Il giornalino di Gian Burrasca cover

italiano Edição

Literatura

Il giornalino di Gian Burrasca

Edição BooksWhale em italiano por Vamba

Un romanzo umoristico per ragazzi, pieno di ribellione, famiglia, scuola e satira sociale.

Prévia
Amostra do texto preparado
Formatos
Leitor online, EPUB, PDF
Acesso
Claim da Biblioteca

Introdução do livro

Il giornalino di Gian Burrasca

Il giornalino di Gian Burrasca racconta, in forma di diario, le avventure irriverenti di Giannino Stoppani. Questa edizione italiana presenta un classico umoristico in formato digitale leggibile.

Edição BooksWhale

Como esta edição foi preparada

Esta edição se baseia em um texto em domínio público e foi preparada pela BooksWhale para leitura digital.

Base de domínio público

Por que pode ser compartilhada

Vamba morì nel 1920, e Il giornalino di Gian Burrasca fu pubblicato all’inizio del Novecento. Queste date sostengono il fondamento di pubblico dominio del testo italiano usato in questa edizione.

Ler prévia

Amostra do texto preparado

Prévia selecionada do texto preparado.

Capítulo de préviaFull textLer prévia

Il giornalino di Gian Burrasca

Vamba

Capítulo de prévia20 settembrePrévia

Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui in questo mio giornalino il foglietto del calendario d’oggi, che segna l’entrata delle truppe italiane in Roma e che è anche il giorno che son nato io, come ci ho scritto sotto, perché gli amici che vengono in casa si ricordino di farmi il regalo.

Ecco intanto la nota dei regali avuti finora:

1.° Una bella pistola da tirare al bersaglio che mi ha dato il babbo;

2.° Un vestito a quadrettini che mi ha dato mia sorella Ada, ma di questo non me ne importa nulla, perché non è un balocco;

3.° Una stupenda canna da pescare con la lenza e tutto l’occorrente e che si smonta e diventa un bastone, che mi ha dato mia sorella Virginia, e questo è il regalo che mi ci voleva, perché io vado matto per la pesca;

4.° Un astuccio con tutto l’occorrente per scrivere, e con un magnifico lapis rosso e blù, regalatomi da mia sorella Luisa;

5.° Questo giornalino che mi ha regalato la mamma e che è il migliore di tutti.

Ah sì! La mia buona mamma me ne ha fatto uno proprio bello, dandomi questo giornalino perché ci scriva i miei pensieri e quello che mi succede. Che bel libro, con la rilegatura di tela verde e tutte le pagine bianche che non so davvero come farò a riempire! Ed era tanto che mi struggevo di avere un giornalino mio, dove scriverci le mie memorie, come quello che hanno le mie sorelle Ada, Luisa e Virginia che tutte le sere prima d’andare a letto, coi capelli sulle spalle e mezze spogliate, stanno a scrivere delle ore intere.

Non so davvero dove trovino tante cose da scrivere, quelle ragazze!

Io, invece, non so più che cosa dire; e allora come farò a riempire tutte le tue pagine bianche, mio caro giornalino? Mi aiuterò con la mia facilità di disegnare, e farò qui il mio ritratto come sono ora all’età di nove anni finiti.

Però in un giornalino bello come questo, bisognerebbe metterci dei pensieri, delle riflessioni...

Mi viene un’idea! Se ricopiassi qui un po’ del giornalino di Ada che giusto è fuori insieme alla mamma a far delle visite?

..................................................................................................

Ecco qui: sono andato su in camera di Ada, ho aperto la cassetta della sua scrivania, le ho preso il suo giornale di memorie, e ora posso copiare in pace.

«Oh, se quel vecchiaccio del Capitani non tornasse più! ed invece, è venuto anche stasera. È impossibile! non mi piace! Non mi piace, e non mi piacerà mai, mai, mai... La mamma ha detto che è molto ricco; e che se mi chiedesse in moglie, dovrei sposarlo. Non è una crudeltà, questa? Povero cuore mio! Perché ti mettono a tali torture?! Egli ha certe mani grandi e rosse, e col babbo non sa parlare d’altro che di vino e di olio, di campi, di contadini e di bestie; e se lo avessi veduto, almeno una volta, vestito a modo... Oh, se questa storia finisse! Se non tornasse più! Mi metterei l’anima in pace... Iersera, mentre l’accompagnavo all’uscio, ed eravamo soli nella stanza d’ingresso, voleva baciarmi la mano; ma io fui pronta a scappare, e rimase con un palmo di naso... Ah no! Io amo il mio caro Alberto De Renzis. Che peccato che Alberto non sia altro che un misero impiegatuccio... Mi fa continuamente delle scenate, e io non ne posso più! Che delusione! Che delusione è la vita... Mi sento proprio infelice!!!...»

E ora basta, perché ho empito due pagine.

#

Ti riapro prima d’andare a letto, giornalino mio, perché stasera m’è successo un affare serio.

Verso le otto, come al solito, è venuto il signor Adolfo Capitani. È un coso vecchio, brutto, grosso grosso e rosso... Le mie sorelle hanno proprio ragione di canzonarlo!

Dunque io ero in salotto col mio giornalino in mano, quando ad un tratto lui mi dice con quella sua vociaccia di gatto scorticato: - Cosa legge di bello il nostro Giannino? - Io, naturalmente, gli ho dato subito il mio libro di memorie, ed egli si è messo a leggerlo forte, davanti a tutti.

Capítulo de prévia21 settembrePrévia

21 settembre.

Son proprio nato disgraziato!

In casa non mi possono più soffrire, e tutti non fanno altro che dire che per colpa mia è andato all’aria un matrimonio che per i tempi che corrono era una gran fortuna, che un marito come il signor Capitani, con ventimila lire di rendita, non si trova tutti i giorni, che Ada sarà condannata a restare zittella tutta la vita come la zia Bettina, e via e dàlli, una quantità di storie che non finiscono mai.

Io vorrei sapere che gran male ho fatto alla fin fine, per copiare un pensiero dallo scartafaccio di mia sorella!

Oh! ma da ora in avanti, o bene o male, giuro che il giornalino lo scriverò tutto da me, perché queste scempiaggini delle mie sorelle mi dànno ai nervi.

#

Dopo il fatto di ieri sera, pareva che stamani fosse successa a casa una gran disgrazia. Era già sonato da un bel pezzo mezzogiorno, e non c’era nemmeno l’idea di mettersi a tavola a far colazione come gli altri giorni. Io non ne potevo più dalla fame; zitto zitto sono andato in salotto da pranzo, ho preso dalla credenza tre panini, un bel grappolo d’uva, un’infinità di fichi dottati, e con la lenza sotto il braccio mi sono avviato verso il fiume per mangiare in pace. Dopo mi son messo a pescare, e non pensavo che ad acchiappare i pesciolini, quando ad un tratto, ho sentito dare uno strappone alla canna che reggevo in mano; forse mi sarò proteso un po’ troppo in avanti, perché... giù, pùnfete! sono cascato nell’acqua! Pare incredibile: ma in quel momento non ho potuto fare a meno di pensare fra me e me: - Ecco, i miei genitori e le mie sorelle saranno contenti ora di non avermi più tra i piedi! Ora non diranno più che son la rovina della casa! Non mi chiameranno più Gian Burrasca di soprannome, che mi fa tanta rabbia!

Affondavo giù giù nell’acqua, e non capivo più nulla, quando mi son sentito tirar su da due braccia d’acciaio. Ho respirato a pieni polmoni l’aria fresca di settembre, e subito, sentendomi meglio, ho domandato al barcaiuolo che mi teneva in collo, se aveva pensato di mettere in salvo anche la mia povera lenza!

Non so perché la mia mamma abbia pianto tanto, quando Gigi mi ha riportato a casa fradicio mézzo. Io stavo benissimo e glielo dicevo, ma le mie parole erano dette al vento, perché le lacrime della mamma pareva che non finissero mai. Come ero contento di essere cascato nel fiume, e di avere corso rischio di affogare! Se no, non avrei avuto tanti complimenti, né tutte quelle moine.

Luisa mi ha messo subito a letto; Ada mi ha portato una tazza di brodo caldo bollente; e tutti, anche le persone di servizio, sono stati intorno a me, fino all’ora di andare a desinare. Poi, lasciandomi così infagottato nelle coperte, da farmi davvero morire di soffocazione, sono andati giù, raccomandandomi di star buono e di non muovermi.

Ma era possibile questo, per un ragazzo della mia età? Che cosa ho fatto appena son rimasto solo? Mi sono levato, ho tirato fuori dall’armadio il mio vestitino buono a quadrettini, mi son vestito, e scendendo pian piano le scale per non farmi sentire, sono andato a nascondermi sotto la tenda della finestra, in salotto. Se mi avessero scoperto, quante gridate avrei avuto!... Non so come sia andata che mi sono addormentato quasi subito; forse avevo sonno, o ero stanco. Il fatto è, che dopo una buona dormita, ho aperto gli occhi; e da una fessura della tenda ho veduto Luisa seduta sul sofà, accanto al dottor Collalto, che chiacchieravano a voce bassa. Virginia strimpellava il piano, in un angolo della stanza. Ada non c’era; era andata certo a letto, perché sapeva che il Capitani non veniva.

Sumário

Nesta edição

  1. 01Full text
  2. 0220 settembre
  3. 0321 settembre
  4. 046 ottobre
  5. 057 ottobre
  6. 068 ottobre
  7. 079 ottobre
  8. 0812 ottobre
  9. 0915 ottobre
  10. 1016 ottobre
  11. 1117 ottobre
  12. 1217 ottobre
  13. 1318 ottobre
  14. 1419 ottobre
  15. 1524 ottobre
  16. 1625 ottobre
  17. 1726 ottobre
  18. 1829 ottobre
  19. 1930 ottobre
  20. 2031 ottobre
  21. 211 novembre
  22. 222 novembre
  23. 235 novembre
  24. 246 novembre
  25. 257 novembre
  26. 269 novembre
  27. 2715 novembre
  28. 2816 novembre
  29. 2918 novembre
  30. 3019 novembre
  31. 3120 novembre
  32. 3222 novembre
  33. 3323 novembre
  34. 3424 novembre
  35. 3528 novembre
  36. 3629 novembre
  37. 3730 novembre
  38. 381 dicembre
  39. 392 dicembre
  40. 403 dicembre
  41. 414 dicembre
  42. 425 dicembre
  43. 436 dicembre
  44. 447 dicembre
  45. 459 dicembre
  46. 4610 dicembre
  47. 4712 dicembre
  48. 4813 dicembre
  49. 4914 dicembre
  50. 5015 dicembre
  51. 5116 dicembre
  52. 5217 dicembre
  53. 5323 dicembre
  54. 5424 dicembre
  55. 5525 dicembre
  56. 5626 dicembre
  57. 5727 dicembre
  58. 5828 dicembre
  59. 5929 dicembre
  60. 6030 dicembre
  61. 6131 dicembre
  62. 622 gennaio
  63. 633 gennaio
  64. 644 gennaio
  65. 655 gennaio
  66. 666 gennaio
  67. 678 gennaio
  68. 689 gennaio
  69. 6910 gennaio
  70. 7013 gennaio
  71. 7114 gennaio
  72. 7215 gennaio
  73. 7316 gennaio
  74. 7417 gennaio
  75. 7518 gennaio
  76. 7619 gennaio
  77. 7720 gennaio
  78. 7821 gennaio
  79. 7922 gennaio
  80. 8029 gennaio
  81. 811 febbraio
  82. 822 febbraio
  83. 833 febbraio
  84. 844 febbraio
  85. 855 febbraio
  86. 866 febbraio
  87. 877 febbraio
  88. 888 febbraio
  89. 899 febbraio
  90. 9011 febbraio
  91. 9112 febbraio
  92. 9213 febbraio
  93. 9314 febbraio
  94. 9420 febbraio
  95. 9521 febbraio
  96. 9623 febbraio
  97. 9724 febbraio
  98. 9825 febbraio
  99. 9926 febbraio
  100. 10027 febbraio
  101. 1011 marzo
  102. 1022 marzo

Disponibilidade de idiomas

Outros idiomas

Outras edições de idioma ainda não foram publicadas. Elas aparecerão aqui quando disponíveis.

Solicitar outro idioma

Il giornalino di Gian Burrasca

Assinatura $9.90 / ano · acesso claim

PréviaEntrar