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Istruzioni per la vita pratica cover

Italian Edition

Philosophy

Istruzioni per la vita pratica

Italian BooksWhale Edition by Wang Yangming

Original title: 传习录

Dialoghi e lettere di Wang Yangming indagano la conoscenza morale, la coltivazione interiore e l’unità di sapere e azione.

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Book introduction

Istruzioni per la vita pratica

Le conversazioni e le lettere raccolte nel Chuanxi lu mostrano Wang Yangming mentre risponde a dubbi di discepoli e interlocutori. Lo studio dei classici si intreccia con l’esercizio quotidiano della coscienza morale, l’educazione e la critica di una conoscenza separata dall’azione. La traduzione italiana comprende annotazioni di diversi allievi, risposte epistolari e testi sull’insegnamento, conservando la forma dialogica della raccolta.

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How this edition was prepared

This edition is an AI-assisted, human-reviewed translation prepared by BooksWhale. It has been reviewed for readability, formatting, and consistency.

Public domain basis

Why this edition can be shared

L’opera cinese di Wang Yangming (morto nel 1529) appartiene al pubblico dominio. Questa versione italiana è una nuova traduzione assistita dall’IA, organizzata dal titolare dell’edizione e da lui revisionata, senza riprodurre una traduzione moderna protetta.

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Preview chapterAnnotazioni di Xu AiRead preview

Il maestro Yangming considerava autentica la versione antica del Grande Studio (Daxue), anche per quanto riguarda la dottrina dell’«investigazione delle cose» (gewu), mentre riteneva che la versione giudicata erronea dai precedenti studiosi confuciani fosse in realtà quella corretta. Quando ne sentii parlare per la prima volta, rimasi profondamente sbalordito; poco dopo fui assalito dai dubbi. Mi dedicai allora con tutte le mie energie allo studio, confrontando ripetutamente le diverse interpretazioni, esaminandole da ogni punto di vista e interrogando il maestro Yangming. Soltanto allora compresi che la sua dottrina era chiara come il freddo dell’acqua e il calore del fuoco, e che apparteneva davvero a quelle verità che «possono attendere per cento generazioni l’avvento di un saggio senza suscitare alcun dubbio».

Il maestro Yangming possedeva fin dalla nascita un’intelligenza e una saggezza straordinarie. Tuttavia, era di carattere sereno e allegro, franco e accessibile, e non si curava delle apparenze esteriori. Alcuni, avendolo conosciuto quando era giovane, audace e insofferente alle convenzioni, e sapendo che un tempo si era appassionato alla composizione letteraria e aveva frequentato gli insegnamenti del buddhismo e del taoismo, quando udirono improvvisamente esporre queste sue dottrine le considerarono semplicemente il frutto di un gusto per le novità e le opinioni singolari. Per questo le trattarono con leggerezza, senza esaminarle né approfondirle.

Costoro ignoravano che, durante i tre anni trascorsi in esilio tra popolazioni considerate allora barbare, il maestro Yangming aveva sopportato le difficoltà coltivando la quiete interiore. Il suo esercizio del principio «essere perfettamente attenti ed essere perfettamente unificati» aveva ormai superato la condizione ordinaria ed era entrato nel dominio dei saggi, raggiungendo pienamente la grande centralità e la perfetta rettitudine.

Io ricevevo continuamente i suoi insegnamenti e constatavo che la sua dottrina, se osservata da vicino, sembrava facile da avvicinare, ma quanto più la si contemplava, tanto più appariva elevata; a un primo sguardo sembrava semplice, ma quanto più la si approfondiva, tanto più si rivelava sottile; sembrava a portata di mano, ma quanto più si tentava di raggiungerla, tanto più appariva inesauribile. Dopo oltre dieci anni, non ero ancora riuscito a intravedere l’intera profondità delle sue realizzazioni.

Come potrebbero dunque comprenderle quei gentiluomini che hanno incontrato il maestro Yangming una sola volta, o che non hanno mai ascoltato direttamente le sue parole, o che si accostano a lui già animati da disprezzo, arroganza, collera o pregiudizio, pretendendo di giudicarlo frettolosamente sulla base di una breve conversazione o di racconti riferiti da altri?

Anche coloro che seguono il maestro Yangming e hanno la fortuna di ascoltare i suoi insegnamenti spesso ne comprendono un aspetto trascurandone un altro, oppure ne vedono soltanto la superficie senza coglierne l’essenza. Sono simili al duca Mu di Qin, che si soffermava sul sesso e sul colore del mantello di un cavallo senza riconoscere la sua capacità di percorrere mille li.

Perciò ho raccolto con cura le parole del maestro che ho udito nella vita quotidiana e le ho mostrate privatamente ai compagni di studio, affinché potessimo esaminarle insieme, confrontarle e correggerle, nella speranza di non tradire i suoi insegnamenti.

Rispettosamente annotato dal discepolo Xu Ai.

§ 1

Xu Ai domandò:

«Nel Grande Studio compare l’espressione “amare il popolo” (qinmin). Zhu Xi sosteneva che si dovesse leggere “rinnovare il popolo” (xinmin), e il passo successivo in cui si parla di “stimolare il rinnovamento del popolo” sembra confermare la sua interpretazione. Maestro, voi sostenete invece che si debba conservare la lezione antica, “amare il popolo”. Avete anche voi delle prove a sostegno?»

Il maestro Yangming rispose:

«Il carattere “nuovo” nell’espressione “stimolare il rinnovamento del popolo” si riferisce a un popolo che rinnova sé stesso, e non ha lo stesso significato che assume nell’espressione “rinnovare il popolo”. Come potrebbe dunque servire da prova? Il carattere che significa “stimolare” corrisponde piuttosto al senso di “amare”, ma non implica quello di “rinnovare”.

Nei passi successivi, dedicati al buon governo dello Stato e alla pacificazione del mondo, non compare alcuna spiegazione del carattere “nuovo”. Al contrario, espressioni come “il gentiluomo apprezza ciò che gli altri apprezzano e ama coloro che essi amano; il popolo trova gioia nelle loro gioie e beneficio nei loro benefici”, oppure “come proteggere un neonato”, o ancora “amare ciò che il popolo ama e detestare ciò che il popolo detesta: questo significa essere padre e madre del popolo”, esprimono tutte il significato del carattere “amare”.

Preview chapterAnnotazioni di Lu ChengPreview

§ 15

Lu Cheng domandò:

«L’esercizio del concentrarsi sull’Uno consiste, per esempio, nel dedicare tutta la propria attenzione alla lettura quando si legge un libro e tutta la propria attenzione all’accoglienza degli ospiti quando si ricevono visitatori? Possiamo chiamarlo “concentrarsi sull’Uno”?»

Il maestro Yangming rispose:

«Quando qualcuno ama la bellezza fisica, concentra tutta l’attenzione su di essa; quando desidera ricchezze, concentra tutta l’attenzione sul loro possesso.

Possiamo forse chiamare anche questo “concentrarsi sull’Uno”?

Si tratta invece di inseguire le cose esteriori.

Concentrarsi sull’Uno significa dedicarsi esclusivamente al principio celeste.»

§ 16

Gli fu chiesto che cosa significasse stabilire fermamente la propria aspirazione.

Il maestro Yangming rispose:

«Stabilire fermamente la propria aspirazione significa semplicemente non dimenticare mai, neppure per un istante, di conservare il principio celeste.

Se si riesce a non dimenticarlo, con il passare del tempo esso si consoliderà naturalmente nella mente-cuore, proprio come ciò che i taoisti chiamano “formare l’embrione sacro”.

Conservando costantemente questo pensiero, senza mai lasciarlo svanire, si possono raggiungere gradualmente le condizioni della bellezza morale, della grandezza, della saggezza e della perfezione spirituale.

Tutto deriva dalla coltivazione e dall’espansione di quest’unico pensiero.»

§ 17

Nell’esercizio quotidiano, se ci si sente agitati e confusi, è opportuno sedersi in meditazione.

Se si prova pigrizia nei confronti della lettura, è opportuno mettersi comunque a leggere.

Anche questo significa prescrivere il rimedio adatto alla malattia.

§ 18

Nei rapporti con gli amici, impegnarsi a trattarli con umiltà e tolleranza porta beneficio; comportarsi con arroganza e desiderio di superiorità provoca invece danno.

§ 19

Meng Yuan aveva il difetto di essere presuntuoso e di amare la fama. Il maestro Yangming lo aveva rimproverato ripetutamente.

Un giorno, poco dopo aver ricevuto un altro severo ammonimento, un compagno di studio raccontò i progressi recentemente compiuti nella propria pratica e chiese al maestro di correggerlo.

Meng Yuan intervenne dicendo:

«Questo è proprio il livello di conoscenza che avevo raggiunto io in passato.»

Il maestro Yangming disse:

«Ecco che il tuo difetto si manifesta di nuovo.»

Il volto di Meng Yuan cambiò colore ed egli si preparò a giustificarsi.

Il maestro Yangming ripeté:

«Il tuo difetto si manifesta di nuovo.»

Poi lo ammonì:

«Questa è la radice della grande malattia della tua vita.

Immagina un terreno quadrato di dieci piedi per lato sul quale cresca un grande albero.

La pioggia, la rugiada e la fertilità del terreno possono nutrire soltanto le radici di quell’albero.

Anche se volessi coltivare cereali intorno a esso, i suoi rami e le sue foglie li coprirebbero dall’alto, mentre le sue radici occuperebbero il terreno sottostante.

Come potrebbero crescere?

Bisogna abbattere completamente l’albero, senza lasciare neppure le radichette più sottili. Soltanto allora si potranno coltivare i cereali.

Altrimenti, per quanto tu lavori la terra, la concimi e te ne prenda cura, finirai soltanto per nutrire ancora di più le radici di quell’albero.»

§ 20

Qualcuno domandò:

«Le opere scritte dalle generazioni successive sono diventate tanto numerose che alcune rischiano di confondere la vera dottrina.»

Il maestro Yangming rispose:

«Nella mente-cuore dell’uomo, il principio celeste costituisce originariamente un’unità indivisa.

Quando i saggi lo registrarono nei libri, fecero qualcosa di simile a chi dipinge un ritratto.

Un ritratto mostra soltanto l’aspetto generale di una persona, affinché chi lo osserva possa cercarne il vero volto.

Ma lo spirito, il temperamento, il modo di parlare e sorridere, i movimenti e gli atteggiamenti di una persona non possono essere interamente riprodotti.

Le opere delle generazioni successive non fanno altro che ricopiare i ritratti dipinti dai saggi.

Inoltre, i loro autori vi aggiungono arbitrariamente analisi, distinzioni e particolari per esibire la propria abilità.

Così ogni nuova copia si allontana sempre di più dal vero volto.»

§ 21

Qualcuno domandò:

«I saggi erano capaci di rispondere a ogni cambiamento senza mai esaurire le proprie risorse. Significa forse che avevano studiato in anticipo tutte le possibili situazioni?»

Il maestro Yangming rispose:

Preview chapterAnnotazioni di Xue KanPreview

§ 95

Xue Kan chiese chiarimenti sull’affermazione: «Mantenere salda la propria aspirazione è come soffrire di un dolore al cuore: quando tutta l’attenzione è concentrata sul dolore, come si potrebbe trovare il tempo di pronunciare parole inutili o occuparsi di faccende irrilevanti?»

Il maestro Yangming rispose:

«Per un principiante, esercitarsi in questo modo va molto bene. Tuttavia, bisogna fargli comprendere che “la mente-cuore entra ed esce senza un momento determinato, e nessuno conosce il luogo in cui dimora”, e che la sua luminosità spirituale è originariamente così. Soltanto allora l’esercizio avrà un fondamento concreto. Se invece ci si limita a mantenere rigidamente la propria aspirazione, temo che proprio questo esercizio possa generare nuovi difetti.»

§ 96

Xue Kan domandò:

«Se ci si concentra esclusivamente sulla coltivazione interiore senza dedicarsi all’indagine e all’approfondimento, non si rischia di scambiare i desideri egoistici per il principio celeste? Come bisogna comportarsi?»

Il maestro Yangming rispose:

«L’uomo deve comprendere in che cosa consiste lo studio. Anche l’indagine e l’approfondimento non sono altro che coltivazione interiore. Se non si indaga, significa soltanto che l’aspirazione alla coltivazione non è abbastanza sincera e profonda.»

Xue Kan domandò ancora:

«Che cosa significa comprendere in che cosa consiste lo studio?»

Il maestro Yangming rispose:

«Dimmi innanzitutto: per quale motivo studi? Che cosa intendi imparare?»

Xue Kan rispose:

«Ho già ascoltato i vostri insegnamenti, maestro. Studiare significa imparare a conservare il principio celeste. La sostanza originaria della mente-cuore è proprio il principio celeste. Riconoscere il principio celeste significa semplicemente liberare la propria mente-cuore da ogni intenzione egoistica.»

Il maestro Yangming disse:

«Se è così, basta eliminare le intenzioni egoistiche. Perché dovresti preoccuparti di non riuscire a distinguere il principio celeste dai desideri umani?»

Xue Kan rispose:

«Temo precisamente di non riconoscere queste intenzioni egoistiche con sufficiente chiarezza.»

Il maestro Yangming disse:

«Questo dimostra ancora una volta che la tua aspirazione non è abbastanza sincera e profonda.

Se lo fosse davvero, ogni cosa che vedessi e ascoltassi sarebbe rivolta a questo scopo. Come potresti allora non riconoscere correttamente le intenzioni egoistiche?

Tutti gli uomini possiedono la capacità di distinguere il giusto dall’ingiusto. Non occorre cercarla all’esterno.

La cosiddetta indagine consiste soltanto nel riconoscere e comprendere ciò che la propria mente-cuore già conosce.

Dovresti forse cercare, al di fuori della mente-cuore, un’altra conoscenza da possedere?»

§ 97

Il maestro Yangming domandò ai discepoli presenti:

«Come procede ultimamente il vostro esercizio?»

Uno di loro descrisse le sensazioni di vuoto e luminosità interiore che aveva sperimentato.

Il maestro Yangming disse:

«Stai parlando di una condizione soggettiva.»

Un altro discepolo raccontò le differenze che aveva osservato tra il proprio stato presente e quello passato.

Il maestro Yangming disse:

«Stai parlando dei risultati.»

I due discepoli rimasero perplessi e chiesero al maestro di correggerli.

Il maestro Yangming rispose:

«Il nostro esercizio quotidiano consiste soltanto nel rendere autentica e profonda l’aspirazione a fare il bene.

Quando questa aspirazione è sincera, vedendo una buona azione ci si affretta a seguirla; quando si commette un errore, lo si corregge immediatamente.

Questo è il vero esercizio.

Così i desideri egoistici diminuiranno giorno dopo giorno, mentre il principio celeste si manifesterà con crescente chiarezza.

Se invece ci si preoccupa continuamente di ricercare particolari stati interiori e di parlare dei risultati ottenuti, si cade nell’errore di forzare artificialmente la crescita e di inseguire qualcosa all’esterno.

Questo non è autentico esercizio.»

§ 98

Alcuni discepoli, durante la lettura, erano soliti individuare e criticare numerosi passi delle opere di Zhu Xi.

Il maestro Yangming disse:

«Se lo fate deliberatamente per cercare opinioni differenti, sbagliate.

Le mie interpretazioni differiscono spesso da quelle di Zhu Xi perché, nel punto da cui comincia l’esercizio, esistono divergenze che, pur sembrando minime, possono condurre a conseguenze enormemente diverse.

Per questo non posso evitare di chiarirle.

Tuttavia, la mia mente-cuore e quella di Zhu Xi non sono mai state differenti nella loro intenzione fondamentale.

Quanto alle altre parti delle sue opere, nelle quali egli ha spiegato correttamente e chiaramente il significato dei testi, come potrei permettermi di modificarne anche una sola parola?»

Table of contents

Inside this edition

  1. 01Annotazioni di Xu Ai
  2. 02Annotazioni di Lu Cheng
  3. 03Annotazioni di Xue Kan
  4. 04Lettera in risposta a Gu Dongqiao
  5. 05Lettera in risposta a Zhou Daotong
  6. 06Lettera in risposta a Lu Yuanjing
  7. 07Un'altra lettera
  8. 08Lettera in risposta a Ouyang Chongyi
  9. 09Lettera in risposta al viceministro Luo Zheng'an
  10. 10Lettera in risposta a Nie Wenwei
  11. 11Seconda lettera
  12. 12Principi fondamentali dell’educazione dei fanciulli, presentati agli insegnanti Liu Bosong e agli altri
  13. 13Regolamento per l'insegnamento
  14. 14Annotazioni di Chen Jiuchuan
  15. 15Annotazioni di Huang Zhi
  16. 16Annotazioni di Huang Xiuyi
  17. 17Annotazioni di Huang Shengzeng
  18. 18Annotazioni di Huang Yifang

Istruzioni per la vita pratica

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