Italian Edition
Economics
Della moneta
Italian BooksWhale Edition by Ferdinando Galiani
Un classico dell’economia italiana su moneta, valore, scambio, prezzo, commercio e politica economica.
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Book introduction
Della moneta
Della moneta affronta il ruolo della moneta nella vita economica, discutendo valore, scarsità, circolazione, prezzi e intervento pubblico. Galiani scrive con intelligenza teorica e chiarezza settecentesca, anticipando temi centrali dell’economia politica e offrendo un testo importante per la storia del pensiero economico italiano.
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Ferdinando Galiani morì nel 1787 e Della moneta uscì nel 1751. Queste date sostengono il dominio pubblico di questa edizione italiana.
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Della moneta
Preview chapterINTRODUZIONEPreview
Io ho deliberato di scrivere e, secondo le mie forze e il mio
talento lo potranno, illustrare la natura e le qualitá della moneta,
o sia di que’ metalli che le nazioni culte come un equivalente
d’ogni altra cosa usano di prendere e dare; materia quanto
per la sua utilitá gravissima, tanto, per l’oscuritá che la cuopre,
degna d’essere studiata e conosciuta assai piú di quello ch’ella
non lo è dagli uomini preposti a comandare. Mostrerò imprima
perchè de’ metalli, e principalmente dell’oro e dell’argento,
siansi tutti gli uomini costantemente serviti per moneta; donde
il valore de’ metalli abbia origine; e che questo nè dal capriccio
degli uomini, nè dalle leggi de’ principi si forma, si costituisce
o si regola, ma che da quello del metallo ritrae il suo valore
la moneta. Passerò indi a spiegare la natura e gli effetti degli
alzamenti ed abbassamenti della moneta cosí celebri e misteriosi;
e poi la necessitá della moneta, il suo corso e la ingegnosa
rappresentazione di essa con carte, fatta ad utile pubblico, sará
esaminata. Finalmente dell’interesse, dell’aggio e del cambio,
che sí astruse cose sembrano, sará appalesato ogni piú riposto
ordigno ed ogni principio che gli regola e muove. Se alla vastitá
dell’idea, che io ben conosco difficile, sará per corrispondere
il tatto, non si conviene a me, ma a’ miei lettori il dirlo. Io
sono certo però che, mentre il solo amore al ben pubblico è
che a scrivere mi conforta, dell’aiuto della suprema Mano, che
alle virtuose imprese particolarmente si presta e di cui sola ho
bisogno, non sarò per esser privo, né mai in cosí lungo cammino
abbandonato.
Preview chapterCAPO PRIMOPreview
della scoperta dell’oro e dell’argento e del traffico
con essi fatto — come e quando s’incominciarono
ad usar per moneta — narrazione dell’ac-
crescimento e diminuzione della
moneta — suo stato presente
Invenzione de’ metalli — Loro primo uso — Primo commercio de’ metalli in Asia e in Europa — Prima origine della moneta — Prime notizie della moneta coniata — Stato de’ metalli preziosi e della moneta dopo Alessandro — Stato della moneta in Roma — Stato de’ secoli barbari — Scoperta dell’Indie, e conseguenze sue quanto ai metalli — Scarsezza che ha l’India antica di metalli — Corso presente de’ metalli preziosi — Effetti che produce la quantitá de’ metalli nel diminuire il lavoro delle miniere — Equilibrio in cui si dee mantenere naturalmente il valore de’ metalli preziosi — Riflessione sul valore delle antiche monete.
In tutti i paesi, che usano moneta, è questa da tre metalli costituita: l’uno di grande, l’altro di mezzano e il terzo di basso valore. L’oro e l’argento, senza eccezione alcuna, occupano da per tutto il primo e il secondo grado. Il terzo metallo ne’ vari secoli è stato diverso. L’Europa tutta oggi usa il rame: usaronlo ancora gli antichi; ma i romani piú spesso usarono il rame giallo, o sia ottone, e il bronzo. Anche del bronzo servironsi i sovrani successori di Alessandro e le cittá greche. Il ferro in Grecia e nella Gran Brettagna a’ tempi di Cesare fu in uso. Molti popoli sono oggi, che una mistura di due metalli adoperano per bassa moneta. Oltre a ciò, non mancano nazioni, che non di metalli, ma si servono o di frutta, come di mandorle amare in Cambaia, di cacao e di maitz in qualche luogo
d’America; o di sale, come è nell’Abissinia; o di chiocciole marine. Le quali cose se moneta siano o no, quando sulle parole si fusse qui per disputare, molto si potrebbe argomentando dire; ma di nomi saria la disputa e non di cose. Dell’oro e dell’argento adunque, degli altri metalli meno curando, saremo a dire, e prima della loro invenzione ed antico uso.
Molte maniere hanno i filosofi immaginate, colle quali poterono i primi uomini pervenire alla cognizione de’ metalli. Delle quali a me pare la piú verisimile questa. Io penso che i primi metalli ad esser conosciuti debbono senza dubbio essere stati il ferro e il rame; perché, essendo questi in ampie vene non molto profonde e ascose raccolti, e spesso in grandi masse di metallo quasi puro, poté l’ammirazione, che dell’esperienza e dell’indagamento curioso è madre, portar gli uomini della prima etá ad appressare al fuoco questi corpi, dalle pietre e dalle terre nell’aspetto diversi, e, nel vedergli correr fusi e liquefatti sul suolo, fu la loro natura conosciuta. Poté dunque la curiositá, che tanto è maggiore quanto sono piú grandi i bisogni e piú ignota la proprietá de’ corpi, condurre gli uomini a questa cognizione. Poté anche farlo il caso, a cui ogni scoperta delle cose grandi per ordinario è dovuta; poiché gli uomini, non distinguendo le masse de’ metalli dalle ordinarie pietre, avendogli forse accostati al fuoco per restringere e sostenere le legna, gli avranno veduti con maraviglia liquefare. O finalmente dall’eruzioni de’ vulcani, che menano talora lave miste di liquefatti metalli, avranno gli uomini appresa l’arte di fondergli e lavorargli. E quindi forse egli è che i popoli, di cui la favola antichissima e la storia parlano come di lavoratori di metalli, altri non sono che gli abitanti de’ paesi in cui arsero anticamente fuochi naturali e vulcani. Ma l’oro e l’argento, che in insensibili fila sono in mezzo a durissime pietre sparsi e nascosti, o che fra l’arena in minutissime pagliuole sono misti, non poteano dare a conoscere che potessero al fuoco liquefarsi e unirsi e che fossero malleabili, se colla scoperta di altri metalli non avessero giá gli uomini saputa la singolar qualitá di questa classe di corpi. Perciò io porto opinione che nelle arene de’ fiumi, de’ quali
Table of contents
Inside this edition
- 01Full text
- 02INTRODUZIONE
- 03CAPO PRIMO
- 04CAPO SECONDO
- 05parte della venerazione de’ sudditi a quell’esteriore apparato
- 06parte solo alla propagazione ed educazione nostra paiono
- 07CAPO TERZO
- 08CAPO QUARTO
- 09LIBRO SECONDO
- 10DELLA NATURA DELLA MONETA
- 11INTRODUZIONE
- 12CAPO PRIMO
- 13CAPO SECONDO
- 14II
- 15CAPO TERZO
- 16CAPO QUARTO
- 17CAPO QUINTO
- 18CAPO SESTO
- 19libro che siegue.
- 20LIBRO TERZO
- 21DEL VALORE DELLA MONETA
- 22INTRODUZIONE
- 23CAPO PRIMO
- 24CAPO SECONDO
- 25CAPO TERZO
- 26II
- 27III
- 28IV
- 29CAPO QUARTO
- 30LIBRO QUARTO
- 31DEL CORSO DELLA MONETA
- 32INTRODUZIONE
- 33CAPO PRIMO
- 34II
- 35CAPO SECONDO
- 36CAPO TERZO
- 37II
- 38CAPO QUARTO
- 39LIBRO QUINTO
- 40DEL FRUTTO DELLA MONETA
- 41INTRODUZIONE
- 42CAPO PRIMO
- 43CAPO SECONDO
- 44CAPO TERZO
- 45CAPO QUARTO
- 46CONCLUSIONE DELL’OPERA
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