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Italian Edition

Literature

Tempeste

Italian BooksWhale Edition by Ada Negri

Ada Negri dà voce al lavoro, alla povertà, alla maternità e alla ribellione con una poesia di intensa partecipazione umana.

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Book introduction

Tempeste

In Tempeste la sofferenza privata si apre alle condizioni di chi lavora, di chi perde la casa e di chi lotta per il pane. Ada Negri alterna slanci amorosi, figure materne e visioni di rivolta, unendo energia ritmica e attenzione alla vulnerabilità degli esclusi. La raccolta segue il percorso che va dalla dedica alla madre fino alla fiumana collettiva degli affamati.

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Testo originale italiano di Ada Negri, morto nel 1945. La fonte è la trascrizione dell’opera di pubblico dominio presso Project Gutenberg; apparati editoriali moderni e immagini sono esclusi.

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Preview chapterA TE, MAMMARead preview

È ver, son forte.—Per la via sassosa Lasciai brandelli d'anima e di fede; Pur con superbo piede Salgo ancor verso l'alba luminosa.

Offersi il petto a tutte le ferite, I più foschi e implacati odii sfidai; E ai torturanti guai Opposi l'energia di cento vite.

Dolorando non mossi un sol lamento Nulla piega il mio fronte e il mio pensiero. Io sono forte, è vero, Io son la quercia che non crolla al vento

E una legge d'amor rinnovatrice D'uomini e cose ne' miei canti freme, Eterna, come il seme, Come il bacio del Sol fecondatrice.

.... Benedicimi, o Madre.—È per te sola Che combatto, che spero e che resisto. Quando, col sangue misto, Il pianto mi fa strozza ne la gola,

Quando sento fra orrende, avide spire Nel tenebror dibattersi la mente, E la virtù possente Che m'infiamma le vene è per morire,

Ti guardo, o Madre.—E così fiera e grande M'appari, ne l'eretta e statuaria Fronte di solitaria Cinta di bianche ciocche venerande;

Così pura mi sembri, ne la calma Intemerata de' tuoi anni estremi, Tu che i mali supremi Provasti un giorno, e l'agonie de l'alma;

Tanta luce ti splende ne le chiare Pupille e tanta dignità nel viso, Nel gesto e nel sorriso, Ch'io mi sento per te rinnovellare:

Carne de la tua carne io ridivento, Forza de la tua forza, o Santa, o Vera: Rivive in me l'altera Quercia selvaggia che non crolla al vento.—

Preview chapterSGOMBERO FORZATOPreview

Miseria.—La pigion non fu pagata.— A rifascio, nel mezzo de la via, La scarsa roba squallida è gettata. Quello sgombero sembra un'agonia.

La tenebrosa pioggia insulta e bagna Il carro, i cenci, i mobili corrosi Dal tarlo, denudati, vergognosi. V'è un'anima là dentro che si lagna;

E il letto pensa al disgraziato amore Ch'egli protesse, e che le membra grame Di due fanciulli procreò a la fame, O del tugurio maledetto amore!...

E scricchiola fra i brividi: Chi il dritto Diede a la donna schiava e mal nudrita Di crear per un bacio un'altra vita D'angosce?... amor pei poveri è delitto.—

Sotto la pioggia il carro stride.—Dietro, Un operaio scarno, a fronte bassa, Segue la sua rovina.—Ei muto passa, Ombroso il guardo, e non si volge indietro:

E a lui presso è la donna, la piangente Lacera donna, con due figli.—E vanno Senza riposo, e dove essi nol sanno, E la pioggia gli sferza orrendamente:

Un austero dolor che par minaccia Per entro ai cenci ammonticchiati freme, Freme nel carro che cigola e geme. Nei quattro erranti da l'emunta faccia:

Quella guasta mobilia denudata Che in mezzo al fango a l'avvenir s'avvia. Quella miseria che ingombra la via Sembra il principio d'una barricata.

Preview chapterL'INCENDIO DELLA MINIERAPreview

La profonda caverna è a mille metri Sotto la terra. Nei pozzi e fra gli scavi, erranti spetri, Vanno per la prigion che li rinserra I minatori.

Son cinquecento: han lampade e picconi, Corde e martelli. D'aspre fatiche indomiti campioni Son cinquecento, muscolosi e belli Come guerrieri:

Niuno di lor varcò i trent'anni ancora, E spose e figli Li attendon là, dove nel sol s'infiora, Dagli abissi lontano e dai perigli, Il verde eterno.

E via scavando con gigante lena Van dentro il masso È la forza plebea che si scatena Contro la fredda maestà del sasso Selvaggiamente:

E rode, sventra, abbatte, invola, strazia, Vandalo atroce, Piovra succhiante che mai non si sazia; Ma spian gli abissi l'attimo feroce De la vendetta;

E l'attimo suonò.—Scoppia una lampa Risponde un tuono. La gran corrente del grisou divampa Con guizzo orrendo e formidabil suono Tutto è perduto.

Per l'âtre forre e le crollanti vôlte Fumosa e rossa, Fra gli urli de le vittime stravolte. Qual serpe che si snoda in una fossa, La fiamma sale.

*

Sale e distrugge; e sotto l'immane vampa edace La profonda caverna diventa una fornace. Morti e morenti ammucchiansi; si sfasciano le travi; Son ruggiti di belva giù in fondo ai ciechi scavi, Son castelli di fiamme, son rimbombi di frane, È l'inferno che s'apre su quelle teste umane. Ma soccomber non vogliono i vivi ancora!... avvinto È il lor corpo a la vita con delirio d'istinto. E corrono per gli antri, disfatti, scamiciati, Come dèmoni erranti per abissi infocati, Con le bluse a brandelli, con l'orbite schizzanti: S'arrampicano ai muri, convulsi, sanguinanti, Volendo l'aria, l'aria!... la gaiezza del sole, La libertà dei venti, il verde delle aiuole, Dei magnifici azzurri la purezza infinita, Tutto ciò che è respiro, che è vita, vita, vita!... Oh, quella vita schiava trascinata nell'ombra, Trascinata nei pozzi che fumo o polve ingombra, Quella vita inumana, senza raggio nè fiore, Quella vita di cieco, quella vita d'orrore, Essi adesso la vogliono, la vogliono!... E le mani S'aggrappano a le rocce con movimenti insani Le bocche cercan aria ed ingoiano fumo: La terra nera è fatta di sangue e polve un grumo: Tutto cade e si sfascia, tutto è morte e maceria Dovunque è la terribile follia de la materia: La fiamma scende e sale, e folleggia e gavazza, E sul carnaio infame divampando sghignazza. D'odio omicida è fatta: e stride a le ruine Con rabbia insazïata di vincitrice: fine.

*

.... Tutto passò.—Domani, a cento a cento, Saran portati al sole, informi e muti, Con tumulti d'angoscia e di spavento I resti dei caduti:

Su le membra staccate e fumiganti Imprimeran lo stigma del dolore Mille bocche febbrili e singhiozzanti, Mille bocche d'amore.

Poi, gettata sui carri a la rinfusa, Fra spiegate bandiere e veli bruni, La turba funeral sarà rinchiusa Ne le fosse comuni:

Poi, su le fosse, calerà l'oblìo. Splendide rose e pallidi giacinti Sorgeran come al bacio d'un Iddio Dai corpi degli estinti;

E steli e spiche di robuste messi D'umani succhi turgide e superbe; E nel verde dei mirti e dei cipressi, Ne l'umidor dell'erbe,

Ne l'innocente palpitar dell'ale. Ne l'ampia folla libera e serena L'onda rifluirà calda e vitale De la gioia terrena.

.... Ma i figliuoli dei morti, oh, triste, inane Gente!... cresciuti a stenti ed a squallori, Diventeranno per un soldo e un pane Anch'essi minatori.

E ad uno ad uno scenderan nell'ombra: E forse un giorno, dentro i negri scavi Ne la caverna smisurata e ingombra. Al suon di colpi gravi,

Inciamperan ne l'ossa d'un parente. Al subito tremor d'intima guerra Si curveran le fronti, e sordamente Cadran le picche a terra.

.... O razza, o razza conculcata e ignava; Cui nulla giova l'esser bella e forte, Se null'altro sai far che darti schiava. Meglio per te la morte!...

Viva l'incendio che bruciando annienta Le tue lacere vesti e la tua fame, Viva l'incendio che all'ignoto avventa Le tue viscere grame;

Che, per un'ora almen, su te raccende La sterile pietà di chi non soffre, Che fatica e dolor, tutto ti prende, E pace e sonno t'offre!...

Table of contents

Inside this edition

  1. 01A TE, MAMMA
  2. 02SGOMBERO FORZATO
  3. 03L'INCENDIO DELLA MINIERA
  4. 04LETTERA
  5. 05TERRA
  6. 06I SACRIFICI
  7. 07TEMPIO ANTICO
  8. 08LA «FIGLIA DELL'ARIA»
  9. 09DISOCCUPATO
  10. 10ISTINTO MATERNO
  11. 11IL FIGLIO
  12. 12ARRIVO
  13. 13A L'OSPEDALE MAGGIORE
  14. 14PICCOLA MANO
  15. 15«TU PUR VERRAI»
  16. 16UN ANNO DOPO
  17. 17IMMORTALE
  18. 18RISVEGLIO
  19. 19SCIOPERO
  20. 20FINE DI SCIOPERO
  21. 21PER LA BARA
  22. 22NATIVITÀ
  23. 23VIOLA DEL PENSIERO
  24. 24L'ORA
  25. 25È MALATO
  26. 26TI VIDI IN SOGNO
  27. 27NON TORNARE
  28. 28EGO SUM
  29. 29CANTO NOTTURNO
  30. 30FANCIULLO
  31. 31RISVEGLIO FRA I MONTI
  32. 32VECCHI LIBRI
  33. 33AMOR NOVO
  34. 34ALL'ASILO NOTTURNO
  35. 35SULLA VIA
  36. 36GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI
  37. 37ORA DI CALMA
  38. 38BACIO MORTO
  39. 39L'ULTIMO DUCA
  40. 40L'EREDE
  41. 41SORRISI
  42. 42NOTA DI CRONACA
  43. 43FRATERNITÀ
  44. 44CASETTE BIANCHE
  45. 45INVANO
  46. 46PAX
  47. 47EPPUR TI TRADIRÒ....
  48. 48IL PASSAGGIO DEI FERETRI.
  49. 49SULLA FOSSA DI GIUSEPPE GRANDI
  50. 50MATTINATA INVERNALE
  51. 51LA VEDOVA
  52. 52IL SOGNO
  53. 53OPERAIO
  54. 54ETERNO IDILLIO
  55. 55SENZA RITMO.
  56. 56SCONFORTO
  57. 57ADDIO
  58. 58I GRANDI
  59. 59LA FIUMANA

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