
Italian Edition
Literature
Sandokan alla riscossa
Italian BooksWhale Edition by Emilio Salgari
Un romanzo d’avventura con Sandokan, battaglie, fedeltà, mare, vendetta e immaginario coloniale.
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Book introduction
Sandokan alla riscossa
Sandokan alla riscossa appartiene al ciclo avventuroso di Emilio Salgari e mette in scena coraggio, lealtà, scontri, viaggi marittimi e conflitti coloniali in una narrazione rapida e popolare. Questa edizione italiana originale è pensata per lettori di romanzi d’avventura, classici popolari e narrativa salgariana.
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Emilio Salgari morì nel 1911, e Sandokan alla riscossa fu pubblicato nel 1907. Queste date sostengono il fondamento di pubblico dominio del testo italiano originale.
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Sandokan alla riscossa
Emilio Salgari
Preview chapterCapitolo I - L'assalto alla kottaPreview
Capitolo I - L'assalto alla kotta
Preview chapterCAPITOLO PRIMO: L'ASSALTO ALLA KOTTA.Preview
Un lampo accecante che mostrò per qualche momento le nubi tempestose sospinte da un vento furiosissimo, illuminò la baia di Maludu, una delle più ampie insenature che s'aprano sulla costa settentrionale del Borneo, oltre il Canale di Banguey. Seguì un tuono spaventevole che durò parecchi secondi e che parve lo scoppio di una ventina di cannoni. Gli altissimi pombo dalle enormi arance, le splendide arenghe saccarifere, gli upas dal succo velenoso, le gigantesche foglie dei banani e delle palme dentellate si piegarono, poi si contorsero furiosamente sotto una raffica terribile che s'addentrò, con impeto irresistibile, sotto le immense foreste. La notte era calata già da parecchie ore, una notte oscurissima, senza stelle e senza luna, e che solamente i lampi di quando in quando, ad intervalli lunghissimi, illuminavano. Pareva che fosse lì lì per scoppiare uno di quei formidabili cicloni, che sono così temuti da tutti gli isolani delle grandi terre della Sonda, eppure degli uomini, noncuranti delle furie del vento, de' tuoni, e degli imminenti rovesci d'acqua, vegliavano sotto le tenebrose foreste che circondavano tutta la profonda insenatura di Maludu.
Quando un lampo rompeva le tenebre, si scorgevano delle ombre umane alzarsi in mezzo ai cespugli per spingere a quella luce più lontano gli sguardi e, quando il tuono cessava di rumoreggiare in mezzo alle tempestose nubi, si udivano delle parole sotto la foresta: «Ancora nulla?» «No!» «Che cosa fa Sambigliong?» «Non torna». «Che l'abbiano ucciso?» «Non è un uomo da lasciarsi cogliere. Un vecchio malese come lui!...» «La Tigre della Malesia si impazientirà». «Ma che? Sa bene che presto o tardi prenderà quel cane di Nasumbata!... E poi fidatevi dei dayaki di terra!... Sono più vili dei negritos!» Una voce imperiosa dominò quel chiacchierio. «Silenzio!... Coprite le batterie delle vostre carabine!» Un altro vivissimo lampo ruppe in quel momento le tenebre, facendo scintillare per qualche istante, al di sotto delle gigantesche foglie, le canne di numerose carabine e lo splendido acciaio dei parang e dei kampilang appesi alle cinture di quegli uomini imboscati. Una raffica furiosa si rovesciò in quel momento sulla foresta, torcendo non solo i rami, ma perfino i tronchi sottili ed elastici delle palme e facendo danzare disordinatamente le liane rotang ed i lunghissimi nepentes, i cui fiori splendidi, in forma di vaso, erano ormai stati portati via. Cominciava a piovere: non erano semplici gocce che cadevano.
Erano veri getti d'acqua, i quali, cadendo sulle foglie, producevano un fragore simile a quello della grossa grandine. Ad un tratto, in mezzo ai formidabili fragori della tempesta, una voce secca si fece udire: «Eccomi, Tigre della Malesia!» Un vecchio malese dal volto assai rugoso, che indossava un semplice sarong di cotone rosso, che gli stringeva i fianchi scendendogli fino alle ginocchia e che impugnava una splendida carabina indiana col calcio intarsiato di laminette d'argento e di madreperla, era improvvisamente sbucato da un folto cespuglio. «Sambigliong!...» avevano esclamato parecchie voci. «Finalmente!...» Un altro uomo era sorto da un gruppo di fusti di pepe selvatico, facendosi innanzi. Era uno splendido tipo di bornese, sulla cinquantina, dal viso assai abbronzato, con due occhi nerissimi e ancora pieni di fuoco. La sua barba e i suoi capelli, che portava lunghi, erano appena brizzolati. Vestiva come un rajah malese o indiano: casacca di seta azzurra con ricami d'argento, aperta sul davanti in modo da mostrare la camicia di seta bianca; calzoni larghi, alla turca, serrati ai fianchi da un'alta fascia di velluto nero a frange d'oro; alti stivali di marocchino rosso colla punta rialzata. Teneva in mano una carabina inglese a due colpi e nella fascia aveva due pistole ed una corta scimitarra sulla cui impugnatura brillava un diamante grosso come una nocciola.
«Era ora che tu giungessi, Sambigliong» disse, mentre si cacciava bene in testa il turbante di seta gialla, affinché il vento non glielo portasse via. «La foresta è foltissima dinanzi a noi, Tigre della Malesia», rispose il vecchio malese «e ho dovuto avanzare con estrema prudenza. Tu sai, padrone, che dinanzi alle kotte dei dayaki si trovano sempre dei fossati che sono seminati di punte di freccia avvelenate coll'upas». «Quanti ne hai attraversati?» «Tre, padrone». «Hai veduto delle sentinelle sulle palizzate della kotta?» «Solamente due». «Quanti uomini credi che racchiuda il villaggio?» «Non più di duecento». «Hai veduto qualche pezzo d'artiglieria?» «Sì, un mirim». «Quei cannoncini d'ottone valgono poco» osservò la Tigre della Malesia dopo un breve silenzio. «Noi già li conosciamo, non è vero Sambigliong?» «E possiamo anche dire che le spingarde sono infinitamente migliori» disse il vecchio malese. «Aspetteremo che l'uragano passi, poi daremo l'attacco. Guai se Nasumbata riesce a sfuggirci e a raggiungere il rajah del Kinibalu! E poi desidererei averlo nelle mie mani, prima che giungano qui Yanez e Tremal-Naik». «Giungeranno presto?» «Non devono essere lontani» rispose Sandokan. «Prendi con te venti uomini e va ad imboscarti dietro la kotta, affinché nessuno possa salvarsi nelle foreste.
Table of contents
Inside this edition
- 01Full text
- 02Capitolo I - L'assalto alla kotta
- 03CAPITOLO PRIMO: L'ASSALTO ALLA KOTTA.
- 04Capitolo II - I pirati dayaki
- 05CAPITOLO SECONDO: I PIRATI DAYAKI.
- 06Capitolo III - Il ritorno alla costa
- 07CAPITOLO TERZO: IL RITORNO ALLA COSTA.
- 08Capitolo IV - Il tradimento del chitmudyar
- 09CAPITOLO QUARTO: IL TRADIMENTO DEL CHITMUDYAR.
- 10Capitolo V - Un morto che risuscita
- 11CAPITOLO QUINTO: UN MORTO CHE RISUSCITA.
- 12Capitolo VI - I misteri delle foreste vergini
- 13CAPITOLO SESTO: I MISTERI DELLE FORESTE VERGINI.
- 14Capitolo VII - L'assalto dei gaviali
- 15CAPITOLO SETTIMO: L'ASSALTO DEI GAVIALI.
- 16Capitolo VIII - La caccia al maias
- 17CAPITOLO OTTAVO: LA CACCIA AL MAIAS.
- 18Capitolo IX - La sorpresa notturna
- 19CAPITOLO NONO: LA SORPRESA NOTTURNA.
- 20Capitolo X - I bufali selvaggi
- 21CAPITOLO DECIMO: I BUFALI SELVAGGI.
- 22Capitolo XI - La ricomparsa del greco
- 23CAPITOLO UNDICESIMO: LA RICOMPARSA DEL GRECO.
- 24Capitolo XII - La fuga miracolosa
- 25CAPITOLO DODICESIMO: LA FUGA MIRACOLOSA.
- 26Capitolo XIII - La caverna dei pitoni
- 27CAPITOLO TREDICESIMO: LA CAVERNA DEI PITONI.
- 28Capitolo XIV - L'assedio
- 29CAPITOLO QUATTORDICESIMO: L'ASSEDIO.
- 30Capitolo XV - Fra il fuoco ed i pitoni
- 31CAPITOLO QUINDICESIMO: FRA IL FUOCO ED I PITONI.
- 32Capitolo XVI - I malesi alla riscossa
- 33CAPITOLO SEDICESIMO: I MALESI ALLA RISCOSSA.
- 34Capitolo XVII - Il villaggio dei negritos
- 35CAPITOLO DICIASSETTESIMO: IL VILLAGGIO DEI NEGRITOS.
- 36Capitolo XVIII - I sergenti istruttori
- 37CAPITOLO DICIOTTESIMO: I SERGENTI ISTRUTTORI.
- 38Capitolo XIX - L'assalto dei rinoceronti
- 39CAPITOLO DICIANNOVESIMO: L'ASSALTO DEI RINOCERONTI.
- 40Capitolo XX - Cariche furiose
- 41CAPITOLO VENTESIMO: CARICHE FURIOSE.
- 42Capitolo XXI - L'attacco al kaidangan
- 43CAPITOLO VENTUNESIMO: L'ATTACCO AL KAIDANGAN.
- 44Capitolo XXII - La ritirata sul Kinibalu
- 45CAPITOLO VENTIDUESIMO: LA RITIRATA SUL KINIBALU.
- 46Capitolo XXIII - Sul Kinibalu
- 47CAPITOLO VENTITREESIMO: SUL KINIBALU.
- 48Capitolo XXIV - Un altro agguato del greco
- 49CAPITOLO VENTIQUATTRESIMO: UN ALTRO AGGUATO DEL GRECO.
- 50Capitolo XXV - Sulle punte delle frecce avvelenate
- 51CAPITOLO VENTICINQUESIMO: SULLE PUNTE DELLE FRECCE AVVELENATE.
- 52Capitolo XXVI - Il lago misterioso
- 53CAPITOLO VENTISEIESIMO: IL LAGO MISTERIOSO.
- 54Capitolo XXVII - La presa della capitale
- 55CAPITOLO VENTISETTESIMO: LA PRESA DELLA CAPITALE.
- 56CONCLUSIONE.
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