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Il Cortegiano
Italian BooksWhale Edition by Baldassare Castiglione
Un classico rinascimentale sull’educazione del cortigiano, la grazia, la conversazione, le arti e il potere.
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Book introduction
Il Cortegiano
Il Cortegiano mette in scena dialoghi sulla formazione ideale dell’uomo e della donna di corte: eloquenza, misura, musica, armi, grazia e giudizio politico. Questa edizione italiana conserva un testo centrale della cultura europea del Rinascimento.
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Baldassare Castiglione died in 1529, and Il Cortegiano was first published in 1528. These dates support the public-domain basis for this Italian original edition.
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Il Cortegiano
Baldassare Castiglione
Dedica
Al reverendo ed illustre signor
Preview chapterDON MICHEL DE SILVAPreview
vescovo di viseo
Quando il signor Guid’Ubaldo di Montefeltro, duca d’Urbino, passò di questa vita, io, insieme con alcun’altri cavalieri che l’aveano servito, restai alli servizi del duca Francesco Maria della Rovere, erede e successor di quello nel stato; e come nell’animo mio era recente l’odor delle virtú del duca Guido e la satisfazione che in quegli anni aveva sentito della amorevole compagnia di così eccellenti persone, come allora si ritrovarono nella corte d’Urbino, fui stimulato da quella memoria a scrivere questi Libri del Cortegiano ; il che io feci in pochi giorni, con intenzione di castigar col tempo quegli errori, che dal desiderio di pagar tosto questo debito erano nati. Ma la fortuna già molt’anni m’ha sempre tenuto oppresso in così continui travagli, che io non ho mai potuto pigliar spazio di ridurgli a termine, che il mio debil giudicio ne restasse contento. Ritrovandomi adunque in Ispagna ed essendo di Italia avvisato, che la signora Vittoria dalla Colonna , marchesa di Pescara, alla quale io già feci copia del libro , contra la promessa sua ne avea fatto transcrivere una gran parte, non potei non sentirne qualche fastidio, dubitandomi di molti inconvenienti, che in simili casi possono occorrere; nientedimeno mi confidai che l’ingegno e prudenzia di quella Signora (la virtú della quale io sempre ho tenuto in venerazione come cosa divina) bastasse a rimediare che pregiudicio alcuno non mi venisse dall’aver obedito a’ suoi comandamenti. In ultimo seppi, che quella parte del libro si ritrovava in Napoli in mano di molti; e, come sono gli uomini sempre cupidi di novità, parea che quelli tali tentassero di farla imprimere. Ond’io, spaventato da questo pericolo, diterminaimi di riveder subito nel libro quel poco che mi comportava il tempo, con intenzione di publicarlo; estimando men male lasciarlo veder poco castigato per mia mano, che molto lacerato per man d’altri. Così, per eseguire questa deliberazione, cominciai a rileggerlo; e subito nella prima fronte, ammonito dal titulo, presi non mediocre tristezza, la qual ancora nel passar più avanti molto si accrebbe, ricordandomi la maggior parte di coloro, che sono introdutti nei ragionamenti, esser già morti: che, oltre a quelli de chi si fa menzione nel proemio dell’ultimo, morto è il medesimo messer Alfonso Ariosto , a cui il libro è indrizzato; giovane affabile, discreto, pieno di soavissimi costumi, ed atto ad ogni cosa conveniente ad uomo di corte. Medesimamente il duca Juliano de’ Medici, la cui bontà e nobil cortesia meritava più lungamente dal mondo esser goduta. Messer Bernardo, cardinal di Santa Maria in Portico, il quale per una acuta e piacevole prontezza d’ingegno fu gratissimo a qualunque lo conobbe, pur è morto. Morto è il signor Ottavian Fregoso, uomo a’ nostri tempi rarissimo; magnanimo, religioso, pien di bontà, d’ingegno, prudenza e cortesia, e veramente amico d’onore e di virtù, e tanto degno di laude, che li medesimi inimici suoi furono sempre costretti a laudarlo; e quelle disgrazie che esso costantissimamente sopportò, ben furono bastanti a far fede che la fortuna, come sempre fu, così è ancor oggidì contraria alla virtù. Morti sono ancor molti altri dei nominati nel libro, ai quali parea che la natura promettesse lunghissima vita. Ma quello che senza lacrime raccontar non si devria, è che la signora Duchessa essa ancor è morta; e se l’animo mio si turba per la perdita di tanti amici e signori miei, che m’hanno lasciato in questa vita come in una solitudine piena d’affanni, ragion è che molto più acerbamente senta il dolore della morte della signora Duchessa, che di tutti gli altri, perchè essa molto più che tutti gli altri valeva, ed io ad essa molto più che a tutti gli altri era tenuto. Per non tardare adunque a pagar quello che io debbo alla memoria di così eccellente signora, e degli altri che più non vivono, indotto ancora dal pericolo del libro, hollo fatto imprimere e publicare tale qual dalla brevità del tempo m’è stato concesso. E perchè voi nè della signora Duchessa nè degli altri che son morti, fuor che del duca Juliano e del Cardinal di Santa Maria in Portico, aveste notizia in vita loro, acciò che, per quanto io posso, l’abbiate dopo la morte, mandovi questo libro, come un ritratto di pittura della corte d’Urbino, non di mano di Rafaello o Michel Angelo, ma di pittor ignobile, e che solamente sappia tirare le linee principali, senza adornar la verità di vaghi colori, o far parer per arte di prospettiva quello chè non è. E come ch’io mi sia sforzato di dimostrar coi ragionamenti le proprietà e condizioni di quelli che vi sono nominati, confesso non avere non che espresso ma nè anco accennato le virtù della signora Duchessa; perchè non solo il mio stile non è sufficiente ad esprimerle, ma pur l’intelletto ad imaginarle: e se circa questo o altra cosa degna di riprensione (come ben so che nel libro molte non mancano) sarò ripreso, non contradirò alla verità.
Preview chapterIL PRIMO LIBRO DEL CORTEGIANOPreview
del conte baldesar castiglione
Table of contents
Inside this edition
- 01Full text
- 02DON MICHEL DE SILVA
- 03IL PRIMO LIBRO DEL CORTEGIANO
- 04A MESSER ALFONSO ARIOSTO
- 05IL SECONDO LIBRO DEL CORTEGIANO
- 06A MESSER ALFONSO ARIOSTO
- 07IL TERZO LIBRO DEL CORTEGIANO
- 08A MESSER ALFONSO ARIOSTO
- 09IL QUARTO LIBRO DEL CORTEGIANO
- 10A MESSER ALFONSO ARIOSTO
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