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Literatura
Gerusalemme liberata
Edição BooksWhale em italiano por Torquato Tasso
Un poema epico su crociata, fede, amore, eroismo e conflitto interiore.
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Introdução do livro
Gerusalemme liberata
Gerusalemme liberata narra la conquista di Gerusalemme intrecciando guerra sacra, passioni individuali e tensioni morali. Tasso dà all’epica rinascimentale una forma intensa e musicale.
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Torquato Tasso morì nel 1595, e Gerusalemme liberata fu pubblicato nel 1581; queste date sostengono il pubblico dominio di questa edizione italiana.
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Gerusalemme liberata
Torquato Tasso
ARGOMENTO.
Manda a Tortosa Dio l’Angelo; u’ poi Goffredo aduna i Principi Cristiani. Quivi concordi que’ famosi Eroi Lui Duce fan degli altri Capitani. Quinci egli pria vuol rivedere i suoi Sotto l’insegne; e poi gl’invia ne’ piani Ch’a Sion vanno: intanto di Giudea Il Re si turba alla novella rea.
Capítulo de préviaCANTO PRIMO.Prévia
Canto l’arme pietose, e ’l Capitano
Che ’l gran sepolcro liberò di Cristo.
Molto egli oprò col senno e con la mano;
Molto soffrì nel glorioso acquisto:
E invan l’Inferno a lui s’oppose; e invano
s’armò d’Asia e di Libia il popol misto:
Chè ’l Ciel gli diè favore, e sotto ai santi
Segni ridusse i suoi compagni erranti.
II.
O Musa, tu, che di caduchi allori Non circondi la fronte in Elicona, Ma su nel Cielo infra i beati cori Hai di stelle immortali aurea corona; Tu spira al petto mio celesti ardori, Tu rischiara il mio canto, e tu perdona S’intesso fregj al ver, s’adorno in parte D’altri diletti, che de’ tuoi le carte.
III.
Sai che là corre il mondo, ove più versi Di sue dolcezze il lusinghier Parnaso; E che ’l vero condito in molli versi, I più schivi allettando ha persuaso. Così all’egro fanciul porgiamo aspersi Di soavi licor gli orli del vaso: Succhi amari, ingannato, intanto ei beve, E dall’inganno suo vita riceve.
IV.
Tu magnanimo Alfonso, il qual ritogli Al furor di fortuna, e guidi in porto Me peregrino errante, e fra gli scoglj, E fra l’onde agitato, e quasi assorto; Queste mie carte in lieta fronte accogli, Che quasi in voto a te sacrate i’ porto. Forse un dì fia, che la presaga penna Osi scriver di te quel ch’or n’accenna.
V.
È ben ragion, (s’egli averrà che ’n pace Il buon popol di Cristo unqua si veda, E con navi e cavalli al fero Trace Cerchi ritor la grande ingiusta preda,) Ch’a te lo scettro in terra o, se ti piace L’alto imperio de’ mari a te conceda. Emulo di Goffredo, i nostri carmi Intanto ascolta, e t’apparecchia a l’armi.
VI.
Già ’l sesto anno volgea, che ’n Oriente Passò il campo Cristiano a l’alta impresa; E Nicea per assalto, e la potente Antiochia con arte avea già presa. L’avea poscia in battaglia incontra gente Di Persia innumerabile difesa, E Tortosa espugnata; indi a la rea Stagion diè loco, e ’l novo anno attendea.
VII.
E ’l fine omai di quel piovoso inverno, Che fea l’arme cessar, lunge non era; Quando da l’alto soglio il Padre eterno, Ch’è ne la parte più del Ciel sincera, E quanto è da le stelle al basso inferno, Tanto è più in su de la stellata spera, Gli occhi in giù volse, e in un sol punto e in una Vista mirò ciò che ’n se il mondo aduna.
VIII.
Mirò tutte le cose, ed in Soría S’affissò poi ne’ Principi Cristiani; E con quel guardo suo ch’addentro spia Nel più secreto lor gli affetti umani, Vede Goffredo che scacciar desia Dalla santa Città gli empj Pagani: E pien di fè, di zelo, ogni mortale Gloria, impero, tesor mette in non cale.
IX.
Ma vede in Baldovin cupido ingegno Ch’all’umane grandezze intento aspira: Vede Tancredi aver la vita a sdegno, Tanto un suo vano amor l’ange e martira! E fondar Boemondo al novo regno Suo d’Antiochia alti principj mira; E leggi imporre, ed introdur costume, Ed arti, e culto di verace nume.
X.
E cotanto internarsi in tal pensiero, Ch’altra impresa non par che più rammenti. Scorge in Rinaldo ed animo guerriero, E spirti di riposo impazienti. Non cupidigia in lui d’oro o d’impero, Ma d’onor brame immoderate, ardenti. Scorge che dalla bocca intento pende Di Guelfo, e i chiari antichi esempj apprende.
XI.
Ma poich’ebbe di questi, e d’altri cori Scorti gl’intimi sensi il Re del mondo; Chiama a se da gli angelici splendori Gabriel, che ne’ primi era secondo. È tra Dio, questi, e l’anime migliori Interprete fedel, nunzio giocondo: Giù i decreti del Ciel porta, ed al Cielo Riporta de’ mortali i preghi, e ’l zelo.
Capítulo de préviaCANTO SECONDO.Prévia
Mentre il Tiranno s’apparecchia all’armi,
Soletto Ismeno un dì gli s’appresenta:
Ismen, che trar di sotto ai chiusi marmi
Può corpo estinto, e far che spiri e senta:
Ismen, che al suon de’ mormoranti carmi
Fin nella reggia sua Pluto spaventa,
E i suoi Demon negli empj uficj impiega
Pur come servi, e gli discioglie, e lega.
II.
Questi or Macone adora, e fu Cristiano, Ma i primi riti anco lasciar non puote; Anzi sovente in uso empio e profano Confonde le due leggi a sè mal note. Ed or dalle spelonche, ove, lontano Dal volgo, esercitar suol l’arti ignote, Vien nel pubblico rischio al suo Signore; A Re malvagio consiglier peggiore.
III.
Signor, dicea, senza tardar sen viene Il vincitor esercito temuto; Ma facciam noi ciò che a noi far conviene; Darà il Ciel, darà il mondo ai forti ajuto. Ben tu di Re, di duce hai tutte piene Le parti, e lunge hai visto e provveduto. S’empie in tal guisa ogn’altro i propri uficj, Tomba fia questa terra a’ tuoi nemici.
IV.
Io quanto a me ne vengo, e del periglio, E dell’opre compagno ad aitarte. Ciò che può dar di vecchia età consiglio, Tutto prometto, e ciò che magica arte. Gli Angeli che dal Cielo ebbero esiglio Costringerò delle fatiche a parte. Ma dond’io voglia incominciar gl’incanti, E con quai modi, or narrerotti avanti.
V.
Nel tempio de’ Cristiani occulto giace Un sotterraneo altare; e quivi è il volto Di colei, che sua diva, e madre face, Quel volgo, del suo Dio nato e sepolto. Dinanzi al simulacro accesa face Continua splende: egli è in un velo avvolto; Pendono intorno, in lungo ordine, i voti Che vi portaro i creduli devoti.
VI.
Or questa effigie lor, di là rapita, Voglio che tu di propria man trasporte, E la riponga entro la tua Meschita: Io poscia incanto adoprerò sì forte, Ch’ognor, mentre ella quì fia custodita, Sarà fatal custodia a queste porte; Tra mura inespugnabili il tuo impero Sicuro fia, per novo alto mistero.
VII.
Sì disse, e ’l persuase: e impaziente Il Re sen corse alla magion di Dio, E sforzò i Sacerdoti, e irreverente Il casto simulacro indi rapío; E portollo a quel tempio, ove sovente S’irrita il Ciel col folle culto e rio. Nel profan loco, e su la sacra imago Susurrò poi le sue bestemmie il Mago.
VIII.
Ma come apparse in ciel l’alba novella, Quel, cui l’immondo tempio in guardia è dato, Non rivide l’immagine, dov’ella Fu posta, e invan cerconne in altro lato. Tosto n’avvisa il Re, ch’alla novella Di lui si mostra fieramente irato: Ed immagina ben ch’alcun fedele Abbia fatto quel furto, e che se ’l cele.
IX.
O fu di man fedele opra furtiva, O pur il Ciel quì sua potenza adopra: Che di colei ch’è sua Regina e diva, Sdegna che loco vil l’immagin copra: Ch’incerta fama è ancor, se ciò s’ascriva Ad arte umana, od a mirabil’opra. Ben è pietà, che la pietade e ’l zelo Uman cedendo, autor sen creda il Cielo.
X.
Il Re ne fa con importuna inchiesta Ricercar ogni chiesa, ogni magione: Ed a chi gli nasconde, o manifesta Il furto o il reo, gran pene, e premj impone. E’l Mago di spiarne anco non resta Con tutte l’arti il ver; ma non s’appone: Chè ’l Cielo (opra sua fosse, o fosse altrui) Celolla, ad onta degl’incanti, a lui.
XI.
Ma poichè ’l Re crudel vide occultarse Quel che peccato de’ fedeli ei pensa; Tutto in lor d’odio infellonissi, ed arse D’ira, e di rabbia immoderata immensa. Ogni rispetto obblia; vuol vendicarse, (Segua che puote) e sfogar l’alma accensa: Morrà, dicea, non andrà l’ira a voto, Nella strage comune il ladro ignoto.
XII.
Purchè ’l reo non si salvi, il giusto pera E l’innocente. Ma qual giusto io dico? È colpevol ciascun, nè in loro schiera Uom fu giammai del nostro nome amico. S’anima v’è nel novo error sincera, Basti a novella pena un fallo antico. Su, su, fedeli miei, su via prendete Le fiamme, e ’l ferro, ardete, ed uccidete.
Sumário
Nesta edição
- 01Full text
- 02CANTO PRIMO.
- 03CANTO SECONDO.
- 04CANTO TERZO.
- 05CANTO QUARTO.
- 06CANTO QUINTO.
- 07CANTO SESTO.
- 08CANTO SETTIMO.
- 09CANTO OTTAVO.
- 10CANTO NONO.
- 11CANTO DECIMO.
- 12CANTO UNDECIMO.
- 13CANTO DUODECIMO.
- 14CANTO DECIMOTERZO.
- 15CANTO DECIMOQUARTO.
- 16CANTO DECIMOQUINTO.
- 17CANTO DECIMOSESTO.
- 18CANTO DECIMOSETTIMO.
- 19CANTO DECIMOTTAVO.
- 20CANTO DECIMONONO.
- 21CANTO VIGESIMO.
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