BooksWhaleBooksWhale
La madre cover

italiano Edizione

Letteratura

La madre

Edizione BooksWhale in italiano di Grazia Deledda

Un intenso romanzo psicologico su maternità, colpa, desiderio e conflitto religioso.

Anteprima
Estratto dal testo preparato
Formati
Lettore online, EPUB, PDF
Accesso
Claim Libreria

Introduzione al libro

La madre

La madre mette al centro il dramma interiore di una donna legata al figlio sacerdote e al segreto della sua passione. Deledda costruisce un racconto teso, morale e profondamente umano.

Edizione BooksWhale

Come è stata preparata

Questa edizione si basa su un testo di pubblico dominio ed è stata preparata da BooksWhale per la lettura digitale.

Base di pubblico dominio

Perché può essere condivisa

Grazia Deledda morì nel 1936 e La madre fu pubblicata nel 1920. Queste date sostengono il fondamento di pubblico dominio per questa edizione italiana.

Leggi anteprima

Estratto dal testo preparato

Anteprima selezionata dal testo preparato per la lettura.

Capitolo in anteprimaFull textLeggi anteprima

La madre

Grazia Deledda

La madre

Grazia Deledda

Capitolo in anteprimaLA MADREAnteprima

Anche quella notte, dunque, Paulo si disponeva ad uscire.

La madre, nella sua camera attigua a quella di lui, lo sentiva muoversi furtivo, aspettando forse, per uscire, ch’ella spegnesse il lume e si coricasse.

Ella spense il lume ma non si coricò.

Seduta presso l’uscio si stringeva una con l’altra le sue dure mani di serva, ancora umide della risciacquatura delle stoviglie, calcando i pollici uno sull’altro per farsi forza; ma di momento in momento la sua inquietudine cresceva, vinceva la sua ostinazione a sperare che il figlio s’acquetasse, che, come un tempo, si mettesse a leggere o andasse a dormire. Per qualche minuto, infatti, i passi furtivi del giovane prete cessarono: si sentiva solo, di fuori, il rumore del vento accompagnato dal mormorio degli alberi del ciglione dietro la piccola parrocchia: un vento non troppo forte ma incessante e monotono che pareva fasciasse la casa con un grande nastro stridente, sempre più stretto, e tentasse sradicarla dalle sue fondamenta e tirarla giù.

La madre aveva già chiuso la porta di strada con due spranghe incrociate, per impedire al diavolo, che nelle notti di vento gira in cerca di anime, di penetrare in casa: in fondo però credeva poco a queste cose, e adesso pensava con amarezza e con una vaga derisione verso sè stessa, che lo spirito maligno era già dentro la piccola parrocchia; che beveva alla brocca del suo Paulo e si aggirava intorno allo specchio di lui appeso accanto alla finestra.

Ecco che infatti Paulo si moveva di nuovo; forse era appunto davanti allo specchio, sebbene ai preti ciò non sia permesso. Ma che cosa non si permetteva Paulo, da qualche tempo in qua?

La madre ricordava di averlo spesso sorpreso, in quegli ultimi tempi, a specchiarsi a lungo come una donna, a pulirsi e lucidarsi le unghie, a spazzolarsi i capelli che si tirava in su dopo averli lasciati crescere, quasi cercando di nascondere il sacro segno della tonsura.

Egli poi usava dei profumi, si puliva i denti con polveri odorose e si passava il pettine persino sulle sopracciglia...

Le sembrava dì vederlo, adesso, come se la parete divisoria si fosse spaccata: nero sullo sfondo della sua camera tutta bianca, alto, fin troppo alto, dinoccolato, andava e veniva col suo passo distratto di ragazzo, inciampando e scivolando spesso, ma tenendosi sempre in equilibrio. Aveva la testa un po’ grossa sul collo sottile, e il viso pallido oppresso dalla fronte prominente che pareva costringesse le sopracciglia ad aggrottarsi per lo sforzo di reggerla e gli occhi lunghi a star socchiusi; mentre le mandibole forti, la bocca grande e carnosa e il mento duro parevano a loro volta ribellarsi con sdegno a questa oppressione, senza però potersene liberare.

Ma ecco che egli si fermava davanti allo specchio, e tutto il suo viso diventava luminoso perchè le palpebre si sollevavano e nella trasparenza degli occhi castanei la pupilla raggiava come un diamante.

La madre si compiaceva, in fondo, nel suo cuore di madre, a vederlo così, bello e forte; quando il passo furtivo di lui la richiamò alla sua pena.

Egli usciva, non c’era più dubbio, usciva.

Aprì l’uscio della sua camera. Si fermò di nuovo. Forse tendeva anche lui l’orecchio ai rumori intorno. Solo il vento continuava a sbattersi contro la casa.

La madre tentò di alzarsi, di gridare.

— Figlio, Paulo, creatura di Dio, férmati.

Ma una forza superiore alla sua volontà fermava lei. Le ginocchia tremavano, come cercando di ribellarsi a quella forza infernale: le ginocchia tremavano, ma i piedi non volevano muoversi; era come se due mani possenti li fermassero al pavimento.

Così il suo Paulo potè scendere silenzioso la scaletta, aprire la porta e andarsene: il vento parve portarselo via d’un colpo.

Solo allora ella riuscì ad alzarsi, a riaccendere il lume, ma anche questo con difficoltà, perchè gli zolfanelli lasciavano lunghe scie di luce violetta sul muro ov’ella li sfregava ma non si accendevano.

Indice

In questa edizione

  1. 01Full text
  2. 02LA MADRE

Disponibilità lingue

Altre lingue

Altre edizioni linguistiche non sono ancora pubblicate. Qui appariranno quando disponibili.

Richiedi un'altra lingua

La madre

Abbonamento $9.99 / anno · accesso claim

AnteprimaUnisciti