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Il vero volto della burocrazia, volume I cover

Italian Edition

Literature

Il vero volto della burocrazia, volume I

Italian BooksWhale Edition by Li Baojia

Original title: 官场现形记

I primi venti capitoli della satira di Li Baojia mostrano carriere, favori e interessi privati nella burocrazia Qing.

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Book introduction

Il vero volto della burocrazia, volume I

Li Baojia racconta il mondo degli aspiranti funzionari e degli uomini di potere attraverso una successione di episodi satirici. Esami, raccomandazioni, denaro e cerimonie rivelano la distanza fra il linguaggio del servizio pubblico e i comportamenti quotidiani. Questo primo volume della traduzione italiana comprende i capitoli 1–20 di Guanchang xianxing ji e conserva i loro titoli narrativi, senza presentare il volume come l’intero romanzo.

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How this edition was prepared

This edition is an AI-assisted, human-reviewed translation prepared by BooksWhale. It has been reviewed for readability, formatting, and consistency.

Public domain basis

Why this edition can be shared

L’opera cinese di Li Baojia (morto nel 1906) appartiene al pubblico dominio. Questa versione italiana è una nuova traduzione assistita dall’IA, organizzata dal titolare dell’edizione e da lui revisionata, senza riprodurre una traduzione moderna protetta.

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Preview chapterCapitolo primo — Aspirando agli onori, un vecchio maestro istruisce un ragazzo indisciplinato; discorrendo dell’arte dei saggi a otto parti, un notabile incoraggia le giovani generazioniRead preview

Si racconta che nella contea di Chaoyi, appartenente alla prefettura di Tongzhou, nella provincia dello Shaanxi, a trentaquattro li a sud della città, sorgesse un villaggio abitato esclusivamente da due famiglie, gli Zhao e i Fang, senza alcun altro clan. Non era né grande né piccolo: contava una ventina o una trentina di famiglie, i cui antenati si erano dedicati all’agricoltura per generazioni.

Quando la famiglia Zhao giunse alla generazione del nonno, questi ebbe la singolare iniziativa di assumere un precettore perché insegnasse a suo figlio a studiare i classici. Alla generazione del nipote, la famiglia ottenne inaspettatamente un xiucai, ossia un letterato che aveva superato il primo grado degli esami imperiali. Gli abitanti del villaggio, poco avvezzi a simili distinzioni, considerarono quell’evento straordinario e cominciarono tutti a tributare grande rispetto agli Zhao. Di conseguenza, la famiglia Fang si trovò progressivamente in una posizione d’inferiorità.

I Fang, osservando quella situazione con invidia, decisero a loro volta di investire nell’istruzione. Alcune famiglie che disponevano di denaro non badarono a spese: aprirono una scuola e andarono in città a cercare un anziano maestro che avesse conseguito il grado di juren, invitandolo a insegnare ai loro figli.

Questo maestro si chiamava Wang Ren. Essendo ormai avanti negli anni, aveva rinunciato a ogni aspirazione di progredire ulteriormente nella carriera degli esami imperiali. Giunto in campagna, si dedicò con grande impegno all’insegnamento.

Nel giro di pochi anni riuscì a formare alcuni giovani promettenti. Alcuni sapevano comporre distici paralleli; altri erano capaci di improvvisare qualche verso poetico. Fra loro ve n’era uno particolarmente dotato, che riusciva addirittura a scrivere la sezione introduttiva detta kaijiang del saggio a otto parti, esercizio tipico dei principianti di quella forma letteraria.

I genitori degli allievi ne furono entusiasti.

Quando giunse il nono giorno del nono mese lunare, festa del Doppio Nove, si riunirono per discutere e decisero di invitare lo stesso maestro anche per l’anno successivo. Wang Ren, vedendo assicurata la continuità del suo incarico, ne fu naturalmente molto soddisfatto.

Il padre del ragazzo capace di comporre quella sezione del saggio si chiamava Fang Bikai. Davanti alla sua casa crescevano due grandi alberi, tanto robusti che occorrevano entrambe le braccia per abbracciarne il tronco, uno a destra e uno a sinistra dell’ingresso. Per questo gli abitanti del villaggio chiamavano la sua famiglia «i Fang dei Grandi Alberi».

Vedendo che il figlio aveva raggiunto un livello tanto notevole, Fang Bikai annunciò che, a partire dall’anno seguente, avrebbe versato al maestro un compenso supplementare di quattro stringhe di monete di rame.

Lasciamo per il momento questa vicenda.

Quell’anno cadeva una delle grandi sessioni degli esami imperiali. La famiglia Zhao mandò dunque il proprio nipote a sostenere gli esami provinciali. Terminata la prova, il giovane tornò a casa e tutti attesero quotidianamente la pubblicazione dei risultati.

Passata la festa del Doppio Nove, una mattina, mentre gli abitanti del villaggio dormivano ancora, si udì improvvisamente un gran tintinnio di campanelli da cavallo. Tutti si svegliarono di soprassalto e aprirono le porte per vedere che cosa stesse accadendo.

Scorsero un gruppo di persone che, procedendo insieme, si dirigevano verso occidente.

Informandosi, appresero che il giovane signor Zhao aveva superato gli esami ed era diventato juren.

Anche Fang Bikai si trovava in strada con gli altri a osservare il trambusto. Appena udì la notizia, corse tutto d’un fiato fino alla casa degli Zhao.

Davanti all’ingresso vide un gruppo di uomini con cappelli ornati di nappe rosse, intenti ad affiggere gli avvisi ufficiali della promozione.

Da quando suo figlio aveva cominciato a studiare, Fang Bikai aveva imparato a riconoscere qualche carattere, benché le sue conoscenze fossero assai limitate. Ora tutta la sua attenzione era concentrata sull’avviso. Lo esaminava e, leggendo lentamente, pronunciava:

«Lieto annuncio alla nobile dimora del signor Zhao Yinwen: negli esami provinciali dello Shaanxi della presente sessione ha conseguito il quarantunesimo posto tra i juren. Messaggero della buona notizia: Bu Lianyuan.»

Preview chapterCapitolo secondo — Viaggiando insieme, il segretario Qian discorre dei vantaggi della carriera burocratica; bocciato agli esami, lo xiaolian Zhao subisce gli inganni del proprio servitorePreview

Dopo che la famiglia Zhao ebbe festeggiato per diversi giorni la promozione del giovane Zhao Wen, giunse un messaggio dal maestro responsabile della scuola locale.

Il messaggio, recapitato da un inserviente scolastico, ordinava a Zhao Wen di recarsi immediatamente nel capoluogo provinciale per compilare la dichiarazione personale, nella quale i candidati promossi dovevano registrare età, luogo di origine e altre informazioni.

Le tre generazioni della famiglia Zhao acquistarono vino e carne, offrirono all’inserviente un abbondante pasto e gli regalarono alcune centinaia di monete di rame.

Quando questi se ne fu andato, Zhao Wen cominciò a preoccuparsi del modo corretto di compilare la dichiarazione.

Fortunatamente poté chiedere consiglio al suo anziano predecessore Wang Ren, che gli spiegò ogni dettaglio.

Zhao Wen ne fu molto contento.

Il nonno consultò allora il consuocero Fang Bikai, proponendo di invitare Wang Ren ad accompagnare il giovane nel capoluogo provinciale, così da poter contare sui suoi consigli durante il viaggio.

Fang Bikai non aveva motivo di rifiutare. Da un lato, la richiesta proveniva dal suo autorevole consuocero; dall’altro, il successo riguardava il fratello maggiore del futuro marito di sua figlia.

Accettò dunque immediatamente.

Il vecchio Zhao gli fu profondamente riconoscente.

Consultarono l’almanacco e scoprirono che il quindicesimo giorno del decimo mese era indicato come particolarmente propizio per i lunghi viaggi e per ogni genere di attività.

Decisero quindi di partire quel giorno.

Poiché gli Zhao non disponevano di animali da sella sufficienti, chiesero in prestito due asini alla famiglia Fang.

Nei giorni precedenti la partenza, vari parenti vennero a portare regali e a offrire banchetti d’addio. Zhao Wen accettò tutte quelle attenzioni.

Tralasciamo i particolari.

In un batter d’occhio arrivò il quattordicesimo giorno.

Il nonno e il padre di Zhao Wen trascorsero l’intera giornata a preparare i bagagli. Durante la notte non riuscirono neppure a dormire, occupandosi continuamente di una cosa o dell’altra.

All’alba del quindicesimo giorno, Zhao Wen si alzò, si lavò il viso e fece una colazione abbondante.

Gli animali erano già pronti davanti alla porta.

Poco dopo arrivarono anche Fang Bikai e Wang Ren.

Zhao Wen si inginocchiò davanti al nonno e al padre per prendere congedo.

Il vecchio Zhao si inchinò a Wang Ren, pregandolo di prendersi cura del nipote. Wang Ren ricambiò immediatamente il saluto.

Terminate le cerimonie, tutti accompagnarono i viaggiatori fuori dal portone.

Questi montarono in sella e si avviarono lungo la strada maestra in direzione della città.

Qualche giorno prima, il notabile Wang aveva mandato una lettera invitando Zhao Wen, qualora dovesse recarsi nel capoluogo provinciale per la dichiarazione personale, a fermarsi nella sua dimora cittadina per alcuni giorni.

Perciò Zhao Wen e Wang Ren, dopo mezza giornata di viaggio, entrarono in città e si diressero verso il quartiere dell’Arco di Pietra.

Wang Ren conosceva bene quella casa e i portinai lo riconobbero immediatamente, lasciandolo entrare senza difficoltà.

Per Zhao Wen, invece, era la prima visita.

Fortunatamente era un giovane attento ai particolari e, dopo essere sceso dall’asino, cominciò a osservare tutto con cura.

Davanti all’ingresso si ergeva un muro di protezione imbiancato a calce, sul quale erano scritti due grandi caratteri: «Grande felicità».

A oriente e a occidente si innalzavano due pennoni.

Ai lati del portone si estendevano pareti di mattoni levigati, disposte obliquamente.

Il grande portone a due battenti era dipinto di nero, e gli anelli di rame brillavano come specchi.

All’esterno era appesa un’insegna:

«Sottosezione per la raccolta di donazioni di soccorso alle province di Qin e Jin».

Ai lati si trovavano due cartelli con teste di tigre, sui quali si leggeva:

«Ufficio di grande importanza»

e

«Ingresso vietato agli estranei».

Su quei cartelli erano appesi anche due bastoni dipinti per metà di rosso e per metà di nero, i cosiddetti bastoni dell’acqua e del fuoco, usati dagli uscieri dei tribunali per manifestare l’autorità ufficiale.

Oltre il portone principale vi era una seconda porta a sei battenti, dipinta di blu.

Preview chapterCapitolo terzo — Affannandosi per ottenere un incarico, il segretario Qian visita di notte un alto funzionario; costretto a retrocedere di grado, il sovrintendente Huang ricopre di blu la sua portantina verdePreview

Da quando Zhao Wen aveva lasciato la propria casa, nel primo mese dell’anno, erano ormai trascorsi quasi tre mesi.

La lunga lontananza dalla famiglia gli aveva suscitato ogni genere di pensieri e sentimenti, che non riusciva a placare.

Dopo la bocciatura agli esami primaverili, aveva deciso di preparare i bagagli e tornare al villaggio.

Ma il nonno desiderava ardentemente che il nipote conquistasse una posizione nella società.

Gli mandò dunque una lettera accompagnata da oltre duemila liang d’argento.

Nella lettera scriveva:

«Se supererai gli esami e otterrai immediatamente un nuovo grado, sarà naturalmente motivo di grande gioia.

«Ma se sarai respinto, dovrai acquistare senza indugio un incarico di segretario imperiale e rimanere a Pechino a prestare servizio.

«Questa è anche l’opinione del notabile Wang.

«Abbiamo raccolto questa somma con enormi difficoltà, mettendo insieme denaro da ogni parte.

«Spero che tu sappia esercitare bene il tuo incarico nella capitale.

«Quando sarai un funzionario, nessuno oserà più venire a maltrattare la nostra famiglia.

«Soprattutto non comportarti da sciocco e non sperperare inutilmente il denaro.»

Ricevuta la lettera, Zhao Wen non poteva più tornare immediatamente a casa.

Chiese dunque a Qian di informarsi sul luogo in cui sarebbe stato più conveniente acquistare un incarico e di preparare il versamento del denaro.

Qian, che ormai non aveva più alcuna stima del giovane, cambiò immediatamente atteggiamento quando scoprì che disponeva di una grossa somma per acquistare un ufficio.

Tornò a mostrarsi affettuosissimo.

Sperava infatti di occuparsi personalmente della transazione e di ricavarne un profitto.

Quando Zhao Wen gli affidò davvero l’incarico, ne fu felicissimo.

Un giorno lo invitava a teatro, il giorno seguente a un banchetto.

Gli presentò anche un uomo che parlava con il caratteristico accento di Pechino.

I tre cominciarono a mangiare e bere insieme quasi ogni giorno.

Qian sosteneva che quell’uomo fosse suo fratello giurato e conoscesse bene gli impiegati dei ministeri.

Qualunque faccenda gli fosse affidata, avrebbe trovato certamente il modo di risolverla.

Zhao Wen gli credette.

Dopo qualche giorno indossò gli abiti cerimoniali e andò a rendergli visita.

Offrì perfino un pranzo in suo onore.

Alla fine gli affidò il versamento del denaro necessario all’acquisto dell’incarico.

Gli oltre duemila liang non bastavano.

Fortunatamente l’uomo si offrì di anticipare altri cinquecento liang.

Zhao Wen firmò una ricevuta e stabilì una data per il rimborso.

Scrisse poi alla famiglia chiedendo di mandargli altro denaro.

Nel frattempo dovette cercare alcuni compaesani disposti a firmare le garanzie, presentare documenti agli uffici e sbrigare varie formalità.

Trascorse più di un mese prima che tutto fosse concluso.

I lettori tengano bene a mente questo punto: da quel momento Zhao Wen, fino ad allora chiamato xiaolian Zhao, divenne il segretario imperiale Zhao.

He Gen rimase con lui a Pechino, continuando a prestare servizio come amministratore domestico.

Riprendiamo ora l’altro filo della narrazione.

Il segretario Qian aveva trascorso diversi mesi a Pechino senza concludere molto.

Fortunatamente incontrò un impiegato ministeriale con il quale strinse amicizia.

Costui escogitò un sistema per alleggerire la formulazione delle accuse contenute nel vecchio fascicolo disciplinare che aveva provocato la destituzione di Qian.

In seguito, mediante un pagamento, riuscì a ottenere il ripristino del suo grado.

Qian versò inoltre altre somme per alcune formalità supplementari e rimase in attesa di una nuova assegnazione.

Con ulteriori manovre, in meno di due mesi fu nominato dianshi della contea di Shangrao, nella provincia del Jiangxi.

Udendo che si trattava di un posto piuttosto redditizio, ne fu naturalmente molto soddisfatto.

Ma, informandosi meglio, scoprì che il prefetto che in passato lo aveva denunciato nel Jiangnan era ora diventato commissario provinciale dell’amministrazione e delle finanze del Jiangxi.

Come si dice, i nemici finiscono sempre per incontrarsi su una strada stretta.

Qian stava per ricadere proprio sotto l’autorità dell’uomo che lo aveva fatto destituire.

La notizia lo mise in grande agitazione.

Andò a discuterne con il suo fratello giurato, lo stesso che in precedenza gli aveva sottratto denaro con l’affare dell’acquisto dell’incarico.

Table of contents

Inside this edition

  1. 01Capitolo primo — Aspirando agli onori, un vecchio maestro istruisce un ragazzo indisciplinato; discorrendo dell’arte dei saggi a otto parti, un notabile incoraggia le giovani generazioni
  2. 02Capitolo secondo — Viaggiando insieme, il segretario Qian discorre dei vantaggi della carriera burocratica; bocciato agli esami, lo xiaolian Zhao subisce gli inganni del proprio servitore
  3. 03Capitolo terzo — Affannandosi per ottenere un incarico, il segretario Qian visita di notte un alto funzionario; costretto a retrocedere di grado, il sovrintendente Huang ricopre di blu la sua portantina verde
  4. 04Capitolo quarto — Un memoriale d’accusa concede una tregua e permette di recuperare i festeggiamenti di compleanno; l’oro ha il suo prezzo e accelera le promozioni
  5. 05Capitolo quinto — Il commissario provinciale vende gli incarichi e litiga con il fratello; un magistrato corrotto e i suoi servitori si rendono complici delle stesse malefatte
  6. 06Capitolo sesto — Un magistrato di distretto prepara in fretta l’accoglienza del governatore; per mancanza di addestramento, un vicegenerale viene retrocesso a comandante
  7. 07Capitolo settimo — Durante un banchetto con i funzionari stranieri, il governatore dimostra padronanza dell’etichetta; nell’acquisto di macchinari, un funzionario affida l’incarico a uomini senza scrupoli
  8. 08Capitolo ottavo — Discorrendo della carriera ufficiale, un uomo si abbandona a vanterie smisurate; dopo aver dissipato i fondi pubblici, non trova più una via d’uscita
  9. 09Capitolo nono — Un sovrintendente pretende la restituzione dei fondi pubblici e rompe ogni riguardo; un commissario provinciale si addolora per la nomina a governatore supplente
  10. 10Capitolo decimo — Terrorizzato dalla moglie, un viceprefetto vive nell’angoscia; accompagnando la sorella, un monaco si intromette in affari altrui
  11. 11Capitolo undicesimo — Un povero funzionario subalterno cerca protezioni per ottenere un incarico; due funzionari favoriti si combattono con intrighi e manovre
  12. 12Capitolo dodicesimo — Tendendo una trappola, si usa la mano altrui per colpire un nemico; per una cortigiana sottratta al superiore, la gelosia divampa fra le imbarcazioni
  13. 13Capitolo tredicesimo — Ascoltando un rimprovero, gli accompagnatori sopportano in silenzio; dopo aver subito un’ingiustizia, una giovane cortigiana cerca la morte
  14. 14Capitolo quattordicesimo — Nella repressione dei banditi, veri e falsi si confondono in una grande messinscena; grazie alle raccomandazioni ufficiali, perfino cani e galline salgono al cielo
  15. 15Capitolo quindicesimo — Un vecchio magistrato conduce il processo anticipando ogni mossa; un agente investigativo segue con metodo tutte le tracce della refurtiva
  16. 16Capitolo sedicesimo — Il magistrato nasconde la refurtiva e incassa il prezzo del favore; un collega respinge le raccomandazioni e si vendica di un torto
  17. 17Capitolo diciassettesimo — Con il pretesto degli affari pubblici, si tenta un’estorsione di trentamila liang; per cinquanta liang si compra un memoriale d’accusa
  18. 18Capitolo diciottesimo — Per celebrare un’amministrazione virtuosa, un alto funzionario deve mettere mano al portafoglio; durante l’inchiesta imperiale, gli accompagnatori vendono informazioni riservate
  19. 19Capitolo diciannovesimo — Nel mare della burocrazia si continua a venerare il prestigio degli esami tradizionali; predicando la dottrina morale, i funzionari esaltano la parsimonia
  20. 20Capitolo ventesimo — Per compiacere il governatore, tutti fanno a gara a confezionarsi giacche di pelle di montone; nel desiderio di riformare l'amministrazione, si esorta a eliminare il vizio dell'oppio

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