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文学
Cavalleria rusticana
意大利语 BooksWhale 版本 · Giovanni Verga
Novella verista di Verga su passione, gelosia, onore e violenza nella Sicilia rurale.
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图书简介
Cavalleria rusticana
Cavalleria rusticana è una delle opere più celebri del verismo italiano. Verga concentra in poche scene la tensione tra desiderio, tradimento, codice d’onore e fatalità collettiva nella Sicilia contadina, creando un racconto di straordinaria forza drammatica poi divenuto anche mito teatrale e musicale.
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Autore morto da oltre settant’anni; testo originale italiano di pubblico dominio.
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CAVALLERIA RUSTICANA.
目录
本版本内容
- 01Cavalleria rusticana
- 02Cavalleria rusticana ed altre novelle
- 03VITA DEI CAMPI
- 04OPERE DI G. VERGA
- 05I Malavoglia. Terza edizione L. 3 5o
- 06Mastro-don Gesualdo. Terza edizione 5 —
- 07Storia di una capinera. Ottava edizione 2 —
- 08Eva. Ottava edizione 2 —
- 0977 marito di Elena. Terza edizione 1 —
- 10Eros. Quinta edizione 2 —
- 11Tigre Reale. Quinta edizione 1 —
- 12Xovelle. Nuova edizione 2 x
- 13I ricordi del capitano d'arce 2 5c
- 14V/V33c
- 15VITA DEI CAMPI
- 16Cavalleria Rusticana
- 17ED ALTRE NOVELLE
- 18G. VERGA
- 19MILANO
- 20F R A T ELL1 TREVES, EDITORI
- 21PROPRIETÀ LETTERARIA
- 22(D
- 23Turiddu Macca^ il figlio della gnà Nunzia, come
- 24neggiava in piazza coli' uniforme da bersagliere e
- 25il berretto rosso, che sembrava quello della buona
- 26ventura, quando mette su banco colla gabbia dei
- 27cavano attorno come le
- 28to anche una pipa col re
- 294 CAVALLERIA RUSTICANA
- 30aveva quattro muli di Sonino in stalla. Dapprima
- 31Turiddu come lo seppe, santo diavolone! voleva
- 32tare come una passera solitaria?
- 33Finalmente s' imbattè in Lola che tornava dal
- 34CAVALLERIA RUSTICANA. 5
- 35compare Alfio, il carrettiere?
- 36dovevo tornare da tanto lontano per trovare ste
- 37belle notizie, gnà Lola!
- 38dietro alla ragazza dondolandosi colla nappa del
- 39viso lungo, però non aveva cuore di lusingarlo
- 40lasciatemi raggiungere le mie compagne. Che di-
- 41non bisogna farla chiacchierare la gente. Mia ma-
- 42dre invece, poveretta, la dovette vendere la no-
- 43done, nel tempo ch'ero soldato. Passò quel tempo
- 44dentro nell'andar via lontano tanto che si perdeva
- 45che le aveva regalati suo marito. Turiddu segui-
- 46corgersi di lui quando passava. — Voglio far-
- 47gliela proprio sotto gli occhi a quella cagliacela!
- 48Di faccia a compare Alfio ci stava massaro
- 49paro da massaro Cola, e cominciò a bazzicare*
- 50ha sposato un re di corona, orai
- 51gerei cogli occhi!
- 52CAVALLERIA RUSTICANA. 9
- 53per sposarti!
- 54pane !
- 55Lola che ascoltava ogni sera, nascosta dietro il
- 56non si salutano più?
- 57lutarvi !
- 58Turiddu tornò a salutarla cosi spesso che Santa
- 59moto del capo, quando passava il bersagliere. Il
- 60CAVALLERIA RUSTICANA. II
- 61aspettando ginocchioni il suo turno dinanzi al con-
- 62fessionario dove Lola stava facendo il bucato dei
- 63suoi peccati. Sull'anima mia non voglio mandarti
- 64a Roma per la penitenza!
- 65Compare Alfio- tornò colle sue mule, carico di
- 66stra moglie vi adorna la casa!
- 67Compare Alfio era di quei carrettieri che por-
- 68ho pianto nemmeno quando ho visto con questi
- 69occhi Turiddu della gnà Nunzia entrare di notte
- 70Turiddu, adesso che era tornato il gatto, non
- 71siccia. Come entrò compare Alfio , soltanto dal
- 72comprese che era venuto per quell'affare e posò
- 73Turiddu da prima gli aveva presentato il bic-
- 74CAVALLERIA RUSTICANA, l3
- 75Con queste parole si scambiarono il bacio della
- 76Gli amici avevano lasciato la salciccia zitti
- 77zitti, e accompagnarono Turiddu sino a casa. La
- 78gnà Nunzia , poveretta, l'aspettava sin tardi ogni
- 79quando sono andato soldato , che credevate non
- 80furia? piagnucolava Lola sgomenta, mentre suo
- 81partire, col pretesto di governare il pollaio, quasi
- 82gliandosi del farsetto , e picchieremo sodo tut-
- 83CAVALLERIA RUSTICANA. l5
- 84Entrambi erano bravi tiratori; Turiddu toccò
- 85zione di ammazzarmi!
- 86Come egli stava in guardia tutto raccolto per
- 87quasi strisciava per terra col gomito, acchiappò ra-
- 88Ei cercava di salvarsi facendo salti disperati al-
- 89l'indietro; ma compar Alfio lo raggiunse con un'al-
- 90adornato. Ora tua madre lascierà stare le gal-
- 91gli gorgogliava spumeggiando nella gola , e non
- 92potè profferire nemmeno: — Ah! mamma mia!
- 93LA LUPA
- 94Era alta, magra; aveva soltanto un seno fermo
- 95Al villaggio la chiamavano la Lupa perchè non
- 96come una cagnaccia, con queir andare randagio e
- 97sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i
- 98gonnella solamente a guardarli con quegli occhi
- 99da satanasso, fossero stati davanti all'altare di Santa
- 100Agrippina. Per fortuna la Lupa non veniva mai
- 101tar messa, né per confessarsi. — Padre Angiolino
- 102quello che si dice innamorarsi, sentirsene ardere
- 103LA LUPA. 2I
- 104guitava a mietere tranquillamente col naso sui mani-
- 105campi immensi, dove scoppiettava soltanto il volo dei
- 106senza stancarsi mai, senza rizzarsi un momento sulla
- 107stare sempre alle calcagna di Nanni, che mieteva
- 108sonnecchiavano nell'aia, stanchi dalla lunga gior-
- 109al tempo che cavavano l'olio, perchè egli lavorava
- 110figlia Maricchia? rispose Nanni. — Essa ha la
- 111mazzo !
- 112LA LUPA. 23
- 113sull'uscio, con quegli occhi da spiritata. Suo ge-
- 114Madonna per segnarsi. Maricchia stava in casa ad
- 115naio, oppure scirocco di agosto, allorquando i muli
- 116lasciavano cader la testa penzoloni, e gli uomini
- 117dormivano bocconi a ridosso del muro a tramon-
- 118nell'afa, lontan lontano, verso l'Etna nebbioso, dove
- 119Nanni spalancò gli occhi imbambolati , fra ve-
- 120l'ora fra vespero e nona! singhiozzava Nanni, ri-
- 121Andatevene! Andatevene! non ci venite più nel-
- 122r aia !
- 123Ella se ne andava infitti, la Lupa, riannodando
- 124le trecce superbe, guardando fisso dinanzi ai suoi
- 125passi nelle stoppie calde, cogli occhi neri come
- 126LA LUPA. 25
- 127capelli, e le ripeteva ogni volta: Andatevene! an-
- 128datevene! Non ci tornate più nell'aia! — Maricchin
- 129come una lupacchiotta anch'essa, quando la vedeva
- 130Scellerata! le diceva. Mamma scellerata!
- 131una pazza, perchè adesso l'amava anche lei quel
- 132Il "brigadiere fece chiamare Nanni, e lo minac-
- 133singhiozzare ed a strapparsi i capelli; non negò
- 134questo inferno! fatemi ammazzare, mandatemi in
- 135mai !
- 136casa è mia. Non voglio andarmene!
- 137LA LUPA. 27
- 138Ed avrebbe voluto strapparsi gli occhi per non
- 139corpo. Non sapeva più che fare per svincolarsi
- 140dall' incantesimo. Pagò delle messe alle anime
- 141fece pubblicamente sei palmi di lingua a strasci-
- 142vi ammazzo!
- 143nire, pallido e stralunato, colla scure che luccicava
- 144chinò gli occhi, seguitò ad andargli incontro, con
- 145mangiandoselo con gli occhi neri. — Ah! malanno
- 146Una volta, mentre il treno passava vicino ad
- 147Aci-Trezza, voi, affacciandovi allo sportello del va-
- 148ma quarantott'ore; i terrazzani che spalancavano
- 149tina del terzo giorno, stanca di vedere eternamente
- 150passavano per via, eravate alla stazione, e gingil-
- 151landovi impaziente colla catenella della vostra boc-
- 152cettina da odore, allungavate il collo per scorgere
- 153un convoglio che non spuntava mai. In quelle
- 154ad Aci-Trezza: passeggiammo nella polvere della
- 155strada e ci arrampicammo sugli scogli; col pre-
- 156delle bollicine che rubavano i baci; passammo sul
- 157mare una notte romanticissima, gettando le reti
- 158parer meritevole di buscare dei reumatismi; e l'alba
- 159ci sorprese nell'alto del farigìione, un'alba mode-
- 160verde cupo; raccolta come una carezza su quel
- 161gruppetto di casuccie che dormivano quasi raggo-
- 162trasparente e profondo, si stampava netta la vo-
- 163mettevate voi. — Avevate un vestitino grigio che
- 164sembrava fitto apposta per intonare coi colori del-
- 165FANTASTICHERIA. 33
- 166vi modellavate nel vostro scialletto, e sorridevate
- 167coi grandi occhioni sbarrati e stanchi a quello
- 168strano spettacolo, e a quell'altra stranezza di tro-
- 169varvici anche voi presente. Che cosa avveniva
- 170nella vostra testolina mentre contemplavate il sole
- 171nascente ? Gli domandavate forse in qual altro
- 172emisfero vi avrebbe ritrovata fra un mese? Diceste
- 173soltanto ingenuamente: « Non capisco come si
- 174possa viver qui tutta la vita. »
- 175sembri: basta non possedere centomila lire di en-
- 176tutti gli stenti fra quegli scogli giganteschi, inca-
- 177per ammirazione. Così poco basta perchè quei po-
- 178veri diavoli che ci aspettavano sonnecchiando nella
- 179barca, trovino fra quelle loro casipole sgangherate
- 180e pittoresche, che viste da lontano vi sembravano
- 181Verga. Cavalletta rusticana. 3
- 182del pane che mangiano, quando ne mangiano, giac-
- 183in cui brontola e sbuffa, bisogna contentarsi di
- 184ha desinato; in quei giorni c'è folla sull'uscio
- 185dell'osteria, ma suonano pochi soldoni sulla latta
- 186la burrasca, vengono a dare una buona spazzata
- 187dovesse desiderar di meglio che esser spazzato, e
- 188FANTASTICHERIA. 35
- 189scomparire ; eppure ripullula sempre nello stesso
- 190tunno, a sbaragliare un esercito di formiche trac-
- 191ciando sbadatamente il nome del vostro ultimo
- 192ballerino sulla sabbia del viale? Qualcuna di quelle
- 193povere bestioline sarà rimasta attaccata alla ghiera
- 194de) vostro ombrellino, torcendosi di spasimo; ma
- 195viavai, saranno tornate ad aggrapparsi disperata-
- 196prendere siffatta caparbietà, che è per certi aspetti
- 197eroica, bisogna farci piccini anche noi, chiudere
- 198Noi siamo stati amicissimi, ve ne rammentate?
- 199son rammentato del vostro capriccio un giorno
- 200che ho rivisto quella povera donna cui solevate
- 201far l'elemosina col pretesto di comperar le sue
- 202arancie messe in fila sul panehettino dinanzi al-
- 203accoccolata sul mucchietto di sassi che barricano
- 204FANTASTICHERIA. 3^
- 205ad occhi aperti; e nel guazzabuglio che facevano
- 206nella mia mente, mentre io passava per quella
- 207la mantellina di quella donnicciola freddolosa, ac-
- 208moda, [citandovi spesso in capo alla cronaca ele-
- 209Quando scriverò il libro, forse non ci penserete
- 210vita altrove. Potete anche immaginare che il mio
- 211pensiero siasi raccolto in quel cantuccio ignorato
- 212oppure perchè vi ho cercata inutilmente per tutti
- 213Vi ricordate anche di quel vecchietto che stava
- 214Ma se avesse potuto desiderare qualche cosa egli
- 215avrebbe voluto morire in quel cantuccio nero vi-
- 216FAN'TASTICHERIA. 39
- 217io portarono via piangeva guaiolando, come fanno
- 218ed avreste cercato invano in quelli occhi attoniti
- 219il riflesso più superbo della vostra bellezza; come
- 220quando tante fronti altere s'inchinano a farvi ala
- 221nei saloni splendenti, e vi specchiate negli occhi
- 222bile varietà; e voi potete godervi senza scrupoli
- 223modo vostro. Quella ragazza, per esempio, che
- 224faceva capolino dietro i vasi di basilico, quando
- 225il fruscio della vostra veste metteva in rivoluzione
- 226sognava su quel davanzale, dietro quel basilico
- 227odoroso, cogli occhi intemi in quell'altra casa co-
- 228nella città grande, lontana dai sassi che l'avevano
- 229Miglior sorte toccò a quelli che morirono; a
- 230FANTASTICI! PRIA. 41
- 231diti; nondimeno è morto da buon marinaio, sulla
- 232verga di trinchetto, fermo al sartiame, levando in
- 233L'altro, quell'uomo che sull'isolotto non osava
- 234conigli nel quale v'eravate impigliata da stordita
- 235potuto immaginare di qual disperato e tetro co-
- 236raggio fosse capace per lottare contro tal morte
- 237quell' uomo che lasciavasi intimidire dal capola-
- 238è rimasto a Pantelleria, e quell'altro pane che
- 239una grazia assai magra ad Ari-Trezza. Quelli al-
- 240anche il ragazzo dell'ostessa, l'ultima volta che
- 241andò all'ospedale per chieder del vecchio e portar-
- 242e sgattaiolando nella corte andò a piantarsi di-
- 243servivano più, per passare il tempo. Voi, strin-
- 244rammenterete con piacere che gli avete dato cento
- 245Ora rimangono quei monellucci che vi scorta-
- 246vano come sciacalli e assediavano le arancie: ri-
- 247FANTASTICHERIA. 43
- 248nun^ono a ronzare attorno alla mendica, a bran-
- 249pezzentelii paffuti e affamati cresceranno in mezzo
- 250nonno, e popoleranno Aci-Trezza di altri pezzen-
- 251telii, i quali tireranno allegramente la vita coi
- 252nonno, senza desiderare altro; e se vorranno fare
- 253qualche cosa diversamente da lui, sarà di chiudere
- 254Proprio l'ideale dell'ostrica, e noi non abbiamo
- 255taccamento di quella povera gente allo scoglio sul
- 256coraggiosa ad una vita di stenti, questa religione
- 257della famiglia, che si riverbera sul mestiere, sulla
- 258tabilissime anch'esse. Panni che le irrequietudini
- 259del pensiero vagabondo s'addormenterebbero dol-
- 260nerazione in generazione. — Panni che potrei ve-
- 261tintinnìo allegro dei loro linimenti e salutarvi tran-
- 262Forse perchè ho troppo cercato di scorgere en-
- 263naci affezioni dei deboli, nell'istinto che hanno i
- 264FANTASTICHERIA. 45
- 265tori plebei che conoscemmo insieme. Un dramma
- 266incauto, o più egoista degli altri, volle staccarsi
- 267vedete che il dramma non manca d'interesse. Pel-
- 268le ostriche l'argomento più interessante deve es-
- 269del coltello del palombaro che le stacca dallo
- 270Jeli, il guardiano di cavalli, aveva tredici anni
- 271quando conobbe don Alfonso, il signorino; ma
- 272Bianca, la vecchia giumenta che portava il cam-
- 273don Alfonso , mentre era in villeggiatura, andava
- 274Verga. Cavallerìa rii3iicana. 4
- 275rubate al vicino. Dapprincipio, Jeli dava dell' eccel-
- 276cizia fu stabilita solidamente. Jeli insegnava al suo
- 277delle sue bestie mezze selvaggie, acciuffando per
- 278sciarsi sbigottire dai nitriti di collera dei puledri
- 279scappate pei campi mietuti, colle criniere al vento!
- 280i bei giorni d'aprile, quando il vento accavallava
- 281incendiassero! il bel cielo d'inverno attraverso i
- 282rami nudi del mandorlo, che rabbrividivano al ro-
- 283JELI IL PASTORE. 5r
- 284salivano adagio adagio come la nebbia; il buon
- 285il ronzio malinconico degli insetti della sera, e
- 286stesse — iuh! iuh! iuh! che facevano pensare
- 287quei grandi avvenimenti trascorsi, che sembrano
- 288e l'allagassero!
- 289intentissimo a suonare iuh! iuh! iuh! Poi radu-
- 290signorino, e se ne viene adagio adagio, gingillan-
- 291dosi colle macchie del vallone; oppure: — Domat-
- 292del giubbone; sapeva anche tessere dei treccioli di
- 293quando aveva freddo. Insomma, purché ci avesse
- 294sa farsi la croce con le due mani!
- 295jeli il pastori;. 53
- 296bero fatto volentieri qualche cosa per lui, poiché
- 297arcolai di canna, ed altre coserelle. — Facciamo
- 298A Tebidi tutti lo conoscevano da piccolo, che
- 299terra l'aveva raccolto » come dice il proverbio-
- 300mancini, sicché il contadino che l'aveva surrogato
- 301nella guardia dei cavalli, non perse nemmeno la
- 302giornata; ma il povero ragazzo era ritornato così
- 303sconvolto che alle volte lasciava scappare i pule-
- 304Massaro- Agrippino dall'aja; o che vuoi assaggiare
- 305spingeva mogio mogio verso la collina; però da-
- 306col capo avvolto nel fazzoletto bianco, che non
- 307JELI IL PASTORE. 55
- 308nanzi, passo passo, brucando il trifoglio, e cogli
- 309monti e vallate; conosceva come spira il vento
- 310nuvolo quando sta per nevicare. Ogni cosa aveva
- 311giorno. Così, verso il tramonto quando il pastore
- 312la cavalla mora si accostava masticando il trifoglio
- 313svogliatamente, e stava anch'essa a guardarlo, con
- 314Dove soffriva soltanto un po' di malinconia era
- 315nelle lande deserte di Passanitello, in cui non
- 316colla testa ciondoloni, per farsi ombra scambie-
- 317volmente, e nei lunghi giorni della trebbiatura
- 318quella gran luce silenziosa pioveva sempre uguale
- 319valli indugiavano volentieri, il ragazzo si occupava
- 320giunco; con quattro ramoscelli, sapeva rizzare un
- 321po' di tettoia, quando li tramontana spingeva per
- 322stoppie; arrostiva le ghiande del querceto nella
- 323mangiare delle bruciate, o vi abbrustoliva le larghe
- 324dalla muffa, perchè quando si trovava a Passani-
- 325tello nell'inverno, le strade erano cosi cattive che
- 326alle volte passavano quindici giorni senza che si
- 327JELI IL PASTORE. $n
- 328gli invidiava pure la superba cavalla vajata, quella
- 329di un mastino ringhioso quando qualcuno voleva
- 330montarla. Da Jeli invece si lasciava montare e
- 331Dopo che Scordu il Bucchierese si menò via
- 332vanni, col patto che gliela tenessero nell'armento
- 333sino alla vendemmia, il puledro zaino rimasto or-
- 334greppi del monte con lunghi nitriti lamentevoli, e
- 335faccia — osservava il pastore. — Adesso bisogna
- 336tenerlo d'occhio perchè sarebbe capace di lasciarsi
- 337andar giù nel precipizio. Anch'io, quando mi è
- 338trifoglio, e a darvi qualche boccata di malavoglia
- 339fatti per esser venduti; come gli agnelli nascono
- 340JELI IL PASTORE. 5g
- 341Don Alfonso però rispondeva che anche lui an-
- 342sospettosa, stando ad ascoltare con quel lieve am-
- 343micar di palpebre che indica l'intensità dell'atten-
- 344Gli piacevano i versi che gli accarezzavano l'udito
- 345con l'armonia di una canzone incomprensibile, e
- 346alle volte aggrottava le ciglia, appuntava il mento
- 347Quando poi il signorino mettevasi a scrivere per
- 348far vedere quante cose sapeva fare, Jeli sarebbe
- 349rimasto delle giornate intiere a guardarlo, e tutto
- 350a un tratto lasciava scappare un' occhiata sospet-
- 351tosa. Non poteva persuadersi che si potesse poi
- 352ripetere sulla carta quelle parole che egli aveva
- 353Ogni idea nuova che gli picchiasse nella testa
- 354in carrozza , egli sarebbe rimasto impassibile con
- 355quella maschera d'indifferenza orientale che è la
- 356dignità del contadino siciliano. Pareva che istinti-
- 357vamente si trincerasse nella sua ignoranza, come
- 358JELI IL PASTORE. 6l
- 359Aveva chiesto al suo amico Alfonso di scrivergli
- 360aveva trovato chi sa dove, perchè egli raccattava
- 361Alfonso, malgrado che sapesse leggere, sgranava
- 362uno che serbasse le parole nella scatola dell'accia-
- 363volgere accuratamente il suo fogliolino scritto nel
- 364avevano cominciato dal picchiarsi ben bene, una
- 365volta che s'erano incontrati lungo il vallone, a
- 366po' s'erano scambiati dei pugni nella schiena, uno
- 367JELI IL PASTORE. 63
- 368botti , ma quando furono stanchi andarono cal-
- 369mandosi a poco a poco, tenendosi sempre ac-
- 370Jeli intanto si allontanava quatto quatto , e
- 371Mara, dopo che stette ad accompagnarlo cogli
- 372occhi finche potè vederlo nel querceto, volse le
- 373Ma da quel giorno in poi cominciarono ad
- 374addomesticarsi. Mara andava a filare la stoppa sul
- 375parapetto del ponticello, e Jeli adagio adagio spin-
- 376guardinga del cane avvezzo alle sassate. Quando
- 377finalmente si trovavano accanto, ci stavano delle
- 378lunghe ore senza aprir bocca. Jeli osservando at-
- 379tentamente Y intricato lavorio delle calze che la
- 380correre, dicendo levar alta la sottanella sulle gam-
- 381Al tempo dei fichidindia poi si fissarono nel
- 382folto delle macchie, sbucciando dei fichi tutto il
- 383santo giorno. Vagabondavano insieme sotto i noci
- 384piovevano fitte come la gragnuola; e la ragazzina
- 385JELI IL PASTORE. 65
- 386Durante l'inverno Mara non osò mettere fuori
- 387poggio di Macca, per non rimanere intirizzito al
- 388pari di quelle cinciallegre che la mattina trovava
- 389cavalli ci trovavano piacere a ciondolare un po'
- 390alberi ancora nudi che cominciavano a punteg-
- 391Verga. Cavalleria rusticana. 5
- 392merli che guardavano sbalorditi coi loro occhietti
- 393quasi nudi, ma dalle lunghe orecchie diggià in-
- 394quiete. Scorazzavano pei campi al seguito del
- 395branco dei cavalli, entrando nelle steppie dietro i
- 396mietitori, passo passo coir armento , fermandosi
- 397Così passarono tutta 1' estate. Intanto il sole
- 398tagna, come imbruniva, seguendolo fra le macchie
- 399Ragoleti, e non poteva nemmen reggersi sull'asino
- 400JELI IL PASTORE. 6~]
- 401bianco come un morto. I contadini della fattoria
- 402venivano a domandargli: — Come vi sentite, com-
- 403Fu chiamato anche il medico, ma erano denari
- 404e conosciute che anche un ragazzo saprebbe cu-
- 405subito. Compare Menu ci spese gli occhi della
- 406pozzo. — Prendete un buon decotto di ecaìibbiso
- 407il decotto di eucaliptus, eppure la febbre tornava
- 408tore come meglio sapeva. Ogni mattina, prima
- 409come una brava massaia, e suo padre, accompa-
- 410gnandolo cogli occhi stanchi nelle sue faccenduole
- 411JELI IL PASTORE. 69
- 412capo stretto nel fazzoletto, e si metteva sull'uscio
- 413Come Jeli lasciava cadere accanto all'uscio il fascio
- 414volta che tornava a vedere compare Menu colla
- 415puledro smarrito, che se lo possono mangiare i
- 416la ragazzetta si tirò indietro sbigottiti per paura
- 417poscia partì coli' armento per Passanitello , dove
- 418JELI IL PASTORE. 71
- 419vi restarono a pascolarvi per molto tempo. Frat-
- 420veva esser cresciuta , pensava egli sovente men-
- 421Tebidi dopo tanto tempo , spingendosi innanzi
- 422adagio adagio le giumente per i viottoli sdruccio-
- 423levoli della fontana dello %io Cosimo, andava cer-
- 424ziato Massaro Agrippino e tutta la famiglia di
- 425per appendervi le zucche delle sementi ci avevano
- 426vide osservare. Ce ne andiamo laggiù a Marineo
- 427con Mara sul parapetto dell'abbeveratojo. — Anche
- 428le case, le disse quand'ebbe visto accatastare l'ultima
- 429JELI IL PASTORE. 7 3
- 430Massaro Agrippino e sua moglie si erano av-
- 431viati colla carretta, Mara correva loro dietro tutta
- 432allegra, portando il paniere coi piccioni. Jeli volle
- 433accompagnarla sino al ponticello, e quando Mara
- 434stava per scomparire nella vallata la chiamò: —
- 435Mara! oh! Mara!
- 436fermo, finche potè udire il rumore della carretta
- 437ulivi sfumavano nel crepuscolo, e per la campagna
- 438campamaccio della bianca nel silenzio che si aliar-
- 439Sulle pendici riarse dal Calvario e dal Mulino
- 440JELI IL PASTORE. 75
- 441a vento, rimaneva tuttora qualche branco di pe-
- 442terre, che aspettavano immobili, sotto il sole co-
- 443vanni suonava la messa grande, accompagnata dal
- 444fiera sembrava trasalire, e correva un gridìo che
- 445si prolungava fra le tende dei trecconi schierate
- 446Viva San Giovanni!
- 447sassino di Jeli mi farà perdere la fiera!
- 448facevano qualche passo lentamente, guardando in
- 449San Giovanni fosse arrivato sotto l'olmo, » diceva
- 450assegnamento sulla vendita dei puledri. Intanto di
- 451chi, e nappine, e sonagli, che scodinzolavano per
- 452che passava, e pareva che aspettassero un'anima
- 453sulla pancia!
- 454Invece Jeli aveva camminato tutta la notte ac-
- 455ciocché i puledri arrivassero freschi alla fiera, e
- 456prendessero un buon posto neh' arrivare, ed era
- 457non erano tramontati, e luccicavano sul monte Ar-
- 458vano continuamente carri, e gente a cavallo che
- 459andavano alla festa; per questo il giovanetto te-
- 460JELI IL PASTORE. 77
- 461ventati dall'insolito via vai, non si sbandassero, ma
- 462andassero uniti lungo il ciglione della strada, die-
- 463Il ragazzo sonnecchiava, spingendo adagio adagio
- 464una gamba dietro l'altra, e non rispondeva nulla-
- 465lassù, verso Granvilla, come sparassero dei razzi an-
- 466JELI IL PASTORE. 79
- 467la fiera! e anche tu, stellato!
- 468ledri perchè si rinfrancassero sentendo la sua voce
- 469avrei potuto mangiarmi tutta la fattoria se avessi
- 470Mara invece rideva, e sembrava che avesse infor-
- 471quelle cose, come ella andava dicendole. Mara mi
- 472tornava
- 473JELI IL PASTORE. Si
- 474pravveniva all'improvviso una carrozza che non si
- 475portasse il diavolo. I puledri, spaventati, si sban-
- 476coglierli attorno alla bianca, la quale anch'essa
- 477trottorellava svogliatamente, col campamaccio al
- 478onze come dodici angeli del paradiso! Piangendo
- 479e gridando egli andava chiamando il puledro —
- 480rola, povera bestia!
- 481il ragazzo. Oh! che disgrazia, mamma mia!
- 482I viandanti che andavano alla festa, e sentivano
- 483davano cosa avessero perso; e poi, come sapevano
- 484Lo stellato rimaneva immobile dove era caduto
- 485pea ogni dove , piangendo e parlandogli quasi
- 486avesse potuto farsi intendere, la povera bestia riz-
- 487JELI IL PASTORE. 83
- 488e del Mulino a vento stampato sull'albore, ancora
- 489e formicolasse di vita. La campana dal fondo
- 490stesso Alfio da solo non poteva giovargli per
- 491niente; perciò costui andava sbocconcellando pian
- 492quale da lontano strepitava e bestemmiava accor-
- 493cassate le reni lui. Lasciatelo stare! Non vedete
- 494che non si può muovere, povera bestia!
- 495senza custodia, e badava a scolparsi dicendo: —
- 496JELI IL PASTORE. 85
- 497che ti diede quel prete ladro !
- 498capo con grandi occhi sbarrati quasi avesse inteso
- 499lo pagherebbe salato assai!
- 500dere dove rimanesse lo stellato, e andavano strap-
- 501solo nel burrone, aspettando che venissero a scuo-
- 502penosamente voltava la testa sbigottito, e gli fosse
- 503duto sul sasso, fin quando arrivarono gii uomini
- 504Adesso poteva andarsene a spasso, a godersi la
- 505sognava cercarsi un padrone, se pure qualcuno lo
- 506andava cercando un padrone colla sacca ad arma-
- 507piazza allegramente, coi pennacchi nel cappello, in
- 508JELI IL PASTORE. 87
- 509le mosche, e i galantuomini stavano a godersela
- 510avrebbe trovato lui, poiché compare Isidoro Macca
- 511dir nulla dello stellalo , gli raccomandò massaro
- 512Cola. Una disgrazia come questa può accadere a
- 513Andarono perciò a cercare compare Macca , il
- 514poni sull'ammattonato, che non si udiva nemmeno
- 515del contrabasso faceva una croce col carbone sulla
- 516parete, per fare il conto all'ultimo, e ricominciava
- 517nata! — Massaro Cola tornò dicendo che com-
- 518pare Macca non aveva bisogno di nulla. Al-
- 519Mara stava di casa verso Sant'Antonio, dove le
- 520case s'arrampicano sul monte, di fronte al vallone
- 521della Canziria, tutto verde di fichidindia, e colle
- 522ruote dei mulini che spumeggiavano in fondo, sul
- 523JELI IL PASTORE. 89
- 524meno per guardare i porci, e girandolando in
- 525e si sentiva voglia di piangere. Finalmente mas-
- 526gran gala, con tanto d'orecchini che le sbattevano
- 527sulle guancie, e stava sull'uscio, colle mani sulla
- 528pancia, cariche d'anelli, ad aspettare che imbrunisse
- 529la festa di San Giovanni!
- 530Jeli non avrebbe voluto entrare perchè era ve-
- 531stito male, però massaro Agrippino lo spinse per
- 532le spalle dicendogli che non si vedevano allora
- 533condurlo con loro a veder la luminaria, insieme
- 534Arrivando in piazza, Jeli rimase a bocca aperta
- 535goderseli dall'imboccatura del Rosario, tutto nero
- 536sotto il baldacchino d'argento. I devoti andavano
- 537c'era persino una donna discinta, spettinata, cogli
- 538JELI IL PASTORE. 91
- 539Mara sapeva anche che aveva portato lo sten-
- 540dardo grande, nella processione e lo reggeva di-
- 541in tondo e si accoccolava come una colombella
- 542piangeva come uni bimba dalla consolazione , e
- 543dere i trasparenti illuminati , dove tagliavano il
- 544illuminato, e nella piazza c'era una folla tanto
- 545Mara andava al braccio del figlio di massaro
- 546Neri come una signorina, e gli parlava nell'orec-
- 547dormire seduto sul marciapiede fin quando lo sve-
- 548gliarono i primi petardi del fuoco d'artifizio. In
- 549JELI IL PASTORE. 9^
- 550colorati sembrava ora tutta bianca ed ora tutta
- 551rossa. Quando scapparono pel cielo gli ultimi razzi
- 552Intanto attorno a lui la gente faceva, gazzara
- 553figlio di massaro Neri poi sembrava proprio che
- 554non volesse lasciarla andare più , mentre massaro
- 555car d'allogarti. Per stanotte torna in piazza dove
- 556JELI IL PASTORE. 95
- 557Neri? chiese lui voltando e rivoltando il bastone
- 558Massaro Agrippino gli trovò da allogarlo come
- 559dovette contentare di una grossa diminuzione di
- 560chiacchiere che si facevano alla sera nel. cortile
- 561giò dicendogli che Mara non aveva voluto saperne
- 562Però siccome egli era paziente e laborioso, im-
- 563persuase ad indurre il padrone perchè aumen-
- 564JELI IL PASTORE. 97
- 565pascolare dentro le bisaccle dell'asinelio, e si re-
- 566le orecchie. Nella nevigata famosa della notte di
- 567Massaro Agrippino quando venne a dare un' oc-
- 568per averne sentito parlare in piazza, quando an-
- 569tale e quale com'era, dopo che massaro Agrippino
- 570di massaro Agrippino se la intendeva con don
- 571Alfonso, il signorino, il quale aveva conosciuta
- 572JKLI IL PASTORI-. 99
- 573Mentre conduceva al pascolo le pecore tornò a
- 574pensare a Mara quando era ragazzina, che stavano
- 575Tutte quelle cose andava rimuginando per ore ed
- 576ore, seduto sull'orlo del fossato, tenendosi i ginoc-
- 577chiazzata dall'erba riarsa, sfumando silenziosa nel-
- 578In primavera, appena i baccelli delle fave co-
- 579accanto sul muriecitiolo dell'ovile, a discorrere in-i
- 580eravamo piccoli , e stavamo sul ponticello della
- 581bene non dicesse nulla perchè era stato sempre
- 582Mara venne a salutare il giovanotto, nel tempo
- 583dico addio, gli disse ella perchè domani torniamo
- 584JELI IL PASTORE. IOJ
- 585sempre, buona o mal'annata!
- 586di San Giovanni, ed eri rimasto senza padrone?
- 587massaro Neri?
- 588poco. Dacché ce ne siamo andati a Marineo
- 589che mi sposi?
- 590Mara andava sminuzzando uno sterpolino di
- 591sulla zangola anche lui non rispondeva nulla; ed
- 592rito e moglie, lo rammenti?
- 593posso pretendere alla figlia di un massaro come
- 594JELI IL PASTORE. Io3
- 595volevi lasciarmi pel figlio di massaro Neri; ma
- 596di lei, camminava impalato, tutto vestito di panno
- 597Alfonso gli ridevano sul naso. Quando Mara disse
- 598m'abbia voluto... mentre avresti potuto prenderne
- 599IOO
- 600nei panni nuovi dalla contentezza di vedersi Mara
- 601quando fu venuto il lunedì, indugiava nell' asset-
- 602e il paracqua incerato. — Tu dovresti venirtene
- 603a guardarlo dalla soglia. Tu dovresti venirtene con
- 604non ci era avvezza alla tramontana di gennaio
- 605alla polvere soffocante delle strade, quando le pe-
- 606spinge innanzi silenzioso 1' asinelio, per la strada
- 607bianca e interminabile. Almeno Jeli sapeva che
- 608JELI IL PASTORI-
- 609IO-
- 610portava in cucina, Mara l'aiutava ad appendere il
- 611metteva a bollire la minestra , apparecchiava il
- 612che allevavano , senza dimenticare una sola delle
- 613faccenduole che andava facendo. Jeli quando si
- 614stradicciuola, e l'orologio della città suonava la
- 615mezzanotte. Egli veniva perchè la cavalla che il
- 616padrone aveva lasciata al pascolo s' era ammalata
- 617all'improvviso, e si vedeva chiaro che quella era
- 618dietro l'uscio, gli toccò d'aspettare mezzora sotto
- 619la grondaja, sicché l'acqua gli usciva dalle calca-
- 620cominciò a strapazzarlo peggio che se fosse stata
- 621malata!
- 622Quando Mara ritornò- colla legna nelle bracci i
- 623Perchè hai aperto l'uscio del cortile? Non
- 624ce n'era più di legna in cucina?
- 625JELI IL PASTORE. io9
- 626tordo 1
- 627gliene importava niente, e s'era accollata la donna
- 628corna sono magre , ma mantengono la casa
- 629grassa ! »
- 630Una volta infine il ragazzo della mandra glielo
- 631Fu da quel momento che lo chiamarono per
- 632soprannome Conia d'oro, e il soprannome gli ri-
- 633JELI IL PASTORE. Ili
- 634ria Maddalena. Jeli il quale 1' aspettava taciturno
- 635fonso eravamo sempre insieme , quando eravamo
- 636lesse delle donne potrebbe maritarsi, ne gli man-
- 637Mara però andavasi riscaldando, e cominciò
- 638a strapazzarlo in mal modo, sicché il poveraccio
- 639Infine perchè quella grazia di Dio che stavano
- 640mangiando non andaste in tossico Mara cambiò
- 641Insomma Jeli non lo capiva quello che vuol
- 642Riceva una fatica del diavolo ad entrarci; massime
- 643in cui gli avevano detto com'elia volesse sposarne
- 644un'altro non aveva avuto più cuore di mangiare
- 645sentì dentro come se lo cuocessero. Don Alfonso
- 646nella d'oro sul panciotto. Però riconobbe Jeli, e
- 647gli battè anche sulle spalle salutandolo. Era ve-
- 648Verga. Cavalleria rusticana. 8
- 649gata d'amici, a fare una scampagnata nel tempo
- 650Mara all'improvviso col pretesto che era incinta
- 651vigne, le pecore saltellavano e belavano dal pia-
- 652e ballavano colle donne della fattoria che parevano
- 653una forbice che gli lavorasse internamente minuta
- 654minuta, come un veleno. Il padrone aveva ordi-
- 655JELI IL PASTORE. Il5
- 656Alfonso la chiamava perchè venisse a ballare co-
- 657gli altri. Non andare, Mara!
- 658Egli non profferiva più alcuna parola intelligi-
- 659aveva indosso le sbatteva e le scintillava sulle
- 660Alfonso, colla bella barba ricciuta, e la giacchetta
- 661Più tardi , mentre lo conducevano dinanzi al
- 662giudice, legato, disfatto, senza che avesse osato
- 663Malpelo si chiamava cosi perchè aveva i capelli
- 664gazzo malizioso e cattivo, che prometteva di rie-
- 665rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua
- 666settimana; e siccome era malpelo c'era anche a
- 667Però il padrone della cava aveva confermato che
- 668anche troppi per Malpelo, un monellaccio che nes-
- 669suno avrebbe voluto vedersi davanti, e che tutti
- 670schivavano come un can rognoso, e lo accarezza-
- 671Egli era davvero un brutto ceffo, torvo, rin-
- 672ghioso, e selvatico. Ai mezzogiorno, mentre tutti
- 673zione, egli andava a rincantucciarsi col suo corbello
- 674ravan dei sassi, finché il soprastante lo rimandava
- 675e si lasciava caricare meglio dell'asino grigio, senza
- 676ROSSO MALPELO. T2I
- 677aveva altro pel capo: nondimeno era conosciuto
- 678gli seccava assai. Insomma lo tenevano addirittura
- 679come mastro Misciu aveva potuto lasciarsi gabbare
- 680a questo modo dal padrone; perciò appunto lo
- 681chiamavano mastro Misciu Bestia, ed era l'asino
- 682sue braccia, invece di menarle addosso ai compa-
- 683gni, e attaccar brighe. Malpelo faceva un visaccio
- 684come se quelle soperchierie cascassero sulle sue
- 685tuttoché fosse una buona bestia. Zio Mommu lo
- 686l'avrebbe tolto per venti onze, tanto era perico-
- 687Adunque il sabato sera mastro Mischi raschiava
- 688ancora il suo pilastro che l'avemaria era suonata
- 689ROSSO MALPELO. I23
- 690appalto — il cottimante!
- 691arcolaio; ed il grosso pilastro rosso, sventrato a
- 692poveretto, andava dicendogli: « Tirati indietro! »
- 693tante. Rossi rappresentava Y Amleto, e c'era un
- 694bellissimo teatro. Sulla porta si vide accerchiato
- 695da tutte le femminucce di Monserrato, che stril-
- 696gran disgrazia ch'era toccata a comare Santa, la
- 697denti quasi fosse in gennaio. L'ingegnere, quando
- 698sotterraneo dal materiale caduto ci voleva una set-
- 699ROSSO MALPELO. 125
- 700riempire delle carra per delle settimane. Il bell'af-
- 701fare di mastro Bestia!
- 702L'ingegnere se ne tornò a veder seppellire Ofe-
- 703non piangeva nemmeno, scavava colle unghie colà
- 704nella rena, dentro la buca, sicché nessuno s'era
- 705mani tutte in sangue. Poi quando vollero toglierlo
- 706mordeva come un cane arrabbiato e dovettero
- 707quando sua madre piagnuccolando ve lo condusse
- 708e sterrava con accanimento, quasi ogni corbello di
- 709mentre zappava, si fermava bruscamente, colla zappa
- 710suo diavolo gli susurrava negli orecchi, dall'altra
- 711gio, povera bestia, sbilenca e macilenta, sopportava
- 712ROSSO MALPELO. 127
- 713picchiava senza pietà, col manico della zappa, e
- 714borbottava : — Cosi creperai più presto !
- 715busse senza protestare, proprio come se le pigliano
- 716dirittura crudele, e sembrava che si volesse ven-
- 717Certo ei provava uno strano diletto a rammentare
- 718E una volta che passava il padrone, accompagnan-
- 719udito, quella sera! »
- 720Per un raffinamento di malignità sembrava aver
- 721preso a proteggere un povero ragazzetto, venuto
- 722in modo che sembrava ballasse la tarantella, e
- 723gli avevano messo nome Ranocchio; ma lavorando
- 724Infatti egli lo tormentava in cento modi. Ora
- 725ROSSO MALPELO. . J29
- 726forte, con maggiore accanimento, egli diceva: —
- 727quello!
- 728Verga. Cavalleria rusticana. o
- 729rena è traditora, diceva a Ranocchio sottovoce; so-
- 730Ogni volta che a Ranocchio toccava un lavoro
- 731troppo pesante, e Ranocchio piagnuccolava a guisa
- 732ROSSO MALPELO. l3l
- 733Era avvezzo a tutto lui, agli scapaccioni, alle
- 734avvezzo, allorché il padrone lo puniva levandogli
- 735castighi anche quando il colpevole non era stato
- 736rebbe stato inutile. E qualche volta come Ranoc-
- 737chio spaventato lo scongiurava piangendo di dire
- 738rn?
- 739Sono malpelo! — e nessuno avrebbe potuto dire
- 740effetto di bieco orgoglio o di disperata rassegna-
- 741salvatichezza o timidità. Il certo era che nem-
- 742suo visaccio imbrattato di lentiggini e di rena
- 743se si metteva sull'uscio in quell'arnese, che avrebbe
- 744andava a rannicchiarsi sul suo saccone come un
- 745ROSSO MALPELO. t33
- 746cane malato. Adunque, la domenica, in cui tutti
- 747cortile, ei sembrava non avesse altro spasso che
- 748La vedova di mastro Misciu era disperata di
- 749aver per figlio quel malarnese , come dicevano
- 750vatici come lupi. Almeno sottoterra , nella cava
- 751in quegli occhiaeci di gatto che ammiccavano se
- 752comprati dodici o tredici lire, quando stanno per
- 753Certamente egli avrebbe preferito di fare il ma-
- 754novale, come Ranocchio, e lavorare cantando sui
- 755ROSSO MALPELO. l35
- 756bocca, e dondolandosi sulle stanghe, e gli diceva
- 757che quando avrebbero finito di sterrare si sarebbe
- 758avere dei calzoni di fustagno quasi nuovi. Ranoc-
- 759dove il padre soleva condurlo per mano. Allora
- 760veva come P intricato laberinto delle gallerie si
- 761desolata, sporca di ginestre riarse, e come degli
- 762uomini ce n'erano rimasti tanti, o schiacciati, o
- 763camminano ancora, senza poter scorgere lo spira-
- 764raio, nuovo del mestiere , osservava curiosamente
- 765come fosse capricciosa la rena, che aveva sbatac-
- 766Dacché poi fu trovata quella scarpa, Malpelo fu
- 767ROSSO MALPELO. l3^J
- 768calzoni indosso, e steso bocconi che sembrava im-
- 769balsamato. Lo zio Mommu osservò che aveva do-
- 770lito vivo; si poteva persino vedere tuttora che
- 771mastro Bestia avea tentato istintivamente di libe-
- 772Il carrettiere sbarazzò il sotterraneo dal cada-
- 773cresciuto, giacche rimpiccolirsi le scarpe non si
- 774fustagno quasi nuovo, gli pareva che fossero dolci
- 775accanto all'altra, e stava a contemplarsele coi go-
- 776Ei possedeva delle idee strane, Malpelo! Sic-
- 777ROSSO MALPELO. l39
- 778come aveva ereditato anche il piccone e la
- 779avcano chiesto se voleva venderli, che glieli avreb-
- 780chiaia l'asino grigio; e il carrettiere era andato
- 781avrebbe voluto andarci; e xMalpelo gli diceva che
- 782a questo mondo bisogna avvezzarsi a vedere in
- 783pavano guaendo, come comparivano i ragazzi, e si
- 784aggiravano ustolando sui greppi dirimpetto, ma il
- 785più fame degli altri. Gliele vedi quelle costole!
- 786stava tranquillo colle quattro zampe distese, e la-
- 787colpo di badile che solevano dargli onde mettergli
- 788quelle occhiate, mentre lo battevano , che sem-
- 789ROSSO MALPELO. H1
- 790colpi e delle guidalesche con quella bocca spolpata
- 791La sciara si stendeva malinconica e deserta fin
- 792che lavoravano sotterra. E ogni volta Malpelo ri-
- 793invano gridato aiuto ma nessuno poteva udirlo. Egli
- 794splendevano lucenti anche sulla sciara, e la cam-
- 795vivere sotterra, pensava Malpelo, ci dovrebbe es-
- 796Ranocchio aveva paura delle civette e dei pipi-
- 797ROSSO MALPELO. I43
- 798Ranocchio invece provava una tale compiacenza
- 799pelo , e Ranocchio rispondeva che glielo aveva
- 800Allora Malpelo si grattava il capo, e sorridendo
- 801gli faceva un certo verso da monellaccio mali-
- 802perchè, invece dei calzoni, tu dovresti portar la
- 803dovevano portarlo fuori dalla cava siili' asino, di-
- 804cin bagnato. Un operaio disse che quel ragazzo
- 805pelle bisognava nascervi. Malpelo allora si sen-
- 806tiva orgoglioso di esserci nato e di mantenersi
- 807tutti quegli stenti. Ei si caricava Ranocchio sulle
- 808dandolo e picchiandolo. Ma una volta nei pic-
- 809chiarlo sul dorso Ranocchio fu colto da uno
- 810ROSSO MALPELO. 1^5
- 811sbocco di sangue, allora Malpelo spaventato si af-
- 812più forte di me, ti giuro!
- 813Intanto Ranocchio non guariva e seguitava a
- 814Allora Malpelo rubò dei soldi della paga della
- 815settimana, per comperargli del vino e della mine-
- 816che lo coprivano meglio. Mi Ranocchio tossiva
- 817Verga. Cavalleria rusticana. ro
- 818né mettendolo dinanzi alla fiammata. Malpelo se
- 819come quello dell'asino grigio allorché ansava rifi-
- 820Finalmente un lunedì Ranocchio non venne più
- 821ROSSO MALPELO. J47
- 822e domandò a Ranocchio perchè sua madfe stril-
- 823brava che badasse a contare quanti travicelli c'e-
- 824naccare che la madre di Ranocchio strillasse a
- 825quel modo perchè il suo figliuolo era sem-
- 826Poco dopo, alla cava dissero che Ranocchio era
- 827vano andare insieme con Ranocchio. Ora del gri-
- 828nemmeno, e quando sarebbe divenuto come il
- 829grigio o come Ranocchio , non avrebbe sentito
- 830Verso quell' epoca venne a lavorare nella cava
- 831e degli anni. Malpelo seppe in quell'occasione che
- 832Da quel momento provò una malsana curiosità
- 833ROSSO MALPELO. 149
- 834n'era scappato. Dopo poche settimane però il fug-
- 835quella vitaccia da talpa e piuttosto si contentava
- 836in confronto, era un paradiso e preferiva tornarci
- 837si doveva esplorare un passaggio che si riteneva
- 838comunicasse col pozzo grande a sinistra, verso la
- 839sun padre di famiglia voleva avventurarvisi , né
- 840avrebbe permesso che ci si arrischiasse il sangue
- 841Ma Malpelo non aveva nemmeno chi si pren-
- 842perciò gli commettevano sempre i lavori più pe-
- 843aveva riguardo alcuno, gli altri non ne avevano
- 844certamente per lui. Quando lo mandarono per
- 845quella esplorazione si risovvenne del minatore, il
- 846ROSSO MALPELO. l5l
- 847ragazzi della cava abbassano la voce quando par-
- 848vederselo comparire dinanzi, coi capelli rossi e gti
- 849cumento umano, come dicono oggi; interessante
- 850colle medesime parole semplici e pittoresche della
- 851narrazione popolare , e tu veramente preferirai di
- 852verso la lente dello scrittore. Il semplice fatto
- 853umano farà pensare sempre; avrà sempre l'effica-
- 854cia dell'essere stato, delle lagrime vere, delle febbri
- 855loro cammino sotterraneo nei loro andirivieni che
- 856spesso sembrano contradditori, costituirà per lungo
- 857tempo ancora la possente attrattiva di quel fe-
- 858nomeno psicologico che dicesi l'argomento di un
- 859guire con scrupolo scientifico. Di questo che tl
- 860Noi rifacciamo il processo artistico al quale dob-
- 861biamo tanti monumenti gloriosi, con metodo di-
- 862verso, più minuzioso e più intimo; sacrifichiamo
- 863volentieri l' effetto della catastrofe , del risultato
- 864psicologico, intrav visto con intuizione quasi divina
- 865l'amante di gramigna. 157
- 866necessario di esso, ridotto meno imprevisto, meno
- 867drammatico, ma non meno fatale; siamo più mo-
- 868ciamo delle verità psicologiche non saranno un
- 869fatto meno utile all'arte dell'avvenire. Si arriverà
- 870ma' a tal perfezionamento nello studio delle pas-
- 871sioni, che diventerà inutile il proseguire in cote-
- 872sto studio dell'uomo interiore? La scienza del
- 873svilupperà talmente e così generalmente tutte le
- 874risorse dell'immaginazione che nell'avvenire i soli
- 875romanzi che si scriveranno saranno i fatti diversi?
- 876della creazione rimarrà un mistero, come lo svol-
- 877gersi delle passioni umane; e che l'armonia delle
- 878rimarrà assolutamente invisibile, e il romanzo avrà
- 879l'impronta dell'avvenimento reale, e l'opera d'arte
- 880ser sórta spontanea come un fatto naturale, senza
- 881impronta della mente in cui germogliò, alcuna
- 882ombra dell'occhio che la intravvide, alcuna traccia
- 883delle labbra che ne mormorarono le prime parole
- 884Carabinieri, soldati, e militi a cavallo lo insegui-
- 885l'amante di gramigna. 159
- 886e la mala pianta minacciava di abbarbicare. Per
- 887prietario osava affacciare il naso al disopra della
- 888siepe del suo podere, per timore di incontrarvi
- 889suoi. Sicché le lagnanze erano generali. Allora
- 890drizzar le orecchie. Il giorno dopo un terremoto
- 891per ogni dove; pattuglie, squadriglie, vedette per
- 892e rispondeva a schioppettate se gli camminavano
- 893un po' troppo sulle calcagna. Nelle campagne, nei
- 894di quella fuga disperata; i cavalli dei carabinieri
- 895sempre, s' arrampicava sui precipizi , strisciava fra
- 896sgattajolava come un lupo nel letto asciutto dei
- 897l'amante di gramigna. 161
- 898Margherita come fosse un pilastro , senza piegare
- 899La madre di Peppa piangeva dalla contentezza
- 900ne poteva avere Santa Margherita, e dovevano
- 901sposarsi giusto per santa Margherita , che cadeva
- 902contro al letto non sarebbe bastato a contenere
- 903Verga. Cavalleria rusticana. I i
- 904La vostra mula lasciatela stare, perchè non voglio
- 905che lui!
- 906figliuola !
- 907Sentite! ma lo sento qui, che mi brucia!
- 908tenessero nascosta. Le comari che avevano invi-
- 909l'anuxtk di gramigna. 165
- 910di santa Margherita senza piegar le reni, andavano
- 911glielo avevano visto nascosto sotto il letto. La
- 912povera madre aveva acceso una lampada alle anime
- 913scacciare quel diavolo di Gramigna che ne aveva
- 914preso possesso. Però ella seguitava a dire che
- 915non lo conosceva neanche di vista quel cri-
- 916alla mattina si levava colle labbra arse quasi
- 917avesse provato anch'essa tutta la sete ch'ei do-
- 918sentisse più parlare di Gramigna; e tappò tutte
- 919le fessure dell'uscio con immagini di santi. Peppa
- 920ascoltava quello che dicevano nella strada dietro
- 921Finalmente senti dire che avevano scovato Gra-
- 922migna nei fichidindia di Patagonia. — Ha fatto
- 923due ore di fuoco! dicevano, c'è un carabiniere
- 924gli hanno tirato addosso tal gragnuola di fucilate
- 925Gramigna era nei fichidindia di Patagonia, che
- 926non avevano potuto scovarlo in quel forteto da
- 927conigli, lacero, insanguinato, pallido per due giorni
- 928dolo fisso. Sei tu Gramigna?
- 929l'amante di gramigna. 165
- 930sua pelle!
- 931Mentre ella voltava le spalle, come un cane
- 932Peppa andò senza dir nulla, e quando Gramigna
- 933insanguinata, prima le si buttò addosso, per strap-
- 934nelle vesti?
- 935brillava la luna nei fichidindia, Gramigna le disse
- 936l'amante di gramigna. 167
- 937chie si udivano spesseggiare le fucilate, e l'ombra
- 938santa Margherita! La povera madre di Peppa do-
- 939gognata, brutta anche lei come Gramigna, e coi
- 940dero, alla fine del processo, recitò l'avemaria, nella
- 941geva come una fontana dalla consolazione. Peppa
- 942più mai, nonostante che le due donne andassero
- 943ceva che Peppa aveva imparato il mestiere, nel
- 944stava rincantucciata nella cucina come una bestia
- 945l'amante di gramigna. 169
- 946come era venuta, senza voltarsi indietro a guardare
- 947ragazzo, vicino al carcere dove era rinchiuso Gra-
- 948tava più nessuno. Vivacchiava facendo dei ser-
- 949spallini lucenti, rigidi ed impettiti nell'uniforme di
- 950strofinacciolo dei carabinieri. » Soltanto allorché
- 951volver sullo stomaco , o quando montavano a
- 952cavallo, sotto il lampione che faceva luccicare
- 953diventava pallida ogni volta , e mentre chiudeva
- 954suo marmocchio giocherellava cogli altri mo-
- 955L AMANTE DI GRAMIGNA. 171
- 956nelli nella spianata davanti al carcere , correndo
- 957processione, la calca dei devoti, accadde un para-
- 958clarinetti sulla faccia , donne che strillavano, il
- 959benedetto. Accorsero il pretore, il sindaco, i cara-
- 960San Pasquale. Quell'anno i devoti di San Rocco
- 961sparati più di duemila mortaretti, e c'era persino
- 962tura. La qual cosa doveva fare maledettamente il
- 963GUERRA DI SANTI. 177
- 964che , nelle processioni piovono pezzi di torcetti
- 965Pasquale !
- 966Pasquale sino alla morte!
- 967strillava sua sorella Saridda, cacciandosi tra il fra-
- 968Verga. Cavalleria rusticana. ,-
- 969Prendi!
- 970Cosi si scambiarono dei pugni che avrebbero
- 971Saridda scaldatasi anche lei, strillava viva San Pa-
- 972In tali occasioni si accapigliano i genitori coi
- 973disgrazia una del quartiere di San Pasquale ha
- 974stiano! — sbraitava Saridda coi pugni sui fian-
- 975danno vestito d'oro e d'argento, sentite!
- 976GUERRA DI SANTI. I79
- 977dal canto suo compare Nino, mentre gli lavavano
- 978all'osteria il viso tutto sporco di sangue. Una
- 979di ccnciapelli! Quando m'è saltato in testa d'an-
- 980dare a cercarmi colà l' innamorata dovevo essere
- 981vescovo della diocesi aveva accordato il privile-
- 982scarpe ai piedi, s'erano arricchiti come porci, colla
- 983A San Pasquale aspettavano il delegato di mon-
- 984la mozzetta ai canonici; perciò avevano fatto ve-
- 985il delegato di monsignore tre miglia fuori del
- 986Gli abitanti del quartiere alto erano quindi in
- 987gran fermento, e alcuni, più eccitati , mondavano
- 988battuta!
- 989GUERRA DI SANTI. iSl
- 990Il delegato del vescovo correva un gran peri-
- 991trionfale. Ma il reverendo, furbo, lasciò la banda
- 992parroco, dove fece riunire i caporioni dei due
- 993Come quei galantuomini si trovarono faccia a
- 994faccia, dopo tanto tempo che litigavano, comincia-
- 995Il delegato disse infatti ch'egli
- 996era venuto per
- 997andava dicendo: — Loro signori favoriranno in sa-
- 998sela come vuole, spendendo i suoi denari! —
- 999quella contravvenzione del bucato che non potete
- 1000mandar giù!
- 1001GUERRA DI SANTI. 183
- 1002comandando il delegato! — Così non facciamo
- 1003nulla
- 1004saputo l'arrivo del delegato, accorreva a dargli il
- 1005vice-pretore che volevano mangiarsi 1' anima. —
- 1006Cos'è questa storia della contravvenzione pel bu-
- 1007cato ?
- 1008per le autorità, — soleva asciugare sul terrazzino
- 1009Il delegato, per conciliare gli animi, stava in-
- 1010chiodato nel confessionario come una civetta dalla
- 1011confessate dal rappresentante del vescovo, il quale
- 1012ci aveva l'assoluzione plenaria per ogni sorta di
- 1013graticola del confessionario. — Compare Nino
- 1014GUERRA DI SANTI. l8j
- 1015cino all'aitar maggiore, per guardarmi e ridere coi
- 1016Egli invece se la gnà Saridda passava dalla
- 1017piazza la domenica, affettava di esser tutt'uno col
- 1018non si accorgeva nemmeno di lei. Saridda era
- 1019occupatissima a preparare lampioncini di carta co-
- 1020tesimo non si salutarono nemmeno , come se
- 1021la civetta col compare che aveva battezzata la
- 1022conoscere bene una persona bisogna mangiare
- 1023GUERRA DI SANTI. 187
- 1024pagherò! dovessi lasciarlo nel testamento!
- 1025se quest'anno morremo tutti di fame! — escla-
- 1026cia d'acqua, e i seminati gialli, che scoppiettavano
- 1027radore diceva invece che quando San Pasquale
- 1028esciva in processione pioveva di certo. Ma che
- 1029partito?... Infatti portarono San Pasquale in pro-
- 1030cessione a levante e a ponente, e l'affacciarono
- 1031seminato. — M'avete rovinato, San Pasquale! non
- 1032collo!
- 1033• GUERRA DI SANTI. 1S9
- 1034quel San Pasquale, eh!
- 1035trovavano esasperati, ora che San Pasquale l'ave-
- 1036quartiere di San Rocco si erano lasciati indurre
- 1037ad andare colla processione anche loro, picchian-
- 1038improperi , tanto che il delegato di monsignore
- 1039aveva dovuto battersela a piedi e senza banda
- 1040Il vice-pretore, per prendersi una rivincita sul
- 1041e l'ordine pubblico compromesso; sicché un bel
- 1042o
- 1043rivati i compagni d'arme, e ognuno poteva an-
- 1044E anche quelli del quartiere basso erano corsi
- 1045lì a poco i morti cominciarono a spesseggiare
- 1046come i goccioloni grossi che annunziano il tem-
- 1047aveva voluto morire per fare una scorpacciata di
- 1048fichidindia, e di quell'altro che era tornato da
- 1049GUERRA DI SANTI. 19 1
- 1050una volta?
- 1051quello che mi ha fatto San Pasquale!
- 1052E tutti e due, convalescenti, mentre si scalda-
- 1053Una volta passò Bruno il carradore, che tornava
- 1054GUERRA. DI SANTI. 193
- 1055D'ora innanzi non ci saranno più arruffapopoli, ne
- 1056oppositori, ora che è morto quel vice-pretore che
- 1057vorrà un altro colera per far la pace!
- 1058ribaldi e Vittorio Emanuele, adesso viene « Pen-
- 1059lare di sé, nell'aia, nell'ora delle chiacchiere, dopo
- 1060PENTOLACCIA. 199
- 1061come un galantuomo, e pareva un canonico; per
- 1062dovesse far capitale sulle sue braccia per buscarsi
- 1063della mantellina; perciò se la prese senza volere
- 1064stanno proprio come due mule selvaggie alla stessa
- 1065mangiatoia. La nuora, con quel suo bocchino me-
- 1066brontolona dovette lasciarle il campo libero, e an-
- 1067moglie succedeva anche una quistione ogni volta
- 1068vecchiarella le avevano portato il viatico, non potè
- 1069ricevere la benedizione, uè cavare l'ultima parola
- 1070La povera vecchia era morta col rammarico della
- 1071PENTOLACCIA. 201
- 1072mai non chiamava altrimenti suo marito che con
- 1073quel nomacelo, e quando arrivava a sentirlo anche
- 1074male a nessuno. Se gliel'avessero fatta vedere coi
- 1075tro; insomma la gelosia non poteva entrargli in
- 1076testa neanche a ficcarcela col cavicchio, e avrebbe
- 1077continuato per cent'anni ad andare lui stesso, quan-
- 1078Don Liborio era anche suo socio, tenevano una
- 1079core in comune; prendevano insieme dei pascoli
- 1080nella botte, né l'olio nell'orciuolo; sua moglie
- 1081bianca e rossa come una mela, sfoggiava scarpe
- 1082anche un bambino. Insomma facevano una casa
- 1083PENTOL ACCIA. 20j
- 1084Ora avvenne che questa pace degli angeli si
- 1085contadini che lavoravano nel maggese , mentre
- 1086chiacchieravano all'ombra, nell'ora di vespcro, ven-
- 1087moglie, senza accorgersi che « Pentolaccia » s'era
- 1088chiudi l'uscio, e quando parli guardati d'attorno. »
- 1089Stavolta parve proprio che il diavolo andasse
- 1090gli soffiasse neh' orecchio gì' improperii che dice-
- 1091un maiale!
- 1092quale se ne andava tranquillamente , facendosi
- 1093festa !
- 1094Don Liborio lo guardò negli occhi, quasi par-
- 1095PENTOLACCIA. 20j
- 1096la festa!
- 1097vuol sentir ragione. I bambini strillavano al ve-
- 1098der quelle cose insolite. La moglie infine prese
- 1099maggese, pensava sempre a una cosa, ed aveva
- 1100Prima d'imbrunire, ed era sabato, piantò la zappa
- 1101conto della settimana. Sua moglie , vedendoselo
- 1102voleva mandarlo in piazza, a comprarle delle ac-
- 1103Ma ei non volle andarsene dalla cucina, tenendosi
- 1104osava muoversi, e piagnuccolava, per la paura che
- 1105nera, appollaiata sulla scala, non finiva di chioc-
- 1106tresette; e quella sera Venera diceva che voleva
- 1107la stradicciuola tranquilla il passo lento del dot-
- 1108delle visite, soffiando pel caldo, e facendosi vento
- 1109PENTOLACCIA. 20J
- 1110si appostò dietro T uscio. Per disgrazia Venera
- 1111sotto la caldaia che bolliva. Appena don Liborio
- 1112IL COME, IL QUANDO
- 1113l'uno per l'altro: Polidori si godeva quarantamila
- 1114tivo soggetto, la signora Rinaldi era una donnina
- 1115sedesse quarantamila lire di rendita. Però sul conto
- 1116sebbene tutti gli amici di Polidori fossero passati
- 1117in rivista, col fiore all'occhiello, dinanzi alla fiera
- 1118Quando si dice cadere intendesi che aveva la-
- 1119sciato cadere sul Polidori quel primo sguardo lan-
- 1120guido, molle, smarrito, che fa tremare le ginoc-
- 1121faceva mille graziose moine col pretesto di voler
- 1122si era appollaiata sul ramoscello della corrispon-
- 1123denza epistolare , ramoscello flessibile e perico-
- 1124Avevano cominciato col pretesto di un libro da
- 1125IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 2Ij
- 1126mente, perchè le donne cinguettano sempre a me-
- 1127presto arido, laconico, categorico che era una di-
- 1128gerla! — gli disse incontrandolo all'ultimo ballo
- 1129della stagione, mentre seguivano la fila delle cop-
- 1130avevo ideato, lasciatemi rimanere quale voglio es-
- 1131Polidori la fissava serio serio , tormentandosi i
- 1132non avevano nessuna ragione per stare a chiac-
- 1133Polidori — il serpente — notò quella vampa
- 1134sollevandosi in trionfo. Tutta la sera la signora
- 1135ballerino all'altro, tirandosi dietro uno sciame di
- 1136adoratori, cogli occhi ebbri di festa , luccicanti
- 1137come le gemme che le formicolavano sul seno
- 1138anelante. Però ad un tratto, trovandosi faccia a
- 1139chinalmente cercava cogli occhi suo marito. Non
- 1140c'era nemmen lui, quell'uomo! In quei dieci mi-
- 1141le passarono davanti agli occhi delle strane fan-
- 1142Che uomo era mai costui? Finalmente lo scorse
- 1143IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 2IJ
- 1144riso sia indifferente aneli- esso. — Ella avrebbe
- 1145preferito sorprenderlo colla più bella signora della
- 1146In quel momento , proprio in quel momento
- 1147che cercava di lei. Allora, bruscamente, aggiustan-
- 1148leggiadro movimento della spalla , disse piano a
- 1149Polidori s' inchinò profondamente e la lasciò
- 1150Giammai mattino di primavera non era sem-
- 1151brato così misteriosamente bello alla signora Ri-
- 1152giammai ella non 1' avea contemplato con occhio
- 1153più distratto attraverso al cristallo scintillante del
- 1154suo coupé, come quando il suo legnetto attraver-
- 1155sava rapidamente la piazza Cavour. Il sole inon-
- 1156che incominciava a rinverdire; l'azzurro del cielo
- 1157lei, riverberavansi nei suoi grandi occhi neri, che
- 1158Esitò alquanto prima di scendere, colla mano sulla
- 1159IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 217
- 1160attraverso al quale gli occhi acquistavano alcunché
- 1161Il giardino sembrava destato anch' esso prima
- 1162dell'ora, e tutto sorpreso d'incominciar la sua gior-
- 1163micia lo lavavano, lo pettinavano, gli facevano la
- 1164sua toeletta mattutina. Le poche persone che si
- 1165incontravano avevano l' aspetto di trovarsi là a
- 1166dico anche loro; osavano interrogare il velo della
- 1167passeggiatrice mattiniera, e indovinare il profumo
- 1168del fazzoletto nascosto nel manicotto che ella si
- 1169giandosi al bastone malfermo, e tentennò il capo
- 1170La signora Rinaldi si arrestò dinanzi alla sponda
- 1171chiata guardinga, cercando qualche cosa o qual-
- 1172mire lieve lieve degli ippocastani la isolavano com-
- 1173pletamente; allora sollevò alquanto il velo, e cavò
- 1174dal guanto un bigiiettino meno grande di una
- 1175avessero sfiorato il viso con un bacio. Polidori
- 1176Camminava a capo chino, ascoltando lo stridere
- 1177della sabbia sotto i suoi stivalini, senza guardare
- 1178IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 219
- 1179cuore divorasse avidamente tutta l'aria che la cir-
- 1180condava. L'onda lenta del ruscello l'accompagnava
- 1181chetamente, borbottando sottovoce, addormentando
- 1182Quando si fermò dinanzi alla gabbia del leo-
- 1183anche Polidori , guardando attentamente il su-
- 1184perbo animale, con la curiosità che avrebbe mo-
- 1185le disse piano: — Grazie!
- 1186fronte. Cotesta sensazione le faceva bene sulla
- 1187epidermide della mano senza guanto. Gin avrebbe
- 1188vesse vibrare tanto deliziosamente! No! davvero!
- 1189spalle, poteva vedere arrossire; un'onda di parole
- 1190occhi. — Però non sono st.mca! quest'aria fresca
- 1191è vero ?
- 1192impossibile. Ma però voi altri signori dovete pre-
- 1193era grata inconsciamente che ei non osasse in-
- 1194terromperla , non osasse mischiare la sua voce
- 1195IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHÈ. 221
- 1196Ma perchè non avete voluto ricevermi a casa
- 1197vostra ?
- 1198volta dacché erano lì , sorpresa , dolorosamente
- 1199sorpresa. — Finora in tutto quello che avevano
- 1200non c'era stato che vagamente, in nube, nella
- 1201loro intenzione , con squisita delicatezza che i
- 1202pilla dorata, con quel medesimo inconscio e vo-
- 1203luttuoso stiramento di membra. Richiamata così
- 1204labbra con un' espressione dolorosa; gli occhi le
- 1205si velarono quasi, seguendo nello spazio 1' incan-
- 1206gli occhi stralunati. Tutta l'esperienza che posse-
- 1207deva Polidori non seppe fargli leggere quello che
- 1208tutte le altre signore, non sono prudente!... quando
- 1209rando tutta la sua bellezza palpitante con uno
- 1210Polidori implorava la sua grazia con parole
- 1211concitate, deliranti. Le ripeteva una domanda, una
- 1212preghiera, sempre la stessa, con diverse inflessioni
- 1213sentiva la vampa, le sembrava di esserne avvilup-
- 1214pata e divorata, soverchiata da un languore mor-
- 1215smarrita, colle labbra convulse, spiando il viale
- 1216cendosi sotto quella stretta possente, facendo forza
- 1217Uscendo dal giardino era così sconvolta che
- 1218Aveva avuto un appuntamento! Quello era stato
- 1219balbettando: — È questo! è questo! Si sentiva
- 1220Andò barcollante sino alla prima carrozza che
- 1221contro fin sull'uscio del salotto. — Che hai?
- 1222La signora Erminia era abituata alle sfuriate
- 1223insieme le fotografie che avevano viste cento
- 1224In quel momento , per combinazione , passava
- 1225Polidori nel phaeton del suo amico Guidetti, col
- 1226premendosi le mani sul petto che voleva scop-
- 1227dori una lunga lettera, calma e dignitosa, onde
- 1228pregarlo di rinunciare a quell'appuntamento, di cui
- 1229IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHÈ. 22J
- 1230le aveva strappata la promessa in un momento
- 1231di abberrazione , un momento che rammentava
- 1232nizione. C'era tanta sincerità nella contraddizione
- 1233dopo un'ora sembrava infinitamente lontano, e se
- 1234dileguavano così bruscamente. Ella faceva appello
- 1235Polidori si aspettava quasi quella lettera: la
- 1236signora Rinaldi era troppo inesperta per non pen-
- 1237come quella donnina inesperta avesse ridestato in
- 1238freschezza delle prime impressioni: le rimandò
- 1239Verga. Cavalleria rusticana. r?
- 1240che deve inspirare la vostra innocenza. Vi ri-
- 1241sarei degno di conservarla, e non oserei distrug-
- 1242gerla. Ma l'imprudenza che avete commesso scri-
- 1243intonazione di voce. Ma mio marito è felicissimo!
- 1244chi sono andati bene, le commissioni piovono da
- 1245Due giorni dopo, per guarire della febbre, che
- 1246IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHÈ. 227
- 1247cullare !
- 1248orizzonti , sentiva una strana irritazione contro
- 1249quella pace che la invadeva lentamente, suo mal-
- 1250toresche verso il tramonto, a sciuparvi gli stiva-
- 1251sentimenti presi a prestito nei romanzi. Polidori
- 1252convenzionale, come uno che sa mettere della cor-
- 1253delle aspirazioni indefinite, che nella solitudine le
- 1254tenevano compagnia, l'avviluppavano mollemente e
- 1255tenacemente in quell'inerzia pericolosa, e parlavano
- 1256l'uggiva. Ella sfogavasi a scrivere delle lunghe let-
- 1257tere alla sua amica, vantandole le delizie ignorate
- 1258duto un'anima desolata in via di annientarsi?
- 1259Rinaldi?
- 1260IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 229
- 1261musica, balli, regate, corse sui vaporini , escur-
- 1262sioni nei dintorni, un mondo di gente, bellissime
- 1263che lui; e Polidori, se avesse potuto prevedere
- 1264cettato certo incarico nell'organizzare le rega e, e
- 1265non poteva muoversi senza dar nell'occhio prima
- 1266delicatamente, la prima volta che si incontrarono
- 1267strana reazione, il contegno riservato di lui le
- 1268metteva in corpo degli accessi matti d'ironia. Egli
- 1269perchè aveva promesso di trovarsi con alcuni amici
- 1270gli rincresceva lasciare tante belle signore a Villa
- 1271un certo risolino. Chi le piace dippiù?
- 1272curante degli omaggi a cui era avvezza natural-
- 1273mente — e marchesa per sopramercato — di
- 1274ramente, che ogni mortale sarebbe lietissimo di farsi
- 1275Colla sua Erminia erano sempre insieme , sul
- 1276che le invidiava dei nonnulla. Senza volerlo, aveva
- 1277nondimeno tutti gli uomini vanno a rompersi il
- 1278Polidori, corteggiato come un re da tutte quelle
- 1279sene comprometteva orribilmente 1' Erminia —
- 1280tanto delicato, ella l'avrebbe tatto suonare all' o-
- 1281Perciò si sforzava di non farle scorgere nem-
- 1282quelli che sanno consolarsi. Ma Erminia aveva
- 1283un marito ideale. Che talismano possedeva dunque
- 1284quel Polidori per ecclissaìe un uomo come il
- 1285intelligente e corteggiata come T Erminia ? Certe
- 1286Per nulla al mondo avrebbe voluto che anima
- 1287a mia insaputa!
- 1288vederla impaniarsi spensieratamente in quel pa-
- 1289Polidori sembrava impastarlo e rimpastarlo a suo
- 1290grado con un'abilità diabolica. Doveva averne fatte
- 1291quella maestria; era proprio un pessimo soggetto!
- 1292bambina come te !
- 1293non sapeva trovare altre parole sotto quegli oc-
- 1294una gran paura! tanto meglio!
- 1295cavano gli occhi !
- 1296La signora Rinaldi era spietata per i corteg-
- 1297servazione rispettosa in propria difesa , ella gli
- 1298le altre signore gli ronzavano sempre attorno
- 1299zione? Non ho prevenuto il vostro desiderio? e
- 1300quello che nessun uomo al mondo potrebbe di-
- 1301Egli parlava con voce calma, con l' atteggiamento
- 1302tranquillo che davano a quelle parole pacate un'elo-
- 1303linconica e fantastica. Stava delle lunghe ore col
- 1304bandonato sui ginocchi, a contemplare l'acqua, i
- 1305e provava una squisita voluttà a sentirseli riper-
- 1306cuotere dentro di se, intenta, assorta. Perciò sfug-
- 1307larghe ombre verdi, o quando i remi luccicavano
- 1308tramonto vi spirava tristamente con vaghe strisele
- 1309l'abisso, ad immergervisi quasi, tuffando la mano
- 1310IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 2]J
- 1311nell'acqua, sentendosene guadagnare tutta la per-
- 1312sona con un brivido misterioso; le piaceva spro-
- 1313rischiarare qualche lumicino lontano che tremolava
- 1314luccicava sull'erba del prato, e le ombre erano
- 1315all'orecchio misteriose fantasticherie; spesso andava
- 1316bianche, o quando le finestre del salone stampavano
- 1317vetri scintillanti, il movimento della festa ammor-
- 1318zato, velato, acquistava una fusione di colori, di
- 1319minia andò uad abbracciarla; uno sciame di ele-
- 1320ganti giovinotti le fece ressa attorno per strap-
- 1321una contradanza; ella si fermò un istante con
- 1322tutta festante alla sua Erminia. Ho una voglia
- 1323slancio e la mollezza ; nessuno sapeva rapirvi
- 1324luto. Dicevano che egli solo possedesse quell' in-
- 1325telligenza squisita dello Strauss, che vi fa perdere
- 1326Maria fermandosi anelante, colle guancie rosse, co-
- 1327vidiato l'accompagnava fra la folla ammiratrice! e
- 1328mentre si ravvolgeva stretta nella sciarpetta nera
- 1329dileguavano , e le fantasticherie sorgevano , va-
- 1330geva improvviso dinanzi come un' ombra. Ella si
- 1331alzò di soprassalto, sbigottita, in tumulto, balbet-
- 1332sosa. Erminia l' accarezzava quasi fosse un nin-
- 1333nolo leggiadro ; quelle signore dicevano ad una
- 1334più eleganti cacciatori di avventure , colle spalle
- 1335Polidori fu degli ultimi ad assalirla, da cac-
- 1336ciatore che la sorte aveva destinato pel colpo
- 1337tima , giacché parlandole con un viso serissimo
- 1338il suo briciolo di corte, domandandole con grande
- 1339interesse di cose indifferentissime: se avesse fatto
- 1340andata alla sua solita passeggiata mattutina verso
- 1341Verga. Cavallerìa rusticana. 16
- 1342fantasie dell'ignoto, perchè era lei che le evocava
- 1343quelle fantasie e l'affascinavi con essa: la sala
- 1344intera splendida e calda fremeva di armonia. Erano
- 1345Maria rabbrividiva dalla testa ai piedi, accasciata
- 1346nella poltrona, colla fronte nella mano, e Polidori
- 1347pelli sulla nuca bianca. La poveretta non vedeva
- 1348destino, senza forza, coli' occhio vitreo, come una
- 1349Polidori si allontanò pian piano , per lasciarla
- 1350IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 243
- 1351fiammelle dei candelabri posti sul caminetto di
- 1352Il signor Polidori passeggiava da un pezzo pel
- 1353del paesaggio incantevole per altra cosa che per
- 1354sprofondarvi delle lunghe occhiate impazienti. Di
- 1355il capo proprio come un levriere. Finalmente si
- 1356Ella, anelante, turbata, sentiva per istinto quanto
- 1357Così dicendo seguitò ad inoltrarsi pel viale che
- 1358trambi da una forte commozione. Così giunsero
- 1359ad una specie di monumento funerario. Maria si
- 1360fermò ad un tratto appoggiando le spalle alla
- 1361giò lievemente le labbra, come uno schiavo. Al-
- 1362lorché sentì finalmente che il tremito di quelle
- 1363IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 245
- 1364Egli giunse le mani, in un' espressione ardente
- 1365mormorava confusamente parole insensate: — È
- 1366amo tanto !
- 1367Quelle parole vibravano come cosa viva dentro
- 1368immediatamente le avvamparono in viso , come
- 1369avessero compito in un lampo tutta la circola-
- 1370temi, signore! Non sono colpevole; sono stata
- 1371La poverina cercava di sorridere, guardando di
- 1372mi disprezziate !
- 1373Ella trasalì, e suirò indietro bruscamente, spa-
- 1374ventata dall'udire il suo nome. Polidori chino di-
- 1375che ha di questi momenti !
- 1376stessa, e ripeteva quasi macchinalmente: — Se sape-
- 1377senza osare di guardar lui, abbandonata contro il
- 1378sulle braccia, ancora leggermente convulse, e se-
- 1379guitava a chiacchierare a modo del fanciullo che
- 1380IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 247
- 1381un cervellino strano ! Ho delle pazze tendenze
- 1382ritardo di parecchi secoli. Avrei dovuto venire al
- 1383leggiadro sorriso aveva una melanconica dolcezza e
- 1384s' abbandonava senz' accorgersene all' incanto che
- 1385potete vivere a modo vostro !
- 1386iamente. Voi dovrete stancarvi spesso ! ripetè Ma-
- 1387Polidori la trovava deliziosa nel suo imbarazzo
- 1388stante supremo di passar l'uscio, Maria aveva pro-
- 1389riosità dell'ignoto, l'attrattiva del male , il fascino
- 1390dello sgomento che le serpeggiava nelle vene con
- 1391brividi arcani e irresistibili ; con una confusione
- 1392rore, che l'avevano spinta a precipitarsi nell'ignoto
- 1393senza sapere precisamente cosa andasse a fare. Se
- 1394derla, probabilmente ella si sarebbe spaccata la
- 1395testa contro la rupe alla quale adesso appoggia-
- 1396vasi mollemente , con abbandono. Ora , incorag-
- 1397giata dal vedersi ai piedi queir uomo contrastato
- 1398IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 249
- 1399e invidiato , sentiva una deliziosa sensazione al
- 1400contatto di quel muschio vellutato che le acca-
- 1401ceva tenere e ferventi le accarezzavano dolcemente
- 1402rarla dolcemente col soffio ardente di quella
- 1403passione che lo teneva prostrato dinanzi a lei
- 1404accorgersene gliela aveva abbandonata. Anche lui
- 1405era sinceramente e fortemente commosso in quel
- 1406il suono di quelle parole le addormentasse vaga-
- 1407Polidori non poteva saziarsi di ammirarla in quel-
- 1408i'atteggiamento, abbandonata su di sé stessa, colle
- 1409Ella non rispondeva; curvando all' indietro tutta
- 1410spettoso, colle sopracciglia aggrottate, agitando
- 1411macchinalmente le mani, come se cercasse farsene
- 1412scherno contro qualche cosa , colle labbra pallide
- 1413bianca di terrore, difendendosi colle braccia stese
- 1414Egli ripeteva fuori di sé, supplichevole, in
- 1415Polidori subiva suo malgrado la forte commo-
- 1416zione di quell'istante, ed era tutto tremante an-
- 1417con voce convulsa. Abbiamo avuto torto..., ve lo
- 1418In quel punto, all'improvviso, si udì rumore
- 1419che nessuno di loro due la riconobbe: Maria!
- 1420Polidori, ridivenuto l'uomo di prima da un
- 1421momento all'altro, prese vivamente Maria per un
- 1422vieni del sepolcreto. Maria arrivando nel viale, si
- 1423e voleva spiegarle qualche cosa, dandosi un' aria
- 1424indifferente. Maria le piantò in viso certi occhi
- 1425IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 253
- 1426E fu tutto. Ritornarono indietro l'ima al fianco
- 1427furono in vista dell'albergo, sentirono tutte e due
- 1428fare una passeggili ta mattutina anch'io, col prete-
- 1429l'aveva abbacinata e stordita. Era rimasta come
- 1430macchinalmente si stringeva le mani, come per
- 1431riconoscersi, o per cercarvi qualche cosa, un'im-
- 1432pronta del passato, e chiudeva gli occhi. Quando
- 1433incontrava degli sguardi curiosi, e tutti le sem-
- 1434avvampava in viso. Stava rincantucciata nel suo
- 1435appartamento il più clic poteva, e quindi molti
- 1436Però era abbastanza donna di mondo per sapere
- 1437menti, quali essi fossero. Erminia, che non ne
- 1438ogni volta che poteva, scuotendole amorevolmente
- 1439prima! quella di sempre!
- 1440più il bene di prima!
- 1441Ella aveva infatti delle sollecitudini materne per
- 1442la sua Maria, delle sollecitudini che soventi indi-*
- 1443spettivano costei, come se prendessero l'aspetto di
- 1444una sorveglianza amorevole e discreta. Un giorno
- 1445IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 255
- 1446Erminia la sorprese mentre stava incominciando
- 1447una lettera; e le domandò semplicemente se suo
- 1448marito le avvesse scritto; la domanda veniva cosi
- 1449rilevare l'ironia della risposta, è seriamente occu-
- 1450to. Affoga negli affari, poveretto!
- 1451nica sua passione!
- 1452le contraeva gli angoli della bocca, e aggiunse
- 1453ancora, come correttivo: — Non ho alcun mo-
- 1454Maria inchinò il capo con un sorrisetto con-
- 1455davvero!.... Vuoi che partiamo domattina?
- 1456gna trovare un pretesto plausibile, per non far
- 1457presto' sarà, meglio sarà. Desidero andare col primo
- 1458Partirono infatti di buon mattino. A lei scop-
- 1459piava il cuore passando dinanzi a quelle finestre
- 1460chiuse, sulle quali l'ombra dei grandi alberi dor-
- 1461miva tuttora, uscendo da quel viale deserto, ove
- 1462cantesimo singolare, e ogni menomo particolare
- 1463del paesaggio si animava, sembrava che fosse vis-
- 1464Verga. Cavalleria rusticana. 17
- 1465profondamente. Appena fu nei vagone aprì il li-
- 1466avvedersi di nulla, ed ebbe l'accortezza di lasciarle
- 1467al movimento di sorpresa che aveva fatto Maria
- 1468non trovando nessuno ad aspettarla. È andato a
- 1469Ma subito s'interruppe, perchè cominciava a
- 1470spaventarsi dell'agitazione che si andava manife-
- 1471IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHE. 259
- 1472Tuo marito era inquieto. Colla sua gita accomo-
- 1473giormente da quell'annunzio perchè la sorprendeva
- 1474in quel momento. Cos'è avvenuto?
- 1475Suo marito sembrava che facesse apposta onde
- 1476giustificare il sorrisetto amaro di lei. Era così
- 1477per nessun' altra cosa al mondo. Passarono parec-
- 1478zione pungente che le era divenuta abituale da
- 1479Malgrado la leggerezza che ostentava, fu sor-
- 1480presa, e rimase inquieta osservando che Erminia
- 1481approvava il suo progetto. Per un istante un'idea
- 1482ma subito dopo tornò a ridere nervosamente come
- 1483E tu non torni a Villa d'Este?
- 1484ci dev'essere una brillante compagnia in questo
- 1485momento. Sei proprio una brava figliuola, dovrebbe
- 1486inquietudine aumentava avvicinandosi al termine
- 1487primo vederlo ne fu quasi spaventata. Rinaldi le
- 1488sorpreso del suo arrivo improvviso. Egli era così
- 1489sconvolto che non faceva altro che ripeterle: —
- 1490lano. Non credevo che la flsonomia di quell'uomo
- 1491avesse di quei suoni che vi sconvolgono l'anima
- 1492Anch'essa era molto mutata, la povera Maria !
- 1493che solcaya finamente il cano dre purissimo della
- 1494sua fronte, e alle volte stendeva come un'ombra
- 1495sentirmeli ancora dentro il petto, come un gruppo
- 1496cara, tanto è profonda e radicata. Ormai hanno
- 1497IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHÈ. 263
- 1498stampato in me un'orma cosi indelebile che non
- 1499quando sorpresi mio marito colla pistola in pu-
- 1500avviticchiarmi a lui per impedirgli di morire
- 1501poteva più comperarmi né cavalli, né palco alla
- 1502Scala, né gioielli, nulla! e piangeva, come pian-
- 1503quarto piano. Tu sei stata molto gentile!
- 1504facendomi di questi ringraziamenti. Vuol dire che
- 1505non avevi una bella opinione di me!
- 1506appoggio, laggiù a Roma.... nessuno di quelli che
- 1507voglio sempre bene!
- 1508tante volte!
- 1509Erminia le ricambiava la stretta, assai commossa
- 1510IL COME, IL QUANDO ED IL PERCHÈ. 265
- 1511faccia due occhioni fiammeggianti: — Mai pensato?
- 1512mai?
- 1513io! No! davvero? Mai!