazio immenso era la nostra ebrezza.
  5491. 5491vinse in numero i palpiti del vento.
  5492. 5492vittoria sopra il triste peso, aerea
  5493. 5493moltiplicato spirito nell’òssea
  5494. 5494mole, Rapidità, la prima nata
  5495. 5495dall’arco teso che si chiama Vita!
  5496. 5496Vivere noi vogliamo, Ardi, correndo:
  5497. 5497dalle fonti alle foci, lungo i lidi
  5498. 5498marini l’orma imprimere nel segno
  5499. 5499che di sé lascia il flutto più recente.
  5500. 5500Dato ci fosse correre senz’ansia
  5501. 5501l’Universo! Ma troppo il nostro petto
  5502. 5502come l’estro implacabile che incìta
  5503. 5503i tori. E l’orizzonte è come anello
  5504. 5504vitreo che tu spezzi per disdegno.
  5505. 5505Verso tutte le selve della Terra
  5506. 5506vivere dovessi, in questa, Ardi, vorrei
  5507. 5507vivere, in questa calda selva australe,
  5508. 5508in quest’aridità d’ombre estuose.
  5509. 5509La potenza del fuoco in lei si chiude.
  5510. 5510ma la sua voce vera in lei si tace.
  5511. 5511le scaglierà la folgore notturna.
  5512. 5512Il respiro non passa per le fauci
  5513. 5513ma per tutte le membra, fino al pollice
  5514. 5514del piede scalzo; e passano gli aromi
  5515. 5515il mio cavallo, e sento la ferina
  5516. 5516corpo fervesse l’unico mio cuore.
  5517. 5517là verso il mare? Scendono alla foce
  5518. 5518del Serchio a branchi, e tesa v’è la rete,
  5519. 5519dissemi il cacciatore di Vecchiano.
  5520. 5520Il Serchio è presso? Volgiti all’indizio.
  5521. 5521vergine d’orme come nei deserti.
  5522. 5522La scopriremo forse all’improvviso?
  5523. 5523Ci parrà bella? No, non t’affrettare!
  5524. 5524Lascia il cavallo al passo. È dolce l’ansia,
  5525. 5525vien dall’antica santità dell’acque.
  5526. 5526Liberi siamo nella selva, ignudi
  5527. 5527che il dio ci sveli una bellezza eterna.
  5528. 5528Lungo le pietre d’Ostia è più divino
  5529. 5529il Tevere. Soave è nei miei modi
  5530. 5530l’Arno. Il natale Aterno, imporporato
  5531. 5531di vele, splende come sangue ostile.
  5532. 5532del pellegrino. Ma che questa, o Ardi,
  5533. 5533il mio petto, nè mai tanto fu degno
  5534. 5534di rispecchiare una bellezza eterna.
  5535. 5535i vóti, qual vestibolo di tempio
  5536. 5536intorno al sacro stagno liminare
  5537. 5537che ha per suo letto un prato di smeraldi.
  5538. 5538ma dal profondo intentamente guarda.
  5539. 5539del gelo, il sangue mio l’imiterà.
  5540. 5540io m’avrò nel mio cuore. Odi sommesso
  5541. 5541carme che ci accompagna per l’esiguo
  5542. 5542istmo sembiante al giogo d’una lira.
  5543. 5543docile all’infinito soffio. Guarda
  5544. 5544le radici divelte, ancor frementi
  5545. 5545di labbra curve e di leggiere dita!
  5546. 5546I musici fuggevoli con elle
  5547. 5547modulavano il carme fluviale.
  5548. 5548dal nostro petto come un sùbito inno.
  5549. 5549Dio tu sei, dio tu sei; noi siam mortali.
  5550. 5550Ma fenderemo la tua forza pura.
  5551. 5551La più gran gioia è sempre all’altra riva.
  5552. 5552IL CERVO.
  5553. 5553N
  5554. 5554di là del Serchio? Il cervo d’unghia nera
  5555. 5555violento che di mentastro odora.
  5556. 5556Le vestigia ch’ei lascia hanno la forma,
  5557. 5557con ciascun piede, lascia poi cadere.
  5558. 5558cacciatore che lèggevi per entro
  5559. 5559i segni; e mai giudizio non gli falla,
  5560. 5560della fronte agitar l’estrema lite!
  5561. 5561Ma invano invano udiamo i cupi bràmiti
  5562. 5562del tuo braccio e del tuo predace riso,
  5563. 5563Inermi siamo e sazii di bellezza,
  5564. 5564chini a spiare il cuor nostro ove rugge,
  5565. 5565l’antico desiderio delle prede.
  5566. 5566le scorze. Già la sua corona è dura;
  5567. 5567muglia, udremo la voce sua di toro;
  5568. 5568L’IPPOCAMPO.
  5569. 5569IMINE svelto,
  5570. 5570lasciando l’alloro
  5571. 5571mutevole Aretusa
  5572. 5572dal viso d’oro,
  5573. 5573il tuo sal lucente
  5574. 5574dagli occhi d’elettro,
  5575. 5575dal ventre di veltro,
  5576. 5576ch’è solo l’eguale
  5577. 5577del sangue di Medusa
  5578. 5578ché, per prendere il dono,
  5579. 5579delle sue gambe
  5580. 5580di vento.
  5581. 5581come per bere!
  5582. 5582Del suo piacere
  5583. 5583le labbra, il fresco
  5584. 5584che brucar l’erba calma
  5585. 5585difficile quando serro
  5586. 5586la rapidità focace
  5587. 5587lidi io senza pace.
  5588. 5588Come per te, furace
  5589. 5589di miel redolente
  5590. 5590così per lui biada opima
  5591. 5591di sale mordace.
  5592. 5592marino il sangue di Folo.
  5593. 5593degli Ippocampi
  5594. 5594dalla coda di squamme.
  5595. 5595ma prima
  5596. 5596come il flutto, gagliardo
  5597. 5597come il flutto decumano.
  5598. 5598che cresce,
  5599. 5599venuto in su la proda,
  5600. 5600mansuefatto,
  5601. 5601di pesce l’arena
  5602. 5602d’amore, gocciando bava,
  5603. 5603mangiava piano
  5604. 5604l’aliga nella mano
  5605. 5605cava della Sirena.
  5606. 5606L’ONDA.
  5607. 5607N
  5608. 5608intesto di scaglia
  5609. 5609come l’antica
  5610. 5610lorica
  5611. 5611del catafratto,
  5612. 5612il Mare.
  5613. 5613come colpo dismaglia
  5614. 5614l’arme, la forza
  5615. 5615del vento l’intacca.
  5616. 5616Il vento rinforza.
  5617. 5617come agnello che pasce
  5618. 5618che balza!
  5619. 5619Ma il vento riviene,
  5620. 5620che ventre virginale!
  5621. 5621Il dorso ampio splende
  5622. 5622come cristallo;
  5623. 5623la cima leggiera
  5624. 5624come criniera
  5625. 5625Il vento la scavezza.
  5626. 5626L’onda si spezza,
  5627. 5627del solco sonora;
  5628. 5628intoppa
  5629. 5629in altra cui ’l vento
  5630. 5630diè tempra diversa;
  5631. 5631l’avversa,
  5632. 5632l’assalta, la sormonta,
  5633. 5633vi si mesce, s’accresce.
  5634. 5634Di spruzzi, di sprazzi,
  5635. 5635di fiocchi, d’iridi
  5636. 5636viridi a sacca.
  5637. 5637le dissonanze acute
  5638. 5638libera e bella,
  5639. 5639creatura viva
  5640. 5640che gode
  5641. 5641del suo mistero
  5642. 5642la sua sorella scalza
  5643. 5643dal passo leggero
  5644. 5644che rapisce le frutta
  5645. 5645il cor, le raggia
  5646. 5646il viso d’oro.
  5647. 5647Lascia ella il lembo,
  5648. 5648l’acerbo suo tesoro
  5649. 5649come l’onda, l’asciutta
  5650. 5650la freschezza marina
  5651. 5651Musa, cantai la lode
  5652. 5652della mia Strofe Lunga.
  5653. 5653LA CORONA DI GLAUCO.
  5654. 5654melitta.
  5655. 5655F
  5656. 5656vigilata, una rupe bianca e sola
  5657. 5657dove il mio corpo ignudo s’insapora
  5658. 5658Io son flava, dal pollice del piede
  5659. 5659Melitta è il nome della mia flavizie.
  5660. 5660l’acerba
  5661. 5661N
  5662. 5662Lascio la cera e il miele nel lor bugno.
  5663. 5663Ma spicco la susina afra dal prugno
  5664. 5664di verdi fave, e il picciol cuore amico!
  5665. 5665Vieni, monta pè rami. Eccoti il braccio.
  5666. 5666che disse all’uva: Tu non sei matura.
  5667. 5667levigati dal gioco dei fanciulli.
  5668. 5668Ma, s’io ti giungo, vedi come frulli.
  5669. 5669ma ho in serbo per te, schiavo ribelle,
  5670. 5670G
  5671. 5671LAUCO di Serchio, m’odi. Io, Nicarete
  5672. 5672le canne con le lenze e gli ami sgombri
  5673. 5673che non preser già mai barbi nè scombri
  5674. 5674che non pescò già mai mulli nè rombi
  5675. 5675ma qualche fuco e l’alghe consuete.
  5676. 5676l’ibisco che fiorisce a Massaciùccoli
  5677. 5677N
  5678. 5678ICARETE, dal monte di Quiesa
  5679. 5679come i tuoi biodi, all’aria obbedienti,
  5680. 5680come una gioia che non si palesa.
  5681. 5681lunare. O Nicarete, ecco, e s’adempie
  5682. 5682mentre nel lago la ninfea si chiude.
  5683. 5683che t’inghirlanda le tue dolci tempie
  5684. 5684ma dopo assempra le tue spalle ignude.
  5685. 5685O
  5686. 5686in questo lino aereo d’Amorgo.
  5687. 5687di te, che canta l’isola di Progne.
  5688. 5688Io voglio, nuda nell’odor del màstice,
  5689. 5689danzar per te sul limite dell’acque
  5690. 5690l’ode fiumale al suon delle sampogne.
  5691. 5691G
  5692. 5692La tua veste ti segue e non ti chiude.
  5693. 5693il ventre appare quasi onda che nasce.
  5694. 5694dall’ìnguine all’ascella albeggi immune.
  5695. 5695Danzami la tua molle danza ionia
  5696. 5696mentre che l’Apuana Alpe s’inostra
  5697. 5697L’Ellade sta fra Luni e Populonia!
  5698. 5698il vin tuo greco in una tazza etrusca.
  5699. 5699l’auletride
  5700. 5700castigatore e, presso, il doppio flauto.
  5701. 5701io son osa talor nel mio giardino
  5702. 5702chiuso carmi dedurre sotto il lauro.
  5703. 5703Ma non mi trema il mio labbro fasciato.
  5704. 5704Vivon nell’orror sacro i miei capegli
  5705. 5705ma per l’angustia del mio petto sale
  5706. 5706il superbo di Marsia antico afflato.
  5707. 5707O
  5708. 5708io sono, un tirso crinito di fronda,
  5709. 5709Mi scapiglio, mi scalzo, mi discingo.
  5710. 5710Centauro, son la tua cavalla bionda.
  5711. 5711le gambe squamma sonora mi serra.
  5712. 5712Chi mi chiama? La bùccina notturna?
  5713. 5713il nitrito del Tessalo? il tonante
  5714. 5714STABAT NUDA ÆSTAS.
  5715. 5715P
  5716. 5716Le cicale si tacquero. Più rochi
  5717. 5717la resina gemette giù pe’ fusti.
  5718. 5718l’allodola balzò dal solco raso,
  5719. 5719la chiamò, la chiamò per nome in cielo.
  5720. 5720Come in bronzea mèsse nel falasco
  5721. 5721marina il piede le si torse in fallo.
  5722. 5722Distesa cadde tra le sabbie e l’acque.
  5723. 5723Il ponente schiumò ne’ suoi capegli.
  5724. 5724Immensa apparve, immensa nudità.
  5725. 5725DITIRAMBO III.
  5726. 5726O
  5727. 5727laudata sii,
  5728. 5728laudata sii
  5729. 5729le chiuse mandorlette e la scaglia che le sigilla
  5730. 5730dei fiumi, l’ombre dei voli su le sabbie saline
  5731. 5731vedea, le sabbie rigarsi come i palati cavi,
  5732. 5732imitar l’opre dell’api,
  5733. 5733disporsi a mo' dei favi
  5734. 5734in alveoli senza miele,
  5735. 5735languir di rupe in rupe
  5736. 5736lungh’essi gli aspri capi
  5737. 5737cùbia, sorgere la negossa
  5738. 5738viva di palpitanti pinne, curvarsi al peso vivo
  5739. 5739la pertica, la possa
  5740. 5740dei muscoli gonfiarsi nelle braccia vellute,
  5741. 5741la scìa mutar colore,
  5742. 5742dal respiro profondo,
  5743. 5743melodiosa,
  5744. 5744che accordi il curvo golfo sonoro
  5745. 5745come la citareda
  5746. 5746dolore di Demetra
  5747. 5747che di te si duole
  5748. 5748libidinosa,
  5749. 5749vertiginosa,
  5750. 5750che incrudisci la sete,
  5751. 5751che infurii gli estri,
  5752. 5752Musa, Gorgóne,
  5753. 5753che succingi le vesti,
  5754. 5754che sfreni le danze,
  5755. 5755deità diversa,
  5756. 5756innumerevole gioco dei vènti
  5757. 5757dei flutti e delle sabbie,
  5758. 5758delira (delira il sogno umano),
  5759. 5759divina nella schiuma del mare e dei cavalli,
  5760. 5760io ti dirò divina in mille nomi,
  5761. 5761in mille laudi
  5762. 5762che in carne io ti veda,
  5763. 5763ch’io mortal ti goda sul letto dell’immensa piaggia
  5764. 5764VERSILIA.
  5765. 5765N
  5766. 5766Versilia, perché tu mi tocchi.
  5767. 5767l’odore che il cuore ti molce.
  5768. 5768Mi giunse alle nari; e la mia
  5769. 5769lingua come tenera foglia,
  5770. 5770contra i denti forti languìa.
  5771. 5771Inconsapevole eri, e del rezzo
  5772. 5772del pino, seguendo il piacere
  5773. 5773de’ venti, su gli occhi leggiere
  5774. 5774come ombre di voli su laghi.
  5775. 5775Io ti spiava dal mio fusto
  5776. 5776cigli presso il tuo collo adusto.
  5777. 5777che subitamente si schiude,
  5778. 5778Io sono divina; e tu forse
  5779. 5779mi piaci. Non piacquemi l’irto
  5780. 5780Ma tu forse mi piaci. Aulisce
  5781. 5781d’acqua marina la tua pelle
  5782. 5782che il Sol feceti fosca. Snelle
  5783. 5783Io so come si morda il pomo
  5784. 5784il miele nel cuore dell’uomo.
  5785. 5785i tuoi frutti. I peschi, i ciriegi,
  5786. 5786i peri, i fichi in terra tosca
  5787. 5787velati dei notturni geli.
  5788. 5788Da tempo in cuor mio non è gaudio
  5789. 5789di tal copia. Ahimè, sono scarsi
  5790. 5790i doni. E tu vedi curvarsi
  5791. 5791i rami del susino claudio!
  5792. 5792Ma io non ho se non la tetra
  5793. 5793Lascia che alfine io mi satolli
  5794. 5794di queste tue persiche molli
  5795. 5795che hai nel cesto intesto di biodi.
  5796. 5796mi vale sol per iscagliarla
  5797. 5797contro la ghiandaia che ciarla
  5798. 5798Ma se la mastichi negli ozii,
  5799. 5799certo ti piace, o uomo; ed io
  5800. 5800dammi, ch’io mi muoio di voglia
  5801. 5801violette come le prugne.
  5802. 5802che appena sbucciati pinocchi.
  5803. 5803villoso. La frasca ci copra,
  5804. 5804i mirti sien letto, di sopra
  5805. 5805ci pendano l’albe viorne.
  5806. 5806Ma come, Occhiazzurro, sei cauto!
  5807. 5807il lesto Settembre co'l flauto,
  5808. 5808il richiamo del cavriuolo.
  5809. 5809verso il Serchio correre il bosco!
  5810. 5810la pesta se ben non abbaio.
  5811. 5811Imito qualunque richiamo
  5812. 5812con un filo d’erba alla bocca.
  5813. 5813LA MORTE DEL CERVO.
  5814. 5814Q
  5815. 5815vidi l’uom che natava in mezzo al Serchio.
  5816. 5816Di capegli e di barba era rossigno
  5817. 5817come saggina, folte avea le ascelle;
  5818. 5818ma pél diverso da quel delle gote
  5819. 5819come di mostro, tanto era il volume
  5820. 5820dell’acqua che moveva il natatore
  5821. 5821con tutto il busto eretto in su le spume.
  5822. 5822della ripa, saltò su quattro zoccoli!
  5823. 5823Lo conobbi tremando a foglia a foglia.
  5824. 5824Il Centauro! Di manto sagginato
  5825. 5825l’equine schiene e le virili arcato.
  5826. 5826dei ramicelli, i teneri viticci
  5827. 5827con la gran bocca usa alla vettovaglia
  5828. 5828d’un fiato il vin fumoso nel cratère
  5829. 5829Levava il braccio umano, dal bicipite
  5830. 5830Il cor m’urtava il petto, in ogni nervo
  5831. 5831io tremando. Ma, nella mia latèbra
  5832. 5832d’antiche forze. E udii bramire il cervo!
  5833. 5833L’udii bramir di furia e di dolore
  5834. 5834come s’ei fosse lacero da zanne
  5835. 5835leonine. Balzai di tra le canne,
  5836. 5836vincendo a un tratto il corporale orrore,
  5837. 5837con silenzio veloce, quasi fossi
  5838. 5838in sogno, quasi avessi i piè di feltro.
  5839. 5839Il Centauro afferrato avea pei palchi
  5840. 5840delle corna il gran cervo nella zuffa,
  5841. 5841come l’uom pe’ capei di retro acciuffa
  5842. 5842il nemico e lo trae, finché lo calchi
  5843. 5843la sua giumenta assal per farla piena.
  5844. 5844con le due zampe attanagliava il dorso
  5845. 5845cervino, superandolo del torso,
  5846. 5846crudo spargendo al suol fiocchi di bava.
  5847. 5847di quelli che ammansiva il suon del sufolo,
  5848. 5848vasto e robusto il corpo come bufolo,
  5849. 5849di vénti punte in ogni stanga egregio.
  5850. 5850cacciati avea da' freschi suoi ricoveri
  5851. 5851In pugno al mostro un ramo del suo corno
  5852. 5852lasciando, corse un tratto; e si voltò.
  5853. 5853dalle froge soffiando e le vendette.
  5854. 5854Il Tassalo gittò la scheggia; e stette
  5855. 5855cavallino il sudore. Come rame
  5856. 5856il cervo, come fa nel cozzo il tauro,
  5857. 5857del petto umano l’anima ansiosa.
  5858. 5858Credetti udire il gemito dell’uomo
  5859. 5859Ma il Tessalo con inuman coraggio
  5860. 5860il cervo avea pur quella volta dómo!
  5861. 5861delle corna, e gli avea riverso il muso.
  5862. 5862con l’altro in un viluppo, i due nemici,
  5863. 5863lottavano; e su i due corpi ferini,
  5864. 5864il crino irsuto il prepotente sesso,
  5865. 5865io vedea con angoscia il capo alzarsi
  5866. 5866di mia specie, agitare i ricci sparsi
  5867. 5867Ma l’uom co' pugni avea divaricato
  5868. 5868infranto, aperto sino alla mascella.
  5869. 5869L’erto corpo piombò nel gran riposo
  5870. 5870con urto sordo; sanguinò silente;
  5871. 5871lieve natante giù pel verde Serchio.
  5872. 5872il duplice trofeo della sua lotta.
  5873. 5873colse tre rami carichi di pine;
  5874. 5874corna, e sì n’ebbe due notturni tirsi.
  5875. 5875Del terzo incurvo fece un serto sacro
  5876. 5876verso il Cielo. S’udia remoto il Mare
  5877. 5877dell’Etere qual dea scinta che dorma.
  5878. 5878Venerava il Nubigena la forma
  5879. 5879cui fecondò l’audacia d’Issione.
  5880. 5880verso il Mito nell’ombre del crepuscolo.
  5881. 5881L’ASFODELO.
  5882. 5882O
  5883. 5883DERBE, approda un fiore d’asfodelo!
  5884. 5884Chi mai lo colse e chi l’offerse al mare?
  5885. 5885Vagò sul flutto come un fior salino.
  5886. 5886che non vedremo, su pè fulvi monti!
  5887. 5887che pur hanno lor nomi come i fiori,
  5888. 5888come foglia di salvia a chi la morde!
  5889. 5889derbe.
  5890. 5890Io so dove fiorisce l’asfodelo.
  5891. 5891Là nel chiaro Mugello, presso il Giogo
  5892. 5892di Scarperia, lo vidi fiorir bianco.
  5893. 5893in quell’Alpe che ha nome Catenaia,
  5894. 5894morendo sotto l’unghia dei cavalli.
  5895. 5895della donna letèa, vidi fiorire
  5896. 5896della viorna. Tutto le sorelle
  5897. 5897dormivan come venerandi eroi
  5898. 5898derbe.
  5899. 5899In Populonia ricca di sambuchi
  5900. 5900io conobbi il marrubbio che rapisce
  5901. 5901l’odor muschiato al serpe maculoso
  5902. 5902di sue bacche e lo scirpo che riveste
  5903. 5903il gonfio vetro dove il vin matura.
  5904. 5904La madreselva come la viorna
  5905. 5905intenerire del suo fiato i tronchi
  5906. 5906vidi a Tereglio lungo la Fegana,
  5907. 5907di Luni, e su pe' monti della Verna
  5908. 5908l’avornio tesser ghirlandette al maggio.
  5909. 5909derbe.
  5910. 5910I gigli rossi e crocei ne’ monti,
  5911. 5911di Mommio dove udii nel ciel remoto
  5912. 5912La bellezza dei luoghi era sì cruda
  5913. 5913che come spada mi fendeva il petto.
  5914. 5914Con un giglio toccai la grande rupe,
  5915. 5915che non s’aperse e non tremò. Mi parve
  5916. 5916dei corvi come segni di sibille,
  5917. 5917il narcisso marino io colsi, mentre
  5918. 5918l’ostro premea le salse tamerici,
  5919. 5919i cipressetti dell’amaro sale.
  5920. 5920Lo smílace conobbi attico; e al Gombo
  5921. 5921di purità, che ai Mani dell’Orfeo
  5922. 5922cerulo io lo sacrai, al Cuor dei cuori.
  5923. 5923derbe.
  5924. 5924la nostra donna ed ogni più segreta
  5925. 5925Come il Sole entri nella Libra eguale,
  5926. 5926di Camaiore, e alla Tambura, e ai fonti
  5927. 5927del Frigido, e lungh’essa la Freddana
  5928. 5928dietro Forci, e nell’Alpe di Soraggio,
  5929. 5929che tu veda fiorir la genziana.
  5930. 5930cara. Ma quanti fiori fioriranno
  5931. 5931che non vedremo, nelle salse valli!
  5932. 5932Le Oceanine ornavan di ghirlande
  5933. 5933i lembi della tunica a Demetra
  5934. 5934Com’entri nello Scòrpio il Sole, o Derbe,
  5935. 5935in mezzo ai greggi delle pingui nubi,
  5936. 5936MADRIGALI DELL’ESTATE.
  5937. 5937implorazione.
  5938. 5938E
  5939. 5939come pomo granato a troppo ardore.
  5940. 5940i grappoli dei tralci su per gli oppi.
  5941. 5941il fin Settembre, che non sia sì lesto.
  5942. 5942il fabro di canestre e di tinelle.
  5943. 5943la sabbia del tempo.
  5944. 5944Come scorrea la calda sabbia lieve
  5945. 5945il cor sentì che il giorno era più breve.
  5946. 5946che offusca l’oro delle piagge salse.
  5947. 5947l’ombra crescente d’ogni stelo vano
  5948. 5948l’orma.
  5949. 5949Da stuol migrante un suono di chiarina
  5950. 5950venìa per l’aria, e il mar tenea bordone.
  5951. 5951ma v’era il segno delle cinque dita.
  5952. 5952dall’altre dita e il mignolo rattratto
  5953. 5953come ugnello di gàzzera marina.
  5954. 5954La foce ingombra di tritume negro
  5955. 5955che tracci e fiuti il baio capriuolo.
  5956. 5956Livido si fuggì pel folto il biacco.
  5957. 5957migliarini già tinti di gialliccio.
  5958. 5958Vidi un che bianco; e un velo era dell’alba.
  5959. 5959del Motrone argiglioso l’aspra ninfa
  5960. 5960L’ebbi su’ miei ginocchi di silvano;
  5961. 5961le mille bocche della nostra sete.
  5962. 5962in sul vespero.
  5963. 5963In sul vespero, scendo alla radura.
  5964. 5964che ancor tra i denti ha schiuma di pastura.
  5965. 5965la sollevo, la pianto sul garrese.
  5966. 5966Di là dai fossi, ecco il triforme groppo
  5967. 5967l’incanto circeo.
  5968. 5968dolce venata come le tue tempie.
  5969. 5969di Circe, dell’iddìa dalle molt’erbe.
  5970. 5970il vento scrive.
  5971. 5971con le penne dell’ala; e in sua favella
  5972. 5972Ma, quando il sol declina, d’ogni nota
  5973. 5973della piaggia s’immilli il tuo sorriso.
  5974. 5974le lampade marine.
  5975. 5975Lucono le meduse come stanche
  5976. 5976lampade sul cammin della Sirena
  5977. 5977ch’empie l’orma del piè tuo delicata.
  5978. 5978delle persiche mézze e delle rose
  5979. 5979lutulento che il sol d’agosto cuoce,
  5980. 5980con non so che dolcigna afa di morte.
  5981. 5981Le bolle d’aria salgono in silenzio.
  5982. 5982l’uva greca.
  5983. 5983l’uva simile ai ricci di Giacinto
  5984. 5984In Onchesto il mio grappolo era azzurro
  5985. 5985come forca di rondine che vola.
  5986. 5986l’assaporai, guardando l’Elicona.
  5987. 5987FERIA D’AGOSTO.
  5988. 5988E
  5989. 5989vapor che fuma dalla Val di Magra.
  5990. 5990Dóppiano il Capo Corvo una goletta
  5991. 5991Dell’agrore salmastro s’insapora
  5992. 5992l’odor silvano.
  5993. 5993varia, su i liti ansare odesi appena.
  5994. 5994come l’arena.
  5995. 5995la cruda Pania.
  5996. 5996che rechino le fìstole sonore
  5997. 5997composte con le canne dei canneti
  5998. 5998di Camaiore.
  5999. 5999l’uva sugosa delle Cinque Terre
  6000. 6000l’uva con i suoi pampani e i suoi tralci,
  6001. 6001le pèsche e i fichi su la chiara stoia,
  6002. 6002in salamoia.
  6003. 6003Infra l’ombrìna e il dèntice la triglia
  6004. 6004la focaccia che fu grata a Priapo,
  6005. 6005Io farò sì che ognun di voi ricordi
  6006. 6006la mia feria d’agosto, ma se i flauti
  6007. 6007ch’io mi so bene.
  6008. 6008d’una che acerba ride e dolce parla.
  6009. 6009vien di Tanagra.
  6010. 6010Ma ben la grazia onde succinge il giallo
  6011. 6011mentre il suo capo sottilmente ordito
  6012. 6012morde il libeccio.
  6013. 6013il tono giusto.
  6014. 6014vien di Tanagra.
  6015. 6015IL POLICEFALO.
  6016. 6016S
  6017. 6017le canne è quel medesmo degli astuti
  6018. 6018lacci, e la cera troppo sa di miele.
  6019. 6019Il suono puerile è breve oblio
  6020. 6020in cui Medusa tronca fu dall’arpe.
  6021. 6021mettea tra il sibilare dei serpenti
  6022. 6022verso la strage; udì l’orrendo ploro.
  6023. 6023I gemiti di Steno come dardi
  6024. 6024minacciavan l’eroe nato dall’oro.
  6025. 6025Così la Melodía di Mille Teste
  6026. 6026Le canne dei canneti d’Orcomèno
  6027. 6027Cercatemi nel mare i nicchi intorti.
  6028. 6028V’insegnerò davanti alle tempeste
  6029. 6029dedurre dalle búccine profonde
  6030. 6030la melodia delle mie mille sorti.
  6031. 6031IL TRITONE.
  6032. 6032L Tritone squammoso mi fu mastro.
  6033. 6033ma l’argento sul dorso gli s’alluma.
  6034. 6034Con la vasta sua man palmata afferra
  6035. 6035la sua conca, v’insuffla ogni sua possa,
  6036. 6036Va il rimbombo pel mare e per la terra.
  6037. 6037L’Alpe di Luni cròllasi percossa.
  6038. 6038L’ARCA ROMANA.
  6039. 6039A
  6040. 6040LPE di Luni, e dove son le statue?
  6041. 6041I miei spirti desìan perpetuarsi
  6042. 6042con le lor verdi tuniche di muschi.
  6043. 6043intorno alla fontana ove il Silenzio
  6044. 6044col dito su le labbra è chino a specchio.
  6045. 6045Vede apparire dal profondo il teschio
  6046. 6046dell’eterna Medusa, la Gorgóne;
  6047. 6047vede sé fiso nel divino orrore.
  6048. 6048Lamenta i fati il grido del paone.
  6049. 6049che fu, memoria grave, ombra infinita.
  6050. 6050in tre facce una pugna d’Alessandro;
  6051. 6051del mio lauro, seduto su quell’arca.
  6052. 6052dell’amor mio, seduto su quell’arca.
  6053. 6053L’ALLORO OCEANICO.
  6054. 6054O
  6055. 6055LEANDRO d’Apollo, ambiguo arbusto
  6056. 6056che d’ambra aulisci nell’ardente sera;
  6057. 6057melagrano, e il tuo rosso balausto
  6058. 6058lentisco, terebinto, caprifoglio,
  6059. 6059cento corone dell’Estate ausonia;
  6060. 6060ma te, sargasso, re del Marerboso,
  6061. 6061vasto alloro del gorgo, anche te voglio,
  6062. 6062che bacche fai come la fronda aonia.
  6063. 6063IL PRIGIONIERO.
  6064. 6064A
  6065. 6065ignudo che il titano Buonarroto
  6066. 6066cavò da quel che or splende àvio e rimoto
  6067. 6067Constretto anche tu sei del tuo mistero,
  6068. 6068vittima consecrata al Mare Ignoto;
  6069. 6069contra il fato che tolseti l’impero.
  6070. 6070da Tespe uomini e marmi alla tua Tebe?
  6071. 6071con l’altra gioventù nel nome d’Ebe?
  6072. 6072LA VITTORIA NAVALE.
  6073. 6073S
  6074. 6074la prua della trière samotrace
  6075. 6075venir dee verso me che senza pace
  6076. 6076di questa selva nata dal focace
  6077. 6077lito, in vista dell’Alpe che si tace
  6078. 6078l’attenderò dicendo: “Ben mi vieni
  6079. 6079dalla piaggia che i Càbiri nutrica,
  6080. 6080dall’isola che sta di contro all’Ebro.
  6081. 6081Io son l’ultimo figlio degli Elleni:
  6082. 6082m’abbeverai alla mammella antica;
  6083. 6083ma d’un igneo dèmone son ebro.„
  6084. 6084IL PEPLO RUPESTRE.
  6085. 6085la cima dell’Altissimo t’è ligia.
  6086. 6086discese il bianco aruspice d’Apollo.
  6087. 6087La cruda rupe che non dà mai crollo,
  6088. 6088La violenza delle tue vestigia
  6089. 6089del vespro e la Ceràgiola è cruenta
  6090. 6090crosciar la gioia dell’immensa foga.
  6091. 6091IL VULTURE DEL SOLE.
  6092. 6092S
  6093. 6093istrepire il falasco e la saggina,
  6094. 6094che su me ti precipiti e m’artigli
  6095. 6095Levo la faccia, mentre il cor mi duole,
  6096. 6096veggo del sangue mio splendere il mondo.
  6097. 6097L’ALA SUL MARE.
  6098. 6098A
  6099. 6099del re gnòssio per l’opera nefaria.
  6100. 6100Chi la raccoglierà? Chi con più forte
  6101. 6101lega saprà rigiugnere le penne
  6102. 6102Lungi dal medio limite si tenne
  6103. 6103il prode, e ruinò nei gorghi solo.
  6104. 6104ALTIVS EGIT ITER.
  6105. 6105del Mar Mediterraneo si spazia.
  6106. 6106Voce d’uom che comandi ama nel turbine.
  6107. 6107Io la vidi laggiù, verso l’occaso.
  6108. 6108ignuda l’ombra d’Icaro apparire.
  6109. 6109le sue membra, ma gli occhi eran solari.
  6110. 6110io nell’ignoto. Indulgi, o Invitto, a questa
  6111. 6111mia d’altezze e d’abissi avidità!„.
  6112. 6112DITIRAMBO IV.
  6113. 6113CARO disse: “La figlia del Sole
  6114. 6114Mi si piegava il destro
  6115. 6115me, tremavano tutte le midolle,
  6116. 6116chiese il Re sopraggiunto. Ed anelava
  6117. 6117l’uva cidònia; ché membruto egli era
  6118. 6118la figlia di Perseide rispose.
  6119. 6119dell’Ida biancheggiavan men del toro
  6120. 6120che non torna d’Atene;
  6121. 6121il cor triste mi folce;
  6122. 6122le dita porre nel suo crin prolisso.„
  6123. 6123Io rividi l’Ilisso,
  6124. 6124i platani gli allori gli oleandri
  6125. 6125che l’adombrano, e il bosco degli ulivi
  6126. 6126come colui ch’è presso alla sua fine;
  6127. 6127d’aroma e inariditi dall’Estate.
  6128. 6128coi rematori seduti agli scalmi
  6129. 6129in fila a battere il flutto diviso,
  6130. 6130i due porti ricurvi, e il fiume, e i monti
  6131. 6131con le vigne, col dìttamo e col miele
  6132. 6132vidi per mezzo ai cigli miei morenti.
  6133. 6133mugghiare il bianco toro
  6134. 6134diniegato al gran Padre enosigèo.„
  6135. 6135CARO disse: “Poi che l’ombra cadde
  6136. 6136come il fiore del dìttamo crinito)
  6137. 6137contra il toro le selci acuminate
  6138. 6138dall’àlveo del Cèrato divulse
  6139. 6139Il boaro m’intese
  6140. 6140con la verga di còrilo a minaccia.
  6141. 6141Ma perse la mia traccia
  6142. 6142L’infanda cupidigia
  6143. 6143Il vento parea piaghe
  6144. 6144compresse la mia gola nell’arsura,
  6145. 6145del Labirinto ove il mio padre aveva
  6146. 6146marmorea nel viso,
  6147. 6147come chi chieda all’arte del mortale
  6148. 6148CARO disse: “L’officina arcana
  6149. 6149di ben costrutte navi dalla prora
  6150. 6150dipinta; e gli utensìli erano acuti,
  6151. 6151della falsa giovenca nella luce
  6152. 6152del dì, quasi che sazia di pastura
  6153. 6153di cìtiso, tranquilla su’ piè fessi.
  6154. 6154Con tale arte commessi
  6155. 6155di fresca pelle, che parean felici
  6156. 6156d’ubertà non fallibile i bei fianchi
  6157. 6157venìa Pasife senza le sue donne
  6158. 6158ch’ella infiammava della sua lussuria
  6159. 6159impaziente; e seco avea l’irsuto
  6160. 6160Costui rise: il difetto
  6161. 6161insensibile, assorta nel suo sogno
  6162. 6162inumano, perduta nel portento.
  6163. 6163della mia forza, e tutto m’avvolgea,
  6164. 6164carco di gomma e d’ambra,
  6165. 6165come un riso che scrosci e quasi mosto
  6166. 6166delle femmine ancelle dal palagio
  6167. 6167ignare ch’ella fosse innanzi al Sole
  6168. 6168CARO disse: “La figlia del Sole
  6169. 6169la sua carne quand’ella penetrava
  6170. 6170Io chiuso in me riarsi.
  6171. 6171Io, quando vidi il callido boaro
  6172. 6172la prima volta addurre
  6173. 6173che si battea il fianco
  6174. 6174di porpora, balzai gridando: ‘O Sole,
  6175. 6175inconcussa, oggi un’aquila sublime!’
  6176. 6176con la bipenne l’arco e le saette,
  6177. 6177ISSE: “Da prima vidi l’ombra vasta
  6178. 6178delle penne per l’aer verberato.
  6179. 6179la corda mia nel tendersi stridette;
  6180. 6180il grido parve lacerare il cielo
  6181. 6181di rondine ma il tèlo
  6182. 6182che si partì fu forte e fu cruento.
  6183. 6183del volo che fece impeto a salire,
  6184. 6184Mi cadde su la fronte
  6185. 6185come goccia di nuvolo d’agosto
  6186. 6186L’aquila s’abbatté sul sasso prona
  6187. 6187il petto, aperta l’ali
  6188. 6188crude che strepitarono sul sasso,
  6189. 6189La roccia discoscesa
  6190. 6190La fronda dei viburni
  6191. 6191liquefatti, e la fronda degli avorni.
  6192. 6192mescevasi nell’aria
  6193. 6193Col rostro e con l’artiglio
  6194. 6194Ma gittai l’arco; e mi fasciai la mano
  6195. 6195con il corame della mia faretra,
  6196. 6196mi fasciai la man destra
  6197. 6197dal becco adunco. Feci impeto, entrai
  6198. 6198in un selvaggio fremito di penne;
  6199. 6199in un orrendo strepito di penne
  6200. 6200come in un nembo fulvo preso fui
  6201. 6201dalla possa grifagna;
  6202. 6202la rupe e gridai forte.
  6203. 6203Combattemmo nel rombo della morte.
  6204. 6204Io con la destra le afferrai la strozza
  6205. 6205dalla ferita fresca il dardo primo,
  6206. 6206Combattemmo sul ciglio degli abissi,
  6207. 6207in conspetto del Sole, a mezzo il giorno.
  6208. 6208di sangue come porpora in faville
  6209. 6209isvolavan su l’Ostro.
  6210. 6210colava sul mio braccio imporporato
  6211. 6211delle rampe la destra coscia m’era
  6212. 6212vertice andando verso Atene mia
  6213. 6213dell’oleastro, fece il paragone
  6214. 6214la sua virtute aligera mi fosse
  6215. 6215L’alto vertice solo
  6216. 6216dove agiti le tue criniere bianche.
  6217. 6217Il torace le viscere le branche
  6218. 6218in un fuoco di sterpi e d’erbe io t’ardo
  6219. 6219Concedi, o dio magnifico, se m’odi,
  6220. 6220concedimi che immuni dalla brace
  6221. 6221io dell’aquila serbi l’ali forti
  6222. 6222Dedalo d’Eupalàmo
  6223. 6223l’uomo di molti ingegni, ma più forti,
  6224. 6224ma con più grande numero di penne.„
  6225. 6225che al cinto appesa avea dietro le reni:
  6226. 6226con ella diedi nelle congiunture,
  6227. 6227di muscoli e di tendini gagliarde
  6228. 6228così che che resisteano al doppio taglio.
  6229. 6229considerando, come il citarista
  6230. 6230inchino su le corde,
  6231. 6231la tenacia del nesso tendinoso
  6232. 6232che biancheggiava di color di perla
  6233. 6233la residua carne offerta al Sole,
  6234. 6234io mi pensai: “Si duole
  6235. 6235il dio solingo sul suo carro ardente
  6236. 6236La figlia sua nel simulacro infame
  6237. 6237cui dìttamo né stebe non mi vale.’
  6238. 6238Mi gravai d’ambo l’ale
  6239. 6239congiunte con la stringa del mio cinto;
  6240. 6240della doglia fatale
  6241. 6241CARO disse: “L’officina arcana
  6242. 6242dietro il porto d’Amniso
  6243. 6243Il suolo di macigno
  6244. 6244consparso era d’antichi dolii rotti
  6245. 6245le concave pareti
  6246. 6246come le curve targhe dei Cureti
  6247. 6247i congegni del volo
  6248. 6248la sua fatica per il mio desìo
  6249. 6249cacciagione; sollecito le penne
  6250. 6250Il sangue onde imperlavasi l’acume
  6251. 6251d’ogni fusto divulso
  6252. 6252vertudioso parvemi; e mi piacque
  6253. 6253infaticato sagittario errante
  6254. 6254I falchi gli sparvieri e le poiane
  6255. 6255caddero, e gli avvoltoi
  6256. 6256calvi gravati di carni lugùbri,
  6257. 6257celeste alla caverna;
  6258. 6258che fosse tarda l’opera paterna.
  6259. 6259mescolava le lacrime del pino
  6260. 6260chiare al dono trattabile dell’ape,
  6261. 6261come gravi ch’ei sono; e l’armatura
  6262. 6262composto avea con le vergelle ferme
  6263. 6263del còrilo e pieghevoli, congiunte
  6264. 6264da bene intorto stame in ciechi nodi,
  6265. 6265la grassa rete che le interiora
  6266. 6266degli animali include, ben dissecco.
  6267. 6267dalla più breve alla più lunga elette
  6268. 6268di Pan le avene dìspari digradano
  6269. 6269cera immista di ragia, come dissi.
  6270. 6270della vita, che l’ala su la pietra
  6271. 6271inerte parea trepida e tepente
  6272. 6272come fosse per rompere dal nido
  6273. 6273CARO disse: “Non veduto, vidi.
  6274. 6274Misi gli occhi per entro ad un rosaio,
  6275. 6275con elle e si sfacesse il cuor mio caro.
  6276. 6276mi fu tutto che vidi non veduto,
  6277. 6277in quel giardino muto
  6278. 6278come riso punìceo che scrosci.
  6279. 6279le cellette soavi, aride spugne,
  6280. 6280informe fatta come vil carcame
  6281. 6281m’era apparito come il penetrale
  6282. 6282della luce nel tempio dell’iddio
  6283. 6283dell’isola che fu cuna al Cronìde
  6284. 6284l’adultera dei pascoli era quivi
  6285. 6285Discita era, e l’incuria
  6286. 6286della sua chioma la facea selvaggia
  6287. 6287che defessa dall’orgia ansi in un botro
  6288. 6288del Citerone, esangue
  6289. 6289voto del vino, al gelo antelucano.
  6290. 6290vivere il mostro orrendo,
  6291. 6291CARO disse: “Era stellato il cielo,
  6292. 6292La roggia stella ascosa
  6293. 6293Le cose miserande
  6294. 6294dileguarmisi il triste peso come
  6295. 6295dal cielo eòo si dileguava l’ombra,
  6296. 6296i pallidi crepuscoli, il messaggio
  6297. 6297della Titània fece su per l’acque
  6298. 6298irto le innumerevoli sue squamme.
  6299. 6299del giorno dal mio cor parvero nate,
  6300. 6300dietro di me le stelle della notte,
  6301. 6301l’ali della mia sorte
  6302. 6302della virtù pennata
  6303. 6303che la mia scure avea tronca sul monte
  6304. 6304in giorno di vittoria.
  6305. 6305la tenacia del nesso tendinoso
  6306. 6306che biancheggiava di color di perla
  6307. 6307di Dedalo d’Atene
  6308. 6308che sono opera d’uomo;
  6309. 6309lungi e presso, così nel tuo dominio
  6310. 6310vincerti vuole d’impeto e d’ardire.’
  6311. 6311iterava con voce mal sicura.
  6312. 6312ché, se tu voli basso, l’acqua aggreva
  6313. 6313le penne, se alto voli, te le incende
  6314. 6314il fuoco. Tieni sempre il giusto mezzo.
  6315. 6315Deh, figliuol mio, non esser tropp’oso.
  6316. 6316Io ti segno la via. Sii buon seguace.’
  6317. 6317Il mirabile artiere ebbi in dispregio
  6318. 6318io con te lotterò, per superarti.
  6319. 6319intesi a compiacer la trista voglia.
  6320. 6320Volerò senza foga, e tu mi segui.’
  6321. 6321Ma con l’arte dell’aquila io spiccai
  6322. 6322dal limitar della caverna un volo
  6323. 6323matutino sentii crosciarmi, gelido
  6324. 6324dopo le cacce la sanguigna polvere
  6325. 6325m’avean rigato di sì grande giòlito.
  6326. 6326del mio pulmone, il firmamento splendere
  6327. 6327il mio padre lontano. ‘Icaro! Icaro!’
  6328. 6328mi giungeva il suo grido, or sì or no
  6329. 6329il mio nome nomato dal timore
  6330. 6330madre d’Elle che diede nome al ponto.
  6331. 6331Il vento del remeggio i veli tenui
  6332. 6332m’illanguidiva, inumidiva l’ali.
  6333. 6333Il vol decadde. Vidi undici navi
  6334. 6334di prora azzurra fornite di tolda,
  6335. 6335che flagellavano il mar con la palma
  6336. 6336dei remi in lunga eguaglianza concordi,
  6337. 6337clìpei tondi, aste lunghe. Mi giunse
  6338. 6338l’urlo dei nàuti. Veloce volai,
  6339. 6339dei nàuti rudi mirando il prodigio?
  6340. 6340Come di me favellarono? Dissero
  6341. 6341dai carri estrutto riversi e dirotti,
  6342. 6342che l’afferrò per la chioma; e fu pregna.
  6343. 6343Di queste l’alto cor mio si compiacque
  6344. 6344imaginate parole, ché stirpe
  6345. 6345di Nike avrebbe ei voluto infierire.
  6346. 6346iscalpellata il candor del Marpesso.
  6347. 6347mirarlo eretto sul suo carro ignìto,
  6348. 6348di prendere pei freni il suo cavallo
  6349. 6349Il pètaso e i talari
  6350. 6350d’Erme Cillenio avea conquisi il mio
  6351. 6351Congiunto era con Sirio
  6352. 6352crètico escluse avea dall’olocausto.
  6353. 6353Mi sembrava inesausto
  6354. 6354il valor mio ché l’animo agitava
  6355. 6355le morte penne, l’animo immortale
  6356. 6356del mare cieco e dell’opaca terra;
  6357. 6357Ma il cor non mi mancò. Non misi grido
  6358. 6358verso il mio fato, come la devota
  6359. 6359in giuso; e l’ombre lievi eran le penne
  6360. 6360dell’ali, che cadeano tremolando
  6361. 6361dalla cera ammollita.
  6362. 6362Mi sollevai con impeto di vita
  6363. 6363verso il Titano: udii rombar le ruote
  6364. 6364del carro sul mio capo alzato; udii
  6365. 6365lo scàlpito quadruplice; il baleno
  6366. 6366dei cavalli. Piròe dalla criniera
  6367. 6367d’Eòo fu come il velo d’Iri effuso.
  6368. 6368che teneva le rèdini, la fersa
  6369. 6369indicibile, sotto la gran chioma
  6370. 6370che seppero salire fino a Te!’
  6371. 6371la mia voce che non chiedea mercè
  6372. 6372ICARO, Icaro, anch’io nel profondo
  6373. 6373Mare precipitai, anch’io v’inabissi
  6374. 6374la mia virtù, ma in eterno in eterno
  6375. 6375il nome mio resti al Mare profondo!
  6376. 6376TRISTEZZA.
  6377. 6377T
  6378. 6378La tua specie mutevole è la nube
  6379. 6379del cielo, e son le spume
  6380. 6380del mare gli orli del tuo lino lungo.
  6381. 6381che pel silenzio vienti incontro sola
  6382. 6382che la spina dell’ultima le punge
  6383. 6383il mento e glie l’ingemma d’un granato.
  6384. 6384Come fauno barbato
  6385. 6385il capricorno sordido e bisulco.
  6386. 6386LE ORE MARINE.
  6387. 6387Q
  6388. 6388che mi conducesti
  6389. 6389viventi e furon larve
  6390. 6390cinerine
  6391. 6391ch’ebbero il tuo volto
  6392. 6392che mansuefecero col solo
  6393. 6393come un fanciullo torvo
  6394. 6394con gli occulti beni
  6395. 6395che tu le désti,
  6396. 6396di là dai fiumi sereni,
  6397. 6397di là dalle verdi colline,
  6398. 6398di là dai monti cilestri?
  6399. 6399le negre foglie
  6400. 6400della querce sacra,
  6401. 6401creature dei monti
  6402. 6402macere dal sale amaro,
  6403. 6403cui rapì dalla balza
  6404. 6404il vento e diede al flutto amaro
  6405. 6405che le travaglia
  6406. 6406lontano su la rupe nuda
  6407. 6407l’insonne occhio ardente
  6408. 6408che già volge i suoi fochi
  6409. 6409infaticabilmente?
  6410. 6410della voluta
  6411. 6411del Tritone che chiama
  6412. 6412la Sirena perduta,
  6413. 6413la sua Sirena perduta?
  6414. 6414con gli occulti beni
  6415. 6415che tu le désti,
  6416. 6416col segreto linguaggio
  6417. 6417che le apprendesti,
  6418. 6418di là dai fiumi sereni,
  6419. 6419di là dalle verdi colline,
  6420. 6420di là dai monti cilestri,
  6421. 6421di là dalle chiare cascine,
  6422. 6422di là dai boschi di querci,
  6423. 6423di là da’ bei monti cilestri?
  6424. 6424LITOREA DEA.
  6425. 6425E
  6426. 6426come l’Arno i silenzii soavi
  6427. 6427Ma più bella oggi mentre sei morente
  6428. 6428che col cùbito languido t’aggravi
  6429. 6429il pianto delle tue pinete australi.
  6430. 6430Io della tua bellezza ultima foggio
  6431. 6431del cuore mi danza: Undulna dai piè d’ali.
  6432. 6432UNDULNA.
  6433. 6433A
  6434. 6434I piedi ho quattro ali d’alcèdine,
  6435. 6435curvi sanno errori dedurre.
  6436. 6436come la medusa errabonda,
  6437. 6437che il puro pancrazio e la crambe
  6438. 6438difforme sorvolano e l’onda.
  6439. 6439Io l’onda in misura conduco
  6440. 6440con l’alga con l’ulva e col fuco
  6441. 6441che fànnole amara ghirlanda.
  6442. 6442Io règolo il segno lucente
  6443. 6443che lascian le spume degli orli:
  6444. 6444l’antico il men novo e il recente
  6445. 6445io so con bell’arte comporli.
  6446. 6446I musici umani hanno modi
  6447. 6447lor varii, dal dorico al frigio:
  6448. 6448divine infinite melodi
  6449. 6449io creo nell’esiguo vestigio.
  6450. 6450Le tempre dell’onda trascrivo
  6451. 6451darei per la pómice ascosa
  6452. 6452della fonte all’ombra dell’ìlice.
  6453. 6453lo sterile sale t’indura.
  6454. 6454Il rilievo t’è tanto sottile,
  6455. 6455dedotto con arte sì parca,
  6456. 6456che men gracile in puerile
  6457. 6457il lineamento intercide;
  6458. 6458in questa concordia discorde.
  6459. 6459Io trascorro; e il grande concento
  6460. 6460in me taciturna s’adempie,
  6461. 6461dall’unghie de' miei piè d’argento
  6462. 6462i toni dell’onda che viene,
  6463. 6463indago con chiara pupilla
  6464. 6464così che la musica traccia
  6465. 6465m’è suono, e ne’ righi leggeri,
  6466. 6466mentre oggi odo ansar la bonaccia,
  6467. 6467leggo la tempesta di ieri.
  6468. 6468Che è questo insolito albore
  6469. 6469che per le piagge si spande?
  6470. 6470dogliosa le salse ghirlande?
  6471. 6471L’albàsia de' giorni alcionii
  6472. 6472Il molle Settembre, il Tibìcine
  6473. 6473dei pomarii, che ha violetti
  6474. 6474di gru modulando un partènio
  6475. 6475mentre sotto l’ombra dei rossi
  6476. 6476corbézzoli indulge al suo genio.
  6477. 6477La pace alcionia lo molce
  6478. 6478Di luce beata si gode
  6479. 6479la riva su mare d’oblìo.
  6480. 6480La sabbia scintilla infinita,
  6481. 6481Lùccica la valva polita,
  6482. 6482la morta medusa, la lisca.
  6483. 6483In ogni sostanza si tace
  6484. 6484la luce e il silenzio risplende.
  6485. 6485La Pania di marmi ferace
  6486. 6486del mare deserto di vele,
  6487. 6487d’autunno, già sento il tuo miele.
  6488. 6488Di Vergine valica in Libra
  6489. 6489l’amico dell’opere, il Sole;
  6490. 6490Mi soffermo, intenta al trapasso.
  6491. 6491la zona che l’arte mia scrive
  6492. 6492di rovere sta tra due piume,
  6493. 6493che pesò nel pino sonoro
  6494. 6494dispersa e una bacca d’alloro.
  6495. 6495Vengono farfalle di neve
  6496. 6496come sparti fiori d’acònito.
  6497. 6497Il lor tremolìo fa tremare
  6498. 6498l’Infinito al mio sguardo attonito.
  6499. 6499IL TESSALO.
  6500. 6500T
  6501. 6501come bronzo sonor contra l’intoppo.
  6502. 6502Caval brado non è; però che troppo
  6503. 6503duri l’irrefrenabile galoppo.
  6504. 6504Certo è l’ugna del Tessalo bimembre
  6505. 6505contra i rigidi coni e l’aspre stirpi
  6506. 6506circa il fragile vetro intesse scirpi,
  6507. 6507L’OTRE.
  6508. 6508I.
  6509. 6509P
  6510. 6510Deh come olente alla stagion novella
  6511. 6511ma al suon d’un sufoletto, erto su l’ugne
  6512. 6512dall’uncino; e squarciato fumigava,
  6513. 6513l’argnon focoso e il fegato possente.
  6514. 6514dai macigni, distesa dall’orbello,
  6515. 6515con fil d’accia da femmina saputa.
  6516. 6516contenni, acqua di rivoli e di botri,
  6517. 6517dolci acque e fresche ma di odor caprigno
  6518. 6518le femmine entro me chiusero molta
  6519. 6519menta e il seme dell’ànace fortigno.
  6520. 6520io conobbi, e il guatar del sitibondo.
  6521. 6521Io valsi più che l’universo mondo
  6522. 6522le tue seti. Il garòfolo e il papavero
  6523. 6523come la bocca tua che dissetai.
  6524. 6524mai si precipitò come chi volle
  6525. 6525Mani cupide premono i miei fianchi
  6526. 6526Va da me per le vene al cor profondo
  6527. 6527la mia liquida gioia, al più remoto
  6528. 6528viscere. Oh bene immenso! Eccomi vòto.
  6529. 6529In dieci gole ho dissetato il mondo.
  6530. 6530II.
  6531. 6531in coniugio. E non più rempiuto al pozzo
  6532. 6532ma dalla mamma copiosa udii
  6533. 6533crosciare emunto il latte nel presepio
  6534. 6534come gli uberi sotto i materni alvi.
  6535. 6535Ma non mai tanto l’otre ebbesi amica
  6536. 6536la pace come allor che, in su lo scorcio
  6537. 6537dell’autunno, s’apparentò con l’orcio
  6538. 6538Da poi che gemuto ha sotto la mola,
  6539. 6539mentre la garrula acqua ha mille lingue.
  6540. 6540D’improvviso, una notte, mentre vòto
  6541. 6541venne un bifolco tutto irto di velli
  6542. 6542Duro il suo pugno parvemi qual sasso
  6543. 6543il suo nimico. Gli troncò la testa
  6544. 6544con una falce; e quella mozza testa
  6545. 6545In mezzo alla corrente ei mi scagliò.
  6546. 6546latte, olio lene, quanto ebbi nel fianco,
  6547. 6547ismisurata e rapida tempesta.
  6548. 6548ma contenere l’orbe della Terra.
  6549. 6549mi voltò per le ripe, oscuramente
  6550. 6550III.
  6551. 6551mi rinvenne l’Egípane biforme.
  6552. 6552Vivon eglino pieni di possanza:
  6553. 6553i gioghi venerandi han per altari,
  6554. 6554il cor si sface come frutto putre.
  6555. 6555de' suoi beni. Tu plori al suo cospetto!
  6556. 6556Mi rinvenne l’Egípane divino.
  6557. 6557Dava schiocchi la lingua sua salace
  6558. 6558mentr’ei m’aprìa. Ma pél non gli tremò
  6559. 6559disse “nell’otro il capo del gran Trace!„
  6560. 6560lo rotò, lo scagliò forte nel Serchio
  6561. 6561chiare mi terse; m’asciugò. Gli piacque
  6562. 6562Venne allora il Panisco, che mal destro
  6563. 6563Molto l’amai. Dall’ombelico in giuso
  6564. 6564di pel biondiccio qual cavriuoletto
  6565. 6565il codìnzolo, un po’ lusco e camuso.
  6566. 6566Viride Serchio in tra due selve basse!
  6567. 6567Mattini estivi, quando il bel Panisco
  6568. 6568IV.
  6569. 6569Ma gli alti iddii anco mi fur benigni.
  6570. 6570mi raccolse. Ed all’ombra d’un alloro
  6571. 6571mi lavorò con suoi sottili ordigni.
  6572. 6572ineguali, e assai bene le polì.
  6573. 6573La più corta alla spalla m’inserì
  6574. 6574In bocca tre l’artiere me ne messe,
  6575. 6575l’una più lunga, l’altre due minori;
  6576. 6576Le due brevi, di largo cerchio e stretto,
  6577. 6577dovean come le frondi all’augelletto.
  6578. 6578canna eglio enfiò la nova cornamusa!
  6579. 6579marito, o barbadoro, ecco che nasce
  6580. 6580d’aurei pomi si rempiono i frutteti,
  6581. 6581di rose citerèe tutti i verzieri,
  6582. 6582mariterò le mie dolci sorelle
  6583. 6583l’otre e il pastore con un poco d’aria,
  6584. 6584il qual pur trasse Marsia di vagina,
  6585. 6585Il pino irsuto diede il molle fico,
  6586. 6586i narcissi fioriron su i ginepri,
  6587. 6587danzò il veltro armillato con le lepri,
  6588. 6588donna dalla sua porta. E l’architrave
  6589. 6589del Palagio di Pelope l’Eburno,
  6590. 6590intorno al cuore mi biancheggi, o donna!„
  6591. 6591Divenuta più candida nel suono
  6592. 6592la spola e i licci erano in abbandono.
  6593. 6593come il folto giacinto a primavera,
  6594. 6594come dell’edera il corimbo forte,
  6595. 6595la Morte, l’abbattè, pel calle oscuro
  6596. 6596la trascinò: di là dal fiume curvo,
  6597. 6597Cupo silenzio fu dentro le case.
  6598. 6598L’ombra lunga occupò la soglia, invase
  6599. 6599il talamo. E l’aurora più non sorse.
  6600. 6600Ma pianto non sonò dentro le case:
  6601. 6601Io pendea tristo, presso il focolare.
  6602. 6602dell’otre. Mi guatò gran tratto. Venne,
  6603. 6603mi tolse, muto, senza lacrimare.
  6604. 6604Io mi credeva ancora esser premuto
  6605. 6605contra il fianco dal cubito leggero
  6606. 6606mano, li infranse. L’anima sua nuda
  6607. 6607V.
  6608. 6608la mia sorte. Non fecero grandi ozii
  6609. 6609La saggezza non val legno ficulno
  6610. 6610di Libero, finir di fine insana.
  6611. 6611insonni, esperto di molti sapori,
  6612. 6612Molto contenni, puro o adulterato.
  6613. 6613Il falso e il vero son le foglie alterne
  6614. 6614d’un ramoscello: il savio non discerne
  6615. 6615l’una dall’altra, l’un dall’altro lato.
  6616. 6616di Libero, finir di fine insana.
  6617. 6617diverse l’acqua, il latte, l’olio tacito;
  6618. 6618Ma il licor rubicondo che ti rende
  6619. 6619Che valgo? Vedi tu come son fatto!
  6620. 6620Desio d’altre fortune non mi tocca.
  6621. 6621Ma è larga alla tua sete e alla tua fame
  6622. 6622la Terra, e tu le devi il tuo libame.
  6623. 6623Vendemmierai con cantici di gioia.
  6624. 6624Della giovine forza, alla nascente
  6625. 6625luna, tu m’empirai queste mie cuoia,
  6626. 6626che me le schianti almen la giovinezza
  6627. 6627Discisso tonerò nel gran meriggio.
  6628. 6628Lungi s’udrà nell’alta luce il tuono.
  6629. 6629GLI INDIZII.
  6630. 6630A
  6631. 6631come una bella donna sul suo letto
  6632. 6632di porpora, che attenda l’amadore.
  6633. 6633la viorna s’incénera, più lieve
  6634. 6634che la prima lanugine dell’oca.
  6635. 6635che di gruogo salvatico mi parve,
  6636. 6636In uno m’abbattei lungo il canale
  6637. 6637Villoso egli era. Intento io lo guatai;
  6638. 6638SOGNI DI TERRE LONTANE.
  6639. 6639i pastori.
  6640. 6640S
  6641. 6641lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
  6642. 6642che verde è come i pascoli dei monti.
  6643. 6643che lungo illuda la lor sete in via.
  6644. 6644conosce il tremolar della marina!
  6645. 6645la greggia. Senza mutamento è l’aria.
  6646. 6646il sole imbionda sì la viva lana
  6647. 6647che quasi dalla sabbia non divaria.
  6648. 6648Isciacquìo, calpestìo, dolci romori.
  6649. 6649le terme
  6650. 6650S
  6651. 6651del tuo cielo riempiere la bocca
  6652. 6652in cima alla colonna che si sfalda
  6653. 6653che si sfoglia nell’ora, entro quel chiostro
  6654. 6654chiarisce il cotto delle antiche Terme.
  6655. 6655dei due neri superstiti cipressi
  6656. 6656che crescono ove caddero i maggiori
  6657. 6657circa la mola cònica di lava;
  6658. 6658l’ombra delle farfalle su pe' dolii
  6659. 6659d’Afrodite, l’aulètride dagli occhi
  6660. 6660con i frammenti dell’esperte dita;
  6661. 6661làcerano le Menadi la vittima,
  6662. 6662lo stormo e il gregge.
  6663. 6663S
  6664. 6664che fece blandi gli ozii del pretore:
  6665. 6665in sabbia quasi rosea fluisce
  6666. 6666come il palato del mio dolce veltro.
  6667. 6667lieve cui godon rompere coi bianchi
  6668. 6668di Cori son cilestri come il mare.
  6669. 6669Il suo gregge è di numero divino,
  6670. 6670lacus ivtvrnæ.
  6671. 6671S
  6672. 6672lo specchio di Diana ancor mi luce.
  6673. 6673Ma un’altr’acqua al mio sogno è più divina.
  6674. 6674Deh mio misterioso amor lontano!
  6675. 6675come d’argento cui salsezza infoschi.
  6676. 6676Di ferrigno basalte arde la Via
  6677. 6677come quando Tarpeia la Vestale
  6678. 6678vi discendea con l’anfora d’argilla.
  6679. 6679il suo letto lunense; una lucerta
  6680. 6680Le custodi del Fuoco sempiterno
  6681. 6681Deh lauri nuovi! Presso il puteale
  6682. 6682crescono, nel sacrario di Iuturna.
  6683. 6683Li veglia la Speranza taciturna.
  6684. 6684la loggia.
  6685. 6685S
  6686. 6686il patrio mare cui Trieste addenta
  6687. 6687co’ i forti moli per tenace amore.
  6688. 6688Capodistria, succiso adriaco fiore!
  6689. 6689Io vidi nella loggia d’un palagio
  6690. 6690Cinericcio era il tempo, umido e dolco.
  6691. 6691che si rincontreranno in alto mare
  6692. 6692con l’altra compagnia che vien di Chioggia.
  6693. 6693che ricorda Rialto e Cannaregio.
  6694. 6694la muta.
  6695. 6695S
  6696. 6696de' bei segugi falbi e maculati
  6697. 6697dall’orecchie biondette e molli come
  6698. 6698La muta dei segugi a volpe e a damma
  6699. 6699Corre il Ticino tra selvette rare,
  6700. 6700verso diga di roseo granito
  6701. 6701corre, spumeggia su la china eguale,
  6702. 6702come labile tela su telaio
  6703. 6703cèlere intesta di nevosi fiori.
  6704. 6704Chiudon le grandi conche antichi ingegni,
  6705. 6705Il sorriso tu sei del pian lombardo,
  6706. 6706l’artefice che t’ebbe in signoria;
  6707. 6707dello sterpame, tiepide e soavi
  6708. 6708come grembi di donne desiate,
  6709. 6709Vanno i cani tra l’èriche leggiere
  6710. 6710con alzate le code e i musi bassi,
  6711. 6711davanti il capocaccia che gli allena
  6712. 6712Il suon del corno chiama chi si sbanda
  6713. 6713Il buon mastro dell’arte sua si gode:
  6714. 6714del palafren che nel galoppo falca.
  6715. 6715con la sua muta va verso il canile,
  6716. 6716va verso Oleggio ricca di filande.
  6717. 6717Vapora il fiume le sterpose lande.
  6718. 6718le carrube.
  6719. 6719S
  6720. 6720conduci dalla riva cipriota
  6721. 6721la sàica a scafo tondo e a vele quadre.
  6722. 6722carichi di baccelli dolci e bruni
  6723. 6723conduci verso l’isola dei Sardi.
  6724. 6724La siliqua, che ingrassa la muletta
  6725. 6725dall’ambio lene e in carestìa disfama
  6726. 6726la plebe dalla bianca dentatura,
  6727. 6727lustra come i capelli tuoi castagni
  6728. 6728mentre stai su la coffa alla vedetta.
  6729. 6729Certo, d’olio di sèsamo son unte
  6730. 6730Certo, ritrovi or tu nel gran dolciore
  6731. 6731del Mar Cilicio l’obliato carme
  6732. 6732che alla Cipride piacque in Amatunte.
  6733. 6733IL NOVILUNIO.
  6734. 6734N
  6735. 6735il viso della creatura
  6736. 6736celeste che ha nome
  6737. 6737Luna, trasparente come
  6738. 6738la medusa marina,
  6739. 6739come la brina nell’alba,
  6740. 6740labile come
  6741. 6741la neve su l’acqua,
  6742. 6742la schiuma su la sabbia,
  6743. 6743il piacere
  6744. 6744con una collana
  6745. 6745che l’oscura:
  6746. 6746della creatura
  6747. 6747celeste che ha nome Luna,
  6748. 6748cui sotto il mento s’incurva
  6749. 6749dalle bianche braccia
  6750. 6750che tra le bianche braccia
  6751. 6751dormiva sempre.
  6752. 6752il mare, più soave
  6753. 6753del cielo nel suo volume
  6754. 6754lento, più molle
  6755. 6755della nube
  6756. 6756lattea che la montagna
  6757. 6757delicate,
  6758. 6758il mare accompagna
  6759. 6759la melodia
  6760. 6760della terra, la melodia
  6761. 6761che i flauti dei grilli
  6762. 6762la melodia
  6763. 6763che le rane
  6764. 6764morte, nel fiume che stagna
  6765. 6765lutulente,
  6766. 6766la melodia
  6767. 6767che fan tra i vinchi
  6768. 6768che fan tra i giunchi
  6769. 6769delle ripe rimote
  6770. 6770in canestre,
  6771. 6771con sì lunghi
  6772. 6772indugi su quelle parole
  6773. 6773che ritornano sempre.
  6774. 6774il giorno e la notte commisti
  6775. 6775che tu vedi ancora
  6776. 6776del vento, le orme
  6777. 6777dei fanciulli, le conche
  6778. 6778vacue, le alghe
  6779. 6779le guaine
  6780. 6780delle carrube,
  6781. 6781dalla barba d’oro
  6782. 6782lucere, che al plenilunio
  6783. 6783il grappolo d’oro
  6784. 6784che già fu sonoro d’api,
  6785. 6785che dall’ombelico stilla
  6786. 6786il suo miele,
  6787. 6787dell’antica madre che fila,
  6788. 6788che fila sempre.
  6789. 6789dolce come il viso
  6790. 6790della creatura
  6791. 6791le sue chiome,
  6792. 6792della sua bocca
  6793. 6793della prima uva matura,
  6794. 6794come la sua veste!
  6795. 6795verde che odora
  6796. 6796come un cespo ad ogni fiato,
  6797. 6797dormì con la guancia
  6798. 6798madide, con imperlato
  6799. 6799il labbro, nella calura,
  6800. 6800vermiglia come un’aurora
  6801. 6801il viso della creatura
  6802. 6802celeste che ha nome
  6803. 6803Luna, con una collana
  6804. 6804che l’oscura,
  6805. 6805Ma dice Ermione,
  6806. 6806dell’Estate, è la falce
  6807. 6807che l’Estate abbandona
  6808. 6808morendo, è la falce
  6809. 6809che falciò le ariste
  6810. 6810vincendo in lume il cielo e il sangue;
  6811. 6811dopo che tanto l’amammo,
  6812. 6812dopo che tanto ci piacque;
  6813. 6813di foglie di ali di aure di ombre
  6814. 6814di aromi di silenzii e di acque
  6815. 6815che fanno i flauti campestri
  6816. 6816col suo lento ploro,
  6817. 6817lontana ov’ella spira
  6818. 6818il suo spirto odorato
  6819. 6819di alga di rèsina e di alloro;
  6820. 6820in tessere vermene
  6821. 6821l’ombre dei voli
  6822. 6822l’orme degli uccelli
  6823. 6823di là dai fiumi sereni,
  6824. 6824di là dalle verdi colline,
  6825. 6825di là dai monti cilestri,
  6826. 6826che andrà lungi per sempre,
  6827. 6827IL COMMIATO.
  6828. 6828d’ulivi effonde al cielo di giacinto,
  6829. 6829come un colle dell’isola di Same
  6830. 6830Il Monte Magno di più cupo argento
  6831. 6831di Camaiore, appreso ho il vostro carme.
  6832. 6832Vedess’io rosseggiare gli albatrelli
  6833. 6833Dal Capo Corvo ricco di viburni
  6834. 6834i pini vedess’io della Palmaria
  6835. 6835che col lutto de’ marmi suoi notturni
  6836. 6836In te amo il divin marmo apuano,
  6837. 6837l’umile rusco;
  6838. 6838la sabbia delle tue selve aromali,
  6839. 6839l’aquila dei tuoi picchi, la ninfea
  6840. 6840de’ tuoi canali.
  6841. 6841con l’alpe a gara!
  6842. 6842Come dal corpo, l’anima si esilia
  6843. 6843dal marmo che biancheggia tra l’Avenza
  6844. 6844Dìruta la Ceràgiola rosseggia,
  6845. 6845là dove Serravezza è co’ due fiumi,
  6846. 6846il Gàbberi irto qual ferrato casco.
  6847. 6847Metuto fu dalla più grande falce
  6848. 6848Deh foss’io sopra un burchio per la cuora
  6849. 6849carico ei fosse, e fòssevi alla prora
  6850. 6850vi giacessi io mirando il solitario
  6851. 6851ciel iacintino;
  6852. 6852con l’alzaia la Fossa Burlamacca,
  6853. 6853la morta lacca;
  6854. 6854di morte all’Orco!
  6855. 6855Ma cade il vespro, e tempo è d’esulare;
  6856. 6856che il timone soperchiano dinnanzi
  6857. 6857corpi dei manzi,
  6858. 6858dai ventri immani.
  6859. 6859In fila vanno verso Pietrasanta,
  6860. 6860L’un carrettiere vócia e l’altro canta
  6861. 6861d’una soavità che il cor dilania.
  6862. 6862Mai fosti bella, ahimè, come in quest’ora
  6863. 6863la Città Forte dietro il Caprione
  6864. 6864il novilunio;
  6865. 6865come sia fatta l’ombra, alla tua pace
  6866. 6866verseranno lor lacrime le Atlàntidi,
  6867. 6867l’Orse erimàntidi;
  6868. 6868del firmamento.
  6869. 6869con nel mio cuor la torbida mia cura!
  6870. 6870O
  6871. 6871DE, innanzi ch’io parta per l’esilio,
  6872. 6872ch’eguale offre il cor candido ai rinati
  6873. 6873il figlio di Vergilio ad un cipresso
  6874. 6874ma va pur sola;
  6875. 6875ché ben t’accoglierà nella man larga
  6876. 6876dei licci o all’ape o all’alta ora di Barga
  6877. 6877di quattro foglie
  6878. 6878dove Tìtiro canta? o dove Enea
  6879. 6879della Cumea?)
  6880. 6880di spicanardi,
  6881. 6881vide folto di rondini su gronda.
  6882. 6882il fratel tuo diletto che si parte.
  6883. 6883curvò con arte.
  6884. 6884Il crasso Scita ed il fucato Medo
  6885. 6885la Gloria ha drudi;
  6886. 6886discende Febo Apollo arco-d’-argento
  6887. 6887castigatore.
  6888. 6888Ma tu custode sei delle più pure
  6889. 6889il prisco vige nelle tue figure
  6890. 6890come l’ulivo placido produce
  6891. 6891ch’è cibo e luce.
  6892. 6892ma sì leggera.
  6893. 6893i suoi furori.
  6894. 6894L’artefice nel flettere lo stelo
  6895. 6895vedea sul Sagro le ferite antiche
  6896. 6896di rincontrarsi un dì, se non in cima?
  6897. 6897di su la cima.„
  6898. 6898che vedrai di dolcezza lacrimare,
  6899. 6899dà l’ultimo ch’io colsi in su l’aurora
  6900. 6900LIBRO QUARTO
  6901. 6901MEROPE.
  6902. 6902LE CANZONI DELLA GESTA D’OLTREMARE.
  6903. 6903LA CANZONE D’OLTREMARE. I miei lauri gettai sotto i tuoi piedi
  6904. 6904LA CANZONE DEL SANGUE. In Cristo re, o Genova, t’invoco
  6905. 6905LA CANZONE DEL SACRAMENTO. Introibo ad altare Dei. Sul cassero
  6906. 6906LA CANZONE DEI TROFEI. O Pisa, or tu sei vedova del mare
  6907. 6907LA CANZONE DELLA DIANA. Tutti i cipressi fremono. O Canzone
  6908. 6908LA CANZONE D’ELENA DI FRANCIA. Stelle dell’Orsa, Guardie dei piloti
  6909. 6909LA CANZONE DEI DARDANELLI. Taranto, sol per àncore ed ormeggi
  6910. 6910LA CANZONE DI UMBERTO CAGNI. Cagni, colui che a te negli anni eguale
  6911. 6911LA CANZONE DI MARIO BIANCO. Giovine, so che vuota è la tua tomba
  6912. 6912L’ULTIMA CANZONE. Ah, non dieci canzoni, dieci navi
  6913. 6913GABRIELE D’ANNVNZIO
  6914. 6914CANTI
  6915. 6915DELLA GVERRA
  6916. 6916LATINA
  6917. 6917IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI
  6918. 6918-XVII
  6919. 6919CANTI
  6920. 6920DELLA GVERRA LATINA
  6921. 6921Il Rinato
  6922. 6922La preghiera di Doberdò
  6923. 6923La canzone del Quarnaro
  6924. 6924La preghiera di Sernaglia
  6925. 6925Cantico per l'ottava della vittoria
  6926. 6926CANTI
  6927. 6927DELLA GVERRA LATINA
  6928. 6928CONTENUTE IN QUESTO VOLUME
  6929. 6929i. Per i morti del mare
  6930. 6930ii. Per la Gloria
  6931. 6931iii. Per il Re
  6932. 6932iv. Per la Regina
  6933. 6933v. Pel Generalissimo
  6934. 6934Il Rinato
  6935. 6935La preghiera di Doberdò
  6936. 6936La Canzone del Quarnaro
  6937. 6937La preghiera di Sernaglia
  6938. 6938Cantico per l’Ottava della Vittoria
  6939. 6939ODE POUR
  6940. 6940LA RÉSURRECTION LATINE
  6941. 6941[MCMXIV]
  6942. 6942Le Figaro est heureux, au moment où l’Italie vient d’affirmer avec éclat ses sympathies françaises, d’offrir à ses lecteurs cette ode enflammée de l’illustre poète, Gabriele d’Annunzio. L’admirable talent de l’auteur de L’Intrus et de La Gioconda y éclate dans toute sa force et dans toute sa puissance. Nous sommes certains que notre grande sæur latine accueillera avec une admiration profonde ce cri d’héroïsme fraternel poussé en l’honneur de la France, par son plus glorieux écrivain.
  6943. 6943LE FIGARO, JEUDI 13 AOÛT 1914.
  6944. 6944ODE
  6945. 6945POUR LA RÉSURRECTION LATINE
  6946. 6946dans le firmament latin?
  6947. 6947Le jour est proche! Le jour est proche!
  6948. 6948de la fureur et du feu,
  6949. 6949me soulève et me porte.
  6950. 6950Voyez, je tremble. Voyez, je chancelle,
  6951. 6951Il vient, Il vient le Seigneur invoqué.
  6952. 6952Il enflamme la nuit; et l’on n’entend pas,
  6953. 6953dans le vertige du sang,
  6954. 6954le battement de sa force.
  6955. 6955Déjà sur la borne milliaire,
  6956. 6956dans la mine d’Ostie,
  6957. 6957Vient elle du bois de Laurente?
  6958. 6958Va-t-elle vers la route des Tombeaux?
  6959. 6959chargée de la fortune de Rome
  6960. 6960du fleuve blond? Les lauriers,
  6961. 6961car elle sait de quelle herbe,
  6962. 6962loin du peuple vêtu d’ignominie et de paix;
  6963. 6963comme sur une litière pourrie,
  6964. 6964l’astuce et la peur, vaches baveuses,
  6965. 6965corrompue et polluée par les mains des vieillards;
  6966. 6966Car, ô Mâle, tel le fécial criait
  6967. 6967les noms des villes sœurs et jurées
  6968. 6968comme les racines au printemps,
  6969. 6969les plus hauts de la terre,
  6970. 6970de la double ardeur
  6971. 6971Victoire, le tonnerre des aigles
  6972. 6972Le jour est proche! Voici le jour!
  6973. 6973Voici ton jour, voici ton heure,
  6974. 6974Italie; et, pour cette heure
  6975. 6975des années merveilleuses,
  6976. 6976la plénitude de tes allégresses!
  6977. 6977L’ai-je annoncée avec les bûchers et avec les hymnes?
  6978. 6978l’ai-je appelée dans la vigile et dans l’attente?
  6979. 6979l’ai-je hâtée par la rancune et par l’amour?
  6980. 6980Les pieds graves du Destin
  6981. 6981C’est le signe! c’est le signe!
  6982. 6982Choisis d’être souveraine ou serve,
  6983. 6983choisis de monter ou descendre,
  6984. 6984choisis de vivre ou périr.
  6985. 6985Malheur à toi si tu doutes,
  6986. 6986malheur à toi si tu hésites,
  6987. 6987malheur à toi si tu n’oses jeter le dé.
  6988. 6988Vae victis! Les quatre vents du monde
  6989. 6989Vae victis! La force barbare nous appelle
  6990. 6990Comme la horde traînait
  6991. 6991dans ses chariots couverts de peaux fraiches
  6992. 6992les concubines innombrables
  6993. 6993derrière ses hommes comptés en bétail à deux pieds,
  6994. 6994le maître puant au double cou dénudé,
  6995. 6995la charogne mal digérée.
  6996. 6996Vae victis! Souviens-toi de Mantoue.
  6997. 6997dont le Pendeur décrépit
  6998. 6998ceignit ses reins, pieux
  6999. 6999cordelier du Gibet.
  7000. 7000chaque nuit, dans ses rêves mornes,
  7001. 7001chaque matin, dans la maison de Dieu,
  7002. 7002comme le bois des fourches,
  7003. 7003dans ta balance. Je veux brûler ton cœur, sans trêve,
  7004. 7004Mon dieu m’a fait un front plus dur que leurs fronts.
  7005. 7005Les strophes vengeresses, forgées pour l’infamie
  7006. 7006comme pour le fer qu’on chauffe au rouge
  7007. 7007du traître et du larron
  7008. 7008d’une amertume immortelle.
  7009. 7009dans la pierre de Pola romaine
  7010. 7010Lavée dans ses pleurs ardents,
  7011. 7011lavée dans son sang amer,
  7012. 7012De toutes ses plaies qui gouttent
  7013. 7013luit comme la hache à deux tranchants.
  7014. 7014Car, pour les Latins, c’est l’heure sainte
  7015. 7015de la moisson et du combat. O femmes,
  7016. 7016dans la bataille, rang contre rang,
  7017. 7017comme les blés drus sous le vent d’est.
  7018. 7018la fraicheur du matin.
  7019. 7019Comme le prêtre de Mars aux enfants de Lanuve,
  7020. 7020Vous êtes la semence d’un nouveau monde.
  7021. 7021SUR UNE IMAGE
  7022. 7022DE LA FRANCE CROISÉE
  7023. 7023PEINTE PAR ROMAINE BROOKS
  7024. 7024[MCMXV]
  7025. 7025SUR UNE IMAGE
  7026. 7026DE LA FRANCE CROISÉE
  7027. 7027contre sa belle bouche ivre du Corps Très-Saint?
  7028. 7028La Croix sans Christ, qui souffre au-dessus de son sein
  7029. 7029Mais son œil est plus clair que la claire Provence,
  7030. 7030mais son cœur est plus doux que le printemps messin.
  7031. 7031La bandelette pure à son front est un feu
  7032. 7032courage qui jamais n’écarte le calice,
  7033. 7033Car toute entière en toi lève la bonne race.
  7034. 7034Là-bas, d’entre les neuf preux, sourit à ta grace
  7035. 7035mâle, par les barreaux de l’armet, Duguesclin.
  7036. 7036comme aux murs d’Antioche, alors que Godefroi
  7037. 7037debout avec ton Dieu comme au pont de Bouvines,
  7038. 7038dans ta gloire à genoux comme au champ de Rocroi,
  7039. 7039dans ton sang et jubile au bout de ta douleur,
  7040. 7040de tes chênes! O vent de l’immense clameur!
  7041. 7041comme aux poignets les fers, les bannières aux hampes.
  7042. 7042Ce 3 mai 1915.
  7043. 7043TRE SALMI
  7044. 7044PER I NOSTRI MORTI
  7045. 7045[11 NOVEMBRE MCMXV]
  7046. 7046TRE SALMI PER I NOSTRI MORTI
  7047. 7047ODE ALLA NAZIONE SERBA
  7048. 7048[XVI NOVEMBRE MCMXV]
  7049. 7049ODE ALLA NAZIONE SERBA
  7050. 7050che lacera il grembo dei monti?
  7051. 7051che scrolla le selve selvagge,
  7052. 7052cruore dei nove figliuoli
  7053. 7053di Giugo, di Mìliza pianto,
  7054. 7054lo sai: hanno ricrocifisso
  7055. 7055il Cristo dell’imperatore
  7056. 7056Dusciano ad ogni albero ignudo
  7057. 7057delle tue selve, ad ogni sasso
  7058. 7058ignudo dell’alpe tua fosca,
  7059. 7059con la baionetta il costato,
  7060. 7060la sacra bocca ma di bile
  7061. 7061Il boia d’Asburgo, l’antico
  7062. 7062il mutilator di fanciulli
  7063. 7063vecchiardo cui pascono i vermi
  7064. 7064dal ciglio e dal mento la marcia
  7065. 7065il traballante fuggiasco
  7066. 7066che s’ebbe nel dosso il tuo ferro
  7067. 7067mentre l’ardir dell’aiduco
  7068. 7068Vèlico rideva nell’aspro
  7069. 7069vento come contro al visire
  7070. 7070in Negòtino e le tue squille
  7071. 7071di Bànovo Berdo tonava
  7072. 7072la lunga sua vita terrena,
  7073. 7073imperator di pie frodi
  7074. 7074con alfine un’ultima stretta
  7075. 7075di laccio, con una suprema
  7076. 7076chiama i manigoldi bracati
  7077. 7077contro te, cinquanta contr’uno
  7078. 7078che in gola ti caccino il cappio
  7079. 7079corsoio. «O Serbia di Marco,
  7080. 7080dove son dunque i tuoi pennati
  7081. 7081d’acciaro alla sorte! Spezzata
  7082. 7082in due tu sei; sei tagliata
  7083. 7083cruenti, come l’aiduco
  7084. 7084Vèlico su la sua torre
  7085. 7085dall’anguinaia diviso
  7086. 7086cadde, palpitò nella pozza
  7087. 7087della gorga grido si ruppe:
  7088. 7088L’ode la terra tegnente:
  7089. 7089L’ode su la nuvola il cielo:
  7090. 7090Il capo del Santo di Serbia,
  7091. 7091il teschio di Lazaro splende
  7092. 7092ma in ogni fiumana. Ecco, ringhia
  7093. 7093il grande pezzato cavallo
  7094. 7094di Marco, e si sveglia l’eroe
  7095. 7095Vucàssino; s’alzano a stormo
  7096. 7096da Còssovo i nove sparvieri
  7097. 7097dal crine del Rùdnico monte,
  7098. 7098che ristà poggiato all’aratro.
  7099. 7099Dove sei, buio bifolco?
  7100. 7100Dove sono i tuoi voivodi?
  7101. 7101Dov’è il voivoda Milosio?
  7102. 7102della Morava? A simposio
  7103. 7103che li aiuti? beono in giro?
  7104. 7104Ma non v’è quartiere pei prodi.
  7105. 7105insino alla staffa e allo sprone.
  7106. 7106Diguazza il fante nel sangue
  7107. 7107insino all’inguine e all’anca;
  7108. 7108v’affoga, se v’entra carpone.
  7109. 7109Le donne rivoltano i morti
  7110. 7110i maschi di Giugo Bogdano.
  7111. 7111la Sava è una vena svenata
  7112. 7112che gorgoglia giù per le forre;
  7113. 7113canizie che galla; e la Drina
  7114. 7114veloce è un carnaio che corre.
  7115. 7115di Tòpola, su, guardiano
  7116. 7116di porci, riscuotiti e chiama!
  7117. 7117Ianco il savio e Vasso il furente.
  7118. 7118che danzano sopra le vette
  7119. 7119degli aceri. Vèlico, or ecco,
  7120. 7120Il turbo di Mìsara, or ecco,
  7121. 7121dinanzi a te, altri branchi
  7122. 7122coiame, altra sordida gente.
  7123. 7123che tutt’oggi dietro ci tenne
  7124. 7124ma per tutto prendere alfine,
  7125. 7125la terra il nome il soffio il bianco
  7126. 7126degli occhi lo stampo dell’uomo,
  7127. 7127dietro ti venne, alle spalle
  7128. 7128Ma guarditi il fegato secco
  7129. 7129Dio, o macellatore di porci.
  7130. 7130città, Belgrado la regia,
  7131. 7131in una geenna di fiamme:
  7132. 7132dal Lìparo al Vràciaro grande,
  7133. 7133di lúgubre mosto, due tina.
  7134. 7134Iplana rempieron di vegli
  7135. 7135mammelle, di monchi fanciulli
  7136. 7136carponi a leccar la farina.
  7137. 7137carne (o Battista!), e l’altare
  7138. 7138lor tavola fu sanguinente:
  7139. 7139con sópravi l’ostia vivente.
  7140. 7140Ma ben di Verciòrova scorse
  7141. 7141il Rùmio dagli occhi di druda,
  7142. 7142dal viso di cera dipinto,
  7143. 7143i Lurchi enfii, rivoltolarsi
  7144. 7144crosciante qual torcia di ragia,
  7145. 7145che frutti è Trivùnovo: è mucchio
  7146. 7146che vèrmina. Vrànovo è mensa
  7147. 7147di corbi e Vuiàn d’avvoltoi.
  7148. 7148l’usura tu fai con la strage!
  7149. 7149li presero; e noi i nostri guati
  7150. 7150villate e città, mura e ripe;
  7151. 7151ma dove più ossa che selci,
  7152. 7152lasciarono? Presero e Nissa
  7153. 7153l’antica, vestita a gramaglia,
  7154. 7154drappi vestita le case
  7155. 7155dolenti ove suda il contagio
  7156. 7156la casa che in prima all’Iddio
  7157. 7157dell’imperatore Dusciano.
  7158. 7158la chiesa e la rocca, l’altare
  7159. 7159Il verde Vàrdari tingi
  7160. 7160come la Nìssava a Vlasca,
  7161. 7161colora il Vàrdari come
  7162. 7162lo stagno di Vlàsina fatto
  7163. 7163Ma il Tìmaco, o gente di Giorgio
  7164. 7164che scannò il suo padre con sacra
  7165. 7165mano perché servo non fosse,
  7166. 7166il Tìmaco tingi in eterno,
  7167. 7167in eternità dell’infamia,
  7168. 7168dalla sorgente alla foce
  7169. 7169dallo stupro contro la sponda,
  7170. 7170Da Scòplia il Bulgaro nero
  7171. 7171di Vèlico che si rappicca
  7172. 7172la Vila, non radiche pesta,
  7173. 7173combatti e pel focolare.
  7174. 7174Così parla al sangue la Vila
  7175. 7175dal crine del monte, la Vila
  7176. 7176così stride e chiama a battaglia.
  7177. 7177con le coltella e le accette.
  7178. 7178Le madri combattono in frotta
  7179. 7179col pargolo al seno e lo schioppo
  7180. 7180le gravide, o in sella con due
  7181. 7181Ljùbiza, ghiottume di corvi.
  7182. 7182come manrovescio potente?
  7183. 7183dalla dentatura d’alano.
  7184. 7184Che vede egli? un Bulgaro nero
  7185. 7185le brache e levando la mano?
  7186. 7186il pennacchin tirolese
  7187. 7187del boia longevo che crocchia
  7188. 7188Che vede di turpe e di vile
  7189. 7189lo schernitore, che vede?
  7190. 7190Ve’ ve’ bagascion di corona,
  7191. 7191ve’ bardassa in Cesare vòlto,
  7192. 7192di unguenti asiatici liscio
  7193. 7193che piglia da Cesare Giulio
  7194. 7194il letto di re Nicomede!
  7195. 7195mani, questo sacco di dolo
  7196. 7196Cesare dei Bulgari neri,
  7197. 7197come Simeone, è costui,
  7198. 7198come Caloiàn di Preslavia,
  7199. 7199con la squarcina del fiso,
  7200. 7200condiscilo poi con zibetto,
  7201. 7201con cinnamo e con spicanardo.
  7202. 7202Lo manderai così concio
  7203. 7203che il tuo riso crepiti e scrosci
  7204. 7204di grazia Anna Dandolo e desti
  7205. 7205del ceppo regale di Orosia
  7206. 7206in vista dell’oste schierata,
  7207. 7207danzò su le lance dei bani.
  7208. 7208Diceano intanto gli araldi
  7209. 7209in Prìlipa a Marco: «O signore,
  7210. 7210contendono i re, dell’impero.
  7211. 7211che tu dica a chi sia l’impero.»
  7212. 7212Lode all’uno, grazie al verace!
  7213. 7213In Còssovo teco i Latini
  7214. 7214combatteranno domani
  7215. 7215mentre il Lurco «A me è l’impero»
  7216. 7216la grande lor vergine bianca.
  7217. 7217di quelle, e vermiglia è la Cerna.
  7218. 7218la pertinacia non rotta
  7219. 7219che palpi le sucide dramme,
  7220. 7220la gloria del nome latino
  7221. 7221d’Asia che tuttora ti squamma,
  7222. 7222di pietra fattasi fiamma,
  7223. 7223come la Colonna divina
  7224. 7224in Etam dinanzi ai figliuoli
  7225. 7225d’Israele verso il deserto
  7226. 7226lenito e per l’acque spartite?
  7227. 7227Ma tu, o Greculo, merca.
  7228. 7228Da tempo son morti i tuoi clefti.
  7229. 7229Venditi. Non già ti compriamo,
  7230. 7230Ma ti pagheremo d’acciaio.
  7231. 7231la legge di ferro e di fuoco;
  7232. 7232il dubbio, delitto il riposo,
  7233. 7233viltà ogni vana parola,
  7234. 7234che cozza scinde e s’incugna.
  7235. 7235come un sol vivo alla pugna.
  7236. 7236la forza dell’aquila regia
  7237. 7237che batte con l’ala, col rostro
  7238. 7238dilania, ghermisce con l’ugna.
  7239. 7239NOTE
  7240. 7240ODE ALLA NAZIONE SERBA
  7241. 7241Lazaro Greblanovic, conte, creduto figliuolo naturale di Stefano, fu l’ultimo re grande di Serbia. Ebba Miliza per donna, d’insigne sangue, d’animo insigne. Nell’anno 1389 sul piano di Cossovo fu dal Turco reciso a un tratto il vigore della nazione e a Lazaro il capo; che poi, gettato nella corrente, raggiò a miracolo. Venne il re misero dalla pietà della sua gente posto tra i santi, come confessore e martire della patria, in Ravàniza sepolto, nella chiesa da lui costrutta «del proprio pane e della propria ricchezza, e senza le lacrime dei poveretti».
  7242. 7242Vèlico fu, nel duro tempo di Giorgio il Nero (Kara-George), il più terribile degli aiduchi. La guerra egli amava per la guerra, sicché sempre pregava Dio che la Serbia non venisse in pace se non dopo la sua morte. Avendogli Giorgio assegnato la difesa della rocca di Negòtino e della terra circostante, egli con qualche migliaio d’uomini sostenne maravigliosamente l’assedio. Senza più vettovaglia, senza munizione, senza speranza di soccorsi, in un mucchio di rovine fumanti, sotto la minaccia d’un nemico venti volte più numeroso, non cedette; anzi di giorno e di notte moltiplicò le sortite temerarie, sempre valido, ardente, fidente, gaio. Avendo avvistato in lontananza una compagnia di Serbi e volendo abboccarsi col capitano, monta a cavallo, salta il fosso; con la sciabola tra i denti, con la pistola nel pugno, seguito da un solo de’ suoi, traversa il campo ottomano a furia. Si toglie di bocca la lama per gridare, a squarciagola: «O cani, ecco l’aiduco Vèlico!» Nessuno osa contrastargli il passo. Compie egli il suo disegno e rivolge la briglia a gran galoppo. Fende di nuovo la ressa ostile gridando: «O cani, ecco l’aiduco Vàlico che torna!». Gli è libero il passo. Egli rientra in Negòtino fra le sue torri mezzo diroccate.
  7243. 7243Ma fu, una mattina, nel fare la ronda, riconosciuto da un cannoniere turco e preso di mira. La palla lo colse, e in due lo spezzò. Ai suoi che accorrevano egli ebbe il fegato di gridare quella parola che oggi è la legge dei Serbi, la nostra, quella dei nostri alleati.
  7244. 7244Vucàssino ammazzato il pio imperatore Urosio figliuolo del grande Stefano, usurpò il regno; ed ebbe titolo di despota in prima, poi di re di Serbia e di Romania. Guerreggiò sempre, in vicenda di vittorie e di sconfitte; e trovò morte alfine in battaglia campale, affogato nella Màriza sanguinosa (1372).
  7245. 7245Celeberrimo dei suoi eredi il primogenito, Marco, detto Cralievic, cioè figliuolo del re, lo stupendo eroe cantato nel poemi epici della nazione serba. Quando Marco ebbe trecent’anni, trecent’anni di giustizia e di guerra, la Vila gli annunziò la morte prossima e Dio lo addormentò in un sonno che non si romperà se non quando gli si sguainerà da sé la lunga spada. Ecco, s’ode il suo grande cavallo macchiato nitrire, e la spada è già nuda...
  7246. 7246Le Vile sono una sorta di deità che abitano i gioghi, i boschi, le fiumane. Vengono a soccorrere, a incitare, a consolare, a medicare i combattenti. Cavalcano sopra le nubi, sul crine dei monti, danzano sopra lance rizzate; annunziano, predicono, ammoniscono.
  7247. 7247Le patrizie veneziane Anna Dandolo (1217-1221) e Costanza Morosini (1321) furono regine di Serbia: e il patrizio fiorentino Esaù de’ Buondelmonti (1386-1403) sposò una donzella della Stirpe regia di Orosia.
  7248. 7248PREGHIERE DELL’AVVENTO
  7249. 7249[MCMXV]
  7250. 7250PER I MORTI DEL MARE
  7251. 7251[XI DECEMBRE MCMXV]
  7252. 7252Mare di Dio, che sceveri le sorti
  7253. 7253dei combattenti nella sacra guerra,
  7254. 7254io ti prego: non rendere i tuoi morti,
  7255. 7255Mare, alla terra;
  7256. 7256macera, né l’ossame che tra flutto
  7257. 7257ma sì, nel gorgo acerbo come il pianto
  7258. 7258duri il tuo nome;
  7259. 7259ma sì tieni le spoglie nell’intorto
  7260. 7260in te né pace
  7261. 7261in te né tregua né salute a noi
  7262. 7262Miseri eroi, non caddero sul ponte
  7263. 7263della nave, gioiosi di battaglia,
  7264. 7264in un sangue perenne come fonte
  7265. 7265che non s’accaglia;
  7266. 7266del fuoco, nel rossore che non stagna,
  7267. 7267che folgora, la scorsero con gli arsi
  7268. 7268cigli come Vittoria catenata
  7269. 7269lassù squassarsi;
  7270. 7270cuffia d’un tratto rombano comando
  7271. 7271che pesta e insacca, furon carne trita
  7272. 7272da rempiere la gola del mortaio
  7273. 7273contro il nemico enorme, solitaria
  7274. 7274vider l’elice folle in cima all’erto
  7275. 7275invan tese da un sol terrore urlante,
  7276. 7276Ma l’insidia li colse, ma l’agguato
  7277. 7277li pigliò, nell’immensa albàsia eguale:
  7278. 7278di sùbito colcò pel sonno eterno
  7279. 7279la bella nave, dandole carena
  7280. 7280come a racconcio, sotto il lungo scherno
  7281. 7281della sirena;
  7282. 7282men che le spume.
  7283. 7283di rosse giube?
  7284. 7284Chi squarcia la foschìa dell’imminente
  7285. 7285morte? Si leva un giorno di beata
  7286. 7286l’anima umana.
  7287. 7287congiunta ancóra al carcere dell’ossa
  7288. 7288come fuoco si radica in catasta
  7289. 7289dileguante con l’ultimo cannone
  7290. 7290diritti come se facesser ala
  7291. 7291diritti come sotto la gran gala
  7292. 7292che ferisce le cime dell’ardore,
  7293. 7293che mai non muore.
  7294. 7294in quale gesta?
  7295. 7295che tu le renda le profonde salme
  7296. 7296Chi lungo i lidi tuoi, Mare dei prodi,
  7297. 7297dell’insepolto?
  7298. 7298Mare di Dio, le vittime che celi
  7299. 7299dei sùpplici; ma duri ai tuoi fedeli
  7300. 7300ma conservi le spoglie nell’intorto
  7301. 7301in te né pace
  7302. 7302in te né tregua né salute a noi
  7303. 7303PER LA GLORIA
  7304. 7304[XII DECEMBRE MCMXV]
  7305. 7305Dio d’Italia, cui Dante il duro viso
  7306. 7306incotto dalla vampa dell’Inferno
  7307. 7307Dio d’Italia, che gli uomini di parte
  7308. 7308cementarono vivo in pietre conce,
  7309. 7309il sangue cittadin con le bigonce
  7310. 7310mischiando nella calce a far lor arte;
  7311. 7311Dio d’Italia, bellezza che il titano
  7312. 7312Michelangelo in cupola ed in volta
  7313. 7313Dio di gloria, tu fa questo giudicio
  7314. 7314della gloria, tu giudica di noi
  7315. 7315Dicean eglino: «Dove sono i vostri
  7316. 7316morti? Quante migliaia di migliaia
  7317. 7317Dove i combattimenti disperati
  7318. 7318Chi vi devasta i campi? chi v’affama?
  7319. 7319chi vi rempie le vie di mutilati?
  7320. 7320Dentro il fetore della sepoltura
  7321. 7321caldo, o ti volti su qualcosa informe?
  7322. 7322della follia, che genera il fragore,
  7323. 7323dei morti occhiuti, alle trincere sgombre?
  7324. 7324di fuoco, a mascherarvi come i mimi?
  7325. 7325ciechi d’un pianto stupido ed atroce?
  7326. 7326dolosa? e ch’è sigillo di giustizia
  7327. 7327lo stival lordo quando schiaccia e passa?
  7328. 7328Dove sono le donne con nel seno
  7329. 7329due rosse piaghe, Amàzoni dell’onta?
  7330. 7330dove i validi figli con l’impronta
  7331. 7331di poltronìa, col pollice di meno?
  7332. 7332disfatti? quanti senza focolari
  7333. 7333Contiamo. Avete appreso ben quest’arte?
  7334. 7334diritto avrà di primogenitura
  7335. 7335campi erano pantani roggi. L’oro
  7336. 7336colava come il sangue, ed era orrendo.
  7337. 7337Le donne non avevano più mani
  7338. 7338da giugnere, ma moncherini oranti.
  7339. 7339Le cattedrali non avean più santi
  7340. 7340che pregassero in sommo agli archi vani.
  7341. 7341Il fanciullo copriva il limitare,
  7342. 7342del sangue soffocava il Dio vivente.
  7343. 7343L’Italia era in disparte. Taciturna
  7344. 7344volgeva la sua faccia verso il mare
  7345. 7345L’ombra mordeva il suo bel capo stretto
  7346. 7346Come chi forte nel pensier tenzona,
  7347. 7347Di sé nutriva il suo divino male.
  7348. 7348Come l’eroe delle speranze inulto,
  7349. 7349che le rodesse il fegato immortale.
  7350. 7350diceano i delicati proci: «O fiore
  7351. 7351della terra, o benigna Italia, amore
  7352. 7352degli uomini, ubertà degli iddii miti,
  7353. 7353degli iddii tutti! L’Iddio tuo ti guardi!
  7354. 7354Cesare è cenere, e smarrito è il dado.
  7355. 7355come al grifagno sul fatale guado.
  7356. 7356Duro nemico: in vento di Croazia
  7357. 7357Mal ti difenderebbe la tua grazia.
  7358. 7358Italia! Ogni tua pietra t’ingioiella,
  7359. 7359Chi s’ardirà con l’ispida trincea
  7360. 7360candida. Non ti giova il dado audace
  7361. 7361inno vasto di giubilo, o torrenti
  7362. 7362di giovinezza, o sùbiti torrenti
  7363. 7363di sangue, verso l’Alpe e verso il mare!
  7364. 7364Diceva il Patto: «Dove sono i tuoi
  7365. 7365morti?» Dal Chiese gelido all’Isonzo
  7366. 7366Li raccogliamo su le grandi cime,
  7367. 7367dove l’anima e l’aere sublime
  7368. 7368Dio di gloria, tu fa questo giudicio
  7369. 7369della gloria, tu giudica di noi
  7370. 7370Di poi verranno i savii partitori
  7371. 7371Ma tu fa, Dio d’Italia, che al tuo cenno
  7372. 7372PER IL RE
  7373. 7373[XII DECEMBRE MCMXV]
  7374. 7374cercando nella cruda alpe nevosa,
  7375. 7375Dio vero, i tuoi prodigi.
  7376. 7376col combattente e non isdegna il duro
  7377. 7377macigno alla sua sosta
  7378. 7378che sotterra è nascosta.
  7379. 7379che in casta forza il tremante dolore
  7380. 7380cangia con l’occhio fermo,
  7381. 7381il Re che in fronte ha la ruvida ruga
  7382. 7382la tempia dell’infermo.
  7383. 7383chinato verso ogni bella ferita
  7384. 7384che è rosa del suo regno,
  7385. 7385chinato verso il sorriso dei morti,
  7386. 7386verso il sorriso immortale dei morti,
  7387. 7387che è l’alba del suo regno.
  7388. 7388PER LA REGINA
  7389. 7389[XIX DECEMBRE MCMXV]
  7390. 7390incoronò del crine di viola
  7391. 7391lasciò la pia Gevròsima alla trave
  7392. 7392chiamando il fratel Mòncilo fra il pianto,
  7393. 7393Volarono laggiù sul Monte Nero
  7394. 7394dodici aquile bianche con gran strido.
  7395. 7395Il vecchio padre, il candido guerriero,
  7396. 7396le piange in mezzo al cuore.
  7397. 7397i corvi lordi. A valle la Boiana
  7398. 7398il veglio, e conta l’ore.
  7399. 7399Mangiato han neve e neve hanno bevuto,
  7400. 7400che in sogno sta tra due fiumane calde.
  7401. 7401l’ombra del tuo pallore.
  7402. 7402Veglia e s’affanna per due mute piaghe.
  7403. 7403PEL GENERALISSIMO
  7404. 7404[XIX DECEMBRE MCMXV]
  7405. 7405di maestro; e il vigor soverchiò l’arte.
  7406. 7406La sua chiusa virtù, che par novella,
  7407. 7407diamante che incudine non doma.
  7408. 7408V’incise il segno mistico di Roma,
  7409. 7409Dio d’Italia, l’acume del tuo fato.
  7410. 7410del tempo e il solco dello studio scava
  7411. 7411Conta le sue fatiche a ruga a ruga,
  7412. 7412di quella volontà che il cor gli fruga.
  7413. 7413la fronte di quel giusto che l’obbrobrio
  7414. 7414cinse; ma v’era incancellato il sobrio
  7415. 7415l’anima al segno e il tratto non misura.
  7416. 7416la morta riva domina in Vinegia
  7417. 7417minacciata dal barbaro e dispregia
  7418. 7418la minaccia del ciel, solo, a cavallo,
  7419. 7419che converso abbia in elmo il suo cappuccio
  7420. 7420come balestra lancia i suoi bolzoni,
  7421. 7421come mortaio lancia le sue bombe.
  7422. 7422del suo tacito genio e del suo fato,
  7423. 7423da valicare e gioghi e vette e gole,
  7424. 7424Vigila ai ponti dell’Isonzo; a Plezzo
  7425. 7425la trincea nella neve ed issa il pezzo.
  7426. 7426la terra combattuta, arsa e distrutta,
  7427. 7427dentro gli sorge, dentro gli sprofonda.
  7428. 7428La malga e il picco, il botro e la laguna,
  7429. 7429la roccia e il muro, l’argine e la fossa
  7430. 7430vivono in lui come le vene e l’ossa,
  7431. 7431come i disegni della sua fortuna.
  7432. 7432in lui, palpita in lui, freme e s’adira,
  7433. 7433Verso tutte le cime della gloria
  7434. 7434il suo pensiero si fa carne ardente,
  7435. 7435la gran barra di fuoco arde e risuona.
  7436. 7436la sua certezza in te, Dio ricomparso.
  7437. 7437che tanto sangue non t’è dato invano.
  7438. 7438che giugnea le manopole di maglia
  7439. 7439in atto pio, nel cuor della battaglia
  7440. 7440La sua casa egli pensa sul suo lago
  7441. 7441d’una ghirlanda il terzo dei Cadorna
  7442. 7442il tuo pane, io ti prego che tu m’oda.
  7443. 7443PER I COMBATTENTI
  7444. 7444[XXI GENNAIO MCMXVI]
  7445. 7445PER I COMBATTENTI
  7446. 7446verso te, non gli altari tuoi cruenti
  7447. 7447in sfera, tra le tue falangi assunte;
  7448. 7448ma ci prostriamo con la fronte bassa,
  7449. 7449ma contro il suolo noi poniam la fronte
  7450. 7450c’inginocchiamo, o Dio della battaglia.
  7451. 7451dove la Patria è nostra, nella mota,
  7452. 7452dove la zolla è come nostra polpa,
  7453. 7453dove il fiore è un pensiero di mill’anni
  7454. 7454intimo e fresco in noi come gli affanni
  7455. 7455dove la foglia è un cuore che si frange,
  7456. 7456dove il sasso è la vertebra scolpita
  7457. 7457d’una potenza che in un’altra vita
  7458. 7458dove tutto per noi ricorda e spera,
  7459. 7459dove a noi l’acqua è lacrime e rugiade,
  7460. 7460dov’è l’autunno tutto quel che cade
  7461. 7461di noi tristi, dov’è la primavera
  7462. 7462di giù, Dio che col fuoco ti riveli;
  7463. 7463dei combattenti sono le radici
  7464. 7464della tua primavera annunziata
  7465. 7465dall’Arcangelo, i piedi dolorosi
  7466. 7466dei combattenti, i piedi sanguinosi
  7467. 7467dei figli nella terra insanguinata,
  7468. 7468come vele tesate dalle scotte.
  7469. 7469crescere l’inno e rimbombar la strada
  7470. 7470Il cuore delle madri coraggiose
  7471. 7471Le città ridivennero eroine
  7472. 7472Le città ebber l’anima d’acciaio
  7473. 7473duce e seguace. Ed era il primo bando.
  7474. 7474virginee, le vittime più certe,
  7475. 7475la madre delle messi e degli eroi;
  7476. 7476ché, ubertà di Dio, lungo le strade
  7477. 7477degli eserciti già spigava il grano
  7478. 7478dell’alpe, come il grano e come i gigli.
  7479. 7479com’è simile al mosto il sangue ardente,
  7480. 7480Il valor rise come il fiore sboccia.
  7481. 7481Ma dall’immondo Barbaro la viva
  7482. 7482come quell’ira che del fango ingozza
  7483. 7483i chiari primigeniti del sole,
  7484. 7484dei pampini all’amico olmo soavi,
  7485. 7485costrusse il suo sepolcro ognor più grande.
  7486. 7486costrusse il suo sepolcro ognor più saldo.
  7487. 7487Il ciel del Palatino ebber gli eroi
  7488. 7488intorno ai petti; e l’impeto devoto
  7489. 7489Impeto, primogenito del fuoco,
  7490. 7490Impeto, condottiere dell’assalto
  7491. 7491disperato, che cozzi con la fronte
  7492. 7492Impeto, ghermitor della fortuna
  7493. 7493improvviso, che sì l’insegui e serti
  7494. 7494con la punta alle reni e sì l’afferri
  7495. 7495demone della nostra lotta, gloria
  7496. 7496PER I CITTADINI
  7497. 7497[XXII GENNAIO MCMXVI]
  7498. 7498PER I CITTADINI
  7499. 7499della fatica
  7500. 7500il silenzio si fa ne’ cuori attenti,
  7501. 7501viene e trema nel cerchio del chiarore,
  7502. 7502che non è pianto ed è più che dolore,
  7503. 7503dei primi artieri
  7504. 7504dei sogni con un’ansia in cuor confusa,
  7505. 7505la trincea tetra, la penosa bolgia,
  7506. 7506il fango imputridito
  7507. 7507le piaghe non fasciate
  7508. 7508i morti non sepolti
  7509. 7509dei vivi senza sonno
  7510. 7510il taciturno tuo combattimento:
  7511. 7511le piaghe in carne viva,
  7512. 7512l’agonia che sorride
  7513. 7513immortalmente;
  7514. 7514che del sangue fraterno
  7515. 7515ma nell’ombra del suo
  7516. 7516carnal pallore
  7517. 7517il confino dell’anima trapassa
  7518. 7518la bianca lana e col fil bigio agucchia,
  7519. 7519dinanzi alla sua fossa,
  7520. 7520cupa ha il colore della terra smossa,
  7521. 7521il color che le scorre tra le dita
  7522. 7522leni di maglia in maglia;
  7523. 7523cieca e lontana,
  7524. 7524vede ella d’improvviso la ferita
  7525. 7525che la corrompe,
  7526. 7526conduce col suo cuore vigilante
  7527. 7527di carità trasfonde
  7528. 7528dal sitibondo Carso
  7529. 7529che mai non si disseta,
  7530. 7530di là da quella mèta
  7531. 7531che si trapassa per non ritornare,
  7532. 7532candido come ossame
  7533. 7533di ferro ch’ei tagliò tra legno e legno
  7534. 7534confitti come croce al sacrificio
  7535. 7535dell’eroe sovrumano;
  7536. 7536di lacrime ma pone la sua mano
  7537. 7537che ricevuto ha in sé la grazia e il sangue
  7538. 7538dei suoi fratelli e il fiato
  7539. 7539come se dentro il calice d’un fiore
  7540. 7540con la man dolcemente
  7541. 7541ma questo prendi e me con lui se valgo»:
  7542. 7542degli agi suoi, e non s’indugia a mensa
  7543. 7543che alcun del sangue suo
  7544. 7544che croscia su gli alari,
  7545. 7545dei picchi invitti come il diamante,
  7546. 7546che la sizza scoperchia,
  7547. 7547ma rinunzia egli i beni ed è l’eguale
  7548. 7548del povero che offre
  7549. 7549che logora con gli ossi delle dita
  7550. 7550le lente avemarie senza parola
  7551. 7551come la soglia del sepolcro, pensa
  7552. 7552che le rimane
  7553. 7553d’oro consunto,
  7554. 7554via seguitando il suon delle campane,
  7555. 7555la melodia di Cristo antica e nova;
  7556. 7556come canto novello
  7557. 7557il canto del Beato
  7558. 7558Vivi morendo in pace»:
  7559. 7559IL RINATO
  7560. 7560[I GENNAIO MCMXVI]
  7561. 7561IL RINATO
  7562. 7562i magi, non andava innanzi a loro
  7563. 7563dei Messaggeri in Betleem di Giuda
  7564. 7564calda di fiati nella notte cruda;
  7565. 7565intonarono cantico di gioia.
  7566. 7566cava il Figliuol dell’uomo; e solo quivi,
  7567. 7567messo in fasce da piaghe, si giacea.
  7568. 7568Laude gli era il rimbombo senza fine
  7569. 7569cantico gli era il croscio delle mine
  7570. 7570ventato su dalle carneficine.
  7571. 7571dei dì prossimi, l’ombra fu promessa
  7572. 7572di luce, il buio fu di luce ostaggio.
  7573. 7573del suo profeta: «Un grido è stato udito
  7574. 7574in Rama, un mugolìo di leonessa,
  7575. 7575l’ultimo suo non anche seppellito.
  7576. 7576de’ suoi figliuoli che non sono più.
  7577. 7577Il Signore ha creata una virtù
  7578. 7578in carne i tuoi germogli, o genitrice.
  7579. 7579moltiplicati dal combattimento.
  7580. 7580li seppellisci ed io li dissotterro.
  7581. 7581Ma «Colui ch’è il più forte» era il suo nome.
  7582. 7582LA PREGHIERA DI DOBERDÒ
  7583. 7583[SETTEMBRE MCMXVI]
  7584. 7584LA PREGHIERA DI DOBERDÒ
  7585. 7585A LUIGI CADORNA
  7586. 7586[IV SETTEMBRE MCMXVII]
  7587. 7587A LUIGI CADORNA
  7588. 7588l’Italia l’alza in cima della spada,
  7589. 7589come un arco tra il Vòdice e l’Ermada;
  7590. 7590la tua vittoria, col tuo pugno forte.
  7591. 7591Carso col fiore dei tuoi fanti imberbi.
  7592. 7592LA CANZONE DEL QUARNARO
  7593. 7593[XI FEBBRAIO MCMXVIII]
  7594. 7594LA CANZONE
  7595. 7595DEL QUARNARO
  7596. 7596cuoia dure, dura fronte,
  7597. 7597mani macchine armi pronte,
  7598. 7598Con un’ostia tricolore
  7599. 7599Come piaga incrudelita
  7600. 7600coce il rosso nel costato,
  7601. 7601con in pugno la sementa
  7602. 7602da gittar nel solco avaro.
  7603. 7603il buon seme della schiatta,
  7604. 7604la fedel seminatrice,
  7605. 7605dov’è merce la disfatta,
  7606. 7606dove un Zanche la baratta
  7607. 7607Il profumo dell’Italia
  7608. 7608Da Lussin, da Val d’Augusto
  7609. 7609vien l’odor di Roma al cuore.
  7610. 7610Improvviso nasce un fiore
  7611. 7611che l’ulivo fa d’argento.
  7612. 7612delle schiene, sottovento.
  7613. 7613Dolce è ogni albero stento,
  7614. 7614Il lentisco il lauro il mirto
  7615. 7615Monta su per i valloni
  7616. 7616la fumea di primavera,
  7617. 7617copre tutta la costiera,
  7618. 7618Dentro i covi degli Uscocchi
  7619. 7619Il ruggito della belva
  7620. 7620Contro sfida leonina
  7621. 7621della notte fuochi e stelle.
  7622. 7622Dove son gli impiccatori
  7623. 7623degli eroi? Tra le lenzuola?
  7624. 7624Dove sono i portuali
  7625. 7625che millantano da Pola?
  7626. 7626cinquantenne entro il riparo?
  7627. 7627Dove sono gli ammiragli
  7628. 7628d’arzanà? Su la ciambella?
  7629. 7629dedicata a san Nazaro.
  7630. 7630Da Lussin alla Merlera,
  7631. 7631da Calluda ad Abazia,
  7632. 7632cuoia dure, dura fronte,
  7633. 7633mani macchine armi pronte,
  7634. 7634ALL’AMERICA IN ARMI
  7635. 7635[VI LUGLIO MCMXVIII]
  7636. 7636ALL’AMERICA IN ARMI
  7637. 7637LA PREGHIERA DI SERNAGLIA
  7638. 7638[OTTOBRE MCMXVIII]
  7639. 7639LA PREGHIERA DI SERNAGLIA
  7640. 7640CANTICO PER L’OTTAVA
  7641. 7641DELLA VITTORIA
  7642. 7642[III-XI NOVEMBRE MCMXVIII]
  7643. 7643CANTICO PER L’OTTAVA
  7644. 7644DELLA VITTORIA
  7645. 7645Come la spada a due tagli leva il tuo canto puro
  7646. 7646che la nostra anima nuda fenda, mentre Bonturo
  7647. 7647mal mondato nel trivio bercia.
  7648. 7648Verità cinta di lauro, ben tu oggi mi scegli
  7649. 7649come quando su lo strame d’Italia i tristi vegli
  7650. 7650contro il sogghigno dei vigliacchi.
  7651. 7651mi trema e condurla non posso.
  7652. 7652del tempio, uno scudo percosso.
  7653. 7653Il giubilo è una rapina bella, un ratto felice.
  7654. 7654Come chi chiama la luce pel suo nome divino,
  7655. 7655come chi chiama la luce pel suo nome e al mattino
  7656. 7656comanda che nasca dal mare,
  7657. 7657di dolcezza e di spavento. Non tu sembri un’aurora
  7658. 7658che abbia volontà di cantare?
  7659. 7659come un’aurora chiomata d’astri ignoti, che sia
  7660. 7660Dalle calcagna possenti fino alle rosee dita
  7661. 7661La notte pallida s’apre come si squarcia un velo.
  7662. 7662il mare la terra e gli eroi.
  7663. 7663da secoli per cantare quest’inno che sovrasta
  7664. 7664la speranza e supera il fato.
  7665. 7665dell’amore il verso stellato.
  7666. 7666in te nova. Sei la grande Carmenta. Ecco che t’odo
  7667. 7667cantando dai bei veroni veneti, bionde e chiare
  7668. 7668ch’è scolpita nel mio petto com’è scolpita appiede
  7669. 7669di Santa Maria Zobenigo,
  7670. 7670dalla gran nave di sasso, tra battistero e altare,
  7671. 7671ma per gli occhi del suo veggente,
  7672. 7672ma per gli occhi del suo cieco, pei fisi occhi riarsi
  7673. 7673dall’ardore del futuro ch’egli vede levarsi
  7674. 7674la cecità del profeta reduce dai tre mondi
  7675. 7675dàlmate la più dorata! Sei nelle tue colonne
  7676. 7676come il fuoco nell’alabastro.
  7677. 7677La tua gioia è come l’oro fulva. Sotto l’artiglio
  7678. 7678il tuo libro si riapre. Fiorisce come un giglio
  7679. 7679il tuo cipresso nell’incastro.
  7680. 7680La sùbita primavera si crinisce di pioggia.
  7681. 7681La rondine d’oriente torna nella tua loggia
  7682. 7682Disseppellisci di sotto l’altare i tuoi stendardi
  7683. 7683le isole nutrici di api, da Zirona a Lagosta,
  7684. 7684canta con dodici bocche nel tuo fonte, o Ragusa;
  7685. 7685canto nato col mattino. Tocca il cuore ferito
  7686. 7686degli eroi nella terra nera.
  7687. 7687come se in tutti e in ciascuno san Francesco d'Assisi
  7688. 7688che sono i fratelli del Grappa,
  7689. 7689da un sangue repente; e vanno, s’accrescono, soldati
  7690. 7690della luce, di tappa in tappa.
  7691. 7691Chi è con loro? Chi viene, riavvampato anch’esso
  7692. 7692di gioventù sovrumana, come aveva promesso?
  7693. 7693Legatemi al mio cavallo. Ma ch’io veda la stella
  7694. 7694d’Italia su la Verruca! Cinghiatemi alla sella.
  7695. 7695Ma ch’io venga all’ultima guerra!»
  7696. 7696dal Vascello e dalla Corsina
  7697. 7697della nova gloria latina,
  7698. 7698che per ala ha il candido manto,
  7699. 7699cavalca Egli nel delirio come in un nembo ardente,
  7700. 7700l’inalza alla vita del canto.
  7701. 7701dal mio petto? Son io servo dell’inno senza lira
  7702. 7702come questo giorno m’è nato?
  7703. 7703della trasfiguratrice? Che val se m’incoroni?
  7704. 7704in tutte le tue creature.
  7705. 7705Con una meravigliosa gioia tesi le mani
  7706. 7706La inseguii di là da ogni mèta al mio cor promessa.
  7707. 7707il volo la schiuma l’assalto.
  7708. 7708L’arcangelo del mio nome, nel dì del Resurressi,
  7709. 7709Ma dov’era il tuo fratello? la sua forza dov’era?
  7710. 7710dell’ala avevan disteso, né con le foglie sante
  7711. 7711coperto il nudato suo cuore;
  7712. 7712Ma, se la vita è mortale, se la morte è immortale,
  7713. 7713in te vita e morte oggi invoco.
  7714. 7714L’agonia si fa melodia.
  7715. 7715La notte pallida s’apre come si squarcia un velo.
  7716. 7716Come chi chiama la luce pel suo nome divino,
  7717. 7717come chi chiama la luce pel suo nome e al mattino
  7718. 7718comanda che nasca dall’acque,
  7719. 7719Da oriente a ponente l’inno prima s’intona:
  7720. 7720Da ostro a settentrione scroscia l’inno secondo:

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