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Literatura
Il giuocatore
Edición BooksWhale en italiano de Carlo Goldoni
Una commedia brillante sulla dipendenza dal gioco, sul debito e sull’illusione della fortuna.
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Introducción del libro
Il giuocatore
Florindo perde il controllo tra tavoli da gioco, promesse e debiti. Goldoni trasforma il vizio privato in un ritratto teatrale dell’avidità e della fragile speranza di arricchirsi.
Edición BooksWhale
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Esta edición se basa en un texto de dominio público y fue preparada por BooksWhale para lectura digital.
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The original work is a public-domain classic by Carlo Goldoni, who died in 1793.
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Il giuocatore
Carlo Goldoni
Capítulo de vista previaSCENA PRIMA.Vista previa
Camera da giuoco nel casino.
Florindo
al tavolino da giuoco con lumi e carte
,
numerando denari; poi
Brighella.
Florindo
. Chi è di là?
Brighella
. Illustrissimo.
Florindo
. Che ora è?
Brighella
. Per dirghela, illustrissimo, me son indormenzà un pochetto, e no so che ora sia.
Florindo
. Andate a vedere che ora è?
Brighella
. La servo. (Che bella vita! Da ieri a vintidò ore
fina adesso, che l’è sentà al tavolin).
(parte, poi torna)
Florindo
. Cinquecento zecchini in una notte non è piccolo guadagno, ma poteva guadagnare assai più. Se teneva quel sette, quel maledetto sette, se lo tenevo, era un gran colpo per me. Mi ha detto quel sette fra il dare e l’avere altri mille zecchini. Ho quel maledetto vizio di voler tenere i quartetti, e sempre li do, e sempre li pago. Ah, bisogna ch’io ascolti le suggestioni del cuore; quando li ho da tenere, mi sento proprio lo spirito che mi brilla nelle mani, e quando hanno a venir secondi, la mano mi trema; da qui avanti mi saprò regolare.
Brighella
. Sala che ora è?
(toma di nuovo)
Florindo
. Ebbene, che ora è?
Brighella
. L’è ora de smorzar i lumi, avrir le finestre, e goder el sol.
Florindo
. Come? E giorno?
Brighella
. Zorno chiaro, chiarissimo.
Florindo
. Oh diavolo! Ho passata la notte senza che me ne sia accorto.
Brighella
. Mah, quando la va ben, se tira de longo senza abbadar all’ore.
Florindo
. Oh maledetta la mia disgrazia!
Brighella
. Hala perso?
Florindo
. Non ho perso. Ho vinto cinquecento zecchini, ma a che servono?
Brighella
. La ghe dise poco?
Florindo
. Oh, se tenevo un sette! Maledetto quel sette!
Brighella
. (Ecco qua, i zogadori no i se contenta mai. Se i perde i pianze, se i guadagna i se despera, perchè no i ha guadagna tutto quel che i voleva. Oh, che vita infelice l’è quella del zogador!)
(da sè)
Cossa volela far? Un’altra volta.
Florindo
. Oh, in quanto a questo poi, m’impegno che questi giuocatori li voglio spogliar tutti.
Brighella
. Lustrissimo patron, no bisogna fidarse tanto della fortuna.
Florindo
. La fortuna mi vuol bene; fa a modo mio. Anche l’anno passato averò vinto altri mille zecchini.
Brighella
. Lo so benissimo, e la me permetta che diga, che so anca che la i ha spesi presto.
Florindo
. Benissimo, li ho spesi, e per questo? Denari vinti al giuoco si possono spendere allegramente.
Brighella
. Za, quando i se vadagna, i se spende allegramente; e po co se perde, bisogna pagar, e s’intacca la cassa.
Florindo
. Oh via! Mi farete voi cattivo augurio? Sono un giuocator fortunato, ma sono anche un giuocatore che sa regolarsi, e vinco perchè ho prudenza.
Brighella
. Ma quel maledetto sette?
Florindo
. Oh quel sette, quel sette! Mai più tengo il sette.
Brighella
. E l’altro zorno, che i l’ha sbancada do volte, che ponto avevela contrario?
Florindo
. L’altro giorno li avevo tutti contrari.
Brighella
. Vedela, che no bisogna fidarse tanto della fortuna!
Florindo
. Oh, non mi state a seccare.
Brighella
. No parlo più per cent’anni.
Florindo
. Tenete questi quattro zecchini, ve li dono per l’incomodo della notte.
Brighella
. Grazie a vussustrissima.
Florindo
. Oggi voglio dar da desinare in casino.
Brighella
. La sarà servida.
Florindo
. Ma voglio sia un desinare magnifico.
Brighella
. Per quante persone?
Florindo
. Dieci, dodici, quattordici, e che so io.
Brighella
. Quanti piatti?
Florindo
. Ora non ho volontà di discorrere. Il sonno principia a molestarmi. Per oggi fate voi da maestro di casa; spendete senza riguardo, ch’io pagherò.
Brighella
. Benissimo, la lassa far a mi, che la sarà servida pulito
Florindo
. Ho guadagnato, posso spendere. Mandatemi il mio servitore Arlecchino.
Brighella
. El dorme.
Florindo
. Svegliatelo, e fate che venga qui.
Brighella
. E quei denari li portela via?
Florindo
. No; voglio meglio riscontrarli, e poi li consegnerò a voi. Mandatemi Arlecchino.
(sbadiglia)
Brighella
. (El casca dal sonno. Nol pol più; el pol dormir quieto e senza travaggio, per el zogo el patisse. Oh che bella vita!)
Capítulo de vista previaSCENA II.Vista previa
Florindo
solo
Vi sono dei zecchini, che calano almeno sei o sette grani l’uno. Li voglio separare, e metterli da parte.
(sbadigliando)
Se perderò questi, saranno i primi. Non posso tener gli occhi aperti. Quattro e due sei. Oh, questo è molto piccolo, sette e tre...
(insonnato)
dieci... Ora il sonno m’inquieta. Dieci... dieci... e due... dodici.
(s’addormenta sul tavolino)
Índice
Dentro de esta edición
- 01Full text
- 02SCENA PRIMA.
- 03SCENA II.
- 04SCENA III.
- 05SCENA IV.
- 06SCENA V.
- 07SCENA VI.
- 08SCENA VII.
- 09SCENA VIII.
- 10SCENA IX.
- 11SCENA X.
- 12SCENA XI.
- 13SCENA XII.
- 14SCENA XIII.
- 15SCENA XIV.
- 16SCENA XV.
- 17SCENA XVI.
- 18SCENA XVII.
- 19SCENA XVIII.
- 20SCENA XIX.
- 21SCENA PRIMA.
- 22SCENA II.
- 23SCENA III.
- 24SCENA IV.
- 25SCENA V.
- 26SCENA VI.
- 27SCENA VII.
- 28SCENA VIII.
- 29SCENA IX.
- 30SCENA X.
- 31SCENA XI.
- 32SCENA XII.
- 33SCENA XIII.
- 34SCENA XIV.
- 35SCENA XV.
- 36SCENA XVI.
- 37SCENA XVII.
- 38SCENA XVIII.
- 39SCENA XIX.
- 40SCENA XX.
- 41SCENA PRIMA.
- 42SCENA II.
- 43SCENA III.
- 44SCENA IV.
- 45SCENA V.
- 46SCENA VI.
- 47SCENA VII.
- 48SCENA VIII.
- 49SCENA IX.
- 50SCENA X.
- 51SCENA XI.
- 52SCENA XII.
- 53SCENA XIII.
- 54SCENA XIV.
- 55SCENA XV.
- 56SCENA XVI.
- 57SCENA XVII.
- 58SCENA XVIII.
- 59SCENA XIX.
- 60SCENA ULTIMA.
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