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Le confessioni di un italiano
意大利语 BooksWhale 版本 · Ippolito Nievo
Grande romanzo risorgimentale di Nievo tra memoria, formazione, Venezia, patriottismo e nascita dell’Italia moderna.
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图书简介
Le confessioni di un italiano
Le confessioni di un italiano racconta, attraverso la lunga vita di Carlino Altoviti, il passaggio dall’antico mondo veneziano all’Italia del Risorgimento. Nievo fonde romanzo di formazione, memoria storica, amore, politica e avventura, offrendo una delle più ampie narrazioni italiane dell’Ottocento.
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目录
本版本内容
- 01Le confessioni di un italiano
- 02Le confessioni
- 03di un italiano
- 04di Ippolito Nievo
- 05Einaudi, Torino 1964
- 06Sommario
- 07Capitolo primo
- 08Capitolo secondo
- 09Capitolo terzo
- 10Capitolo quarto
- 11Capitolo quinto
- 12Capitolo sesto
- 13Capitolo settimo
- 14Capitolo ottavo
- 15Capitolo nono
- 16Capitolo decimo
- 17Capitolo decimoprimo
- 18Capitolo decimosecondo
- 19Capitolo decimoterzo
- 20Capitolo decimoquarto
- 21Capitolo decimoquinto
- 22Capitolo decimosesto
- 23Capitolo decimosettimo
- 24Capitolo decimottavo
- 25Capitolo decimonono
- 26Capitolo ventesimo
- 27Capitolo ventesimoprimo
- 28Capitolo ventesimosecondo
- 29Capitolo ventesimoterzo
- 30CAPITOLO PRIMO
- 31italiano quando lo vorrà quella Provvidenza chegoverna
- 32in mente che descrivere ingenuamente quest'azione dei
- 33le conseguenze meno imperfette di quei primi influssi
- 34Sono vecchio oramai più che ottuagenario nell'anno
- 35soverchie alla smoderatezza e cascaggine umana, pur
- 36tendo quegli affetti e quelle opinioni, che anziché
- 37prender norma dalle vicende esteriori comandano vitto¬
- 38due secoli che resteranno un tempo assai memorabile
- 39culazioni politiche che dal milletrecento al millesette-
- 40dalla prima infanzia al cominciare della vecchiaia, quan¬
- 41apposta da ignota mano contemporanea alle rivelazioni
- 42d'un antichissimo codice. L'attività privata d'un uomo
- 43scurarle disprezzandole, mi pare in alcun modo
- 44esemplare di quelle innumerevoli sorti individuali che
- 45dallo sfasciarsi dei vecchi ordinamenti politici al raffaz¬
- 46zonarsi dei presenti composero la gran sorte nazionale
- 47Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 48potranno alcuni giovani sbaldanzirsi dalle pericolose lu¬
- 49singhe, e taluni anche infervorarsi nell'opera lentamente
- 50mutabili credenze quelle vaghe aspirazioni che fanno lo¬
- 51suggerivano l'estro e la memoria venni scrivendo queste
- 52d'una grande sconfitta e condotte a termine traverso
- 53contribuirono alquanto a persuadermi del maggior ner¬
- 54cercò forse indarno insegnare la malagevole arte dello
- 55ancora supplemento alla mancanza di retorica: la simpa¬
- 56quelle passioni che sovente pur troppo deviarono dal
- 57ci infinitesimali della vita mondiale, e la rettitudine
- 58quale l'ardito navigatore trova un passaggio per l'oceano
- 59infinitamente calmo dell'eternità. Ma il pensiero, prima
- 60torri etorricelle, un gran ponte levatoio scassinato dalla
- 61cantoni, rientrature e sporgenze da far meglio contenti
- 62cantavano le rane; ma l'edera temporeggiatrice era ve-
- 63Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 64montana s'arrischiavano talvolta di scompigliarne qual¬
- 65campanile della cappella portava schiacciata la pigna dai
- 66qualche modo gratificata, e siccome non mugolava mai
- 67un temporale senzaché la chioccia campanella del ca¬
- 68rito di queste burlette meteorologiche ai pioppi secolari
- 69che ombreggiavano la campagna intorno al castello: i
- 70specie di parafulmine, e cosi volentieri lo abbandonava¬
- 71Adriana; benché mutata in Castel Sant'Angelo la sembri
- 72splendevano come tanti occhioni diabolici i fondi delle
- 73castellani di Fratta. Ma non appena sonava l'Avemaria
- 74Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 75scoppiettava fumigante e s'ergeva a spire vorticose fino
- 76alla spranga trasversale di due alari giganteschi borchiati
- 77sincerarsene. Il signor Conte era sempre sbarbato con
- 78suoi stivali. Quando il signor Conte parlava, tacevano
- 79padrone, nell'augurargli salute ad ogni starnuto, nel l’ap¬
- 80cava dovesse riuscirgli gradito delle faccende giurisdi¬
- 81zionali. Per esempio se un contadino, accusato di
- 82appropriarsi le primizie del verziere padronale, rispon¬
- 83sparmiarsi la corda, il signor Cancelliere riferiva al
- 84giurisdicente che quel tale spaventato dalla severa giusti¬
- 85que ammenda s'avesse stimato opportuna. Il signor
- 86Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 87solidità possibile ad una persona che pareva dovesse
- 88Fratta non oltrepassasse le venti libbre sottili, contando
- 89Come fosse contenta madonna G iustizia di trovarsi
- 90zecchini in tasca, facilmente otteneva ragione dinanzi al
- 91bisogno. Buon per loro che il cavallante incaricato
- 92no. Perciò Marchetto cognominato il Conciaossi era
- 93cavavano il cappello come all'immagine d'un santo fore¬
- 94rato dal suo signor padre coll'Intenzione di dedicarlo
- 95L'albero genealogico dei Conti di Fratta vantava una
- 96stinato a perpetuare la tradizione di famiglia. L'uomo
- 97col sagrestano. Quanto al fargli prendere domestichezza
- 98cucchiaio. Suo padre cercava vincere questa maledetta
- 99ripugnanza col farlo prendere sulle ginocchia da alcuno
- 100to, che conveniva passarlo alle ginocchia della cuoca
- 101nulla la sua vocazione. Il Cancelliere d'allora sosteneva
- 102io
- 103Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 104del suo secondogenito ai mostaccioni irti ed arroganti
- 105mi sforzi della sua facoltà generativa all'ambiziosa lusin¬
- 106bimbe del sagrestano; e quando vedeva uno schioppo
- 107parve piucchemai preferibile a quella del soldato. La
- 108ambizione marziale ebbe contraria l'opinione di tutta la
- 109quanto ostentasse l'autorevole cipiglio del signore asso¬
- 110Gerusalemme liberata sapresti che non coll'Uffizio della
- 111Sultano governa G erusalemme, vergogna di tutta Cri¬
- 112Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 113pieoggi appunto i dodici anni!
- 114collo sconoscere i suoi doni!
- 115toccio leccone!... un mezzo volpatto e mezzo coniglio!
- 116T ermopili con trecento boccali di vino!
- 117tane?
- 118tane benché me le venghiate nominando troppo soven¬
- 119madre; ma si ricompose come un pulcino bagnato
- 120bocca?
- 121Il Conte, udendo quella voce piagnucolosa soffocata
- 122Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 123Sono tribolazioni queste che bisogna offerirle al Signore
- 124dispetto della contrarietà paterna, era divenuto monsi¬
- 125i5
- 126capitano Sandracca voleva essere uno schiavone ad ogni
- 127natura; e studiava sempre allo specchio qualche foggia
- 128di guardatura e qualche nuovo arricciamento di baffi
- 129oneste proporzioni. S'accontentava di raccontare come
- 130ra combattutasi sessantanni prima. Forse la memoria lo
- 131strepitavano ai quattro cantoni della giurisdizione. Poi
- 132Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 133Capitano sorrideva di contentezza, e rassicurava la trup¬
- 134compagnia, cosi per quanto questa si affrettasse egli
- 135Leggere al giorno d'oggi di cotali ordinamenti politici
- 136e militari che somigliano buffonerie, parrà forse una
- 137gran maraviglia. Ma le cose camminavano appunto
- 138tuttavia a sessanta o settanta famiglie, originarie d'oltral¬
- 139munità libere e delle Contadinanze formavano il Parla¬
- 140Udine da Venezia, lo ho pochi peccati d'ommissione
- 141Parlamenti. L'aveva da essere in verità uno spettacolo
- 142appetitoso. Pochi dei signori G iurisdicenti sapevano di
- 143che quando il Magnifico General Parlamento della Pa¬
- 144fosse già concertato minutamente fra Sua Eccellenza il
- 145Che in quelle conferenze preliminari avessero voce an¬
- 146negarlo; massime se quei giureconsulti avevano il buon
- 147naso di convenir nei disegni della Signoria. S'intende
- 148avrebbe osato di privameli pei suoi imperscrutabili mo¬
- 149mento, il Magnifico General Parlamento proponeva di¬
- 150Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 151fico General Parlamento implorava poi dalla Serenissi¬
- 152giacché, come dice l'editore degli Statuti Friulani, esse
- 153rito che potessero vantarne i Magnifici deputati della
- 154alcune riforme delle vecchie costituzioni. Pertanto Do-
- 155minicusContareno Dei gratia Dux Venetiarum etc. dopo
- 156esprimete nelle vostre giurate informazioni in proposito
- 157e fedelissimi sudditi di permetterle che possino devenire
- 158alla riforma di quei capitoli che conoscessimo necessari
- 159piacque di permetterne la pubblicazione con sue lettere
- 160ni ano. Venendo rappresentata qualche alterazione in alcu¬
- 161Nel capitolo centoquarantasette con cui si pretende levar
- 162metterete l'esecuzione conforme l'i stanze, ordinando però
- 163maii IndictioneXI 1673. Dopo tali formalità uscirono fi¬
- 164ragione del rinnovamento è cosi espressa dai compilato¬
- 165fondamentato a questa profittevole e lodevole opera, co¬
- 166mincieremo colla Prima Costituzione. Si scordarono di
- 167seconda doveva essere buon fondamento a quella profit¬
- 168prima si statuiva intorno all'osservanza della religione
- 169bestemmie. Se anche queste ultime debbano annoverar¬
- 170neutica dell'editore suddetto. Continuano poi gli Statuti
- 171modamente e senza alcuna distrazione si possa raccogliere
- 172Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 173patrocinatori e avvocati; a proposito dei quali avendo
- 174lito significato d'infermo o pericoloso. Succedono poi
- 175questri sono argomenti dei paragrafi successivi. Il capi¬
- 176tolo centoquarantuno tratta particolarmente degli assas¬
- 177assassini, si passa alle confiscazioni, ai regolamenti del
- 178locazione delle case, nel quale, con paterna provvidenza
- 179locazione minore d'anni cinquanta debba avere l'intima¬
- 180Parrebbe ora affatto miracoloso questo Codice d'un
- 181disparate; ma i giureconsulti del Magnifico Parlamento
- 182d'inframmettervi leggi e consigli sulle tutele, sulle cura¬
- 183patentati ed una buona ramanzina pei contadini che
- 184ne del partito preso; come allorquando dopo stabilito
- 185d'anzianità, il legislatore soggiunse a motivo di questa
- 186sua disposizione: perché una persona non può contempo¬
- 187non disponevano le leggi provinciali s'intendeva aver vi¬
- 188come ne fossero intralciate le transazioni forensi. Per
- 189giunta v'aveano le consuetudini; ed ultimo capitava a
- 190Gl'infiniti dissesti prodotti nell'amministrazione della
- 191giustizia dall'arbitrario attraversarsi di tante leggi e di
- 192tanti codici, impietosirono gli animi della Serenissima
- 193terraferma d'un magistrato ambulante composto di tre
- 194Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 195degli amatissimi sudditi e delle povere contadinanze vi
- 196con minutissima coscienza cominciarono a passeggiare
- 197della loro peregrinazione fu un caldissimo proclama sui
- 198renitenti debitori, incamerando e vendendo gli effetti e
- 199sestato convenevolmente una tale materia con una mez¬
- 200questa fedelissima Patria eccitano l'attenzione dei Magi¬
- 201quel decreto aver sufficientemente operato per l'imme¬
- 202diata utilità della fedelissima Patria, laonde tornarono a
- 203lor che avevano perduto un parente nell'ultimo decen¬
- 204ad occuparsi del riordinamento delle Cernide o milizie
- 205tela dell'ordine nelle singole giurisdizioni. Permettono i
- 206Signori Sindaci Inquisitori alle Cernide, Caporali e Capi
- 207compagnando cittadini. - Potranno inoltre, cosi gli
- 208Illustrissimi Sindaci, nei casi di Mostre, Mostrini, Mo-
- 209netta; restando vietato il pugnale, proibito nelle vecchie
- 210Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 211tenevano intorno per le consuete soperchierie. Convien
- 212Candia, vedeva con raccapriccio questa genia, diceva
- 213egli, di scorribanda irregolare; e tanto erasi adoperato
- 214Accomodata un po' all'ingrosso quella difficile mate¬
- 215pubbliche solennità, coll'avvertenza, che intorno a tali
- 216mancanze si riceveranno denunzie segrete con promessa di
- 217Consiglio, per cui autorità i signori sindaci buttavano
- 218fuori proclami sopra proclami. M a l'esuberanza appun¬
- 219da cento giurisdizioni soprapposte e intersecate le une
- 220strade distorte, profonde, infamissime, atte più a preci¬
- 221re quel passo richiedevasi indispensabile il soccorso
- 222li compromessi per rimediare alla soverchia modicità
- 223costoro, per esempio v'avea taluno che, anziché retri¬
- 224doppio di quanto avrebbe dovuto, per soddisfare all'in¬
- 225denunciar egli stesso alla cancelleria un supposto delitto
- 226pel processo, dalla parte condannata. Certo il giurisdi¬
- 227Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 228sempre lunghissime lamentazioni sulla strettezza delle
- 229tariffe; le quali, secondo lui, proibivano assolutamente
- 230vecchio ma non innamorato della vecchiaia; e dell'anti¬
- 231pochi doveri e intendevano continuare l'usanza, San
- 232Marco era un comodissimo patrono. Nessun conserva¬
- 233giurisdizioni, co' suoi statuti, co' suoi parlamenti. Fanta¬
- 234ferenza, anzi una stanca rassegnazione agli ordini invec¬
- 235chiati della Repubblica. Le effimere scorrerie dei
- 236Turchi, sul finire del Quattrocento, aveano empiuto
- 237quella estrema provincia d'Italia d'una paura stermina¬
- 238ta, quasi superstiziosa; sicché la dedizione a Venezia
- 239parve una fortuna; come antica trionfatrice che quella
- 240nobbe che per mantenersi senz'armi nel nuovo dominio
- 241nelle ultime invasioni turchesche. Da ciò la tolleranza
- 242doso della Repubblica. I nobili continuarono lor dimora
- 243parte diventarono vizii, quando il mutarsi delle condi¬
- 244diventò ferocia, l'orgoglio soperchieria; e l'ospitalità
- 245zia alla dominazione dei curiali veneziani; l'altra vene¬
- 246ziana, cittadinante, ammollita dal diuturno consorzio
- 247coi nobili della dominante. Le antiche memorie fami¬
- 248costumi piegavasi sempre meglio a una pecorile obbe¬
- 249corita la seconda per nullaggine, ambidue piucché inuti¬
- 250casati magnatizi durare per molte generazioni al servizio
- 251Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 252perarne dai senatori la dimenticanza con delle lunghe
- 253dassate somigliassero più spesso truffe che violenze, e
- 254dalle sofferte prepotenze. N el diritto forense friulano
- 255l'astuzia degli amministrati faceva l'uffizio dell'equ/tas
- 256nel diritto romano. L'ingordigia e l'alterezza degli offi¬
- 257le padroneggiava sfacciatamente, la quale, se cedeva
- 258peggiori. La giustizia sommaria esercitata spesse volte
- 259dei sediziosi. Sebbene cotali scoppii erano troppo rari
- 260rarsi a volger l'animo delle Comunità in favor
- 261confine illirico, parteggiava scopertamente per gli impe¬
- 262presenza del rispettivo imputato; nelle quali era conte¬
- 263spondere sopra inchieste dell'Eccellentissimo Consiglio
- 264taneamente a porsi nelle segrete degli Inquisitori. Indi
- 265Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 266gnore Gherardo di Partistagno fosse invitato entro sette
- 267giorni a comparire dinanzi all'Eccellentissimo Consiglio
- 268sempre più minacciosa nel vedere quell'attitudine di
- 269stagno con voce malsicura che avrebbe incontanente ob¬
- 270Partistagno aizzava quei manigoldi dicendo di tratto in
- 271nel mio castello a portarmi cotali imbasciate!... Furbo
- 2723i
- 273Partistagno. - Vedi?... Ti reggi anche discretamente in
- 274mio castello di Caporetto sopra Gorizia, ove riceveran¬
- 275Con queste parole egli lo aveva condotto saltellone
- 276Queste bazzecole succedevano in Friuli or son
- 277granito serbano assai a lungo l'impronte degli antichi
- 278dell'universo, alpestre piano e lagunoso in sessanta mi¬
- 279raccapriccio dei castellani dell'alta ; tanto il veneziani-
- 280Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 281le due lucernette e allo scoppiettante fiammeggiar del
- 282parola, ma bisognerebbe discorrerne a lungo per dare
- 283leva sembrare umilissimo servitore nei castelli e confi¬
- 284cuparsi d'altro quando si godeva della felicissima pre¬
- 285senza d'un giurisdicente. E secondo i probabili desiderii
- 286ruole, con gran disperazione della cuoca, brontolando
- 287con pochissimo rispetto delle unghie; in premio della
- 288qual parsimonia il vecchio Martino aveva sempre rovi¬
- 289quando qualche impertinenza commessa mi metteva al
- 290bando della famiglia; egli mi scusava presso Monsigno¬
- 291re, quando invece di servirgli messa scappava nell'orto
- 292gambe indispettito, a menoché una raschiata del signor
- 293Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 294poco dei nostri ragionamenti seguitava a borbottare che
- 295non era prudenza l'esporre un ragazzo alle rappresaglie
- 296C emide e tremavano nella cancelleria ad un'occhiata
- 297dapprincipio mi faceva meraviglia una tale sconcordan¬
- 298burattini; e questo accadde, perché tali comparse furo¬
- 299averci raccomodato l'indole in questo particolare. Ma
- 300anche adesso, filosoficamente non si avrebbe forse torto
- 301Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 302dall'arte militare moderna. N apoleone peraltro insegnò
- 303bitrio, oltre all'Indole indipendente e raziocinante ab¬
- 304era effetto di pusillanimità, quanto della secolare reve¬
- 305generale camminano sopra norme più sicure, anche gli
- 306gran camino, rimpetto al signor Conte, facendogli delle
- 307dicono i dilettanti. Camminava molto adagio; parlava
- 308sendo o sospirando pareva sempre che mangiasse tossis¬
- 309neralmente tranquilla ed evangelica, dubito che il Signo¬
- 310che stentatamente s'inducessero a traforare due siepaie
- 311l'ideale della premeditazione, sceso ad incarnarsi nel
- 312grembo d'una montagnola di Clausedo; tonsurato dal
- 313lo impediva dall'appoggiarsi saldamente alla sua canna
- 314giacché le riverenze profondissime che faceva al Conte
- 315purgatorio, non occorrerebbe altro che rimetterlo a vi¬
- 316Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 317l'esperimento. Il signor Ambrogio Traversini, fattore e
- 318meritato con qualche invito a pranzo, ricompensa più
- 319crudele dello stesso malanno. Senonchéil più delle volte
- 320naso i ginocchi; prendeva tabacco, bisbigliava giaculato¬
- 321rideva, gesticolava con tutti, e accarezzava ogni persona
- 322ebbi la scoperta, tutti, quand'egli partiva, si affollavano
- 323Canonico di Sant'Andrea, grande teologo e pochissimo
- 324tollerante dell'ignoranza altrui, che avea onorato in ad¬
- 325morale. Il cappellanello che veniva a domandar conto
- 326gambe, ringraziando tutti i santi del calendario. Figura¬
- 327tevi se non avea ragione di scampanar d'allegrezza!
- 328za termine; e lusingavano del loro corteo l'aristocratico
- 329sussiego del signor Conte. Quand'essi capitavano era
- 330Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 331per non rimanerne abbrustolita. Lo scalpore più india¬
- 332qualche abatucolo, a qualche poeta di Portogruaro che
- 333la empiendogli troppo sovente il bicchiere. La comme¬
- 334di modi che assai contrastava coll'avvinazzata licenza
- 335che meglio avrebbero dovuto intendersela fra loro, es¬
- 336padri Somaschi ov'era stato educato suo padre: perciò
- 337una buona lavata di capo. Fortuna ch'era sordo!
- 338ingredienti bisognevoli al vitto della giornata; la seconda
- 339vanagloria ma unicamente per abitudine. U na smaniglia
- 340Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 341corteggiare dai più avvenenti damerini. Il ritratto che
- 342Conte. Quando questo atroce caso avvenne la nobildon¬
- 343buscar qualche schiaffo per andarla ad udire postando¬
- 344dimandandomi con severità, ma senza nessuna amarez¬
- 345duto; perché lo sposo della nobildonna Badoera, quel
- 346in Francia ambasciatore della Serenissima e vi aveva
- 347l'egual rettitudine di coscienza, l'eguale altezza e purità
- 348Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 349come prima aveva innamorato quello dei cortigiani di
- 350quella donna venerabile, e promettendomi in cuore di
- 351delle chiavi, e diede un guizzo d'indignazione vedendo¬
- 352Anche questa mia domestichezza con M artino spiace¬
- 353non poteva sopportare questo Fulgenzio e gli giocava
- 354portabile. Una volta per esempio, ma questo avvenne
- 355l'incendio della perrucca non avea contribuito a render
- 356bavispa, irrequieta, permalosetta, dai begli occhioni ca¬
- 357curvassi sulla culla della fanciulletta per contemplarla
- 358sul letto dandomi dei grandi scappellotti e godendo
- 359Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 360dispetti; massime perché essi si affaccendavano di spif¬
- 361contessina Pisana, o portarmela in braccio dalla greppia
- 362teva credermi utile; e prendeva un certo piglio
- 363nominarla se non chiamandola la Contessina. Queste
- 364contentezze peraltro non erano senza tormento poiché
- 365pur troppo si verifica cosi nell'Infanzia come nell'altre
- 366Quando capitavano al castello signori del vicinato coi
- 367sgraziato e anziché rendermi aggradevole alla piccina, e
- 368dissiparsi, e senza sapermene liberare, trovava troppo
- 369sità; qual sarebbe d'una regina che dopo aver
- 370Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 371suoi gridari si ammutivano dinanzi al tavolino della
- 372mio della mia abnegazione, benché dappoi spesse volte
- 373dell'età provetta colle illusioni purissime dell'infanzia. 1 1
- 374vente per quella mia arroganza di volermi accomunar
- 375l'Ofeliadi Shakespeare; pure ella non avea letto nessuna
- 376Pareva che la lunga consuetudine colla nonna inferma
- 377qual alterigia aristocratica. Eppure non v'aveva anima
- 378testimonianze giurate. Q uando la nonna abbisognava
- 379va pazientemente aspettando coi ginocchi un po' appog¬
- 380trodotti i miei personaggi. Cosa naturalissima e risposta
- 381Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 382tasie prettamente poetiche. La Pisana aveva tanto orrore
- 383per inseguirmi a colpi di bacchetta. Mala contessina
- 384le gonnelle come facevano persino quelle schizzinose
- 385vocina cosi buona e carezzevole!
- 3865i
- 387CAPITOLO SECONDO
- 388volta o l'altra, sappiate adunque ch'io nacqui figliuolo
- 389fatto, com'io direi, un matrimonio di scappata coll'illu¬
- 390strissimo signor Todero Altoviti, gentiluomo di Torcel-
- 391Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 392Smirne dopo fuggitagli la moglie; alcuni asserivano di
- 393crepacuore per questo abbandono; altri di disperazione
- 394per debiti; altri d'una infiammazione buscata col bere
- 395La signora Contessa aveva abbandonato solo da qual¬
- 396l'aveva, aggiungersele anche questo di aver un bambino
- 397gnora Contessa fin dalla prima occhiata senti adunque
- 398i vecchi del circondario. Martino infatti mi raccontava
- 399portinaio del castello, che era anche il registratore
- 400dell'orologio della torre e l'armaiuolo del territorio, ave¬
- 401buio della generazione passata che aveva forse sull'ani¬
- 402di rappaciarsi con Domeneddio, perché cantava e burla¬
- 403triarcale. Pareva a vederlo la coscienza più tranquilla
- 404fatta la sua confessione pasquale, si sentiva innocente
- 405aveva armato l'anima d'una triplice corazza contro ogni
- 406malinconia. Passato ch'egli era agli stipendi dei castella¬
- 407Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 408sopraintendenza delle ore, credeva fermamente che la
- 409questi lancia spezzata del più prepotente castellano della
- 410prendevano con me, e ciascuno voleva togliermi all'av¬
- 411più spesso andavano d'accordo con tacita tolleranza, ed
- 412allora godevano in comune dei progressi che vedevano
- 413qualche visita di Portogruaro alla passeggiata del dopo¬
- 414rocchia, quando vedeva spuntar sotto l'androne la cuf-
- 415manendo per tacito accordo dimenticata la nostra
- 416ponte, pensarono affidarmi a quel tal Fulgenzio sagre¬
- 417sana immischiandomi coi fanciulletti del santese; ma
- 418quell'istinto di contraddizione che è anche nei fanciulli
- 419faceva anzi star attaccato piucchemai alla mia estrosa
- 420Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 421periosa. Bisognava ubbidirle, ad ogni costo, ed amarla
- 422ne dei moralisti. Lasciando andare, che, come accenna¬
- 423libertà fanciullesca dalla quale sovente i sensi vengono
- 424stuzzicati prima dei sentimenti, con sommo pericolo
- 425donne di gran senno ereditarono la vergognosa necessità
- 426del libertinaggio dalle abitudini dell'infanzia? - Parlia¬
- 427del coltivatore, fu bastantemente adoperata, perché pos¬
- 428convien lasciarli colare sotto pena di guastarne altrimen¬
- 429segno anche all'altezza dei sentimenti. Saffo ed Aspasia
- 430nocenti prima ancora che possano diventar colpevoli. Si
- 431dirà che l'educazione cristiana distrugge poi i perniciosi
- 432Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 433suoi corollari; e queste doti meravigliose, saldate per
- 434operare nella sfera sociale, tutti conoscono come po¬
- 435trebbero ingerminare proteggere ed affrettare i migliori
- 436impossibile, la coscienza venale, la vita vegetativa, noio¬
- 437lontani col discorso dalle piccole e ridicole lasciviette
- 438fantile fomentarono la sua indole impetuosa, varia, irre¬
- 439quieta, egli istinti procaci, veementi, infedeli. Dalla vita
- 440La Pisana mostrava fin dafanciulletta una rara intelli¬
- 441cava compitare. Sicura d'apprendere tutto con somma
- 442Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 443un canto questa breve ambizioncella. Avvezza a condur¬
- 444re divertimenti ed occupazioni ogni tratto; non sapendo
- 445tant'oltre, e sbizzarriva cosi, poiché gliene davano ampia
- 446strano ch'ella cercasse accomodarle colla bugia, quando
- 447all'infinito. Mala era d'una fecondità e d'una prontezza
- 448la perciò mostrasse dispetto o rincrescimento: sembrava
- 449asserzioni porre in dubbio per la contraria testimonian¬
- 450de nessuno avrebbe osato castigare la Contessina all'in-
- 451ra d'educazione che secondo la Contessa dovea bastare
- 452nei nomi. Quella cara contessa, abbandonata dalla gio¬
- 453digestione non trovava altre occupazioni che le conve¬
- 454veglianza casalinga, la ci batteva sodo, perché serrando
- 455Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 456incrocicchiate sulla pancia come a trattenere un sover¬
- 457lando avea collocato ogni sua compiacenza nei conten¬
- 458Intanto si diventava grandicelli, e i temperamenti si
- 459l'orizzonte de' miei desiderii s'era allargato, poiché la
- 460tenevano più vece d'universo, lo voleva vedere cosa
- 461che arrischiava fuori della solita cerchia mi procurava
- 462perta dell'America. La mattina mi alzava per tempissimo
- 463nelle camere della padrona, sguisciava via colla Pisana
- 464ture più artifiziose ritrovano qualche sospiro di sempli¬
- 465giorno si vivono più comunemente all'aria aperta, nella
- 466effetto della trista compagnia i cambiamenti che succe¬
- 467messa (era monsignor Orlando che la celebrava nella
- 468occupava solo nel coro un genuflessorio rimpetto alla
- 469do inchino l'Eccellentissimo e Potentissimo Signor lu-
- 470stanze s'arricciava anche i mustacchi e poneva romoro-
- 471Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 472fatto riconoscente di questa distinzione, sapeva prender
- 473chiesa, sicuro di averla scapolata. Siccome poi queste
- 474melanconia pel mio carceramento; e allora mi prendeva
- 475Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 476dubbio sulle intenzioni satiriche del pittore. Spesso, du¬
- 477rante queste mie esercitazioni artistiche, udiva per l'an¬
- 478vano ad esuberanza il mio compito giornaliero. Oppur
- 479segno della mia mala creanza e dell'esemplare pazienza
- 480poco allungate. M a quest'incommodo che continuò e
- 481tutto all'istruzione andante e liberale dell'ottimo Piova¬
- 482abbastanza alto per accorgersi dalle finestre che era
- 483gioco della sera. Le scranne pesavano certo cinquanta
- 484piede e schienale diritto, coperte di marrocchino nero
- 485dalla morbidezza. La mensa s'imbandiva al solito per
- 486Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 487Capitano e la moglie cercavano rifugio negli intervalli
- 488come dissi, sfuggiva quasi sempre all'onore della mensa
- 489sagrestano, che avevano moglie e figliuoli, non mangia¬
- 490cina, io sgambettava fuori incontro alla ragazzaglia che
- 491La tranquilla digestione della Contessa, e le faccende
- 492dapprincipio la vecchia nonna cercava conto in quelle
- 493Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 494M onsignore ci era vietata dall'incorruttibile custodia di
- 495straordinaria, poiché le sue finestre stavano sempre ser¬
- 496re di non incontrarla, perché ella andava invariabilmen¬
- 497Fossalta e poi coll'egual passo tornava indietro impie¬
- 498gando in questo passeggio sessantacinque minuti, a me¬
- 499no d'incontri impreveduti. Non fu bisogno ch'io dicessi
- 500camminava un passo dietro ai padroni, divertendosi col
- 501cellenza. Queste informazioni erano tante sentenze alle
- 5027i
- 503monsignor 0 riandò andava innanzi leccandosi colla lin¬
- 504fandità della strada. E quando vi giungevano, Agostino
- 505nello continuando la conversazione del passeggio. Mail
- 506dopopranzo era distribuito a questo modo solo durante
- 507Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 508ta non avrebbero potuto camminar meglio. La signora
- 509Veronica si mostrava molto altiera di quell'onore, e
- 510trava tentennando e sfregolandomi gli occhi; e
- 511alcune camicie, le quali colla loro sovrabbondanza paga¬
- 512ravano di minchioneria lontano un miglio mi facevano
- 513Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 514tafferuglio, se no, diceva, avrebbe comandato fuoco sen¬
- 515li per traboccar nel fosso qualcuno. Ridevamo insieme
- 516occhi quell’appari mento aveva tutto l'aspetto d'una dia-
- 517Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 518voleria. Conosciuto per cos'era, volevano ad ogni costo
- 519rammo innanzi promettendoci di ricattarci al domani; e
- 520cendogli che glielo lasciavamo per memoria. Cosi per¬
- 521tutti soggiungevano con faccia contrita: - Cattivo tem¬
- 522rante questa cerimonia la processione si fermava lungo
- 523sua giubilazione s'era assegnato per alloggio un cameri¬
- 524stanza destinata pei frati quando ne capitava qualchedu¬
- 525camera che da tempo immemorabile avevano abitato
- 526soffitto di travi alla cappuccina dipinte d'arabeschi gialli
- 527intorno un'occhiata senza incontrare un'orecchia di
- 528nato erano letteralmente investiti da una fantasmagoria
- 529Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 530aristocratico anche nelle funzioni più segrete e tenebro¬
- 531dovea concepire altro che figliuoli altamente convinti e
- 532beati dell'illustre eccellenza del loro lignaggio. Chésegli
- 533avvenimenti posteriori non diedero sempre ragione a
- 534questa ipotesi, potrebbe anche esser stato per difetto
- 535La contessina Clara dormiva vicino alla nonna
- 536nell'appartamento che metteva in sala rimpetto alla ca¬
- 537intagliato nello stucco della caminiera essa, forse senza
- 538stanzone ingombro di volumi sbardellati e di cartapeco¬
- 539monsignore) l'olio mancava al lucignolo prima che agli
- 540alberghi dei pastori; s'addentrava con Angelica e con
- 541Addormentandosi dopo questa lettura, le pareva talvol¬
- 542suo pianto inconsolabile; un dolore soave melanconico
- 543gnata Fiordiligi rispondevano appuntino ai sentimenti
- 544Anima chiusa alle impressioni del mondo, erasi ella
- 545dalle meditazioni serene della vecchiaia, si rinnovavano
- 546Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 547Fratta, fida compagna dell'antica inferma. Sembrava fin
- 548l'aveva preservata dal vizioso consorzio delle cameriere
- 549e dagli insegnamenti che potevano venirle dagli esempi
- 550le travature del granaio. La sua bellezza cresceva
- 551a sera colla robusta noncuranza d'una campagnuola, vi
- 552guizzante del lampo. Regnava e splendeva come una
- 553prendeva appena vedendola che sotto quelle spoglie
- 554va colla poesia di un'immaginazione pura nascosta ope¬
- 555il fuoco del mezzodì riverberato dalle ghiacciaie candide
- 556Le semplici contadine dei dintorni la chiamavano la
- 557prima comunione, quando appena ricevuto il mistico
- 558do sempre colla memoria quei sublimi rapimenti
- 559saranno sempre meravigliosi anche all'occhio miscre¬
- 560forse perché durai grandissima fatica a trovare un'altra
- 561sperazione dinanzi agli occhi, tutta la profondità
- 562dell'abisso metafisico; dovetti sforzarmi ad allargare la
- 563contemplazione d'un animo, diffidente e miope sopra
- 564l'infinita vastità e durevolezza delle cose umane; dovetti
- 565della felicità, della scienza e della virtù contraddicenti
- 566sociali, rinserrarmi nel baluardo della coscienza per sen¬
- 567inabissarmi, annichilirmi, atomo invisibile, nella vita im¬
- 568mensa ed immensamente armonica dello stesso univer¬
- 569gione invecchiata, come una fiamma di candela sbattuta
- 570stato morale; perché la necessità non ammette penti¬
- 571dottrina che nella pratica sociale accoppia la fermezza
- 572Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 573con compunzione lagrime spremute dagli occhi altrui: o
- 574veramente suoi. Domandate ad essi se vorrebbero esser
- 575vogliono pensarci! Non vogliono; dicono essi; io sog¬
- 576cercando e aspettando, avea la fortuna di sopportare
- 577pleta non è venuta ancora. Perchédunqueglorificar tan¬
- 578Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 579grado consigliera, e consolatrice. Alla ricchezza dava
- 580valore, come dovrebbe stabilirlo la sana economia, per
- 581diventar benemerita deH'umanità. La gente diceva ch'el¬
- 582geva, come di un dovere necessariamente adempito; co¬
- 583Eppure, senza esagerazioni poetiche, aveva l'orma cosi
- 584d'esserne calpestata. S'ella teneva uccellini in gabbia, era
- 585mesticava tanto con quei vezzosi gorgheggiatori che le
- 586sceva; e sapeva loro grado dell'affettuosa ricordanza che
- 587vedendo le tenere e commoventi fanciullaggini della ni¬
- 588dilicati sentimenti fanciulleschi prepara per le altre età
- 589un'inesausta sorgente di gioie modeste, ma purissime e
- 590rinnegarle. Laonde quando usci a riprendere presso il
- 591ancora la stessa Clara semplice modesta servizievole fa¬
- 592ra essendo d'indole svegliata doveva averne avuto
- 593Venezia aveano sbilanciato alquanto la famiglia, ed es¬
- 594sendosi allora in pensiero di provvedere all'educazione
- 595Contessa portava in grembo la Pisana, quando deliberò
- 596contessina Clara era già cresciuta a perfetta avvenenza
- 597Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 598ch'era venuta leggendo, e d'ottimi pensieri pel tranquil¬
- 599lo svilupparsi d'un'indole pietosa e meditativa; la sensi¬
- 600renità durava ancora la stessa, fatta ancora più
- 601incantevole dalla coscienza che la irraggiava d'una sicu¬
- 602sufficiente avvedutezza, notava questo effetto ottenuto
- 603la loquacità soventi volte sussurrona e villanesca della
- 604compagnia, in quel momento di tregua la s'indispettiva
- 605der piacere alla conversazione del castello; e
- 606prendendo da cosa derivassero que' suoi accessi affatto
- 607va qualche tratto spettatore del gioco, comprendeva be¬
- 608comprendeva anche la Clara; perché mi ricordo ancora
- 609bo agli inviti dell'illustrissima padrona, un lieve rossore
- 610erano molto svagati finché non capitasse a concentrarli
- 611molte volte si combinava ch'egli capitasse proprio nel
- 612Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 613compagno, e Clara vi accondiscendeva cortesemente
- 614S'imbacuccava ben bene nel ferraiuolo, imbracciava la
- 615coreggia del moschetto coll'indispensabile fanale sulla
- 616levatoio assicurandosi colla mano se nelle fonde laterali
- 617discosto, dove sopra un suo podere s'avea accomodate
- 618La gente del territorio aveva un profondissimo rispetto
- 619poco dell'inviolabilità paterna e nessuno avrebbe osato
- 620molestarlo. I medici d'allora contavano, secondo l'opi¬
- 621devano capaci d'appestare una provincia, e conosco io
- 622vallo, nero come l'inchiostro, che gli difendeva bene
- 623d'un matto colla speranza che l'operazione lo avrebbe
- 624Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 625losofo. Il dottor Sperandio teneva in grandissimo conto
- 626che lo metteva in frequenti discrepanze collo speziale
- 627anche i medicamenti forestieri, cosi sventava la frode
- 628quest'opinione, rispondendo che il diluvio c'era stato
- 629chissima e sapientissima Università di Padova. Era uno
- 6309i
- 631che questi potesse indurlo a conseguire quella benedetta
- 632gruaro, e che insieme lo ammoniva della condotta
- 633nella scienza d'Esculapio; e siccome s'era trovato con¬
- 634Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 635biliava per certi cambiamenti e strabalzi repentini non
- 636dum autem septimo aut quatuordecimo tantumque die in
- 637pozione vinum tantummodo pepatum et infusione canel-
- 638lae oblungatum! Cosa vorrà dire?... Vedremo domani!
- 639Università patavina, quando per esempio, appena capi¬
- 640calmarli. Lucilio pareva nudrisse per la quasi centenaria
- 641laonde non vedeva cure ed accorgimenti che bastassero
- 642udirla sovente con quella attenzione che somiglia stupo¬
- 643quell'unico figliolo; onde sembrava cercar conforto al
- 644dolore d'una tale mancanza nell'affetto quasi materno
- 645chia s'avvezzò alla cordiale dimestichezza di quel giovi¬
- 646nata, e compiacevasi di trovarlo differente d'assai dai
- 647giovinastri che frequentavano il castello. Veramente Lu¬
- 648volgimenti che apparivano sull'orizzonte europeo. G li
- 649averi. Perciò egli magnificava sempre le imprese degli
- 650appigliarsi, e delle mene della Regina germanizzante, al¬
- 651Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 652ricinto i suoi contemporanei, per assistere alla frivolezza
- 653priccio dei costumi sfacciatamente osceni che si augura¬
- 654vano fin d'allora dalla nuova generazione, e ringraziava
- 655tro l'invasione di quella pestilenza. Passata dalla Corte
- 656com'era stata nei primordi del Settecento, non indegna
- 657ancora del suffragio serbatole nel gran consiglio degli
- 658qualche pagina; qualche volume anche avea creduto be¬
- 659di Sant'Angelo facesse anzi l'effetto di sferzare costumi
- 660massime nelle faccende ecclesiastiche; e la vecchia divo¬
- 661tempo della lor grandezza militare, e cogli accorgimenti
- 662politici al tempo della perdurante sapienza civile, allora
- 663versale, i meglio pensanti si accontentavano di fidare
- 664singa proprio da donnicciuole. Perciò quando la Badoer
- 665scappava fuori dagli angoli, rimpiattandosi sotto due
- 666baffetti sottili e nerissimi. Scommetto che le riforme
- 667La conversazione non si aggirava sempre sopra questi
- 668una indipendenza giurisdizionale quasi completa, si oc¬
- 669centripeta non le aveva condensate ancora in altrettanti
- 670mo concetto della propria importanza; e quando la
- 671Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 672cutori parlavano dei pettegolezzi del vicinato: del tal
- 673della lite che se ne agitava dinanzi all'Eccellentissimo
- 674studiato punto punto, evi si frammischiava a raddolcir¬
- 675un saputello infarinato di lettere gli accaparrava sempre
- 676Q uando Lucilio si accommiatava dalla vecchia per
- 677mente delle compite maniere, e dell'animo gentile ed
- 678specchio che le sembravano della sua eccellenza interio¬
- 679re. Levecchiesemplici edabbene, quando prendono ad
- 680giorno egli avea saputo ridestare una fiamma di
- 681quell'anima senile, assopita ma non morta nella propria
- 682passava giorno senza ch'egli fosse desiderato o chiamato
- 683festa. Del resto la Contessa non sospettava nemmeno
- 684genito. Se qualche sospetto le avesse attraversato la
- 685mente in tale proposito, ne avrebbe vergognato come
- 686Diciamolo pure; la era troppo buona ed aristocratica
- 687medesima, e Lucilio usava ogni artifizio per nasconder¬
- 688sto giovine, e dinotarvene partitamente l'indole i pregi
- 689Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 690cattive; col fomite perpetuo d'un'immaginativa sbriglia¬
- 691secondo l'uopo, perché dispregiava negli altri uomini
- 692gliacchi ai magnanimi, i semplici agli accorti. La
- 693maggioranza poi, la forza, la magnanimità, l'accortezza
- 694formando nel suo stato umile e circoscritto un'indole
- 695nelle varie comunanze ov'era vissuto gliela avevano mu¬
- 696ritto di chiamarsi uomini. Grande un cotal
- 697temperamento lo portava al comando; piccolo al dispre¬
- 698quella che meglio si converrebbe all'ambizione di Luci¬
- 699letto si richiedeva a sostenerlo cosi com'era, superiore
- 700fronte, vasto nascondiglio di grandi pensieri, saliva an¬
- 701sommità; gli occhi infossati e abbaglianti cercavano piu
- 702portava il cappello tondo alla quacquera, calzoni ingam-
- 703bati negli stivali prussiani, giubba senza ornamenti né
- 704Pantalone d'allora, ridevamo assai di quella succinta ve¬
- 705compariva, la ragazzaglia di Fratta gli sbatacchiava in¬
- 706torno quel soprannome come per fargli dispetto. Egli
- 707Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 708penso alla lunghissima via da lui costantemente seguita
- 709quell'uomo che non m'invitava dapprincipio a nessuna
- 710simpatia, fini coH'impormi quell'ammirazione che meri¬
- 711perare qualche altro men bello sentimento dell'animo
- 712che ella aspettasse con impazienza il dopopranzo, quan¬
- 713ventù eterna dell'animo. Quando Lucilio s'accorse che il
- 714cinandosi prendono contentezza l'una dall'altra, sono
- 715ri melanconici passa per la manifestazione del sorriso
- 716con occhio premuroso e innamorato ma tranquillo, pa-
- 717Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 718ziente e sicuro, gli accrescimenti di quell'affetto ch'egli
- 719deva; miracolo nuovo d'amore. Vedeva la compiacenza
- 720che si figurava dovevano ronzarle sempre nelle orecchie
- 721allorché il giovine entrava domandando alla vecchia co¬
- 722terpretarlo. La fanciulla non s'accorgeva di provar dalla
- 723Non lo avventurò tuttavia quello sguardo cosi alla
- 724Fabio temporeggiatore, fors'anco, veggente come era fi¬
- 725pre corrisposto. Cionnonostante quando, venendo egli
- 726sguardo quasi di altero disprezzo. Lucilio sosteneva
- 727stellano, s'irradiava d'uno splendore di contentezza
- 728gliuolo adottivo della nonna. Partistagno le volgeva di
- 729sbieco una lunga occhiata d'ammirazione: Lucilio la
- 730adocchiava appena di volo, e ambidue si inebriavano
- 731l'uno d'una vana speranza l'altro d'una ragionata certez¬
- 732ovverosia troppo occupati della propria grandezza, per
- 733se sguardo profano od importuno. Martino qualche
- 734diploma, perché aveva guardate molte lingue e tastati
- 735ta dal Partistagno usciva nel dopopranzo, meno serena
- 736Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 737CAPITOLO TERZO
- 738teva piede, non c'erano né le formidabili guarnizioni
- 739zaché nessuno trovasse disdicevoli tante cerimonie. I
- 740complimenti ricevuti dal Conte nella fausta occasione
- 741che spetta al sentimento, non posso sternutire anche
- 742Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 743nanti d'una volta. Sarebbe un mutuo insegnamento di
- 744trappolerie e di falsificazioni con nessunissimo vantag¬
- 745stello che dalla corticella della scuderia metteva nell'or¬
- 746cadente e frastagliato, delle vaste e ondeggianti praterie
- 747figlio d'Adamo, non aveva alcun diritto di lamentarmi
- 748volta pareva financo che, poiché c'era un grandissimo
- 749attraversandomi nella gola di chi avrebbe dovuto man¬
- 750giarmi. Quando questi pensierucci tristarelli mi raspava¬
- 751Adagio, Carlino! gli uccelletti vanno trattati con delica¬
- 752parlare, avrei domandato a quella vecchiaccia unta per¬
- 753veniva a godere della mia rabbiosa umiliazione. Uh!
- 754Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 755grattugia. Invece alla bollitura della minestra mi capita¬
- 756Il mondo adunque aveva per me quest'ultimo rilevan¬
- 757cantava, parlava con me stesso; rideva della consolazio¬
- 758ripullulava nel cuore quel sentimento d'uguaglianza che
- 759naldo con bastevole rassegnazione; e faceva le grandi
- 760fughe disperate da qualche mago traditore, trascinando¬
- 761vallo. T alvolta immaginavamo di intraprendere un qual¬
- 762repubblica di Samarcanda; ma si frapponevano terribili
- 763ostacoli da superare: qualche siepaia che dovea essere
- 764una foresta; qualche arginello che figurava una monta¬
- 765Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 766si bagnava i piedi guazzando nell'acqua colle scarpettine
- 767confidente degli spini; e avrei potuto star nell'acqua
- 768cent'anni come il rovere, prima che l'umido trapassasse
- 769pranzo, si cominciò ad allargarci fuori dalle vicinanze
- 770bella corrente di acqua che serpeggiava nella pianura
- 771perpetuo cinguettio d'augelletti; l'erba vi germinava fitta
- 772d'una signora. Vi si avvolgevano fronzuti andirivieni di
- 773macchie spinose e d'arbusti profumati, e parevano pre¬
- 774dell'acqua rendeva armonico il silenzio, o raddoppiava
- 775guardarci, quasi avesse voglia di domandarci qualche
- 776devoli noi sceglievamo quasi sempre una sponda della
- 777dava neppur pensiero di rispondere. Capace di dispe¬
- 778condiscendere ai capricci altrui, avrebbe rotto e strac¬
- 779piedi, quasi piangendo e menandomi nello stomaco del¬
- 780Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 781diverso, ella passava d'un tratto dalla dimestichezza al
- 782se dell'istinto. Altrimenti, per quanto eccellenti qualità
- 783s'innestino in nature siffatte, nessuno potrà fidarsene, ri¬
- 784manendo tutte schiave della prepotenza sensuale. La Pi¬
- 785Peraltro i nuovi orizzonti che s'aprivano all'anima
- 786si lanciavano tumultuosamente nel Tacque, e tornate a
- 787galla dopo il tonfo momentaneo prendevano remigando
- 788Era un diletto vederle avanzare retrocedere volteggiare
- 789senzaché la trasparenza dell'acque fosse altrimenti tur¬
- 790sostegni della quercia, e abbracciandola per ogni verso
- 791ruote parevano corrersi dietro spruzzandosi acqua a vi¬
- 792contemplandole e gettando sassolini nelle cascate
- 793focolare quando dimenavano la polenta, lo me n'accor¬
- 794mignolo della casa, precedendo sempre l'intervento di
- 795questo nuovo stridore nel concerto universale. Sullo
- 796sterrato dinanzi ai mulini era un continuo avvicendarsi
- 797Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 798di molti paesetti delle vicinanze; e chiacchieravano colle
- 799per poter imprimere nella memoria quanto vedeva; e
- 800fattomi poi grande egli non voleva arrischiarmi sulla
- 801tanto mi sembrarono meravigliose ed incredibili le cose
- 802che ebbi sott'occhio. Voglio contarle perché quella pas¬
- 803d'ogni tristizia umana colla dolce e immanchevole placi-
- 804sone che incontreremo più tardi). Quel dopopranzo
- 805maggiore distanza che mi fosse stata possibile. Uscii
- 806sconosciuto. Stetti un momento senza poter pensare o
- 807meglio senza poter disvincolarmi da quei pensieri che
- 808Possibile che abbia camminato tanto!» Infatti era ben
- 809chio potea correre e dall'altro s'abbassava una campa¬
- 810Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 811po' innanzi a vedere!»
- 812aveva che quella campagna arida e abbandonata che
- 813nelle giunchiglie che lo asserragliavano. Spingi da una
- 814piante mi scivolavano sopra una belletta sdrucciolevole
- 815donde guardare quella mia grande conquista. Vi giunsi
- 816fiorite, intersecate da grandissimi canali simili a quello
- 817quali s'andavano perdendo in una stesa d'acqua assai
- 818là disseminati alcuni monticelli, coronati taluno da qual¬
- 819teva indovinar cosa fosse quello spazio infinito d'azzur-
- 820d'argento che si congiungeva lontano lontano coll'az¬
- 821tarono tutti di fuoco: e quel lontanissimo azzurro
- 822Volete crederlo? lo cascai in ginocchio, come Voltaire
- 823confessare che l'animo mio sbattuto poscia dalle mag¬
- 824giori tempeste si rifugiò sovente nella memoria fanciul¬
- 825slancio nuovo spontaneo vigoroso d'una nuova fede che
- 826all'invito materno della natura! Dalla bellezza universale
- 827pregustai il sentimento dell'universale bontà: credetti fi¬
- 828Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 829Sentimenti mal definiti che diverranno idee quando che
- 830negli annali della storia; sentimenti d'un animo provato
- 831ce piegar le ginocchia dinanzi alla maestà dell'universo!
- 832quasi inesprimibili! Avrei perduto il cervello nella filo¬
- 833dinanzi quello spettacolo di maraviglie, tornai subito
- 834splendeva ancora il crepuscolo. Ma addentratomi nella
- 835nando soprappensiero, non sapea più trovarmi. Princi¬
- 836corsa mi faceva trascurare quegli accorgimenti che pote¬
- 837miegambead andare innanzi. Fortuna volle che volgessi
- 838peggio, lo ne ringraziai cionullameno la Provvidenza e
- 839La mia voce infantile e supplichevole commosse cer¬
- 840nascosta sotto le falde d'un cappellaccio da contrabban¬
- 841che dispiacere, e camminai camminai, finché giunsi in
- 842Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 843Sfido l'immaginazione d'un napoletano di giungere a
- 844Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 845ne congratulo con te!
- 846aggiunse dandomi una buona impalmata sulla nuca -
- 847sto buio fuori casa!
- 848pate che l'accompagnavano. Se tanto mi toccava dagli
- 849amici, figuratevi poi cosa dovessi aspettarmi dagli al¬
- 850tri!... Il Capitano che giocava all'oca con Marchetto
- 851s'accontentò di menarmi un buon pugno nella schiena
- 852preferito arrostita la mia cuticagna, piuttostoché abban¬
- 853fortunato san Lorenzo che san Bartolomeo. Finché tutti
- 854attendevano a malmenarmi, nessuno avea potuto do¬
- 855senza: ma quando fui inchiodato allo spiedo comincia¬
- 856rono ad assaltarmi d'ogni banda di richieste e
- 857d'interrogazioni, sicché dopo essere stato duro sotto le
- 858domanda?
- 859Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 860per far metter giudizio alla gente?
- 861lo non aveva uno specchio dinanzi; contuttociò po¬
- 862una banda la sua prammatica giornaliera, e compariva
- 863tito. La Contessa si fece innanzi strascicando oltre
- 864sizioni!
- 865Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 866operazione della Contessa perché potessi dar mente a
- 867e col frignare!
- 868LasignoraVeronica ghignò, come sanno ghignare so¬
- 869cosa!
- 870dando il servigio resomi e la raccomandazione fattami
- 871non partisse!
- 872Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 873geva due occhiate che sanzionavano la giusta sentenza
- 874amorevolmente domandandomi se avessi proprio detto
- 875amorevolezza; ma egli si era già allontanato fingendo
- 876non accorgersi d'uno sguardo quasi di riconoscenza che
- 877dove approssimandosi l'ora della cena tennero loro die¬
- 878cantone vidi le muraglie sgretolate e il soffittaccio
- 879la aggiunse sentendosi bagnata la mano e guardandola
- 880Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 881spino?
- 882baciandomela e succiandomela, come facevano le buone
- 883corgo nemmeno più d'essermi fatto male!
- 884mai. - Levoglio ad ogni costo!
- 885tanto allegro poco fa!
- 886m'avrebbe voluto intantochéio mi fossi guadagnati que¬
- 887non ritorni la Faustina!
- 888voglio andare come voglio io!
- 889corritoi!
- 890Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 891mica nata ieri!... Addio, addio Carlino. Ringraziami per¬
- 892chiandomisi vicino e baciuzzandomi la mano - perché
- 893che cosi al freddo puoi ammalarti!
- 894rei!
- 895mostrare un piccolo portento di prodezza, c'entravano
- 896raumiliato d'alquanto dal primo bollore d'entusiasmo, e
- 897quei capelli che m'erano rimasti testimoniavano piutto-
- 898Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 899lo conservava con tanta religione quanta ne dimostre¬
- 900Faraoni. Il malesi èchel'animamianon diedemai ricet¬
- 901gabellieri inesorabili lo spoglieranno per sempre dell'al¬
- 902rassegnato nel pensiero dell'ultima necessità; e i gabel¬
- 903Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 904profeticamente nell'indole. Essa è la regola interna se¬
- 905che serbano ancora i segni dello strappamento, furono
- 906presentii l'importanza perché non mi pareva aver ripo¬
- 907stiglio tanto sicuro ove nasconderla. L'avvoltolai per al¬
- 908nuo di sogni, di fantasmagorie, di trasfiguramenti, che
- 909del pendolo, ma dal numero delle sensazioni? Potrebbe
- 910spiegare questo fenomeno assomigliando il tempo ad
- 911gran prateria, il giungere sull'altura, le meraviglie di
- 912del tremendo castigo minacciatomi; la carezza della Cla¬
- 913Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 914rio cosi pieno. Allora, risovvenendomi specialmente del¬
- 915Mail vecchio m'avrebbe fatto squarciare, senza che il
- 916con gran pazienza benché avessi dentro una grandissima
- 917compormi una bellissima febbre; tantoché quando il si¬
- 918non si sarebbe ostinata nel castigarmi tanto severamen¬
- 919avessi passato quasi un'intera giornata, lo stesso sembra¬
- 920tutane ch'io n'ebbi con grand'enfasi la descrizione, la
- 921priavita sul mare!
- 922terà dalla spezieria una boccettina d'acqua, buona come
- 923ogni mezz'ora, hai capito?
- 924Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 925improvviso che nessuno si sarebbe aspettato, perché il
- 926Faustina, e che il mio canile rimase definitivamente
- 927nell'appartamento di Martino. Comesi può immagina¬
- 928Clara, la quale aveva dato queM'edifi cantissima ragione
- 929mi fu almeno concessa una clemente dimenticanza. Sep¬
- 930catezza di coscienza. Debbo tuttavia soggiungere che
- 931Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 932stringente, poiché né la raccomandazione dello scono¬
- 933dine de' miei sentimenti. Fors'anco quel primo sacrifi¬
- 934lo motivo, diede alla mia indole quell'avviamento che
- 935non governano l'intero tenore della vita, educano soven¬
- 936che una sprovveduta condiscendenza, o una soverchia
- 937lo che dispiace. Aiutateli, sorreggeteli, guidateli. Prepa¬
- 938rate loro col maggior accorgimento occasioni da trovar
- 939non mi stancherò mai nel ripeterlo; perché l'esperienza
- 940verità di questa antica osservazione. Sparta, la domina¬
- 941samente sfidato per mantenere un segreto raccomanda¬
- 942Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 943seppero dare nessun ragguaglio, e finalmente scorruc-
- 944due ore e probabilmente la padroncina doveva esser
- 945scorrerie: gli occhi miei correvano d'ogni lato sferzati
- 946appunto l'eccellente cavallerizzo predilige fra' suoi ca¬
- 947continuamente stuzzicato a volerla spuntare sugli altri
- 948ancora dove stia di casa l'impossibile. Sempre d'accordo
- 949quell'altro qualunque vocabolo che si dovrebbe adope¬
- 950tava più sopra, prendetevela coi vocabolaristi. Ad onta
- 951cicchio di strade campestri, dove sur un muricciuolo
- 952Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 953un istante dall'affossamento di quella stradacela, e l'era
- 954quattro venti e un cappellaccio appassito dalle pioggie
- 955all'orecchio, per bisbigliarle alcune parole. La M artinel¬
- 956fin di settimana!
- 957quell'uomo stringendo colle gambe il ventre del puledro
- 958e cavaliero scomparvero nella polvere sollevata dalle
- 959portai sulla campagna dirimpetto dove vidi appunto la
- 960Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 961schioppi... che voglion passar l'acqua - rispondeva tra-
- 962sare?
- 963no, quando sboccano sull'altra sponda quattro o cinque
- 964ranno anch'essi certamente, perché, quantunque l'acqua
- 965equando qui io eCarlino avremo risposto chedi uomini
- 966buli sbucarono in quell'istante dalla campagna, e, guar¬
- 967non conoscete voi lo Spaccafumo?
- 968peraltro una domenica sulla berlina di Venchieredo che
- 969chiaccia grinza? Su in gamba, a Portovecchio, figliuoli!
- 970Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 971venti?
- 972quattro brutti uomini; - riprese ella trascinandomi verso
- 973CAPITOLO QUARTO
- 974qualche riflessione sull'amore e sulla creazione continua nel
- 975Lo Spaccafumo era un fornaio di Cordovado, pittore¬
- 976digioso correre che faceva quando lo inseguivano, avea
- 977gnor Antonio Provedoni, Uomo di Comune, gliel'aveva
- 978col Vice-capitano delle carceri, che voleva imprigionare
- 979della cancelleria criminale di Venchieredo. Del resto
- 980La sbirraglia di Portogruaro gli era stata sguinzagliata
- 981Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 982ro si moveva con troppa solennità per arrivargli
- 983tranquillo tranquillissimo alla messa parrocchiale di
- 984risdizioni castellane che le soffocavano, più meschina
- 985era l'importanza dei loro caporioni appetto dei feudata¬
- 986in Friuli, l'ossequio della nobiltà perch'egli volesse al¬
- 987zarle contro questo spauracchio delle giurisdizioni co¬
- 988munali. Sopportava pazientemente quelle già stabilite e
- 989una giurisdizione gentilizia, per ragioni d'estinzione di
- 990sentenza o di fellonia, ricadeva alla Repubblica, anziché
- 991costituirla in comunale, usavasi infeudarne qualche ma¬
- 992gistratura o, comesi diceva, qualche carica della Provin¬
- 993l'appoggiarsi era necessità, non bramata tuttavia; e di
- 994mantenere le popolazioni nell'usata e cieca servitù, alie¬
- 995connivenza privata dei magistrati patrizi, mandati anno
- 996per anno dalla Serenissima Dominante a giudicare nei
- 997combattività italiana che congiurava in quei Comuni
- 998colla prudentissima economia friulana, è facile capire
- 999pagato lo zecchino, che le Comunità litigavano ancora
- 1000tenza favorevole e queste contendevano sopra una clau¬
- 1001Cosi la taccagneria, che si è osservata abbarbicarsi
- 1002Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1003d'assai quella debolissima forza che era consentita ai
- 1004Comuni. Perché inoltre, mentre i castellani tenevano ar¬
- 1005capi più arrisicati del territorio, le Comunità all'incontro
- 1006guardavano bene dal commettere simili imprudenze; e
- 1007nelle maggiori scalmane di coraggio combattevano col
- 1008calcio. Q uello che succedeva delle giurisdizioni rispetto
- 1009d'adulazione, e d'eccessivo rispetto alle opinioni e alle
- 1010in luogo ferace ed incolto. L'ingegno l'accortezza l'au¬
- 1011to con ugualità nessun diritto, diventavano stromenti di
- 1012dalla giustizia obliqua, o ignorante o vendereccia del
- 1013giudice. V'aveva per esempio uno statuto che accordava
- 1014che compensavano l'imperfezione dei codici. Alle volte
- 1015Spesso anche il giudice s'accontentava d'intascar la sua
- 1016tudine, che colla venalità privata risparmiava almeno la
- 1017Il signor Antonio Provedoni era ossequioso alla no¬
- 1018biltà per sentimento, non servile per dappocaggine. La
- 1019sistesse alla smoderatezza dei castellani vicini; solamente
- 1020cortesia precipitava a capitombolo: sorgevano le avarizie
- 1021bocca silenziosa e prudente; egli s'accontentava di tace¬
- 1022Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1023Soltanto il secondogenito della sua numerosa figliuolan-
- 1024decano di Cordovado s'era diportato in tale faccenda
- 1025Grifone, Mastino ed Aquilina. Insomma un vero serra¬
- 1026alle spalle la solita dabbenaggine paesana diventava bur¬
- 1027mali, secondo Esopo. Leone peraltro non si mostrava
- 1028n'avea già una mezza dozzina, quando Leopardo comin¬
- 1029ternelo dissuadere. Quando lo si rampognava d'alcun
- 1030piegarlo altrimenti; le altre ventidue potevano metterlo a
- 1031cocciutaggine degli altri si appiattava spesso nella co¬
- 1032re, spostato da quello diventava inerte e plumbeo
- 1033quanto al lasciarsi convincere Leopardo aveva tutta l'ar¬
- 1034cità era forse ragione bastevole l'essersi egli maturato
- 1035Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1036non s'insaldavano colla fragile commettitura d'un inne¬
- 1037motto araldico della sua indole. Leopardo visse beata¬
- 1038interrogazioni dei consigli e dei rimbrotti. Siccome poi
- 1039al signor Antonio dovrebbe esser costata piuttosto cara
- 1040salutari. Mala ninfa della fontana non credette fidarsi
- 1041nascosti e serpeggianti, sussurrio di rigagnoli, chine dol¬
- 1042lo specchio d'una maga, quell'acqua tersa cilestrina che
- 1043zampillando insensibilmente da un fondo di minuta
- 1044laggi circonvicini, costumano adunarsi da tempo imme¬
- 1045merende che alla superstizione dell'acqua passante. I o
- 1046ringiovanirmi; ma il gusto idropatico della vecchiaia non
- 1047mi farebbe dimenticare le allegre e turbolente ingollate
- 1048Or dunque, qualche anno prima di me, Leopardo
- 1049Provedoni avea stretta dimestichezza colla fontana di
- 1050persona. Ogni suo pensiero vi trovava una corrispon¬
- 1051Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1052nessuno al mondo, pur si sentiva istintivamente diffe¬
- 1053L'amicizia di Leopardo per la fontana di Venchieredo
- 1054si ricordava, e ricordandosi improvvisava, che a vederlo
- 1055gliervi il consueto saluto d'un usignuolo. L'usignuolo in¬
- 1056cercavano. -Oh perché non fui io l'innamorato della
- 1057sciolini. Allora la pezzuola che le sventolava scomposta
- 1058senza perdere lo splendore dell'Innocenza. I pesciolini
- 1059verne i ringraziamenti. E poi quando l'imbandigione era
- 1060più copiosa, diguazzava coi piedi sott'acqua per godere
- 1061Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1062fatica dalla giubberella di pannolano, tanto l'allegrezza
- 1063tutt'occhi, che della metamorfosi non erasi neppur ac¬
- 1064quella leggiadria ignara e noncurante di sé, quell'immo¬
- 1065angeletti che scherzano nei quadri del Pordenone, quei
- 1066missimi blandimenti dell'amore. Fischiando senza tono
- 1067tasse allora, egli giunse traballando più d'un ubbriaco
- 1068un po' meravigliata di quella visita inopportuna. Leo¬
- 1069l'idea della perfezione divina. Aveva del bambino nella
- 1070guardatura, del filosofo nella fronte e dell'atleta nella
- 1071persona; ma la modestia del vestire affatto contadinesco
- 1072moderava di molto l'imponenza di quell'aspetto. Perciò
- 1073signor Leopardo!
- 1074dalla fanciulla, trovandosi cosi avviato a stringer cono¬
- 1075bettando, e guardando nell'acqua della fontana il ritrat¬
- 1076cosi novizio lui nell'usanza delle interrogazioni, che non
- 1077Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1078po?
- 1079L'archibugio di Leopardo rimontava alla prima gene¬
- 1080combattuto in Morea col mio trisarcavolo; mio nonno
- 1081che dopo l'accensione della polvere nel bacinetto, lo
- 1082do lo scoppio dovrebbe avvenire, m'accorgo invece che
- 1083giorno, bisogna proprio compatirlo. T uttavia, dico, lo
- 1084vero che ho ragione io, signora D oretta?
- 1085Leopardo frattanto guardava amorosamente e ne pu¬
- 1086Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1087non impararono ancora la malizia dei beccaccini; e
- 1088di rimanervi seppellito?
- 1089rebbe altro!
- 1090semplicità di quel giovane, cominciò a guardarlo con
- 1091le proprie parole come altrettante novelle molto interes¬
- 1092do?
- 1093non poteva che con un grandissimo sforzo d'attenzione
- 1094desto per accorgersi dell'impiccio della Doretta come
- 1095zare coll'acqua del ruscello!
- 1096perché!
- 1097la ci viene sovente, ella, alla fontana?
- 1098Leopardo pensò che come si erano incontrati quella
- 1099Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1100minare!
- 1101ancora alla fontana, n'èvero?
- 1102raccogliere alcuni fiori ch'ella aveva perduti, credo, col
- 1103allora quell'occhiata ricascò a terra cosi grave cosi
- 1104Leopardo s'era innamorato di quella giovine, ecco
- 1105Portogruaro; giacché la figlia del cancelliere di Venchie¬
- 1106vaghito di quelle, benché avesse grande comodità di
- 1107Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1108l'usanza e la conversazione tolgono piucché non aggiun¬
- 1109n'hanno che non colpiscono alla prima; ma avvicinate
- 1110poi con lunga abitudine riscaldano appoco appoco, e
- 1111scaldati lentamente finiscono in nulla; cosi si trovano
- 1112lui. Per dettarne praticamente un trattato completo con¬
- 1113verrebbe formare una biblioteca nella quale ogni uomo
- 1114nare fantasia di romanziero. Mail difficile sarebbe che
- 1115cotali scritture obbedissero al primo impulso della sin¬
- 1116sentimento, non basta saperlo e crederlo ottimo, biso¬
- 1117be ad alcuno negli ordini intellettuali, la permettiamo
- 1118timenti nostri; benché la paia ancor meno ragionevole
- 1119minio della volontà. N essuno oserebbe uguagliarsi a
- 1120Dante nell'altezza della mente; tutti nell'altezza
- 1121grandezza vera dell'ingegno; e per sentire e nutrire
- 1122Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1123Quell'anima infervorata guarda compassionando
- 1124obbedire quell'antico precetto: Conosci testesso! - Chi
- 1125La Doretta di Venchieredo non sembrava certamente
- 1126fatta per appagare l'animo grave caloroso e concentrato
- 1127pongono o menano all'amore? Sarebbe forse cosi fatto
- 1128spettare che se le cose materiali vaganti confusamente
- 1129ordinatrice, il mondo spirituale ed interno aspetti forse
- 1130cozzaglia informe e tumultuosa di passioni, di assopi¬
- 1131menti, e d'imposture; un subbollimento di viltà, di
- 1132giorno agglomera intorno a sé nuovi elementi, come
- 1133quelle nebulose che aggirandosi ingrandiscono, spesseg¬
- 1134giano e diminuiscono densità e confusione all'atmosfera
- 1135atomistica che le circonda. Quanti secoli bisognarono a
- 1136tropologi. -Ma come quella stella matura forse agli
- 1137ultimi e scomposti confini dell'universo un altro sistema
- 1138solare, cosi la coscienza promette al disordine interno
- 1139Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1140divertiva assai volte colla sua semplicità, la ammaliava
- 1141trattenne sempre più amichevolmente con essolui nelle
- 1142letta della cancelleria, s'intratteneva con lei fino all'ora
- 1143e tornavasene a Cordovado fischiando con miglior sicu¬
- 1144affatto tranquillo Leopardo; ma vedendo che non basta¬
- 1145mili interrogazioni il prudente uomo di Comune andava
- 1146tentando e bersagliando l'animo del suo Assalonne; ma
- 1147ognuno rimaneva della propria opinione; anzi io credo
- 1148che questi diverbi stuzzicassero non poco l'animo già
- 1149abitanti di Venchieredo non si mostravano dell'ugual
- 1150del castellano e vantava forse qualche vecchia pretesa
- 1151misurarsi qualche pugno. Ma Leopardo era cosi calmo
- 1152Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1153bassa; e questa sconfitta sofferta sul pubblico piazzale
- 1154gnor giurisdicente, che questi finalmente dovette accon¬
- 1155intendevano tanto per dieci miglia all'intorno, che
- 1156un'occhiata bieca del castellano di Venchieredo equiva¬
- 1157Leopardo invece fu guardato, guardò, e prosegui tran¬
- 1158contato per cento delitti nell'opinione del prepotente
- 1159passeggiare da Cordovado a Venchieredo potea dargli il
- 1160groppa al cavallo dello sconosciuto), mentre Leopardo
- 1161dargli contro a tradimento che egli sopraffatto dall'im¬
- 1162gridassero di aprir subito, ebbero commodamente il
- 1163Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1164di mille cheti somiglino!
- 1165D io che il padrone lo farà impiccare!
- 1166do lo Spaccafumo allontanandosi con Leopardo che a
- 1167chiama e richiama, finalmente il Cappellano tutto son¬
- 1168gherà in seguito!
- 1169avesse preso fuoco; monsignor Orlando sfregolandosi
- 1170cendava nell'ordinare che si sbarrassero porte e finestre
- 1171Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1172il nominato Spaccafumo. Germano calò brontolando il
- 1173sull'uscio dell'osteria, nessuno gli capitò innanzi che
- 1174rono sgomento e s'intanarono nell'osteria piantando il
- 1175momento in momento dal suo nascondiglio, e allora
- 1176gliel'avrebbe fatto pagar salato lo sfregio recato all'auto¬
- 1177rità del nobile giurisdicente di Venchieredo. Gaetano a
- 1178codeste smargiassate rispose che il suo padrone era
- 1179perché avanzassero. Le catene rugginose stridevano sul¬
- 1180passava sullo sconnesso tavolato senza mandar prima
- 1181Venchieredo vedeva già in fiamme tutta la giurisdizione
- 1182Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1183sebbene ne dimostrava quarantacinque. - Se siamo vici¬
- 1184ni a quest'orecchio andremo poco lontani anche dall'al¬
- 1185tro!
- 1186s'interruppe udendo sulla porta un sussurro come di
- 1187che voleva dire: - Siamo proprio fritti!
- 1188verendo. 0 forse, - continuò volgendo un'occhiata bef¬
- 1189sua occupazione canonica?
- 1190Eccellenza?
- 1191reverendo! Fa ella il prete o il contrabbandiere?
- 1192dice, reverendo?
- 1193come? si spieghi Eccellenza!
- 1194sconosciuta, sembrò una fatica più grave e formidabile
- 1195che il manutengolo dello Spaccafumo non resterà cap¬
- 1196Ciò dicendo il nobile personaggio diede una grande
- 1197anime?... E cosa risponderebbe poi al Signore quando
- 1198Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1199prete sia un capo di chiodo?
- 1200signore di Venchieredo, aggiungendosi alle vicende del
- 1201sacco ai contrabbandieri più arrisicati della laguna. «E
- 1202quanto un tal delitto sia inviso all’Eccellentissima Signo¬
- 1203impunito, Ella, Illustrissimo Signor G iurisdicente, lo deve
- 1204smarrimento, le sue chiacchiere colla G iustina diedero
- 1205potenza del castellano di Venchieredo; e con grande
- 1206lo col loro contegno caparbio e immodesto mostravano
- 120710 non avea veduto comeaquei giorni il signorConteed
- 120811 suo Cancelliere più appiccicati l'uno coll'altro; sem¬
- 1209bravano due travicelli malconci che si fossero appoggia¬
- 1210opera molti argomenti per sedare quella pericolosa esa¬
- 1211caporione del subbuglio. Ogni sera impancato alla bet¬
- 1212si togliere anche quell'unico rappresentante della pove¬
- 1213trebbero saltar fuori certi peccati vecchi che avrebbero
- 1214Fulgenzio, il sagrestano, barcamenava colla sua faccia
- 1215Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1216avrebbero dato la mala pasqua. Fulgenzio non chiedeva
- 1217bi. Mail giorno seguente, essendo mercato a Portogrua-
- 1218che otto giorni dopo, quando appunto s'erano incomin¬
- 1219intorno a certe rivelazioni importantissime alla Signoria
- 1220strissimo signor giurisdicentedi Venchieredo. Un aereo-
- 1221gozzoviglie d'una brigata di buontemponi non avrebbe
- 1222della famiglia dimostrata per mille modi a quell’annun-
- 1223riosa inesorabile arcana giustizia dell'Inquisizione
- 1224imperscrutabili ombre del mistero; come anche queste
- 1225ombre non furono tanto imperscrutabili da impedire
- 1226chieredo, spaventato dal decreto degli Inquisitori, avea
- 1227erano piucché ipotesi, intendiamoci bene, perché dopo
- 1228Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1229sentisse la coscienza affatto candida, perché a prima
- 1230aver cercato consiglio negli occhi de' suoi commensali
- 1231spose balbettando al cameriere che introducesse pure la
- 1232neppur sperare di ripiegarvi con una consulta preventi¬
- 1233sbrigarein dueminuti una tale deliberazione. Perciò mi¬
- 1234temuta furberia del prepotente castellano. La famiglia
- 1235rimase nel tinello coll'egual batticuore della famiglia di
- 1236cercasse una buona ispirazione per cavarsela. Poi sicco¬
- 1237di abbandonarsi alla corrente. Indi, quando l'uscio fu
- 1238l’ha anche fatto bene, perché debbo appunto intratte¬
- 1239remo, signor Conte? - aggiunse il volpone avvicinando-
- 1240frettolosamente nella tasca della zimarra. Credo che gli
- 1241si signore, credo... anzi... ci siamo intesi sempre!
- 1242Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1243intronamento, come d'una macina che gli girasse negli
- 1244cia ed operativa!
- 1245scossero profondamente il timpano del Conte, e fecero
- 1246paurito dall'averle comprese. Siccome peraltro il dimo¬
- 1247strarsene offeso poteva esporlo a qualche spiacevole
- 1248schiarimento, cosi fu abbastanza diplomatico per ricor¬
- 1249essere ricordate. Son birberie, sono freddure, tutti lo
- 1250trascurassero le denunzie nelle cose frivole, manchereb¬
- 1251cordarglielo, e avergli dimostrato che non per diffidenza
- 1252a Venezia non sarebbero malcontenti di veder troncato
- 1253l'affare: e cosi succede sempre che nell'applicazione
- 1254Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1255ficilissima, bisognerebbe tentarla per ubbidire allo spiri¬
- 1256lentissimo signore convella è si trovi quandocchessia in
- 1257Al povero giurisdicente, che coll'acume della paura
- 1258intendeva meravigliosamente tutti questi discorsi, i su¬
- 1259cavarsela. Figuratevi che talentone!... Avea proprio tro¬
- 1260vato una gran novità!
- 1261sopportarlo a costo d'ammazzarne, non che uno, mille!
- 1262Cioè, m'intendeva dire, che essendo inconcludenti non
- 1263Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1264benché minima volontà. Convien supporre peraltro che
- 1265appunto mentre toccava il saliscendi, una voce modesta
- 1266pressantissima della Serenissima Signoria - rispose Ful¬
- 1267l'ordine è perentorio. Da leggersi subito!
- 1268Venchieredo aveva squadrato all'ingrosso quella cartac¬
- 1269Costui lesse con nessuna sorpresa un mandato forma¬
- 1270so a dovere il significato dello scritto!
- 1271comanda lei!
- 1272sua apparente tracotanza, ne ebbe una gran battisoffia
- 1273Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1274un colpo di Fulgenzio, del Cappellano, dello Spaccafu-
- 1275CAPITOLO QUINTO
- 1276poi e divagare e confondersi coll'infinita moltitudine
- 1277canali irrigatori della pingue Lombardia sgorgano da
- 1278vidersi suddividersi frastagliarsi in cento ruscelli, in mil¬
- 1279poraneamente compagno di viaggio per questo pellegri¬
- 1280gini dell'egoismo, dell’interesse, e della religione non
- 1281Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1282na verità della metafisica eterna. Intanto avrete notato
- 1283va dei diavoli dopo averli imprudentemente evocati. È
- 1284dei cannoni, ma restano scompaginate, decimate, di¬
- 1285strutte dalle diserzioni, dagli agguati, dalle malattie. I
- 1286abbandonano alle nuove amicizie rade guardinghe inte¬
- 1287tempo al tempo, figliuoli miei! Dopo esservi raggirati
- 1288magico soffio della rivoluzione francese gli rinnovasse
- 1289guardatela e fatevene specchio d'imitazione nel poco be¬
- 1290ni dopo l'abboccamento del castellano di Venchieredo
- 1291un'improvvisa invasione. E rano villani e contrabbandie¬
- 1292lanti che scorazzavano alla rinfusa, sbraitando sulla piaz¬
- 1293za, percotendo malamente i contadini che incontravano
- 1294primo sussurrare di quella gentaglia la Contessa, ch'era
- 1295la sua passeggiata del dopopranzo, s'affrettò a rinchiu¬
- 1296liere, monsignor Orlando, Marchetto, Fulgenzio, il fat¬
- 1297ventata del mondo. Oramai ognuno aveva capito che
- 1298doppiava come nell'animo del convalescente ai sintomi
- 1299nessuna volontà di ritentar l'esperimento. Q uella ma¬
- 1300Gaetano dal quartier generale dell'osteria giurava e
- 1301spergiurava che avrebbe messo a pezzi i contrabbandieri
- 1302Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1303toccava adempiere i decreti della Serenissima Signoria e
- 1304Che nessuno osi muover piedefuori del castello!
- 1305non c'è tempo da perdere! Potremmo esser assassinati
- 1306Il fattore s'inchinò più profondamente di prima, e
- 1307usci per adempiere all'incarico ricevuto. Un quarto
- 1308Contessa respirarono di miglior voglia. Solamente mon¬
- 1309mostrare qualche inquietudine sulla difficoltà di procac-
- 1310nati ha la vostra scrofa?
- 1311M onsignor 0 riandò sospirò angosciosamente ricor¬
- 1312sciolini pantanosi e i ranocchi della peschiera?
- 1313l'altro per l'arrosto: avete inteso, M argherita?
- 1314sospirare toccò allora a monsignor di Sant'Andrea, il
- 1315un moderatissimo purgatorio. Allora, dato ordine al rile¬
- 1316vantissimo negozio della cucina, la guarnigione si spar¬
- 1317rono alcuni vecchi moschetti alle feritoie; si trascinarono
- 1318due disusate spingarde nel primo cortile; si sbarrarono
- 1319Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1320potessimo trovare. L'ortolano soltanto ci disse averla ve¬
- 1321trata, come costumava, dalla banda del piazzale colla
- 1322goldi ce l'hanno portata via!
- 1323La Contessa volle affliggersene assai, ma la propria
- 1324inquietudine la occupava troppo perché la vi potesse
- 1325co potreste pretendere!
- 1326me?... Cosa sarebbe a dire?
- 1327cavarci d'imbroglio?... In qual maniera volete andar in
- 1328traccia della Clara!?
- 1329veremo a parlamentare!
- 1330c'è di straordinario in questo?... Seli persuaderemo che
- 1331tromise a dire monsignore di Sant'Andrea. - Sembra
- 1332contrabbandieri e cacciati innanzi come pretesti amove¬
- 1333Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1334tanare i più esperti!
- 1335è buona?
- 1336quanto alla contessina Clara? - domandò la donna
- 1337domi garbatamente per un'orecchia. - Sentiamo cosa sa¬
- 1338Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1339discorsi degli scherani che sono all'osteria per conoscere
- 1340accarezzandomi quella zazzera disgraziata cui tante vol¬
- 1341mo qui ad attenderti col cuore sospeso!
- 1342tandomi e raccomandandomi ad usar prudenza accor¬
- 1343varcai felicemente all'altra sponda, ed'un colpo di mano
- 1344stello intonavano per consiglio di monsignor Orlando
- 1345brigata del castello avesse dato addietro appunto duran¬
- 1346siero: la vaporiera oggimai sembra troppo lenta; l'elettri¬
- 1347proporzioni rimarranno le stesse, come nel quadro in¬
- 1348raccostarla a quel sognato paradiso non sembrerà moto
- 1349trentasei ore piuttostoché in duecento? Che vale poter
- 1350Alla Clara e a Lucilio parve lunghissimo quell'attimo
- 1351stellano di Venchieredo, delle loro opinioni in proposi¬
- 1352Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1353comprendere i suoi desiderii, e di parteciparne!
- 1354blimi!
- 1355nissimo; perché anch'io respiro l'aria imbalsamata dei
- 1356spondere coll'odio all'ingiustizia e colla disperazione al
- 1357sarebbe stato cosi; giacché altrimenti non avrebbe parla¬
- 1358fonte di ogni bellezza e di ogni bontà!
- 1359incredulo d'alcuna verità religiosa, fu certo l'aria divina
- 1360fronte confidente e serena; nessuno certo avrebbe osato
- 1361petrigne, sguardi biechi e sensuali, persone grevi curve
- 1362striscianti che possono accarezzare col loro sucido
- 1363parrebbe di doversi negare l'eternità dello spirito, come
- 1364vere materialmente nel grembo della terra, lo spirito
- 1365pensante dovrà agitarsi tuttavia e vivere spiritualmente
- 1366trocedere o acquietarsi nell’Instancabile e sottile ele-
- 1367Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1368consolatore dell'umanità. Per insegnare agli uomini la
- 1369felicità bisognerebbe educarli poeti, non scienziati o
- 1370lo! - sciamò il giovine stringendole improvvisamente
- 1371fumo! Alla fine cadranno senza remissione nel sepolcro
- 1372della memoria!
- 1373ma incorruttibile ed odorosa per sempre!
- 1374correndo colla veemenza degli affetti dove lo chiamava
- 1375questo sempre bisogna riempirlo satollarlo beatificarlo
- 1376per non perdere almeno quella poesia istintiva dell'ani¬
- 1377messa, ma vibrata e profonda, svegliarono deliziosamen¬
- 1378le arti pazienti raffinate di Lucilio aveano preparato
- 1379gliarsi subitaneo d'una gioia timida e latente. Successe
- 1380versarsi dell'acido; l'immagine nascosta si disegnò in tut¬
- 1381non potersi stupire. Peraltro un turbamento arcano e
- 1382Lucilio sorreggendola angosciosamente e volgendo in¬
- 1383Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1384non punirmi collo spettacolo del tuo dolore!.. Perdono
- 1385amore; quel sorriso che comprende o meglio dimentica
- 1386pensiero precipitò bestemmiando nel gran vuoto del
- 1387di quattromill'anni di storia, fuggono come schiavi colti
- 1388in fallo, al tempestar minaccioso d'un sentimento. Che
- 1389siamo noi, dove andiamo noi, poveri pellegrini fuorvia¬
- 1390riose accennano a sentieri più misteriosi ancora; una
- 1391l'amore, alato fanciullo c'invita al paradiso; l'amore, de¬
- 1392camminava accorto paziente per vie tortuose e solitarie
- 1393parole avea tratto l'oro purissimo della felicità e
- 1394dell'amore. Alchimista vittorioso assaporava con tutti i
- 1395passionato non finiva d'ammirare e godere l'opera pro¬
- 1396Ad altri avrebbero tremato in cuore gratitudine, divo¬
- 1397avremmo ringraziato colle lagrime agli occhi; egli ricom¬
- 1398ho conquistata!
- 1399Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1400Clara nulla rispose. Senza accorgersene e senza parla¬
- 1401aspetteranno al castello!
- 1402più. Scoperto il tesoro, voleva goderne lungamente co¬
- 1403me l'avaro, non disperderlo all'impazzata in guisa dei
- 1404bizione, vorranno comandarti in nome della religione
- 1405ra!
- 1406ciulla per camminarle rispettosamente a fianco. Mala
- 1407Clara corrispondevano insieme, come quegli astri ge¬
- 1408melli che s'avvicendano eternamente l'uno intorno
- 1409entrar nel villaggio. Lucilio passava oltre avvisandoli per
- 1410due guardiani campestri che aspettassero alcuno; ma
- 1411maravigliato d'una cosi strana tracotanza; e cominciò ad
- 1412adoperare un mezzo che per molta esperienza conosce¬
- 1413vizio della Serenissima Signoria, e che nessuno sarebbe
- 1414entrato in Fratta, finché non fosse ultimata l'inchiesta
- 1415castello alla contessina Clara? - riprese Lucilio sbuffan¬
- 1416Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1417giunse con maggior calore Lucilio sciogliendosi con una
- 1418chieredo, ma che l'inseguimento dei contrabbandieri li
- 1419capriccio di alcuni mascalzoni!
- 14201 1 giovine tremava di rabbia palpeggiando coN'una
- 1421passare qui la Contessina?... Credo che non sospetterete
- 1422già ch'ella porti qualche contrabbando!
- 1423sina non potrebbe entrare che camminando sull'acqua
- 1424gnarci all'osteria per abboccarci con essolui - soggiunse
- 1425Lo sbirro si volse al suo compagno raccomandandogli
- 1426Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1427un po' selvatici dapprincipio, s'intesero benissimo con
- 1428verati chiamavano compagnia, e questa cresceva si rin¬
- 1429diventata una sola famiglia col contadiname del villag¬
- 1430contro quella canaglia sguinzagliata. Lucilio peraltro
- 1431perversa di contrabbandieri, che egli aveva precetto di
- 1432tenerli ben chiusi finché avessero consegnati i colpevoli
- 1433mano per menare uno schiaffo a quell'impertinente; ma
- 1434gnò per quanto gli sembrasse pericoloso avventurarsi
- 1435Venchieredo, giunse a gran passi, trascinandosela die¬
- 1436sorta pareva specchiarsi con amore. I negri fabbricati
- 1437Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1438traspariva dalle fessure dei balconi per nascondersi tosto
- 1439come una stella in cielo tempestoso. L'oscuro fogliame
- 1440laggio, ammorzato dalla distanza, non interrompeva per
- 1441sorbe. Lucilio, anima pensosa e spregiatrice per eccel¬
- 1442egli quasi folgorato dovette socchiuder le palpebre. -
- 1443memoria, un'immagine invisibile e ammaliatrice. 0 h co¬
- 1444me avrebbe stentato ad addormentarsi la povera vecchia
- 1445gione, chi l'avrebbe consolata della sua assenza? Chi
- 1446l'alacrità consueta. I sogni disparvero; i pensieri gli
- 1447imponeva questo dovere; aggiungiamo ancora che l’inte¬
- 1448resse dell'amore medesimo glielo consigliava caldamen¬
- 1449proprio coraggio; e cosi appoggiati l'una al braccio
- 1450dell'altro, camminavano silenziosamente verso il muli¬
- 1451no. Quanta moderazione! diranno taluni pensando al
- 1452un birbone né uno scavezzacollo; pretendeva soltanto di
- 1453Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1454fermarle all'uopo tanto sull'orlo del precipizio quanto
- 1455sulla sponda lusinghiera e traditrice d'una fondura ver¬
- 1456varono alcuno benché il fuoco scoppiettasse tuttavia in
- 1457tessina aveva maggior dimestichezza, onde non le di¬
- 1458aver violato nessuno dei comandamenti del Signore; e
- 1459dal volersi bene alla muta al confessarselo vicendevol¬
- 1460caduto al Vice-capitano di Portogruaro, perché si affret¬
- 1461una vendetta, o una rappresaglia, fors'anco un tafferu¬
- 1462glio ingarbugliato a bella posta per finire quell'imbro¬
- 1463ballo la tua famiglia, la nostra buona vecchia!
- 1464Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1465Per andarsene a curiosare hanno lasciato aperte anche
- 1466stri uomini torneranno, chénon corrono nessun perico¬
- 1467buona!
- 1468La Marianna nel l'affaccendarsi intorno al fuoco mo¬
- 1469tare colle tranquille e regolari battute d'una robusta
- 1470posteriori del castello, io mandato fuori esploratore me
- 1471sospetto di quello che era veramente. Quando ebbi
- 1472acquattai dietro il seminato; e stetti guardando, protetto
- 1473Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1474I ntendeva quella guardia ch'era rimasta sola dopoché
- 1475perché fiuti l'aria, ecerchi conto della Contessina, etor-
- 1476fingendo di essermi smarrito come mi è accaduto
- 1477fedelmente per dove sono venuto scavalcando il fosso
- 1478passerà l'acqua senza bagnarsi, purché abbia l'avverten¬
- 1479Quando s'entrò in cucina aveano finito allora allora
- 1480qualche occhiata irrequieta. Anche M artino s'era messo
- 1481marono a guardarlo senza domandargli nulla, quasi du¬
- 1482quando tornava dal monte non furono ascoltate con
- 1483nei campi verso Fossalta incontro alla signora Contessa
- 1484Quei bravacci che attorniavano il castello d'ogni lato
- 1485guastarono assai la buona impressione che dovea esser
- 1486avessi incontrato lui, difficilmente avrei potuto orientar¬
- 1487Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1488ricorrere al Vice-capitano di Portogruaro per deciderli a
- 1489sa?
- 1490maniera che si possa credersi al sicuro?
- 1491mettersi le ciabatte!
- 1492iscompiglio al menomo atto tutti quei spaccamonti di
- 1493fuori!
- 1494to l'affare; giudicò con miglior fondamento che fosse
- 1495una gherminella del castellano di Venchieredo per ta¬
- 1496quella faccenda. Esaminò poi diligentemente le fosse le
- 1497missibilmente fosse ammazzato chi primo osasse tentare
- 1498Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1499ghignetto alquanto beffardo. - Avrebbe fatto anche lei
- 1500alla buona volontà!
- 1501La signora Veronica poi si sfogava, rimproverandogli
- 1502sommessamente la sua dappocaggine; ed egli risponde¬
- 1503l'imprudenza di sfidar una palla facendo capolino dai
- 1504gran tesoro che abbia!
- 1505svestito?
- 1506tant'alto, domandandole se aveva udito nulla, ed esor¬
- 1507Intanto da basso una discreta cena improvvisata con
- 1508dunque non bisognava aspettarsi da essoloro né ragio¬
- 1509re udito, di qualche movimento osservato nelle vicinan¬
- 1510lunga e pressantissima lettera al Vice-capitano di Porto-
- 1511gruaro, e domandò licenza alla compagnia d'andar egli
- 1512monosillabi o con parole s'ingegnavano di fargli capire
- 1513Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1514rimanere. T uttavia si richiedeva alcuno che s'incaricasse
- 1515G iovandomi della confusione generale, io era sempre
- 1516d'istruzioni e di raccomandazioni, mi cucirono nella
- 1517ne diplomatica. Sonavano allora per l'appunto le dieci
- 1518dapprincipio; ma mi rassicurai strada faccendo, e
- 1519non comuni; perciò il fattore m'aveva raccomandato di
- 1520castello. Benché mi avesse raccomandato il signor Luci¬
- 1521to; quell'andare e venire, quel mistero, quei pericoli
- 1522avean dato l'abbrivo alla mia immaginazione infantile, e
- 1523questa mia intenzione, domandò risolutamente se mi ba¬
- 1524gioni di prudenza questo disegno della padroncina; ma
- 1525La Contessina gongolava tanto di fare queirimprovvi¬
- 1526vole e rideva come una ragazzina neM'inginocchiarsi su
- 1527quell'ordigno. Le feste le maraviglie la consolazione di
- 1528Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1529con qualche buon argomento, lui a munire provvisoria¬
- 1530provviso, un gridare, un domandare, un rovesciarsi di
- 1531un condotto d'acqua rimasto asciutto erano sbucati die¬
- 1532Il canonico di Sant'Andrea, cui erano rivolte queste
- 1533intenzione o possibilità di raccomandare quella degli al¬
- 1534sembrava azzuffarsi nella torre. Lo scompiglio non co¬
- 1535che chiedevano esser ricoverate nella casa padronale co¬
- 1536donne, un bestemmiare di uomini, un esorcizzare di
- 1537avea stimato opportuno di ficcarsi più ancora all'ombra
- 1538guizzava come un'anguilla, la Clara s'ingegnava di
- 1539Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1540quietavano per nulla, credendo che fosse uno stratagem¬
- 1541stringevano angosciamente intorno a Lucilio aspettando
- 1542suoi occhi rispondevano valorosamente agli sguardi del
- 1543contro un esercito. Frattanto il signor Lucilio accostato¬
- 1544le porte furono aperte, le finestre spalancate; s'accesero
- 1545il Partistagno invase coll'armata liberatrice tutto il pian¬
- 1546menticando ogni riguardo, era saltata al collo del
- 1547fors'anco qualche disgrazia meno immaginaria. Il solo
- 1548per non mascherare questi propositati sentimenti d'invi¬
- 1549opera. Il Partistagno raccontò allora com'egli fosse ve¬
- 1550Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1551soggiunse il Partistagno - ma all'uopo anch'io posso
- 1552ravviato verso Fratta. Eravi giunto proprio nel momento
- 1553bravacci; ond'egli, sgominato prima assai facilmente gli
- 1554ubbriachi che armeggiavano sulla piazza e nell'osteria, si
- 1555che fatica guadagnarono l'altra riva senzaché coloro che
- 1556to coll'audacia somigliava troppo ad un motteggio per¬
- 1557vecchia dormiva saporitamente, protetta contro le archi-
- 1558poco in tinello, contentissima della sua esplorazione. Il
- 1559Partistagno la adocchiò allora gustosamente, e n'ebbe
- 1560un'occhiata di pura benevolenza che lo confermò viem¬
- 1561meglio nella sua compassione pel povero dottorino di
- 1562Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1563come sempre avviene dopo il pericolo, tutti godevano
- 1564sta favorevole ad una dichiarazione d'amore. L'istessa
- 1565giocondità, l'istessa loquacia, l'istessa prodigalità di ogni
- 1566cosa che gli venga domandata, l'istessa leggerezza di
- 1567dell'indole di G uerrazzi che ha maggior immaginativa
- 1568tesse abbisognare qualche rinfresco, fu monsignor Or¬
- 1569riconoscenza lo facesse accorto di tale bisogno. Dicono
- 1570farlo tacere, l'appetito d'un monsignore!... Subito si mi¬
- 1571dimenticati nel tripudio universale; per noi avremmo
- 1572mano s'intrometteva sovente ad abbuiare la mia conten¬
- 1573a ciarlare, a dimandarmi contezza delle mie spedizioni
- 1574notturne, a persuadermi che ella avrebbe fatto anche
- 1575fattore e di Fulgenzio furono convitate al banchetto
- 1576era in verità molto semplice. Ambidue, dicevano, senza
- 1577trare!
- 1578Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1579Con simili disposizioni d'animo vi figurerete che il
- 1580processo instituito sulle rivelazioni di Germano non
- 1581Il Venchieredo, fatto accortamente palpare a loro ri¬
- 1582guardo, rispose che egli veramente li avea mandati
- 1583suH’orme di alcuni contrabbandieri che si dicevano rifu¬
- 1584i detenuti a pericolose confessioni. L'esempio di Germa¬
- 1585processo principale, e in quell'altra inquisizione dell'as¬
- 1586perfetta ubbriachezzadei quattro imputati. Cosi sperava
- 1587accumulata provvidenzialmente su quei malaugurati
- 1588tutte le barbe cappuccinesche della provincia non affi-
- 1589venivano dall'l llirio, circostanza provata vera dall'accen¬
- 1590to, furono accolti cortesemente. Fossero poi venuti dal
- 1591mondo della luna, nessuno avrebbe arrischiato di re¬
- 1592conoscevano. Essi si scusarono colla santa umiltà
- 1593parti. Indi domandarono licenza d'andare a coricarsi; e
- 1594avevano certe cose addosso da stuzzicar propriamente la
- 1595curiosità. Appena entrati nella stanza si assicurarono es¬
- 1596quegli apparecchi mi faceva durare alla vedetta. Allora
- 1597Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1598il portinaio?
- 1599me per lo spionaggio ch'egli esercitava malignamente a
- 1600cai la sua cattiveria, com'anche avrei dimenticato la
- 1601alle spedizioni avventurose sperai anche in quella notte
- 1602puccini dava nell'archivio della cancelleria, che era una
- 1603penetrarono pian piano nell'archivio adoperando la
- 1604due scalpelli. Dopo mezz'ora penetrò nell'archivio un
- 1605nanzi colle mani sul pavimento dell'archivio s'ingegnava
- 1606Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1607precauzione del primo. Appena impadronitosi della te¬
- 1608cune pietre della muraglia. Imbavagliato e legato anche
- 1609umido, appartato, e ben riparato dall'aria dov'ebbero
- 1610Figuratevi qual maraviglia, che batticuore, che conso¬
- 1611dell'accaduto al Vice-capitano di Portogruaro. Fulgen¬
- 1612due frati, quando una compagnia di Schiavoni attorniò
- 1613Portogruaro. Certamente Fulgenzio avea trovato argo¬
- 1614avvedutezza pensava indarno ai bei feudi che possedeva
- 1615Germano ad un messo del Serenissimo Consiglio dei
- 1616reclusione nella fortezza di Rocca d'Anfo sul Bresciano
- 1617spondenza clandestina, tenuta in addietro dal Venchie¬
- 1618assicurandole il favore la cooperazione della nobiltà ter-
- 1619egli apparecchiarsi una buona difesa contro il padrone
- 1620mo prepotente ed iniquo. Dopo il processo criminale
- 1621Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1622del castello di Venchieredo continuerebbe ad esercitarsi
- 1623altro impiccio, Leopardo Provedoni ottenne finalmente
- 1624vece continuamente la civetteria della moglie. E tutti
- 1625drone quasi assoluto in castello durante la minorennità
- 1626del giovane giurisdicente, rifletteva parte del suo splen¬
- 1627quando andava a pompeggiare nelle festive radunanze
- 1628dei finti cappuccini mi avea cresciuto assai nell'opinione
- 1629miglia, che continuavano con una pessima amministra¬
- 1630zione, aveano fatto smettere l'idea del convento anche
- 1631Quando poteva passarle dinanzi recitando la mia lezio¬
- 1632Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1633CAPITOLO SESTO
- 1634tranquillità patriarcale della giurisdizione dì Fratta. Gli Eccel¬
- 1635vano l'uno uguale all'altro, modesti e senza rinomanza
- 1636come umili campagnuoli, portavano invece a Venezia e
- 1637peggiato un'idea. Soltanto la nazione francese, spensie¬
- 1638na all'esperimento: fu essa chiamata il capo
- 1639streggiatrice, che sovente distrusse l'opera propria, men¬
- 1640s'accorgevano del legamedei doveri. Eraun guardarsi in
- 1641leggi: la Signoria fidava giustamente nel contento son¬
- 1642non sarebbe certamente disposta secondo i desiderii
- 1643Venezia era una famiglia cosifatta. L'aristocrazia do¬
- 1644minante decrepita; il popolo snervato nell'ozio ma che
- 1645fortunate, sorrise dal cielo, accarezzate dal mare, dove
- 1646smi danzerebbero sull'acqua cantando le amorose otta¬
- 1647Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1648tripudii della settimana grassa. Vergognosa frivolezza
- 1649dinotante che nessun amore nessuna fede congiungeva¬
- 1650nitenza le fosse preparata. Fra tanta spensieratezza, in
- 1651chi, prevedendo confusamente le necessità dei tempi, ri¬
- 1652chiamasse la mente della Signoria agli opportuni rime¬
- 1653punto quelle sono le infermità più pericolose dove
- 1654l'Avogadore di Comune, Angelo Querini, avea sofferto
- 1655messo di discorrere questa materia, fu carcerato anche
- 1656sero non s'accorgere della carcerazione di Angelo Que-
- 1657Contarini propose nel Maggior Consiglio la correzione
- 1658degli abusi con opportuni cambiamenti nelle forme co¬
- 1659moderata, che con maravigliosa unanimità fu presa par¬
- 1660cessari cambiamenti. Si nota in quelle discussioni che
- 1661pristinare tutto il patriziato nell'ampio esercizio della
- 1662sua autorità, sciogliendo quel potere oligarchico che
- 1663meno alle sue proporzioni primitive, e insistendo
- 1664I partigiani dell'oligarchia sbuffavano di dover sop¬
- 1665in lungo. La Signoria fingeva di piegarsi all'obbedienza
- 1666gior Consiglio appoggiò sempre indarno il voto dei
- 1667Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1668gnori Polacchi non vogliono aver giudizio-, li aggiusteremo
- 1669magistrato della Repubblica, era tale vergogna che dove¬
- 1670avvisasse ai cambiamenti necessari negli ordini repub¬
- 1671perché i posteri compiangessero l'impotente sapienza
- 1672do poi sopito quel momentaneo fermento gli Inquisitori
- 1673decoroso. E questo sopportare senza risentirsi lo sfac¬
- 1674decreti. Cotale era l'ordinamento politico, tale la pazien¬
- 1675l'ambasciatore Antonio Cappello ne significò al Doge la
- 1676notizia: aggiungendo considerazioni assai gravi sopra le
- 1677Inquisitori di Stato raddoppiarono di vigilanza; e co¬
- 1678minciò allora un tormento continuo di carceramenti, di
- 1679diminuire il pericolo ne faceva accorgere l'imminenza, e
- 1680manteneva insieme negli animi una diffidenza mista di
- 1681delle Corti d'Europa; Antonio Cappello, reduce da Pa¬
- 1682Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1683cuore l'indifferenza della disperazione. I n tali condizio¬
- 1684L'Eccellentissimo Almorò Frumier, cognato del Con¬
- 1685cattivo odore, e avevano pochissima volontà di scottar¬
- 1686privilegi quasi sovrani, si trapiantò egli a Portogruaro
- 1687nell'autunno del 1788. La salute della gentildonna che
- 1688non rimetter piede a Venezia finché l'ultima nuvoletta
- 1689biluomo aveva, tutelavano abbondevolmente in Venezia
- 1690villeggiatura. Cosi i Veneziani costumavano chiamare
- 1691consolazione di trovar raccolto quanto di meglio aveva
- 1692Comune, il Soprintendente dei dazi, il Custode della
- 1693aveva ottenuto la grazia segnalata di potermi arrampica-
- 1694ne ricevimento. Il nobile patrizio si diportò colla
- 1695proverbiale affabilità dei Veneziani. Dal Vescovo all'or¬
- 1696accompagnata dal fratello. Serviti i rinfreschi nella gran
- 1697degnissima la società, gentile l'accoglimento; a queste
- 1698Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1699partiti. Anche in questo peraltro si adoperavano l'inno¬
- 1700l'Avemaria quelli di Fratta tolsero congedo; ben intesi
- 1701e diciamolo, anche l'illustrissimo Conte di Fratta non
- 1702Cancelliere si scappellarono fino alla predella della car¬
- 170311 pesante convoglio. L'Eccellentissimo Senatore rientrò
- 1704in sala abbastanza soddisfatto del suo primo ingresso
- 1705Portogruaro non era l'ultima fra quelle piccole città
- 1706che soltanto l'acqua mancava per completare la somi¬
- 1707tutti gli edifici pubblici; donnicciuole e barcaiuoli in
- 1708dari, e riveritissime zimarre di patrizi; quattro Schiavoni
- 1709die; madonnine di stucco con fiori festoni efestoncini
- 1710ad ogni cantone; mamme bigotte inginocchiate col rosa¬
- 1711rio; bionde figliuole occupate cogli amorosi dietro le
- 1712barrino raccolto pudicamente sul ventre: nulla nulla in¬
- 1713all'intorno, e ormai parlavano il veneziano con maggior
- 1714Portogruaro se ne vendicavano col prepararne una ben
- 1715veneziani fuori di Venezia. Fingevano di non conoscere
- 1716gliavano della polvere delle strade, quantunque sovente
- 1717le loro scarpe accusassero una diuturna dimestichezza
- 1718Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1719costruita ad immagine della Serenissima Dominante non
- 1720Portogruaro crescevano un paio di piani; i guardinfanti
- 1721ria si calunniavano a vicenda con un'ostinazione vera¬
- 1722barbaro movimento della carrozza, si vedevano costrette
- 1723Q ualche villanzone del contado, qualche zotico castella¬
- 1724vendicava di questa fortuna coll'accusar quella dama di
- 1725avidità e perfino di trufferia. Alcune veneziane maritate
- 1726ghiere che potessero desiderarsi. I giovani lesi affollava¬
- 1727Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1728meriera le riportava queste gelose mormorazioni, si sor¬
- 1729Potete figurarvi che la nobildonna Frumier appena
- 1730e nelle maniere nelle occhiate nell'acconciatura ostenta¬
- 1731Portogruaro un buon numero; ma tutte appartenenti o
- 1732esemplare; di poterlo contemplare, idoleggiare, e copia¬
- 1733re diventavano mutole; e pigliavano il contegno d'altret¬
- 1734si mostrò in pubblico con questo bizzarro adornamento
- 1735tura gli diede. La conversazione della gentildonna Fru-
- 1736suoi nonni, egli era intinto accademicamente della filo¬
- 1737ghissime fuori d'ogni misura, perché anche gli uomini
- 1738Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1739l'esempio della capitale, ma andavano oltre coraggiosa¬
- 1740mente. Per citarne uno, monsignor di Sant'Andrea, il
- 1741più sillogistico teologo del Capitolo, una volta uscito
- 1742v'era un partito rozzo incorruttibile tradizionale che si
- 1743opponeva colla pesante forza dell’inerzia all’invasione di
- 1744l'integrezza dei costumi sacerdotali, era proprio un caso
- 1745raro; in generale vecchi o giovani chi sdrucciolava
- 1746nell'anarchia filosofica non dava grandi esempi né di
- 1747cialmente al clero. Un cotale rilassamento delle discipli¬
- 1748ne canoniche e l'indifferenza dogmatica che lo cagiona¬
- 1749al consorzio della gente signorile e ai destreggiamenti
- 1750morali della città, si adattavano mirabilmente al patriar¬
- 1751chiamerei tradizionale si afforzava e si rinnovava massi¬
- 1752mamente nelle frequenti vocazioni della gioventù di
- 1753secolareschi invece (cosi dagli avversari venivano desi¬
- 1754la sbrigliatezza secolare) uscivano dalle comode famiglie
- 1755la credenza se non l'entusiasmo e l'abnegazione sacer¬
- 1756cevano preti o spensieratamente per ubbidienza, o per
- 1757stumatezza, di miscredenza, di cattivo esempio, di mon¬
- 1758delle massime che difendevano, erano più concordi fra
- 1759sti la petulanza e la leggerezza individuale escludevano
- 1760qualunque ordine, qualunque metodo di condotta. Ciò
- 1761mentassero più del bisogno il pettegolezzo delle conver¬
- 1762savano, si vendicavano almeno coll'impertinenza e colla
- 1763mordacità della maggiore influenza che gli avversari
- 1764perseveranza. Le giovani signore erano disposte a favo¬
- 1765Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1766versare, ragionare, discutere alla libera; raccontare e
- 1767consenzienti in una società. Perciò nella conversazione
- 1768se l'oro purissimo della classe raffinata, dotta, motteg-
- 1769giatrice. Rimasero il canonico di Sant'Andrea, l'avvoca¬
- 1770erano i temi consueti delle esercitazioni ginnasiali: cu¬
- 1771riosissima contraddizione in tanta servilità e cecità d'ob¬
- 1772quintilio, la piccola accademia del Senatore si raccoglie-
- 1773d'opera dell'ingegno veneziano che coll'arte di Benve¬
- 1774dell'Aretino; si raffrontavano le vicende d'allora coi ca¬
- 1775d'ingegni pronti allegri svegliati, queU'umorismo meri¬
- 1776dionale che tanto si distingue dal settentrionale quanto
- 1777la nebbia notturna del palude dall'orizzonte lucente e
- 1778tela; ma perciò appunto volte tutte alla spensieratezza
- 1779in melanconie, si rodono, si appassionano, si ammazza¬
- 1780Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1781grande snellezza di dialogo e soprattutto un'infinita do¬
- 1782se di tolleranza componevano la conversazione di quel
- 1783piccolo areopago di buontemponi, come io ho voluto
- 1784descriverla. Badate che adopero la parola buontemponi
- 1785suto assai con francesi questo incommodo mi disturba
- 1786lingua da disimpacciarmene bene. Qui per esempio
- 1787scrissi buontemponi, per significar coloro che fanno lor
- 1788avevano le loro occupazioni, tutti davano all'anima la
- 1789non per obblighi e vantaggi morali. D'accordo sempre
- 1790Cancelliere chiudevano un occhio; il piovano di Teglio
- 1791gliene faceva qualche ramanzina. Malo sparuto pretu-
- 1792colo, che non poteva balbettar risposta alle intemerate
- 1793d'un superiore, sapeva imbeversene ottimamente e se¬
- 1794dottor Natalino di Venchieredo s'era accostato al Conte
- 1795di Leopardo Provedoni, avea fatto conoscenza con sua
- 1796nella conversazione di Sua Eccellenza Frumier. Impresa
- 1797pericolosissima con quelle strade che c'erano allora; ma
- 1798affatto di qualunque educazione, bisognava condurle
- 1799nel mondo perché pigliassero qualche disinvoltura. E
- 1800poi bisognava farsi avanti perché gli sposatori ragionano
- 1801dentissimo Conte mandò una dozzina di lavoratori che
- 1802Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1803queste mie confessioni andrebbero all'infinito. Comun¬
- 1804ce, sentendomi cresciuto d'importanza, ne dava la loro
- 1805grandi occhi castani valevano quanto quelli di qualun¬
- 1806cino per non darsi noia, splendevano tuttavia come
- 1807l'avorio. Soltanto quelle maledette orecchie, colpa le ti¬
- 1808sonomia; ma tentava di correggere il difetto dormendo
- 1809go di esservi riescito mediocremente. M artino peraltro
- 1810non si stancava dall'ammirarmi dicendomi: - È proprio
- 1811sime della contessina Clara nella conversazione di casa
- 1812Frumier aveva introdotto in questa il nuovo elemento
- 1813dei castellani e dei signorotti campagnuoli. Non mancò
- 1814de. Egli poi, convien dirlo, portava abbastanza superba¬
- 1815Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1816nacciato da quella parte. Come non affidarsi interamen¬
- 1817un'anima ove riposarsi colla quieta sicurezza d'un affet¬
- 1818to. L'aveva trovata, l'aveva amata, come il cappuccino
- 1819chevivevain Clara. Costei cedeva deliziosamente a tanta
- 1820forza d'amore; amava, la giovinetta, con quanta forza
- 1821nascondere quel dolce sentimento che Lucilio le aveva
- 1822to fuori d'ogni verisimiglianza da non consentir nemme¬
- 1823casa bisbigliava già che quando la Contessina sarebbe
- 1824ancella inconsapevole dell'interesse, la facea trovare mil¬
- 1825cilio, pensava ella, mostravasi tanto guardingo, che la
- 1826conoscere, la buona vecchia, quelle belle nuvole dorate
- 1827servato contegno di Lucilio giovò ad addormentarla nel¬
- 1828duto cosi facilmente alla docile fuggevolezza di quelle
- 1829cosi discreti e dabbene commettevano non pochi pecca-
- 1830Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1831divini concenti che beatificano le anime senza incommo-
- 1832ministero delle cose materiali. L'amore che principia
- 1833sognasse a Venezia. Si lamentò adunque garbatamente
- 1834dovuto dire in seguito. Il giovane s'inchinò modesta¬
- 1835brio e dell'arguzia. Se quest'ultimo lo sorpassava talvolta
- 1836peva imporlo valorosamente, ed esigerlo con discrezio¬
- 1837ad essergli per giunta riconoscenti. Il crocchio particola¬
- 1838d'una subita fiamma d'entusiasmo. Egli animava accen¬
- 1839nezza. Ridevano ciarlavano motteggiavano disputavano
- 1840persone frettolose di indovinarlo, di maturarlo. Pareva
- 1841Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1842tervalli d'entusiasmo, di quel furor battagliero di conte¬
- 1843scolaretto. Accagionava di ciò l'esempio e la vicinanza
- 1844s'impasticciano per passar l'ora», andava egli pensando
- 1845lesse il Cielo!
- 1846Dopoché Lucilio era sopraggiunto a sbraciare l'entu¬
- 1847siasmo dei cortigiani del Senatore, coloro che sedevano
- 1848ai tavolini del giuoco, le signore principalmente, soffri¬
- 1849vano delle frequenti distrazioni. Quel chiasso continuo
- 1850divertimenti del quintilio e le commozioni del tresette
- 1851aveva originato le solite ironiche congratulazioni, le soli¬
- 1852s'avvicendava sempre varia allegra generale animata. G li
- 1853sfida!
- 1854rimettevano, sospirando a giocare. Lucilio ci entrava
- 1855l'effetto da lui prodotto sulla conversazione del Senato¬
- 1856più, dall'altro s'insuperbisce di veder piacere a molti
- 1857ragionamenti che si potessero instituire sopra alcune
- 1858parto genuino e legittimo della loro immaginazione, e
- 1859chiacchiere. Il Senatore riceveva ogni settimana la sua
- 1860Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1861chio socchiudeva l'altro e cosi osservava Lucilio rimugi¬
- 1862nando certi giorni passati quando quel giovinastro avea
- 1863di Stato. Forse allo scrupoloso veneziano passavano al¬
- 1864in visita diplomatica all'eccellentissimo patrono, lo ave¬
- 1865tendiamoci bene! - soggiungeva con frettoloso penti¬
- 1866clientela bella e pronta gli avrei preparato!
- 1867dopopranzo, aggiunse certamente una mezza dozzina di
- 1868Lucilio era adunque diventato, come dice la gente
- 1869le capricciose leggi d'amore, si lasciano facilmente acca¬
- 1870a capitanare la conversazione del Senatore senza aver
- 1871quelle odalische. Soltanto, passando o ripassando, tro¬
- 1872lamandre, di un'atmosfera di fuoco. La giovinetta tre¬
- 1873rente magnetica lambisse co' suoi mille pungiglioni invi¬
- 1874profondo recesso dello spirito. Più insormontabile d'un
- 1875sedere, proteggeva la Clara dalle curiose indagini delle
- 1876per guadagnarselo. La signora Correggitrice non usava
- 1877mostravano: insomma Paride frammezzo alle dee non
- 1878V'avea peraltro un'altra signorina che forse più di
- 1879Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1880cora maturi, un'innamorata non alta da terra quattro
- 1881un maggior studio nella piccina di adornarsi d'arricciar¬
- 1882stanza; nessun vezzo soverchio; nessuna diligenza baste¬
- 1883deliberai di chiarirmene tosto. Il martirio della certezza
- 1884del dubbio; ma sempreché acquistai poscia quelle cru¬
- 1885l'espressione più voluttuosa che mai scultore greco ab¬
- 1886s'accasciò con tanta mollezza che Lucilio dovette cir¬
- 1887Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1888sedere vicino alla mamma. Ma il soave turbamento
- 1889ch'era rimasto nelle sue sembianze continuò a tormen¬
- 1890non è il mio posto!
- 1891stemmie, pianti, maledizioni. Quella sottil parete di
- 1892nelle tenebre del talamo nuziale offrirsi fredda, treman¬
- 1893stato felicissimo di vederla passare alcuna volta fram¬
- 1894frenare lo slancio d'un'immaginazione innamorata, e a
- 1895la mia devozione, raccoglieva invece la dimenticanza e
- 1896di superbia, per invaghirsi pazzamente d'un sogno mo¬
- 1897struoso e impossibile. L'abborrimento contro Lucilio
- 1898terio ancor fanciullesco, lo mi vedeva sacrificato senza
- 1899Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1900Povero fanciullo! lo cominciava infin d'allora a di¬
- 1901e pervertimento d'ogni principio morale; servitù senza
- 1902supplicare dinanzi all'idolo del male, lo aveva troppo
- 1903fetti infantili mi perseguitavano senza misericordia, lo
- 1904fuggiva indarno; indarno mi volgeva a combatterle colla
- 1905ragione; più antiche della ragione esse conoscevano tut¬
- 1906tutta la sincerità del ravvedimento, potrei spiegarne l'or¬
- 1907ribile significato!... lo disprezzava ed amava!
- 1908manzo: vo semplicemente riandando la mia vita. Ricor¬
- 1909gata delle occupazioni li tien domati generalmente fino
- 1910ristretto d'uno specchio ottico, tutta la varia movenza
- 1911svegliato s'offuscò es'insterili in quella smania di piace¬
- 1912maginazione, sanissimi frutti della sua indole, traligna¬
- 1913se risplendevano talora, nei momenti di tregua, erano
- 1914grimevole cominciò nella prima infanzia; nel tempo di
- 1915to possibile forse l'arrestarlo, non distruggerne gli effet¬
- 1916Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1917delle conversioni miracolose!... Con quanto ardore di
- 1918nerare le anime coll'affetto, colla pazienza, coi sacrifi¬
- 1919quell'angelo decaduto, di cui io aveva contemplato
- 1920Come mi sembra vicino quest'ultimo giorno di ricom¬
- 1921lasciarono stare persuasi che fosse caponagginedi ragaz¬
- 1922portanza che non meritasse una fanciullaggine. Dopo un
- 1923passato dal furore della disperazione alla stanchezza del
- 1924sarei stato abbastanza credulo o codardo per stringer¬
- 1925per l'addietro, ma non aveva coraggio di rimproverar¬
- 1926mentre avrei dovuto odiarla, disprezzarla, punirla. Dica¬
- 1927Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1928dermi chei frutti di quel ravvedimento dovessero essere
- 1929vai di rispondere alle sue dimande, indovinando quasi
- 1930di nuove infedeltà. Accusai una bizzarria d'umore, un
- 1931suo ghiribizzo momentaneo non avesse lasciato traccia
- 1932anche la timorosa adorazione di Lucilio aveva svezzato
- 1933La Contessa benché lievemente indisposta migliorava
- 1934non bastavano l'eloquenza italiana e latina del dottor
- 1935Frumier, si riebbe subitamente e dimenticò l'infinita ca¬
- 1936ta salute dell'eccellentissima padrona. M onsignor 0 r-
- 1937cambiare in ferma salute la lunga convalescenza della
- 1938dell'inverno, ma la floridezza di quelle guance preziose
- 1939era assicurata per altri trent'anni. Monsignor Orlando
- 1940spetti, alle gelosie, ai rappaciamenti d'una volta. Dona¬
- 1941Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1942angoscie sofferte allora non avevano lasciato per verità
- 1943ticello della scuderia, riedificato con tutti gli accorgi¬
- 1944menti d'una buona difesa, sotto la direzione del
- 1945qualche geranio che lottava ancora contro le punture
- 1946tessero vedere; le loro anime tumultuavano, piene di
- 1947soli, pregustavano la beatitudine di potersi ripetere
- 1948quelle dolci dimande e quelle eterne risposte dell'amore
- 1949vare l'addolorato volto del giovine per rattristarsi an-
- 1950mancate delizie d'un colloquio tanto sospirato
- 1951cosi permalosa. La fanciulletta corse difilato nell'antica¬
- 1952Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1953lo mi era svezzato daH'udirla adoperare questo so¬
- 1954lani!
- 1955nel l'ascoltare Lucilio. Quei discorsi, quelle proteste in
- 1956quello che giorni prima avea calpestato, senza vergo¬
- 1957gnarsene o meravigliarsene. Stavolta il mio dolore fu
- 1958meno impetuoso ma più profondo: poiché compresi a
- 1959ne pativa acerbamente; ma per questo non s'inveleniva
- 1960lontani dal consolarmi. Non sapendo con chi prender¬
- 1961persuasi che, anziché cercar fomento nell'ozio e nella
- 1962Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1963la sembrava accorgersi del mio malumore anche durante
- 1964premere e sputacchiare senza risentirmene. Ciò non to¬
- 1965co, pochissimo certo; ma io fui molto contento
- 1966d'intascare alcune monete dicendo: «Q ueste qui son
- 1967guardarlo giocare il tresette. Q uesta occupazione mi
- 1968quadrava pochissimo; ma altrettanto mi garbava l'aver
- 1969sempre sott'occhio la Pisana, e rodermi continuamente
- 1970perfettissime, ammirabile soprattutto nelle spalle e nel
- 1971come di fuoco nascosto, sopracciglia sottilissime, e un
- 1972Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1973stato una grandissima opinione di erudito. Questo abate
- 1974romagnuolo di nascita, ma viaggiava con passaporto rus¬
- 1975Repubblica di Venezia non s'era mai professata loro
- 1976tanto egli, come il giovane castellano, fecero grandissi¬
- 1977Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1978CAPITOLO SETTIMO
- 1979Le lusinghe della signora Contessa pel collocamento
- 1980dintorni le morivano cogli occhi addosso; non l'avrebbe
- 1981zione, permetteva alla propria fisonomia certi atti di
- 1982malcontento, che dichiaravano apertamente le intenzio¬
- 1983egli imprudentemente accostato al crocchio del padrone
- 1984sue occhiate conquistatrici. Quest'abitudine non talen¬
- 1985proveri. Ma il bel cavaliero restava imperturbabile; pa¬
- 1986stocratico zerbino della città corteggiavano essi pure la
- 1987protesa; quando poi indossavano il vestito gallonato del¬
- 1988particolare, sedevano assai volentieri qualche quarto
- 1989molto si affaceva colla gravità sacerdotale. Insomma la
- 1990ne parasse nulla, avea concepito qualche sospetto sopra
- 1991grande affetto poteva resistere freddamente a tutta quel¬
- 1992formica. Cominciavano a pigliar fiato cotali mormora¬
- 1993cavalierino mangiava il pane bigio nella Rocca della
- 1994Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 1995scorse un bel tratto innanzi coll'immaginazione, e archi¬
- 1996grandi speranze dapprincipio, non dava sentore di vo¬
- 1997dannato; allora la riconoscenza e la felicità avrebbero
- 1998parra la protezione validissima del senatore Frumier. Il
- 1999di molto garbo; capacitatolo una volta della convenienza
- 2000di questo maritaggio, egli ne avrebbe persuaso certa¬
- 2001mente il suo alunno; dunque bisognava cominciare per
- 2002derci lontano un miglio; anzi tutt'altro; vedeva lontanis¬
- 2003sa; e contento d'essere accarezzato corrispose alle pre¬
- 20041 1 giovine Venchieredo intanto correva incontro di
- 2005nonfaceadonochealei sola. La provvida mamma era al
- 2006colmo della consolazione; precettore e scolaro calavano
- 2007innocentemente alle vischiate che con tanta accortezza
- 2008sgomentiva di quelle scalmane amorose del giovine; egli
- 2009amava all'ingrosso il sesso gentile. Appena messo piede
- 2010zio di questa parte principalissima del suo temperamen¬
- 2011questi preludii guerrieri, e le nonne barbogie ricordaro¬
- 2012né siepi, varcava quelli d'un salto, sforacchiava queste
- 2013qualche marito cominciò a menar rumore, a minacciar
- 2014rappresaglie, vendette, ricorsi. M a allora capitava col
- 2015sono cose spiacevoli ma che bisogna sopportarle come
- 2016Unitevi con me, figliuoli miei! Piangiamo esoffriamo in-
- 2017Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2018E i dabbenuomini piangevano con quella perla d'uo¬
- 2019si avrebbero turbato il paese. Fors'anche si sarebbe
- 2020sparso del sangue, perché proprio lo sdegno toccava
- 2021no si comportavano con prudenza, non menavano in
- 2022pompa le loro colpe, non si esponevano stoltamente
- 2023ragazze del paese beccarono qualche spillone, qualche
- 2024stità si tacque improvvisamente; Raimondo ebbe voce di
- 2025qualunque genere di persone. Per esempio egli adorava
- 2026usasse loro il benché minimo malgarbo. Ascoltava pa¬
- 2027zientemente le loro filastrocche, li raccomandava al
- 2028assaissimo al marito dell'urbanità e della modestia del
- 2029meraviglioso ravvedimento del giovine signore. Allora
- 2030Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2031Raimondo; innamorato della moglie com'era, se ne la¬
- 2032ficato di tanta affabilità, di tanto riserbo, benedicendo
- 2033Cosi s'era venuto perfezionando Raimondo nelle sue ar¬
- 2034Contessa temendo ch'egli si raffreddasse credette giunto
- 2035dimenticò monsignore di Sant'Andrea per andarsi a
- 2036La Contessa volse un'occhiata quasi materna a Rai¬
- 2037Secondo me la buona educazione d'un giovine collocato
- 2038de che si possa vantare verso la società!
- 2039duce all'umiltà. Mi creda, signora Contessa, fossero
- 2040farebbero una degna figura!
- 2041ancora all'ottimo padre. Questa giratina d'occhi fu co¬
- 2042ben vicina all'orecchio benché monsignore di Sant'An-
- 2043La Contessa balbettava, quasi sperando che l'ottimo
- 2044Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2045reva che il signor Raimondo non dimostrasse inclinazio¬
- 2046detto della calunnia?
- 2047Avrebbe anche voluto diventar rossa; ma per ottener
- 2048La Contessa, troppo boriosa per lasciar cadere un
- 2049complimento senza raccoglierlo, e poco accorta per ta¬
- 2050sempre allontanandosi dalla meta che s'era prefissa nel
- 2051comunarsi. Per quel giorno non giudicò opportuno toc¬
- 2052padre l'aveva trattenuta con si interessanti discorsi, che
- 2053non lo costringevano a ritirarsi. Soltanto o l'occasione
- 2054tombolare con grandi risate della compagnia. Mail pa¬
- 2055zientissimo padre tornava a rialzarle, ad assodarle con
- 2056Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2057pigliava gusto in queste esercitazioni dialettiche. Egli era
- 2058tornate accademiche, gli piacevano quelle dispute che
- 2059dopo aver divertito qualche mezz'ora creavano se non
- 2060che l'affetto del nobiluomo Frumier voleva essere con¬
- 2061reverendo, s'accorse tantosto che gatta ci covava; ma
- 2062giovinotto si vedeva costretto a lavorare coll'immagina¬
- 2063accarezzato. Egli avea saputo quanto gli occorreva sape¬
- 2064me!» - Ora, domanderete voi, cosa desiderava l'ottimo
- 2065come maritando il signor Raimondo colla contessina
- 2066cura d'anime; potevano accontentarlo e insieme accon¬
- 2067stevoli per lavorare operosamente nella vigna del Signo¬
- 2068re. S'intende sempre che l'ottimo padre insinuò queste
- 2069cognata! che, padre reverendo! lei vorrebbe proprio
- 2070adattarsi alla vita meschina d'un maestro di casa?
- 2071cato il coraggio?
- 2072Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2073per due intere famiglie!
- 2074paesi!
- 2075derate a lungo. Appunto perché io posso molto
- 2076responsabilità che mi pesa addosso mi bisognerà cam¬
- 2077Domani subito penseranno a provvedere d'una preben¬
- 2078meglio!
- 2079con Raimondo e sprofondato nei comodi sedili d'un
- 2080nimenti dell'uomo sono fallaci, le sue passioni prepoten¬
- 2081Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2082culcava sempre la massima, che bisognava esser maturi
- 2083prava benissimo il soccorso spesso lieve e manchevole
- 2084d'una donnicciuola?
- 2085cendo loro accettare una piccola riparazione in denaro!
- 2086la... G lielo giuro, padre!
- 2087offendere la mia modestia col ricordare questi debolissi¬
- 2088ora mi piacerebbe vedervi accasato stabilmente, ed ono¬
- 2089miglior posto. Allora che gli veniva fatto d'intravvedere
- 2090di meglio pescando nei torbidi ecclesiastici di Porto-
- 2091vostra col santo canale dell'educazione; e quanto alla
- 2092massime della buona morale, essa corrisponderà perfet¬
- 2093mondo, questo è quel vincolo spirituale che dipende
- 2094Raimondo a questi schiarimenti del precettore non si
- 2095mostrò forse cosi malcontento come ne sarebbe rimasto
- 2096cosi presto?
- 2097posso assicurare che l'animo della Contessina corrispon¬
- 2098maginabile!... Vorrei averla meco domani, oggi stesso se
- 2099all'incirca la mia età?
- 2100si commovesse punto alle vostre dimostrazioni, e avete
- 2101pensateci, figliuol mio, sarebbe una ridicolaggine, una
- 2102vergogna!
- 2103intenzione sopra di lei, Raimondo caro, bisognerebbe
- 2104riderebbero di vedervi innamorato di una bambina! E
- 2105saporito!
- 2106adoperare i vostri stessi argomenti. Vorreste sperare che
- 2107Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2108delle forme? Riducetevela bene alla memoria, Raimon¬
- 2109do!... Vi sentireste in grado di resisterle?
- 2110to di gustare!
- 2111namorata di me?
- 2112rina, e muore dal desiderio di piacervi!
- 2113lasciatemi adoperare in maniera che tutto riesca secon¬
- 2114menica?
- 2115a vedere anche la Pisana!
- 2116confidain meedormi pure tranquilli i tuoi sonni, chele
- 2117partecipandogli il tuo matrimonio potrai assicurarlo che
- 2118io ti ho fatto buono, e felice!
- 2119Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2120sposizioni avea contato il padre Pendola per distoglier¬
- 2121gratularsi di quel nuovo impiccio cosi venturosamente
- 2122burbanza di essa verso di me derivasse massimamente
- 2123l'ambizione soddisfatta. Confesso la verità che senza
- 2124contentamento della vanagloria. Perciò aveva lasciato da
- 2125della nostra adolescenza? - Ci giudicavano novelli affat¬
- 2126Il padre Pendola, dopo aver riconfermato il giovine
- 2127suo semplice motto lasciato cadere intorno allo stabili¬
- 2128Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2129devono essere condotte adagio entro queste faccende, io
- 2130voglio chei miei eccellentissimi cognati sieno beati della
- 2131Contessa occhieggiando la figlia - una sposina come
- 2132fatiche d'un lungo apostolato. Colà egli disegnava met¬
- 2133chiaia. Il vecchio Cappellano era stato trasferito, come
- 2134Venchieredo precedesse d'alcun poco la celebrazione
- 2135ve la confidente affabilità della Pisana lo compensava
- 2136trare, secondo lei, in una decente dimestichezza prese
- 2137tenzioni di Raimondo; e anche quest'ultimo colpo non
- 2138Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2139padre Pendola perché egli colla sua meravigliosa pru¬
- 2140bedienza, senza ricorrere a maniere violente e scandalo¬
- 2141se. Peraltro alcunché di questo ostinato resistere della
- 2142dicedi questo bel tempo?
- 2143dall'inverno. L'Eccellentissimo Senatore mi ha conces¬
- 2144caro alunno, quell'ottimo giovane, quel compito cavalie¬
- 2145tanza di pudore o impeto di troppa carità?
- 2146Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2147umilissimo ma devoto criterio l'aiuti a illuminare quella
- 2148nei tentennamenti, nelle battaglie dei giorni passati?
- 2149l'obbedienza è la prima legge delle figliuole coscienziose
- 2150vino precetto. Ma l'obbedienza, figliuola cara, non sof¬
- 2151fre eccezioni, non cerca nessuna scappatoia; l'obbedien¬
- 2152za obbedisce, ecco tutto. Ecco la coscienza come
- 2153questa buona parola; cosi per questa strada d'abnega¬
- 2154nel suo scarso coraggio e nell'innocente semplicità, e
- 2155ritrosia di dovergli contraddire. Fu adunque molto ma¬
- 2156quando uno di questi comandamenti sentiamo di non
- 2157Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2158poterlo osservare pienamente, sarebbe ipocrisia fingere
- 2159di piegarvisi colle apparenze!
- 2160padre, di rimaner zitella!
- 2161namento pecca nella forma e nella sostanza. L'obbe¬
- 2162rendo padre!
- 2163profferto, nobile, dabbene, ricco, costumato, dall'al¬
- 2164La Clara rimase qualche tempo perplessa a questo
- 2165sotterfugio del moralista; tantoché egli racquistò qual-
- 2166ogni altra cosa si facesse mallevadore d'ottantamila du¬
- 2167dendo che avrebbe fatto un buco nell'acqua si
- 2168accontentò di uscirle dietro, col desolato contegno del
- 2169selvaggina inutilmente cercata. Coloro che origliavano
- 2170tantoché molti accorsero dalla cucina allo strepito. Ma
- 2171padre Pendola colse il momento opportuno di batterse¬
- 2172ipocritone, un disutile, uno sfacciato, che l'aveva adope¬
- 2173rata per ottenere quanto cercava, e allora l'abbandonava
- 2174nell'imbarazzo colla sua faccia tosta. M onsignore sup¬
- 2175plicava per carità la cognata che smettesse d'insolentire
- 2176Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2177dola malamente. Ella sopportava tutto non con quella
- 2178l'avrebbe sposato il Venchieredo, o sarebbe cacciata in
- 2179della Clara ad imparentarsi col Venchieredo, furono an¬
- 2180Partistagno stesso, che, avuta contezza della cosa, capitò
- 2181avrebbe potuto definire se l'amore soverchiasse la com¬
- 2182infilare alla Clara. Q ueste considerazioni non diminui¬
- 2183ceri famigliari, l'illustrissimo signor Conte fu oltremodo
- 2184rità nei consigli della Signoria, che rispondeva confiden¬
- 2185plorarsi pel vecchio Venchieredo. Si stupiva prima di
- 2186tutti male affetti alla Signoria: l'esempio del Venchiere¬
- 2187suggestioni e preghiere altrui, ma badassero bene gli
- 2188Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2189sovvertitrici che, venute d'oltremonti, minacciavano di
- 2190matrimonio. Se avesse acconsentito a quest'ora si sareb¬
- 2191per ragioni forti, nascoste, stringentissime, di quel ma¬
- 2192trimonio non bisogna più parlarne, come d'una faccen¬
- 2193da quel benedetto padre Pendola!
- 2194chieredo! ... Potrebbe anche darsi che vedendo vostra
- 2195bei furbo!
- 2196giorno prima la subita disapprovazione data dal Senato¬
- 2197Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2198gnati!
- 2199contegno si dimostrava cosi ossequioso ai magistrati del¬
- 2200marito ebbe bisbigliato il nome dell'Eccellentissimo Se¬
- 2201neva avvolto nell'arcano impenetrabile. Le disse anche il
- 2202marito che questi si mostrava persuaso dello sposalizio
- 2203tezza matrimoniale; la quale non voglio immaginarmi
- 2204quanto oltre andasse. La miglior contentezza tuttavia fu
- 2205tregua per poter corrispondere con nessuna superbia al¬
- 2206le occhiate riconoscenti ed appassionate indirizzatele al¬
- 2207ingegnarsi con ogni maniera perché il Partistagno do¬
- 2208togliere quell'annore alla sua sfera platonica. Pronuncia¬
- 2209gredienti necessari ad una domanda solenne di matri¬
- 2210monio passarono de' giorni assai. In quel frattempo
- 2211Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2212l'annunzio della solenne comparsa, mentre i due cavalie¬
- 2213va addirittura un cuscinetto da spilli. Lo accompagnava
- 2214scavalcava e consegnate le redini al cocchiere, entrava
- 2215ro nobilissimi ospiti. Finalmente il Conte con una
- 2216giubba tessuta letteralmente di galloni, la Contessa con
- 2217mano di sposa dell’Illustrissima ed Eccellentissima da¬
- 2218lontà signoreggiava il tremore della commozione e del
- 2219sala gridando: - La padroncina muore! la padroncina
- 2220generai parapiglia. La Contessa s'adoperò un istante in¬
- 2221Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2222spetto e l'ubbidienza; ma vedendo ch'ella appena torna¬
- 2223domanda fattale in nome dell'Eccellentissimo Partista¬
- 2224bile sposa e tutta l'eccellentissima sua famiglia dell'ono¬
- 2225to!
- 2226devono farsi onore ed essere riconoscenti all'amore che
- 2227sanno ispirare
- 2228Cosi andarono fino a Lugugnana divisando lo splen¬
- 2229dore delle feste che si sarebbero celebrate nell'occasione
- 2230Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2231da ogni dipendenza famigliare. Figuratevi che imbro¬
- 2232Contessa e la Clara tornassero tosto, chi proponeva
- 2233Consiglio dei Dieci acciocché il dottorino fosse tenuto
- 2234vero ambasciatore, fidandosi principalmente in lui i ca¬
- 2235parsimonia nel mandar denari. Il poveruomo sospirava
- 2236non ne sembrassero bisognevoli ad uno splendido man¬
- 2237mucchiava nello scrigno semivuoto quei grami ducati e
- 2238ne faceva certi rotoletti che cadevano cogli altri
- 2239breve ipotecate per cinquant'anni avvenire. M a rispon¬
- 2240sofia tiravano innanzi. Più felice almeno, M onsignore
- 2241Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2242percorsi regolarmente. S'avvicinava il momento che
- 2243m'avrebbero dovuto mandare a Padova, ma le finanze
- 2244del Conte non gli consentivano questa munificenza, e
- 2245cinquant'anni, quand'appunto l'ambizione si ristringe
- 2246L'umiltà di questo diede maggior rilievo alle esclamazio¬
- 2247furono preti d'ambidue i partiti clausetani e bassavoli
- 2248che supplicarono presso il Frumier perché egli induces¬
- 2249rava d'insediare più saldamente che mai nell'episcopio il
- 2250coronare come Augusto; ed eccolo diventar segretario
- 2251tro erano contentissimi perché speravano nel futuro e
- 2252venturo novembre. Si lamentò anzi col cognato perché
- 2253aveva abbandonato la loro casa, faceva l'occhiolino a
- 2254tutte le ragazze, contadine od artigiane. Quando tornava
- 2255della signora Veronica, imbizzarriva sempre più, e peg-
- 2256Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2257novelle di Francia che giungevano sempre più guerriere
- 2258dantissime chiose del Digesto sempre pensando alla Pi¬
- 2259suffragio dell'anima sua. T estimonio questo delle mie
- 2260CAPITOLO OTTAVO
- 2261chia: il muggito interno del vulcano annunziava prossi¬
- 2262sopire l'incendio nel suo nascere: non combattevano più
- 2263dal furore invincibile delle legioni repubblicane, già
- 2264invasori nella grandezza delle promesse: e l'urgenza
- 2265maggiore del pericolo negli interni sobbollimenti. Al¬
- 2266giurarlo. Che faceva intanto la Serenissima Repubblica
- 2267gettato qualunque proposta di alleanza d'Austria, di
- 2268di appigliarsi unanimemente al nullo e ruinoso partito
- 2269della neutralità disarmata. Indarno strepitando l'aulica
- 2270G iovanni Jacob fosse riconosciuto ambasciatore della
- 2271Repubblica francese. Libera e ragionata, una tal delibe-
- 2272Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2273tente e il precipitoso assentimento del Senato
- 2274mutò nell'opinione dei governi la stolta arrendevolezza
- 2275veneziana in pagata complicità; dall'una parte lo sprez¬
- 2276zo, dall'altra l'odio accumulavano le loro minacce. La
- 2277curezza e la molle indolenza. Duranti da quattordici
- 2278impossibile un subito crollo: tale sarebbe un decrepito
- 2279che per aver vissuto novantanni giudicasse non dover
- 2280non lontana emergenza che tra gli imperiali scendenti
- 2281Savi d'allora, Zuliani primo, s'incaricarono di perdere
- 2282nato, deliberarono di attraversare l'esecuzione di quel
- 2283del celebre Boerhaave, il quale inzuccherava le pillole
- 2284de' suoi ammalati perché le inghiottissero senza gustar¬
- 2285mento si ridusse a settemila uomini stentatamente rac¬
- 2286suo cieco torpore, inghiottì la pillola inzuccheratagli dai
- 2287patria torpida, paludosa, impotente, avrebbe potuto de¬
- 2288membra vecchie, divelte, contaminate; lo spirito era fug¬
- 2289Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2290fuoco spirituale, nemmeno l'organismo materiale pro¬
- 2291studente. Somigliava nella figura il fanticello di qualche
- 2292prete, e portava modestamente i contrassegni della na¬
- 2293do Greci, Spagnuoli, Inglesi, Tedeschi, Polacchi e
- 2294sudici, ignoranti; semenzaio di futuri cancellieri per gli
- 2295orgogliosi giurisdicenti, o di nodari venderecci per gli
- 2296uffici criminali. T ripudiavano e s'abbaruffavano fra lo¬
- 2297osti; con questi soprattutto, perché avevano la strana
- 2298Foro privilegiato degli scolari; dove i giudici mostravano
- 2299per non incorrere nel loro sdegno altrettanto implacabi¬
- 2300tentennanti, dei misurati, che nell'abbondare della me-
- 2301cratico perché incapace di ubbidire validamente al pari
- 2302che di comandare utilmente. Intanto i rivolgimenti fran¬
- 2303insegnarono la creanza; la maggior parte, impecorita
- 2304presenti. Quelli di mezzo aspettavano, speravano, grac¬
- 2305ne, che strepitava troppo, cadeva nell'agguato tesogli da
- 2306mano, ottimi a spaventare l'infanzia d'un popolo, crede¬
- 2307Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2308incombenze affidatemi per via di esperimento del Can¬
- 2309pardo, le continue imprese dello Spaccafumo, le racco¬
- 2310mandazioni del vecchio Piovano, egli strani consigli del
- 2311colore; ma una figura altera, robusta, ricisa, ammorbidi¬
- 2312ammaliatrice. Q uando quella fronte superba e marmo¬
- 2313noscevafin nel profondo delle viscere? - Povera Pisana!
- 2314avea preparato perché gli amorosi accorgimenti dell'arte
- 2315colpa d'amarla sempre, quantunque ingrata, perfida, in¬
- 2316essere ricompensata quaggiù da nessun conforto?
- 2317Memoria, memoria, che sei tu mai! Tormento, ristoro
- 2318mo ai capricci d'una passione fanciullesca. Le perdono
- 2319biasimare e compiangere l'oggetto dell'amor nostro. Le
- 2320spesso apparivano svergognatezza, se io non avessi ri¬
- 2321né durata né modo. Questa settimana s'apprendeva
- 2322d'un affetto rispettoso e veemente pel vecchio piovano
- 2323s'intratteneva con lui sulla porta della canonica volgen-
- 2324Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2325Poco stante, eccola cambiar registro; voleva esser con¬
- 2326dotta mattina e sera a Portogruaro; faceva attrappire
- 2327Ella invece sempre scontenta, sempre tormentata da de-
- 2328mostrato desiderio d'ottenere un suo sguardo lusinghie¬
- 2329cente. Era generosità, spensieratezza, o superbia? Forse
- 2330un'attitudine di preghiera non ottenesse da lei confiden¬
- 2331le metteva raccapriccio. Ma non sapeva resistere a
- 2332un'occhiata di adulazione. La signora Veronica s'era ac¬
- 2333forza di piacenteria. Figuratevi qual perfezionamento di
- 2334educazione fu per lei l’interessata indulgenza di
- 2335come cameriera, non le era miglior compagna. Queste
- 2336mezze vesticciuole cittadinesche ridotte a vivere in cam¬
- 2337temperamento tutt'altro che modesto. La complicità
- 2338le suggestioni e coll'esempio!
- 2339occhi del Conte e del Canonico qualche gravissimo
- 2340scandalo; ma forse le apparenze furono peggiori della
- 2341che bianco; perché essendo stato testimonio e compa¬
- 2342gno delle sue infantili effervescenze, durava grande fati-
- 2343Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2344di rimembranze, ogni qualvolta un impeto di compas¬
- 2345schernitore insieme e procace come quello d'un fauno
- 2346greco, colla sua loquela pronta, vivace, immaginosa, soa¬
- 2347suo corpicciuolo magro, sparuto, convulso. Contuttociò
- 2348credermi padrone di tutto l'esser suo, veramente aman¬
- 2349te, poiché l'amava conoscendola convella era; veramen¬
- 2350gratitudine. Oh! mi si conceda questo unico premio
- 2351d'un quadro finitamente condotto può apprezzarsi de¬
- 2352né un giovine scrupoloso. La libertà lasciatami nell'in¬
- 2353costumi. Pure coll'avara cautela dell'amore io studiai
- 2354Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2355corgimento di severità un'eccessiva indulgenza. Al con¬
- 2356trario continuò nella sua cieca condiscendenza, vendi¬
- 2357sasse sopra questa povera disgraziata tutto l'odio che
- 2358Contessa vecchia intonava devotamente il rosario, cui la
- 2359gliarla dopo la partenza della Clara, rispondevano con
- 2360devano sconvolta o annuvolata. A quelle magiche parole
- 2361si rasserenava, si ricomponeva immantinente per dila¬
- 2362zia. E quante maggiori splendidezze narrava, tanto più
- 2363suetudine per esserne maravigliata. I nvece, poverina, né
- 2364brillanti di sua mamma; l'immaginazione suppliva a tut¬
- 2365car ch'ella faceva l'eccellentissima casa Frumier, rima¬
- 2366splendore della bellezza, cadeva nell'altro sconcio di far
- 2367Sant'Andrea, che in onta al barbaro abbandonamento
- 2368dilezione, la proteggeva sovente contro i motteggi dei
- 2369Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2370perfin le cantere della biblioteca, mentre una bellezza
- 2371Monsignore; ma l'Eccellentissimo Frumier gettava sul
- 2372giovine qualche occhiatina agrodolce quand'egli s'inca¬
- 2373voleva altro per promovere una deliberazione del signor
- 2374Il Capitano imbeccato dalla Veronica rispondeva a
- 2375della vecchiaia e del Tesser continuamente abbrustolita
- 2376Cappellano affermavano che solo il valoroso Sandracca
- 2377ti della cucina avean perduto l'antica salvatichezza e
- 2378passeggiavano di conserva, mangiavano sullo stesso de¬
- 2379rarli; allora invece li intendeva benissimo senza capire
- 2380dunque per disperazione in cancelleria; e là impasticcia¬
- 2381va protocolli e copiava sentenze raccomodando anche
- 2382dovunque, e per quanto ella sfuggisse d'incontrarsi con
- 2383Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2384Qualche volta mi ricoverava a Cordovado in casa
- 2385condità famigliare mi rinfrescava l'anima quando non la
- 2386ubbidienti come pecori, eforti come tori. La Bradaman-
- 2387manine a vantaggio della famiglia. L'Aquilina era una
- 2388di fierezza quasi virile che contrastavano colla modesta
- 2389ventanni pareva più bambina dell'altra: eppure la era
- 2390samente che chi l'avesse voluta sposare avrebbe dovuto
- 2391cognata. Costei, arrogante, bisbetica, malcontenta di
- 2392mani della bontà, abbrancato dalla malignità e dall'or¬
- 2393come usano sempre i temperamenti fastidiosi, che co¬
- 2394minciano ad irritarsi contro qualcuno, e finiscono poi
- 2395Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2396famiglia tuttavia la sopportava con rassegnazione, e il
- 2397Continuava cosi vagabondo e melanconico in quelle
- 2398vacanze autunnali quando un giorno che aveva creduto
- 2399strada di Fossalta; e poi avvicinandomele di soppiatto
- 2400sopportato per compagno. Non avessi mai osato tanto!
- 2401in quella maniera!
- 2402che voi, anziché eccitarmi a dimenticare questa massi¬
- 2403come l'ombra d'un dannato; entrai spensatamente in ca¬
- 2404mio covacciolo ove tutto stava ancora disposto come
- 2405Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2406letro; la mente cadeva appassita dall'aria greve del
- 2407mondo; il cuore scoraggiato si appigliava alla speranza
- 2408scoraggiamento mi rendeva terribile ed amara perfin la
- 2409dormiva nel sepolcro, mentr'io mi trangosciava nella vi¬
- 2410l'occhio prese una guardatura vitrea e tormentosa ch'io
- 2411entrassero i becchini per riportarmivi. Questo pensiero
- 2412quiete, d'annientamento s'impadrom di me. Sorsi bar¬
- 2413strepito d'una seggiola che rovesciai nel movermi, mi
- 2414mie chiamate e s'apprestasse a rispondermi dalle pagine
- 2415semplici e fervorose; conforto ineffabile delle anime di¬
- 2416cifra dell'anno in fronte; modeste pietre miliari d'una
- 2417contenta giocondità. Finalmente mi capitò sott'occhio
- 2418Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2419reva fossero ricordi o ammaestramenti d'esperienza ri¬
- 2420tratti da qualche stretta pericolosa della vita, vittoriosa¬
- 2421aggiunto qualche massima divota e i comandamenti di
- 2422pur pensare meglio di coloro che scrivono. Cominciava
- 2423sfazione di averlo custodito gelosamente ti darà maggior
- 2424veri cheti incombono. Cercali, adempili e sarai contento
- 2425In un cantoncino rimasto bianco stavano scritte con
- 2426carattere più minuto e posteriore quest'altre due massi¬
- 2427per immaginarti l'incerto. I giudizi temerari sono proibi¬
- 2428ne, un dabbenuomo, un buon servitore, umile, premu¬
- 2429Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2430incombessero da adempiere se l'adempimento di quelli
- 2431se non senza capirla cosi astrattamente, almeno senza
- 2432piena infelicità!
- 2433sulla coscienza, perché mi sento oggi più miseramente
- 2434il primo: colla nozione imperfettissima ch'io aveva delle
- 2435tissime; come per esempio d'essermi sempre rifiutato a
- 2436zera, tanto ingiustamente martorizzata. Intanto, quello
- 2437da piccino! Ottimamente! Fin da piccino avea sognato
- 2438contro l'ordine delle cose. Veggiamo un poco: coll'amo¬
- 2439Pisana?... Chi sai... Zitti, desiderii chiacchieroni che
- 2440avuto ragionedi esserne contenti. Dunque? dunque cor¬
- 2441sotterfugio, una scusa del vizio inveterato, Carlino bel-
- 2442Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2443tuo dovere di fuggirla piucchemai, perché approfittere¬
- 2444la ti ama con quell'impeto cieco, intero, perseverante
- 2445che impedisce ogni considerazione, toglie ogni distanza
- 2446contro il suo disprezzo. Consolati, Carlino; puoi abban¬
- 2447castellano di Venchieredo ne dovresti avere un qualche
- 2448pentimento di quel male. Vattene, Carlino, vattene; cer¬
- 2449vattene! Pulisciti i ginocchi e vattene!
- 2450bediente mentr'era invece un uomo conscio e rassegna¬
- 2451ligione essi definiscono coraggiosamente la vita per una
- 2452burla, una risata, un singhiozzo, uno starnuto; l'esisten¬
- 2453nostra, coN’ugual ordine di sensazioni che declina dalla
- 2454Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2455sdraiava comodamente nella metafisica del nulla e del
- 2456sua bontà. Abbiti l'ossequio del tuo indegno figliuolo
- 2457Primo effetto di cotal proponimento fu di stogliermi
- 2458alla mente quell'oscura falange di doveri sconosciuti che
- 2459dell'animo; ma nessun nuovo sentimento sorse a gridar¬
- 2460riconoscenza, carità, studio, temperanza, onestà, in ogni
- 2461ridire. Soltanto temeva di aver mostrato finallora poco
- 2462benedetto domani doveva anche principiare a non guar¬
- 2463cominciamento dell'impresa al posdomani. In seguito ti¬
- 2464garlo, di stancheggiarlo coll'adempimento degli altri do¬
- 2465veri, non di assassinarlo direttamente. L'anima mia ne
- 2466a stracciarlo, a tormentarlo brandello per brandello. Il
- 2467rimorso d'una colpa conosciuta e ribadita dall'intelletto
- 2468mento, pensai d'andarmene a Portogruaro per conge¬
- 2469darmi dall'Eccellentissimo Frumier. Si era già allo scor¬
- 2470Si festeggiava l'onomastico della nobildonna, e facevano
- 2471scambiavano, e la confusione delle loro parole quando
- 2472venivano interrogati, mi chiarivano abbastanza ch'io do¬
- 2473be ella appreso queste raffinatezze delle maniere femmi-
- 2474Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2475brutti e vergognosi. La padronanza dell'istinto uccide il
- 2476versazione generale, lanciava un razzo di frizzi, di
- 2477barzellette, d'epigrammi e poi tornava al muto colloquio
- 2478va sgorgare. Piuttosto argomentava che, stando muto, o
- 2479sospirava, si confondeva quand'egli parlava lesto, gra¬
- 2480zioso, animato e faceva scoppiar d'ognintorno l'applau¬
- 2481bastare a tanto movimento quel solo fornello spirituale
- 2482mitando a trenta quella della gente comune. Converrete
- 2483minio che avevano, per confonderli alla plebaglia degli
- 2484altri innamorati ognuno de' quali può soverchiarli con
- 2485l'amore che sublima gli sciocchi, istupidisce queste ani¬
- 2486ne difendeva valorosamente. Sentiva l'amore crescere
- 2487risvegliava additandogli nel riposo la sua sconfitta. Si
- 2488conquista. Infelice in questo che ai temperamenti come
- 2489vuol esser conquistato coll'amore: il luccichio della glo¬
- 2490cianciavano fra loro, bevevano alla salute della nobil-
- 2491donna, ridevano fragorosamente delle cavatine improv¬
- 2492Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2493Pendolami prese amorevolmente pel braccio invitando¬
- 2494osservano le bizzarrie della calamita. Rimasi per curio¬
- 2495gioventù!
- 2496cercato appunto nell'adempimento de' miei doveri un
- 2497te l'anima ammalata: se volete sanarla, andatevene: ma
- 2498mente colle gambe, sibbene anche coll'animo. Per tirar
- 2499Piegarlo alla retta conoscenza e all'operosa osservanza
- 2500colle dita della mano. Bisognerà dunque occupare oltre
- 2501Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2502vergognatevene dunque. È cosi, perché cosi doveva es¬
- 2503solamente uomo, ma sibbene ancora cittadino, e cristia¬
- 2504no?
- 2505molti altri. Dietro l'indifferenza di tutti s'appiatta l'ini¬
- 2506credenti devono combattere, lottare con ogni sorta di
- 2507non per orgoglio personale, ma perché non rimanga
- 2508na. Pensateci, figliuolo: volete voi poltrire
- 2509nell'indifferenza senza pensiero e senza dignità? o volete
- 2510Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2511miscredenza il materialismo, lo scetticismo epicureo, la
- 2512negazione della coscienza, l'anarchia delle passioni, la
- 2513Carlino! scegliete!
- 2514farlo perché esso trionfi davvero. Perciò bisogna darsi
- 2515re. Insomma bisogna credere nell'eternità dello spirito
- 2516V olerò invece di camminare!
- 2517vi siete infervorato nella loro splendida pienezza. Ma
- 2518con vetturali. Soffrite tutto; non abbiate ribrezzo dei
- 2519passaggi momentanei, sollevate il pensiero alla meta; te¬
- 2520netelo sempre là!
- 2521cupazioni erotiche, i miei fanciulleschi rammarichi. I nvi-
- 2522tato a mostrarmi cristiano, mi sentiva uomo nell'umanità
- 2523nel gran meccanismo sociale, quando tutti s'accordava¬
- 2524fendere colla parola, colla penna, coll'esempio, col san¬
- 2525gue l'inviolabilità de' suoi decreti, retaggio sapiente di
- 2526giusto, immutabile. Conviene opporsi, figliuol mio, a
- 2527tanta barbarie che prorompe; convien rendere ai nemici
- 2528va adoperato coraggiosamente alla maniera dei chirur¬
- 2529morali, temerari, tirannici! La servitù alle passioni no-
- 2530Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2531maggior godimento terreno e passeggierò. Siamo forti
- 2532ser umili; ubbidire, ubbidire, ubbidire. Comandi la leg¬
- 2533Coll'una mano il reverendo padre mi prostrava nel
- 2534be accoppiate. Ma la persuasione, figliuol mio, scaturi¬
- 2535delle contraddizioni, dei livori altrui; la persuasione
- 2536male; ma perseguitarlo utilmente sapientemente: per¬
- 2537nelle vostre passioncelle, senza fidarvi alle persone one¬
- 2538l’avvocato Ormenta, un uomo integerrimo, giusto, gene¬
- 2539bandoni. T ornerete quest'anno dall'avvocato, vi addo¬
- 2540Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2541glierà. Il buon avvocato trovandovi meglio disposto vi
- 2542to da me?
- 2543ramente, nell'adempimento dei doveri più santi che la
- 2544coscienza imponga ad uomo del nostro tempo?
- 2545fendiamo per compassione dell'umanità e per gloria di
- 2546fermava in questi proponimenti di conversione confor¬
- 2547vespertino della compagnia. 1 1 chiacchierio languiva nel¬
- 2548moreggiavano al basso, verdastre e vorticose; un suono
- 2549fiammava ad occidente cogli splendidi colori dell'autun¬
- 2550Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2551dell'infinito la sgomentiva. M i avvicinai alla ringhiera
- 2552passava senza posa, senza differenza alcuna, mi dava
- 2553i'immaginedellecose mondane checolano fluttuando in
- 2554zevole d'una cascateli fra i muscosi dirocciamenti d'un
- 2555cheggiava in cancelleria avea libero ingresso nella car¬
- 2556prima quando scoperto l'invaghimento della Pisana per
- 2557pensieri e d'angosce che mi dissennava. Quella sera
- 2558riarmi nella sua indifferenza e assaporare avidamente il
- 2559dopo tanti spasimi, tante gelosie, tanti tormenti, final¬
- 2560piare consapevolmente l'opera di mia redenzione; e
- 2561Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2562n'accorgeva, e per discretezza faceva l'indiana, come la
- 2563impiastricciarne una pel momento. Quando il pensiero
- 2564conciliabolo de' miei nuovi proponimenti, ed uno scap¬
- 2565padre invece nuotava sott'acqua, e cosi ingannava me¬
- 2566surri, le censure, gli scandolezzi. Con quattro paroline
- 2567di prudenti preghiere e qualche ammiccata d'occhi, il
- 2568buon padre aveva ridonato agli ecclesiastici quelle digni¬
- 2569dando cosi appiglio al raccapriccio degli scrupolosi, an¬
- 2570tacere, a rabbonirsi, a omettersi della solita insubordina¬
- 2571zione, mantenuta in fin allora col pretesto dell'anarchia
- 2572e della spensieratezza dei superiori. Ciò appunto non
- 2573approvava il santo fervore inspiratomi dal segretario, e
- 2574appena, corsi dall'avvocato Ormenta, al quale era già
- 2575novizio. Quel degno avvocato che m'era sembrato l'an¬
- 2576va digiunare, e questo metodo non potea forse
- 2577convenire al mio stomaco giovanile. Si congratulò con
- 2578nale perché il senno maturo potesse avvantaggiare della
- 2579Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2580servarsi caritatevole, indulgente, pietoso e piangere per
- 2581leale doveva accomodarsi di quella oscurità, di quelle
- 2582donnetta sottile, piccina, sospirosa, verdognola. L'avvo¬
- 2583non osando rifiatare. Dunque il signor avvocato aveva
- 2584nell'ugola un doppio registro: quello che aveva adopera¬
- 2585soglia della casa. Un ragazzotto giallo, sucido, spettina¬
- 2586tità, facevano uno strano contrasto col panegirico tessu¬
- 2587strare quattordici anni (ne aveva sedici, come scopersi
- 2588dappoi) eppure nulla nella sua persona confermava le
- 2589sudiceria colla santità, giusta la bizzarra opinione di
- 2590farli soltanto buoni cristiani. Le cose spirituali, secondo
- 2591Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2592grandi ed eccelse addormentai nell'animo mio il dolore
- 2593quell'anarchia religiosa colla licenza politica e morale, a
- 2594mio atteggiamento, a confondermi colla folla, a rispon¬
- 2595diceva l'avvocato - bisogna lusingarle dapprincipio, per¬
- 2596signora M archesa, un vecchio sollecitatore mezzo sbirro
- 2597al bicchiere, due giovinastri rozzi, sporchi, massicci che
- 2598piccolo sant'Antonio e alla larva piagnolosa della padro¬
- 2599avessi provato. L'avvocato invece sembrava ai sette cieli
- 2600to trinciava con una perfezione veramente matematica: e
- 2601diletto. Il sollecitatore era un veneziano molto amico
- 2602Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2603pel gran bene che la può fare!
- 2604di casa dell'avvocato ben deliberato di non immischiar¬
- 2605nei corritoi dell'Università, ma sembravano cosi poco
- 2606l'avvocato Ormenta di saperlo zimbello di cotali ghiot¬
- 2607Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2608CAPITOLO NONO
- 2609Fra coloro cui doveva premere assaissimo all'avvoca¬
- 2610due veronesi, miei alleati. Cominciai a fare qualche
- 2611dell'avvocato, e della convenienza dell'ufficio affidato¬
- 2612no nell'adempimento di più alti doveri, andava benissi¬
- 2613sciagurato benché fervidissimo, alzando l'anima
- 2614fintaggine continua, ad uno spionaggio indecoroso, che
- 2615fervorato all'ardore altrui, ma poi, sia che quest'ardore
- 2616alimentarsi, m'era sfreddato talmente che non mi cono¬
- 2617Figuratevi quanti sforzi facessi per rinforzarmi!... Ma
- 2618l'avvocato Ormenta, anziché aiutarmi a ciò, mi contra¬
- 2619Con costui andavamo spesso ragionando di metafisica e
- 2620Pendola definiva avversatori spietati d'ogni idealità e
- 2621fuoco di carità che mi parevano incompatibili coll'arida
- 2622Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2623di dosso qualche fronzolo, qualche orpellatura, il cuore
- 2624boli, infelici pur c'insegna che possiamo esser grandi
- 2625nell'uguaglianza, nella libertà, nell'amore!... Ecco il mio
- 2626una sola persona concorde, sapiente, e contenta per
- 2627gi che queste idee ingigantiscono, e pesano, fremendo
- 2628né tradimenti, né dolori potranno turbare la serenità
- 2629e spero in me e negli altri!
- 2630Figuratevi! Durante questa professione di fede che ri¬
- 2631abbisognavano punto), e decisi di studiare come Amil¬
- 2632propriamente ch'egli voleva amare. Intravvidi per la se¬
- 2633avrebbe trovato il bandolo di vivere. Questo rivolgimen¬
- 2634narrai le mie relazioni coll'avvocato, e tutto l'andamento
- 2635m'aveva forse adoperato come strumento delle sue ri¬
- 2636zioni a moltissimi si ascrivevano comunemente a merito
- 2637Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2638Amilcare pronunciando queste parole si trasformava
- 2639nato alla libertà sarà poderoso ed efficace ammaestra¬
- 2640sti costumi. Imitiamolo, imitiamolo! Leggi nuove, leggi
- 2641valide, leggi universali, chiare, severe senza scappatoie
- 2642saremo i suoi banditori!
- 2643non volasse anelando incontro a quelle immense speran-
- 2644me una costellazione divina sul mio orizzonte; tutto
- 2645resistibile. Ancora una nebbia da diradarsi, ancora un
- 2646biolinaera come quelle frazioni infinitesimali che impic¬
- 2647lontana che quando appunto credeva di lambirne l'at¬
- 2648mosfera infocata un nuovo spazio d'aria si frammetteva
- 2649ottime istituzioni, queste leggi eccellenti? Non certo gli
- 2650que' tempi di letargo appena smosso, di annebbiamento
- 2651timentale; come chi s'invaghisse d'una donna veduta in
- 2652Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2653maginazione giovanile de' miei compagni, soccorrevano
- 2654carezzò ugualmente sperando di carpire forse alla mia
- 2655volta la fisonomia dell'avvocato come un barometro del
- 2656allegri brindisi alla libertà, all'eguaglianza, al trionfo del¬
- 2657tropico poteva occupar l'animo d'un giovane come io
- 2658no prima avea peccato nell'altro: assolveva per innocen¬
- 2659consacrato al bene dell'umanità mi sembrava un senti¬
- 2660Peraltro, rimasto che fossi solo, avveniva nell'animo mio
- 2661scolati violentemente insieme ne componevano per po-
- 2662Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2663sentimenti; m'incaloriva artifiziosamente e anfanava tan¬
- 2664spontaneamente m'era proprio di mestieri la compagnia
- 2665Intanto il romore delle armi francesi cresceva alle
- 2666porte d'Italia; con esse risonavano grandi promesse di
- 2667va, gridava, predicava nei crocchi più turbolenti, sui
- 2668caffè e per le piazze. L'avvocato Ormenta diventava
- 2669fu imprigionato econdotto aVeneziad'ordinedegli Ec¬
- 2670cellentissimi Inquisitori; a me credo si sparagnò quella
- 2671nostre speranze comuni. Allora poi che dall'avveramen-
- 2672nissima patteggiava con tutti, soffriva e barcamenava; gli
- 2673stringendo fra le unghie quei disgraziati che avevano
- 2674stenere l'esame quando voleva, e che corressi intanto
- 2675speranza di riaverlo presto, Padova mi somigliava una
- 2676l'impazienza giovanile una volta delusa si volge facil¬
- 2677dell'avvocato Ormenta tornava a darmi la stizza. Me¬
- 2678diante una commendatizia del senatore Frumier sosten¬
- 2679Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2680faccende di Amilcare, e confidando nel patrocinio della
- 2681re dei cattivi negozi!
- 2682gli occhi lampeggiavano di un certo fuoco verdognolo
- 2683per ossequiarla e credetti aver addotto un'ottima scusa
- 2684togliere alla confidenza, vi aggiungevano l'incentivo del¬
- 2685quando c'era speranza che lo lasciassero. La Contessina
- 2686tratteneva sospirandoci sopra. Finalmente lo spettacolo
- 2687bramassi sapere intorno al giovane trevisano. Marni dis¬
- 2688se ciò arrossendo, la poveretta, e raccomandandomi di
- 2689Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2690ta sfrenatamente alla passione del gioco, come usavano
- 2691le dame veneziane d'allora; che perdeva ogni giorno
- 2692temperamento avea sempre peggiorato; tiranneggiava la
- 2693poi scompariva come un'ombra, e non la lasciavano
- 2694nemmeno affacciarsi alla finestra perché le avevano de¬
- 2695che la fama acquistatasi grandissima nella sua professio¬
- 2696doveva a quelle differenze d'interesse. Soltanto egli spe-
- 2697rava che non avrebbe obbedito quando avessero voluto
- 2698colla barriera insormontabile dei voti. Lucilio mi narra¬
- 2699corgeva ch'egli non avea smesso nulla dell'antico corag¬
- 2700ducia. Allora vedendolo più tranquillo gli comunicai la
- 2701Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2702stanno, credo, sotto la protezione della Legazione fran¬
- 2703vostra innocenza. Credete anche voi, come i gazzettieri
- 2704lascerete infinocchiare, o che vi ravvederete finché ne
- 2705avete il tempo. Coraggio dunque; confessatemi che la
- 2706vostra amicizia per Amilcare e il vostro interessamento
- 2707menta!
- 2708prio: non so cosa dirne!
- 2709pensava secondo me più dirittamente del dottore di
- 2710Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2711sciarvi abbindolare dal padre Pendola. Per carità, Carli¬
- 2712sa volete di più?
- 2713quei solitari paeselli mi vedranno mai più!
- 2714nuità della mia confessione l'aveva rimosso da questo
- 2715avventato giudizio; senzaché la mia giovinezza lo lusin¬
- 2716gava che non fossi tanto incallito nell'impostura, come
- 2717pretendevano. Ad ogni modo imbarcato ch'io fui col
- 2718mio fardelletto sulla corriera di Portogruaro, la mia
- 2719rimordeva di avere abbandonato Amilcare a si manche¬
- 2720potenza. Che egli fosse secretamente addetto alla Lega¬
- 2721gruaro l'autunno passato; e allora alcune sue parole
- 2722m'avevano riconfermato la verità di questa diceria. Tali
- 2723Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2724inondati variamente dall'iride della luce; quelle verdi
- 2725lucente che s'incurva immenso di sopra, quel fremito
- 2726lo più sublime, più indescrivibile che ferisca l'occhio
- 2727dell'uomo! Perciò ammiriamo il mare nella sua eterna
- 2728battaglia, il cielo ne' suoi tempestosi annuvolamenti, la
- 2729carezzevolmente alle beate memorie dell'infanzia. L 'esu¬
- 2730era tuttavia un contegno pieno di melanconia, perché
- 2731l'apparizione nei crepuscoli della memoria di una gioia
- 2732passata somiglia alla visita notturna d'un diletto defun¬
- 2733me dimenticava e sognava; ricordava le beatitudini del
- 2734fanciullo, dimenticava i dolori dell'adolescenza, il ravve¬
- 2735amante cambiata per miracolo nell'amante ideale dei so¬
- 2736sia?... Bambolaggine senza verità e senza fiducia della
- 2737ogni altro tesoro dell'anima si profonde a drappeggiar
- 2738vagamente una bambola immaginata. I o prendeva allora
- 2739cordava allora, e ricordo perfino adesso, il linguaggio
- 2740celeste di quelle due pupille incantevoli! Come ricorda¬
- 2741la passione violenta, immortale, completa ch'ella ha sa¬
- 2742suna blandizie di sensi avrebbe potuto prolungare oltre
- 2743A Portogruaro quelle mie fantasticherie ebbero a fare
- 2744Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2745un gran capitombolo. T utti parlavano delle stranezze
- 2746Conte, per quanto gliene avessero dette, non s'ingeriva
- 2747peggio. Raimondo Venchieredo le sta sempre intorno
- 2748ostinatamente; ella gli tien bordone con centomila moi¬
- 2749perché ella strapazzi sempre questo giovine e lusinghi
- 2750non attraversi ogni buon collocamento della Pisana co¬
- 2751godeva barbaramente. Dopo il cattivo pronostico della
- 2752Pisana a Portogruaro; amorosa, timida, taciturna con
- 2753ghiera e provocatrice col Venchieredo, indifferente e
- 2754pur respingendolo come marito, lo accettava, lo accarez¬
- 2755potea ottener di contrabbando quello che avea cercato
- 2756l'interesse dell'amore. Cosa quasi incredibile! I o aborri¬
- 2757Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2758d'ingegno che si disfaceva dolorosamente pel cancro se¬
- 2759Il Venchieredo portava addosso tutto lo sfarzo della
- 2760incantevole: ognuno gli faceva festa, perché lo spettaco¬
- 2761mondo: lo stesso turbamento, la stessa veemenza non
- 2762bellezza di diciott'anni. I o l'amava allora disperatamente
- 2763da idolatria a un giovinastro frivolo e scostumato
- 2764in cuore di calpestarla di svillaneggiarla: insuperbiva fra
- 2765vergogna del proprio aspetto toglieva ogni coraggio a'
- 2766attutito al soverchiar dell'amore, sforzava indarno il co¬
- 2767perchio sepolcrale della disperazione. Brillava a tratti
- 2768che lo accendeva momentaneamente, ricadeva poco
- 2769stante in un peggiore abbattimento. Aveva piaciuto per
- 2770Morire sfolgorando era ormai la sua unica speranza
- 2771pulse. Ma fosse almeno stato cosi! Giulio avrebbe
- 2772Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2773vendetta della sua sciagura avrebbero risonato eterna¬
- 2774sorriso!
- 2775Durante quella lunga sera accumulai nel cuore tanta
- 2776compassione per quel poveretto, che addussi al Conte
- 2777samente, e lasciando il Venchieredo guardar la carrozza
- 2778sciati. Egli allora trionfante efelice non s'avvedevadi me
- 2779ricchezza dell'anima mia. Oh quanto mutati ci ricon¬
- 2780faceti, in cantici smaglianti d'amore di poesia! Voglio
- 2781vano sulle labbra confuse e smozzicate; rivedeva nella
- 2782mente un barlume dell'antico splendore e non voleva
- 2783chia vitalità ti opprime; bisogna rintuzzarla, lo conosco
- 2784Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2785ammannire, lavorando di conserva! Ora quando un co-
- 2786amavi la Pisana. Figurarsi se doveva prendermi sogge¬
- 2787sugo del tuo ragionamento?
- 2788quand'era fanciullo; non voglio nasconderti nulla, io la
- 2789inesorabile contro di te!
- 2790ribrezzo del tuo vile compianto! come d'un lenocinio
- 2791spensatamente un'anima come la tua; vorrei purgarla da
- 2792bietta, immonda, spregevole, senz'anima, senza cuore e
- 2793senza ingegno; cerca la bambola istupidita dalla ubbria-
- 2794chezza dei sensi e accecata dall'orgoglio! nata donna
- 2795nella crudeltà nella sciocchezza nella lascivia, e bambola
- 2796ste insieme nella corruzione, potete amarvi senza vergo¬
- 2797Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2798ia ragione, prima dell'orgoglio!
- 2799gio fuggitivo di bellezza, un barlume momentaneo di
- 2800zi allo specchio contemplando con rabbiosa impotenza
- 2801Allora solamente egli tacque, allora solamente io in-
- 2802travvidi con ribrezzo la profonda disperazione di
- 2803Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2804perché mi dimentico alle volte perfino i comandamenti
- 2805voglio crederti; ti ringrazio delle buone intenzioni. Sei
- 2806contento?
- 2807gli per vivere meno infelice!
- 2808non da altro dalla debolezza. Dio voglia passarmela
- 2809doni, non è vero, Carlo?
- 2810cuore battere sul mio precipitosamente, come quello
- 2811d'uffizio, coll'aiuto di quel vecchio sornione di Fulgen¬
- 2812più morbido e paffuto, quello incartocciato come una
- 2813vecchia cartapecora abbrustolita sulla bragiera. Ma mi
- 2814i tuoi sentimenti pel signor Raimondo fossero abbastan¬
- 2815Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2816troppo fatto e sofferto per lui!
- 2817del matrimonio. Sarebbe stata una replica di quella
- 2818manda formale da parte sua, ecco capitarmi addosso
- 2819avessi sposato Raimondo, si sarebbe ammazzato, e che
- 2820più?
- 2821nulla di ciò!
- 2822si continuato a lusingarlo, avrebbe finito col disperarsi
- 2823all'anima di vederti incapricciata del Venchieredo e
- 2824La Pisana si raddrizzò accomodandosi i capelli sulle
- 2825tempie e sorridendo accortamente. Ella credette che tut¬
- 2826Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2827stessa freddezza?
- 2828questa tua scalmana per Raimondo!
- 2829piacesse sul serio?
- 2830crifizio!
- 2831parte d'attenzione che gli veniva come persona della
- 2832conversazione; e le premure della donzella tornavano a
- 2833vicino alla Pisana, ammaliato dalle sue occhiate, dalla
- 2834d'amore, io dimenticava tutto, io riprendeva la servitù
- 2835la affatto dal Venchieredo. Eppure quella sete inesauri¬
- 2836di felicità, combatteva sovente cotesti scrupoli. Q uando
- 2837ma quante cose non accadono senza apparente ragione?
- 2838dimostrasti affetto d'amico; tanto basta perché tu debba
- 2839per te?... Vergogna! Impari le sofisticherie dell'avvocato
- 2840rerlo. Volevi che la Pisana sacrificasse il Venchieredo
- 2841Quest'ultima intemerata della mia padrona mi per¬
- 2842cacciato; ma quella sentenza di codardia mi minacciava
- 2843Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2844fosse consapevole assentimento a' miei disegni, o riscos¬
- 2845Del Ponte. Questi accoglieva quei rari contrassegni di
- 2846benevolenza, come il calice del fiore riceve avidamente
- 2847losia dell'amore e dell'orgoglio, non può essere dichiara¬
- 2848e vi saranno chiare le continue contraddizioni dell'ani¬
- 2849Raimondo intanto, frodato della sua lusinga, non di¬
- 2850sicurezza ch'egli mostrava sull'esito di quel duello, al¬
- 2851la bandiera che la vittoria; accondiscendono a capitola¬
- 2852spudorata da confessare di esser tale. Raimondo, respin-
- 2853ro. Passeggierà contentezza per Raimondo, e nuova bile
- 2854la giustizia del signor Vice-cancelliere: la pazienza so¬
- 2855questi arrovellarsi infuriare tempestare pel tardo inge¬
- 2856quella moderazione quella chiaroveggenza quel riserbo
- 2857non la retorica sommaria d'un professorone d'Univer-
- 2858Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2859efficace anche sugli uomini di Comune incaricati della
- 2860pel buon andamento delle cose giurisdizionali. Il Cap¬
- 2861costui, che cominciava a darsi all’ubbriachezza, non tur¬
- 2862dello Spaccafumo mi lusingavano non poco: quelle poi
- 2863scolaretto dalle orecchie spenzolate, e il latinante da
- 2864quattro sgrammaticature al periodo. Perfino Marchetto
- 2865lunghe cavalcate, ed io glielo sparagnava coi spessissimi
- 2866componimenti. I faccendieri e Fulgenzio mio aiutante
- 2867quest'ultimo sopratutto rivedeva le bucce assai di soven¬
- 2868bamenti. lo ne aveva scoperto latratila, gliel'avea perdo¬
- 2869sapeva e sopportava la mia sorveglianza con discreto
- 2870Quelle condizioni di ripiego gli accomodavano assai. Ed
- 2871io tirava innanzi abbastanza contento delle benedizioni
- 2872Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2873adempimento dei proprii doveri si nasconde il segreto
- 2874Raimondo, stanco stanchissimo di veder la Pisana porta¬
- 2875l'avea svignata pulitamente. G iovandosi delle dissensio¬
- 2876persuase egli Leopardo di accasarsi a Venchieredo per
- 2877avrebbero dovuto impiegare tre anni al passaggio delle
- 2878Ponte e qualchedun altro che veniva da Portogruaro
- 2879Repubblica contro le esorbitanze dei Francesi, e questi
- 2880La Repubblica di Venezia avea già riconosciuto solenne¬
- 2881rappresentante Alvise Q uerini aveva fatto al Direttorio
- 2882Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2883cui ne accennai qualche volta, mi rispondeva squassan¬
- 2884nell'altra. La tristarella pareva essersi corretta di molto
- 2885era più fatto vedere dopo l'esito tragico-comico della
- 2886bile donzella dall'inconcepibile tirannia della sua fami¬
- 2887parenti non gliela volessero concedere per qualche cau¬
- 2888quietarsi nella fiducia che il grande sussurro del
- 2889natura. Mail defunto, se avesse potuto buttar un'oc¬
- 2890chiata fuori della cassa, sarebbe rimasto quasi contento
- 2891Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2892rivendicatori calavano da ogni parte. I beni messi
- 2893mancavano affatto e da Venezia capitavano solamente
- 2894piuttosto in cagnesco, lo peraltro risolsi di rispondere
- 2895Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2896CAPITOLO DECIMO
- 2897Carlino cancelliere, ovvero l'Età dell'Oro. Come al principiare
- 2898colla signora Veronica io partecipava tuttavia all'onore
- 2899tutto si riduceva li. Peraltro manieroso affabile giusto
- 2900paura d'un qualche vizio organico; infatti l'era d'una
- 2901mier per paura del padre Pendola, massime dappoiché
- 2902leva assistere a si doloroso spettacolo. Piuttosto pratica¬
- 2903l'Aquilina incalorivano la conversazione con quella don¬
- 2904chiama proprio il vero spontaneo brioso chiacchierio
- 2905mi con uomini; fossero anche amici, più naturalmente
- 2906ze scherzose le correvano incontro ridendo, come ad
- 2907rar bene dinanzi ai superiori per esserne favorevolmente
- 2908consentite questa strana sentenza in bocca d'un vecchio
- 2909Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2910domenica ai convegni vespertini intorno alla fontana. E
- 2911mento. Oh! colei non era certamente l'esemplare d'una
- 2912si schivava dal perseguitarlo, sempre a rimorchio del
- 2913per questo avanzando nella vita sembriamo indurirci al¬
- 2914perché l'occhio, allargandosi d'intorno, ci scopre ad
- 2915ogni momento altri infelici oppressi e bersagliati peggio
- 2916promettere e sapeva fin d'allora quanto dovessi fidarmi
- 2917alla sua parola. Infatti trascorsero parecchi mesi senza
- 2918nella quale la veemenza dell'affetto e l'umiltà delle
- 2919espressioni mi compensavano un poco della passata tra-
- 2920quanto in femmina il foco d'amor dura
- 2921quel punto cominciai ad innamorarmene. Piantai i piedi
- 2922Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2923nostra letteratura porger maggior aiuto che non abbia
- 2924glia potrei farvi assaggiare qualche fioretto di lingua
- 2925impiccolita: soltanto l'Austria e il Piemonte duravano in
- 2926cure del mio uffizio mi tenevano occupato assiduamen¬
- 2927sempre: ma la sua lontananza se aggiungeva melanconia
- 2928toglieva anche acerbità al mio cordoglio. Sempre poi
- 2929amico. Dalle quali comprendeva benissimo ch'egli non
- 2930dell'ultimo anno s'era venuta a Venezia assottigliando di
- 2931Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2932co. Ciascuno volea brandire l'attizzatoio, ciascuno vole¬
- 2933tasse, il Capitano trionfava di vedere quei maledetti
- 2934essi dire come andrebbe il giuoco! Marchetto Fulgenzio
- 2935opinioni del Capitano non dovevano entrarmi gran fatto
- 2936esempio Bruto, Alcibiade, M ilziade, Cimone; tutti nomi
- 2937Orlando. - Sembrerebbe quasi un cognome dei nostri!
- 2938mascherate! - soggiunse il Capitano. - Avranno fatto
- 2939Napoleone Bonaparte!... Ci si sente entro l'artifizio sol¬
- 2940rale Bonaparte era un essere immaginario, una copertina
- 2941di qualche vecchio capitano che non voleva disonorarsi
- 2942due mesi dopo quell'essere immaginario, dopo vinte
- 2943Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2944città, castelli. Ruppe due eserciti di Wurmser ed'Alvinzi
- 2945cosi sarebbero scampati per sorte, per accidente, secondo
- 2946eletta società di Portogruaro; la Contessa adunque scris¬
- 2947conte Rinaldo giunse a Venezia quando appunto la
- 2948guerra napoleonica romoreggiava alle porte del Friuli e
- 2949persuadeva al capitano Sandracca che il giovine generai
- 2950rovina universale. Le case rimanevano abbandonate, i
- 2951castelli si asserragliavano contro le soperchierie degli
- 2952si esageravano; l'odio e lo spavento s'alternavano
- 2953digiuno lo spaventava più ancora di Bonaparte. Fulgen¬
- 2954malato s'era fatto trasportare all'ospitale. Ebbi un bel
- 2955mi lasciasse solo colla vecchia Contessa; mi restavano
- 2956dintorni assicurati dal comune spavento imbaldanziva¬
- 2957vi soccorso. Sperava che il Vice-capitano mi avrebbe
- 2958concesso una dozzina di quegli Schiavoni che capitava¬
- 2959lando mi avrebbe procurato una donna, un'infermiera
- 2960d'occhio. A Fratta poi esse giungevano sull'asino del
- 2961piglia del diavolo; sfaccendati che gridavano; contadini
- 2962a frotte che minacciavano; preti che persuadevano; birri
- 2963Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2964ragionare e allora imponevano legge con quattro sber¬
- 2965Lo confesso che quell'aura di popolarità mi scompigliò
- 2966festeggiato da tante persone, nessuna delle quali cono¬
- 2967imparzialità, e pel mio amore della giustizia. Costoro
- 2968credettero certo che io m'intromettessi ad accomodar
- 2969comunarsi in un uguale entusiasmo con quella gentaglia
- 2970signor Carlino! - Parli il signor Carlino!
- 2971Quanto al ringraziarli di quegli ossequi eall'andar in¬
- 2972Carlino che vuol parlare! Silenzio! Fermi! Attenti!... -
- 2973taccia! - Silenzio dunque!... Viva il signor Carlino!
- 2974Rassicurato da si benigno compatimento apersi anco¬
- 2975Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2976cittadini, cosa chiedete voi?
- 2977L'interrogazione era superba più del bisogno: io di¬
- 2978mai l'uomo?
- 2979trascinava; un silenzio più profondo, un'attenzione più
- 2980come un cane senza padrone!
- 2981de tutto!
- 2982conseguenza la maggior libertà possibile; ma quello non
- 2983comandiamoci a lei!
- 2984Vice-capitano!
- 2985Vinse l'impeto di coloro che volevano ricorrere a
- 2986monsignor Vescovo!
- 2987della Provvidenza, li aveva almeno persuasi a confidare
- 2988nel suo legittimo rappresentante. Ma nell'Episcopio in¬
- 2989Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 2990tuno il momento per saldarvisi meglio. Deliberato di
- 2991segno di fidanza. Indi aperse coraggiosamente la vetrie-
- 2992comparsa: lo vidi balbettar qualche parola, impallidire e
- 2993Sant'Andrea giubilò sinceramente di quello smacco toc¬
- 2994faccia serena a monsignor di Sant'Andrea, pregandolo a
- 2995Successe un silenzio di sbalordimento, perché nessu¬
- 2996mo monsignor Vescovo!
- 2997ch'egli si esponesse agli atti turbolenti di quell'assem¬
- 2998le?
- 2999potesse soggiungere, come voleva, qualche parola di pa¬
- 3000scinati dinanzi alla Podesteria. Quattro Schiavoni che
- 3001sedevano alla porta si precipitarono nell'atrio chiuden¬
- 3002molte consultazioni, il signor Vice-capitano si decise a
- 3003Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3004Questi signori Francesi mi vennero allora in mente
- 3005Egli mostrava una grandissima voglia di ritirarsi dalla
- 3006all'Eccellentissimo Luogotenente che ne passi parola al
- 3007Ai voti l'avogadore! Ai voti!
- 3008polo! Viva il signor Carlino! Abbasso il Vice-capita¬
- 3009Vice-capitano mi guardava dalla loggia come un can
- 3010grosso alla catena guarderebbe il botoletto sguinzaglia¬
- 3011perché mi avessero nominato avogadore, e qual costrut¬
- 3012to dovesse avere l'abboccamento cui m'invitava il Vice¬
- 3013Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3014eternamente! Sono commosso ed onorato da tanti con¬
- 3015pitano non ha torto. Bisogna dimostrargli confidenza
- 3016perch'egli si fidi di noi... Sparpagliatevi, state tranquil¬
- 3017l'Avogadore!... Abbasso San M arco!... Viva la libertà!
- 3018a saccheggiare qualche botteguccia di panettiere e d'er-
- 3019accorgimento di prudenza un caporale di Schiavoni
- 3020di essere un personaggio importante, un avogadore, e
- 3021pronto a difendermi. Il Capitano rientrato premurosa¬
- 3022della vittima. M i venne incontro baldanzosamente chie¬
- 3023trattenne dallo scoppiare, e risposi al Vice-capitano che
- 3024Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3025polo mio cliente s'avvantaggiasse della libertà nuova¬
- 3026in quanto agli altri sudditi dell'Eccellentissima Signoria
- 3027che si possano chiamar liberi?
- 3028vocina malsicura nella quale l'antica venerazione si con¬
- 3029l'officiale della Serenissima Signoria, e non posso certo
- 3030si!
- 3031ormai sono diventati inutili perché i Schiavoni possono
- 3032servatore dei pubblici granai. Investiti dalla Signoria
- 3033delle nostre cariche, noi non possiamo certamente rico¬
- 3034re per nulla?
- 3035lentissimo Luogotenente. E quanto al popolo esso non
- 3036Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3037ella tratta con poco rispetto i fidatissimi dell'Inquisizio¬
- 3038Sappiamo anche questa!
- 3039persona è arrestata come rea di lesa maestà!
- 3040Francesi!
- 3041gadore!
- 3042ze; alcuni si rimpiattavano negli armadi vuoti dell'archi¬
- 3043appena socchiuse le imposte si precipitò nell'atrio col
- 3044gradinata di sette scalini: e poi nell'atrio volteggiavano
- 3045raccomandavano alla beata Vergine del Terremoto, lo
- 3046Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3047gridare dei cittadini succedette un bell'inferno. Final¬
- 3048viato del pari coll'officiale francese, un'altra gridata
- 3049colla mia autorità spalleggiata da qualche bestemmia del
- 3050tre magistrati tremavano di conserva che parevano tre
- 3051negherà adesso un qualche ristoro? I cinquemila ducati
- 3052Ecco i benefici intendimenti dei repubblicani francesi!
- 3053gnor Avogadore creato appunto stamane per servizio
- 3054gistrati imponendo loro la coccarda e facendoli gridare
- 3055penetrò nella cassa, chiuse le somme ritrovatevi nella
- 3056Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3057di carri, parte soldateschi, parte requisiti dalle cascine
- 3058della libertà, salvatore della patria, e figliuolo adottivo
- 3059perbe frascherie tutta quella giornata, ripresi per sentie¬
- 3060zioni politiche e filosofiche sull'instabilità della gloria
- 3061paladini della libertà mi distoglievano la mente dalla
- 3062paura che qualche disgrazia fosse successa nel frattempo
- 3063zanghere; sacchi di farina rovesciati, avanzi di stoviglie
- 3064notte imminente dava a quella scena l'apparenza d'una
- 3065visione fantastica, lo mi precipitai nel castello gridando
- 3066M archetto, che sbrigliatosi nel parapiglia di Portogruaro
- 3067chevole. I nciampando nelle imposte scassinate, nelle
- 3068dalla profonda oscurità un suono spaventevole come
- 3069Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3070d'un respiro affannato insieme e minaccioso: il bramito
- 3071la terribilità di quell'incertezza mi rendeva attonito ed
- 3072s'andava spegnendo. E indovinai da quelle parole un
- 3073sorriso senza speranza. Allora non udendola più mover¬
- 3074suoi ultimi sguardi figgermisi in cuore senza misericor-
- 3075naufraghi disperati contro uno scoglio!... Maledetta
- 3076recando una candela. In tutt'altro momento la scompo¬
- 3077raccapriccio; allora invece non vi badai nemmeno. Il
- 3078no dileguati. Quanto allo Spaccafumo, egli indovinava
- 3079Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3080una seconda vista aguzzata dalla gratitudine e dall'ami¬
- 3081componemmo il cadavere in un'attitudine cristiana; ma
- 3082l'idea impressa dalla morte su quelle sembianze sforma¬
- 3083te contrastava spaventosamente colle mani giunte in
- 3084qualche fuggiasco la storia terribile di quella scorreria
- 3085soldatesca che dopo aver insozzato tutto il territorio
- 3086s'era rovesciato col furore dell'ubbriachezza sul castello
- 3087masta ad affrontarli, non voleva immaginarmeli. Ma
- 3088serevole del cadavere, il disordine della stanza attestava¬
- 3089no degli scherni spietati ch'ella aveva sofferto. Confesso
- 3090poi a ripensarvi mi parve impossible che premeditata-
- 3091mente si lasciassero commettere tali mostruosità, e divi¬
- 3092M aggiore dell'esercito francese. Dai dati raccolti avea
- 3093potuto argomentare che i colpevoli appartenessero
- 3094comandavano, i padroni che ubbidivano. Le autorità ve¬
- 3095giorni prima aveano gridato evviva agli usseri d'Unghe¬
- 3096chiamavano allora) dimorava in casa Fiorio. Chiesi di
- 3097malcontenti veneziani, cosi mi venne concessa un'udien¬
- 3098uomo, anzi ostentava una certa semplicità catoniana, co¬
- 3099sicché al primo aspetto rimasi confortato d'assai. Era
- 3100magro sparuto irrequieto; lunghi capelli stesi gli ingom¬
- 3101Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3102bianza di gracilità aggiungeva l'aureola del martire alla
- 3103saccheggiava arbitrariamente i pubblici granai e l'erario
- 3104di Portogruaro, alcuni sbandati invasero una onorevole
- 3105casa signorile, e svillaneggiarono e straziarono tanto una
- 3106vecchia signora inferma più che centenaria rimasta sola
- 3107Come volete che simili accoglienze predispongano gli
- 3108frodolenta oligarchia s'accorgerà finalmente che i loro
- 3109lasciarsi schiacciare. La Repubblica francese porge la
- 3110stata l'Inquisizione di Venezia. Non dubitate che giusti¬
- 3111turparono!
- 3112Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3113Repubblica innanzi ad ogni cosa. Volete essere un
- 3114eroe?... Dimenticate ogni privato puntiglio e unitevi a
- 3115libertà universale avranno cancellato la memoria di que¬
- 3116stero m'avevano annebbiato l'intelletto, e mi partii, a
- 3117d'assai perfino il risentimento contro i bersaglieri fran¬
- 3118ci sarebbe venuto addosso pel valido patrocinio
- 3119dell'esercito repubblicano. Q uel cittadino Bonaparte mi
- 3120pa all'improvvidenza delle venete magistrature, e alla
- 3121sciocca paura del popolo, che alla barbara sfrenatezza
- 3122stello in quella congiuntura: non eccettuato me medesi¬
- 3123purgare dall'odiosa smemorataggine di quella tremenda
- 3124co acciocché contemplassi anch'io una cosa
- 3125meravigliosa. Sul cadavere già verminoso di M arocco
- 3126Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3127funesto premio della sua fedeltà. Il contadino gli
- 3128mesi continui bisognò ogni mattino rimettere quella ter¬
- 3129marmi come fosse finita quella tragica amicizia. Diranno
- 3130storia dell'umanità. N oi bipedi tentenniamo fra l'eroe
- 3131questo incantesimo, ci tornavano a mente alcune delle
- 3132nefandità commesse da quei propagatori dell'incivili¬
- 3133mento. Soprattutto lo strazio della vecchia Contessa di
- 3134Fratta non voleva udirlo nominare. Sentiva che avevano
- 3135Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3136leggerla tutta credo d'avervi impiegato una mezza gior¬
- 3137sto concesso ad un rappresentante del patrizio casato
- 3138degli Altoviti; aggiungeva che mio padre non iscriveva
- 3139lui perché avea disimparato l'alfabeto italiano, che
- 3140CAPITOLO DECIMO PRIMO
- 3141la quale dal fondo dell'appartamento correndo verso di
- 3142cantuccio per la meraviglia d'un si inusato accoglimen¬
- 3143un grandissimo disordine nella stessa nudità: polvere e
- 3144Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3145parole sembravano dilettarle voluttuosamente l'orecchio
- 3146senzaché colla mente arrivasse a comprenderle. A tutto
- 3147stito, entrò saltabeccando nell'anticamera, lo gli era cor¬
- 3148l'argomento, usava battere col rovescio della mano sul
- 3149taschino del sottabito da dove rispondevagli un lusin¬
- 3150questi accordi metallici il viso giallognolo della Contessa
- 3151s'irraggiava d'un roseo riflesso, come il cielo scuriccio
- 3152giavano sempre per commentare la zoppicante oscurità
- 3153sacrificatosi per lungo tempo alla speranza d'una futura
- 3154commodità, trova tutto agiato tutto commodo perché
- 3155Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3156Intrattenutici un pochino, con molte interiezioni di
- 3157cacciategli col matrimonio; mi lasciò travedere che egli
- 3158chiudeva un occhio sopra alcuni rancidi sospetti che
- 3159massime negli occhi e nell'apertura delle narici; tanto
- 3160bastava per ricongiungerlo d'un affetto immortale al suo
- 3161gli occhi sulla maniera poco onorevole della protezione
- 3162primo colloquio. Egli mi osservava colla coda dell'oc¬
- 3163onorata di imparentarsi con essolui. L'ugualità mussul¬
- 3164mana temperava in lui l'aristocrazia naturale; almeno lo
- 3165quand'egli tirò innanzi beffandosi dell'illustrissimo Par¬
- 3166Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3167una certa vergogna di mostrarmi ragazzo e innamorato
- 3168la solita sonagliera di monete. Tale guardinga
- 3169cosa meglio apprezzata ed apprezzabile, lo invece dei
- 3170migliori botteghe, perché vi provvedessi da raffazzonar¬
- 3171scia fare a me!
- 3172levantine s'adoperarono tanto che il mio diritto all'iscri¬
- 3173zione nel Libro d'Oro fu riconosciuto immantinente, ed
- 3174della Contessa di Fratta e degli eccellentissimi Frumier
- 3175nelle migliori conversazioni, mi avevano fruttato una fa¬
- 3176Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3177dietro eccitamento francese: aveano improvvisato, come
- 3178una bolla di sapone, la Repubblica cispadana. Carlo
- 3179Emanuele succedeva a Vittorio Amedeo nel regno di
- 3180Sardegna già occupato e ridotto in provincia militare
- 3181sbeffeggiava quelli con alleanze con lusinghe con mezzi
- 3182imporre all'Austria i preliminari di pace. La Serenissima
- 3183Signoria aveva veduto passarsi dinanzi quel turbine di
- 3184guerra, come l'agonizzante che travede nell'annebbiata
- 3185avvilirsi, pazientare, pregare e supplicare, dinanzi al ne¬
- 3186norandola cogli inganni e col vitupero. Francesco Bat-
- 3187taja, Provveditore straordinario in terraferma, fu
- 3188e infamò peggiormente la sua codarda obbedienza
- 3189l'occupazione dei castelli e delle fortezze, il sollevamen¬
- 3190la devastazione universale. Buonaparte rispondeva con
- 3191beffarde proposte d'alleanza, con ironici lamenti, e con
- 3192domande di tributi. Il procuratore Francesco Pesaro e
- 3193Giambattista Comes, Savio di terraferma, si erano ab¬
- 3194Bergamo, nonché contro le piraterie degli armatori fran¬
- 3195esitarono ad affermare che soltanto dalla divina assisten¬
- 3196za bisognava sperare alla loro negoziazione quell'esito
- 3197cun modo di attendere. Francesco Pesaro ebbe animo
- 3198I turbolenti intanto romoreggiavano; i paurosi dava¬
- 3199d'altra parte l'amicizia di Amilcare ancora prigione, Lu¬
- 3200cilio intrinseco affatto dell'ambasciatore francese, e mio
- 3201padre più di tutti fiducioso nel prossimo rinnovamento
- 3202segnamento! Ripudiare, schernire le virtù antiche senza
- 3203Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3204mente è giusto rispondere cogli sputi: eBonaparte aveva
- 3205democratico, che allora poteva chiamarsi ed era infatti
- 3206pratutto per potenza d'aiuti. I contrari non formavano
- 3207dalla grandezza non riceveva alcun accrescimento di
- 3208Collegio dei Savi governava allora. Essa sotto l'occhio
- 3209stesso e a marcio dispetto dell'Inquisizione preparava i
- 3210i Pozzi erano vani spauracchi; un monitorio dell'amba¬
- 3211tempo disposto nelle misteriose turbolenze della sua
- 3212rioni delle società secrete, che serpeggiavano fin d'allora
- 3213mavano, come i peccatori alla notturna apparizione d'un
- 3214mi siete nemici, ma non me ne cale.»
- 3215Le signore dimostravano a Lucilio quel rispetto timi¬
- 3216gran filosofo, non consentivano il sospetto d'un amore
- 3217avrebbero pregato di prendersela, tenendosi onorati del
- 3218suo parentado. L'amore e la religione politica s'erano
- 3219tanto ostinato quanto possono esserlo tutte le forze
- 3220Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3221qualunque da lui stimati convenevoli. La loro pieghevo¬
- 3222d'un monastero le sembravano debole riparo contro la
- 3223sua temerità. Perciò aveva raccomandato particolarmen¬
- 3224beato isolamento dell'estasi claustrale. La Clara per
- 3225mezzo d'una servigiale del monastero riceveva qualche
- 3226valli chiedeva conforto alle reminiscenze e alla devozio¬
- 3227ebbero persuasa a non divagare troppo in immagini
- 3228pubblica e della religione. Per quelle monache, quasi
- 3229capriccio pensando le orrende cose che avrebbero potu¬
- 3230giorno recava l'annunzio d'una nuova defezione, d'un
- 3231nuovo tradimento, di un'altra ribellione. Il Doge si
- 3232greti del Direttorio. Tentarono anche di giungere al
- 3233guratevi che puntelli da sostenere un governo pericolan¬
- 3234Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3235caso eguale degli spettacoli comici d'inverno; una trage¬
- 3236Molti giovinastri, non per liberalità d'opinione, ma per
- 3237tempo, servirono lunga pezza dappoi a incartocciar sar¬
- 3238Ponte, letteratuzzo sparvierato, non gli parve vero d'im¬
- 3239pensiero da me: rimaneva però sempre qualche sguardo
- 3240fuggitivo, qualche subito rossore, che ad osservarlo co¬
- 3241tanto il dottor Lucilio, benché similed'opinioni, gli avea
- 3242parlato chiaro dimostrandogli il pericolo di infervorarsi
- 3243virtù del cittadino!... Devo proprio prendere a prestito
- 3244Lucilio squassava il capo vedendo quel cervellino
- 3245fronto egli s'affaccendava a primeggiare, perché nelle
- 3246vogliuzza non mai sazia, una rimembranza non ancora
- 3247trascendere nei sentimenti di libertà e d'eguaglianza; la
- 3248Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3249Dominante; quanto alla difesa ci pensano poco, perché
- 3250comunicazioni sono intercettate; Donà e G iustinian, in¬
- 3251deliberazioni del M aggior Consiglio fossero troppo len-
- 3252ad assoldare sedicimila congiurati reali, mentre facendo¬
- 3253morti!
- 3254dissero poi, se designarono bassamente l'angustia, non
- 3255corrisposero affatto all’accennata gravità delle circostan¬
- 3256II Procuratore Antonio Cappello, da me conosciuto in
- 3257Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3258miraglio Tommaso Condulmer, che riferiva l'avanzarsi
- 3259La costernazione fu subitanea e quasi generale; alcuni
- 3260cercavano di cavarsela, altri proponevano si trattasse, o
- 3261Serenissimo Doge Lodovico Manin, passeggiando su e
- 3262assicurava che la maggior parte dei consiglieri uguaglia¬
- 3263trattare col Bonaparte sui cambiamenti nella forma del
- 3264governo. Il Pesaro, indignato di si vigliacca deliberazio¬
- 3265Agostino Frumier, secondogenito del Senatore. Il primo
- 3266legge, nessuna deliberazione era valida. I vecchi erano
- 3267un portamento altero e contento; ma molti sapevano
- 3268Francesi, che vi tulmultuavano, corsero con gran impeto
- 3269magistrati non siano imprigionati e puniti. L'umilissimo
- 3270delmente degli altri alle leggi della patria. Francesco
- 3271caricato dell'esecuzione di quel sacrilego decreto. Ma
- 3272la spaventata condiscendenza dei nobili. La solita Con-
- 3273Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3274non entrare nella Serenissima Dominante, finché si aves¬
- 3275voli conseguenze... Volevano tosarsi perfino le unghie
- 3276prestava a soffocarli. Se questa non fu mansuetudine
- 3277non corrisponde la virtù dei contemporanei: sorretti
- 3278dalla confidenza nelle proprie dottrine essi salgono facil¬
- 3279discrezione di criterio, disperano poi per necessità
- 3280d'esperienza. Amilcare intanto era uscito di prigione e
- 3281secolui avevamo rappiccato l'antica amicizia: un altro in¬
- 3282persuadere maggiormente anche me: poiché il suo ardo¬
- 3283dilatarsi con tutta l'espansione della gioventù. Insieme
- 3284dell'Inquisizione? - Il signor di Venchieredo. Non ve
- 3285sue novelle, aggiungendo misteriosamente che dalla
- 3286Una sera (già si correva precipitosamente all'abisso
- 3287blica democratica?
- 3288prendere?
- 3289Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3290stro che riprende l'insegnamento da bel principio. -
- 3291conoscere quella sottilissima dei cristiani. Credilo a me
- 3292garsi la pausa dopo quella gran chiacchierata mezzo
- 3293ranza, guarderò di spiegarmi meglio. Sappi dunque che
- 3294mo se vorrai fidarti di me!
- 3295bianco io diventassi doge?
- 3296matto.)
- 3297nuovi ordinamenti che ci incastreranno, ognuno che ha
- 3298Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3299mici?
- 3300samente generosamente non per proprio orgoglio ma
- 3301senale. Dopo una camminata lunga sollecita e silenziosa
- 3302scala al dubbio chiarore d'un lumicino d'olio; nessuno
- 3303ci aperse, nessuno ci introdusse; somigliavano una coor¬
- 3304che sconsolava. V'era l'Agostino Frumier, v'era anche il
- 3305Barzoni, giovane robusto, impetuoso, innamorato di
- 3306più attempati conobbi l'avogadore Francesco Battaja, il
- 3307mi comparissero nuove le sembianze. Costoro si stringe¬
- 3308Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3309cevano largo rispettosamente e pareva attendessero i co¬
- 3310giar l'eloquenza da quella numerosa combriccola che lo
- 3311plorabile stato di questa Serenissima Dominante dap¬
- 3312poiché tutte le provincie di terraferma hanno inalberato
- 3313simo Procuratore tali tristi condizioni della Repubblica
- 3314Francia!
- 3315Questo crudele ricordo cavò dagli occhi del Procura¬
- 3316va d'indipendenza correndo incontro alle ottime inten¬
- 3317zioni degli altri; cosi si risparmierebbero molti disordini
- 3318Municipalità. Il signor V illetard (e accennava l'ometto
- 3319presidio francese entrerà a proteggere il primo stabili¬
- 3320va rapidamente): erezione dell'albero della libertà, pro¬
- 3321clamazione della democrazia con rappresentanti scelti
- 3322dal popolo, una M unicipalità provvisoria di ventiquat¬
- 3323vanni Spada, ingresso di quattromila Francesi come al¬
- 3324dre patria, licenziamento definivo degli Schiavoni, arre¬
- 3325sto del signor d'Entragues, manutengolo dei Borboni, e
- 3326Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3327gazione francese. Son tutte cose note e concesse
- 3328dall'unanime assenso del popolo. Infatti ieri stesso il
- 3329del nuovo governo, arra di stabilità e d'indipendenza
- 3330lustri signori; - (Gli incorruttibili cittadini rabbrividiro¬
- 3331colleghi Procuratori, come cariche perpetue della Re¬
- 3332deltà degli Schiavoni rimasti comincia a tentennare, e
- 3333egregia adunanza volesse accompagnarsi con lui per re¬
- 3334intimar l'abdicazione ad un doge!... Due secoli prima
- 3335trebbe entrare come incidente in una commedia del
- 3336Villetard col Battaja e alcuni altri patrizi, stupidamente
- 3337della democrazia veneziana. Il Dandolo era quello che
- 3338Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3339mano egli stesso per sollevarci dall'abiezione ove erava¬
- 3340mo caduti?
- 3341buone intenzioni non abbiano bastevole radice nel po¬
- 3342noi siamo per nascere!
- 3343Quel giovinetto era un levantino di Zante, figliuolo
- 3344lora decorso sul teatro di Sant'Angelo, avea furoreggiato
- 3345tarsi coll’accrescere veleno al proprio rancore. Il leonci¬
- 3346pubblicano ringhioso e intrattabile; un modello di virtù
- 3347civica che volentieri si sarebbe esposto all'ammirazione
- 3348universale; ma ammirava sé sinceramente come poi di¬
- 3349rati; giacché temperamenti uguali al suo, tanto rigogliosi
- 3350zioni all'ex-Procuratore?
- 3351avea viso di traditore!
- 3352preso il posto della libertà!
- 3353rare la mente nostra nell'operare questa rivoluzione pri¬
- 3354appunto che la diffidenza è un'ottima virtù sopratutto
- 3355Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3356in alto di lui si desideri altrimenti!
- 3357Lucilio stornò la mente da tali considerazioni forse
- 3358discorrere diventò generale; si parlava della flotta, della
- 3359Dalmazia, del modo più sicuro per ottener l'adesione
- 3360rientrò nella sala, col portamento autorevole d'un botte¬
- 3361Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3362della tromba. G iulio all'incontro pareva malcontento
- 3363della parte troppo modesta da lui sostenuta nell'adu¬
- 3364combriccole, perché tanto egli che Foscolo erano stati
- 3365quest'ultimo dicevasi averlo consigliato a perire piutto¬
- 3366d'interrogazioni sulle novelle della giornata, ma il lette-
- 3367quanto odio e quanta bile covasse!
- 3368dardi?
- 3369ma l'inesorabile Contessa voleva pur cavarne qualche ri¬
- 3370sistere al piacere di pavoneggiarmi dinanzi alla Pisana
- 3371colle mie future splendidezze, e lasciava travedere che
- 3372l'eguaglianza?
- 3373lando d'impazienza per la Riva degli Schiavoni. Mi
- 3374ricorderò sempre di quella sera memorabile dell'undici
- 3375quattordici secoli, senza lagrime, senza dignità, senza fu¬
- 3376quel liquido sepolcro. Fosse stato almeno cosi!... Invece
- 3377coglierle! Ci fu un momento ch'io alzai involontaria-
- 3378Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3379te dell'antico cappuccio marinaresco o della guerresca
- 3380e inanimate all'alito distruttore del tempo; finché so¬
- 3381Chi s'accorse della caduta dell'l mpero d'Occidente con
- 3382Romolo Augustolo? - Egli era caduto coll'abdicazione
- 3383grande repubblica, erede della civiltà e della sapienza
- 3384Evo? - Essa si era tolta volontariamente all'attenzione
- 3385del mondo dopo l'abdicazione di Foscari. Le abdicazio¬
- 3386l'indifferenza, la sfiducia precedono di poco lo sfasciarsi
- 3387lenziosi s'imbarcavano; forse le loro lagrime consolaro¬
- 3388nell'anima una paura più distinta. Quella nuova libertà
- 3389quella felice eguaglianza quella imparziale giustizia coi
- 3390pronto ad evocare la magnanima superbia d'Amilcare
- 3391numero illegale giacché per inviolabile statuto ogni deli¬
- 3392Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3393ditori; altri sfavillavano d'un vero contento, d'un orgo¬
- 3394Agostino Frumier sedevamo stringendoci per mano. In
- 3395ultimo e impotente suffragio; qualche giovinetto fra lo¬
- 3396ro, qualche uomo onesto che s'inspirava dai magnanimi
- 3397suo figlio primogenito Alfonso; giacché li sapeva devoti
- 3398mansuetudine del martirio. Benedetta la religione della
- 3399timo Maggior Consiglio di Venezia una maledizione
- 3400navano dal disarmamento dell'estuario, alcuni ultimi
- 3401drappelli di Schiavoni che s'imbarcavano, le guardie che
- 3402contro ogni costume custodivano gli anditi del Palazzo
- 3403approvava per ignoranza, le sosteneva per dappocaggi¬
- 3404mantenere: Bonaparte meno di tutti gli altri. Lodovico
- 3405quelle condizioni, sulla resistenza inutile, anzi impossi¬
- 3406bile, sulla magnanimità del generai Bonaparte, sulle lu¬
- 3407le consigliate riforme. Infine propose sfacciatamente
- 3408Marin Faliero era morto sul patibolo: Lodovico Manin
- 3409Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3410popolo nonché preferire l'obbedienza a que' nobili, alla
- 3411quecento dodici voti approvarono la parte non ancor
- 3412bilimento d'un Governo Provvisorio Democratico, sem-
- 3413preché s'incontrassero con esso i desiderii del generai
- 3414vasi per motivo l'urgenza dell'interno pericolo. Venti so¬
- 3415tremante vergognosa, le veggo anche ora dopo
- 3416sessantanni con profondo avvilimento. Ancora ricordo
- 3417le sembianze cadaveriche sformate di alcuni, l'aspetto
- 3418quasi a scordare il proprio vitupero nello spettacolo
- 3419credettero che la vecchia Repubblica fosse uscita salva
- 3420piazza gremita di gente; le bandiere furono inalberate
- 3421sulle tre antenne; l'immagine dell'Evangelista fu portata
- 3422perrucche, colle loro toghe strascicanti. Il popolo faceva
- 3423namente servi!
- 3424spontaneo sacrifizio alla sapienza dei tempi, alla giusti¬
- 3425Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3426riuccio parigino, di quattro o cinque traditori, ed'alcuni
- 3427repubblicani avea bastato per rovesciare quel l’edifizio
- 3428Cambrai. Rivolgimenti senza grandezza perché senza
- 3429scopo; ai quali dovrebbero chiedere lume d'esperienza i
- 3430veneziane condussero a Venezia truppe francesi: e una
- 3431mati si consegnò spoglia, volontaria incatenata alla sol¬
- 3432datesca balia di quattromila venturieri capitanati da Ba-
- 3433raguay d'Hilliers. La Municipalità fece codazzo a
- 3434bertà. Compativa agli ignoranti né credeva di compatire
- 3435sposte venuteci dalle provincie di terraferma al nostro
- 3436Dalmazia venivano intanto occupate dall'Austria, giusta
- 3437flotte veneziane s'impadroniva de' nostri possedimenti
- 3438nell'Albania e nell'Ionio; minaccia di peggiori oltracon-
- 3439accordare tutte queste contraddizioni e farmene un cri¬
- 3440gioverà notare il peccato per cui caddeVenezia inonora¬
- 3441Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3442CAPITOLO DECIMO SECO NDO
- 3443Addio, fresca e spensierata giovinezza, eterna beatitu¬
- 3444delle illusioni! Addio tramonti sereni, contemplati ozio¬
- 3445ne fiorito dell'amante! Addio vergine luna, ispiratrice
- 3446namorata le pensose pupille dei giovani! Passa l'alba
- 3447del cielo si convertono nell'immensa natura in umori
- 3448opere affaticate, alle lunghe e vane speranze; egli
- 3449di sconforto. Sopraggiungono gli anni sempre più torvi
- 3450ed accigliati, come padroni malcontenti dei servi; sem¬
- 3451passo dell'ombra che diventa gigante nel l'appressarsi al
- 3452tramonto. - Addio atrii lucenti, giardini incantati, prelu¬
- 3453di armoniosi della vita!... Addio verdi campagne, piene
- 3454nostri sonni consolandoli di mille visioni incantevoli!
- 3455ravano, e l'ingiustizia prendeva un contegno cosi fan¬
- 3456sosi compagni, le fanciullette vivaci, petulanti, e lusin¬
- 3457ghiere ci passavano dinanzi come le apparizioni d'una
- 3458pensiero e d'affetto; e scomparir poi lontano lontano
- 3459mai altro che memoria desiderio amore speranza. La
- 3460Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3461raccolse senza maledizione l'esperienza della virilità. 0 h
- 3462pensieri che sempre s'accumula e cresce?... L'intelligen¬
- 3463gretario d'un governo democratico che non aveva nulla
- 3464consoliamoci che la scienza non avesse ancor inventato
- 3465destreggiatore, presiedeva per attraversare ogni utile de¬
- 3466non voleva che si abbandonasse quell'ultima àncora di
- 3467mento quando il furbo Berthier dichiarò a precipizio
- 3468che l'accordo era impossibile, e buona notte! Venezia
- 3469impudentemente che non si badasse ai Veneziani, razza
- 3470putrida e incorreggibile d'aristocratici. Bernadotte, più
- 3471sincero, proibiva che da Udine si mandassero deputati
- 3472ria dell'ipocrisia. Nondimeno io tirava innanzi colla
- 3473nalmente un appartamento umido oscuro e quasi sprov¬
- 3474maraviglia. Nell'anticamera mi viene incontro la Pisana
- 3475chio marrocchino nero tutto spelato; una lucernetta ad
- 3476olio agonizzava sopra un tavolino appoggiatosi al muro
- 3477senza mobilie, senza cortine, col pavimento di assicelle
- 3478Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3479pre per ispegnersi. Accanto alla Contessa un vecchietto
- 3480slavato, bianco, paffutello sedeva sopra una scranna di
- 3481tossicina ostinateli e grassiccia contrastava alquanto
- 3482colla gioventù di quell'acconciatura. La Contessa lesse
- 3483so della nostra Pisana!
- 3484mamento come se un macigno piombatomi addosso
- 3485ascoltare e a guardare senzaché potessi raccapezzarci
- 3486morale e domestica prepara nell'uomo il cittadino e
- 3487secolo passato colle aspirazioni del presente. Malanno
- 3488Quando osai rivolgere gli occhi alla fanciulla sentii
- 3489ravano dal volto della Pisana al mio coll'inquietudine
- 3490Però mi incommodavano tutto quanto, per modo che
- 3491raggruzzolito della Contessa. Costei appariva cosi rag¬
- 3492Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3493parlavano meglio d'una lingua qualunque. Cosa volete?
- 3494nell'animo qualche cosa di simile all'eroismo d'O razio
- 3495sfidando orgogliosamente il risolino della Contessa, l'in¬
- 3496varii, bizzarri, spaventevoli mi improvvisavano nel cer¬
- 3497nocchio, indi intimare alla Pisana la mia solenne
- 3498braccia costei, trafugarla sopra uno stambecco di Smir¬
- 3499gnando m'addormentai, e sognai poscia dormendo, e
- 3500Amilcare mi domandò ragione di quella mia continua
- 3501non avrebbe voluto. - Vergogna! un segretario della
- 3502slombato; e di sdilinquire scioccamente per una vanerel¬
- 3503tanto bisogno!
- 3504Del Ponte e la successiva trascuraggine potevano averle
- 3505punto, persuaso persuasissimo di essere tutto nella mia
- 3506Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3507Gli affari della casa di Fratta s'imbrogliavano peggio
- 3508che mai. La signora Contessa giocava sempre accanita-
- 3509gliava assaissimo si era la dimestichezza che continuava
- 3510donzella ricchissima della famiglia Contarini gli sarebbe
- 3511ci palità, prediletto del dottor Lucilio, ecelebrein Piazza
- 3512pre ad empire bestialmente Venezia delle sue lamenta¬
- 3513Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3514ornai adulta della Clara, poteva rivolgersi direttamente a
- 3515fiduciosamente a lei quello scabroso incarico di difende¬
- 3516tor Lucilio nel l'accomiatarsi dalla Contessa non credette
- 3517nioni democratiche. Allora, forse prima d'ogni altro, fiu¬
- 3518nell'animo s'affrettava a giovarsi di quegli ultimi favori
- 3519rava salvarsi, aggrappandosi con un'àncora alla felicità
- 3520Fratta. La portinaia scomparve nel monastero e tornò
- 3521to di soddisfarlo senza distogliersi dal raccoglimento
- 3522vide sotto questa risposta una gherminella fratesca, e
- 3523signorina Clara era necessario, indispensabile; e che la
- 3524torto cogli occhi bassi colle mani incrocicchiate sullo
- 3525servata; le sue orecchie vigilavano cosi spalancate che
- 3526avrebbero sentito volare una mosca all'altro capo della
- 3527Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3528cuor nostro; non più coll'impazienza e colla sbadataggi¬
- 3529né tirannia di leggi né convenienze sociali impediscono
- 3530voro dalla pazienza dalla sventura. Clara, guardatemi in
- 3531mo lassù!
- 3532le mani in croce: pensate a me!
- 3533Clara; pensate che voi dovete render conto dell'anima
- 3534Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3535La madre Redenta tossi romorosamente per guastare
- 3536tre potreste risuscitarmi?... Perché vi dimenticate
- 3537dell'amore santo eterno indissolubile che m'avete giura¬
- 3538to?
- 3539st'amore ho potuto purificarlo santificarlo, ma non po¬
- 3540perché D io me lo proibisce!
- 3541La madre Redenta gli corse dappresso a raccoman¬
- 3542ch'ella provava erano immense; ma la suora compagna
- 3543avea contato bene sulle astuzie adoperate per affatturar¬
- 3544ze infinite. Avrebbe scontato colla propria morte un
- 3545peccato veniale di Lucilio, ma l'avrebbe anche ucciso
- 3546avrà orrore di tali preghiere!
- 3547La madre Redenta interruppe queste parole con una
- 3548Lucilio sbalestrò alla vecchia un'occhiata quale ne
- 3549Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3550guardando affannosamente la madre compagna che si
- 3551dimenava forse con segreta compiacenza sulla sua seg¬
- 3552grignando Lucilio - le quali adoperano per accalappiare
- 3553mo congiunte ad essi col vincolo spirituale dell'orazio¬
- 3554pervertito la coscienza vostra disumanandola, quanto a
- 3555ch'io pronuncerò domenica solennemente dinanzi all'al¬
- 3556guadagnata, Dio avrà forse benignamente riguardato il
- 3557abissi profondi ed infiammati dell'anima mia tutti pieni
- 3558sono il sublime compendio dei nostri doveri?
- 3559Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3560Clara combattevano come due schermitori fuori di mi¬
- 3561sura, contendevano come due litiganti ognuno de' quali
- 3562adoperava una lingua sconosciuta all'altro. La madre
- 3563daultimo perché voleva mantenere allaContessa ciò che
- 3564to ogni impedimento, e atterrato ogni ostacolo, vedersi
- 3565respinto senza remissione dallo scrupolo divoto d'una
- 3566donzella, e non poter conquidere un'anima dov'egli sa¬
- 3567sprofondato dentro l'anima sua ad attizzarvi un incen¬
- 3568bidienti e quasi ragionevoli. La donzella nulla rispose
- 3569persuaderlo ad andarsene, lasciando per ultimo saluto
- 3570coN'onor delle armi, lo sarei morto ingenuamente di
- 3571monio mostruoso per godere l'abbondanza e le como-
- 3572Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3573astuzie adoperate per imbigottire la Clara dipendevano
- 3574sonorevole patrocinio del cognato accettando un posto
- 3575oscurissimo nella Ragioneria del governo. Un ducato
- 3576scommetto che non era l'ultimo a sentire dolorosamente
- 3577Lo confesso colla vergogna sul volto; era proprio
- 3578dietro accennato dei Romani in Grecia. Ma questa
- 3579erudizione falsificata in libello, questa satira stiracchiata
- 3580l'astuta generosità di Flaminio non somigliavano per
- 3581che promessa alla sempre provvisoria M unicipalità di
- 3582Venezia. La liberazione del signor d'Entragues, ministro
- 3583borbonico, vilmente consegnatogli dalla scaduta Signo¬
- 3584adocchiavano di sbieco, tacciandolo sottovoce di alteri¬
- 3585no, ebbe l’ingenuo capriccio di chieder l'incorporamen-
- 3586to degli Stati veneziani nella nuova Repubblica lombar¬
- 3587la, sventurata e pericolante. Meglio annegare insieme
- 3588che salvarsi senza stendere una mano al congiunto
- 3589grandezza passata lo avrebbero distolto dalla crudele e
- 3590premeditata indifferenza ch'egli già cominciava a osten¬
- 3591chia Repubblica, accarezzarono, adularono, venerarono
- 3592Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3593segretario nel corteggio dell'Aspasia parigina. Vidi la
- 3594sua bella bocca sorridere alle gentilezze veneziane, udii
- 3595in quei tempi di infranciosamento universale, balbettava
- 3596campo che l'accompagnava. Infine fosse prestigio di
- 3597singhe, le speranze degli illusi ebbero qualche ristoro
- 3598Invece il dottor Lucilio, che addomesticato col mini¬
- 3599chezza della bella visitatrice, non partecipò, per quanto
- 3600Si confermò piucchemai nella sua profonda disperazio¬
- 3601del millennio. Municipali, capi-popolo, ex-senatori, ex¬
- 3602nobili, dame, donzelle, abati e gondolieri s'affoltavano
- 3603ni, ma l'entusiasmo improvvisa le donne anche dove
- 3604l'educazione non ha preparato che delle bambole. Più
- 3605nesse ad una cittadina; molte imperatrici ne avrebbero
- 3606onorò d'un'occhiata che non era certo indifferente. Sua
- 3607Eccellenza Navagero mi guardò anch'esso con minore
- 3608Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3609francese, un compaesano di Bonaparte, aiutante di cam¬
- 3610ben dovuto sopportar in pace questo intruso d'oltrema¬
- 3611corgeranno, se n'accorgeranno di questi liberatori!
- 3612l'abbiamo voluto!... Peggio mille volte tanto per quelli
- 3613grande sventura la vendetta d'un proprio torto affatto
- 3614nuovo trascorso della Pisana ch'egli mi raccontava: e
- 3615teggiava la francese, Raimondo Venchieredo; e misti
- 3616Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3617coraggio di sorridermi. Peraltro condotta ch'egli ebbe la
- 3618poco. Reduce da quest'ultimo viaggio e ravviato per
- 3619grandi fortune. Il signor Raimondo non volendo sepa¬
- 3620risovvenuto. Intanto egli mi confermò la novella della
- 3621tristissima piega che prendevano gli affari della famiglia
- 3622Veronica li accomodava, strapazzandoli ambidue; e il
- 3623ce della propria coscienza, accrescendo smoderatamen¬
- 3624veglianza cosi all'ingrosso sulle faccende del castello, se
- 3625Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3626aveva paura perfino dell'ex-sagrestano e non ci guarda¬
- 3627do Leopardo doveva essere anch'egli a Venezia) tornava
- 3628impiastricciata dalle mene furbesche del reverendo non
- 3629Ciò dicendo eravamo giunti in Piazzetta ond'egli levan¬
- 3630quell'interregno di ogni governo, quell 'intralciarsi quel
- 3631contrastarsi di tre o quattro giurisdizioni, impotenti le
- 3632modo che pregavano concordemente perché venisse un
- 3633nicipalità cittadine, congregazioni comunali e foresi, ti¬
- 3634ranniafeudale, governo militare francese, non si sapeva
- 3635Perciò anche in quel continuo affaccendarsi di reggi¬
- 3636chetare lo stesso. Solamente dove risiedeva un quartiere
- 3637Succedeva dappertutto come a Venezia: si guardavano
- 3638furono molte che senza avere il temperamento subita¬
- 3639ragione erano piucché altro pretesti cacciati innanzi dal¬
- 3640Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3641all'albero della libertà, ballò anche al seguente carnevale
- 3642soltanto Agostino compariva qualche volta al caffè delle
- 3643un grado almeno della perduta importanza. Lucilio pas¬
- 3644vinzione di operar cosi qualche bene a vantaggio
- 3645dell'umanità. Leopardo diventava sempre più cupo e ta¬
- 3646badavano punto; diventavano sfrontati a segno da reci-
- 3647Quello invece che smaniava daddovero e sempre era
- 3648tempo delle civetterie della Pisana col Venchieredo. Sta¬
- 3649sfuggiva sempre più. Ricominciava la lotta del cadavere
- 3650Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3651e confusa com'è l'amore, e il temperamento precipitoso
- 3652pallido sguardo della luna, al fresco ventolio dell'aura
- 3653marina, al lontano mormorare del l'Adriatico, un ultimo
- 3654battimento. Pareva che i fantasmi rinatigli d'improvviso
- 3655pascolo di esseri mézzi e striscianti. Ergeva alteramente
- 3656dell'animo!» - M isere illusioni! Provatevi a toccarne
- 3657to facile l'impossibile, e onnipotente la propria debolez¬
- 3658tornati alla coscienza della nostra inezia, non troviamo
- 3659nessun punto ove appoggiare la speranza, nessuna nuvo¬
- 3660la da appendervi l'orgoglio. Allora lo smarrimento dello
- 3661poter nemmeno ricorrere per ultimo scampo all'idea
- 3662lo perseguitavano perfin nel sepolcro. Ben s'arrende alla
- 3663Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3664scalducciate ed inferme l'odore dei vermi. Egli lottava
- 3665affannoso con un ribrezzo che somigliava viltà; sentiva
- 3666quelli che oseranno leggerla, e rimanga terribilmente fa¬
- 3667grido dell'anima lacerata sgominare per sempre gli im¬
- 3668coppa felice degli Dei, mi rimanga almeno l'immortalità
- 3669Cosi farneticava lo sciagurato stringendo la penna
- 3670con mano convulsa, e cercando disperatamente nella te¬
- 3671tra fantasia quelle parole tremende, infernali, che dove¬
- 3672vendicarlo delleangosce sofferte. Da un turbine vortico¬
- 3673so di idee monche e cozzanti, d'immagini camaleonti-
- 3674to imprimere a tali pensieri quell'impronta straziante di
- 3675va concesso dalla continua instabilità della paura. Le
- 3676meditazione del sapiente, ma il vaneggiamento del mala¬
- 3677supremo castigo dell'orgoglio pigmeo! «Ah dover mori¬
- 3678propria mente! sentendo sciogliersi atomo per atomo la
- 3679quell'anima sfolgorante e serena che poco prima spazia¬
- 3680un'orma profonda incancellabile del proprio passag¬
- 3681nare!... Perché fummo generati? Perché ci educarono e
- 3682volto, a interrogare con ardito animo questa nemica
- 3683spalanca per ingoiarla, rimane solamente sulla più alta
- 3684Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3685giustizia sparirono dall'anima mia, come fantasmi ideati
- 3686per ingannare i fantasmi. Crollato il fondamento, come
- 3687prendeva la penna per iscrivere qualche inno patriotti¬
- 3688co, qualche filippica repubblicana che consolasse
- 3689pa l'animo, peggio poi si tenta d'interpretare sentimenti
- 3690genti poteva ritrarre di colà quell'entusiasmo pieno e
- 3691sincero che solo incalorisce le opere d'arte!... L'erudite
- 3692ne Foscolo da lui si crudamente satireggiate covavano
- 3693stentatamente i polmoni sfibrati, per pur persuadersi
- 3694sul Canalazzo, cinguettavano d'amore con tutte quelle
- 3695tenerezze del vocabolario francese, mentre Sua Eccel¬
- 3696lenza Navagero sgomentito degli occhiacci dell'ufficiale
- 3697sonnecchiava o fingeva di sonnecchiare sopra una pol¬
- 3698da; e vedeva profilarsi nel quadro illuminato della
- 3699Perasto avevano arso piangendo l'ultimo stendardo di
- 3700ultimo suo spirito vagolava ancora nei remoti orizzonti
- 3701popolazioni, stomacate della veneziana debolezza, sde¬
- 3702Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3703per abitudine, allora cadeva nel disprezzo che consegui¬
- 3704M unicipalità la stessa disperazione d'ogni consiglio in¬
- 3705generava la discordia: Dandolo e G iuliani predicavano
- 3706la repubblica universale, quest'ultimo senza alcun ri¬
- 3707guardo dei sospettosi alleati. Vidiman consigliava la mo¬
- 3708lentezza delle mutazioni. Strepitavano fra loro in quella
- 3709a interminabili chiacchierate, a vicendevoli rimbrotti
- 3710Francia consentiva pel trattato di Campoformio che gli
- 3711come quei moribondi che rinvengono la chiarezza della
- 3712mente all'estremo momento dell'agonia. I municipali
- 3713mandarono ambascerie al Direttorio, a Bonaparte, per¬
- 3714rispondeva appuntino all'altra del trattato suddetto, nel
- 3715quale si consentiva l'occupazione di Venezia. Domandar
- 3716sapevano la propria impotenza e non altro cercavano
- 3717che illudersi fino all'estremo. Bonaparte cacciò in pri¬
- 3718animo; che la Repubblica Cisalpina offeriva patria, citta¬
- 3719superba indole italiana si rilevò subitamente a quest'ulti-
- 3720approvare quanto la Repubblica francese aveva si facil¬
- 3721mente e barbaramente consentito, si decise di rimettere
- 3722schernitore ma furibondo. Lasciarsi schiacciare ma non
- 3723a quei giorni, vero beccamorti della Repubblica. Disal¬
- 3724all'alleanza giurata, alla protezione promessa, ai sacrifici
- 3725imposti e vilmente forse, più che generosamente, con¬
- 3726sentiti. Cosi adoperarono coloro verso Venezia che avea
- 3727mussulmana. Ma quei maiali non leggevano storie; pre¬
- 3728Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3729autorità, quanti eravamo rimasti amici della libertà, e
- 3730nemici coraggiosi del tradimento, convenimmo alla soli¬
- 3731deliberare. Agostino Frumier non comparve, benché
- 3732Villetard, s'era imbarcato per Malta proponendosi di
- 3733e la tempesta nel cuore: Amilcare gridava gesticolava
- 3734contro il Direttorio, contro Bonaparte, contro tutti; egli
- 3735parte essere propensa a cercare ricovero nel territorio
- 3736della Cisalpina, ove sarebbe sempre durata qualche spe¬
- 3737stessa guarentita, sconveniva troppo a quei momenti ne¬
- 3738ravvivava dalla stessa disperazione, più fiduciosa più in¬
- 3739esempio della costanza e della dignità veneziana contro
- 3740chi consumava dolorosamente quel l'ulti ma notte con¬
- 3741venerabili e contaminate dell'antica regina dei mari. Le
- 3742ultime liberamente sparse, gloriosamente commemora¬
- 3743non voglio ingannarti. Una passione mista di rabbia
- 3744d'orgoglio d'ambizione ti divora lentamente; il suo mor¬
- 3745Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3746contro la viltà, contro l'abbiezione un'intelligenza im¬
- 3747vergogna gli ottenebrava nobilmente la fronte, ma l'ani¬
- 3748non tremava più; il sudore dell'entusiasmo succedeva a
- 3749desolato avvilito infermo; partirò con voi, sicuro digni¬
- 3750mando di paura e desiderando la vita. Abbandoneremo
- 3751cevetti oggi stesso l'annunzio della sua morte. Vedete
- 3752reti domestiche. Per megli orizzonti si allargano sempre
- 3753bianze di melanconia o di sconforto. Ogni affanno
- 3754scompariva in quella superba sicurezza d'uno spirito
- 3755chesentein sé qualche parte d'eterno. Ci separammo al¬
- 3756Lucilio, ne sono certo, un amore sventuratissimo dila¬
- 3757niava le viscere. Essi n'andarono verso l'ospitale, divi¬
- 3758Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3759CAPITOLO DECIM OTERZO
- 3760aspettarlo, quand'ella mi consegnò un polizzino facen¬
- 3761soffuso d'una maggior pallidezza. Guardava fiso fiso la
- 3762Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3763nella seconda camera!... Sarebbe un peccato incommo-
- 3764lonteroso d'andarmene; l'emetico ed il dottore verreb¬
- 3765settimana quel capitolo di tossicologia che mi abbiso¬
- 3766tremenda tranquillità; sedetti vicino a lui deplorando
- 3767quella triste aberrazione che perdeva cosi miseramente
- 3768Sembrò ch'egli indovinasse tali pensieri perché si accin¬
- 3769vendicherò: ti giuro cheti vendicherò!
- 3770Sarebbe grave scandalo, e altri potrebbero averne di¬
- 3771Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3772licatezza di quell'anima eroica deliberata di non veder
- 3773tando la maravigliosa discretezza del moribondo. Leo¬
- 3774valorosamente. Aveva una patria da amare e sperava
- 3775decise!
- 3776cuore dovunque andremo, ne insegneremo, ne propa¬
- 3777gheremo la santa religione. Siamo giovani; tempi miglio¬
- 3778quasi disfatto dalla morte: mai la bellezza dell'anima
- 3779senza rincrescimento... Son certo che avrei aspettato in¬
- 3780sembravano diminuire gli spasimi, mi sforzai di tenerlo
- 3781quando rientrò la portinaia col prete. Avendo picchiato
- 3782tava d'un colpo fulminante, come appunto Leopardo
- 3783mento. Leopardo a quel silenzio alzò faticosamente uno
- 3784Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3785Il reverendo aveva una voglia grandissima di accettare
- 3786riuscì più facile di quanto temeva, perché Leopardo
- 3787gliò nell'orecchio Leopardo con voce cupa e minaccio¬
- 3788La portinaia, pochissimo contenta di quello spettaco¬
- 3789nell'altro mondo tremante spaventato, come chi si sente
- 3790bensì alle prese coll'ultima stretta dell’agonia, ma ancor
- 3791confessore. - Consentite con me che avete disperato
- 3792della Provvidenza, che avete voluto distruggere a forza
- 3793gersi a giudice delle disposizioni divine?
- 3794turgidire, le sue membra storcersi, le labbra a
- 3795disseccarsi; gli occhi gli si stravolgevano orribilmente, e
- 3796tuttavia lo spirito regnava forte imperterrito su quella
- 3797esseri diversi, l'uno dei quali contemplasse i patimenti
- 3798dell'altro colla impassibilità d'un inquisitore. 1 1 parroco
- 3799Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3800compose alla aspettazione della morte colla grave pietà
- 3801contemplazione d'una visione incantevole, la sua mano
- 3802fantasmi dorati della giovinezza che gli vagolavano di¬
- 3803speso da terra in un atteggiamento mirabile d'ispirazio¬
- 3804parve significare: «Eccomi finalmente libero e felice!» -
- 3805Quella reliquia cui aveva consacrato l'estremo alito di
- 3806vrumana che spirava. Appresi maggior virtù da un'ora
- 3807luccichio del giorno traspariva dalle persiane, quando
- 3808gerlo o consolarlo di quel postumo insulto. Raimondo
- 3809coll'ordine di fermarvisi tutto il giorno appresso ad
- 3810gnargli un piego rilevantissimo. Leopardo era partito in-
- 3811Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3812d'aver dimenticato la lettera, era tornato per prenderla
- 3813fin dalla mattina, dopo aver assistito all'adunanza dei
- 3814Egli guardò spaventato e s'accorse solamente allora
- 3815della lividezza mortale che copriva quelle spoglie inani¬
- 3816fu grave, perché pensava cosi di adempiere scrupolosa¬
- 3817che nell'ascrivere quella morte ad un colpo fulminante
- 3818va talvolta con inesprimibile avidità l'acqua torbida e
- 3819tiva di non vedermi tornare. Mi scusai raccontandogli
- 3820impiegarlo bene sino all'ultimo soldo! - Rimasi nausea¬
- 3821Lucilio. Egli invece senzaché io m'incommodassi entrò
- 3822all'anno ti bisognano per vivere?
- 3823rabbia trovandomi schernito beffeggiato e pagato di set¬
- 3824Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3825profughi, impotenti, bisognosi; ti sarà gradito talvolta
- 3826mi dunque l'egual confidenza, dimmi quanto ti bisogna
- 3827gran galantuomo. Eccoti una credenziale appunto di
- 3828la quale tu consegnerai oggi stesso al rappresentante
- 3829scrittoio troverai alcune carte che appartenevano a tua
- 3830non ne abbisogni. Altri s'affida ancora alle speranze
- 3831mosso da queste raccomandazioni che per essere espres¬
- 3832partecipe dei vostri disegni, compagno delle vostre fati¬
- 3833che?
- 3834santanni, Carlino, ha fretta ha fretta assai! D'altronde
- 3835dilatato, chi lo appiccò potrebbe restarne arso; allora
- 3836si potrebbe almen sapere dove n'andate?
- 3837Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3838saluti per nessuno, riprese volontario la strada dell'esi-
- 3839all'indomani ci dovessimo rivedere, mi raccomandò la
- 3840moria di quei postumi compianti che formano l'elogio
- 3841Zaccaria per abboccarmi col negoziante greco. T rovai
- 3842un mustacchione grigio di pochissime parole, che onorò
- 3843contata la somma secondo il mio piacimento. Quanto
- 3844era ruvido e brontolone il vecchio negoziante, altrettan¬
- 3845aspetto. Intravvidi una grand'anima sotto quelle sem¬
- 3846mi snocciolò trecento cinquanta ducati nuovi fiamman¬
- 3847ti, mi chiese scusa sorridendo delle burbere accoglienze
- 3848Pranzai quel giorno, v'immaginerete con quanta vo¬
- 3849schi. Ebbi campo di compiangere profondamente la
- 3850libertà vera; e avvezzi all'oligarchia non vedevano moti¬
- 3851Per loro era tutto uno; tutto servire; discutevano
- 3852Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3853bene l'Inquisizione di Stato. Quand'io penso alla Vene¬
- 3854consolazioni della Provvidenza, o i misteriosi e subitanei
- 3855lore!
- 3856abisso delle mie meditazioni. Dice bene il mementòmo
- 3857po ardita, troppo superba e insaziabile per accontentarsi
- 3858dei pensieri della dottrina dell'anima di Cristo? Ecco
- 3859buco nell'acqua. Allora con questi melanconici conforti
- 3860fesso chiuso con un bottoncino trassi un'immagine della
- 3861gnava l'un piede increspando coll'altro il sommo
- 3862sguardi tornarono da quei remoti prospetti fantastici al¬
- 3863mito quel cadavere che mi dormiva appresso. Ecco
- 3864Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3865nella notte profonda, grigia come la chioma scapigliata
- 3866quelle apparizioni spaventose; il cielo s'incurva azzurro
- 3867ranze, covato con tanta costanza, fecondato da tanto
- 3868io sempre in te, anima immensa, intelligenza completa
- 3869dell'umanità! - Cosi pensa il giovane sul sepolcro
- 3870dell'amico; cosi si conforta la vecchiaia nel baldanzoso
- 3871morte veduta cosi davvicino in simili sembianze nulla
- 3872aveva d'orribile, o di schifoso; sembrava un'amica fred¬
- 3873essi, come pensa l'americano Pòe, deve giungere ben
- 3874Rientrato in Venezia osservai un andirivieni di curio¬
- 3875consueto nella guarnigione francese. Udii da taluno che
- 3876piume. Ridevano e parlavano forte cogli ufficiali francesi
- 3877che li accompagnavano; cosi scherzando e ridendo s'im¬
- 3878barcarono in una peota fatta loro addobbare suntuosa-
- 3879Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3880lunque forte deliberazione. Per quanto avessi udito bi¬
- 3881quello spensierato abbattimento nel quale ci mancano i
- 3882veva trovare nello scrittoio; misera eredità d'una sventu¬
- 3883nezianate e cosperse di errori ortografici. Erano d'un
- 3884squisitezza si compensava coll'ardenza; sopra tutto poi
- 3885quel giorno con quell'umore. Passai oltre. Altre lettere
- 3886me. Andai innanzi ancora. Successe il completo episto¬
- 3887Come corollario a quelle lettere, trovai un libricciuolo
- 3888me le avevano smorzato d'assai quel primo incendio
- 3889strane. Egli restava assente delle settimane intiere dai
- 3890dei ricchi mussulmani commerciando di spilloni, di
- 3891incredibili; cosi almeno affermava mia madre ridotta al¬
- 3892Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3893ricominciassero più violente che mai a proposito della
- 3894questa ingiustizia del marito; sembra ch'ella sospettasse
- 3895quelle disperazioni tornava a trapelare la nobildonna of¬
- 3896fesa nell'onore; l'animo suo s'esasperava sempre più in
- 3897role: «H o deciso!»
- 3898Cosi terminavano quelle memorie; ma le completava
- 3899colla persona affranta dall'inedia e dalla passione rividi
- 3900fatiche alle repulse alla vergogna die l'attendevano nella
- 3901patimenti! Sentiva quasi il rimorso d'esser nato; sentiva
- 3902far beata quell'anima santa avrebbe appena bastato ad
- 3903nascita sulla via della perdizione; là l'aveva abbandonata
- 3904de' miei affetti. Q ualche bestemmia qualche maledizio¬
- 3905Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3906finito de' miei dolori!... Come si univano misteriosa¬
- 3907contro coloro che avevano cercato d'infamare la memo¬
- 3908pudore scagliate contro una tomba. Chi credeva voglio¬
- 3909l'infanzia appetto a quei furtivi detrattori mi rimordeva
- 3910Era cresciuto buono buono buono; il mio temperamen¬
- 3911to rammollito dalla soggezione non cercava che pretesti
- 3912contrario all'istinto; talvolta complice ignara, tal altra an¬
- 3913volgetevi all'innocenza, abbiate cura dei fanciulli!» - Li
- 3914poteva celartelo per sempre; ringraziami di averla rialza¬
- 3915Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3916niera trovata apposta per martoriarla. Le mie continue
- 3917lontananze e le preoccupazioni di quel grande disegno
- 3918sate veneziane che echeggiavano dietro le persiane; la
- 3919nei temperamenti né troppo generosi né abbastanza sin¬
- 3920qualche scena di disperazione, e una domanda assoluta
- 3921stornavano li riguardava come tanti nemici; tu saprai
- 3922già, oppure ti sarà facile comprendere quello stato
- 3923Una navigazione di quarantadue giorni mi diede com-
- 3924per farsi appiccare. Mi maraviglio e mi maraviglierò
- 3925sempre che la mia morale levantina abbiami consentito
- 3926e a mercanteggiarli ed assassinarli senza scrupolo; ma
- 3927quegli ingiusti sospetti. La risurrezione di casa Altoviti
- 3928Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3929pubblica. Ti spaventi? Eppure ci mancò poco; mancò
- 3930trei dire che l'essermi confessato vecchio appena mi
- 3931m'induceva a rappezzare i torti commessi. Comunque la
- 3932sia, lascio volentieri in ombra questi profondi motivi
- 3933braccia, sul momento di imbarcarmi per una spedizione
- 3934occhi de' tuoi concittadini per accaparrartene l'affetto e
- 3935migliore secondo le circostanze. Intanto hai saggiato a
- 3936do ella godrebbe di vederti amoroso ed indulgente
- 3937Scorsa questa lunga lettera tanto diversa dalla consue¬
- 3938qualche tempo soprappensiero. E bbi finalmente la buo¬
- 3939na ispirazione di sollevarmi anch'io all'altezza delle cose
- 3940operare. Per giunta debbo io confessarlo?... Quel tem¬
- 3941spinga il dovere, l'ammirazione loro trascende ogni mi¬
- 3942Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3943maginarmeli. In complesso mi fidava di lui aspettando¬
- 3944Cosi tornato alquanto in me da quell'utile esercizio
- 3945erano chiuse dappertutto e non potei neppure indovina¬
- 3946bilirsi del governo imperiale in Venezia, Francesco Pe¬
- 3947l'Attilio Regolo della scaduta Repubblica, riceveva i giu¬
- 3948chiaro di luna. Pattuglie d'arsenalotti, di guardie muni¬
- 3949Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3950appoggiare sopra questa manchevole pretensione le loro
- 3951trame, i loro ordinamenti!
- 3952Dai Frumier passai a cercare degli Apostulos, perché
- 3953trovai abbastanza da perdere un paio d'ore; scommetto
- 3954tanto piacere. Il vecchio banchiere greco stava ancora
- 3955nello studio; d'intorno ad una bragiera alla spagnuola
- 3956mava un paramento da altare; finalmente il simpatico
- 3957distrazione mi mandò a traverso dei polmoni parecchie
- 3958quello che ragiona sull'utilità dei proprii sacrifizi. Per
- 3959esempio non chiamo coraggio il cader d'una pietra
- 3960vilmente sotto la necessità fisica che lo abbatte?
- 3961uccide indarno oggi, mentre potrebbe sacrificarsi util¬
- 3962Aglaura ascoltava le parole di suo fratello guardandolo
- 3963sità quest'attitudine risoluta e sdegnosa; ma la mamma
- 3964Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3965di tragedia, e l'Aglaura tornò tranquillamente a passare
- 3966riosamente sperata e dispoticamente imposta; insomma
- 3967scorso senza vanità e senza sciocchezze; proprio con
- 3968va scappar l'occasione di chiamarli assassini, spergiuri, e
- 3969faceva trascendere in qualche schiamazzata. Il giorno
- 3970tello avea impedito questo atto violento gettandole in
- 3971Quando fu mezzanotte io presi commiato dagli Apo-
- 3972meno la deliberazione che pur doveva prendere quanto
- 3973Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3974CAPITOLO DECIMOQUARTO
- 3975un'altra maga. Cosa sarà ?
- 3976quanto l'inquietudine e il malumore che dimostrava il
- 3977anche quest'altra mostruosità della Pisana. In quel mo¬
- 3978uno sgomento cosi grande, che piuttosto avrei arrischia¬
- 3979M ilano. Peraltro cominciava nell'animo qualche avvisa¬
- 3980m'intronavano le orecchie, vedeva lontano lontano
- 3981quell'occhiata severa e fulminante di Lucilio... 0 imè!
- 3982francesi, egli scorridori tedeschi mi si ingarbugliarono
- 3983pitoso: - Chi va là?
- 3984Quando fummo seduti l'un vicino all'altra sul divano
- 3985Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3986fosse cagione d'una penosa confusione, maggiore pel
- 3987anche troppo sincera, come son bugiarda alcune altre
- 3988mio temperamento non si può voler bene
- 3989ventiquattr'ore ad un marito decrepito, magagnato, e
- 3990tessero volger le cose. Figurati se andavamo d'accordo
- 3991ogni giorno meglio!... lo m'accontentava sulle prime di
- 3992veder mia madre gustare saporitamente i manicaretti di
- 3993me?... N on è cosa neppur possibile all'immaginazione!
- 3994puntandosi qualche spillo malfermo nel corsetto, conti¬
- 3995lo ascoltai con molto malgarbo questa infilzata d'im¬
- 3996gnava di confessare sfacciatamente la propria scostuma-
- 3997Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 3998mi rosicchiava le unghie, e rimproverava la Provvidenza
- 3999chedi farsi il benefattore dell'umanità, il Timoleonedel-
- 4000prometteva anche il mio cuore, tutto quello ch'egli
- 4001inginocchiava dinanzi, e giurava e spergiurava d'amarmi
- 4002chi, pei suoi lucenti spallini?... S'accontenti allora di
- 4003rimando pretendevi da lui?
- 4004dormire per troppo rispetto alla furia francese!... Cosa
- 4005giustizia, a contrapporsi concordi alle spergiure conces¬
- 4006difendere Venezia contro chi domani ne diverrà impu¬
- 4007farlo senz'altra persuasiva che la rettitudine della co¬
- 4008e ripudiare la propria vergognosamente colpevole d'un
- 4009prenderla, onde ammirando piucché altro quei fieri mo¬
- 4010l'osservazione generale d'un temperamento per metter¬
- 4011Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4012credendo forse ch’io mi drappeggiassi alla romana per
- 4013son proprio contenta che quest'italiano bastardo abbia
- 4014tero d'impadronirsene senza colpo ferirei... Allora sarò
- 4015tentasse questa illustre vendetta!... Tutta megli darei col
- 4016S'attorcigliò dispettosamente il labbro superiore; poi si
- 4017stampai sulla guancia uno schiaffo cosi strepitoso che
- 4018romore dalle stanze vicine... Il bell'ufficiale ruggì come
- 4019un leone. Bugiardo!... con quel cuoredi coniglio!... Egli
- 4020allora si precipitò fuori della stanza movendo intorno
- 4021al loro palazzo. Dormivano tutti, aveano comandato che
- 4022la sposina sopportar con pazienza questa pillola amara
- 4023pubblicana spiritata, la filosofessa greca e romana erasi
- 4024tantoché lo schiaffo del povero Ascanio poteva anche
- 4025Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4026diverse e compenetrate in una sola pensavano, parlava¬
- 4027no, operavano coll'uguale sincerità, cadauna nel suo gi¬
- 4028per tenerezza, per confidenza, per avvenenza mi portava
- 4029miei panni sarebbe stato altrettanto. Soltanto quelle due
- 4030spaventate di mezzo alle sopracciglia, lasciando arieggia¬
- 4031re sotto esse il bianco azzurrognolo dell'occhio, avreb¬
- 4032quella parte tragica sostenuta con tanta veemenza dalla
- 4033consolarmene. E ra effetto di troppe letture abborraccia¬
- 4034fuoco di paglia si sarebbe svampato; sarebbe rimasta
- 4035pompa classica di quelle parlate mi assicuravano ch'ella
- 4036per consolarsi d'una domenica irrequieta e rabbiosa, di¬
- 4037nella riputazione le ne poteva derivare, vedendola cio¬
- 4038va; c'era l'ultimo scrupolo, l'impiccio più grosso, la
- 4039difficoltà capitale. Come doveva io coonestare agli occhi
- 4040impicci mi saltavano agli occhi, mi affaticavano inutil¬
- 4041Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4042ta spensieratezza della Pisana, non sapendo se dovessi
- 4043si ritraesse dalla sua eccessiva confidenza. Poco prima
- 4044mi doleva di doverla credere noncurante del proprio
- 4045la fosse anche più svergognata d'una sgualdrina purché
- 4046siam fatti! Peraltro il desiderio grandissimo che nutriva
- 4047delle menzogne. Le raccontai dunque schiettamente la
- 4048Ma dopo questo scoppio di giocondità s'impensierì
- 4049lo?
- 4050dannato; ma la sospensione della Pisana mi blandiva
- 4051tanto leggiadra in quel movimento mescolato d'amore e
- 4052Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4053brogliandosi colla lingua in queste parole, e rassettando
- 4054esi affretta a condurvi fuori della stufa!... Ladomandaè
- 4055dilicata; ma dilicatissimo è l'obbligo di rispondere. Co¬
- 4056con quella libertà, con quella educazione, colla compa¬
- 4057Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4058na sprovveduta di questo aiuto, con un'opinione molto
- 4059imperfetta dell'onore, fu assai fortunata di arrestarsi alla
- 4060premeditazione del peccato, senza consumarlo. N on vo¬
- 4061davano di educarla in abitudine. Vi assicuro che
- 4062raffinamento di ghiottornia. Allora, appena fui alzato, ci
- 4063Conosceva qualche comare nel Campo vicino, mi rac¬
- 4064sca, e discretamente barbuta, con una vociaccia sonata
- 4065tarvi addosso per guastarvela. Or dunque appostato
- 4066Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4067perdoni, altri doveri allora m'incombevano, e non era
- 4068neamente, che quando ulteriori circostanze mi richiama¬
- 4069voluttà, vissuto durante l'avvilimento della mia patria, e
- 4070rubato alla decorosa miseria dell'esilio, mi lasciò
- 4071corre dal meschino accattonaggio delle scuse alla super¬
- 4072ba indipendenza dell'innocenza! Con quante bugie non
- 4073morataggine, quando l'onore ci comanda di ricordarsi
- 4074robustamente e sempre. La Pisana, poveretta, pianse as¬
- 4075con qualche lampo di spensieratezza un malcontento
- 4076rato e robusto che aveva sgomentito l'animetta galante
- 4077carezze, piaceri, non m'impose ella qualche grande sa¬
- 4078crifizio, qualche impresa disperata e sublime? - Sarei
- 4079cato originale dell'amor nostro, m'era impossibile go¬
- 4080T uttavia le giornate passavano, brevi, ignare, deliran¬
- 4081Soprastava dunque ad ogni deliberazione aspettando
- 4082consiglio dagli avvenimenti, e compensato abbastanza
- 4083delle mie interne torture dalla felicità che risplendeva
- 4084a persuadermi dell'amor suo continuo e fervoroso ben-
- 4085Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4086meglio ignorare tanto mi stomacarono. La Contessa sua
- 4087madre giocava disperatamente e non volea saperne di
- 4088strettezze quelli che sembravano più devoti adoratori
- 4089avrebbero potuto fare per salvarle dall'inedia, non in¬
- 4090compatisco, poveretta, perché l'era avvezza a mangiare
- 4091stora!
- 4092Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4093bene scompariscono i confini. L'indulgenza è un'ottima
- 4094quando sono perdonabili; ma chiamiamole colpe. Se le
- 4095la!
- 4096dimenticato anche troppo, e voleva compensare questa
- 4097dimenticanza con una premura che, attesa la strettezza
- 4098sotto il mento, guardandoci attorno sospettosamente
- 4099Si maravigliarono tutti, massimamente Spiro, di vedermi
- 4100arrischiai nemmeno di aggiungere chi poteva avere que¬
- 4101L'Aglaura mi domandò allora ove contassi rivolgermi
- 4102presi congedo assicurandoli che ci saremmo veduti pri¬
- 4103rubicondo del solito. Ambidue per scambievole consen¬
- 4104Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4105giuramenti mi stringessero a partire. In cotali pensieri
- 4106ga abitudine d'ubbidienza e d'orazione. Sulle sue
- 4107labbra, all'indulgente sorriso d'una volta era succeduta
- 4108mento dalle cose terrene, tanto sospirato dalla madre
- 4109Redenta, lo aveva anch'essa raggiunto; non solo disprez¬
- 4110come la nera tonaca dovea vestirle invariabilmente le
- 4111quella memoria. Dov'era infatti allora Lucilio? Che face¬
- 4112lora nell'anima col succhiello invisibile ma profondo del
- 4113spensierata che quello spino poteva cavarselo dal cuore
- 4114anzi maravigliarmi se l'avesse adoperato altrimenti. In¬
- 4115rallegrarmene, perché mossi cento passi mi scontrai an¬
- 4116cora nel Venchieredo enei Partistagno, che questa volta
- 4117pur si stava If chiacchierando amichevolmente con quel¬
- 4118l'elemosina dai suoi adoratori? Ella non parve turbata
- 4119Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4120l'uscio insieme con me sgridandomi perché aveva tarda¬
- 4121principiare per far accorta la Pisana della sconvenienza
- 4122svergognata di quella natura, dalla quale avea ricevuto
- 4123Contessa. La Pisana pareva tanto persuasa di quest'ulti¬
- 4124suo le consigliava di riparare i mali involontariamente
- 4125mano in questa buona opera, concedendo per primo
- 4126dimenticò l'amore, e tornarono i nostri temperamenti a
- 4127tivi presentimenti, ed anche quelle occhiate beffarde e
- 4128che cominciava a stringermi!... Per uno scrupolo evi¬
- 4129nulla nulla, doveva soddisfarla. Allora le dichiarai netta
- 4130non reggerti in piedi!
- 4131Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4132ranno!
- 4133tutto quello cheti domando, edopo pensi la Provviden¬
- 4134mai cosi rassegnata e fiduciosa nella Provvidenza come
- 4135rimanessimo nudi di tutto, non troveresti due braccia
- 4136che lavorassero più valorosamente delle mie a guada¬
- 4137restavano che venti ducati all'incirca per scongiurare il
- 4138piccio: volevano precipitarmi dalla padella nelle bragie e
- 4139merito ch'essi acquistarono presso la mia coscienza. La
- 4140sembrerebbero fole. Chi la vedeva vagare vestita di
- 4141come la statua della discordia; i barcaiuoli narravano
- 4142per le acque silenziose un solco fosforescente. Alcuni
- 4143credulità popolare aggiungeva ogni giorno alcun fiore
- 4144mio padre s'era imbarcato pel Levante, mi giudicavan
- 4145Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4146La scoperta fatta da Raimondo Venchieredo mise la
- 4147come d'un grasso guadagno, e cosi, dopo consultatosi
- 4148presso il Governo col dipingermi per un pericoloso
- 4149sfaccendati, aggiungeva nerbo all'accusa. Infatti una
- 4150bella mattina che sorseggiava tranquillamente il caffè
- 4151pensando alla maniera di prolungar piucché fosse possi¬
- 4152manevano, sentii un furioso scampanellare alla porta, e
- 4153poi una confusione di voci che gridavano rispondevano
- 4154nestra. Mentre porgeva l'orecchio a quel fracasso, udii
- 4155succedeva, quando la nostra zingara si precipitò nella
- 4156balzare sull'altra riva, ma mi si oppose involontariamen¬
- 4157Prenditi la mercede del tuo spionaggio!
- 4158ancora colla sua paletta dinanzi alla porta sgangherata
- 4159spaventando colla sua attitudine guerresca i dodici sbir¬
- 4160Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4161reva disposta a muovermi qualche altra inchiesta
- 4162premurosamente ogniqualvolta suo fratello voltava via
- 4163cadreste facilmente nelle loro unghie. Domani invece
- 4164non guarderanno tanto pel sottile perché vi crederanno
- 4165occupatissimi a riveder le tasche dei campagnuoli che
- 4166del mio salvamento, approvò del capo. Spiro soggiunse
- 4167anno gli interessi nellemani della nobile contessina Pisa¬
- 4168includendole anche una carta colla quale la investiva
- 4169ventiquattr'ore null'altro che un caffè, pure non avea
- 4170surrasse qualche parola all'orecchio, e che seguitasse poi
- 4171d'ospitalità essi l'avevano collocata nel posto vicino al
- 4172Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4173lordimento il dolore. Fino allora avea prolungato ostina¬
- 4174d'un automa, e quanto all'anima io potea credere
- 4175d'averla lasciata nel vino di Cipro. Spiro m'accompagnò
- 4176rebbero puntualmente comunicate e mi lasciò con una
- 4177a contemplare mestamente le cupe acque del Canal
- 4178bravano specchiarsi quasi desiderosi dell'abisso. Sentiva
- 4179ro strappati; indi rimasi immobile smarrito privo affatto
- 4180tratto da quelle angosce fantastiche per rientrare nella
- 4181cuore il loro coltello!
- 4182Ci eravamo spiccati appena dall'approdo della doga¬
- 4183na, quando fummo sopraggiunti da un veloce caiccio
- 4184maravigliatissimo un minuto dopo di rivedere il giovane
- 4185diceva di volermi raccomandare. Con tale pretesto scese
- 4186all'orecchio del padrone: questi si affaccendava a ri¬
- 4187dormivano ravvolti nel loro cappotto, e tornò indietro
- 4188Spiro saltando dalla corriera nel caiccio, e salutandomi
- 4189Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4190dell'aspetto! Egli svaniva oggimai in quella cieca oscu¬
- 4191sperazione di rimorso mi sollevò le profonde passioni
- 4192dell'anima!... Allora provai la rabbia del proscritto, la
- 4193Parricidio, parricidio! gridano ancora gli echi luttuosi
- 4194del Palazzo Ducale. Potevate lasciarsi addormentare in
- 4195della sapienza. Eravate impotenti a salvarla? Perché non
- 4196alle elemosine dei compratori? Pesaro fu solo nella
- 4197dere; quello che commisi per avventatezza, e deplorerò
- 4198solamente i codardi. Buonaparte usò con Venezia come
- 4199N essuno potrà forse comprendere senza averlo pro¬
- 4200vato il profondo abbattimento che mi veniva nell'anima
- 4201spensierata felicità che me lo aveva ritardato d'alcuni
- 4202mi aveva colmato inebbriato di quante voluttà possono
- 4203Pallido stravolto agitato, senza toccar cibo né bevan¬
- 4204de' miei compagni di viaggio, lasciandomi sobbalzare
- 4205ni che ammiravano il mio vestimento orientale: entratovi
- 4206Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4207sulla strada di Vicenza. Uscendo dall'osteria avea sbir¬
- 4208mente; e voleva chiarirmi della verità. Infatti guardando
- 4209di traverso io vedeva sempre quest'ombra che seguitava
- 4210so leggiero e prudente che mi accompagnava; sicché
- 4211cagnotto da ferma nell'aperta campagna mi volsi preci¬
- 4212d'una persona a me notissima. Passai rapidamente in
- 4213sarà tornata narrando com'io l'avea pregata di lasciarmi
- 4214tentazioni che da tanto tempo mi assediavano. Povero
- 4215compatisce!... Anziché intercedere per me egli sarà
- 4216fosse rimasta con Sua Eccellenza Navagero, o fosse
- 4217Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4218CAPITOLO DECIMOQUINTO
- 4219Perdonatemi la mala creanza d'avervi impiantati cosi
- 4220l'usanza di scrivere ogni giorno un capitolo terminando¬
- 4221La giovine greca nelle sue spoglie marinaresche era
- 4222cantevoli; e con uno sforzo supremo m'apprestava a
- 4223farla capace del suo strambo operare, a rammemorarla
- 4224sarebbe sfreddata, a protestarle di più schiettamente se
- 4225Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4226ridicolaggine donchisciottesca d'una battaglia contro un
- 4227come esposi in addietro, e imponendomi silenzio d'un
- 4228messo sposo; egli non pensava certamente a mescolarsi
- 4229morir forse in un paese lontano estranierò!... Giudica¬
- 4230morso!
- 4231mentaneamente il mio imbroglio. Soprattutto mi imba¬
- 4232interessante che l'Aglaura diceva essere il suo promesso
- 4233dai suoi. Probabilmente ella supponeva che Spiro mene
- 4234nuamente dall'idea di ammazzarmi: ma quando prima
- 4235avrei recato alcun conforto; mentre invece raggiungen¬
- 4236dolo, mettendomigli al fianco, rimanendo sempre con
- 4237aveva tirato addosso colle mie smanie liberalesche. De¬
- 4238ventava. Figuratevi! Avvezza a metter cosi raramente il
- 4239deliberazione ne ventilai un'altra. Doveva io partecipar¬
- 4240nostra scambievole posizione vi obbligasse vostro mal¬
- 4241grado a prendermi per compagna? La mia franchezza
- 4242molto difficile questa fuga, perché io conosco l'immenso
- 4243menzogne che sciorinai coll'aspetto più ingenuo del
- 4244Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4245pria coscienza alla riparazione delle proprie colpe può
- 4246far altrettanto e confessarlo senza morire di crepacuore
- 4247nessuno avrebbe sospettato ch'io covava il disegno di
- 4248abbandonarli dopo una mezz'ora, di mutarmi nell'arne¬
- 4249grande affanno: saranno abbastanza tranquilli, se mi sa¬
- 4250misura! Chi sa quale scompiglio ne potrebbe nascere!
- 4251va adoperare per dissuaderla da queiravventato dise¬
- 4252gno. Vidi che non c'era rimedio, e pensai
- 4253involontariamente alle parole di mio padre quando mi
- 4254piano chiesi con solennità alla donzella se veramente
- 4255Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4256nosce Emilio Tornoni? - sciamò con gran sorpresa
- 4257di Campoformio; ed ella continuava a protestarsi l'unica
- 4258marinaresche per mescolarlo nei baccanali di quell'effi-
- 4259l'Aglaura non volle rimettersi a quest'opinione, e persi¬
- 4260M ilano non poteva dubitarne, perché nell'ultima lettera
- 4261sul letto pestilente d'uno spedale. L'immaginazione
- 4262lo abbandonato all'incuria piucché alle cure d'un infer¬
- 4263placabili di quei pagliericci; perciò reggevano valorosa¬
- 4264trabalzi balzani d'una nuova carrettaccia. Cosi stentan¬
- 4265do, balzellando e convien dirlo anche ridendo, traver¬
- 4266melanconico de' suoi oliveti, m'immaginava sotto le loro
- 4267grazie latine. Rimuginava beatamente al lume della luna
- 4268Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4269tuttavia un barlume di felicità nelle poetiche immagina¬
- 4270tramonto vaporoso e infocato della divinità nella mente
- 4271gliuzzare il cadavere; il sentimento il pensiero sfuggono
- 4272L'Aglaura mi veniva appresso ravvolta nel suo cappotto
- 4273dopo un'erta faticosa della via giunsimo dov'essa radeva
- 4274specchiava entro senza illuminarla, come succede sem¬
- 4275un'occhiata a quella profondità e fermarla forse nelle
- 4276esservi rimasta appesa. Impaziente di recarle soccorso e
- 4277Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4278grappava nel passare rompevano il soverchio precipizio
- 4279Senz'acqua senza nessun aiuto in quel ginepraio che
- 4280sensi agli smarriti per qualche commozione violenta, e
- 4281siosamente ogni suo minimo movimento. Ella dischiuse
- 4282rebbe stata prudenza l'avventurarvisi dopo il suo lungo
- 4283potrà sempre. N on vedete quanto maestrevolmente vi
- 4284siamo discesi noi!
- 4285I miei ginocchi s'accorgevano della maestria, ed ella
- 4286sussurreggiare morendo l'onda del lago. Potete credere
- 4287che non volli mostrarmi dammeno d'una donna; arri¬
- 4288Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4289un quarto d'ora prima s'era precipitata volontariamente
- 4290da un'altezza di due campanili! Donne, donne, don¬
- 4291nuovi, sempre varii, sempre discordi che vi compongo¬
- 4292da disperata. Soltanto quand'io voleva ridurla a darme¬
- 4293fredda e le sardelle rinvenute! - disse scherzando
- 4294l'Aglaura quando eravamo per toccare il lastrico del
- 4295povera trota fosse ignominiosamente calunniata pel ruz¬
- 4296facendosi mangiare. Le sardelle adoperarono del loro
- 4297tito quanto l'aver cercato di ammazzarsi un'oretta pri¬
- 4298vezzava a riguardare quel brutto accidente come un
- 4299voglia che mi pareva impossibile dopo l'affannoso batti¬
- 4300e ridente che capitava. Rosicchiando la coda dell'ultima
- 4301gran pericolo. Accompagnandola nella sua stanza
- 4302Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4303vero?
- 4304ni seguenti viaggiando pei neonati dipartimenti della
- 4305rebbe incappata più. Cosi entrammo abbastanza felici in
- 4306stricciatori lombardi si dava attorno per improvvisare
- 4307un ritratto abbozzaticcio della Repubblica Francese una
- 4308zato novellamente pel campo della Federazione. T uona-
- 4309vano le artiglierie, migliaia di bandiere tricolori svento¬
- 4310mento virile ci mescolammo alla gente, contentissimi di
- 4311zo ad un popolo innumerevole e fremente, dinanzi
- 4312all'autorità popolare del nuovo governo, e alla gloriosa
- 4313concordia di molte provincie divelte da varia soggezione
- 4314straniera per comporre una sola indipendenza una sola
- 4315libertà, era incentivo alle immaginazioni di maggiori
- 4316speranze. Quando il Serbelloni, presidente del nuovo
- 4317mani s'intonavano perfettamente alla solennità del mo¬
- 4318gli occhi; ma l'imponenza presente scacciava la memoria
- 4319laci. I Veneziani che assistevano alla festa piangevano
- 4320libertà a provincie serve e dapprima indifferenti, volesse
- 4321all'estremo di averla carissima. Bonaparte tornava in ci¬
- 4322Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4323una concessione temporanea per riprender poscia più di
- 4324scritti nella nuova Legione lombarda, nocciolo di eserci¬
- 4325za non mi potessi assicurare. Quello che raffigurai
- 4326perfettamente fu a capo d'un drappello francese San¬
- 4327asciutto che non lo vedeva. Ella sembrava occuparsi
- 4328che sei donna!
- 4329trionfo; ella si sarebbe accomodata, credo, molto volen¬
- 4330pubblica, anzi un'anarchia di cervelli leggieri e
- 4331stialità quanto una donna politica. Giudicatene da
- 4332quanto ne udii allora!
- 4333nobili!... Viva l'eguaglianza!
- 4334no purificati e non m'importa tanto del cerimoniale!
- 4335cappello!
- 4336Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4337grido frenetico. Viva la Repubblica!... Viva Buonapar-
- 4338ci mandava qui un sottocuoco!
- 4339intanto le orecchie dalle memorie servili richiamatele
- 4340quel che fosse Repubblica, accertandola ch'essa era co¬
- 4341vuol dire questa Cisalpina?
- 4342torona!
- 4343lo aspettava con tanto d'orecchi questa definizione
- 4344Direttorio, con grande e nuova testimonianza d'italiana
- 4345mio fratello quando tornerà dalla guerra. Scommetto
- 4346che non potrà più mettersi il cappello!
- 4347Li successe un nuovo diverbio per l'improntitudine
- 4348perché si calmassero. Intervenne un caporale francese
- 4349ordinato il Governo, scelto il Direttorio, nominati i
- 4350membri delle congregazioni, i segretari, i ministri; e
- 4351Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4352Confesso che allora anch'io partecipai generosamente
- 4353grandissimi ed ottimi argomenti di sperare. Quel giorno
- 4354chiavello dovea staccarsi quandocchesia dal mondo dei
- 4355fantasmi per incombere attivamente sui fatti. Egli ne
- 4356l'interesse della sua ambizione cospirarono un istante
- 4357fummo allogati in due camerette d'un'umilissima locan¬
- 4358di riabbracciarsi presto. Rimasi strabiliato di quanto mi
- 4359narrava. Sua Eccellenza Navagero aveva mandato fuori
- 4360intercessioni di Raimondo avessero potuto molto a im¬
- 4361stro giovinotto non s'aveva scordato affatto le civetterie
- 4362dessa scritto che un giorno impensatamente aveva rice¬
- 4363Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4364e questo esperimento della lontananza non vorrei pro¬
- 4365eserciti imperiali, credo mediante la protezione del fa¬
- 4366dre Redenta aveva chiesto una sentinella per rinforzare
- 4367la difesa della portinaia. E la sentinella s'affacendava
- 4368mezzo pericolosissimo di comperare molti crediti ipote¬
- 4369meno che una buona speculazione. Il castello abbando¬
- 4370Nelle altre, fattori gastaldi e malandrini aveano fatto
- 4371Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4372ma la dimenticava. Peraltro in un poscritto aggiungeva
- 4373Venezia, adoperassi secondo le circostanze. - Queste ul¬
- 4374sposero a Santa Vicenzina, due passi dalla Piazza
- 4375sordine non potevano esser maggiori. I capi attendevano
- 4376dell'uguaglianza e della dipendenza stenteremo ad acco¬
- 4377pregio dell'indole italiana tralignato in difetto per le
- 4378sa dell'Italiano, che alla genuflessa obbedienza dello Sla¬
- 4379Slavi l'ultima verniciatura di civiltà; come fanno merito
- 4380Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4381sandatezza, della sua insubordinazione la Legione Cisal¬
- 4382famose Cernide di Ravignano ci avrebbero fatto un'one¬
- 4383mento ben ordinato un soldato dovea somigliare all'al¬
- 4384fluenza assimilatrice della disciplina?... lo scommetto
- 4385soldatuccio sudicio ed ingrognato che per la mercede
- 4386d'un mezzo boccale lustrava rabbiosamente le scarpe
- 4387peva d'inverno più del bisogno!... Canchero, ci siamo
- 4388non si dovrebbe essere repubblicani!... Cittadino, mi
- 4389onorereste d'un piccolo prestito per comperarne una
- 4390pinta?... Giacomo Dalla Porta, capofila nella prima
- 4391Finalmente trovai per un corritoio un altro soldatino
- 4392azzimato, ben composto quasi elegante che corrispose al
- 4393la tornitezza della voce. Doveva essere qualche marche¬
- 4394se, invasato dall'amore della libertà, che avea pensato
- 4395Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4396nari cisalpini. Martiri eleganti e spensierati che abbon¬
- 4397milanese anche lui come l'anonimo marchesino che mi
- 4398fece parlare. Costui insomma, per sbrigarmi, mi condus¬
- 4399disagiata e soldatesca della caserma. Lucilio mi rassicurò
- 4400forse indotto alla lunga qualche miglioramento. G iulio
- 4401la menava innanzi allegramente, e come Anacreonte
- 4402diosa solennità del mattino aveva riscaldato anche la
- 4403guardinga immaginazione di Lucilio, ech'egli non era in
- 4404dubbio sull'ignoranza e sull’inesperienza del popolo che
- 4405ti repubblicani, e sull’insubordinazione che aveva osser¬
- 4406repubblica. N é soldati né repubblicani nascono sponta¬
- 4407neamente: tutti nasciamo uomini, cioè esseri da educare
- 4408Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4409rannia a prepararli!
- 4410Roma di T arquinio!
- 4411cinque secoli di pazzieedi servitù!... Dovremmo essere
- 4412t'ingegnavi a poter vivere colà?
- 4413mi diedi coraggio, mandai un'occhiata di soppiatto a
- 4414coli che n'erano derivati alla Pisana avessero costretto
- 4415qualche maniera. M i diffusi soprattutto nella descrizio¬
- 4416queirindolente tardanza, ma non voleva che altri potes¬
- 4417se raccoglier argomenti da formulare un'accusa. Per non
- 4418stellazioni intorno che pareva il Zodiaco!
- 4419sua compagnia, tra le schioppettate, gli assassinamenti, e
- 4420saputo novella. Egli era tuttavia alle guerricciuole liguri
- 4421miglior servitore del D irettorio, questi s'adoperava sem¬
- 4422Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4423quandochessia a qualche bel colpo. Aveva intanto stuz¬
- 4424da qual banda volgersi; dappertutto precipizi. Fortuna
- 4425che l'armigero e fedele Piemonte non somigliava per
- 4426nulla la sonnacchiosa Venezia; ché altrimenti si sarebbe
- 4427veduta qualche simile ignominia. Ignominia ci fu, ma
- 4428noscerlo e desiderarne qualche contezza. Lucilio sporse
- 4429care; nuovi baci, nuova maraviglia. L'era diventato
- 4430cordata allo strepito della moschetteria; ma mi spiegaro¬
- 4431U n ufficiale par mio ubbidirà al tamburo!
- 4432come di donna disegnarsi sulla cortina, cominciarono a
- 4433me della mia fortuna. Insomma, sussurrava quel dispe¬
- 4434suase d'andarsene, e potei salire dalla giovinetta e
- 4435lamente mi comunicò ch'egli s'era apposto benissimo e
- 4436stato sostenuto in carcere come manutengolo della mia
- 4437solamente quando giunse al punto ove erano nominati
- 4438Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4439della giovinetta udendola parlare con tanta indifferenza
- 4440Sapeva quanto piacere si dà alle innamorate sparlan¬
- 4441vivare la conversazione - voi siete abbastanza misterio¬
- 4442per l'appunto mi piacete!... Ditemi dunque ora come
- 4443glia!
- 4444questa mane!... Come mai svillaneggiate or quelli stessi
- 4445dere, o che n'andiate a V enezia?
- 4446vevano angustiarla, ai pericoli della sua solitudine. So¬
- 4447Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4448romanziere francese inteso a comporre un'epopea. Le
- 4449senza essermi avvantaggiato di nulla. Dentro ne inclusi
- 4450dell'Aglaura, mettendomi ai suoi comandi in quanto po¬
- 4451centissimo di non avermi potuto inscrivere nella Legio¬
- 4452le, comandante, capitano, commilitone, tutto quello che
- 4453vrebbe stancarne una dozzina al giorno. Contuttociò
- 4454confondersi peraltro coll'occhio cattivo, anzi pessimo
- 4455Lucilio tirava diritto senza scomporsi, come persona
- 4456gionie. Si chiamava invece Ettore Carata; nobilissimo
- 4457trame repubblicane aveva egli sofferto lunga carcerazio¬
- 4458Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4459questa magnanimità gli respirava dignitosamente nella
- 4460spada?
- 4461lettera agrodolce della Pisana. Ecco come giungemmo al
- 4462Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4463CAPITOLO DECIMOSESTO
- 4464mano. Assisteva liberatore quel Berthier che aveva assi¬
- 4465dell'autorità temporale fu levato di Roma militarmente e
- 4466s'incamminavano per Francia, mentre l'esercito restava
- 4467a Berthier. Le campagne insorgevano ed erano piene
- 4468d'assassinii; cominciava insomma uno di quei drammi
- 4469sociali rimasti solamente possibili nel mezzogiorno
- 4470mi si presentava sotto auspicii tristissimi. Tuttavia spera¬
- 4471pestava per quel benedetto assenso sempre ritardato, io
- 4472ciò dei miei commilitoni. I mmaginatevi qual consolazio¬
- 4473prendersi l'Aglaura. Non ch'ella mi pesasse molto, ché
- 4474Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4475monte, erano personaggi da riscaldare la potente loque¬
- 4476dell'anima lampeggiava ancora dalle ciglia canute. La
- 4477tempo; potrei farne testimonianza, lo stesso vidi alcuna
- 4478Anche Foscolo s'era fatto ufficiale nell'esercito cisal¬
- 4479la costanza il fervore l'emulazione supplivano alla stret¬
- 4480pubblicane insubordinazioni, il nucleo del futuro eserci¬
- 4481francesi volessero stancheggiarlo menarlo per le lunghe
- 4482la nulla lo molestavano. Finalmente arrivò l'assenso tan¬
- 4483si alla volta di Roma a raggiungervi l'esercito
- 4484franco-cisalpino per le imprese future. Non s'avea più
- 4485tempo da confidare nella fortuna. L'Aglaura mi restava
- 4486potenti, certo avrei fatto qualche grosso sproposito. In¬
- 4487Disperato del lungo silenzio della Pisanaedegli Apo-
- 4488stulos, io aveva scritto ad Agostino Frumier, pregandolo
- 4489sideravano come un disertore. Contuttociò la spedii poi¬
- 4490Raimondo Venchieredo. Certo il Frumier, adombratosi
- 4491scritto, avea passato l'incarico a quell'altro: e Raimondo
- 4492M ilano con mio assenso, consenso e compartecipazione
- 4493Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4494buona rivincita. Cosi finiva recisamente la lettera, onde
- 4495sparimento di costei da Venezia?... Fosse proprio ve¬
- 4496sembrava più tanto impaziente; cioè, mi spiego, non
- 4497Insomma, mi pareva il confessor d'un contino appena
- 4498tornato dal prim'anno di università, lo risposi sincera¬
- 4499mente, ma con qualche imbroglio, massime in punto
- 4500all'Aglaura. Sfido io! Era materia tanto imbrogliata per
- 4501vivete cionnonostante a M ilano con questa bellissima
- 4502greca?
- 4503quella freddura dovesse importare a lui qualche smisu¬
- 4504mori che ne avevamo ambidue senza volerceli scambie¬
- 4505volmente confessare. Da qualche giorno io teneva
- 4506vano erano cresciute tanto che richiedevano un qualche
- 4507sfogo. Q uell'occhiata dell'Aglaura m'invitava cosi pieto¬
- 4508Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4509re ad ogni forza d'uomo!
- 4510L'Aglaura m'impugnò furiosamente la mano ch'io
- 4511me sforzate rabbiose riflettevano al chiarore della lucer¬
- 4512m'aperse l'animo piucchemai alla confidenza e alla com¬
- 4513vamo insieme, piangevamo dirottamente; conforto mise¬
- 4514tello, e ravvisammo ambidue le pallide sembianze di
- 4515ta!... Spiro, Spiro, frate! mio!
- 4516gannarlo forse completamente e a persuadergli ciò che
- 4517per salvarvi dal precipizio ove siete caduta. Finalmente
- 4518non potea perder tempo a raffrontare scrupolosamente i
- 4519Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4520tradire!... Colle commendatizie d'un reverendo padre di
- 4521Venezia s'era addentrato nelle grazie di qualche cardi¬
- 4522amico influentissimo di Berthier. Ingannava intanto
- 4523mandava il saccheggio d'una chiesa: Francesi e Romani
- 4524ne godettero. Fu solennemente impiccato in Campido¬
- 4525L'Aglaura diventava di tutti i colori durante questa
- 4526furibonda invettiva di Spiro. Q uand'egli tacque, s'era
- 4527dall'improvviso delirio, gli si incolorò la fronte d'una
- 4528che volgerli rivolgerli e commentarli per indovinare da
- 4529essi le tremende e misteriose passioni che agitavano
- 4530Dopo avere racquistato quella calma, almeno appa¬
- 4531osammo rimproverarglielo. Egli ci spiava ambidue con
- 4532Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4533senza speranza?
- 4534lo!... Son vostro fratello!
- 4535pormi a giacere, e una tormentosa fantasticaggine mi
- 4536tenne alzato fin dopo mezzanotte. Allora sentii picchiare
- 4537capitano dissi stizzosamente che entrassero. La camera
- 4538perdonargli le furibonde escandescenze di prima; e mi
- 4539gliuoli degli stessi genitori?... Amatevi dunque, che Dio
- 4540vi benedica!
- 4541pensieri, ma stava appunto per domandar spiegazioni di
- 4542questo straordinario viluppo quando l'Aglaura, avendo
- 4543pensarlo!
- 4544Smarrito, confuso, non sapendo cosa credere, ma
- 4545dopo schiarimenti e prove; intanto godeva il supremo
- 4546Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4547templava con un muto raccoglimento che lo dimostrava
- 4548l'Aglaura al padre suo dall'ospedale ove l'avea partorita
- 4549ch'egli s'incaricherebbe a suo tempo della bambina, co¬
- 4550della sua perfidia verso la patria?
- 4551Come crederti e trattarti come sorella quando sapeva
- 4552divisa per metà!
- 4553trovandovi abbracciati insieme quei sospetti finirono di
- 4554pazzo!
- 4555Infatti io rabbrividii figurandomi quanto egli avrebbe
- 4556per isvelare! cosi credeva che mi sarei vendicato!
- 4557Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4558sciolto; già mi pareva impossibile che Dio permettesse
- 4559come fratello e sorella, semplice modesta riservata!
- 4560precipitazione e giurai che non avrei lasciato passare
- 4561aveva confitto!... Deh per carità, Carlo!... Aglaura, se
- 4562temi, perdonatemi, serbatemi se non altro un cantuccio
- 4563notare questa spiacevolissima mancanza. Tirammo in¬
- 4564perflua nel mistero della generazione; io sapeva abba¬
- 4565ringraziai il cielo comed'un insperato e prezioso presen¬
- 4566peraltro con questi ripieghi accontentino prima di tutti
- 4567matrimonio. Interpretando la tacita volontà di Spiro io
- 4568partenza della legione, ebbi la consolazione di vederlo
- 4569breve meteora di contentezza famigliare m'era necessa¬
- 4570bilissima. Lo dicevano giunto felicemente a Costantino¬
- 4571poli e inteso piucchemai all'opera gravissima che lo
- 4572Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4573preoccupava, nella quale peraltro improvvisi ostacoli lo
- 4574avevano ritardato. Stava bene, e avrebbe mandato sue
- 4575cambiai discorso raccomandandogli soltanto di farmi
- 4576messo definitivo di aggregarsi alla Cisalpina; la mestizia
- 4577prediletta dell'immaginazione. Cionullameno quella fe¬
- 4578Visconti, degli Sforza, dei Torriani, dei Bentivoglio, dei
- 4579gio dell’A ppennino. Oh qual viaggio incantevole! oh
- 4580in quegli ingroppamenti di montagne; ma allora, benché
- 4581ridesse appena lievemente la primavera, era tuttavia una
- 4582Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4583avessi conosciuto i piedi egli accenti, avrei improvvisato
- 4584cercarti cogli occhi, materia inanimata, sulle spiagge
- 4585nell'eloquente grandezza dei monumenti, nella viva gra¬
- 4586non moristi mai!
- 4587strana sconcordanza d'un principe che regnava e d'un
- 4588generai francese che imperava. Parevami proprio vedere
- 4589avevano scrupolo di prelevare qualche legato... A Firen¬
- 4590Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4591somigliano a Londra! cioè, scusatemi, s'appoggiano vo¬
- 4592Sei un basin d'amori
- 4593Dall'Arno all'Adriatico furono tre giorni; e da Anco¬
- 4594non essendo avvezzi a camminar molto, bisognava co¬
- 4595minciare con precauzione. Allora ebbi agio a convincer¬
- 4596minacce né rimproveri né castighi. Pollo voleva dir
- 4597schioppettata, e prete burle e baldoria. Ammazzavano i
- 4598tempo il Cardinal Chiaramonti aveva messo d'accordo
- 4599fidava in una cotale dimenticanza, andava almanaccan¬
- 4600ture, creava e ingigantiva paure, dava corpo e
- 4601movimento alle ombre più mostruose che si potessero
- 4602nezia, Agostino Frumier, quello slavo, Raimondo Ven-
- 4603trettanti rivali; ma tutte quelle supposizioni svanirono
- 4604va dall'ufficio alla Biblioteca, dalla Biblioteca alla tavola
- 4605al mondo: ambidue miserabili, miserabilissimi; ma non
- 4606fuse immaginazioni degli Italiani. Volete sapere se un
- 4607cotal ordinamento politico, se quella cospirazione di ci¬
- 4608Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4609accessibili, dei quali avremmo potuto giovarci come di
- 4610illogico al pari di quello che aggiunse mostruosamente
- 4611grande. Restò stupito, soffocato, dimenticato quasi. Che
- 4612lutti d'un'intera nazione?... lo ritrovava quasi una pace
- 4613stanca, una mestizia senza amaritudine contemplando
- 4614secoli cristiani. Solo nelle catacombe vagolava uno spiri¬
- 4615morte lietamente sofferta per un'idea ch'io ammirava
- 4616senza comprenderla, impiccolivano agli occhi miei quel¬
- 4617ter trascinare. Nell'emulazione dei grandi sta la reden¬
- 4618valleggieri scannati dai briganti; tutto andava a soqqua¬
- 4619li; continui mutamenti senza fede senza sicurezza, cagio¬
- 4620Francesi che bestemmiavano ai traditori italiani etran-
- 4621sangue scorreva nei boschi, sulle maremme, nelle caver¬
- 4622perseguitati i ribelli. M urat ammazzava fucilava impic¬
- 4623altare il patibolo. Quattro commissari del Direttorio
- 4624consolato, senato, tribunato e questura; togliendo loro
- 4625piuttosto che repubblicane, servili, pel precipizio con
- 4626ogni cambiar d'umore del generale francese; tuttavia la
- 4627confederazione della Repubblica Romana (grave nome a
- 4628portarsi) fu celebrata coll’egual solennità della Cisalpi¬
- 4629Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4630la seconda, Dio lo voglia!
- 4631In un cotanto disordine anzi smembramento e tracol¬
- 4632lo della cosa pubblica quali potessero essere argomenti
- 4633stesso, come per guarire non basta all'infermo sapersi
- 4634gliono che operino coraggiosamente e impongano al
- 4635loro trionfalmente coi suoi argomenti veramente filoso¬
- 4636Dopo il sollevamento generale del contado, l'esercito
- 4637frastagliamento dell'occupazione militare, Giulio ed
- 4638mo nel Castel Sant'Angelo. La mia legione aspettava
- 4639dinando non lasciavano lusinga per allora d'una guerra
- 4640la storia coll'aiuto dei monumenti. Era l'unico svaga¬
- 4641tici che cominciavano a tempestare. Le mutazioni impo¬
- 4642ste agli Statuti cisalpini da Trouvé, ambasciatore di
- 4643Francia coll'aiuto delle baionette francesi, davano a di¬
- 4644Nell'esercito cisalpino furono molti di cotali uomini in-
- 4645Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4646dipendenti; principali Lahoz, Pino eTeulliet. N oi subal¬
- 4647tro i Francesi preparava sventuratamente il terreno alla
- 4648dov'egli avea mandato innanzi da Roma quanto biso¬
- 4649gnava per renderlo, se non splendido, almeno commodo
- 4650vizio, che l'avevano sempre veduto continente come uno
- 4651fosse una maga, o una qualche principessa napoletana
- 4652I luoghi possono molto sull'Immaginazione della gen¬
- 4653vano frequenti alterchi e perfino scommesse. Dopo la
- 4654quelli di fazione, s'avvicinassero al convento, ove avea
- 4655fermato il quartier generale. Quel luogo era vicinissimo
- 4656densava ogni giorno più nei finitimi confini dell'Abruz¬
- 4657gione da quella parte s'incontrasse qualche spiacevolez¬
- 4658Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4659pigli non potevano nascere. L'inganno si sarebbe sco¬
- 4660tre persone del convento, qualunque si fossero, certo
- 4661non conoscevano me; e l'unico pericolo, abbastanza
- 4662ressati alla scommessa, fingendoci sorpresi in una
- 4663bettola vicina, corsimo fino alla prima scolta gridando
- 4664pronta, perché il Carata prevedendo simili casi aveva
- 4665immaginato un'imboscata sul lato sinistro della strada, e
- 4666due cannoncelli colla solita antiveggenza ed operosità
- 4667compagni ridendo allegramente di quel parapiglia con
- 4668posteriore del convento dove l'orto combaciava quasi
- 4669colla maremma. Essi stettero osservando; io scavalcai
- 4670stre erano munite d'inferriate solidissime, e le porte
- 4671piano superiore non erano forse cosi gelosamente guar¬
- 4672tai, erano solamente accostate senza alcuna sicurtà di
- 4673Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4674quando tuonò come un'archibugiata; egli stese le brac¬
- 4675invasione, la vera piaga delle locuste che oscuravano
- 4676pagni arrivati sotto al muro e arrampicandosi frettolosa¬
- 4677che eravamo proprio in dieci. Corbezzoli! non v'avea
- 4678telli e di pistole in quell'armeria cosi opportunamente
- 4679disposta; rendevamo i saluti con tutta compitezza; e
- 4680contenti del cambio. Peraltro la continuazione di quella
- 4681quei Napoletani?... Che il capitano non ne sospettasse
- 4682l'apparenza del tradimento. Intanto si continuava a
- 4683schioppettare dall'alto in basso con maggior fortuna che
- 4684mici rallentassero non poco della loro vivacità. Qualcu¬
- 4685soprappreso da terrore; mentre i bersaglieri ci tenevano
- 4686Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4687quella malaugurata fazione, mi slanciai coraggiosamente
- 4688no superiore!... Pensate all'onor vostro, all'onore della
- 4689temmo raccozzare. I Napoletani salivano sicuri, ma tro¬
- 4690delle archibugiate il signor Ettore non ispiccasse taluno
- 4691quel giorno appunto fosse destinato alla prima mossa
- 4692molto affaccendato a tenerne lontani gli scorridori, per¬
- 4693pericoloso ancora; pareva che avessero appiccato il fuo¬
- 4694mento crollava con fracasso spaventevole. Ma anche
- 4695punto i magazzini della paglia; bisognava uscireo rasse-
- 4696stratti dalla vista dell'incendio, si ritrassero a salvamento
- 4697perché sembrerebbe impossibile che tanto si infierisse
- 4698ritrassi raccapricciando; pure una forza sovrumana mi
- 4699innocente di quell'eccidio, mi sacrificassi ad una lontana
- 4700d'archibugiate aggiungeva terrore a quegli angosciosi
- 4701ferno, mi avventurai a un disperato passaggio sopra
- 4702dalla disperazione. T uttavia gridai prima angosciosa¬
- 4703Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4704lo diedi entro disperatamente coN'una spalla in quella
- 4705due o tre archibugiate salutarono la nostra apparizione
- 4706bello d'una sublime disperazione, si volse precipitosa¬
- 4707e diede all'animo mio un'audacia invincibile!
- 4708queste belle membra ch'io ammirai tante volte come
- 4709lei!...». Timori, sospetti, gelosie, vendette che mi aveva¬
- 4710minaccia più spaventosa negli occhi, rotando forsennato
- 4711spensierata all'incendio del convento. M i ricorda aver
- 4712le mettono l'armi alla mano, sfuggiva miracolosamente
- 4713me. Sempre correndo giunsi alle colline dov'era disposta
- 4714erano state ben diverse. Incontrammo i più indiavolati
- 4715nelle gole della montagna tornavano per voltarsi contro
- 4716quel momento avea ricevuto l'annunzio di quanto avve¬
- 4717Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4718finch’el la rinveniva, per toglierle la commozione della
- 4719bagliore si vedevano luccicare le baionette dei legionari
- 4720gresso dei liberatori nei confini della Repubblica Roma¬
- 4721meditavi il tradimento che hai consumato!... Oh felice
- 4722ogni giorno, d'ogni minuto! Altrimenti sul seno stesso
- 4723quell'amor furibondo cui mi sono rabbiosamente ven¬
- 4724Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4725derla furibonda e sdegnosa contro di me, mentre
- 4726quale permetteva che l'innocenza fosse maltrattata cosi
- 4727e vituperata per minacciarmi una vendetta più sangui¬
- 4728quell'onore bugiardo che soffre quaggiù la vergogna do¬
- 4729vulcano a si sfrontate calunnie!
- 4730piangere; indi improvvisamente balzò dal letto, ove
- 4731mi ricordo che fosti anche buona!
- 4732Ettore?
- 4733poneva talvolta all'attitudine della preghiera, poco dopo
- 4734migliati, colle sembianze scomposte dalle vicende terri¬
- 4735la tavola affumicata e sanguinosa pur essa. Sembrava
- 4736qualche negra pitonessa uscita dall'Èrebo allora e medi¬
- 4737tante gli spaventevoli misteri della visione infernale, lo
- 4738Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4739perché l'aveva spezzata nel cranio d'un dragone dopo
- 4740ce s'imbiancava d'un pallore quasi incandescente. Sa¬
- 4741null'altro debbo render conto a nessuno!
- 4742pentiva d'essersi mostrata qual era, veramente diabolica
- 4743conosceva la mia parentela coll'A glaura quand'eravamo
- 4744fuggiti da Venezia; avvisai utile il lasciarglielo ignorare
- 4745anch'io, per non inviluppare piucchemai i mille partico¬
- 4746Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4747convella sapendomi ufficiale al suo servigio si rivolgesse
- 4748ma mi confessò che, credendomi innamorato morto del¬
- 4749e desiderata, quanto pochissime volte l'amore era pene¬
- 4750sensibile; godendo delle mie smanie, rispondendo alle
- 4751Carlo! Quanto soffersi! Velo giuro che foste vendicato
- 4752anche voi! Pregava, supplicava, piangeva, faceva voti a
- 4753prema deliberazione, qualche passione invincibile me
- 4754va?
- 4755tratti con voi!
- 4756Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4757non avrebbe altr'obbligo che di rendermi quello che
- 4758Favorite chiamare la mia cameriera!
- 4759vittima dell'incendio!
- 4760appunto dovea prenderne maggior cura! M aledizione a
- 4761nocente!
- 4762comune?
- 4763ne avreste a male?
- 4764Venezia non avrebbe fatto cosi, ma dalle precauzioni
- 4765fossimo avvezzi a viaggiar insieme; acconciati alla meglio
- 4766sorprendermi in qualche movimento di stizza per la
- 4767do compromesso. La Pisana sembrava beata di esser
- 4768bidiente, cosi amorevole si serbava, che una figliuola
- 4769nuto? Purtroppo io ebbi sovente quella facilità censura¬
- 4770affatto imperdonabili! T uttavia non ismetteva nulla del
- 4771Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4772condusse l'esercito per raccozzarne le membra sparse ed
- 4773apparecchiarle meglio alla riscossa, noi menammo la vi¬
- 4774merito a' suoi complicatissimi piani strategici. La Re¬
- 4775vorno, Ruggiero di Damas ad Orbetello; egli, spartito
- 4776l'esercito in cinque corpi, s'avanzava sulle due sponde
- 4777del Tevere. Championnet senza tante complicazioni
- 4778Rusca coi Cisalpini, Carafa colla Legione Partenopea
- 4779CAPITOLO DECIMO SETTI M 0
- 4780plicatissima ignoranza del barone M ack, quel popolo
- 4781mistizio vile e precipitoso, senz'armi e senz'ordine, in
- 4782pionnet, entrando trionfalmente il ventidue gennaio
- 4783millesettecentonovantanove, senti sotto i piedi il suolo
- 4784vulcanico che rimbombava. Sorse una nuova Repubbli¬
- 4785ca Partenopea; insigne per una singolare onestà fortezza
- 4786e sapienza dei capi, compassionevole per l'anarchia, per
- 4787pubblicana in quell'estremo lembo d'Italia. Alcune terre
- 4788io accoglievano come un liberatore, altre lo ributtavano
- 4789come assassino, e fortunatamente si difendevano, o ve¬
- 4790nivano prese, arse, smantellate. Masnade di briganti ca¬
- 4791spacciando uno di loro per principe ereditario, avevan
- 4792Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4793piccavano taluni con esempio solenne di giustizia. Non
- 4794instillare nel popolo sentimenti repubblicani, a fargli in¬
- 4795segnare un vangelo democratico tradotto in dialetto da
- 4796era diventato democratico. M a da lontano strepitavano
- 4797nando all'Italia; la flotta di Nelson, vincitrice di
- 4798fulmineo vincitore, le aveva piantate. Dopo alcuni mesi
- 4799si avverò quanto si temeva. Macdonald succeduto a
- 4800Championnet fu richiamato nell'alta Italia contro gli
- 4801Austro-Russi che l'avevano invasa; lasciata qualche pic¬
- 4802tanto la ribellione imbaldanziva oggimai anche sui confi¬
- 4803Santacroce, sorella d'un principe romano ch'era morto
- 4804null'altra passione che di veder trionfare quella causa
- 4805sarebbe bisognato per sopperire alla mancanza d'un si
- 4806azzuffamenti, in dieci battaglie, egli era ito chiedendo
- 4807pricciava all'idea di morire sul pagliericcio verminoso
- 4808una stoica rassegnazione. Se da cotali sentimenti posso¬
- 4809nella Puglia per opporsi alla ribellione che guadagnava
- 4810Giulio la sospettava, ma non osava parlarne; Amilcare
- 4811Sciarpa, M ammone, e non li vedeva coll'immaginazione
- 4812senza strangolarli almeno col desiderio. Quanto alla Pi¬
- 4813Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4814nai. La Principessa di Santacroce, mandandomi pochi
- 4815per questo reputandomi colpevole le offriva per ripara¬
- 4816ignorare quanto la Principessa m'avea scritto, dava alle
- 4817sua protettrice dichiarandomi l'uomo più magnanimo e
- 4818amabilechesi potesse trovare al mondo. Se la Principes¬
- 4819noscente di un grandissimo beneficio. Il soverchio sus¬
- 4820potuto ricavar qualche lume. Pareva come, che, costitui¬
- 4821diretta preponderanza; si intendeva anzi di opporle
- 4822affaccendato in fin allora in quell'alleanza turco-russa
- 4823mio debole giudizio che la nostra indipendenza appog¬
- 4824dalla morte miserrima del generale Lahoz nelle vicinan¬
- 4825ze d'Ancona. Intanto fermiamoci in Puglia ad osservare
- 4826vittoria. Invulnerabile come Achille, egli precedeva sem-
- 4827Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4828dar nell'occhio per soverchia burbanza. U Itimamente al¬
- 4829la sua guerriera rozzezza erasi mescolata un'ombra di
- 4830che nella propria religione politica trovano un conforto
- 4831un usbergo contro qualunque sventura: tempre di fuoco
- 4832mandava, avrebbe avuto campo di rendere servizi im¬
- 4833portantissimi. Ettore aveva l'ingenuità e la docilità d'un
- 4834giovar molto contro le insorgenze parziali che avrebbero
- 4835quaggiù non ottenne benché lo avesse valorosamente
- 4836meritato!
- 4837stri cinquanta uomini dallo aver inseguito alcuni brigan¬
- 4838Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4839ha tutta l'avarizia, tutta la cocciutaggine d'un mercante
- 4840genovese, e un gondolier veneziano tutto l'atticismo
- 4841barone di Napoli si somigliano nelle spacconate, come
- 4842Ufficiali piemontesi e letterati di Milano hanno l'eguale
- 4843sussiego, l'ugual fare di padronanza: acquaioli di Caser¬
- 4844ta e dottori bolognesi gareggiano nell'eloquenza, brigan¬
- 4845poletani e pescatori chiozzotti nella pazienza e nella
- 4846spierrini se repubblicani, e armati della più maledetta
- 4847denzoni che mi ricordavano con qualche aggiunta peg¬
- 4848vicacia nella ribellione, imponevano qualche riguardo
- 4849concentra una massima civiltà e una squisita educazione
- 4850e lascia poltrire le plebi nell'abbiezione dell'ignoranza e
- 4851delle superstizioni. Difetto di governo assoluto geloso e
- 4852quasi dispotico all'orientale, che tenendo lontane da sé
- 4853nici come monsignor di Sant'Andrea e patrizi filosofi
- 4854delle delle Puglie, e di costoro s'afforzava massimamen¬
- 4855aveva prevenuti di non sgomentirci, perché di poche
- 4856forze poteva operarsi lo sbarco. Infatti, anziché intimo¬
- 4857concentrarsi gli sparsi bastimenti, e là, giovandoci del
- 4858grande spirito degli abitanti e d'alcuni cannoni trovati
- 4859Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4860tutto disposto a ribattere validamente un primo attacco
- 4861accomodate, giudicammo opportuno io e M artelli di
- 4862volger colà dove nessuna provvidenza s'avea presa con¬
- 4863pubblica. Lasciammo buona parte della nostra gente a
- 4864quella sicurezza miracolosa che finallora ci avea servito
- 4865fino all'estremo, ma che una stanchezza invincibile mi
- 4866rammolliva di dentro mio malgrado. Circa un miglio
- 4867sbarcati con qualche scialuppa s'eran messi a saccheg¬
- 4868lo imprecai furiosamente alla barbarie di coloro che
- 4869si boccheggianti e ferirsi l'un l'altro nelle convulsioni
- 4870ogni scampo era intercetto; l'ultimo di quegli sciagurati
- 4871quella vittoria. Unitamente alla Beata Vergine del Presi¬
- 4872premuroso annunzio d'ogni novità, e non vedendosi al¬
- 4873cuno e volendo d'altra parte concedere qualche riposo
- 4874Ciononostante i nostri accolsero con molto giubilo la
- 4875Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4876scolte; soletto melanconico io me ne stava nell'androne
- 4877dati. L'allegra vita meridionale riprendeva come niente
- 4878dell'indomani, e invidiava la sprovvedutezza di coloro
- 4879Cosi passava da melanconia a melanconia quando un
- 4880presso i repubblicani una gran raccomandazione. Il vec¬
- 4881facendomisi più vicino mi disse d'aver cose importantis¬
- 4882funeste ed irreparabili. T emeva che avendomi saputo
- 4883trascinai fuori dell'osteria avvertendolo con ciò che se
- 4884sopportarlo. Quando fummo nel buio d'una contrada
- 4885volgevano la mente!
- 4886Dopo alcuni minuti di quella corsa precipitosa giunsi-
- 4887Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4888Pensate a vivere! non vogliate morirei... Abbandonarmi
- 4889abbandonato quaggiù finché vivono persone che non si
- 4890poggiare la speranza d'una causa nobile generosa impe¬
- 4891ritura, all'interesse all'avarizia altrui, lo, vedi, in questa
- 4892mi avvisava che appunto nell'opporsi alle violenze che
- 4893gli Ottomani commettevano appena sbarcati sui miseri
- 4894abitanti, mio padre avea toccato quella tremenda ferita
- 4895non lo trafugava pietosamente dopo essere stato testi¬
- 4896medici?... Ricordati di Venezia... e se puoi rivederla
- 4897pregassi ma le mie labbra mormorarono qualche parola
- 4898egli era stato il martire ignoto, inconsapevole, errante
- 4899Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4900erano molto inquieti di non vedermi comparire. L'alba
- 4901lasciato le onde piuttosto sconvolte, e all'orizzonte non
- 4902minette cianciavano sulla porta dei sofferti spaventi: e
- 4903qualche mozzo mattiniero inalberando la vela cantava il
- 4904in quel cielo in quella vita s'accordava compassionevol¬
- 4905sibbene Russi capitanati dal cavalier M icheroux, genera¬
- 4906all'entrata di quest'ultimo castello fummo circondati da
- 4907abbia mai conosciuto, il quale portava molte medagliet¬
- 4908divano di fuggire, null'altra speranza coltivava che quel¬
- 4909peraltro, mentre giungevamo al feudo di Andria, sede
- 4910fantasia napoletana possa immaginare, aggiunse tanto
- 4911sommessamente che appena lo intesi: - Coraggio, pa¬
- 4912Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4913derne le finestre illuminate, sendoché pochi giorni pri¬
- 4914trovava ancora negli Abruzzi, anzi lo dicevano assediato
- 4915sperare. Quando fummo verso la mezzanotte uno di
- 4916piuttosto piccolo e misteriosamente intabarrato che gli
- 4917di aver varcato otto leghein dueore. Lestradeerano or¬
- 4918cappello. Alle due dopo mezzanotte doveva andarsene
- 4919ma delle due! Ora capisco!
- 4920cilio con potenti commendatizie del Carata, avessero in¬
- 4921li avverti della mia prigionia. Udendo che Mammone
- 4922dovea giungere l'indomanead Andria, ve lo aveano pre¬
- 4923prossima e inevitabile rovina della Repubblica: io celava
- 4924tanti ingegni, tante vite cosi inutilmente sprecate!... At¬
- 4925Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4926Lahoz, generale cisalpino, disertore dai Francesi per la
- 4927timo baluardo che rimanesse alla Repubblica in quella
- 4928parte d'Italia, la fortezza d'Ancona. Ammazzato dai suoi
- 4929braccia non italiane. E cosi cadeva miseramente l'anima
- 4930di quella società secreta che diramandosi da Bologna
- 4931per tutta Italia si proponeva di tutelare l'indipendenza
- 4932cadaveri ricadevano in brandelli in frantumi sul suolo
- 4933fumigante che l'eco della montagna ripeteva ancora il
- 4934in tempi e in governi contrari!
- 4935Entravano pochi giorni dopo in Napoli, per viltà
- 4936schifosa di M egeant, comandante francese di Sant'El¬
- 4937capitola coi sudditi ribelli: allora cominciarono gli assas-
- 4938Morirono da forti sul patibolo. Eleonora Fonseca! una
- 4939bit. Federici maresciallo, Caracciolo ammiraglio! il fiore
- 4940son tiravano i piedi!
- 4941fortezza di Pescara. Consegnato dallo stesso governo re-
- 4942Pisana uscimmo furtivi da un bastimento portoghese sul
- 4943Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4944fornitili d'una piccola pensione sul peculio lasciatomi da
- 4945CAPITOLO D ECI M OTTAVO
- 4946Il nostro secolo (perdonate; dico nostro a nomedi
- 4947Abbondarono poi gli empirici che incamuffato di sillo¬
- 4948dunque all'anno che finiva coi martirii repubblicani e
- 4949in mano di Bonaparte reduce dall'Egitto lesorti d'Euro¬
- 4950schino racconto di poche e comuni fanciullaggini. Mala
- 4951Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4952scappellotti e guardando grattare il formaggio, abbia poi
- 4953della Repubblica Partenopea ognuno, credo, immagine¬
- 4954repubblichette che pullularono in Italia al fecondo alito
- 4955della Francese, Cispadana, Cisalpina, Ligure, Anconita¬
- 4956na, Romana, Partenopea, quest'ultima fu la più splendi¬
- 4957storia della Cisalpina abbraccia spazio maggiore di tem¬
- 4958da ogn'altra preoccupazione, Lucilio sempre più cupo e
- 4959aveva un'anima romana, fatta per comandare anche da¬
- 4960coloro che o sdegnano o non possono adoperarsi
- 4961nell'angustissimo spazio concesso dai governi. Da un
- 4962pezzo m'era accorto che Lucilio apparteneva, forse fin
- 4963dagli anni d'Università, a qualche setta filosofica d'illu¬
- 4964de d'Ancona ne davano indizio. Lucilio teneva dietro
- 4965che talvolta ne prediceva, con maravigliosa aggiustatez¬
- 4966za. Fosse avvisato antecedentemente, o sincero profeta
- 4967Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4968questo era la protezione offertami in ogni incontro
- 4969dall'amico Alessandro mugnaio, trovato pur esso a Ge¬
- 4970quel tempo andava innanzi presto. Il colonnello Giorgi
- 4971non aveva ventisett'anni, sopravanzava del capo tutti gli
- 4972schia senza mai dimenticarsi delle schiere che doveva
- 4973magazzini cominciavano a impoverire, e chi aveva derra¬
- 4974to per curiosità!
- 4975regalando M elas!
- 4976pare!
- 4977ghissimo blocco. T'immagineresti ch'essa tien sempre
- 4978morbido che parrebbe una golaggine a qualunque mila¬
- 4979nese?
- 4980Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4981suo gatto?
- 4982catenaccio. Piuttosto mi dimenticherei di cavarmi gli sti¬
- 4983indiavolato, dimmela tu se la sai immaginare!
- 4984da tirar in lungo una battaglia?
- 4985pitano nella sua significazione etimologica di capo; co¬
- 4986occupi ora!
- 4987adesso che ci penso, cosa dirà la cameriera?
- 4988Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 4989maturo: con certe imbottiture intorno che ricordano le
- 4990Son tutte conseguenze di conseguenze!... La cameriera
- 4991gliuola della portinaia!
- 4992moli siano più urgenti di quelli della fame!
- 4993lo salato! Peraltro alla cameriera potresti consegnare
- 4994cipolline, quando mi capitò dinanzi Alessandro tutto
- 4995sconvolto ed arruffato che pareva Oreste perseguitato
- 4996dalle Furie, e rappresentato dal Salvini. Appena entrato
- 4997tanto portinaia o cameriera tornavano e mi toglievano
- 4998specie di abbracciamento alla signora padrona, non so
- 4999Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5000buttò addirittura addosso alla padrona minacciandola
- 5001messe che il servizio dell'ufficial francese sarebbesi la¬
- 5002miagolamenti del povero gatto sgozzato dalla mia ordi¬
- 5003rapiglia! La signora, che m'aveva lasciato, voleva tornar¬
- 5004furberia della cuoca piemontese il brodo ottenne l'ag¬
- 5005volgere in buffo. Soltanto Lucilio non rimetteva nulla
- 5006allettamento a simili improvvisate; ma per quanto ne
- 5007stringessi Alessandro, egli nulla volle dirmi e rispondeva
- 5008militare. Là trovammo il povero Bruto Provedoni che
- 5009brutta sorpresa! Anche Alessandro avea ignorato un
- 5010che allora avrebbe potuto mangiarsela con molto piace¬
- 5011poteva essergli utile. Infatti tutta la sua convalescenza
- 5012A Genova rividi anche Ugo Foscolo, ufficiale della
- 5013Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5014massime degli uomini, per ottener meglio l'ammirazio¬
- 5015era in G enova grande abbondanza, perché formavano
- 5016un importantissimo ramo di commercio. S'aggiunsero
- 5017Allora mi racconsolai, giudicando che nulla v'avea di
- 5018solazione andò tant'oltre che cominciai anche a spaven¬
- 5019cancellare dalla mia memoria tutti quegli anni vissuti
- 5020frammezzo e di ricondurmi alle tempestose fanciullaggi¬
- 5021rebbe stato il peggiore degli imbrogli, dovevo sempre
- 5022Finallora io m'era sempre congratulato colla Pisana
- 5023poteva arrischiare un'occhiata fuori della finestra, ch'el¬
- 5024buon gusto; massime quanto alla mammana ch'era più
- 5025Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5026gre passeggiate. Dappertutto era un puzzo d'ospedale o
- 5027conforto che sarebbe loro venuto dalla compagnia di
- 5028qualche buon'anima. Conveniva adattarsi e menarla. Se
- 5029scommetto che avrei accondisceso: tanto m'aveva ridot¬
- 5030quante pazzie e scioccaggini commettesse, che avrei te¬
- 5031d'ascrivere questa ritenutezza ad invidia. Allora la mia
- 5032un'altra col viso rivolto alla parete. Lucilio rientrando
- 5033indi a poco ci trovò addormentati, segno evidentissimo
- 5034lo ingelosiva furiosamente di questi richiami ad un
- 5035fortunata rivalità del piccolo Sandro; e vedendo compia¬
- 5036che ne induceva. Cosi, gelosi ambidue, stancheggiati dal
- 5037Ma appena poi il bell'Alessandro mostrava volersi ingal¬
- 5038Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5039che certe schifiltosità non istanno bene, che bisogna
- 5040confusa colle oscene allusioni d'un bellimbusto sbocca¬
- 5041nella nostra conversazione come un ballerino sulla cor¬
- 5042zo, perché i zuccherini cominciavano a impastarle la
- 5043mondo; e Alessandro s'incatorzoliva tutto per la conten¬
- 5044ne di quelle carezze, s'imbrunava in faccia brontolando
- 5045Crescevano intanto le strettezze dei viveri, cresceva la
- 5046cuna speranza di libertà o d'indipendenza. Che voleva
- 5047dori repubblicani di Francia per incendiarne una secon¬
- 5048dell'esercito sulle rive della Bormida, proprio rimpetto a
- 5049Stranissima posizione di due eserciti ciascuno de' quali
- 5050aveva la propria patria alle spalle dell'inimico!
- 5051patti della convenzione, si trasportavano sopra navi in¬
- 5052il suo aggiungimento alla Cisalpina. Invece incontram¬
- 5053Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5054coglienze degli alleati napoletani, credeva aver chetare a
- 5055riconquistar il potere dalle mani troppo tenaci degli
- 5056amici; invece dovette accettarlo dalla clemenza dei ne¬
- 5057Mail Primo Console s'atteggiava allora a protettore
- 5058gno; ma Bonaparte blandiva ubbriacava il popolo, acca¬
- 5059spiaceva il guadagnarmi onoratamente un pane, perché
- 5060fatti a Ferrara ci accasammo molto onorevolmente. Bru¬
- 5061amplissime informazioni sopra tutto ciò che ci premeva
- 5062imprevisti avvenimenti finissero di mettere la nostra vita
- 5063augurava male; ma dopo aver vissuto abbastanza felice
- 5064quell'amore spensierato ubbriaco delirante, che correva
- 5065luzione, sconcordava alquanto colle idee legali sobrie
- 5066era tornata alle solite disuguaglianze d'umore, alla solita
- 5067sieratezza. Ascanio M inato, ch'era divenuto capitano e
- 5068parlare, per l'affettazione francese, buffa e spregevole in
- 5069Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5070più nuoce d'un biasimo inopportuno, massime presso le
- 5071indoli che amano l'assurdo e la contraddizione. Perciò
- 5072Spiro scrivevano da Venezia notizie piuttosto varie che
- 5073mercio loro prosperava, ma la cosa pubblica sembrava
- 5074dre spadroneggiava senza pudore ostentando maniere
- 5075linguaggio e alterigia forestiere. Spiro, che avea dovuto
- 5076presentarglisi per implorar la liberazione d'un suo com¬
- 5077patriota relegato a Cattaro coi repubblicani catturati in
- 5078terraferma, avea dovuto convenire che i padroni stranie¬
- 5079trista opera, ma s'infamava meglio per occulte ladrerie
- 5080che per aperte sopraffazioni. Operavano i consigli del
- 5081Alfonso avea rinunciato al matrimonio per ottenere una
- 5082meno ch'egli esistesse; ma si diceva ch'egli corteggiasse
- 5083verno, perché altrimenti non sapeva come vivere, essen-
- 5084n'era umiliato, il fervido repubblicano. Peraltro pensava
- 5085c'era qualche maneggio con quella donzella Contarini
- 5086passione pel gioco continuava sempre e il patrimonio
- 5087della famiglia calava sempre trovandosi ornai ridotto ad
- 5088tenere un avanzamento negli uffici amministrativi, ma
- 5089aveva ostinatamente rifiutato; andava via unto e cencio¬
- 5090più che non fosse strettamente necessario. L'Aglaura in
- 5091cisamente le aveva recato per parte del Venchieredo
- 5092M ilano. La sciagurata, abbandonata da Raimondo, ave¬
- 5093Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5094dipingeva come un imbroglione, rimasto a Venezia più
- 5095puzzolente!?
- 5096dall'America insieme con la tarda conferma della sua
- 5097del territorio, e serbavano incorrotte le antiche tradizio¬
- 5098ni dell'ospitalità, della pazienza cristiana, e della religio¬
- 5099patimenti, le soperchierie della guerra hanno ucciso i
- 5100Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5101villaggi, soggetti anch'essi, comeTeglio e Bagnara, alla
- 5102dabbene rimasero soverchiati, e impoveriti per non aver
- 5103e sono infilzati senza misericordia. Alcuni fattori delle
- 5104fornitori dei comuni per le requisizioni soldatesche, ec¬
- 5105propria tristizia l'apparenza dell'onestà. H anno perduto
- 5106insediata un'aristocrazia del denaro, che farà desiderare
- 5107diritto appoggiati unicamente ai meriti dei bisnonni e
- 5108dei trisarcavoli, più presto conosceranno la mostruosità
- 5109Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5110sue antiche relazioni soltanto il Cappellano ha tenuto
- 5111gruaro, e la trinciava avaramente da signore quand'io
- 5112ultime perché, se ne discorreva dapprincipio, non avrei
- 5113spirato, poveretto, fra le braccia dell'Aquilina, perché
- 5114retta! ... Aveva insieme uno scribacchiante, un mingher¬
- 5115ch'ella aveva si può dire ammazzato!... Ma siccome
- 5116Leopardo otto mesi dopo il loro matrimonio, ed'altron-
- 5117Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5118del paese. Faccio da padre all'Aquilina, amministro quei
- 5119caritatevole elemosina. Le domeniche, Donato nostro
- 5120qualche deliberazione precipitata si fu perché una voce
- 5121lo stile quando l'anima ha toccato dolcemente l'anima
- 5122rebbe da commoversi, ma appunto per quello studio
- 5123piaghe, acciocché il piacere di aver nuove dell'amico
- 5124Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5125gazzetti cosi grave cosi amorosa e che nell'infanzia
- 5126tante procelle avrebbero trovato nell'amicizia fraterna la
- 5127Cervellino poetico anzitutto ella cercava i robusti con¬
- 5128rivedevano i tranquilli orizzonti delle praterie fra Cor-
- 5129cogli ombrosi sentieruoli ei freschi marginetti di mu¬
- 5130questa indulgenza c'entri forse per poco assai l'adora¬
- 5131imprese arrischiate? Profughi, esuli, morti, vaganti qua e
- 5132una patria concessa dal capriccio del conquistatore dal
- 5133si cominciava a bisbigliare d'un nuovo ordinamento di
- 5134era ornai escluso dall'agone ove noi andavamo giostran¬
- 5135protezioni, senza brogli, in paese forestiero, ottenere a
- 5136Fare, lavorare sgobbare mi piaceva per prepararmi una
- 5137Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5138sicura, allora tornava naturalmente col desiderio al mio
- 5139troppo impetuoso, e dove sarei vissuto preparando i
- 5140me vedeva quella gran via maestra del miglioramento
- 5141morale, della concordia, e dell'educazione, alla quale si
- 5142doveva piegare ogniqualvolta le scorciatoie ci avessero
- 5143volerne comporre una parola bisognava stiracchiare af¬
- 5144Fortuna che la Pisana mi dava frequentissimi svaga¬
- 5145menti da queste mie melensaggini. Le sue rappresaglie
- 5146zioni scalari delle imposte agli accorgimenti strategici
- 5147e di sorvegliarmi come un ragazzaccio che meditasse
- 5148qualche scappata; allora, o fingeva di non m'accorgere
- 5149papallini, i lindi ufficialetti francesi andavano dicendo: -
- 5150ché non potevano lagnarsene, né appormi la ridicolaggi¬
- 5151Pisana senza aggiungere commenti: diceva soltanto che
- 5152menti m'avrebbe tacciato di snaturare una figliuola ne'
- 5153Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5154punto allora ch'eravamo in procinto di dividerci, col
- 5155Adunque pochi giorni dopo, raggranellati i denari oc¬
- 5156poteva accompagnarla oltre. Pertanto in capo ad una
- 5157cai consolarmene. L'Aglaura espiro vivevano in perfet¬
- 5158lettera, l'avea poi trattata con ogni amorevolezza; un'al¬
- 5159presa di descriverle appunto tristissime e disperate di¬
- 5160notava una facile rassegnazione all'ultimo colpo che si
- 5161incentivo di quelle mie ostinate speranze sopra Venezia
- 5162Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5163li; soltanto quella presidenza decennale di Bonaparte mi
- 5164damenti del governo italiano appetto del francese. Di
- 5165mi chiamavano, nel loro gergo maligno bolognese, l'in¬
- 5166tendente Soffia. Dopo qualche mese di boriosa beatitu¬
- 5167poste, cosa insolita nella Legazione, cominciai a credere
- 5168epistolare, che non rispondeva mai subito alle lettere
- 5169derle informazioni della preziosissima salute di Sua Ec¬
- 5170cellenza Navagero, il quale, secondo me, doveva esser
- 5171Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5172trascuranza di ciò ch'ella sapeva dovermi tanto premere
- 5173giunto ai ringraziamenti infocati della Pisana. I subalter¬
- 5174accagionato di renderle impalate e selvatiche. Se questo
- 5175inesorabile; infatti se volete trovare l'obesità, la rigidezza
- 5176compensino queste magagne con altre doti bellissime; io
- 5177cristiani ed ebrei trovarono sempre la propria religione
- 5178ture di quel lusso provinciale che dice: «rispettatemi
- 5179tività, sempre in movimento tutte lefunzioni vitali. Ciar¬
- 5180Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5181ticar le mascelle. Si vive coll'aria impregnata dell'olio
- 5182nello perché la digestione lavora in ragione dell'opero¬
- 5183zione che scorra sopra tutti i sentimenti dell'animo
- 5184inventato non avevano lo Statuto. Ora dell'attività ce
- 5185zicarmi l'appetito. Un amore lontano per un intendente
- 5186uomini. Ometti bellini, piacevoli, eleganti, in rispetto al¬
- 5187pe Ebreo: mentre invece nella successiva separazione
- 5188steri senza palliativi quanto concerneva mia cugina. In
- 5189tro voleva accontentarmi perché vedeva l'agitazione del¬
- 5190Navagero!... Credo che non avrebbe abbisognato più a
- 5191che le promesse giurate appiè dell'altare potessero per
- 5192struoso supplizio. Dopo tutto, anche non volendo dire
- 5193Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5194Afferrai la mia magnifica penna d'intendente e scrissi
- 5195sana nella società bolognese; era pel mio temperamento
- 5196Soltanto fece due occhioni tondi tondi sentendo nomi¬
- 5197avesse perduto l'abitudine di udir perfino nominare si
- 5198rinfreschi mi misero perfettamente in corrente colla pa-
- 5199altro lato nuovissimo del suo temperamento. Diventò la
- 5200va amare, com'era giusto, in proporzione dei desiderii
- 5201Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5202Sua madre convalescente l'avea pregata almeno per con¬
- 5203na opulenza), l'abbandono nel quale viveva, le aveano
- 5204Peraltro potete credere che io andava molto cauto
- 5205partire, lo era abbastanza giusto per lodare, abbastanza
- 5206e vice-presidente e presidente della Repubblica, m'era
- 5207ridotto ancora modestamente tranquillamente al mio
- 5208L'istituzione d'una diligenza tra Padova e Bologna fu
- 5209Quell'assassino non disse nulla; non rispose nemmeno
- 5210nella credula illusione ch'egli avesse trottato da Venezia
- 5211Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5212svegliarne le assopite forze vitali. Bastava ubbidire, per¬
- 5213ché una attività miracolosa si svolgesse ordinatamente
- 5214correvano ornai secondo la loro capacità al movimento
- 5215incanto. Da popolazioni sfibrate nell'ozio e viziate dal
- 5216disordine si coscrivevano legioni di soldati sobri ubbi¬
- 5217dienti valorosi. La forza comandava il rinnovamento dei
- 5218mio Dipartimento credetti avere le traveggole; non cre¬
- 5219bi cittadine che s'armavano infino allora soltanto per
- 5220Da questi principii m'aspettava miracoli e persuaso
- 5221giorni. Il pacificatore della Rivoluzione metteva anche
- 5222pubblica Cisalpina che presagiva nuovi ed altissimi de¬
- 5223in peggio, che abdicando dall'Intelligenza sperava in un
- 5224della mia intendenza. Credo che mi felicitassi perfino
- 5225Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5226spondeva. T rovai una diversità, una contraddizione che
- 5227ché mi curvassi metodicamente e stupidamente a parar
- 5228California né l'Australia scavarono finora oro bastante
- 5229Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5230CAPITOLO DECI MONO NO
- 5231dopo abbandonato l'ufficio, non avea nemmen coraggio
- 5232all'Aglaura sdegnava di ricorrere per danari; essi mi
- 5233mandavano puntualmente i miei trecento ducati ad ogni
- 5234procurarmene. Volgeva in capo mille diversi progetti
- 5235famosi borsaiuoli che si esercitano per pia consuetudine
- 5236cose che avrei operato mi commovevano tanto. Infatti
- 5237era egli allora all'apice della sua potenza. Tornava
- 5238ciava dell'artiglio onnipotente le cervici di due impera¬
- 5239na fuor d'ogni umana immaginazione. Era proprio il
- 5240mio canto inorgogliva di passargli dinanzi senza piegare
- 5241Partendo da Bologna e giovandomi della discretezza
- 5242d'alcuni amici avea fatto denari d'ogni spillone d'ogni
- 5243necessaria. T uttavia facendo un nuovo inventario seppi
- 5244collarini, vestiti, tutto viaggiava dal rigattiere; avevamo
- 5245Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5246quel frattempo avessi stroncato sulla maniera da cavar¬
- 5247ci il broncio a noi poveri soldati?
- 5248li!... Dimmi, edi Bruto Provedoni hai notizie?
- 5249berò anche dalla noia di vivacchiare stentamente insie¬
- 5250potesse accasare decentemente l'Aquilina non sarebbe
- 5251che senza gambe!
- 5252N on è un bell'interesse?
- 5253so; t'adatteresti anche a pigliar servizio nel civile?
- 5254Il buon colonnello non vedeva nulla fuori dell'arma¬
- 5255Fors'anco supponeva che le Finanze non fossero altro
- 5256che uffici supplettori all'esercito per provvederlo di vit¬
- 5257Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5258vato, credo che la sua amministrazione sia abbastanza
- 5259come vanno qui le faccende!
- 5260Questo disegno non mi sconveniva punto; e benché
- 5261non avessi una fede cieca nelle onnipotenti raccomanda¬
- 5262spazzolarmi l'abito per la presentazione che dovea suc¬
- 5263cedere l'indomani. Anch'io ricorsi alla splendidezza del¬
- 5264Il mattino appresso venne l'ordinanza del colonnello
- 5265diedi un'occhiata agli stivali e alla camicia, lamentando
- 5266l'originaria freschezza fino al solenne momento; poi
- 5267che un ex-intendente doveva possedere ripieghi di viva¬
- 5268del proprio arnese, risposi all'ordinanza che sarei anda¬
- 5269passare senza palparmi il taschino; fu un'eroica deferen¬
- 5270ti facevano, credo, quindici centesimi di franco. Non
- 5271trate colle spese doveva intendermene più che ogn'al-
- 5272giudizio, un'idea aristocratica per dividere il pranzo in
- 5273Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5274E infatti entrai coraggiosamente da un fornaio; li
- 5275presi un lecito trastullo d'immaginazione che m'avea
- 5276partito per la Svizzera; Ugo Foscolo, professore d'elo¬
- 5277dire: «State indietro con questi brutti scherzi!»
- 5278vergognava: come anche dubito che mi sarei vergognato
- 5279ne di poter pensare mentre pungeva l'appetito: cosi
- 5280e peggio poi quando passando per Piazza Mercanti
- 5281meno di dovervi fare un'assai affamata figura. Diedi
- 5282vore particolare della Provvidenza, quel giorno mi fer¬
- 5283spondenti a Costantinopoli, e qualche autorità sui ban¬
- 5284Ripassando per Piazza M ercanti, l'orologio segnava
- 5285grassi pranzi bolognesi dell'anno prima; e di trovarmi
- 5286dezza, fors'anco qualche altro amoruzzo della Pisana
- 5287Cosa volete? T rovava tutto ragionevole tutto giusto
- 5288ma questo sospetto di essere dimenticato e abbandonato
- 5289Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5290fumando come aveva fumato io quand'era intendente, e
- 5291diente da maritarsi coll'anesone per miglior ristoro del
- 5292la nuova, massime in uno stomaco affamato. Successe
- 5293dietro al colonnello, era tanto allegro tanto parolaio
- 5294tempo da perdere, piacciono cotali maniere. Figuratevi!
- 5295nello mi ebbe introdotto nell'anticamera, io ballonzola¬
- 5296chi s'immaginerebbe mai che cosi come sono sdilinqui¬
- 5297sco per la fame?
- 5298tei tirar innanzi nella contesa e dovetti interromperla
- 5299to un callo!
- 5300gnora. Il colonnello s'accorgeva allora del pericolo, ma
- 5301dissotterrato dai costumi repubblicani di Roma e che
- 5302perdurarono tanto sotto l'impero d'Augusto che sotto
- 5303fumi dell'anesone mi lasciavano travedere che quella era
- 5304disfattissima della buona impressione prodotta sopra di
- 5305desiderava impiegarsi in qualche amministrazione. 1 1 co¬
- 5306stornare da me l'attenzione della signora. Sembrava in¬
- 5307Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5308lo m'inchinai diventando tanto rosso che mi sentiva
- 5309nome se non isbaglio l'anno scorso nell'annuario della
- 5310sue massime... insomma vi siete ritirato!
- 5311imparzialmente, quel dialetto milanese raccorciato e na¬
- 5312del servigio, lo ringraziai inchinandomi e strisciando i
- 5313volse meravigliata a guardarmi; indi battendo fieramen¬
- 5314conversazione della Contessa. Peraltro mi durava anco-
- 5315taschino con molta sorpresa, e di rimproverarmi della
- 5316menticata; quando una più onesta vergogna mi trattenne
- 5317durante l'ubbriachezza che dopo, e confessai netta e
- 5318mento per alcune istruzioni verbali; ma domattina prima
- 5319Chedabbened'un Alessandro! Era in lui un certo mi¬
- 5320Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5321gine di volermi rimanere oscuro impiegatuccio in
- 5322carità fraterna insegnata anzi imposta anche agli animi
- 5323pietosi e dabbene dal governo napoleonico!
- 5324cura possibile, e n'andai alla ragioneria della contessa
- 5325signora Contessa, almeno finché restasse libero un posto
- 5326più confacente agli alti miei meriti. Infatti cascare
- 5327dall'Intendenza di Bologna all'amministrazione d'una
- 5328sia in origine patrizio veneto dell'antichissima e romana
- 5329dicesi, agli spazzaturai di Cheronea col l'egual dignità
- 5330maggiore dimestichezza colla signora Contessa: ecco
- 5331ni, al colonnello, alla Pisana, lettere piene d'entusiasmo
- 5332nella conversazione invece assumeva un contegno arci¬
- 5333Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5334Alcuni ministri del nuovo Regno stettero chiusi molte
- 5335sapere perché mai dovesse immischiarsi nelle faccende
- 5336del governo francese in Italia un consigliere principale
- 5337po. L'accorto avvocato aveva preveduto la battaglia di
- 5338veder maneggiata da dita femminili una si importante
- 5339gno d'Italia s'allargava ne' suoi confini naturali fino
- 5340mi capacitava come tutti questi struggimenti potessero
- 5341tentezza presente vinceva tutto, soperchiava tutto. Pen¬
- 5342dopo, al tornarci sopra, che m'accorsi della porcheria
- 5343commessa nell'accomiatarmi in quel modo. Certi favori
- 5344non bisogna dimenticarseli mai quando una volta furo¬
- 5345bero almeno un appartamentino della mia casa, ella
- 5346che troverete abbastanza strano raffrontato colla tene-
- 5347Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5348prossimo. Se la donna non fosse intervenuta necessaria
- 5349sariamente come consolatrice. In Italia poi le magagne
- 5350Gli altri miei conoscenti di Venezia non parevano
- 5351nuova ricchezza poteva facilmente rinunciare; e con
- 5352quanto il Venchieredo l'Ormenta e taluni altri impiegati
- 5353dell'usato governo continuassero ad esser sofferti dal
- 5354rammaricarmene, ma uscii a dirne qualche cosa
- 5355Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5356ch'io non aveva incontrato mai senza alquanto rincresci¬
- 5357novantasei! Quanti anni sono passati!
- 5358della contessa M igliana!
- 5359smarrita nel gran grembo dell'aristocrazia... come la
- 5360che talvolta in qualche pascolo romito, in qualche
- 5361amori come d'un'opportuna conversione alla causa della
- 5362ché, dopo avermi tanto dimenticato da non ravvisarmi
- 5363coN'aprirmi gli occhi su quella mariuoleria, mi separai
- 5364Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5365Di più s'aggiungeva che sapendo ella l'inimicizia non
- 5366un profondo saluto che equivaleva ad un'impertinenza
- 5367penitenza!
- 5368Cosi continuammo un pezzetto con quegli alterchi a
- 5369contegno altero e beffardo di Raimondo m'accorsi a
- 5370no, a nome delle padrone, dichiarazioni d'amore che
- 5371vasamento per Raimondo Venchieredo. Che costui poi
- 5372lettera da Lucilio cosi agghiacciata, cosi enigmatica che
- 5373sero data la parola per menarmi all'estremo dell'avvili¬
- 5374costanza di quella robustezza che talvolta mi mancava¬
- 5375Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5376piangeva di rabbia di dolore d'umiliazione; la vergogna
- 5377temperamenti troppo sensibili come il mio, che sentono
- 5378In quei momenti le consolazioni dell'Aglaura diffuse¬
- 5379mancanza di meriti né per cambiamento d'opinioni. La
- 5380nezze dell'avvocato Ormenta, di suo figlio, del vecchio
- 5381vernava l'economia; e ogniqualvolta m'incontravano
- 5382erano scappellate, saluti e sorrisacci che mi stomacavano
- 5383perché sembravano dire: «Sei tornato dei nostri! Bravo!
- 5384zarmene, come da quelle caldane paludose dove, affon¬
- 5385casciava volontario, e mi lasciava schiacciare dal peso
- 5386Caduti in tanto abbattimento, le carezze degli altri
- 5387voi!». Fanciullesca vendetta che volge in nostro danno
- 5388Questo pensiero di resistenza brulicandomi entro mi
- 5389ti, la perfidia dell'amore, i mancamenti dell'amicizia mi
- 5390Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5391della mia giovinezza: vidi raccendersi quella fiaccola del¬
- 5392cielo, e dalla brezza confortatrice delle speranze, che
- 5393il sole dell'intelligenza e l'anima ordinatrice dell'univer¬
- 5394nione altrui valeva nulla contro l'usbergo della mia
- 5395di questa mia coscienza guardai alteramente tutti coloro
- 5396sti torto!». Quanta confidenza quanta beatitudine mi
- 5397venisse da questo coraggio, coloro soltanto possono sa¬
- 5398perlo che provarono le gioie sublimi dell'innocenza in
- 5399vava a rattemprarmi l'animo la fiducia in quell'istinto
- 5400retto e generoso che misero avvilito boccheggiante pur
- 5401malgrado degli amici che m'avevano abbandonato: mi
- 5402dopo avermi aggirato scherzevole e leggiero pei giardini
- 5403cui avrei vergognato come di una debolezza femminile
- 5404ma quiete degli elementi s'adageranno eternamente
- 5405Ecco a mio giudizio una delle maggiori ingiustizie
- 5406mente alle immeritate afflizioni: soffriamo d'una nequi¬
- 5407Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5408vilimento, le continue battaglie d'un'indole mite e sensi¬
- 5409moltissime malattie che affliggono l'umanità. Dicevano i
- 5410medici ch'era infiammazione di vene, o congestione del
- 5411rezza dell'innocenza l'anima sua. Perdonate, o stizzosi
- 5412pur troppo, secondo voi, puzzava d'eresia; scusate, ma
- 5413angeli misteriosi che mestamente mi sorridevano, oriz¬
- 5414gosciosa né spaventevole. La rivedo adesso dopo tanti
- 5415dell'ultima consolazione. Sarà aspettazione, sarà espia¬
- 5416battaglie della vita. Onnipotente o cieco poserai nel
- 5417denza dinanzi all'imperturbabile serenità d'un moribon¬
- 5418limpidezza dello sguardo quell'anima di fuoco e d'ac¬
- 5419Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5420sentimenti, e come l'amore, l'amicizia, l'amore della
- 5421virtù e della patria eran venuti irrompendo confusamen¬
- 5422discorsi d'allora. L'Aglaura piangeva, Spiro crollava il
- 5423capo, i bambini mi guardavano sgomentiti e domanda¬
- 5424riti colla sua luce profetica!
- 5425non vuoi guarire?
- 5426In quel momento l'Aglaura entrò precipitosamente
- 5427felicità; indila vita scoppiò ribollente da quel momenta¬
- 5428sforzo di volontà nell'adoperarmi a guarire, che accor¬
- 5429salute la convalescenza. Spiro e l'Aglaura guardavano
- 5430Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5431amore infinito mi compensarono dello spensierato ab¬
- 5432una visita allo zio monsignore di F ratta?
- 5433qualche piccola somma di danaro accumulata dalle pi¬
- 5434campagna avrebbe aiutato l'economia; tutto concorreva
- 5435D'altra parte io sapeva che Raimondo Venchieredo sta¬
- 5436intenti d'un momento di dispetto. Avea perdonato alla
- 5437gio?
- 5438godimento della dote?
- 5439zioni, la sua vecchiaia che vien domandando sempre
- 5440dunque: «Volete cosi... Sia! Marni lascerete partire per¬
- 5441nedica, figliuola mia» soggiunse mia madre, lo credo
- 5442Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5443stanza di Fratta?
- 5444ricordi, da quella pettegola della Faustina. Domandai
- 5445sa?
- 5446scolo, nemmeno tanto da cavarmi una curiosità!
- 5447Questo incidente può darvi un'idea non solamente
- 5448dell'indole e dell'educazione avuta dalla Pisana, ma an¬
- 5449dell'ultimo suo avere per accontentare i vizietti della
- 5450nica confessione, e un gusterello di curiosità altrettanto
- 5451ficenza del nobiluomo N avagero, sicché una voltata
- 5452d'umore di questo vecchio pazzo può metterti addirittu¬
- 5453Un cotale accomodamento quadrava col modo di
- 5454lamente mi sarebbe abbisognata qualche professione
- 5455comodità di pensare ad uno stabilimento definitivo. Per
- 5456commercio. Spiro, che propendeva al partito più giova¬
- 5457guerra dell'indipendenza, ubbidiva di malincuore a suo
- 5458padre in quelle congiure senza grandezza, dove pescava
- 5459dissimo sistema usato allora dalla Porta invece di
- 5460quell’altro europeo, a mille doppi più dispendioso, delle
- 5461giubilazioni. Mail successore riconosceva la validità de'
- 5462quel tempo molto ben fornito, voleva soprastare d'un
- 5463Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5464terano della guerra partenopea ed ex-intendente di Bo¬
- 5465ceva ragazzo. Credo che sbarcato a Portogruaro ebbi
- 5466qualche mestizia. I nostri vecchi conoscenti erano quasi
- 5467va aspettare pazientemente che il Signore toccasse il
- 5468conforti del fratello prete. Fulgenzio passò di questo
- 5469venti; da ultimo coronava l'opera una somma imponente
- 5470erogata dal testatore per la costruzione d'un suntuoso
- 5471miserabili eredi degli antichi castellani di deliziarsi nella
- 5472contemplazione del nuovo campanile. Don Girolamo si
- 5473piccola dell'eredità anche dopo tanta dispersione di le¬
- 5474cominciarono ad accumulare sassi e calcine sul piazzale
- 5475Un'altra notizia stranissima ci diedero a Portogruaro
- 5476del matrimonio poco tempo prima avvenuto del capita¬
- 5477no Sandracca colla vedova dello speziale di Fossalta
- 5478messo tutto d'accordo componendo di suo capo una
- 5479glie, incontratisi che si fossero in qualche contrada
- 5480non obbligava per nulla un poveruomo quella promessa
- 5481Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5482Veronica, e convinta la sua ragionevolezza, non gli
- 5483modavano assai facilmente. Costei tornava al primo ma¬
- 5484to lire colla fondatissima speranza d'un grazioso perdo¬
- 5485nella diroccata capitale dell'antica giurisdizione di Frat¬
- 5486passione. Pareva un castello saccheggiato allora allora
- 5487sereno come appunto tornassimo allora dalla passeggia¬
- 5488camminava strascicandosi dietro le gambe, e lodandosi
- 5489corritoio credeva di vedermi dinanzi la negra apparizio¬
- 5490matrimoniale dei vecchi padroni cuculiava un gufo
- 5491schernitore, lo andava vagando qua e là lasciandomi
- 5492bocchetti per precipitare ai piani sottoposti. Una rondi¬
- 5493sotto il quale Martino usava appendere il ramicello
- 5494pendio simbolico dell'amor mio; né le previsioni m'ave¬
- 5495vano ingannato. La voluttà mista di pianto, l'avvilimento
- 5496avvicendato alla beatitudine, e la servitù alla padronan¬
- 5497za, le contraddizioni egli estremi non avevano mancato
- 5498alla promessa: s'erano avvolti confusamente nel mio de¬
- 5499il furore delle intemperie non avrebbero consumato
- 5500l'opera vandalica di Fulgenzio e degli altri devastatori
- 5501Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5502drone non avrebbe rialzato quelle mura cadenti, rinto¬
- 5503invecchiati, mio Dio, che parevano ombre di quello
- 5504era già combinato per lettera; trovammo due camerette
- 5505a nostra disposizione, delle quali e del mantenimento
- 5506Pisana volesse aiutarla ai primi giorni nelle faccenduole
- 5507pranzo e c'intrattenevamo insieme fino a notte lavoran¬
- 5508do, ridendo, leggendo, passeggiando, che le ore volava¬
- 5509qualche abilità come accordatore, ella Cordovado mi
- 5510risovvenni in buon punto di quest'arte imparata, come
- 5511Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5512Finalmente diedi il colmo alla mia gloria esponendo¬
- 5513funzione. Sul principio m'azzuffava sovente cogli ineso¬
- 5514posso assicurare che m'ingegnava a guadagnarmi il pa¬
- 5515succedevano alle volte le più buffe guerricciole nelle
- 5516quali s'intromettevano a scaramucciare col miglior gar¬
- 5517bernoccolo della paternità, e nessun pensiero aveva me¬
- 5518via come un'agnelletta, non le mancavano adoratori. Pu¬
- 5519Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5520Dopo alcuni mesi di questa vita semplice laboriosa
- 5521quelle parti che tentava una vasta bonificazione. Mail
- 5522di quel larghissimo campo d'esercizio. Arrivato a Vene¬
- 5523Le straordinarie giubilazioni per l'aggregazione al Re¬
- 5524Francia pesava addosso come qualunque altra domina¬
- 5525rimaneva la stessa. Leggi volontà movimento, tutto veni¬
- 5526signore. Le coscrizioni eviravano letteralmente il popo¬
- 5527mento morale che intorpidiva le menti. Gli antichi
- 5528nobili governanti, o avviliti nell'inerzia, o rincantucciati
- 5529nei posti più meschini dell'amministrazione pubblica; i
- 5530cittadini, ceto nuovo e ancora scomposto, inetti per
- 5531mancanza d'educazione al trattamento degli affari. Il
- 5532commercio languente, la nessuna cura degli armamenti
- 5533La miseria l'umiliazione trapelavano dappertutto, per
- 5534to l'orgoglio municipale senza raddrizzare l'andamento
- 5535succedeva alla conquista, i servitori succedevano ai ser¬
- 5536Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5537volersene andare; e cosi pure quell'incommodo marito
- 5538tenne in famiglia: vera disgrazia, anche perché l'aria
- 5539campagnuola le avrebbe giovato per certi incommoduc-
- 5540voleva arrischiare i ragazzini piuttosto gracili anch'essi a
- 5541viaggi lunghi e pericolosi. Rispondeva sorridendo che
- 5542metteva in salute, nessun'altra avrebbe avuto una tale
- 5543campagna idoleggiati insieme coll’Aglaura e i suoi fan-
- 5544T rovai a Cordovado cresciuta piucchemai l'amicizia
- 5545un'eclisse completa. L'Aquilina mi stava dinanzi, e l'ani¬
- 5546lontano, io sorprendeva la mente della Pisana occupata
- 5547Non poteva raccapezzarci nulla: l'Aquilina mi diventava
- 5548Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5549contentarti d'una felicità cheti può mancare dall'oggi al
- 5550dimani. T u devi prender moglie!
- 5551questo sconsiderato movimento di desiderii, ma quando
- 5552lo che dici!
- 5553sposerai !
- 5554tu non devi, che tu non puoi dimenticare!
- 5555spettacolo della nostra felicità avvelena la sua giovinez¬
- 5556ginazione!... Mai un movimento di rabbia, mai uno
- 5557sguardo d'invidia, una rassegnazione stanca, un amore
- 5558gherò coll'assassinio l'ospitalità che ebbimo in questa
- 5559Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5560e sublime non avresti aspettato tante parole!
- 5561supplicai, mi strappai i capelli. Inutile! Rimase incrolla¬
- 5562bile, dovessimo morirne ambidue; mi ripeteva di guar¬
- 5563indegno al pari d'amore che incapace d'ogn'altro senti¬
- 5564provai anche a volgere contro l'Aquilina qualche parte
- 5565del male involontariamente commesso; e la vidi talvolta
- 5566adoperarsi presso la Pisana per rabbonirmela. Si studia¬
- 5567ritraeva burbanzoso, stringendomi nelle spalle; altro
- 5568chiamati medici che fantasticarono molto, e non indovi¬
- 5569Bruto fu meravigliatissimo della proposta fattagli dal¬
- 5570la serena contentezza della virtù. All'Aquilina non parve
- 5571Vedere quell'ingenua creatura rifiorir allora come
- 5572volta m'incaloriva in una virtuosa emulazione, tal'altra
- 5573multuoso vortice d'affetti s'ingroppa e si sprofonda fra
- 5574Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5575di quell'estrema pieghevolezza che impresse molte azio¬
- 557610 dico senza adulazione, toccarono allora l'ultimo se¬
- 5577del milleottocentosette si stabilirono le nozze. La Pisana
- 5578mi guardava indietro sorprendendomi di esser arrivato
- 5579lo sposai l'Aquilina. Monsignore di Fratta benedisse
- 5580senza qualche dolcezza quella melanconia. Al pranzo di
- 5581sui piatti molti avanzi. Monsignore mangiava come aves¬
- 5582inopinati accidenti che m'intervenivano, lo domandai
- 5583Alle mie nozze intervennero, ci s'intende, Donato colla
- 5584succeduta, avea sempre continuato ad amministrare la
- 5585giocondità fu piena e spontanea. M archetto, sagrestano
- 5586L'Aquilina parlava allora colla Bradamante ma rimase
- 5587Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5588sa mettere qualche discreta dose di piacere. L'innocen¬
- 5589feci assoluto proponimento di mostrarmele sempre
- 5590N on credo che l'Aquilina s'accorgesse nemmeno du¬
- 5591losofia si poteva accontentarsi del presente. Le opere
- 5592sacrifizio a favore della Aquilina non potesse spiegarsi
- 5593me, non mi diedi briga per nasconderle l'agevolezza
- 5594ch’io trovava maggiore d'ogni speranza nel rassegnarmi
- 5595domi meno malcontento avrebbe avuto minor rimorso
- 5596credeva non mi trovasse abbastanza premuroso presso
- 5597accompagnata dal cappellano di Fratta, e per correre
- 5598ia carrettella dell'ortolano. Fui imbrogliatissimo di dar
- 5599malattia improvvisa della signora Contessa; efui creduto
- 5600ravigliati di quella mia improvvisa conversione; io ri¬
- 5601I mesi correvano via semplici, laboriosi; sereni come
- 5602per un amore cosi nobilmente dimostrato m'inchinava
- 5603quando la mente instituiva confronti le conveniva con¬
- 5604gli affetti d'un uomo di trentaquattr'anni. Quando poi
- 5605Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5606e di questa consolazione dovetti confessarmi debitore a
- 5607Pisana di avermi sforzato a quello strambo spropositato
- 5608rimesso in buon sesto l'amministrazione di quei pochi
- 5609regolato l'esazione di molti livelli. Le entrate crebbero
- 5610che tempo cosi capricciosa e disordinata riprendesse al¬
- 5611metamorfosi devono succedere di necessità, perché al¬
- 5612gretario della M unicipalità: da amante spensierato di
- 5613legami i doveri precisi e materiali s'impadronirono de'
- 5614non mancheranno terremoti e rovesciate per tornare in
- 5615parentava colle vecchie dinastie, e signore dell'E uropa
- 5616chiudeva il continente all'Inghilterra e minacciava il
- 5617pugno sbocconcellata a capriccio, aveva tuttavia ritto a
- 5618Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5619vinava. Spiro frattanto scriveva lettere sempre più ani¬
- 5620mate e misteriose; e ben m'accorgeva che qualche
- 5621gnavano di contrapporre al nuovo Carlomagno un nuo¬
- 5622ben presto loro signori e padroni.»
- 5623vendetta. Il vecchio Apostulos parti un'ultima volta per
- 5624strappata la preda quando appunto credeva di adden¬
- 5625namenti. Bruto leggendo qualche brano delle lettere di
- 5626Successe la gran guerra dei moderni giganti. Napo¬
- 5627santa Russia, oppose alla guerra dell'ambizione la guerra
- 5628ti insomma, ma non dagli uomini. Quarantamila italiani
- 5629insanguinarono delle proprie vene le nevi della Russia
- 5630armata. Mail bollettino che annunziava l'immenso disa¬
- 5631Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5632universale: un risollevarsi un combattersi di speranze di¬
- 5633ventarono mano a mano più frequenti all'infuriare delle
- 5634tempeste politiche; pareva che, immaginandosi quanto
- 5635ni Cisterna, massime ad Augusto ch'era diventato di
- 5636botto, credo, segretario di governo; e d'Agostino Fru-
- 5637chio Venchieredo osteggiato pel soverchio zelo avea
- 5638aveva sposato una baronessa morava, diceva, perché so¬
- 5639migliantissima ad una sua cavalla prediletta. Egli serba¬
- 5640passato dall'esercito italiano all'austriaco serbandosi il
- 5641Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5642potrebbero fare ben altro che maggiordomo. Probabil¬
- 5643mente egli si dimenticava che ero organista ammogliato
- 5644nel passare col principe Eugenio quando marciavano
- 5645nel milleottocentonove verso l'Ungheria. Ma in onta ai
- 5646suoi quarantanni il bel generale si conservava alquanto
- 5647cavallante, sagrestano e sonatore di contrabbasso che
- 5648mori colpito dal fulmine mentre scampanava durante un
- 5649Veneranda, lasciando il Capitano vedovo per la seconda
- 5650loro ragazzi né pievani che racconciassero organi. Anzi
- 5651piccone e delle macerie ragunatevi a montagne durante
- 5652fi; mori sognando vincite favolose, collo scrigno asciutto
- 5653raccontò anche una visita assai impreveduta che aveva¬
- 5654che chiedeva premurosamente di loro. Un signore pic¬
- 5655Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5656l'ultima volta l'adempimento delle sue promesse. La Pi¬
- 5657morte e l'aspetto d'un ottuagenario. Parti curvo, barcol¬
- 5658prendere il nostro rosario, lo soggiunsi che doveva
- 5659le apparenze di ghiaccio, durando invitta attraverso le
- 5660morazione nel cimitero di Fratta per monsignor
- 5661prevenuto in questa pia opera. Quella lapide portava
- 5662un'iscrizione di cui si potevano perdonare le eleganti
- 5663ribellavano, soggiungendo che non agli otto di gennaio
- 5664siderio già adempiuto da un pezzo, lodandone molto
- 5665vizi. Peraltro il governo pareva alieno dal favoreggiare
- 5666faccenda e come quei dabben sacerdoti primi fondatori
- 5667dell'istituto fossero stati ubbidientissimi burattini nelle
- 5668dovea durare la cuccagna; infatti mori anch'esso senza
- 5669Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5670assistevano di essere dimenticato come un indegno ser¬
- 5671inchiodato fra quattro assi d'abete. Nemmeno gli avean
- 5672triarcale fu contenta di essere liberata dal pericoloso
- 5673Uscivano i vecchi attori, entravano i nuovi. Demetrio
- 5674scrizione, in onta ai largheggianti proclami della Santa
- 5675Alleanza; ma facilmente si concedevano gli scambi, e
- 5676molti infingardi concorrevano volentieri ai ben pasciuti
- 5677ozii della milizia. La giovine generazione accennava
- 5678all'antica di ritrarsi; poteva anche accennare superba¬
- 5679dibili portenti: pareva ci dicesse: «Dirigetemi, acciocché
- 5680bisognava la concordia, e avean saputo renderla impos¬
- 5681Al milleottocentodiciannove durava in Europa
- 5682disdegno, per disperazione. Anche dove i popoli per
- 5683sentimento nazionale avevano cooperato alla reazione
- 5684contro la Francia, la ingratitudine premeditata dei gran¬
- 5685subbuglio. Credevano di tirar innanzi una grande im¬
- 5686gie. E questo avveniva specialmente in Germania. Da
- 5687noi invece, malcontenti del passato, perché passato sen¬
- 5688za lasciarci quella grassa eredità che s'aspettava, malcon¬
- 5689tenti del presente, perché somigliava una crudele canzo¬
- 5690imbottirsi un guscio, a fornir la cucina. L'esperienza
- 5691aveva indotto una grandissima disparità d'opinioni; per¬
- 5692o speravano troppo lontano. Solamente coloro che si
- 5693guardavano ansiosamente alla Spagna dove ferveva lo
- 5694spirito liberalesco. Esclusi dal maneggio degli affari, il
- 5695talento di comandare, invincibile e legittimo negli ope¬
- 5696vanita dall'immaginazione e dal sentimento si gettava
- 5697ma più matura all'indipendenza per consentimento del
- 5698Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5699Fu sullo scorcio del milleottocentoventi che, essendo¬
- 5700si immiserite d'assai le nostre condizioni, e venendomi
- 5701moso credito di Costantinopoli, deliberai andarne a Ve¬
- 5702ricavandone pel paese una larghissima costituzione; ma
- 5703questa circostanza avendo richiamato gli occhi sopra di
- 5704l'avea lasciata; una maggiore rotondità di forme aggiun¬
- 5705Partistagno colla moglie; in verità aveva proprio ragio¬
- 5706volta Raimondo Venchieredo le faceva la corte. Costui
- 5707credo che se la guazzasse molto largamente dappoiché
- 5708Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5709dicevasi, in missione diplomatica e ne aspettava grandis¬
- 5710lanconia. Povera donna! Chi avrebbe riconosciuto allo¬
- 5711a M ilano al tempo della Cisalpina!
- 5712CAPITOLO VENTESIMO
- 5713Povero Adriatico! Quando rivedrai le glorie delle
- 5714della Puglia corrispondono le spopolate montagne
- 5715dell'Albania. Venezia, una locanda, T rieste, una botte¬
- 5716conduceva all'arida Dalmazia i memori sospiri dell'Afri¬
- 5717rie, memorie, sempre memorie traverso queste onde
- 5718sempre dolci e profumate, sopra questa terra eterna¬
- 5719trione bamboleggia da trecento anni nella puerile
- 5720Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5721Nei paraggi d'Ancona cominciò lo scirocco a darci
- 5722noia ed attraversarci il cammino. Il trabaccolo chiog¬
- 5723vinciali concorrevano sul confine dell'Abruzzo per op¬
- 5724porsi col generai Guglielmo Pepe all'invasione straniera
- 5725neva sotto il comando di Carascosa campeggiando sulla
- 5726si nell'anno millesettecentonovantanove; rilevai regolar¬
- 5727Fui ricevuto assai cortesemente dal giovane generale
- 5728gli sarebbe piombato addosso con tutto l'esercito; per¬
- 5729ciò, fidandosi molto ancora dei Papalini, divisava affor¬
- 5730no. Si occupava appunto dell'esecuzione di questo
- 5731nemici, non aprendo nessuna trattativa, fossero venuti
- 5732sbofonchiava assai, come appunto era costume di tutti
- 5733maggior pericolo scomparve, e non l'udimmo più nomi¬
- 5734mandato unicamente per ottenere il libero ritorno in
- 5735allora scandalosamente dalle napoletane: giovani arden¬
- 5736ne a Napoli rozzo, manesco, millantatore. Saranno sem¬
- 5737sbufferebbe di esser sottoposta a Lione, come sbuffò
- 5738per secoli Edimburgo di assoggettarsi a Londra: forse
- 5739Regno Unito, piucché Roma a qualunque capitale della
- 5740Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5741Capua, l'esercito di Florestano si fosse congiunto alle
- 5742d'Antrodoco: macchie dell'esercito napoletano che non
- 5743ci ebbe parte, e conseguenza necessaria d'uno scontro
- 5744improvviso fra soldati regolari, cavalleria ordinata, e
- 5745I Siciliani difendevano la patria loro dalle imputazioni
- 5746di arroganza e di sprovvedutezza; secondo essi
- 5747queirinopportuna riscossa dell'orgoglio palermitano si
- 5748all'influenza dei Carbonari. Ma le società segrete protet¬
- 5749nell'ombra del mistero e della congiura. Risposimo dun¬
- 5750prima; contadini fuggiaschi dalle terre aperte narravano
- 5751valleggieri, raccomandandoci di farlo avvisato di tutto
- 5752grosso corpo di cavalleria minacciava la importantissima
- 5753ciato l'assalto. I volontari armati di carabine resistevano
- 5754male all'impeto della cavalleria; la campagna era spazza¬
- 5755accresciuto dalla sorpresa, dal gran numero degli assali¬
- 5756Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5757consiglio di guerra; si giudica impossibile riprender la
- 5758disperato del loro capitano accorrono animosi molti dei
- 5759conforto anche questo di poter lasciare questo mondo
- 5760ogn'arte per nascondermi per trascinarmi entro una
- 5761macchia; ma alcuni bersaglieri mi scopersero; fui fatto
- 5762prigioniero, e scoperto non essere napoletano, condotto
- 5763al Quartier generale per esservi esaminato. Avanzando
- 5764poi coll'esercito imperiale ebbi mano a mano contezza
- 5765Infatti l'aver io combattuto volontariamente per un go¬
- 5766perché era venuto; ma a queste indiscretissime domande
- 5767tato da Molfetta e trovatomi indosso. Risposi adunque
- 5768destino m'avea tirato addosso quel brutto accidente. Fu
- 5769Quei signori sogghignarono a questo discorso imma¬
- 5770Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5771boccata d'aria libera. Saputo poi che l'esecuzione era
- 5772fosse del castello, me ne imbronciai alquanto. Dover
- 5773con qualche inquietudine, udii venire pel corritoio alcu¬
- 5774compagnia numerosissima di ladri napoletani e di bri¬
- 5775ganti calabresi; per soprammercato legioni d'insetti
- 5776durarci dieci anni; probabilmente si cibava di qualche
- 5777Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5778grandiosità!... Mi si graziava, si, ma relegandomi fuori
- 5779nuta per intercessione della Principessa Santacroce e
- 5780La signora Principessa doveva essere invecchiata
- 5781per sempre, e soltanto coll'immaginazione posso bearmi
- 5782delle serene ed amabili vostre sembianze!
- 5783M 'accorsi che la Principessa sorrise mestamente, co¬
- 5784va avermi abbandonato nei maggiori pericoli; vincitrice
- 5785noscendo altri vostri parenti. Figuratevi come ci sentim¬
- 5786Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5787volontà o per caso nella rivoluzione napoletana!... Avrei
- 5788tentar molto per voi. Egli avrebbe voluto accompagnar¬
- 5789voi. L'Aquilina, poveretta, fu disperatadi una tanta scia¬
- 5790morire con voi. Vostro cognato la dissuase mostrandole
- 5791dovete alla graziosa intercessione della signora Princi¬
- 5792pessa; ma perché Iddio ha voluto affliggervi d'un'altra
- 5793compatirete, e in ogni caso poi infermiera!
- 5794Infatti queirottima signora, benché la sua fortuna
- 5795non fosse molto splendida, m'avea preparato un baule
- 5796nulla a desiderare, eccettoché un modo qualunque per
- 5797sacrifizio del marito. A mbidue avevano ricevuto ottima
- 5798tro navigava come sotto-capitano d'un bastimento mer¬
- 5799strata. Il giorno appresso abbandonai con dispiacere
- 5800delle pigioni, la mia malattia d'occhi che peggiorava
- 5801Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5802mantenimento. Ma intanto si spendeva troppo più che
- 5803dotto cieco affatto. Allora appunto, quando aspettava¬
- 5804che pochissimo poteva mandarci, perché Spiro coi due
- 5805magnanimità ma scomparve l'ultima lusinga di ottenere
- 5806rivolgersi a Cordovado; ma colà voleva la delicatezza
- 5807cecità sapevano nulla; e per coonestare l'assenza della
- 5808dire, d'un disinganno. La Pisana con prodigiosa prestez¬
- 5809gliuoli di qualche gramo mercantuccio cui insegnare
- 5810andato maestre; ma benché ci guadagnasse discretamen¬
- 5811ferto mai maggior tormento di allora nell’accettare sacri¬
- 5812Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5813scarsa fiducia nell'eroismo disinteressato di quella pro¬
- 5814digiosa creatura. D'altronde, a dissuadermi da quell'opi¬
- 5815accorgeva, perché, essendo freddo, la sentiva battere i
- 5816non m'ingannava col mettermi in mano una pellegrina
- 5817cagione. Poco stante mi disperava conoscendomi tanto
- 5818mandava quanto più denaro poteva; ma erano gocce
- 5819vamo abbastanza fortunati di camparla onestamente
- 5820senza tante fatiche. Solamente talvolta nello sgridarmi di
- 5821quella mia prostrazione d'animo ella punzecchiava al¬
- 5822suoi conoscenti di Venezia, appunto per la magnanima
- 5823spensieratezza di tanti sacrifizi, io benedirei allora la
- 5824Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5825chiusi all'ospedale coloro che pensano prima alla gene¬
- 5826braccia rispondessero ubbidienti più a questo che a
- 5827gloriosa appendice. Pur troppo bisognerà cambiar stra¬
- 5828da; e il rinnovamento nazionale appoggiarlo necessaria¬
- 5829ti i commodi dell'oziosa nobiltà veneziana, v'immagine¬
- 5830consulti dei medici più riputati; benché io, sfidato
- 5831d'ogni soccorso dell'arte, ne la rimproverassi come d'un
- 5832mente desiderabile. A Mora m'incapava di volerla spunta¬
- 5833verbi finivano all'amichevole. Soventi ella partiva dalla
- 5834to mistero; ma l'immaginazione lavorava e soventi anche
- 5835raccapricciai solamente al pensarlo!... Ma in certe idee
- 5836gioventù; io la sentiva ansare faticosamente dopo aver
- 5837Principiando il secondo anno del nostro esiglio, am¬
- 5838sperazione del povero cieco, non potrei certo descriver¬
- 5839Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5840un vicinissimo miglioramento, lo passava cionullameno
- 5841travvedere le sue sembianze, per capacitarmi di quello
- 5842che doveva credere alle sue parole pietosamente bugiar¬
- 5843sul pianerottolo pregandolo e scongiurandolo che mi di¬
- 5844subbidisse alla sua raccomandazione e tutto mi dichia¬
- 5845gierò. Eravamo allo stremo d'ogni cosa; mi convenne
- 5846Adunque pur brontolando e per nulla persuaso della
- 5847Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5848stratami tanto ingiustamente per l'addietro. S'incontrò
- 5849pretendere dall'indole orgogliosa di Lucilio. Bensì mi ri¬
- 5850promessa della Provvidenza che le sorti nostre avessero
- 5851Prima di tutto Lucilio esaminò attentamente i miei
- 5852entro pochi mesi sarebbero maturate per l'operazione
- 5853aveva quasi vergogna di manifestare questa gran premu-
- 5854licature veneziane e che l'aiuto d'un'altra donna l'avreb¬
- 5855derazioni?
- 5856pur ai medici indovinarli. Vedete, io son invecchiato
- 5857nella professione, eppure anche ieri mattina lasciai un
- 5858riosa verginità. Credetelo, Carlo, la scienza è proprio
- 5859vergine ancora, finora non l'abbiamo che carezzata sulle
- 5860guance!
- 5861credete dunque?
- 5862cometa o il raffreddamento della corteccia terrestre non
- 5863verrà a guastare l'opera dei secoli. Credo all'entusiasmo
- 5864delle anime che irrompendo quandocchesia nella vita
- 5865sociale anticiperanno di qualche millennio il trionfo del¬
- 5866la scienza, come il matematico calcolatore è prevenuto
- 5867nelle sue scoperte dalle audaci ipotesi del poeta!
- 5868Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5869ventù, e credete rinfocolare questo immenso entusiasmo
- 5870segrete, né le macchinazioni oscure!... Toccate questa
- 5871morso di aver sacrificato al mio orgogliuzzo l'interesse
- 5872vostra famigliavi raggiungerà qui. Voi rivedrete la bella
- 5873ma la melanconia delle sue tinte s'accorda perfettamen¬
- 5874perfettamente guarita?
- 5875loro viaggio?
- 5876Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5877Byron ètroppo grande; oltrechénei libri enellerimede-
- 5878vorandosi sempre più. - L'anima vostra trasparente dal
- 5879mai vecchia!... Chi giurasse che avete venticinqu'anni
- 5880tempere differenti ma che s'accordano meravigliosa¬
- 5881lo compiansi nel mio cuore quell'animo forte etenace
- 5882Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5883vecchiaia porgeva la mano alla bollente giovinezza per
- 5884sollevarla alla ricompensa d'ogni dolore, alla forza in¬
- 5885quelle loro guance fresche e rotonde, rinfrescarmi l'ani¬
- 5886Aquilina, che tanto amorevole quanto animosa madre
- 5887s'era dimostrata nell'educarli, ebbe la sua parte delle
- 5888mie carezze, e corrisposi con effusione agli amichevoli
- 5889dopo un breve tempo avrebbe tentato l'operazione; e
- 5890te continue inchieste, domande, commemorazioni di
- 5891fatti più fuggevoli e inconcludenti. Di Alfonso Frumier
- 5892sapevano nulla, di Agostino avevano detto a Venezia
- 5893voleva saperne. Il vecchio Venchieredo era morto final¬
- 5894sua testa balzana e spensierata; bisbigliavano che Rai¬
- 5895mondo si potesse sposare colla primogenita di Alfonso
- 5896svagati dai divertimenti, altri allettati dalle paghe; nes¬
- 5897sun commercio, nessuna vita. I processi politici avevano
- 5898messo gran malumore nelle famiglie senzaché la comune
- 5899della gente se ne avvedesse; solamente questa seguitava
- 5900poco appoco dall'abitudine, massime quando il farsi sol¬
- 5901Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5902bicchierini d'acquavite ingollati ne avessero per lo meno
- 5903sarebbe diventato un eroe se... Perdono! dopo questo
- 5904abbiamo spedita di colà?
- 5905Un cotal incidente mi spiacque assaissimo; ma pochi
- 5906che vacillò piucchemai dopo lapartenzadi Spiroechesi
- 5907rimise allora soltanto quando pensai che rafforzata mi
- 5908avrebbe servito a raggiungerlo. Appena dunque ho po¬
- 5909tuto m'imbarcai sopra una nave idriotta e veleggiammo
- 5910gitto. A Corfù s'imbarcarono parecchi italiani fuggiti da
- 5911bandiera di Costanza Zacarias accorrono le donne di
- 5912Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5913nale inimicizia delle flotte cristiane. 0 mai qualunque
- 5914e non ebbe la minima scalfittura. Quand'io passeggio
- 5915sembrare una sorte invidiabile alle madri cristiane. Ieri
- 5916cedri dell'Astros. Ipsilanti, Ulisse, Maurocordato, Colo-
- 5917tutti quelli cheti amano!...»
- 5918Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5919braccia esclamando: -Oh sf, padre mio, lasciami partire
- 5920per la G recia!
- 5921D'una stretta di mano io ringraziai l'Aquilina ch'es-
- 5922burbanzoso colla Pisana?
- 5923anche badato alla straordinaria freddezza ch'ella mi di¬
- 5924qualche ghiribizzo di superbia. Sapete che ultimamente
- 5925deggio unicamente ad un sentimento di compassione
- 5926l'amore d'un tempo?
- 5927meno perciò col discernimento. Conosco l'indole della
- 5928assoggettarsi a certi riguardi nulla nulla che un'interna
- 5929sti temperamenti straordinari son quelli appunto che
- 5930sfuggono alle regole comuni. Diffidate del vostro discer¬
- 5931quanto perdetti, uscendo da quell'intima parte del cuo¬
- 5932compassione un amore troppo docile insieme ed ostina¬
- 5933detta coi benefizi!
- 5934Pisana quand'io l'ho incontrata pallida estenuata cen¬
- 5935ciosa per leviedi Londra?
- 5936Carlo, vi accattava la vita!
- 5937quale moneta, quando... Oh ma vi posso descrivere
- 5938mento ed il mio?
- 5939siamo passati!
- 5940potenza della natura che innalza gli slanci disordinati
- 5941ca riservatezza, di quell'abnegazione umile nascosta, di
- 5942quella santa impostura portata tant'oltre da lasciarsi
- 5943forse nei piccoli sentimenti, ma costante e indomabile
- 5944vo dell'Aquilina, que' suoi impeti di tenerezza subita¬
- 5945lontario allontanamento da me, tutto contribuì a farmi
- 5946dell'assidua perseveranza colla quale avea mantenuto i
- 5947ta che mi rimane!
- 5948fors'anco l'aria nativa aiuterà questo rifiorimento della
- 5949sembro non aver più bisogno della sua assistenza?
- 5950la continui ad avere nella vostra famiglia quell'intimità
- 5951Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5952per lei ogni tormento, i desiderii impossibili s'adagieran¬
- 5953Venezia!
- 5954noscenza?... Umiliatevi, amico mio, due occhi non ba¬
- 5955qualche inglese?... L'I nghilterra ha qualche diritto ora
- 5956alla benevolenza della Porta Ottomana, poiché sono va¬
- 5957L'Inghilterra è madre amorosa: sopratutto nel far paga¬
- 5958affettuosamente la mano; e l'Aquilina mi venne accanto
- 5959dopo alcuni momenti dicendomi che aveva ad intratte¬
- 5960sua presenza perché né voleva mostrarsi d'un parere
- 5961contrario al mio, né rintuzzare palesemente quella fiera
- 5962Queste considerazioni mi parvero giustissime; le ap-
- 5963Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5964provai dunque pienamente lodandola della sua magna¬
- 5965ciullaggine, che conducono sovente ad una precoce sfi¬
- 5966parlavano d'altro ched'Atene, di Leonida, dello zio Spi¬
- 5967nigoldi. Soltanto Donato si commiserava talvolta di
- 5968S'avvicinava il giorno nel quale Lucilio avrebbe ado¬
- 5969quattr'ore. Lucilio si accinse all'opera con ogni voluto
- 5970porte e delle finestre perché l'improvvisa sensazione
- 5971stino chiuse come sono, ermeticamente. L'operazione è
- 5972tore per ringraziarlo d'un tanto benefizio o fors'anco
- 5973per informarsi di quanto dovevano credere alle parole
- 5974Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5975poneva rispetto. Quando Lucilio mi portò il passaporto
- 5976ottenuto per mezzo dell'Ambasceria austriaca, le do¬
- 5977ed'andarmene?
- 5978cevano chestava quasi sempre rinchiusa nella sua. Final¬
- 5979me quella del crepuscolo mi accarezzò dolcemente le
- 5980tunque rinnovato ogni ventiquattr'ore, figuratevi quanto
- 5981vietati, ravvivare coll'esercizio presente la memoria di
- 5982La Pisana era accorsa anch'essa ad assistere all'ultima
- 5983parte del miracolo: quando dopo il primo soavissimo
- 5984quanto la trovai cambiata!... Pallida trasparente come
- 5985l'alabastro, profilata nelle sembianze come una M adon-
- 5986Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 5987gliosamente, e la metà superiore della pupilla adombra¬
- 5988dietro un cristallo colorato: l'azzurrognolo della melan¬
- 5989retina, come nel simpatico splendore dell'opale. Era una
- 5990creatura sovrumana: non mostrava alcuna età. Soltanto
- 5991forse giudicò altrimenti: infatti io piangeva perché gli
- 5992occhi mi riconfermavano il terribile significato attribuito
- 5993del dolore perché la soverchia commozione mi impone¬
- 5994ghierequali promesse non adoperai io perché mi salvas¬
- 5995plicai come i devoti supplicano Iddio: tanto avea
- 5996singa. Una pietosa astuzia della speranza mi persuase
- 5997re sovrannaturale e quasi onnipotente. La vostra volontà
- 5998ma sopportiamola forti e rassegnati; non siam tanto
- 5999polcro; entriamo coraggiosamente nel gran regno delle
- 6000Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6001pitare qualche nervo sotto il coltello anatomico: v'è
- 6002che appartiene ad una ragione superiore perché colla
- 6003supremo sentimento di giustizia che sembra esser l'ani¬
- 6004ma eterna dell'umanità il destino futuro ed imperscruta¬
- 6005da questi freddi ma inespugnabili ragionamenti. - Pa¬
- 6006morte!... Ma l'assassinio, Lucilio, l'assassinio di quella
- 6007l'affrettarla sarebbe fuggire dalla penitenza; come oblio
- 6008arrischiarla neppur al pericolo d'un'infreddatura: ma
- 6009quando ad una virtù dubbia ed inutile s'oppongono
- 6010infelice, Lucilio! Avrò veduto morire colei alla quale
- 6011dell'amore, e della devozione!
- 6012trentacinque anni vagando disperato col pensiero fra le
- 6013lampo d'un sorriso, io che ho avventato freneticamente
- 6014prudenti spergiure, io dunque che avea trovato l'anima
- 6015Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6016e micidiali?... Perché combattere, perché studiare, per-
- 6017chéguarire, perché vivere?... Volete saperlo, Carlo, que¬
- 6018sto perché?... Perché mi mancava una certezza. Perché
- 6019qualche maniera, e deferiva alla natura una sentenza
- 6020quest'autorità, questa potenza?... U bbidite allora. I nfeli-
- 6021ce martoriatevi, innocente soffrite, colpevole pentitevi e
- 6022infelici nel martirio e i colpevoli nell'espiazione; soppor¬
- 6023stevoli argomenti per poterla distruggere. Ma io, Luci¬
- 6024certo. La giustizia!... Rispondetemi ora preciso e since¬
- 6025coscienza, rifiutando cieco e disperato la vita?... Orsù
- 6026dunque; non obbiezioni né debolezze; rispondete!
- 6027ribile responsabilità dell'esempio?... Se lo spirito della
- 6028Pisana rifiutasse un omaggio deturpato dalle lagrime del
- 6029Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6030pietà nell'abnegazione guardasse con disprezzo a voi
- 6031razioni vaganti nell'aereo mondo dei fantasmi rifuggisse¬
- 6032vesse crescere sempre, crescendo insieme i tormenti del¬
- 6033tura, che voi pazzamente affermate complice del vostro
- 6034lo! pensateci altamente. Non aggravategli insulti verso
- 6035tumulto delle mie passioni; e mi conosco abbastanza
- 6036consente sempre, finch’ella non arresta, forse provvida
- 6037del pari, l'arcano movimento della vita. Intanto questo
- 6038e cercando di riparare ai mali involontariamente com¬
- 6039procinto di abbandonarmi non volesse trovar piacere al¬
- 6040io le dimostrassi qualche preferenza in confronto
- 6041forzati dispetti, e continuando a dimostrarle con ogni
- 6042maggiore accorgimento la mia gratitudine e il profondis¬
- 6043Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6044a quel modo avremmo potuto arrischiare nella settimana
- 6045letto colla Pisana, perché Lucilio aveva accompagnato
- 6046temperamento anche la salute potesse ravvivarsi d'im¬
- 6047bene?
- 6048dalla melanconia?
- 6049gini mai ch'io sia melanconica?... Avrai osservato che
- 6050sovente taciturna e ingrognata. Soltanto ora mi sorride
- 6051m'aspetto di non esser punita troppo severamente del
- 6052sorriso sulle labbra e, concedetemi anche questa speran¬
- 6053dezza?... Infame, sconoscente, assassino che non badava
- 6054to!... Oh maledicimi, Pisana!... Maledici il primo mo¬
- 6055creduta contenta o per isbarazzarsi dell'altrui compian¬
- 6056Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6057tenerezza la tua confidenza erano l'ultima consolazione
- 6058sguardo affettuoso pagherebbero due vite più lunghe
- 6059l'anima mia. DaH'amor tuo solo cosi generoso ecostante
- 6060amarmi.» Oh Carlo, perdonami!... Perdonami per ca¬
- 6061compensata almeno fatta persuasa della mia gratitudi¬
- 6062d'una schiava, strascinandoti pel mondo legata misera¬
- 6063un'altra sfera anche a rischio di perdermi contentezze
- 6064ginocchio, Carlo!... Perdonami di averti amato alla mia
- 6065trovava tanta dolcezza nell'assisterti, e nel nasconderti
- 6066la compassione mi movevano, non doveva io conoscere
- 6067fatto meglio a confidarmi nella tua generosità tanto
- 6068Carlo! ho sbagliato per sbadataggine per bizzarria! Ora
- 6069i nostri doveri son questi! Adempiamoli d'accordo sen¬
- 6070Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6071ricompensa; ma una sincera confessione mi rialzerà agli
- 6072sola paura che possa amareggiarli!... Vedi! impara da
- 6073ti chieggo null'altro desidero perché il momento della
- 6074diata di farlo: muoio contenta, muoio sorridendo perché
- 6075lo sono con te!
- 6076batterai fino all'estremo!
- 6077sa?
- 6078dell'amor nostro!
- 6079lontà, dalle tue labbra!
- 6080Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6081irrevocabile?
- 6082mo tanto!
- 6083cederti!... Carlo, guardami in volto!... Vedi tu questo
- 6084sorriso di beatitudine, queste lagrime di gioia che
- 6085donna pazza briaca d'amore, mi rassegnerei a lasciarti
- 6086splende da quegli occhi divini!... Rimani, rimani con
- 6087farci pregustare in questo mondo le voluttà inesprimibi¬
- 6088gnere!... Addio, Carlo, addio!... Separiamoci ora che le
- 6089trattenerla; e piansi piansi convella veramente fosse
- 6090Lavistadi quelle persone che mi inchiodavano si irre¬
- 6091sigli della Pisana mi mormorarono pietosamente nel
- 6092Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6093un'autorità religiosa e quasi profetica. Pensai che espia¬
- 6094lampeggiavano ancora dinanzi; sentii che la loro luce
- 6095Dopo circa un'ora, durante la quale bene avvisarono
- 6096ta in un dolcissimo sonno. Raccomandava la lasciassimo
- 6097miglioramenti ottenuti da quelle ore di riposo. Successe
- 6098un sorriso celestiale irradiava le sue sembianze; non
- 6099l'aveva mai veduta cosi contenta neppur negli istanti
- 6100delle maggiori beatitudini. Cosi vidi illanguidirsi a poco
- 6101rire affatto que' profani sentimenti che l'avevano per
- 6102qualche istante appannata: vidi quanto aveva potuto un
- 6103zarra e tumultuosa, contro un'educazione falsa e perver-
- 6104cantevoli; finallora io avea creduto che fossero artifizio¬
- 6105vaghi balbettamenti dai quali credetti rilevare che par¬
- 6106colà ventiquattr'anni prima. Dopo evocate quelle lonta¬
- 6107creatura?
- 6108Oh godi ora, godi, anima benedetta, di quest'ultima
- 6109testimonianza che io, ancora vivo dopo altri trentanni
- 6110Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6111magnanima! ... Sorridi ancora alla mia mente annebbiata
- 6112prediletto, dura ancora un poetico barlume delle eterne
- 6113No, non sogna non bamboleggia un vecchio d'oltre
- 6114un misterioso travestimento degli esseri! Si, per grazia
- 6115la tomba rinnego superbamente quella filosofia timida e
- 6116curasse viemmeglio la meravigliosa serenità del suo spi¬
- 6117senza prete!
- 6118conforti della religione aiutano anche a vivere secondo
- 6119invidiosi quella forte moribonda. T utto spirava intorno
- 6120za cinico disprezzo e senza affettata divozione. Contenta
- 6121Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6122fu avvicinata alle labbra dall'Aquilina. Essa la ringraziò
- 6123d'un sorriso, indi si rivolse a me soggiungendomi
- 6124stessa avrebbe potuto attestarlo, per quanto alcune di¬
- 6125sparità d'opinione abbiano inasprito in appresso i nostri
- 6126che mi abbisognava onde ubbidire agli ultimi desiderii
- 6127l'Aquilina mi rimproverava dolcemente di avventurarli
- 6128cosi ad un destino compassionevole e tempestoso basta¬
- 6129Pochi giorni prima che partissimo da Londra, arrivò
- 6130ov'ella morisse senza testamento, instituendo con ogni
- 6131soffersi assai di dover abbandonar l’Inghilterra dove in
- 6132Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6133quella memore cameretta dov'avea vissuto giorni si
- 6134della Pisana fanciulletta: l'altra l'avea tagliata religiosa-
- 6135CAPITOLO VENTESIMOPRIMO
- 6136cagioni stesse fecero si, che neppur potesse rialzarsi
- 6137l'infiacchimento del popolo derivarono dalla chiusura di
- 6138neziani durarono audaci e meravigliosi mercanti finché
- 6139benefizi maggiori degli altri concorrenti: serbarono abi¬
- 6140mercio abbisognò d'una poderosa tutela. Cessato l'in¬
- 6141centivo dell'utile, cessò il naturale richiamo alle antiche
- 6142e gloriose tradizioni: cessarono le spedizioni ormai trop¬
- 6143ve si scambiavano le manifatture europee colle merci
- 6144Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6145diedero un'altra e solenne prova dell'antica potenza di
- 6146samente e costantemente nella vita italiana durante il
- 6147be trovato nell'allargamento in terraferma un nuovo fo¬
- 6148mite di prosperità. Invece nelle provincie italiane ella
- 6149comparve ancora più da commerciante che da governa-
- 6150colonie destinate a nutrire il patriziato regnante, spoglio
- 6151sedimenti commerciali, cessò poco a poco ogni necessità
- 6152proprio accorgimento e alla discrezione altrui la sicurez¬
- 6153tunato dell'aristocrazia avesse cercato anche di cambiare
- 6154riosamente quella nuova esperienza. Si sarebbe rimedia¬
- 6155vecchio difetto di scarsa partecipazione al movimento
- 6156venne per forza scadere alla condizione di semplice
- 6157città. Cosi nell'economia politica come nella fisiologia
- 6158appiglio in terraferma, chiudendole piucché mai le vie
- 6159durante la sua indolenza. «Rive opposte, animi contrari»
- 6160mente, spalleggiata dal commercio viennese e cogli aiuti
- 6161Infatti dopo essersi atteggiata fino agli ultimi tempi
- 6162rimuginando il passato, o maturando un futuro. «Prima
- 6163pubblicista «ciascun paese credeva d'essere quello che
- 6164avrebbe voluto essere.» I Veneziani anche nel millesette-
- 6165cento ottanta si reputavano i naturali rintuzzatori della
- 6166prepotenza mussulmana, perché l'ammiraglio Emo con
- 6167Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6168una dozzina di galee avea tentato gloriosamente qualche
- 6169poi la terribile riprova statistica d'una guerra generale
- 6170era sospensione di vita. Dovendo immischiarmi negli af¬
- 6171corrispondenti avrebbe moltiplicato il valore di quegli
- 6172sparsi rimasugli. Ravvivare anzi creare lo spirito d'asso-
- 6173non rimurchiarlo; perché l'esempio suo sia utile convie¬
- 6174da sé. Lo spirito d'associazione, indizio di ravvicinamen¬
- 6175ogni fatta d'intraprese; come educazione ad analogo
- 6176esercizio di altre operazioni, come fattore di confidenza
- 6177e nell’al largarmi poco, perché l'effetto corrispondesse
- 6178Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6179minciava a inceppare il proficuo sviluppo dei singoli
- 6180altre più grandi. E queste rivaleggiarono coraggiosa¬
- 6181speranza succedeva all'avvilimento e l'operosità all'iner¬
- 6182stranieri non erano ancora adescati dalla prosperità di
- 6183cotali intraprese fruttavano alla vecchia ditta Apostulos
- 6184risorgimento del commercio veneziano. Sibbene tutte
- 6185queste magnificenze avvennero in seguito, e mi tocca
- 6186Donato, il mio secondogenito, si adattava facilmente
- 6187ad aiutarmi nella nuova professione di commerciante; e
- 6188benché ragazzo affatto, per una sua acutezza mirabile
- 6189d'ingegno mi giovava assaissimo. Egli era un pazzerello
- 6190persone che rimpiangevano in fondo l'antico ordine di
- 6191Donato osservava quegli stampi originalissimi, e sape¬
- 6192tecedenze giustificavano abbastanza questa nostra fami¬
- 6193Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6194condotta di Luciano, il quale anziché imitare nell'arren¬
- 6195devolezza e nell'operosità il fratello minore, si buttava
- 6196lasciandolo padrone della fantasia, lo aveva avvezzato a
- 6197lo!
- 6198non bisognava soffocargliele come fossero vituperi. E tu
- 6199stessa ve lo avevi mirabilmente preparato col formargli
- 6200prio picchiato le mani dal gran gusto!
- 6201le taverne!
- 6202Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6203confidente anticipandomi d'alcuni mesi la buona opi¬
- 6204Egli non rispose verbo, mostrandomi col suo conte¬
- 6205nascesse qualche somiglianza di passioni, che cioè la
- 6206giovinetto, facile perciò a rimaner abbagliato da
- 6207quell'apparenze di sublimità mefistofelica che in fin dei
- 6208scopo. Bensì era impossibile che cosi fanciullo agognas¬
- 6209se sinceramente questa sterile filosofia del disprezzo, e
- 6210la preoccupazione del suicidio, come d'un cosmetico di
- 6211Sarà un romanticismo utile a qualche cosa. S'aggiunga
- 6212Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6213Che volete ch'io soggiungessi?... Lo lasciai dunque
- 6214conservare sull'animo dei figli; ma intanto venivano dal¬
- 6215la Grecia ottime notizie; essendosi rifiutato di comune
- 6216proposta dallo czar Alessandro, la guerra era scoppiata
- 6217del Peloponneso. Luciano coi suoi cugini Demetrio e
- 6218Teodoro ha l'onore d'esser ricordato in un bollettino
- 6219T utta Europa applaudiva all'eroiche vittorie della
- 6220bidienti ai suoi comandi, i Giannizzeri stessi rifiutavano
- 6221no mi partecipò con commoventissime parole una tale
- 6222amico e protettore non avesse potuto colle imprese
- 6223fizio, come quando alcuni secoli si saranno accumulati
- 6224sito, erano intervenute abbastanza gravi vicende. Rai¬
- 6225commerciali. Per me forse avrei portato pazienza, non
- 6226porgendo l'orecchio alla conversazione della prima stan¬
- 6227Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6228Si, perbacco; doveva proprio essere il Partistagno; infat¬
- 6229dopo, gridando evviva al signor generale, congratulan¬
- 6230disposizione di farsi monaca? Se vi ricordate, l'ultima
- 6231vita colle peggiori fatiche?
- 6232Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6233a contare simili fole!
- 6234Più anche delle indecenti menzogne di Raimondo mi
- 6235Perdetti ogni ritegno e precipitandomi nella stanza
- 6236ove sedeva quella combriccola, m'avventai addosso a
- 6237Raimondo stampandogli in viso lo schiaffo più sonoro
- 6238modo difendersi. La sua vigoria naturale, sebbene af¬
- 6239miglior schermidore di Venezia a parteciparmi che rite¬
- 6240nendosi il signor Raimondo di Venchieredo offeso
- 6241profondamente dalla maniera con cui l'aveva trattato al
- 6242per Venezia un grandissimo scalpore. T antoché Rai¬
- 6243soggiungendo beffardamente che sarebbe ito con lui
- 6244quando non avesse avuto némoglienéfigliuoli. Raimon¬
- 6245zioni venne nella deliberazione di sfidarmi per mezzo
- 6246sa mia, o Raimondo credette spaventarmi presentando-
- 6247Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6248ne sentiva piuttosto compassione al vederlo pallido e
- 6249no, benché spingessi assai debolmente l'assalto finché si
- 6250sarebbe precipitato; i suoi testimoni gli ripetevano que¬
- 6251sta ammonizione, quand'egli, approfittando della mia
- 6252L'Aquilina venne a cognizione di quella mia scappata
- 6253anni dopo quella d'una bambina, provarono abbastanza
- 6254che in qualche momento andavamo anche troppo d'ac¬
- 6255io non desiderava certamente questa crescenza di fami¬
- 6256sussidio della nazione, e alcuni anche impiegatine
- 6257nell'acquisto di fondi nelle vicinanze di Corinto. La
- 6258guerra dell'indipendenza era scaduta a contesa diploma¬
- 6259Ibrahim Bascià co' suoi Egiziani teneva debolmente
- 6260minor fastidio. Il conte Capodistria stringeva nelle sue
- 6261turcimanno della Russia, pure la necessità gli rendeva
- 6262ubbidienti gli animi del popolo. Spiro lasciava travedere
- 6263vecchi caporioni dell'insurrezione tenuti d'occhio allora
- 6264Merito delle circostanze, di Capodistria, dei Francesi
- 6265Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6266essa potè attendere dai congressi europei la decisione
- 6267l'ultimo colpo. Il passaggio vittorioso dei Balcani, cui
- 6268con parole veramente bibliche ed inspirate; molto egli
- 6269podistria, e nell'annunziarmi il probabile matrimonio di
- 6270d'indipendenza della G recia moderna.» Lessi dappoi al¬
- 6271consentire a quel matrimonio; e s'aggiungeva in fondo
- 6272una affettuosa noterei la dell'Aglaura, dove interpretan¬
- 6273e a morire sperando.»
- 6274metteva in grado di intraprendere questo viaggio senza
- 6275anche desiderato che l'Aquilina mi fosse compagna, ma
- 6276nave d'una casa corrispondente, al principiare d'agosto
- 6277del milleottocentotrenta, quando appunto la rivoluzione
- 6278mente continuava qualche malcontento per l'ingratitu¬
- 6279come d'una inescusabile debolezza. Ogni arte, secondo
- 6280coll'indipendenza la pace, per assicurare al popolo quel¬
- 6281bisognava rintuzzare ogni causa d'inquietudine, e ridur¬
- 6282re all'obbedienza quei poteri secondari che avevano
- 6283cooperato validamente al buon esito della guerra, ma
- 6284te della patria? Per l'egual ragione dovevano acconten¬
- 6285Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6286Del resto Luciano era cosi affettuoso cosi compito
- 6287contraddizione. Un giovane di ventiquattr'anni non po¬
- 6288ranno come Pisistrato. Serviva forse gli interessi della
- 6289dell'Inghilterra e ad approvare chi ne diffida, benché
- 6290Conte con pompa quasi principesca, non poteva certo
- 6291stria neracquistò qualche popolarità. Credo anzi che nel
- 6292siderazioni del Presidente dovesse ascrivere quella for¬
- 6293grandezza, e i segni delle ultime devastazioni, monu¬
- 6294poetico paese. Luciano non avrebbe voluto che partissi
- 6295dell'Aquilina erano troppo pressanti perch'io non pen¬
- 6296disperò della guarigione. La disperazione di Spiro, l'ac¬
- 6297coramento dei suoi figliuoli potevano essere intesi sola¬
- 6298so improvvisamente senza lasciar detto nulla, e senza
- 6299che si sospettasse alcun motivo a queirimprovvisa par-
- 6300Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6301genti. Senza potersene far ragione egli conghietturava
- 6302vano allora la Romagna, ma raccomandava di darmi
- 6303più tempo in mezzo. Accennai confusamente tanto a
- 6304Ancona proprio il ventisette marzo quando il generai
- 6305Armandi abbassava dinanzi agli Imperiali vinto ma non
- 6306macchiato il vessillo della rivoluzione romagnuola. Die¬
- 6307qualche ufficiale se conoscessero un certo Donato Alto-
- 6308tevano guarentire del nome: finalmente al Quartier
- 6309nome erasi inscritto nella Legione imolese, che aveva
- 6310vizio dell'esercito austriaco: uscii allora a piedi dalla
- 6311parlare; con quello struggimento d'animo che potete im¬
- 6312città che dallo spavento della guerra e dall'imbrunire
- 6313dared'un volontario ferito era lo stesso chefarsi chiude¬
- 6314di Rimini frequentavano certo l'Ospitale, pure non tro¬
- 6315lodarmene perché un giovine chirurgo intenerito alle
- 6316ingannare un misero padre!
- 6317Prudenza sopratutto, perché son cosedilicate, e viviamo
- 6318padre non potrà nemmeno immaginarsela. Allora mi
- 6319toccò confermare quello che sempre aveva creduto, cioè
- 6320Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6321Una zitella piuttosto attempata, maestra di cucire che
- 6322conoscenza; ma ella si schermiva rispondendo che non
- 6323mento si parti raccomandando anch'esso che non tenes¬
- 6324sciasse riposare che aveva buonissime speranze. N on
- 6325tardai a partecipare queste buone novelle all'Aquilina e
- 6326aperte non appena Donato fosse in grado d'imprendere
- 6327esageratissime calunniedaluiuditein casa F ratta a dan¬
- 6328L'uomo vecchio risorgeva completamente in me. I
- 6329giorni precedenti, assistendo alla penosa malattia di mio
- 6330luzioni: e solamente mi pentiva di queste maledizioni
- 6331amicizia con molte vecchie conoscenze; trovai molti
- 6332tendenza pendevano dalla mammella, e molte belle
- 6333tale, decadde anzi prontamente. La ferita diede prima
- 6334legro sereno ci confortava tutti ridendo assaissimo della
- 6335Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6336che ad offendermi d'un cotal raffronto: e certamente
- 6337egli credette ingiuriose all'ultimo segno. D'altra parte
- 6338cente, esponendolo a dover tollerare una contraddizio¬
- 6339ne, alla quale contraddisse egli poi generosamente
- 6340beccava stizzosamente che quel tristo caso non avrebbe
- 6341quella curiosa malattia. Bensì non era d'una tal'indole
- 6342retto, e piuttosto che confessare un mancamento si
- 6343rispondeva che si accontentava meglio d'aver figliuoli
- 6344la morte d'una vita disonorata dall'impostura, e gonfia
- 6345di vanagloria. Peraltro non guardava quei difettucci
- 6346cristiano e dell'onesto cittadino, io non potei ristare
- 6347dal l’opporle come mai quel perfetto cristiano e
- 6348queironesto cittadino lasciasse morire suo padresi pote¬
- 6349e potrebbe camparsela molto agiatamente senza viziacci
- 6350debiti contratti per assecondare l'ambizione del figlio gli
- 6351ro di soccorrerlo?
- 6352deferisci agli uomini quel supremo ministero di giustizia
- 6353Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6354e punire le colpe dei padri!
- 6355sulla coscienza quest'ignoranza! - Infatti il vecchio Or-
- 6356menta mori pochi giorni dopo accompagnato dalla ge¬
- 6357in veemenza e in universalità quell'odio postumo contro
- 6358od altri argomenti consimili si ripetevano sempre più
- 6359non m'avessi ridotto a mente le ultime raccomandazioni
- 6360della Pisana, forse saremmo venuti a qualche grosso
- 6361padre, perché della soverchia balia lasciata in allora
- 6362all'Aquilina sopra i figliuoli, dovetti pentirmi in appres¬
- 6363presuntuoso da non si sapere come persuaderlo ch'egli
- 6364lo capiva benissimo dove lo potevano condurre quei
- 6365difettacci; ché adulandolo e lusingandolo un pochino
- 6366ognuno lo avrebbe piegato a qualunque porcheria, ed
- 6367appoggiasse ciecamente all'autorità, dicendo che a quel
- 6368modo dovevano fare perché cosi era comandato. Avrei
- 6369voluto aggiungere che cosi era comandato, perché ap¬
- 6370vano la necessità di quei comandamenti; desiderava in¬
- 6371oltreché nella parola della rivelazione, anche nelle leggi
- 6372sostegni della fede, essi restavano sempre uomini sog¬
- 6373volta che fossero alieni dalla religione, cosi com'erano
- 6374lor morale dell'animo. L'Aquilina non voleva sentire da
- 6375e sfortunati da cadere nell'abisso dell'incredulità, non
- 6376tutelata piucché è possibile contro le soperchierie dei
- 6377Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6378peccare in difetto d'opinioni religiose. Preparar dunque
- 6379queste credenze, debbano ubbidire per intimo senti¬
- 6380coscienze, sarà non solamente opera di prudente educa-
- 6381un tradimento del proprio ministero la trascuranza di
- 6382quei maestri che pur vedendo rinnovarsi tutto giorno
- 6383lità pregevolissime cessando di esser devoti diventano
- 6384grave repentaglio l'economia morale della società. Non
- 6385scredenza? Adunque adoperatevi per difender almeno
- 6386che non sia l'adempimento dei doveri appoggiato unica¬
- 6387giungiate un'altra caparra, perché la società possa fidarsi
- 6388quel freno invincibile della coscienza che mi trattenne
- 6389te circostanze nelle quali la moralità cristiana concorda
- 6390mente inutile dare un appoggio filosofico ed assoluto
- 6391anche ai precetti morali della religione. Senzaché colla
- 6392lettura del testo si può schermeggiare e stabilire
- 6393contr'esso la battaglia ordinata della casuistica; ma coi
- 6394chiararvi che per quanto parolaio e quaresimalista possa
- 6395larmi lo scilinguagnolo. Pure qualche volta bel bello
- 6396buscarmi nelle orecchie una solenne gridata. La lasciai
- 6397Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6398malattie contagiose ed insolite, mise tutta Venezia in
- 6399ereditato qualche cosa del temperamento della mia Pisa¬
- 6400ma dabbenaggine. Senonché la mia figliuolina non ave¬
- 6401Cercava con bella maniera di indirizzarla convenevol¬
- 6402quei sciagurati che si credono esseri spregiudicati, posi¬
- 6403dell'umana progenie, corpi senza spirito destinati a cor¬
- 6404pertinacemente, come le mie occupazioni me lo consen¬
- 6405tivano, contro i dubbiosi istinti di quell'indole femmini¬
- 6406togliere, anche perché le parole dell'Aquilina contrasta¬
- 6407degli Eccellentissimi Procuratori. Dicevano per Vene¬
- 6408la signora Correggitrice passavi settanta quando s'era
- 6409bisognerebbe risalire ai primordi del genere umano
- 6410Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6411Certo seppi dalla signora Clara ch'ella mancò nell'estate
- 6412di quell'anno nell'Ospitale, lo l'avea incontrata parec¬
- 6413crilegio l'unire la memoria di Leopardo a quella
- 6414svergognata creatura. Peraltro anche la sua fine contri¬
- 6415sce la confidenza nella ragione collettiva che regola
- 6416Ci eravamo appena riavuti dallo sgomento di quella
- 6417sempre stato in qualche corrispondenza con Lucilio, ma
- 6418per ripartirne tantosto, le nostre lettere s'erano sempre
- 6419parole, quando alzava un gesto s'indovinava la vigoria
- 6420settantadue anni, ma sarebbero nulla senza un noioso
- 6421gliosa provvidenza che va perfezionando l'ordine
- 6422morale. Ti ricordi dei mondi concentrici di Goethe?
- 6423lontano lontano affievoliti sempre annullati mai, come
- 6424lo ascoltava devotamente le parole di Lucilio, perché
- 6425ciarono coll'educazione e colla forza della volontà la
- 6426concordia intima dei sentimenti coi pensieri. Certo io
- 6427Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6428voglio farmi scornare come medico. Insomma son con¬
- 6429ne è passata affatto la voglia?
- 6430un'istessa passione in due temperamenti diversi, e diver¬
- 6431legge suprema delle anime. Q uesta sete inestinguibile
- 6432supremo non dipende da motivo alcuno apparente alla
- 6433ragione individuale. Essa può benissimo rilevare dalla
- 6434te. I mpariamo dunque, impariamo!... La natura sembra
- 6435quanto minuta per quanto infinitesima è bevuta dalla
- 6436indaga un cadavere?
- 6437convincermi sempre più, anche nelle obiezioni apparen-
- 6438queta quest'umanità varia ed immensa; per provare an¬
- 6439tendono ad un'esistenza più vasta, ad un contentamento
- 6440disprezza; ma un'intima coscienza mi assicura che non
- 6441tanto imparziale come può esserlo quello d'altr'uomo al
- 6442né sdegnarvi per l’incredibile cambiamento della Clara a
- 6443diversi pensieri m'era abbandonato ad una stupida sicu¬
- 6444sfuggono per di sopra!... L'inseguirle è inutile, richia¬
- 6445dei sacrifizi, nessun ragionamento vince la fede, nessuna
- 6446pietà le distoglie dalla considerazione assoluta delle cose
- 6447ebbi occasione di convincermi che nessun uomo per
- 6448quanto forte e sventurato uguaglia una misera donnic-
- 6449ciuola nell'indifferenza della morte. Sembra ch'esse ab¬
- 6450Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6451seggierò, ma una contentezza celeste ed eterna. Figurati!
- 6452lo ammirai la facilità colla quale Lucilio subordinava
- 6453alla ragione i più fuggevoli e involontari movimenti
- 6454fiaccamente; anzi a conoscerlo bene bisognava confessa¬
- 6455volte a scandolezzarsi delle violente scappate del vec¬
- 6456chio dottore. Augusto Cisterna andava dicendo che si
- 6457nascere qualche cosa; un operone colossale sul commer¬
- 6458quali lo sapeva profondamente erudito; e infatti corres¬
- 6459sero insieme qualche proposta, ne ammendarono qual¬
- 6460quell'omiciattolo sucido e brontolone del conte Rinal¬
- 6461quasi comune dei nostri letterati!
- 6462che flagellò i contemporanei eccitandoli ad un rinnova¬
- 6463mento morale, sono rampolli di quella famiglia sventu¬
- 6464quella sublimità di scienza che comprende d'uno sguar¬
- 6465Giulio, il mio figliuoletto, si sarebbe assai vantaggiato
- 6466spirò guardandomi fieramente in volto quasi mi vietasse
- 6467Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6468Q uel giorno appiccai coll'Aquilina una furiosa batta¬
- 6469tutto potere di riconoscenza, meritava le scopate. Con¬
- 6470generosi c'è sempre da guadagnare. Non foss'altro si
- 6471muore allegramente: e questa, oltrecché ventura deside¬
- 6472gni coi quali venimmo camminando lungo i sentieri
- 6473soli, melanconici nel deserto della vecchiaia. Alla morte
- 6474zione dovea soperchiare in quel giovane qualunque altro
- 6475sentimento. S'era un po' scoraggiato dopo l'assassina¬
- 6476mento del conte Capodistria, ma poi all'assunzione al
- 6477altrettante curiosità: più affettuosamente forse mi scrive¬
- 6478grandi malanni che provennero dalla mia fiacca indul¬
- 6479spessissimi ponti davano un soverchio incommodo alla
- 6480Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6481CAPITOLO VENTESIMOSECONDO
- 6482consolasse pienamente della sua miseria. Tristissima piega di
- 6483mento, o un concorso straordinario di circostanze
- 6484potessi pur ragionarci sopra. Nella negoziatura poi io
- 6485che tempo, quando l'Internunziatura di Costantinopoli
- 6486l'Ambasceria inglese non avea trascurato quest'affare e
- 6487dere intorno alla casa Provedoni di Cordovado, nonché
- 6488Domenico Fulgenzio cercava sbarazzarsi per adoperare
- 6489e d'una compagnevole villeggiatura. A poco a poco
- 6490m'era avvezzato a Venezia, ch'era diventato anch'io co¬
- 6491dolcissima melanconia quando il San Martino ci faceva
- 6492serviva volonterosamente da fattore; e gran parte della
- 6493mante. Due ragazze erano maritate assai decentemente
- 6494guadagnava il bisogno nella sua professione di veterina-
- 6495Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6496amministrare, ricavava abbastanza per ristorar la fami¬
- 6497sta giustizia agli ultimi rappresentanti dell'illustre prosa¬
- 6498no tempo di badare allo stomaco. S'assottigliavano ogni
- 6499alla contessa Clara perché pigliasse tanti caffè, minaccia¬
- 6500nicciola si fosse presentata alla loro porta piagnucolan¬
- 6501va. Le ricchezze s'erano accresciute notevolmente in
- 6502certo cresciute erano; il senso pubblico e l'educazione
- 6503carità patria cercava bisogni presenti da soddisfare, pia¬
- 6504progettava allora per congiungere M ilano a Venezia
- 6505avrebbe trovato editori compratori e lodatori; ma
- 6506un'opera voluminosa sul commercio degli antichi Vene¬
- 6507sato colla mano il suo manoscritto glielo restituivano
- 6508garbatamente senza pur volerlo leggere. Indarno egli si
- 6509scrittore secondava le proprie idee, agli stampatori inve¬
- 6510Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6511sembravano sufficienti; ed ogni giorno gli saltava agli
- 6512sgrugnate dei meno cortesi. Consigliato a rivolgersi agli
- 6513poli. I più neanche rispondevano; qualcheduno che ser¬
- 6514scrivere di statistica e d'economia, che sarebbe decente¬
- 6515tali d'erudizione storica non s'affacevano al nostro seco¬
- 6516provvista da frustar ancora, che corsero parecchi anni
- 6517prima che si persuadesse dell'assoluta impossibilità di
- 6518poteva giovargli assai; ma siccome non conosceva alcu¬
- 6519del conte Gaspare Gozzi; sicché diede assai scarso
- 6520lare più presto quelle cinquecento lire che abbisognava¬
- 6521vuol distribuire schede d'associazione o farne senza? -
- 6522tromila schede di associazione con quattro parole d’invi¬
- 6523cambiando vocaboli e aggiungendo postille furono per
- 6524Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6525erano correzioni che non intaccavano menomamente
- 6526Cosi finalmente venne alla luce il famoso frontespizio
- 6527naldo ebbe la straordinaria consolazione di poter con¬
- 6528grande valor pratico che poteva acquistare anco per
- 6529l'odierno commercio, ove concorressero circostanze tali
- 6530M olucche, dell'l nghilterra, della Russia, dell'oppio, del
- 6531queste aggiunte di aver al più malamente sfogliazzato
- 6532colle speculazioni della moderna economia. Leggendo
- 6533quest'ultimo giudizio il povero autore si stropicciò gli
- 6534zienza non comperarlo, pazienza non leggerlo! Ma non
- 6535intendere nemmeno il titolo!... G iudicarlo a rompicollo
- 6536passioni che fermentavano nelle combriccole, non era
- 6537bastevole un'anima per individuo. Allora appunto era
- 6538Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6539entusiasmo e moda pervennero dal bisogno universal¬
- 6540impostura, era saviezza d'istinto. Questi avvenimenti
- 6541che rompevano la lunga sonnolenza d'Italia non secon¬
- 6542darono per nulla l'impresa tipografica del conte Rinal¬
- 6543sazione se n'era scandolezzata perché mai più s'immagi¬
- 6544bligata verso Domeneddio all'osservanza dei voti, lo
- 6545si tolse d'impiccio vendendo i materiali che rimanevano
- 6546te con quella sommetta voleva aiutare la fondazione
- 6547l'una pregando, l'altro leggendo e fantasticando si difen¬
- 6548tanto svagato che benché sovente avesse nello stomaco
- 6549l'appetito vecchio d'un paio di giorni, si smemorava
- 6550rimesse che furono in movimento le mascelle mostrava¬
- 6551erano oltremodo antipatici, e durava fatica a sopportarli
- 6552tempi minacciavano scuri e temporaleschi mi rappacia¬
- 6553Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6554commodi la vita avrebbero sacrificato allegramente per
- 6555Ormenta guardava sospettoso dalla finestra e mandava
- 6556all'occasione gridava quant'ogni altra buona gola; e non
- 6557M io figlio intanto era andato inzaccherandosi sempre
- 6558quando m'accorgeva delle vicende che ci pendevano so¬
- 6559ne avrebbe abbisognato. Mail sozzo dolciume dei vizii
- 6560cose desiderabili al mondo; cotali opinioni le ostentava
- 6561gran parte delle sue speranze nel contentamento di
- 6562Era la reazione contro il romanticismo, della quale
- 6563esperienza o più rettamente guidati si opponevano a
- 6564dei godimenti; quei maestri di corruzione soffiavano che
- 6565coraggio, e tanto essi lo biasimavano, d'altrettanto egli
- 6566ch'essi rimproveravano agli avversari, una profonda e
- 6567na assumeva un contegno composto, la sfacciataggine e
- 6568to debole di quell'educazione cui l'aveva avviato, ripete¬
- 6569del cavalier Frumier mi avverti aver udito raccontare
- 6570Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6571pugni all'importuno osservatore, e questa manieradi di¬
- 6572sopra con qualche confusione lasciandomi quasi persua¬
- 6573diventassero abitudini, e quelle colpe vizii. Attendeva a
- 6574questa mia speranza, quando in mezzo all'entusiasmo
- 6575propagatosi per tutta Italia all'amnistia concessa da Pio
- 6576porsi all'invasamento universale: di deridere quelle feste
- 6577profonda convinzione, era più sfacciataggine che corag¬
- 6578zo, disertavano lesti lesti all'entusiasmo dei più. Giulio
- 6579pere appuntino tutte queste vicende, perché i parenti
- 6580tieri e per sempre!
- 6581do si appunta loro mancanza d'esperienza). Quegli uo¬
- 6582varsi per uno slancio magnanimo da quella solita
- 6583Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6584sopportare il loro disprezzo, credilo, ti spezzerebbe
- 6585tro dieci potrai insorgere, fremere, vendicarti; ma contro
- 6586incendio che compresso da una parte divampa subita¬
- 6587che professando un disprezzo profondo degli uomini
- 6588e temendo insieme che l'esperienza avrebbe fatto quello
- 6589quale la educava l'avrebbero preservata dai maggiori pe¬
- 6590Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6591lore del lapislazzulo che dinotano un'anima candida ed
- 6592bidiente poi che sembra un agnello?... Dove vorresti
- 6593nel suo panegirico; soltanto accennandole di parlar pia¬
- 6594piace molto il conversare, e non l'abbandonerai forse
- 6595con quelle persone non ho voglia d'intrattenermi, ho
- 6596do ne avrai fatto invece una civetta sopraffina!
- 6597Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6598ciando bestemmie ed eresie col conte Rinaldo, allora
- 6599ni, e tu adopreresti saggiamente imitandoli. Non son
- 6600svignai: non dimenticando peraltro il punto principale
- 6601principalmente la mi sembrava cosi preoccupata cosi fa¬
- 6602passaggio dall'adolescenza alla giovinezza, che turba in¬
- 6603consapevolmente l'innocenza delle ragazze, lo che d'in¬
- 6604spiava sempre con ogni accorgimento di prudenza, per¬
- 6605l'avrebbe spuntata contro l'accortezza della fanciulla. Le
- 6606ogniqualvolta s'accorgesse di esser osservata, mi confer¬
- 6607co di queN'inconsapevole turbamento messo innanzi da
- 6608Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6609l'avessi più veduta. Il giorno appresso, quand'ella usci
- 6610chettino ricamato nel quale ella costumava riporre me¬
- 6611disfeci e trovai tre letterine graziosette profumate ch'era
- 6612porre la mantiglia, e fu meravigliata assai d'incontrarsi
- 6613confessione le colpe che per mera fanciullaggine hai
- 6614teneramente?
- 6615Contuttociò ella rimase imperterrita a rispondermi che
- 6616Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6617bandonarti sarebbe il peggior castigo che potessimo in¬
- 6618fliggerti?
- 6619ciaiolo a domandarti per compassione di far all'amore
- 6620con lui, gli risponderesti di si!
- 6621quanto bastava per rimaner abbagliata. Quanto ai suoi
- 6622scostumato!
- 6623quei pregi esterni e affatto d'apparenza non dovevano
- 6624rar in mezzo voi simili discorsi?
- 6625Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6626non saprà nulla?
- 6627la?
- 6628zi!
- 6629calmarla, sicché pensammo anche al modo di troncare
- 6630senza chiasso quell'amoruzzo e di assicurarci meglio dei
- 6631costumi della ragazza con un metodo diverso d'educa¬
- 6632l'incarico a lei come quella risoluzione venisse sponta¬
- 6633mi lusingava di ottener qualche cosa; non nascondeva
- 6634voce per questo mio scoramento soggiungendo che alla
- 6635Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6636L'Aquilina cominciò ad inalberarsi, io a tempestare; e
- 6637dai sperando che l'istinto materno l'avrebbe condotta
- 6638giorno la ragazza migliorata d'assai; e benché continuas¬
- 6639fruttato bene, ma anco io aveva adoperato destramente
- 6640di non ribadirle l'impostura mostrandomi troppo scan-
- 6641dolezzato della sua naturale leggerezza. Cosi sperava che
- 6642un giovine bennato che allo splendore dell'apparenza
- 6643dimostrazioni in piazza prendevano per tutta Italia un
- 6644provvisamente in Repubblica soffiava un vento pieno di
- 6645speranza; la rivoluzione minacciò a Vienna, proruppe a
- 6646far colonnello della seconda legione; senza consultare né
- 6647ne mormorasse la moglie, mangiai all'infretta un bocco¬
- 6648Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6649la sciabola, quando uno sconsigliato (diceva lo studente)
- 6650gnificavano più compassione al padre che rispetto e
- 6651sopraggiunse un violento assalto di convulsione, prima
- 6652accomodando come avrei saputo meglio. Con un salas¬
- 6653differenza che seppi maggiore, accagionai del mio male
- 6654credette, o finse credermi: ma verso mezzogiorno essen¬
- 6655frangenti dimostrò assai maggior cuore che io non
- 6656dardo abbattimento respingendomi dal suo seno appun¬
- 6657credo, la deliberazione d'un infelice che vuol ricompen¬
- 6658combattere, a morire forse, certo ad espiar fortemente
- 6659Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6660in un glorioso pentimento, non il contentamento
- 6661pazzia, ripresi il mio servizio come colonnello della
- 6662guente, quando ci capitarono da Brescia alcune sue
- 6663vecchio conoscente, dueuffiziali di quelle truppe venne¬
- 6664giore Rossaroll stesso che dalla lunghissima prigionia
- 6665che immischiato nella guerra abruzzese del ventuno, e
- 6666ste cose avvenivano nel milleottocentotrentasei, e furo¬
- 6667no incentivo alle turbolenze che agitarono l'isola, e
- 6668scoppiarono l'anno dopo in violente sommosse all'occa¬
- 6669che tornava dall'America meridionale, vecchio, abbru¬
- 6670stolito, storpio, maresciallo, e duca di Rio-Vedras. Col
- 6671suo gran corpaccione insaccato in una sfarzosa giornea
- 6672Mail cuore che batteva sotto quell'assisa indescrivibile
- 6673Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6674nare alla mia Venezia!
- 6675fra me: che sia A lessandro?
- 6676questi anni, Carlino?
- 6677guarentisco loro delle belle cicciotte e qualche milionci-
- 6678ond'egli la prese ancora soldatescamente per un braccio
- 6679soggiungendo che si compiaceva molto di fermar ancora
- 6680Q ueste esclamazioni furono provocate dalla compar¬
- 6681va un'assai strana figura, degna da contrapporsi alla
- 6682camera, si diportarono assai gravemente fuori; e porsero
- 6683un bell'esempio di obbedienza militare a parecchi giova¬
- 6684andatura zoppicante, e l'umore sempre allegro e burbe¬
- 6685Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6686ti dico! Presto!... che si faccia a tempo!
- 6687cora ch'io piansi all'udir raccontare quella scena com¬
- 6688moventissima, la quale spiegava nobilmente il torpore
- 6689pure ebbimo le nostre consolazioni. La concordia
- 6690confidenza nel futuro, l'educazione militare che dietro i
- 6691leyrand, il principio della fine. L'attività pubblica, occu¬
- 6692migliorando grandemente la moralità del paese, e non
- 6693quel ridestarsi vittorioso della coscienza popolare, s'era-
- 6694aver portato nell'infanzia l'abitino di sant'Antonio, ed
- 6695Venezia; ma perfino i figliuoli vergognavano di portare
- 6696il suo nome; ed Enrico, quello scapestrato, riconquistò
- 6697amarlo per compassione, quando di compassione non
- 6698In quel momento si spalancò sgangheratamente la
- 6699Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6700tanove fu pregno di lugubri meditazioni: non credeva
- 6701Dopo le pubbliche sciagure cominciarono per noi i
- 6702Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6703d'essere nel Brasile!
- 6704due svelavano in quelle ultime fantasticaggini dell'anima
- 6705pure passassi a raggiungerla. Un'intima voce del cuore
- 6706massime nel popolo affamato. Le bombe avevano accal¬
- 6707vegliava con queirimpassibile coraggio che non abban¬
- 6708comandandomi di bel nuovo coll'ultima occhiata
- 6709quell'unico frutto della sua vita, lo m'adoperai perché
- 6710ch'ella avea pronunciati cinquant'anni prima per la salu¬
- 6711Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6712Ai ventidue d'agosto fu firmata la capitolazione. Ve¬
- 6713no ch'io aveva lungamente aspettato durante quei due
- 6714stri successivi mi lasciavano molto dubbioso sulla sua
- 6715sorte; la Pisana avanzata nella gravidanza s'avviava col
- 6716avea seppellito a Venezia il povero Rossaroll... Quanti
- 6717Restammo soli io e l'Aquilina oppressi costernati taci¬
- 6718odiosa e insopportabile, finché di comune accordo ci
- 6719trapiantammo in Friuli, nel paesello di Cordovado, in
- 6720Ascrissi adunque a infedeltà postali la mancanza de'
- 6721concedermi quella consolazione. M a un'altra non meno
- 6722secolare che ha superato un rigidissimo inverno. Allora
- 6723Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6724solamente, dopo quattr'anni ch'era tornato a Cordova-
- 6725figliuolanza, l'ottantesimo anniversario del mio ingresso
- 6726pascolavano due capre, e una fanciulla canterellava li
- 6727Capitano. Forse era l'unico monumento delle mie me¬
- 6728tano passato. Sull'angolo della fossa sorgeva ancora alla
- 6729del dopopranzo, monsignore di Sant'Andrea, Giulio
- 6730Succedevano poi gli inviti clamorosi de' miei compagni
- 6731Oh con qual religiosa mestizia, con quanto dilicato
- 6732guettavano ancora prima di addormentarsi come nelle
- 6733sere della mia infanzia. Cinguettavano ancora; ma quan¬
- 6734quella semplice famiglia di augelli!... Gli uomini vedono
- 6735milioni d'esistenze hanno compiuto il loro giro. Uscii
- 6736carezzevoli della Carolina mi pacificarono anche con es¬
- 6737pessi d'averla per nuora. Il generai Urquiza, nell'adem-
- 6738Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6739tri. Lafamigliaformadi tutte le anime che la compongo¬
- 6740nell'altro?
- 6741gliuoli miei, neppure alle disgrazie. Dicono i Francesi
- 6742postumo suffragio dell'ingiustizia che vivo egli ha sapu-
- 6743to cosi nobilmente sopportare. Eccovelo trascritto, che
- 6744Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6745CAPITOLO VE NTESI M OTERZO
- 6746T onale, giugno 1848
- 6747tali. Chi diedequesta sentenza conobbe per certo l'uma¬
- 6748che pretendeva conoscere il vigore dei muscoli dalla
- 6749mi insolubili dell'orgoglio, ma rispettai la giustizia nella
- 6750stessa ingiustizia, preferendo di nutrirmi col pane del
- 6751pentimento piuttostochécol sanguedei fratelli!... T radi-
- 6752versano l'ambrosia nei calici eterni per immortalare gli
- 6753degli oltraggi ieri sofferti! Vendicati se puoi, imitandoli
- 6754schiavo della penitenza che ricomprerà i proprii diritti
- 6755Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6756del fratello, allora s'apriranno le braccia, e sorgeranno
- 6757un trovatello dell'umanità, un guerriero della giustizia, e
- 6758me.»
- 6759Tonale, luglio 1848
- 6760patria, datemi la corona di quercia?
- 6761trionfo. Non chiedetele corone, ma porgete riverenti i
- 6762senza l'avidità del trionfo combattono pazienti e ignora¬
- 6763nella coscienza.»
- 6764L ugano, agosto 1848
- 6765sconfitta, come fummo prima vincitori senza trionfo. Ci
- 6766mento: tradimenti involontari come il mio, di uomini
- 6767sto il consueto conforto dell'umana debolezza di scari¬
- 6768crifizi e delle lunghe aspettazioni. Deggio attendere da
- 6769donata e perdono meritato. Soffrirò dunque ancora col-
- 6770Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6771stima dei miei fratelli.»
- 6772G enova, ottobre 1848
- 6773vidui; i popoli devono, perché possono, aspettare; lo
- 6774quantanni, ma l'eternità, lo stesso fin'ora avrei voluto
- 6775rii non concorderanno appunto colla moderazione e
- 6776coll'opportunità della vera sapienza le imprese cadran¬
- 6777zientemente per non aspettar lungamente. Cosi negli av¬
- 6778venimenti che consentono la deliberazione; ma quando
- 6779i postumi rincrescimenti, le scambievoli rampogne; allo¬
- 6780scuola o di stravizzo, credettero riconoscermi. G higna-
- 6781d'ammirazione che di sprezzo. Pareva che avessero in¬
- 6782fatta ampia testimonianza del valore dimostrato nelle fa¬
- 6783profughi era sorto un diverbio; che alcuni affermavano
- 6784mormorava della dubbiezza della mia fede, e dell'obli¬
- 6785simo indizio a ritenermi innocente, lo ringrazio questo
- 6786ora circondato. Cercherò di rendermene degno e saprò
- 6787grado alla Provvidenza di questi primi conforti ch’ella
- 6788lorosamente a Vicenza nell'aprile decorso, erano il pri¬
- 6789spiavano più vogliosamente degli altri, e pareva quasi
- 6790reggimenti lombardi. Anch'io ebbi il ticchio di accorrer
- 6791Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6792fors'anco fui consigliato da un resticciuolo d'orgoglio a
- 6793ho, e pretendo insieme riparazione delle altre iniqua¬
- 6794mente imputatemi.»
- 6795In mare, dicembre 1848
- 6796stanza dei nuovi proponimenti, e appena puoi conosce¬
- 6797benedizione, e ieri nell'imbarcarmi ne rileggeva il tenore
- 6798re!
- 6799ritorno forse coll'anello della promessa nel dito!... Felici
- 6800rella, serberete memoria non disdegnosa del povero
- 6801bontà!»
- 6802R orna, 9 febbraio 1849
- 6803fraterne, come dinanzi alla giustizia onnipresente. T u
- 6804speranze. Oggi, oggi stesso un grande nome risorse
- 6805costringerà, tutti quanti siete, a pronunciarla con labbra
- 6806Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6807menti d'ebbrezza che non offuscano per altro l'immuta¬
- 6808nell'ordine immenso della Provvidenza le grandi colpe
- 6809ancora scontate vorranno altre lagrime; e l'assassino na¬
- 6810egli occhi splendenti di speranza.»
- 6811Roma, giugno 1849
- 6812che altre volte conobbi. Costoro mi sopportavano assai
- 6813malvolontieri, e credo mi designassero alla diffidenza
- 6814contro San Pancrazio. Gli assalitori ingrossavano sem¬
- 6815tanto una mezza coorte custodiva disposta in catena
- 6816dietro una gabbionata costrutta pochi giorni innanzi e
- 6817necchiassero, giacché non diedero alcun segno; io gridai
- 6818sotto in su, e indietreggiando misero qualche scompiglio
- 6819l'officiale che comandava la fazione, come spazientito
- 6820gridando e incoraggiandoli colla spada sguainata; gli al¬
- 6821cuni legionari accorsi al grido si opponevano all'irruzio¬
- 6822bruciapelo che non mi portò via fortunatamente altro
- 6823rimbombava di fucilate, gli uomini accorrevano ai can¬
- 6824Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6825presso, alla rassegna generale alla quale comparvi colla
- 6826rendevano pubbliche grazie al gregario Aurelio G ianni
- 6827lamente la voce: «Chieggo» soggiunsi «come unica gra¬
- 6828nostre rivoluzioni mi costrinse momentaneamente a la¬
- 6829te luccicar qualche lagrima. Ricompostosi l'ordine e fat¬
- 6830premio della mia generosa costanza mi creava aiutante
- 6831me. Indi a poco sopraggiunsero a intenerirmi piucche-
- 6832gione, l'ammirazione dei compagni, l'affetto dei supe¬
- 6833Roma, 4 luglio 1849
- 6834questi ultimi giorni m'impedisce di camminare. Il gene-
- 6835Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6836doppieranno quandochessia la beatitudine del cielo.»
- 6837In mare, settembre 1849
- 6838che sostenne cariche importantissime nelle provincie, il
- 6839quattordici. Al primo vederli mi risovvenne di un'inci¬
- 6840sione veduta alcuni anni sono, rappresentante una fami¬
- 6841zie. Come sopporterebbero mai due poveri vecchi una
- 6842vita varia stentata angosciosa, senza nessuna certezza né
- 6843corda d'una nostra canzonetta popolare la quale benedi¬
- 6844ce Iddio vestito di azzurro: infatti quella espressione
- 6845mente alla comprensione dell'eterno. Scommetto che
- 6846Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6847canta si perfettamente colla sua nobile pronuncia roma¬
- 6848na, che questi inarmonici marinai inglesi sospendono la
- 6849ti. Nell'America meridionale è una cosa diversa: là
- 6850s'andasse colà! La stessa natura vergine rigogliosa tropi¬
- 6851dursi a fare una somma! ...»
- 6852Nuova Y ork, gennaio 1850
- 6853Colombo. L'avranno portata le macchine a vapore, co¬
- 6854partirà perché l'ingegnere Carlo M artelli, che doveva
- 6855gi i o ?... »
- 6856Rio Janeiro, marzo 1850
- 6857Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6858no solo l'avveramento delle sue speranze! Rimasi dun¬
- 6859impiego nell'ufficio delle Statistiche Imperiali, mentre io
- 6860maggiore nella fanteria di confine. N ell'esercito trovai
- 6861narra, fu uomo veramente straordinario: non di sublime
- 6862ingegno ma di quella virtù tenace confidente incrollabile
- 6863d'imposte in queirimmensa provincia centrale di M ato-
- 6864eroi ne porgono materia. L'Imperatore gli avea donato
- 6865esser mandato come sopraintendente delle miniere in
- 6866nell'autunno.»
- 6867R io Ferrei res, novembre 1850
- 6868ghiribizzo. Fortuna che è discreto; perché dal principio
- 6869Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6870sa quanto tempo vorrà passare!... Convengo peraltro col
- 6871pianure, tutto serba l'impronta dell'ultima rivoluzione
- 6872che ha sconvolto il creato, etràttone l'ordine meraviglio¬
- 6873qui tanto all'europea, come la cadente esistenza d'un
- 6874lamenti e serragli di montagne che s'aggruppano, s'ad¬
- 6875schi misteriosi, e vomitanti, frammezzo alle nevi, eterni
- 6876vatici fuggono cornando l'aspetto d'un uomo; torrenti
- 6877abbandonati in cascate di cui l'occhio misura appena
- 6878fare l'appello della notte. Costoro sono ubbidientissimi
- 6879ispalla, rupi quasi inaccessibili, di passare precipizi orri¬
- 6880del nemico è scannato senza remissione; dicono che
- 6881qualche buongustaio si diverta anche a mangiarli. Del
- 6882Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6883sorveglianza: egli ha avviato un commercio di diamanti
- 6884niera nuovamente scoperta, si vollero condurre anche la
- 6885immaginare. Studiamo insieme un tantino di storia, ed
- 6886m'insegna di ricambio a strimpellar qualche arietta sul
- 6887sica una indiavolata sarabanda. Davvero che codeste si¬
- 6888danni della servitù, sarebbe da sottoscriversi subito; ma
- 6889inimitabile audacia, e tutti insieme poi prendiamo lezio-
- 6890certezza delle corrispondenze, e quella smania di novità
- 6891vita. M a Venezia?... Oh non pensiamoci!... Papàemam-
- 6892Rio Ferrei res, giugno 1851
- 6893Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6894tro fra le braccia!...»
- 6895Villabella, aprile 1852
- 6896addormentato. Scriviamo prima che le scene spaventose
- 6897qualche inquietudine nelle tribù indiane che scendono a
- 6898fortino improvvisato difendesse anche gli approcci della
- 6899avvisaglie fino al gennaio passato, quando essendo scop¬
- 6900piato un tumulto più pericoloso intorno alla miniera
- 6901combattevano con un'astuzia particolare, e soltanto do¬
- 6902volsimo verso Rio Ferreires, quando a mezzo cammino
- 6903sero stanchissimi, sforzammo disperatamente le marce
- 6904Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6905scannato per sorpresa gran parte degli uomini, facendo
- 6906ucciderei capi bianchi ch'erano venuti a spodestarli del¬
- 6907rono cacciati intorno alla Sopraintendenza, e per oppo¬
- 6908salvamento dall'incendio, tosto fu loro addosso una
- 6909frotta tumultuosa di pelli-rosse. Parevano demonii guiz¬
- 6910rabbia degli assalitori. Allora il Fabietto, fanciullo mira¬
- 6911fanciullo, colpito da molte frecce, stramazzò mormoran¬
- 6912quei corpi benedetti per adornare il loro mostruoso
- 6913avea saputo dell'eccidio della Sopraintendenza, accorse
- 6914Al mattino trecento cadaveri indiani s'ammucchiavano
- 6915cesi, le tribù indiane che s'ingrossavano intorno sempre
- 6916Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6917Dio secondi le mie buone intenzioni!...»
- 6918Buenos Aires, ottobre 1852
- 6919capitano amicissimo dell'ingegnere, che salpava per
- 6920l'America?
- 6921lora non le dispiacque più abbandonar l'America, e
- 6922no, penso d’intraprendere una gita nell'interno per salu¬
- 6923lungare d'assai il viaggio per trovarli.»
- 6924Sai adii la, febbraio 1855
- 6925compagna sempre, e sconta amaramente l'audacia di
- 6926cedi America, ci lascerà ancheil marito!... Lafebbremi
- 6927fuggitivo la sua ingratitudine, consola di qualche com¬
- 6928Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6929soglia della tua casa!... Quand'essi picchieranno umil¬
- 6930me!...»
- 6931da un cancro immedicabile. I Martelli scrivevano di
- 6932rassegnazione d'una martire; soltanto piangeva di ab¬
- 6933bandonar i suoi figliuoli maconsolavasi col pensiero che
- 6934saranno sempre inondate dalle mie lagrime ogniqualvol¬
- 6935potuto bearmi almeno una volta delle vostre venerabili
- 6936sembianze? Sconosciuti l'uno all'altra passammo per
- 6937l'amore dall'amore; e gli spiriti traverso gli spazii
- 6938veva trovarla!... figlia, fantasma e dolore!... Doveva per¬
- 6939derla prima di sapere d'averla avuta!... Doveva comin¬
- 6940gna durante la rivoluzione, ha avuto l'idea molto
- 6941nità sopra quest'altra famiglia: cosi potessi beneficare
- 6942na volontà!... Luciano mi lusinga d'un'altra visita per
- 6943Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6944dai loro misteriosi recessi seguitano a premere questo
- 6945veneto e sulle istituzioni commerciali dei Veneziani du¬
- 6946rante il Medio Evo serviranno di splendido commento
- 6947nostro Romanin. Gli Italiani impareranno a conoscere
- 6948Le domeniche quando colla carrozza (ohimè! sento
- 6949ascoltato pazientemente le lunghe confessioni di Carlo
- 6950negare qualche compassione ad un povero vecchio, poi¬
- 6951pretendessimo misurare col nostro tempo il tempo delle
- 6952sarebbero più tanti dispareri intorno alla vita!
- 6953Ippolito Nievo - Le confessioni di un italiano
- 6954fatto morale, ministero di giustizia. Chi per tempera¬
- 6955felici? Sono degeneri, smarriti o colpevoli. S'inspirino a
- 6956quell'esemplare dell'umanità trionfante, e troveranno
- 6957mente. La prova certa della spiritualità, qualunque ella
- 6958dell'anima mia è oggimai imperturbata, come la calma
- 6959morte come ad un mistero oscuro imperscrutabile, ma
- 6960varco all'oceano immenso infinito, e infinitamente cal¬
- 6961rezzevoli d'intorno quasi invitando il mio a
- 6962ricongiungersi col loro aereo drappello... 0 primo ed
- 6963intravvedo azzurrina e compassionevole al raggio mo¬
- 6964rena. Sperammo ed amammo insieme; insieme dovremo
- 6965trovarci là dove si raccolgono gli amori dell'umanità